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SOCERAFOBIA: LA PAURA
DEI SUOCERI
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di
Walter La Gatta
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Come dice la parola, la socerafobia (dal
latino socer / suoceri e dal greco phobia / paura) è la paura dei
suoceri. Come tutte le altre fobie, anche la socerafobia è una paura
irrazionale, creata dalla mente, che si manifesta in molti modi.
Alcuni la vivono come un’ossessione, presente in ogni momento della
giornata, specialmente se i rapporti con i suoceri sono frequenti; altri
la vivono solamente in particolari momenti, come ad esempio nelle
giornate di festa, come Natale Pasqua e Capodanno.
In genere questa fobia si stabilisce sin dal primo incontro, dalle prime
frequentazioni, con la famiglia del/della partner. L' incontro con la
famiglia di lui o di lei in verità è difficile per tutti: sia per i
figli, sia per i genitori. Per i figli si tratta di un incontro che
somiglia molto ad un esame da superare per essere accettati nel nuovo
gruppo familiare, per i genitori, futuri suoceri, è una importante fase
di passaggio, durante la quale, se non lo si è fatto prima, si
acquisisce per la prima volta piena consapevolezza della maturazione
biologica del proprio figlio/a, del proprio invecchiamento anagrafico e
del cambiamento del proprio ruolo in famiglia.
E’ un momento in cui si mette in scena il distacco, il momento in cui si
annuncia che il nido, occupato fino a quel momento, sta per essere
definitivamente abbandonato.
Naturalmente non tutti i figli fidanzati o sposati sono poi realmente
maturi per lasciare, anche psicologicamente, la casa paterna, così come
non tutti i genitori sono disponibili a sacrificare il loro ruolo e i
propri poteri nei confronti del proprio figlio o figlia.
Per questo motivo la relazione con i suoceri, almeno all'inizio, è
sempre un po' difficile e non c'è da stupirsi che delle persone
particolarmente ansiose o con scarsa autostima possano sviluppare nei
confronti di queste due persone 'giudicanti', una vera e propria fobia.
Il primo incontro, oltre che imbarazzante ed ansiogeno, può anche
rappresentare un momento di profonda delusione per i vari soggetti
protagonisti. Spesso questa delusione non viene mai esplicitata
completamente, ma si esprime attraverso piccole frasi, allusioni,
commenti, atteggiamenti un po’ scontrosi e provocatori, che a volte
esplodono all'improvviso in violente liti familiari.
Del resto, a meno che non ci si conosca sin dall’infanzia, è
obiettivamente difficile accettare o convivere con delle persone
estranee ‘come se’ si fosse realmente parenti: per un giovane che entra
in una nuova famiglia si tratta di adeguarsi a nuove regole, nuove
abitudini, nuovi gusti, da quelli culinari a quelli televisivi o
relativi allo stile di vita.
La fobia dei suoceri consiste dunque essenzialmente nel timore,
nell’ansia che si provano al solo pensiero di dover incontrare i
genitori e, per estensione, la famiglia del/della proprio/a partner.
Si ha paura di essere giudicati, criticati, offesi davanti ad altre
persone, o semplicemente si ha paura di non essere all’altezza della
situazione, si teme di essere troppo distanti dalle aspettative che essi
nutrivano nei confronti del partner considerato ‘ideale’ per il proprio
figlio o figlia.
Già, perché malgrado moltissime cose siano cambiate nella nostra vita
sociale, resistono ancora saldamente dei parametri di valutazione, nella
scelta effettuata dai figli, che condizionano notevolmente i rapporti
tra parenti acquisiti : la nuora ad esempio è ancora abbastanza
implicito che debba essere bella, o almeno carina e più giovane del
marito; il genero ideale invece dovrebbe essere preferibilmente più
maturo della propria figlia e sicuramente più colto e più ricco. Essere
fuori da questi parametri tradizionali e da questi pregiudizi può
essere, per i diretti interessati, molto difficile e frustrante.
A volte sono i suoceri, che per primi assumono un comportamento
invadente e poco comprensivo, altre volte sono i giovani a rifiutarsi di
entrare in punta dei piedi nel nuovo ambito familiare, accettandone i
ritmi, i riti e le abitudini. Più spesso la relazione risulta difficile
perché, da ambo le parti, si sceglie un atteggiamento di rigidità e di
intolleranza.
Forse il segreto per stabilire una buona relazione con i suoceri ed
anche per superare questa fobia sta proprio nel non dare troppa
importanza al gruppo familiare che si va a conoscere e a frequentare, ma
alle singole persone. Con ognuna di loro è importante stabilire un
rapporto personale, il più naturale possibile, in base al proprio
intuito e alla propria sensibilità. Sicuramente da evitare sono
comportamenti troppo vistosi, come il parlare troppo, il cercare di
monopolizzare l'attenzione, il voler stupire a tutti i costi.
La chiave del successo è cercare sempre di rimanere sé stessi, senza
volersi scoprire troppo sin dall’inizio, senza voler piacere a tutti i
costi, mostrandosi diversi se ci si sente diversi, anche se con il
dovuto rispetto per tutto ciò che non si condivide, ma che è importante
per la persona che si ama.
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