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VORREI NON ESSERE GIUDICATA TIMIDA
Salve! Mi chiamo Silvia e ho 22 anni. Il mio problema è che non riesco ad
accettare il fatto che la gente mi giudichi timida. é una caratteristica
che non sento mia, anche se ammetto che in certe occasioni non mi si possa
definire estroversa. Sono sempre stata giudicata timida fin da bambina,
anche se a scuola, per esempio, era la prima che partecipava alle recite o
che improvvisava spettacoli in classe. Non mi sono mai accettata
fisicamente perché sono sempre stata cicciottella e infatti soffro di
problemi a livello alimentare. Per questo da adolescente non ho avuto
molte esperienze con i ragazzi, mi consideravo troppo brutta per essere
apprezzata e aspettavo il momento in cui sarei diventata "esteticamente in
grado di poter avere un ragazzo". Adesso mi piaccio e ho molti ragazzi che
vorrebbero uscire con me. Dopo un'esperienza finita male quest'estate con
un ragazzo che mi piaceva molto (non abbiamo concluso perché io mi sentivo
piuttosto imbarazzata e non volevo fargli intendere che di esperienze ne
avevo avute ben poche), sto frequentando un po' di ragazzi, anche se
ancora non ho avuto un rapporto completo (ma questo penso sia dovuto al
fatto che sia alle prime armi). Il problema sta nel fatto che ogni volta
che mi sento dare della timida è come se mi pugnalassero al cuore. Spesso
cerco di dare un'immagine di me che non mi corrisponde totalmente, che è
quella della ragazza forte e determinata. Cerco di allontanare da me ogni
immagine di debolezza. Non sono quella che fa interventi durante un'
affollata lezione universitaria, ma non ho nemmeno grossi problemi di
socializzazione. Anzi, ultimamente penso di averli quasi del tutto
superati: non ho difficoltà a rapportarmi a gente nuova. Durante
l'adolescenza mi preoccupavo perché non sapevo mai cosa dire alle persone
che non conoscevo bene e spesso rimanevo in silenzio e questo ha
contribuito a creare quell'immagine di me che ora penso di avere
totalmente abbandonato. Quando però si tratta di vedere dei parenti o
amici di famiglia che hanno di me l' immagine di ragazza timida allora lo
divento veramente. Ho una vita sociale piuttosto attiva, esco sempre, mi
diverto. Il fatto che mi ha spinto a scrivervi e a chiedervi un consiglio
è che proprio oggi una mia amica mi ha detto che un suo amico è
interessato a me, che gli piaccio perché "ho un viso dolce e sono la
classica ragazza timida da proteggere" (testuali parole). Per me è stata
come una pugnalata al cuore. Non mi va che una mia amica, che ha molta
stima di me, mi consideri timida e sopratutto non voglio dare questa
immagine di me agli altri. Non divento rossa, non faccio scena muta eppure
do lo stesso questa impressione, a differenza di altre mie amiche che
magari escono poco, parlano poco, non si vogliono sedere al tavolo con
gente che non conoscono e che, nonostante ciò, non sono definite timide.
Io affronto tutte le situazioni. Spesso mi capita di sentire persone che
si autodefiniscono timide e mi chiedo come riescano a farlo. Io sarebbe
l'ultima cosa che direi di me, non ammetterei mai di esserlo, proprio
perché è una cosa che non sento mia, mi sembrerebbe di dirlo per fare
piacere agli altri. Ammetto di non essere una persona spavalda e
totalmente disinibita, ma nemmeno mi sento di soffrire di timidezza
cronica. Mi considero normalissima e ammetto che ci sono situazioni in cui
magari sono meno disinvolta o che mi creano imbarazzo, come credo abbiano
tutti (molte mie amiche si vergognano, per esempio, ad entrare da sole in
un locale, o ad entrare per prime perché si sentono osservate. Io non mi
preoccupo invece di queste cose) Perché mi fa stare così male il fatto che
mi definiscano timida quando credo di dare un'immagine diversa o comunque
quando non penso che la timidezza sia la mia caratteristica principale?
