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13/12/2011

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FINE DI UN AMORE


 

di Giuliana Proietti
 

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"Salutarsi è una pena così dolce che ti direi addio fino a domani”, scriveva William Shakespeare, ma per alcuni salutarsi, quando un amore finisce, non è sempre facile. Non si sa con quali parole dirlo, quale atteggiamento assumere, se continuare a frequentarsi o dividere per sempre ed inesorabilmente le proprie strade.

In particolare, questo momento di disagio lo si vive dopo una vacanza, durante la quale si è incontrata una persona sconosciuta e ne è nata una storia: breve, ma pur sempre intensa.  E' difficile che questi amori sopravvivano, perché i due innamorati trovano sul loro cammino degli ostacoli davvero difficili da superare: in primis la distanza. Come si fa a mantenere vivo il rapporto con una persona della quale si sa in fondo pochissimo e che vive a centinaia di chilometri? Oggi con internet è tutto più facile: si chatta e in questo modo ci si sente più vicini. Può sembrare una soluzione ed invece, in molti casi, questa è una enorme complicazione perché può far durare una relazione fondamentalmente inconsistente per anni e anni, dando ai due partner la sensazione di aver consolidato un legame che invece non c'è.

Basti pensare all'altissimo tasso di separazioni quando uno dei due si trasferisce: visto/a nel proprio ambiente, in relazione con i propri familiari ed amici la persona amata può apparire (e sentirsi lei stessa) completamente fuori posto. C'è ad esempio il problema della lingua, o del dialetto: per divertirsi insieme in una settimana di vacanza il livello di comunicazione può essere infatti anche di scarsa qualità, ma quando ci si trova a confrontarsi con problemi spinosi che riguardano il proprio futuro, è necessario comprendersi a fondo e constatare che ci sia davvero un progetto comune, da realizzare insieme.

Oggi si stima che un rapporto di coppia possa andare avanti senza traumi per circa quattro anni, dopo di che cominciano ad intravedersi le prime avvisaglie di possibili crisi. Entrambi i partners se ne accorgono, ma è raro che, sin da subito, comincino a chiedersene le ragioni, o ad affrontare discorsi che non si sa mai dove potrebbero condurre. In genere, per arrivare a parlare dei problemi presenti all’interno della coppia i due partners hanno bisogno che un fatto insolito, rilevante ed impossibile da trascurare, scateni apertamente la crisi.

In genere si arriva a questo stadio dopo un tradimento, ma come abbiamo detto il fattore scatenante potrebbe essere anche un trasferimento, un cambiamento delle abitudini di vita, o anche la nascita di un figlio, la perdita di una persona cara, la perdita del lavoro, ecc.

Solo allora ci si rende conto che la luna di miele è veramente finita e comincia a prendere corpo quella sensazione di infelicità e di tristezza che, per molto tempo, era rimasta sullo sfondo.

Molto spesso le persone si lasciano anche dopo molti anni di convivenza, quando il rapporto sembrava ormai stabile e consolidato: senza che i due partners se ne siano veramente accorti, il semplice trascorrere del tempo li ha cambiati, portandoli a maturare esigenze ed aspettative diverse. 

Nelle coppie più fortunate questa crescita avviene simultaneamente e nella stessa direzione, mentre nelle altre vi è un progressivo allontanamento, fino a che non arriva la crisi: il momento del giudizio, delle scelte, del cambiamento. Dopo una crisi infatti si può ritrovare un'intesa o ci si può lasciare definitivamente: in ogni caso niente sarà più esattamente come prima. Il che non significa che la crisi serva solo a peggiorare le cose...Talvolta può anche migliorarle, facendo sentire le persone più forti e più sicure del rapporto che le unisce.

La crisi però, per essere positiva nel rapporto di coppia, dovrebbe arrivare quando questo è pienamente consolidato. Una recente ricerca (Robert Lount, del Fisher College of Business dell’Ohio State University, pubblicata su Personality and Social Psychology Bulletin, 2009) ha infatti dimostrato che le unioni travolte sin dai primi momenti da una crisi hanno minori possibilità di durare nel tempo. Le prime impressioni contano moltissimo, quando si vuole costruire una relazione di fiducia durevole. Se si parte con il piede sbagliato, la relazione potrebbe rovinarsi per sempre.  I partners che subiscono un tradimento subito dopo l'inizio del rapporto, ad esempio, non riescono a sviluppare un sentimento di fiducia nel /nella partner e la coppia non riesce così ad uscire dalla crisi. Questo, naturalmente, se c'è già l'amore: se invece due persone si frequentano da poco e stanno bene insieme, ma non mostrano di volere legami più profondi, è possibile che una piccola crisi iniziale possa, al contrario, far comprendere l'importanza di quella relazione.

E’ normale, quando ci si lascia, sentirsi sotto shock, non riuscire più a fare le cose come prima, non sentirsi più la stessa persona. Ancor più duro è rapportarsi con il proprio ex, oppure, quando si ha una famiglia, spiegare ai figli ed ai parenti i propri sentimenti: spesso non ci si sente ascoltati, considerati, compresi, specialmente dai figli. Del resto, quando si decide di lasciarsi, occorre anche riflettere sul fatto che i figli percepiscono sin dal primo momento che qualcosa sta cambiando per loro, molto spesso in peggio: il divorzio dei genitori non è mai un motivo di felicità per i figli, che si sentono più vulnerabili, più insicuri, più soli.

Leggi anche: Come far finire un amore, quando l'amore è finito, su Penso Positivo VI
 


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