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LA SINDROME DI MUNCHAUSEN



di Walter La Gatta

 

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La sindrome di Munchausen è un disturbo psicologico che spinge l'individuo a curarsi per una malattia acuta e spesso grave, che in realtà non esiste, o che è stata deliberatamente indotta dallo stesso paziente, al fine di ottenere le cure mediche.

Il termine "Munchausen" dovrebbe essere scritto con una doppia "h", cioè "Munchhausen". Tuttavia, l'errore ortografico con una sola "h" è diventato ormai così comune che probabilmente, se il termine viene scritto con l'ortografia corretta, appare come un errore di battitura.

Un paziente con sindrome di Munchhausen può passare la vita tra un ospedale e un altro, fingendo di avere patologie che non ha, inventando completamente sia l'anamnesi clinica che la sintomatologia. Alcuni pazienti possono riuscire così a sottoporsi ad inutili e molteplici interventi chirurgici, collezionando cicatrici di vario tipo. In alcuni casi, questi pazienti possono ingerire o iniettarsi sostanze, in modo da indurre la malattia.

La Sindrome di Munchausen è dunque una malattia che presenta sintomi fittizi e soprattutto autodeterminati, sia di tipo organico che psicologico.

Il termine "sindrome di Munchhausen" fu coniato dal medico Richard Asher nel 1951, in un articolo pubblicato sulla rivista medica The Lancet, riferendosi al personaggio del barone Karl Friedrich Hieronymus von Munchhausen (1720-1797), noto per la sua fantasia e per le storie incredibili che collezionò nella sua vita.

Secondo il dizionario medico Medilexicon, la sindrome di Munchausen è:
"La creazione di ripetute simulazioni di patologia, clinicamente convincenti, al fine di ottenere cure mediche. I pazienti che ne soffrono vagano da un ospedale all'altro, fingendo l'insorgenza di patologie mediche o chirurgiche o fornendo informazioni false e fantasiose circa la loro storia clinica e sociale, senza una ragione apparente diversa da quella di attirare l'attenzione ".

Sicuramente è una patologia rara e comunque difficile da individuare, in quanto i pazienti forniscono spesso nomi falsi, si fanno visitare in ospedali diversi, cambiano spesso medico e possono diventare molto abili nel cercare di non farsi scoprire. La condizione sembra essere più comune tra gli uomini che tra le donne ed i soggetti maggiormente colpiti sono persone di mezza età, o giovani adulti.

Non vi è alcun nesso tra l'ipocondria e la sindrome di Munchausen. Gli ipocondriaci infatti credono realmente di essere malati, mentre una persona con la sindrome di Munchausen vuole disperatamente ottenere l'attenzione di un medico, e per questo produce segni di malattia e talvolta infortuni, al fine di ottenere questa attenzione. (Malattie frequentemente simulate: infarto del miocardio, ematemesi, emottisi, addome acuto, febbre criptogenetica, ecc.).

Segni e sintomi della sindrome di Munchausen includono:

* Storie falsificate della propria vita e della propria anamnesi medica. Uno stratagemma comune è quello di raccontare che si è vissuti lontani dal luogo di origine per un lungo periodo.

* Frequenti ricoveri in ospedale.

* Sintomi tra loro in contraddizione, che non corrispondono alle analisi mediche, oppure molto lievi.

* Sintomi che improvvisamente peggiorano senza alcun motivo logico

* Desiderio di sottoporsi a molteplici test e analisi cliniche

* Il paziente appare sorprendentemente informato su tutto.

* Il paziente desidera sottoporsi ad interventi chirurgici, anche quelli più rischiosi.

* Il paziente si rivolge a medici e ospedali diversi.

* Il paziente è contrario a lasciare che i medici parlino con i familiari del suo caso.

* Richiesta frequente di antidolorifici ed altri farmaci

* Il paziente riceve poche visite, quando è ricoverato in ospedale

* Se scoperti, questi pazienti possono diventare aggressivi o lasciare l'ospedale, per non tornarvi mai più.

Può essere molto difficile per i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari, capire se i segni ed i sintomi sono reali o deliberatamente indotti. Questi pazienti infatti possono abilmente fingere di avere convulsioni o svenimenti, si possono iniettare batteri, bruciare o tagliare la pelle, assumere farmaci capaci di provocare malattie, come anticoagulanti, farmaci chemioterapici e farmaci per il diabete. Possono infine riscaldare i termometri, quando viene presa loro la temperatura corporea o manomettere i test di laboratorio, contaminando le urine e i campioni di sangue.

Condizioni che favoriscono la malattia:

* Scarso senso di identità.
* Grave malattia infantile durante la quale il paziente è stato particolarmente accudito.
* Traumi infantili, compresa la violenza fisica, sessuale o emotiva.
* Perdita di una persona cara per morte, malattia o abbandono.
* Bassa autostima.
* Disturbi della personalità.
* Impossibilità di diventare un professionista sanitario.
* Lavoro come professionista sanitario

Molti esperti concordano sul fatto che la sindrome di Munchausen sia un disturbo della personalità, caratterizzato da un pensiero distorto, carico di false convinzioni su sé stessi e sulle altre persone. E' inoltre un disturbo antisociale di personalità che rende questi pazienti appagati nel manipolare e beffare gli operatori sanitari. Essi vedono i medici come figure autorevoli e pertanto traggono un senso di potere e di controllo su di loro quando hanno la possibilità di ingannarli, anche se a proprie spese, con comportamenti autolesionistici.

In genere questi pazienti fanno vita solitaria e hanno pochi contatti con la propria famiglia.
Una diagnosi della sindrome di Munchausen può essere effettuata quando:

* Ci sono prove convincenti che il paziente simula i sintomi.
* Ci sono prove convincenti che il paziente si è deliberatamente provocato i sintomi.
* Ci sono prove convincenti che l'obiettivo principale del paziente è quello di essere considerato un malato.
* Il comportamento del paziente non può essere attribuito a qualsiasi altra ragione, come ad esempio il tentativo di ottenere un lucro, o un pensionamento anticipato.

Curare un paziente con la sindrome di Munchausen può essere estremamente impegnativo. La maggior parte dei pazienti nega infatti di aver mai avuto un problema, ed il loro atteggiamento è poco collaborativo. Perché il trattamento sia efficace, il paziente deve riconoscere di avere un problema e collaborare al trattamento.

La sindrome di Munchausen per procura è una variante che riguarda il comportamento verso il proprio figlio:il paziente simula o provoca malattie nei figli per attrarre l'attenzione degli altri su di sé. Questi abusi sono in genere molto fantasiosi e talvolta possono portare il figlio alla morte. Non a caso questa sindrome viene anche detta sindrome di Polle, dal nome del vero figlio del barone Munchausen, morto in tenera età, in circostanze sospette. Questa ultima patologia è stata identificata nel 1977 dal pediatra Roy Meadow, sempre per un articolo pubblicato sulla rivista Lancet e può essere abbreviato con la sigla MSbP.

Fonte: Medical News Today


 

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