Responsabile Scientifico del Sito Dr. Walter La Gatta

 
13/12/2011

Trovaci su TwitterAbbonati ai nostri RSSClinica della Timidezza Ancona
               Fare
della propria timidezza un punto di forza
 

 

Chi
siamo
Gli
Aforismi
 La
Posta
Penso     Positivo Le
Interviste
Test
e Quiz
Le
Ricerche
Gli
Articoli

ALESSITIMIA



di Walter La Gatta

 

HOME  > ARTICOLI > Alessitimia


L’alessitimia consiste nell’incapacità di esprimere le proprie emozioni e di empatizzare con gli altri.  In psicosomatica viene considerata un importante fattore di rischio, in quanto può accrescere la suscettibilità individuale alla malattia. 

Sono state proposte diverse teorie neurofisiologiche per l'origine eziologica dell'alessitimia: secondo MacLean i sintomi fisici dei pazienti alessitimici sono dovuti al fatto che le emozioni vengono incanalate direttamente negli organi corporei attraverso le vie neuroendocrine e autonome; Nemiah (1975, 1977) ha approfondito questa posizione sostenendo che l'alessitimia è provocata da un difetto neurofisiologico che influenza la modulazione da parte del corpo striato dell'input proveniente dal sistema limbico e diretto al neocortex.


Naturalmente vi sono diversi livelli di alessitimia: a volte l’incapacità di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni non è assoluta, ma limitata ad alcuni particolari contenuti, situazioni, emozioni.


Il paziente-tipo che soffre di alessitimia si presenta come una persona:

. incapace di discriminare le emozioni l’una dall’altra;

. incapace di distinguere le emozioni dagli stati somatici che le accompagnano;

. incapace di comunicare verbalmente i propri sentimenti;

. incapace di ‘pensare ai sentimenti’, di mentalizzare le emozioni;

. incapace di usare il linguaggio come mezzo simbolico di espressione dei sentimenti, con tendenza a sostituire il parlare con l’azione fisica diretta;

. povera di fantasia e di fantasticherie per cercare di appagare i propri desideri;

. con scarsa capacità di ricordare i propri sogni ;

. con scarsa disposizione a provare emozioni positive come gioia, felicità e amore;

. passiva, dipendente e tendente al conformismo sociale, scarsamente adattata all’ambiente;

. con uno stile di pensiero piuttosto infantile, egoistico ed utilitaristico;

. con postura rigida e scarse espressioni facciali;

. che ricorre spesso all’imitazione sociale nelle sue azioni;

. con una coscienza morale piuttosto rigida;

. tendente ad attribuire gli eventi della sua vita a cause esterne (caso-destino-altri potenti).


Secondo molti ricercatori, gli ‘psic’ sono ormai talmente abituati ad inquadrare i comportamenti secondo criteri medici e psichiatrici ben definiti, che non riconoscono questa espressione di un più ampio e comprensivo disturbo della regolazione affettiva, rappresentato dalla alessitimia. 

Per questo recentemente è stata costruita anche una scala di valutazione dell’alessitimia da parte di Graeme Taylor, Mike Bagby e Jim Parker, che costituiscono il così detto "gruppo di Toronto", particolarmente noto fra coloro che si interessano di psicosomatica, proprio per le loro ricerche in questo campo. 

Data l’incapacità di riflettere sui sentimenti, oppure di provare sentimenti empatici, una psicoterapia di tipo analitico per chi soffre di questo disturbo non sarebbe risolutiva. 

La psicoanalista Mc Dougall ad esempio considera questi soggetti assolutamente ‘non analizzabili’, a causa del loro deficit di rappresentabilità all'interno della mente. 

Secondo la psicoanalista i tentativi di terapia in questi casi sono solo dei lavori lunghi e inconcludenti, che portano quasi sempre all’abbandono: i soggetti alessitimici  infatti non partecipano emozionalmente alla seduta, non collaborano col terapeuta, sono piuttosto ripetitivi nel riproporre sempre gli stessi argomenti, mostrano di annoiarsi durante gli incontri. 

Altri studiosi invece ammettono la possibilità che i soggetti alessitimici possano essere curati con un trattamento psicoanalitico, ma solo dopo un lavoro preliminare, centrato sulla differenziazione dei vissuti emozionali e sulla loro tollerabilità da parte del soggetto. 
 

Clinica della Timidezza ©
 
Consulenza psicosessuologica
online
I più letti del Sito Sito aggiornato il
13/12/2011
 
Consulenza psicosessuologica
online


Vi raccomandiamo vivamente di modificare i vostri dati
(nome, città di residenza, date, ecc.), per meglio tutelare la vostra privacy.

A cura degli psicoterapeuti:

Dr. Walter La Gatta
Dr. Giuliana Proietti

1. Onicofagia

Aggiornato il
13/12/2011

Contatti

Collabora


Disclaimer


Leggi le News
del Blog
CdT

Tutte le INFO
in una pagina

Corsi per le Scuole

Convegni


 

2. Dislessia

3. Mutismo elettivo/selettivo

4. Iperidrosi e simpatectomia

5. Arrossire

6. Depersonalizzazione e derealizzazione negli attacchi di panico                

Dr. Walter
La Gatta

Dr. Walter La Gatta

Ancona
Tel. 348 3314908
per appuntamenti e
collaborazioni

SERVIZIO DI CONSULENZA
Gli psicologi di
Clinica della Timidezza
rispondono ai quesiti dei lettori,
ogni GIOVEDI'
al numero di cellulare:

349 590 7 591
ore 11.00-12.30

... ed ora anche via chat e video chat!

Dr. Giuliana
Proietti

Dr. Giuliana Proietti

Ancona
Tel. 347 0375949
per appuntamenti e
collaborazioni
CONVEGNI
Clinica della Timidezza_il Blog
IN PRIMO PIANO