Susan Cain ha recentemente scritto
per il
New York Times un articolo molto
approfondito e ricco di riflessioni e citazioni sull'argomento della
timidezza. Ve ne riportiamo un'ampia sintesi:
Oggi sempre più spesso le persone timide vengono incoraggiate a
sentirsi delle persone "malate". E pensare che la timidezza,
l'introversione - o più precisamente, il temperamento sensibile ed
attento, non solo è "normale", ma è anche prezioso. E può essere anche
essenziale per la sopravvivenza della nostra specie.
Prima del 1980, il disturbo d'ansia sociale non esisteva ufficialmente
fino a quando non apparve nel Manuale Diagnostico e Statistico di
quell'anno, il DSM-III, la bibbia degli psichiatri, sotto il nome di
"fobia sociale." Non è stato però conosciuto dal grande pubblico fino
al 1990, quando le aziende farmaceutiche hanno ricevuto dalla FDA (Food
and Drugs Administration) l'approvazione per la messa in commercio dei
farmaci SSRI contro l'ansia sociale e investito decine di
milioni di dollari in pubblicità, per far conoscere la sua esistenza.
L'attuale versione del Manuale Diagnostico e Statistico, il DSM-IV,
riconosce che la paura del palcoscenico (e la timidezza in situazioni
sociali) è comune e non necessariamente un segno di malattia. Ma nel
manuale si dice anche che la diagnosi può essere effettuata quando
l'ansia "interferisce in modo significativo" con le prestazioni
lavorative o se il malato mostra "disagio marcato" relativamente a
questo problema.
Il DSM riflette inevitabilmente gli atteggiamenti culturali, e sebbene
il DSM non abbia deciso di patologizzare la timidezza, potrebbe
rischiare di farlo, avvicinandosi peraltro pericolosamente anche
all'introversione, che potrebbe essere anch'essa vista come una
malattia (La timidezza e l'introversione non sono la stessa cosa: le
persone timide temono un giudizio negativo; gli introversi
semplicemente preferiscono una vita tranquilla, vivendo in ambienti
poco frequentati.)
A scuola si spingono gli allievi a lavorare in gruppo, perché si
suppone che la partecipazione ad un gruppo conduca ad un migliore
apprendimento. Sul lavoro, molti adulti lavorano in team, in uffici
senza pareti, in cui tutti sanno e vedono tutto. La nostra società
preferisce l'azione alla contemplazione, la certezza al dubbio. Gli
studi dimostrano che i più chiacchieroni, quelli che hanno un eloquio
veloce, sono visti come più simpatici e intelligenti, rispetto alle
persone che parlano con maggiore lentezza. Le frasi-tipo che ci
sentiamo continuamente dire, come notano gli psicologi William Hart e
Dolores Albarracin sono "devi essere attivo", "devi fare qualcosa"...
Eppure le persone timide e introverse fanno parte della nostra specie
da moltissimo tempo e spesso occupano anche posizioni di leadership.
Li troviamo nella Bibbia ("Chi sono io, che dovrei andare dal
faraone?" Chiede Mosè, che il Libro dei Numeri descrive come "molto
mite, il più mite degli uomini che erano sulla faccia della terra.")
Nella storia recente troviamo personaggi come Charles Darwin, Marcel
Proust e Albert Einstein, o, nel mondo di oggi, Larry Page di Google,
o la creatrice di Harry Potter, JK Rowling.
Come dice il giornalista scientifico Winifred Gallagher, non
esisterebbero la formula della relatività o il "Paradiso Perduto" se
le persone che hanno compiuto tali opere non fossero riuscite ad
estraniarsi dagli stimoli, a non desiderare di coinvolgersi con essi.
Possiamo trovare degli "introversi" anche nel regno animale, dove dal
15 al 20 per cento delle specie sono vigili, lente, portate a tenersi
ai margini (definite "sitter") mentre il restante 80 per cento sono "rover",
cioè si buttano nell'azione senza pensarci due volte. Sitters e Rovers
permettono strategie di sopravvivenza diverse, che potrebbero essere
riassunte con la frase: "Guarda prima di saltare" del sitter, contro
l'inclinazione del rover, che è piuttosto quella di: "Fallo!" Ogni
strategia ottiene diverse ricompense.