Forse non mi rendo conto di avere un comportamento da timida? Ma ci sono
occasioni in cui me ne rendo conto perfettamente. Questa cosa mi fa stare
veramente male, ma ho notato che quando le persone mi dicono che sono
timida non si accorgono di farmi soffrire anche se il peggiore degli
insulti mi farebbe piangere di meno. Vi ringrazio anticipatamente per la
gentile attenzione, Silvia
Cara Silvia, Secondo me lei dovrebbe essere orgogliosa di quest'aria
timida che gli altri le riconoscono, che significa essere una persona
riservata, attenta e premurosa nei confronti degli altri, capace di
introspezione psicologica, desiderosa di fornire sempre una buona immagine
di sé. In che cosa l'etichetta di 'timida' potrebbe limitarla? Come lei
stessa sa e dice, lei non ha paura di niente, ha superato tutte le sue
insicurezze, è capace di parlare con gli sconosciuti, di farsi
corteggiare, non le fa niente entrare da sola in un locale, non
arrossisce, non trema...
Dunque, la sua timidezza, qualora ci fosse, è presente solo nei suoi
aspetti positivi, per quale motivo le dà fastidio? Guardiamo alla cosa da
un altro punto di vista. Ammettiamo che lei non voglia essere timida, per
motivi suoi, che non andiamo a sindacare. Se gli altri, sbagliando
clamorosamente, la giudicano timida, ma lei non lo è... E' un problema
suo?Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
CONVIVERE CON UN MURO INSUPERABILE
Salve!
Come tante persone che vi hanno contattato anche io ho un problema che mi
assilla,lo definirei un limite che non mi permette di essere libera come
gli altri:è la timidezza . Purtroppo una persona non timida non riesce
bene a capire quanto sia difficile convivere con questo muro che a volte
sembra davvero insuperabile. i miei amici non sanno quanto sia ardua ogni
volta per me la guerra contro la mia timidezza anche solo per dire una
semplice cosa in mezzo a loro. Ma io ci provo ,ci riprovo e ancora una
volta e piango quando mi tiro indietro e quando ho paura e quando vedo gli
altri divertirsi ma anche solo parlare senza problemi. Eppure ci sono
tante cose che vorrei fare e dire e urlare. E non vergognarmi più ,non
arrossire più. l mio obiettivo:essere libera!Per questo mi rivolgo a voi,
vorrei frequentare i vostri corsi nella speranza che funzionino davvero e
vi chiedo per questo delle informazioni riguardo i giorni, i luoghi,gli
orari e i prezzi .Ma soprattutto vorrei almeno avere una piccola
rassicurazione sui risultati . Vi ringrazio a presto Federica
Cara Federica,
Sei proprio certa che nel tuo gruppo di amici non vi siano altri soggetti
che, come te, fanno fatica ad esprimersi davanti al gruppo? La prima cosa
da imparare per superare le proprie inibizioni è che la timidezza non è un
fatto personale, ma sociale. Se tu vedi ogni giorno 100 persone, devi
sapere che 50 di esse soffrono per la loro timidezza, 25 ne hanno sofferto
e 25 ne soffrono quando si trovano in particolari condizioni. Dunque,
sapere che il problema è condiviso, ti dovrebbe far sentire più
tranquilla. Quanto alla libertà personale, quella è una decisione che
nessun altro può prendere per te: devi solo curarti meno delle apparenze,
darti degli obiettivi e lavorare per raggiungerli.
Quanto ai nostri Corsi, i luoghi per il momento sono solo nelle Marche, ma
stiamo organizzandoci anche per 'esportarli', gli orari e i prezzi sono
strettamente legati al numero dei partecipanti, per cui variano di volta
in volta.
Continua a seguirci sul sito, per scoprire le prossime iniziative. Quanto
alla rassicurazione sui risultati, presto organizzeremo un Forum dove i
partecipanti ai Corsi potranno continuare a dialogare ed a supportarsi a
vicenda. Leggendo le loro storie penso potrai tranquillizzarti su questo
aspetto. A presto!
