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13/12/2011

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DISLESSIA



di Walter La Gatta

 

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Definizione

Per comprendere cosa sia la dislessia occorre cominciare dal termine: la parola dislessia viene dal greco e significa 'difficoltà nella capacità di leggere le parole". Termini simili, ma con diverso significato, sono 'alessia', che comporta la perdita totale della capacità di leggere o 'paralessia', quando la perdita di questa capacità è solo parziale. Mentre l'alessia dipende da lesioni localizzate nell'area cerebrale posteriore sinistra, la dislessia è cosa completamente diversa, in quanto si tratta di una difficoltà nell'apprendimento della lettura. La dislessia (detta anche 'legastenia') è  'evolutiva' quando appare legata a fattori maturazionali e 'specifica' quando la sua presenza non altera le capacità generali di apprendimento (anche se, inevitabilmente, provoca una diminuzione del rendimento scolastico).

Cause

Le cause della dislessia non sono ancora chiare e il dibattito fra specialisti del settore è ancora aperto. Infatti, non tutti sono concordi a ritenerla una malattia. In Francia la dislessia appare una medicalizzazione eccessiva di problemi anzitutto pedagogici e psicosociali. Negli USA e nei paesi scandinavi al contrario si tende a pensare che essa sia determinata da una forte componente genetica  spesso trasmessa per via ereditaria (recentemente sono stati identificati quattro geni associati alla dislessia) e che i fattori pedagogici siano solo delle condizioni potenzialmente aggravanti. In ogni caso, se in passato le manifestazioni della dislessia venivano considerate espressioni di scarsa intelligenza, pigrizia, mancanza di concentrazione, oggi tutto questo può andare sotto il nome di 'dislessia' e comporta quindi un'attenzione particolare, sia nella cura del disturbo in sé, sia, più in generale, nel sostegno psicologico che viene offerto al bambino dislessico, per superare il suo problema.

Sintomi

E' probabile che la dislessia sia già presente alla nascita e che i suoi effetti possano durare tutta la vita (anche se sono possibili straordinari recuperi). Le difficoltà di apprendimento causate dalla dislessia si manifestano con inversioni di lettere ("la" anziché "al"), scambio di lettere simmetriche ("p" anziché "q"), troncamenti di simboli grafici, lentezza nella lettura e difficoltà con l'utilizzo della memoria a breve termine. Alle evidenti difficoltà di lettura può accompagnarsi un ritardo linguistico, una certa goffagine del comportamento. Le persone dislessiche hanno un intelligenza normale ma possono manifestare difficoltà, oltre che nella lettura, anche in altre aree di apprendimento, quali la scrittura, la divisione di una parola nei singoli fonemi, a volte nella matematica e nella scrittura della musica. In altri settori possono invece dimostrare di avere un livello intellettivo ottimo, buono, o 'normale'.

Conseguenze

I sintomi della dislessia portano numerose conseguenze:

  • Difficoltà di lettura e di scrittura
  • Difficoltà di comprensione linguistica nella lettura
  • Difficoltà di organizzazione personale
  • Difficoltà di memoria e concentrazione
  • Difficoltà di organizzare i pensieri in modo chiaro
  • Scarsa immagine di sé.

A causa di tutte queste difficoltà, le persone dislessiche devono sviluppare metodi alternativi di apprendimento e comportamento e per questo in genere diventano delle persone creative, intuitive, con uno stile di pensiero e di comportamento piuttosto anticonformista.

Dislessia e Timidezza

Le difficoltà di apprendimento in ambito scolastico determinano uno scarso rendimento, che porta a catene di insuccessi prolungati, che inevitabilmente compromettono l'immagine di sé e l'autostima del soggetto. La mancanza di fiducia nelle proprie possibilità determina quindi un disagio psicologico che può portare facilmente alla timidezza, alla fobia sociale, alla depressione. Le sollecitazioni provenienti dal mondo adulto possono far sentire il soggetto dislessico ancora più incapace ed incompetente, ma soprattutto colpevole di non applicarsi allo studio come si dovrebbe fare o, peggio, come fanno gli altri. Il non sentirsi all'altezza delle aspettative del mondo adulto, gli insuccessi scolastici, le difficoltà relazionali, la scarsa autostima possono indurre il soggetto dislessico ad un forte disimpegno scolastico, all'apatia, all'isolamento sociale.

Diffusione.

Soffrono di dislessia circa il 10% dei soggetti; colpisce i maschi in misura tre o quattro volte superiore di quanto colpisca soggetti di sesso femminile.

Trattamento.

Non sempre gli insegnanti sono in grado o possono effettivamente risolvere il problema dell'alunno dislessico attraverso metodi di insegnamento convenzionali. La dislessia si cura con opportuni interventi, individuali o di gruppo, anche attraverso l'utilizzo di tecnologia informatica, ma è soprattutto importante intervenire nel sostegno psicologico, in quanto nessun obiettivo didattico potrà essere raggiunto se non vi è sufficiente stima di sé e motivazione al successo del soggetto interessato.

Prevenzione
.

Non è possibile prevenire la dislessia, ma riconoscerla al suo primo manifestarsi può consentire un migliore recupero.
 

 

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