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Non solo gli adulti, ma anche i
bambini possono essere portatori di disagio psichico. Vediamo
quali sono le maggiori problematiche psicologiche ed i
comportamenti 'a rischio' tipici' dell'infanzia:
Difficoltà specifiche di apprendimento
Le 'difficoltà specifiche di apprendimento' sono connesse ad un certo
tipo di apprendimento (lettura/scrittura/calcolo) ; in seguito la
difficoltà dapprima specifica si riflette sull'insieme di tutto il
periodo dell'attività scolastica con il rischio di farla concludere con
l'insuccesso.
La dislessia è la difficoltà ad acquisire la lettura nell'epoca
abituale e al di fuori di qualsiasi insufficienza o deficienza
sensoriale. Il 5-15% dei bambini fra i 7 e i 7 anni e mezzo viene
diagnosticato come 'dislessico', dato che prima di questa età errori
similari sono banali per la loro frequenza. Il dislessico confonde le
lettere simili fra loro per il suono o per la forma, inverte, omette,
aggiunge e sostituisce sillabe. La difficoltà riguarda anche
l'acquisizione delle pause e del ritmo.
In genere i problemi di dislessia si accompagnano con problemi di
disortografia, con errori simili a quelli osservati nella lettura.
Fobie
ed Ossessioni
Verso
gli 8 anni cominciano a comparire le fobie, fra cui quella della
morte. Si tratta di una paura esistenziale, talvolta espressa
direttamente, talvolta sotto forma di paura ipocondriaca.
L'atteggiamento
dell'ambiente circostante ricopre un ruolo nella fissazione o meno di
questi comportamenti.
Il bambino
ipocondriaco ad esempio è in perenne preoccupazione sul suo stato di
salute, è facilmente affaticabile, accusa dolori o disagi variamente
localizzati, tipo cefalea, dolori alla schiena etc.
Un'altra fobia
tipica è quella della scuola. E'
una fobia che interessa soprattutto i maschi e nell'80% dei casi si
tratta di figli unici, primogeniti o prediletti.
E' una reazione
di angoscia intensa strettamente connessa alla scuola : al momento
della partenza il bambino si agita e manifesta un grande terrore,
piange, supplica i genitori.
I
tic
I
tic sono movimenti improvvisi ed involontari che riguardano tutto il
corpo, ma in particolare il viso.
Compaiono verso
i 6/7 anni. Non è raro che un sentimento di colpa o di vergogna
accompagni il tic.
L'ambiente può
rinforzare il tic con rimproveri troppo insistenti, derisioni,
proibizioni che accrescono l'ansia e possono mettere in moto una
organizzazione nevrotica.
La
timidezza
La
timidezza riguarda soprattutto bambini isolati, che non osano
avvicinarsi agli altri, malgrado lo vorrebbero, non giocano e
rifiutano le attività di gruppo. In
famiglia questi bambini, dove cioè si sentono protetti, possono per
compensazione mostrarsi autoritari e dominatori.
Comportamenti
'devianti'
Il
bambino comincia a dire bugie per trarne un vantaggio o per evitare un
fastidio.
Fuga
In
genere il bambino che fugge non si allontana mai molto da casa; si
nasconde nei luoghi vicini, dove si sente protetto, nella segreta
speranza che qualcuno lo trovi.
Anche qui si cerca una rivendicazione di affetto.
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