Dott. Walter La Gatta
UN NODO IN GOLA
Gentile Dottoressa,ho un problema piuttosto fastidioso.
Appena sono un po' in ansia avverto uno spiacevolissimo senso di " nodo in
gola". Per il resto non ho altri sintomi. Potrebbe consigliarmi un rimedio
per quello specifico sintomo? Grazie e complimenti per il sito
Max
Caro Max, Le consiglio di apprendere una tecnica di rilassamento, come il
training autogeno. Piano piano lei deve allenarsi a far defluire la
tensione della gola, immaginando che essa possa 'scivolare verso il basso',
ad esempio potrebbe provare ad immaginarla scendere velocemente fino a
'sentirla' depositarsi sulla punta dei piedi. Le tecniche di rilassamento,
associate a questo tipo di visualizzazioni funzionano benissimo!Cari
saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
UN BAMBINO TIMIDO, EMOTIVO E SENSIBILE
Gentile dott.sa le scrivo per un problema che riguarda mio figlio;ha 10
anni,è figlio unico, forse un pò troppo coccolato, sicuramente (o forse
dovrei dire apparentemente) sereno data la situazione di sicurezza
economica e di sentimenti all'interno della nostra famiglia (io ho 44 anni
e mia moglie 40 e siamo sposati da 12 anni). Vorrei azzardare l'ipotesi
che mio figlio sia ipocondriaco perché ha paura ad esempio di Harry Potter,
o di un film dove ci sono streghe; anzi direi che in questi particolari
film o libri che tutto sommato lo divertono, identifica il cattivo e
incomincia a cambiare atteggiamento, diventa più taciturno, pensieroso..
fino ad arrivare alla sera, andare a dormire (ma ritardando il più
possibile questa situazione) e lì dopo qualche minuto alzarsi
per vomitare. E' decisamente un bambino molto emotivo, timido e sensibile
ma è anche intelligente (ottimo profitto a scuola) e per questo cerchiamo
sempre di parlarne, di fargli capire che sono paure sciocche. Il problema
maggiore è anche che è sottopeso (x costituzione lo sono anch'io) e
se aggiungiamo a questo anche il fatto che questi "incidenti" succedono
anche 2/3 volte al mese la cosa ci preoccupa. Mi rendo conto che sia un pò
difficile dare una risposta chiarificatrice su un problema espresso in
poche righe e soprattutto su un problema che riguarda un bambino, ma
vorrei sole chiederle un consiglio, una via da seguire per poter arrivare
ad una risoluzione. La ringrazio.
Bill
Caro Bill, Innanzi tutto una precisazione: perché dire 'è un bambino molto
emotivo, timido e sensibile, ma è anche intelligente...' Ecco, per prima
cosa è importante che i genitori non diano etichette di questo tipo ai
figli e tanto meno che siano loro i primi a nutrire dei pregiudizi nei
confronti della timidezza del bambino, che invece deve essere sentita, nei
suoi aspetti positivi, come una ricchezza nella personalità in formazione
del proprio bambino. Certo è che l'eccesso di ansia che spesso la
timidezza comporta non ha niente di positivo e dunque va combattuta. In
questo senso però la strategia di attacco non deve volgersi verso la
personalità del bambino nel suo complesso, ma verso quegli aspetti della
sua personalità che possono effettivamente limitarlo o procurargli un
disagio.
