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13/12/2011

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SOCERAFOBIA



di Walter La Gatta

 

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Come dice la parola, la socerafobia (dal latino socer / suoceri e dal greco phobia / paura) è la paura dei suoceri. Come tutte le altre fobie, anche la socerafobia è una paura irrazionale, creata dalla mente, che si manifesta in molti modi.

Alcuni la vivono come un’ossessione, presente in ogni momento della giornata, specialmente se i rapporti con i suoceri sono frequenti; altri la vivono solamente in particolari momenti, come ad esempio nelle giornate di festa, come Natale Pasqua e Capodanno.

In genere questa fobia si stabilisce sin dal primo incontro, dalle prime frequentazioni, con la famiglia del/della partner. L' incontro con la famiglia di lui o di lei in verità è difficile per tutti: sia per i figli, sia per i genitori. Per i figli si tratta di un incontro che somiglia molto ad un esame da superare per essere accettati nel nuovo gruppo familiare, per i genitori, futuri suoceri, è una importante fase di passaggio, durante la quale, se non lo si è fatto prima, si acquisisce per la prima volta piena consapevolezza della maturazione biologica del proprio figlio/a, del proprio invecchiamento anagrafico e del cambiamento del proprio ruolo in famiglia.

E’ un momento in cui si mette in scena il distacco, il momento in cui si annuncia che il nido, occupato fino a quel momento, sta per essere definitivamente abbandonato.

Naturalmente non tutti i figli fidanzati o sposati sono poi realmente maturi per lasciare, anche psicologicamente, la casa paterna, così come non tutti i genitori sono disponibili a sacrificare il loro ruolo e i propri poteri nei confronti del proprio figlio o figlia.

Per questo motivo la relazione con i suoceri, almeno all'inizio, è sempre un po' difficile e non c'è da stupirsi che delle persone particolarmente ansiose o con scarsa autostima possano sviluppare nei confronti di queste due persone 'giudicanti', una vera e propria fobia.

Il primo incontro, oltre che imbarazzante ed ansiogeno, può anche rappresentare un momento di profonda delusione per i vari soggetti protagonisti. Spesso questa delusione non viene mai esplicitata completamente, ma si esprime attraverso piccole frasi, allusioni, commenti, atteggiamenti un po’ scontrosi e provocatori, che a volte esplodono all'improvviso in violente liti familiari.

Del resto, a meno che non ci si conosca sin dall’infanzia, è obiettivamente difficile accettare o convivere con delle persone estranee ‘come se’ si fosse realmente parenti: per un giovane che entra in una nuova famiglia si tratta di adeguarsi a nuove regole, nuove abitudini, nuovi gusti, da quelli culinari a quelli televisivi o relativi allo stile di vita.

La fobia dei suoceri consiste dunque essenzialmente nel timore, nell’ansia che si provano al solo pensiero di dover incontrare i genitori e, per estensione, la famiglia del/della proprio/a partner.

Si ha paura di essere giudicati, criticati, offesi davanti ad altre persone, o semplicemente si ha paura di non essere all’altezza della situazione, si teme di essere troppo distanti dalle aspettative che essi nutrivano nei confronti del partner considerato ‘ideale’ per il proprio figlio o figlia.

Già, perché malgrado moltissime cose siano cambiate nella nostra vita sociale, resistono ancora saldamente dei parametri di valutazione, nella scelta effettuata dai figli, che condizionano notevolmente i rapporti tra parenti acquisiti : la nuora ad esempio è ancora abbastanza implicito che debba essere bella, o almeno carina e più giovane del marito; il genero ideale invece dovrebbe essere preferibilmente più maturo della propria figlia e sicuramente più colto e più ricco. Essere fuori da questi parametri tradizionali e da questi pregiudizi può essere, per i diretti interessati, molto difficile e frustrante.

A volte sono i suoceri, che per primi assumono un comportamento invadente e poco comprensivo, altre volte sono i giovani a rifiutarsi di entrare in punta dei piedi nel nuovo ambito familiare, accettandone i ritmi, i riti e le abitudini. Più spesso la relazione risulta difficile perché, da ambo le parti, si sceglie un atteggiamento di rigidità e di intolleranza.

Forse il segreto per stabilire una buona relazione con i suoceri ed anche per superare questa fobia sta proprio nel non dare troppa importanza al gruppo familiare che si va a conoscere e a frequentare, ma alle singole persone. Con ognuna di loro è importante stabilire un rapporto personale, il più naturale possibile, in base al proprio intuito e alla propria sensibilità. Sicuramente da evitare sono comportamenti troppo vistosi, come il parlare troppo, il cercare di monopolizzare l'attenzione, il voler stupire a tutti i costi.

La chiave del successo è cercare sempre di rimanere sé stessi, senza volersi scoprire troppo sin dall’inizio, senza voler piacere a tutti i costi, mostrandosi diversi se ci si sente diversi, anche se con il dovuto rispetto per tutto ciò che non si condivide, ma che è importante per la persona che si ama.
 

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