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La
dismorfofobia è la paura di non essere normali, di non
avere un aspetto normale. Riguarda soprattutto gli adolescenti di
entrambi i sessi, ed è strettamente legata alle trasformazioni
dell'età puberale. Consiste, come dice la parola, nel timore di non
avere una buona forma, un buon aspetto, nella paura insomma di non
essere 'normali' per quanto riguarda l'estetica del corpo.
La
paura riguarda tutto il corpo dell'adolescente o, più spesso, una
sola zona, che diventa allora il 'problema numero uno' del ragazzo, il
suo vero pensiero ossessivo, capace di interferire poi con tutti gli
altri pensieri ed impedendogli di fatto la concentrazione su altri
temi, specialmente scolastici.
Ogni
volta che la zona corporea considerata 'vulnerabile' deve essere
esposta o semplicemente nominata, il soggetto entra in ansia, e mette
in atto dei comportamenti di evitamento. La
sua inquietudine riguarda soprattutto la paura di essere sminuito agli
occhi degli altri, di essere ridicolo e pertanto possibile bersaglio
di scherzi e di pettegolezzi.
Questo
è tanto più vero quando la fobia colpisce gli adolescenti, che sono
individui ancora in formazione, non del tutto dotati di esperienze e
risorse adeguate per difendersi, anche psicologicamente, dalle
aggressioni e dagli scherni.
Inoltre,
nel ragazzo, un possibile commento negativo proveniente dal gruppo dei
pari, cioè degli amici, assume una valenza enorme rispetto ad un
giudizio del tutto simile ma fornito da persone adulte, vissute come
'diverse' e pertanto estranee.
Come
si sa infatti, nell'età adolescenziale il gruppo familiare, vissuto
fino ad allora come l'unico luogo veramente sicuro e tranquillo, si
percepisce come estraneo e vuoto e pertanto si cerca di investire le
proprie capacità affettive verso oggetti e persone al di fuori
dell'ambito domestico.
Il
mondo extra familiare, considerato in precedenza insicuro e ostile,
acquisisce un nuovo valore, viene addirittura facilmente idealizzato e
sperimentato come fonte di nuove identificazioni.
Il
gruppo degli amici costituisce allora uno dei principali punti di
riferimento, per cui l'approvazione o il rifiuto, reale o immaginario,
da parte del gruppo, riveste grande importanza in questo particolare
momento della vita, rendendo l'adolescente estremamente dipendente da
questo tipo di parere.
La
paura di non essere normali insorge verso i dodici anni e finisce, nei
casi non patologici, verso i diciotto, venti anni.
Generalmente
la zona del corpo o l'organo messo sotto accusa non sono poi così 'devianti' dalla norma così come il
soggetto crede o teme.
La
dismorfofobia è alla base di intensi sentimenti di ansia e di
inferiorità, non sempre compresi dal mondo adulto.
Questa
paura tipica degli adolescenti di ogni epoca viene oggi esasperata
dalle immagini diffuse dai media, con le quali i giovani sono
inevitabilmente costretti a confrontarsi, con il risultato pressoché
scontato di risultare perdenti.
L'unica
difesa messa in atto dai ragazzi è quella di conformarsi sempre più
al gruppo che frequentano, alle immagini che più vanno di moda, ai
propri idoli.
E'
così che il peso, la statura, il sedere, la pancia, le cosce, il seno
diventano oggetto, tutti insieme o singolarmente, delle ossessive
attenzioni di ragazze e ragazzi.
Da
qui nascono le esigenze di controllare il peso, da cui poi insorgono
comportamenti anoressici.
Grandi
sofferenze può inoltre provocare la comparsa dell'acne. Lunghe sedute
di auto-osservazione davanti allo specchio servono allora
all'adolescente per conoscersi meglio e per rassicurarsi.
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