Nel caso specifico, direi che la prima cosa da fare è cercare di evitare
per un po' di tempo i racconti o i film che riguardano le streghe o altre
situazioni paurose. Un consiglio potrebbe essere quello di accompagnarlo a
letto e leggergli un buon libro per l'infanzia, magari un po' umoristico,
su cui divertirsi insieme nel commentarlo, fino a che il bambino non si
addormenta. E' sicuramente un compito impegnativo, perché mi rendo conto
che dopo una giornata di lavoro può essere più rilassante sedersi tutti in
sala a guardare un film, ma non è questo che può aiutare vostro figlio a
superare il problema.Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta
FOBIA SOCIALE
C'e mio marito che soffre di fobia sociale dovuta alla sua grave
timidezza. per di più la sua complicazione psicologica è dovuta ad un
disturbo che è affetto da quando era piccolo quale la "balbuzie", che non
riesce a toglierla ed a venirci fuori. Inoltre a complicare il tutto vive
periodicamente di stati depressivi. Ha provato diverse cure farmacologiche
senza successo. Che fare? La prego, mi aiuti. Cordialmente Silvia
Cara Silvia,
Lei mi parla di un problema piuttosto grave, come la fobia sociale, per di
più associata a balbuzie ed a stati depressivi, in sole cinque righe. Cosa
posso dirle? L'unica cosa che posso consigliarle è, visto che le terapie
farmacologiche (quali? per quanto tempo? per curare che cosa?) non hanno
funzionato, provate la strada della psicoterapia. Probabilmente fobia
sociale depressione e balbuzie sono originate da un unico problema :
provate prima con una psicoterapia breve di tipo cognitivo-comportamentale
e poi, eventualmente, con un approccio psicodinamico. Se lo stato di suo
marito è anche causa di incomprensioni di coppia, vi consiglio di
affrontare prima una terapia di coppia.
Se crede, mi riscriva, fornendomi maggiori particolari.
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta
UN PROBLEMA SERIO
Salve,Vorrei chiederle se sia possibile risolvere un problema o meglio
"una paura" che porto dietro da quando ero bambino. Non so se sia curabile
o se esistano casi come i miei.....a dir la verità un po’ mi imbarazza
anche dirlo ...!!!Comunque arrivando al dunque,ho paura dei botti "proprio
così" sembrerà strano e non riesco nemmeno a spiegarmelo il perché di
questo....(ah botti intesi es. petardi e/o scoppi vari).nonostante gioco a
calcio e lei forse saprà quanti se ne consumano durante una partita.Ora se
può aiutarmi a curare questa ossessione gliene sarò grato per tutta la
vita!!!!!!!! Però devo averne la certezza di una guarigione sicura (non è
un fatto di scredito nei suoi confronti...anzi non mi permetterei mai)
però essendo un ragazzo di 24 anni vorrei evitare di far figuracce in giro.Grazie
ancora per avermi dedicato un po’ del suo tempo.LOrenzo
Caro Lorenzo,
Per poter scoprire l'origine di questa sua fobia bisognerebbe saperne
molte di più circa il suo passato : ad esempio sarebbe utile capire se può
essere stato spaventato, da bambino, da qualche rumore e se questo
episodio, lontano nel tempo, è da lei associato a qualche evento
particolare. Purtroppo dunque non la posso aiutare attraverso questa
risposta. Ciò che però noto dalla sua lettera è una modalità di approccio
piuttosto diffidente, pessimista, scettica... Provi a dare fiducia a
qualche psicologo, si lasci andare e vedrà che risolverà sicuramente il
problema.Saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta
ONICOFAGIA
salve,sono annarita,ho 21 anni e sono una studentessa (matricola)del corso
di laurea in scienze infermieristiche.Ho un piccolo problema che non
riesco,pur sforzandomi, a risolvere:mangio le unghie .Ormai non ricordo
più da quanto tempo accade, so solo che ero piccola e che è stato sempre
qualcosa più forte di me!Ho provato più volte a "perdere" questo maledetto
vizio ed anche quando sembrava che potessi riuscirci...non sono mai
arrivata al traguardo!!Vorrei trovare un modo per superare quest'ostacolo,perchè
ho sempre sognato di "portare"le mie unghie lunghe...ed il fatto è che non
riesco a fare in modo che avvenga... anche perché spesso non mi accorgo di
mangiarle...e quando sono troppo nervosa o ansiosa non riesco a staccarmi
le mani dalla bocca...!!! Spero tanto che lei possa aiutarmi...
grazie!!Annarita.