In un esperimento illustrativo, David Sloan Wilson, biologo
evoluzionista di Binghamton, ha fatto scendere delle trappole di
metallo in uno stagno di pesci luna. I pesci "rover" non hanno potuto
trattenersi dal cercare di capire di cosa si trattasse - e sono stati
immediatamente catturati. I pesci "sitter" sono rimasti indietro,
rendendo impossibile al professor Wilson poterli catturare. Se il
professor Wilson avesse ideato delle trappole realmente letali, solo i
sitter sarebbero sopravvissuti. Ma se i sitter avessero preso lo
Zoloft e fossero diventati più simili agli audaci rover, l'intera
famiglia di pesci luna sarebbe stata spazzata via. L'Ansia" nei
confronti della trappola ha salvato così la vita dei pesci.
Successivamente, il professor Wilson ha usato reti da pesca per
catturare entrambi i tipi di pesce. Quando li ha riportati nel suo
laboratorio, ha osservato che il rover rapidamente si acclimatava al
nuovo ambiente e iniziava a mangiare a pieno ritmo, cinque giorni
prima rispetto rispetto ai suoi fratelli sitter. In questa situazione,
i rover sarebbero sopravvissuti con maggiori probabilità. "Non c'è una
personalità migliore e una peggiore", conclude il professor Wilson nel
suo libro,"
Evolution for Everyone ", ma piuttosto una diversità nella
personalità, che è stata mantenuta dalla selezione naturale.
Lo stesso si potrebbe dire degli esseri umani: nel 15 - 20 per cento
dei casi essi nascono con un temperamento "sitter", che li predispone
alla timidezza e all' introversione. (Il 40 per cento diventano
timidi, secondo il professore di psicologia
Cheek Jonathan, e il 50 per cento
introversi. E' possibile dunque che una persona nata "sitter" non
diventi mai timida o, al contrario, introversa).
Una volta che conosci il concetto di sitter e rover, li vedi ovunque,
specialmente tra i bambini.
Rilassato ed esplorativo, il rover ama divertirsi, fare amicizia,
correre dei rischi, gratificanti o pericolosi che siano. Secondo
Daniel Nettle, psicologo
evoluzionista dell'Università di Newcastle, gli estroversi hanno
maggiori probabilità degli introversi di essere ricoverati in ospedale
a causa di un infortunio. Uno studio sugli autisti di autobus ha
scoperto che gli incidenti sono più probabili quando al volante ci
sono autisti estroversi.
Al contrario, i bambini sitter sono attenti e astuti, e tendono ad
imparare osservando invece che facendo. Studi risalenti agli anni
sessanta, condotti dagli psicologi Jerome Kagan e Ellen Siegelman
avevano scoperto che i bambini i bambini più riflessivi trascorrevano
un tempo maggiore a considerare tutte le alternative, rispetto ai
bambini più impulsivi, compiendo molti movimenti oculari prima di
prendere una decisione. Recenti studi da parte di un gruppo di
ricercatori della Stony Brook University e presso alcune università
cinesi, hanno usato la risonanza magnetica funzionale. Utilizzando
questa tecnologia si è scoperto che gli adulti con temperamenti sitter
guardano con più attenzione al compito che stanno svolgendo e mostrano
una maggiore attività nelle regioni cerebrali che creano associazioni
tra le immagini che stanno osservando e le altre informazioni
immagazzinate nel cervello.
Una volta raggiunta l'età scolare, i bambini sitter usano tali
caratteristiche con grande efficacia. Gli introversi, che tendono ad
assimilare tutte le informazioni, svolgono con molta precisione i loro
compiti ed hanno un rendimento scolastico eccellente, secondo il
Center for Applications of Psychological Type, il settore che si
occupa della ricerca per il
Myers-Briggs personality type indicator,
anche se il loro quoziente intellettivo non è superiore a quello degli
estroversi. Un altro studio, condotto dagli psicologi Eric Rolfhus and
Philip Ackerman ha studiato il livello di conoscenza di 141 studenti
universitari su 20 argomenti diversi: dall'arte all'astronomia, alla
statistica, e ha scoperto che gli introversi sapevano più degli
estroversi su circa 19 argomenti. Presumibilmente, i ricercatori hanno
concluso, perché più tempo si dedica alla socializzazione, meno tempo
si ha per l'apprendimento.
Lo psicologo
Gregory Feist ha scoperto che molte
delle persone più creative in diversi campi sono introverse e lavorano
a proprio agio in condizioni di isolamento, in cui possono focalizzare
l'attenzione verso l'interno.
