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Nella vita, tutte le persone hanno a che fare con un po' di ansia.
Tuttavia, per alcuni, non si tratta di semplici momenti in cui si vive
quel doloroso stato di incertezza e inquietudine passeggero, ma si tratta
di gravi attacchi di ansia, che possono potenzialmente trasformarsi in
fobie piuttosto serie, che poi sfociano negli attacchi di panico.
Le persone reagiscono a questo cercando delle auto-terapie che sembrano
curare i propri mali, alleggerire i propri difetti: questo accade, ad esempio, ai fumatori, i quali si abituano, nei
momenti di ansia e di stress, ad accendere una sigaretta. In questo modo
hanno la sensazione di scaricare le tensioni e di stare meglio, con gli
altri e con sè stessi. In realtà
non è così: si tratta solo di una errata convinzione che è maturata con il
tempo, ma che non ha alcun fondamento scientifico.
In genere si comincia a fumare durante l'adolescenza: inutile dire che il
gesto del fumare in questo periodo può avere dei
significati simbolici molto forti nel gruppo dei pari, in quanto ci si
propone come un modello adulto, trasgressivo rispetto alle regole imposte dai genitori e
dalla società. Continuare a fumare da adulti è invece l'effetto di una
dipendenza che si è venuta a creare e dalla quale non si riesce a prendere
le distanze: un po' per pigrizia, un po' per abitudine (oltre che per la
dipendenza indotta dalla nicotina).
La persona timida che fuma può sentirsi
più disinvolta e superare meglio i momenti di insicurezza personale, ad
esempio
distraendo l'interlocutore con tutti i preparativi per l'accensione e il
fumo della sigaretta (evitando così un contatto oculare prolungato con i
propri interlocutori, che
in alcuni casi può sembrare estremamente ansiogeno, oltre che interminabile).
Certamente c'è anche chi
fuma per il piacere di farlo e non per superare i momenti di timidezza, ma
è in realtà piuttosto raro. Il portare la sigaretta
alla bocca infatti è già di per sé un gesto di rassicurazione, che
nasconde una soddisfazione
erotica: Freud aveva infatti individuato nella zona orale la prima zona di
piacere del bambino (che permane anche nella vita adulta con le pratiche
sessuali).
C'è chi respira il fumo della sigaretta e chi lo espelle subito: in genere
le persone che lo aspirano profondamente sono anche quelle più portate a
mettere in atto
comportamenti rischiosi ed impulsivi, senza valutare a pieno le conseguenze,
dando maggiore importanza al momento presente che alla conservazione della
propria salute e della propria sicurezza.
Fra gli adolescenti è
provato che i maggiori fumatori siano i ragazzi meno scolarizzati, ma
altrettanto importante è considerare i modelli familiari: se si è
assistito sin da bambini a questo rituale compiuto dai genitori, se si è
visto che essi accendevano sigarette nei momenti di difficoltà e di
tensione, è molto probabile che, prima o poi, ci si ritrovi a fare la
stessa cosa (anche se da bambini erano molto infastiditi dal fumo e
dall'odore delle sigarette fumate dagli adulti).
In ogni caso, è importante
riflettere su un dato ormai consolidato: chi non fuma è ben difficile che,
in caso di stress, decida di accendersi una sigaretta, mentre chi fuma già
è portato ad aumentare le dosi. Questo significa che non è la sigaretta in
sé che dona sicurezza e pace interiore, ma è il significato che la persona
attribuisce a quest'atto, è l'abitudine, che può spingere il consumatore
di tabacco ad aumentarne le dosi del consumo.
Si fuma, oltre che per
ansia e stress, anche per noia, per darsi uno stimolo, per tenere impegnate le
mani, per fare qualcosa. Questa è forse la motivazione meno intelligente, in
quanto si mette a rischio la propria salute (e quella degli altri)
semplicemente perché non si trova un modo più sensato di trascorre il
tempo.
Oggi, che il fumo è vietato in molti luoghi pubblici e che, anche nelle
case private è molto meno tollerato rispetto al passato, la persona che
insiste per fumare una sigaretta, quando non lo faccia per manifesto
sprezzo delle regole, lo fa sicuramente per timidezza (e a volte le due
cose possono benissimo sovrapporsi). Non ci vuole uno psicologo per capire
questa cosa e dunque chi resiste ad oltranza in questa abitudine sappia
che, nella maggior parte dei casi, viene facilmente smascherato.
Ci sono tanti altri modi per sedare l'ansia, che fanno molto meno male:
insistere con la sigaretta è anacronistico e spesso, se lo si fa per
celare le proprie insicurezze, del tutto inutile. |