Cara Annarita,
L'onicofagia è un'espressione di ansia. C'è chi si mangia le unghie quando
è da solo in casa e sta concentrandosi su qualcosa, chi lo fa allo stadio
mentre assiste alla partita del cuore, chi lo fa quando si trova in
gruppo. C'è anche chi lo fa sempre e non si accorge più nemmeno di farlo.
Tutto dipende dal livello dell'ansia e dalle situazioni che la fanno
aumentare. In genere si pensa che questo sia un segnale di timidezza e di
introversione, perché l'aggressività viene rivolta verso sé stessi anziché
verso gli altri.
La cosa migliore da fare è darsi un metodo: ad esempio cominciare con un
dito. Il messaggio deve essere: posso mangiare tutte le unghie che voglio
e quanto mi pare, ma il dito mignolo della mano destra no!
Per poi continuare con gli altri. Vedrà che, una volta che l'unghia è
ricresciuta, è difficile che lei senta ancora l'esigenza di 'aggredirla',
specie se le piacciono le unghie lunghe. Infatti spesso il motivo per cui
ci si porta le mani alla bocca è perché le dita, in prossimità delle
unghie mangiate, fanno male.
Il gesto di portare ciò che ci fa male alla bocca è un gesto di
rassicurazione. Saluti e continui a seguirci
Dott. Walter La Gatta
TIMIDA DA SEMPRE
Salve!Sono Lucia e ho 23 anni. Vorrei parlare del problema che mi
affligge da sempre,la mia timidezza. Ricordo che sono stata sempre
timida,anche se ho notato che crescendo il problema è diventato sempre più
serio. Dò la colpa di questo al mio aspetto fisico,sono stata fin da
piccola un pò cicciottella e crescendo le cose non sono cambiate. Ho
affrontato diverse diete cercando di risolvere il problema,ma o non
riuscivo a farle o peggio ancora le portavo a termine e poi (non so
perché) ricominciavo a mangiare più di prima,riprendendo i chili persi e
prendendone altri. Sono cresciuta con questo peso addosso,che per me non
era solo fisico ma anche psicologico. Il mio peso ha sempre rappresentato
un muro invalicabile tra me e il resto del mondo. La mia vita è stata
condizionata molto,mi sono sempre sentita una "diversa" e non sono mai
riuscita ad accettarmi per come sono,ma allo stesso tempo non sono mai
riuscita ad avere la forza necessaria per cambiare la mia situazione.
Questa carenza di autostima mi ha causato molti problemi con gli
altri,solo dopo una conoscenza approfondita riuscivo a far vedere
veramente chi ero,non una persona chiusa,antipatica o asociale come poteva
sembrare in apparenza. Di conseguenza ho sempre avuto pochi amici,uscivo
poco perché mi sentivo tremendamente a disagio,e di questa situazione ne
ho sofferto sempre molto. Non sono quasi mai riuscita a parlare a qualcuno
della mia sofferenza per paura di non essere capita e per non sembrare
ancora più debole,quindi ho quasi sempre tenuto tutto dentro,senza
sfogarmi con nessuno. Ancora oggi le cose non sono cambiate,questi
problemi rimangono ancora e quello che mi fa stare ancora più male è che
mi sento sola a doverli affrontare. Sò che la soluzione potrebbe essere
perdere quel peso che tanto mi limita,e infatti sto provando l'ennesima
dieta,ma è dura e il cammino è lungo e non so se riuscirò a portarlo a
termine. Come posso cercare di cambiare questa situazione?Vi ringrazio per
la vostra attenzione e pazienza,Lucia
Cara Lucia,Quando lei riuscirà a perdere i suoi chili di troppo e ad
entrare dentro un paio di aderentissimi jeans vedrà che la sua stima
crescerà, ma non pensi che la soluzione del suo problema sia semplicemente
questa. Guardi ad esempio come ha chiuso la sua lettera: 'grazie per la
vostra attenzione e pazienza...'Sembra quasi che lei si vergogni di
esistere, di manifestare in qualche modo la sua presenza e, quando lo fa,
si scusa e chiede comprensione per essersi rivelata al mondo... C'è
un'altra frase che mi ha colpito: 'non sono mai riuscita a parlarne con
nessuno per non sembrare ancora più debole'. Ecco, potrebbe partire da
qui. La prima espressione di forza è il riconoscimento delle proprie
debolezze. Tra gli aforismi del sito ce ne è uno che sembra fatto apposta
per lei: Fra tutte le debolezze, la più grande è l'eccessiva paura di
apparire deboli.Saluti e continui a seguirci
Dott. Walter La Gatta
ANCORA VERGINE
Sono molti i sostantivi che mi vengono in mente per essere ancora a 22
anni un ragazzo vergine!!! E si la mia storia cmq e un po' lunga ma
parlerò solo dei significati più importanti della mia vita. Cariss. dott.