Steve Wozniak, l'ingegnere che ha
fondato la Apple con Steve Jobs, ne è un esempio:Wozniak descrive il
suo processo creativo come un esercizio condotto in solitudine. "La
maggior parte degli inventori e degli ingegneri che ho incontrato sono
come me", scrive in "iWoz",
la sua autobiografia. "Sono timidi e vivono nella loro testa. Sono
quasi come degli artisti. In realtà, i migliori di loro sono artisti.
E gli artisti lavorano meglio da soli ... Non in un comitato. Non in
una squadra ".
L'ansia, a quanto pare, può servire per un importante scopo sociale:
ad esempio, gioca un ruolo chiave nello sviluppo della coscienza di
alcuni bambini. Quando li si rimprovera per qualche loro comportamento
sbagliato, diventano ansiosi, e dal momento che l'ansia è sgradevole,
tendono a sviluppare comportamenti pro-sociali. I bambini timidi sono
spesso più facili alla socialità e più coscienziosi, secondo la
psicologa dello sviluppo
Grazyna Kochanska. Intorno ai 6 anni
hanno maggiori probabilità dei loro coetanei di dire bugie o di non
rispettare le regole, anche quando sanno di non poter essere scoperti,
secondo uno studio. Entro i sette anni hanno maggiori probabilità di
essere descritti dai genitori come aventi elavati livelli di moralità,
come ad esempio un comportamento empatico.
Eleanor Roosevelt era una leader coraggiosa anche se probabilmente era
una sitter. Molto timida e seria da bambina, crebbe fino a diventare
una donna che non riusciva a distogliere lo sguardo dalla sofferenza
di altre persone - e che esortò il marito,
Franklin Delano Roosevelt, a fare lo
stesso.
Un altro vantaggio che porta i sitter alla leadership è la capacità di
ascoltare e di realizzare le idee degli altri. Uno studio innovativo
condotto dal management Wharton, ad opera del professor
Adam Grant, che sarà pubblicato
questo mese in The Academy of Management Journal, ha scoperto
che gli introversi superano gli estroversi quando guidano delle
squadre di lavoratori pro-attivi - il tipo di dipendenti che prendono
l'iniziativa e che devono studiare modi migliori di fare le cose. Il
Professor Grant osserva che spesso si chiede ai leader introversi di
migliorare la loro capacità di comunicazione e di sorridere di più,
anche se in fondo sono i leader estroversi che hanno bisogno di
cambiare: farebbero meglio ad ascoltare di più e a parlare di meno.
Cosa sarebbe del mondo se tutti i sitter scegliessero di curarsi?
Potrebbe venire il giorno in cui si hanno a disposizione le pillole
che "curano" la timidezza e che, per effetto del farmaco, gli
introversi si trasformino in farfalle sociali - senza gli effetti
collaterali e altri inconvenienti dei farmaci di oggi. (Uno studio
recente suggerisce che gli SSRI di oggi non solo alleviano l'ansia
sociale, ma inducono anche un comportamento estroverso.) Potrebbe
arrivare il giorno - o essere già qui - che le persone decidono di
modificare la loro psiche come se fosse il colore dei loro capelli. Se
continuiamo a confondere la timidezza con la malattia, potremmo
ritrovarci in un mondo di tutti rover e nessun sitter, di tutti yang e
nessun yin.
Si può naturalmente comprendere il bisogno che certi medici sentono di
alleviare alcuni disturbi di timidezza nei pazienti, attraverso i
farmaci o anche la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Ma anche in
questo tipo di psicoterapia si parte dall'assunto che vi sia qualcosa
che non vada bene nella persona. Forse, sostiene la Cain, dovremmo
ripensare il nostro approccio alla fobia sociale: affrontando il
dolore, ma rispettando il temperamento che lo sostiene. L'atto di
trattare la timidezza come se fosse una malattia oscura il valore di
quel temperamento. Aiutare le persone a liberarsi del disagio sociale
non implica necessariamente patologizzare la loro natura, ma piuttosto
spingerle ad usare i propri talenti.
Modestamente, è quello che da quasi dieci anni, noi della
Clinica della Timidezza cerchiamo di fare ;-)
Dr. Walter La Gatta
Fonte:
Shyness: Evolutionary Tactic?
New York Times
Link
Susan Cain, The Power of introverts
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