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13/12/2011

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DISMORFOFOBIA IN ADOLESCENZA



di Walter La Gatta

 

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La dismorfofobia è la paura di non essere normali, di non avere un aspetto normale. Riguarda soprattutto gli adolescenti di entrambi i sessi, ed è strettamente legata alle trasformazioni dell'età puberale. Consiste, come dice la parola, nel timore di non avere una buona forma, un buon aspetto, nella paura insomma di non essere 'normali' per quanto riguarda l'estetica del corpo. 

La paura riguarda tutto il corpo dell'adolescente o, più spesso, una sola zona, che diventa allora il 'problema numero uno' del ragazzo, il suo vero pensiero ossessivo, capace di interferire poi con tutti gli altri pensieri ed impedendogli di fatto la concentrazione su altri temi, specialmente scolastici.

Ogni volta che la zona corporea considerata 'vulnerabile' deve essere esposta o semplicemente nominata, il soggetto entra in ansia, e mette in atto dei comportamenti di evitamento. La sua inquietudine riguarda soprattutto la paura di essere sminuito agli occhi degli altri, di essere ridicolo e pertanto possibile bersaglio di scherzi e di pettegolezzi.

Questo è tanto più vero quando la fobia colpisce gli adolescenti, che sono individui ancora in formazione, non del tutto dotati di esperienze e risorse adeguate per difendersi, anche psicologicamente, dalle aggressioni e dagli scherni.

Inoltre, nel ragazzo, un possibile commento negativo proveniente dal gruppo dei pari, cioè degli amici, assume una valenza enorme rispetto ad un giudizio del tutto simile ma fornito da persone adulte, vissute come 'diverse' e pertanto estranee.

Come si sa infatti, nell'età adolescenziale il gruppo familiare, vissuto fino ad allora come l'unico luogo veramente sicuro e tranquillo, si percepisce come estraneo e vuoto e pertanto si cerca di investire le proprie capacità affettive verso oggetti e persone al di fuori dell'ambito domestico.

Il mondo extra familiare, considerato in precedenza insicuro e ostile, acquisisce un nuovo valore, viene addirittura facilmente idealizzato e sperimentato come fonte di nuove identificazioni.

Il gruppo degli amici costituisce allora uno dei principali punti di riferimento, per cui l'approvazione o il rifiuto, reale o immaginario, da parte del gruppo, riveste grande importanza in questo particolare momento della vita, rendendo l'adolescente estremamente dipendente da questo tipo di parere.

La paura di non essere normali insorge verso i dodici anni e finisce, nei casi non patologici, verso i diciotto, venti anni.

Generalmente la zona del corpo o l'organo messo sotto accusa  non sono poi così 'devianti' dalla norma così come il soggetto crede o teme.

La dismorfofobia è alla base di intensi sentimenti di ansia e di inferiorità, non sempre compresi dal mondo adulto.

Questa paura tipica degli adolescenti di ogni epoca viene oggi esasperata dalle immagini diffuse dai media, con le quali i giovani sono inevitabilmente costretti a confrontarsi, con il risultato pressoché scontato di risultare perdenti.

L'unica difesa messa in atto dai ragazzi è quella di conformarsi sempre più al gruppo che frequentano, alle immagini che più vanno di moda, ai propri idoli.

E' così che il peso, la statura, il sedere, la pancia, le cosce, il seno diventano oggetto, tutti insieme o singolarmente, delle ossessive attenzioni di ragazze e ragazzi.

Da qui nascono le esigenze di controllare il peso, da cui poi insorgono comportamenti anoressici. 

Grandi sofferenze può inoltre provocare la comparsa dell'acne. Lunghe sedute di auto-osservazione davanti allo specchio servono allora all'adolescente per conoscersi meglio e per rassicurarsi.  
 

 

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