Sono Rosario sono un ragazzo siciliano non per vantarmi ma molte ragazze
mi hanno reputato un bel ragazzo alto e possente il mio unico problema
sono le donne!!!
Da quanto avevo 13 anni ci sono state ragazze che mi interessavano ho
cercato di conoscerle e per colpa della mia fretta dei sentimenti ho detto
quello che pensavo subito alle ragazze con risposta sempre negativa da
parte delle ragazze, altro grande problema e la mia voce perché le ragazze
appena mi conoscono dicono subito i difetti che hai!!!
Quindi purtroppo io ho una voce un po' femminile quindi dott. lei può
capire il mio imbarazzo cmq lasciando perdere questo problema che non ci
faccio caso perché quando prendo confidenza parlo anche troppo con le
ragazze. Troppe le delusioni che ho avuto donne di cui mi ero innamorato e
poi sono stato rifiutato nei peggior modi, le donne che mi piacevano ho
cercato di conoscerle anche da solo ma nulla di fatto. Ora ho 22 anni sono
ancora vergine e rimpiango questi anni che ho perso e potevo sfruttare
ormai sono morto dentro senza una compagna che mi dia affetto non so cosa
fare certe volte piango e nella mente mi vengono cose brutte che lei può
immaginare, questi pensieri si hanno lei lo sa dott. con la perdita dei
valori io ho perso il valore dell'amore. Che posso fare??? Ormai certe
volte io penso anche di non uscire più!!!! Rosario
Caro Rosario,
Lei dice che la sua storia è molta lunga e probabilmente in questa
ricostruzione dei fatti vi sono molti 'omissis'. Stando comunque ai
problemi che elenca, credo che lei manchi soprattutto di abilità sociali,
ovvero di quel menù di opzioni che consente di trovare sempre la frase
giusta per ogni occasione. Probabilmente il suo aspetto fisico attira le
ragazze, ma quando la sentono parlare si sentono deluse. Lei dice che è
per la voce, un po' femminile: forse, ma più che di questo io mi
preoccuperei dei contenuti dei suoi discorsi... E' proprio sicuro, nel suo
tanto parlare con le ragazze, di dire le cose più opportune? In ogni caso,
non sono pochi i ragazzi che, come lei, a ventidue anni non hanno mai
avuto esperienze sentimentali e sessuali, per cui non si consideri un caso
speciale... Piuttosto, cerchi di impegnarsi, visto che è un bel ragazzo ed
ha già quindi avuto un gran premio dalla sorte, a parlare di meno,
ascoltare di più e ad aprire bocca solo per dire cose sensate ed
intelligenti. Vedrà che il gentil sesso non mancherà di apprezzare!
Dott.ssa Giuliana Proietti
BALBUZIE
Io sono R. e ho 23 anni. Vi scrivo per chiedere alcune informazioni sulla
balbuzie.
Io in effetti soffro di tale disturbo del linguaggio, e che purtroppo mi
da spesso dei problemi. Vi chiedo se esiste qualche farmaco capace di
attenuare il problema.
In attesa di Vs. risposte Vi auguro distinti saluti.R.
