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DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO |
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IL
DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO |
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di
Walter La Gatta |
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Per comprendere il disturbo
ossessivo-compulsivo occorre anzitutto concentrarsi sul
termine 'ossessione', che deriva dal latino obsidere
(assediare, bloccare, occupare). E' ossessionata la persona che è
ostacolata dal bisogno insopprimibile di compiere determinati atti, o
di astenersi da altri, o è costretta a trattenersi con idee e pensieri
particolari, che non è in grado di evitare, ripetendo
indefinitivamente questo obbloigo a cui non riesce a sottrarsi e di
cui non riesce neppure ad appagarsi. Anche se il soggetto è
consapevole dell'insensatezza dei suoi atti, o delle sue idee
ossessive, non può fare a meno di riprodurli, in una sorta di
rituale che, messo in atto
per placare l'ansia, diviene autonomo, trasformandosi in un meccanismo
ripetitivo non dissimile dai rituali magici dei bambini, da quelli
magico religiosi dei primitivi e da quelli superstiziosi degli adulti.
Il disturbo ossessivo compulsivo esiste
in tutto il mondo e riguarda in ugual misura uomini e donne. Se il
disturbo ossessivo persiste per un lungo periodo porta allo sviluppo
della 'compulsione', cioè
di una sorta di risposta automatica
ai pensieri ossessivi, alla quale non ci si riesce a
sottrarre e che ha lo scopo di placare lo stato ansioso. Le
compulsioni comportamentali sono difficili da tenere sotto controllo
e se per caso, per qualsiasi ragione, ci si è astenuti dal mettere
in atto l'azione compulsiva, si possono provare
forti stati d'ansia o attacchi di
panico.
In genere il disturbo si sviluppa
nell'adolescenza o nella prima
maturità; i sintomi possono durare più di un'ora o anche
un'intera giornata. Le più frequenti ossessioni riguardano la
paura di fare del male, a sé stessi o ad altri, preoccupazioni circa
l'ordine e la pulizia, timore di contaminazioni, immagini sgradite
che tornano alla mente, pensieri disturbanti, paura di dire parole
oscene in pubblico, ecc.
Il disturbo è caratterizzato anche dalla tendenza a fare collezioni
di oggetti inutili (scatole, bottiglie, giornali, ecc.), a
particolari rituali mentali come contare, ripetere parole, ricerca
continua di errori, sporcizia, disordine, per tentare di provi
rimedio.
Le cause sono come sempre, multifattoriali. Forse, a livello
cerebrale, è un livello inappropriato di
serotonina ad essere la
causa principale. (Come si sa la serotonina controlla la
termperatura generale del corpo, gli impulsi, il dolore, l'umore,
l'aggressività). Possono esserci poi fattori prettamente
psicologici, ovvero errati
apprendimenti per tenere a bada ansia e paure. Per la
psicoanalisi si tratta di conflitti
inconsci che riguardano la sfera sessuale.
Non si possono fare analisi di
laboratorio per comprendere se si è afflitti da problemi di questo
tipo e la diagnosi può essere solo
di tipo psichiatrico. Generalmente nei casi di alcolismo,
nei disturbi d'ansia, nelle fobie, nei disturbi alimentari, nelle
depressioni maggiori sono sempre
presenti alcuni sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo (comorbidità
o comorbilità).
La psicoterapia, individuale e di gruppo, specialmente
di tipo cognitivo-comportamentale,
ha in genere dato buoni risultati nel trattamento di questi sintomi,
anche abbinata, nei casi più gravi, a
psicofarmaci.
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Clinica della Timidezza
2008
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