Caro R.,
Sarebbe interessante sapere cosa lei abbia fatto finora per cercare di
tenere sotto controllo il disturbo, quando questo è insorto, quando si
accentua ecc. Ha ad esempio mai eseguito appositi trattamenti foniatrici
(apprendimento di esercizi per impostare il corretto funzionamento
muscolare e rieducare così l'atto respiratorio, il ritmo della fonazione,
la ripetizione sillabica e l'impostazione della voce) ? Ha mai seguito un
percorso psicoterapeutico desensibilizzante (cioè una psicoterapia breve,
mirata sul sintomo)? Conosce il Training Autogeno o altre tecniche di
rilassamento?
Se tutto questo lei lo avesse fatto e non avesse, per così dire, 'funzionato',
potrebbe, anzi, dovrebbe, cercare giovamento nei farmaci. In tal caso
sarebbe opportuno consigliarsi con il suo medico di base per la scelta
dello specialista che faccia al suo caso.
Dott. Walter La Gatta
SONO BLOCCATA
Complimenti per il vostro sito! Sono una ragazza di 25 anni che da tempo è
bloccata con la sua vita. Fin da piccola ho sognato di diventare una
grande scrittrice e una giornalista ammirata. Nel mio piccolo ci sono
riuscita, sono una corrispondente locale per un giornale di provincia da
alcuni anni. Ho sempre tante idee per scrivere gli articoli, ma raramente
le metto in pratica, andare a cercare le notizie e chiedere alla gente mi
provoca un grande disagio, come se entrassi in una sfera proibita. L'idea
di mollare mi farebbe sentire sconfitta, anche perché da questo lavoro ho
avuto grandi soddisfazioni, e la forza per superare in parte la mia paura
degli altri. Altri ragazzi che hanno iniziato insieme a me hanno fatto
carriera e io invece sono al punto di partenza, anche perché non mi sono
impegnata come dovevo allargando la mia attività. E adesso mi faccio una
domanda, ho sbagliato scelta? Anche alle scuole superiori mettevo in atto
questo comportamento, mi impegnavo al minimo e prendevo voti mediocri,
quando potevo fare molto di più, ma non riuscivo a farlo. Perché agisco
così, sabotandomi da sola? Di cosa ho paura? Un altro grosso problema che
ho sono i ragazzi. Sono molto amica di alcuni ragazzi, per i quali in
passato ho creduto di provare un sentimento d'amore, forse perché non
potevo averli, ma in 25 anni di vita non ho mai avuto un ragazzo, perché
non ho mai lasciato che nessuno si avvicinasse a me. Solo due mesi fa ho
conosciuto un ragazzo e siamo usciti insieme una volta, ma tra noi non c'è
stato niente perché non ci siamo piaciuti. Raramente conosco gente nuova,
sono molto legata ai miei amici, "pochi ma buoni" con cui sono cresciuta
insieme. Cosa posso fare per sbloccarmi? Rispondetemi vi prego!
Grazie per la vostra attenzione
Araba Phenix 78
Cara Araba Ph,
E' difficile che una persona possa raggiungere il successo se non si apre
verso il mondo. Infatti, se anche lei diventasse una bravissima scrittrice
di romanzi introspettivi, cosa per la quale non è necessario essere
estroversi, chi si occuperebbe poi della promozione di quel che scrive? In
ogni caso, se abbandonare questa strada la farebbe sentire 'sconfitta',
come lei sostiene, l'unica cosa da fare è perseverare, il che significa
cercare di trovare un compromesso tra la sua paura della gente e la
necessità di entrarci in contatto. Ciò vale anche per la sua vita privata:
se lei deve scegliere il suo ragazzo nell'unico che ha di recente
conosciuto, è più che probabile che non sia quello giusto; se potrà
scegliere fra venti, sarà più facile trovarlo. La cosa più importante
comunque è cercare di innamorarsi solo delle persone che può realmente
avere, mettendo da parte fantasie ed eccessivi idealismi, che servono solo
ad allontanarla dalla vita reale.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
CARATTERE INTROVERSO
Salve,sono una ragazza di 20 anni,e scrivo perché il mio carattere
introverso e chiuso non mi permette di relazionarmi con gli altri in modo
soddisfacente. Il problema è sempre esistito,nel senso che introversa lo
sono sempre stata,ma si è reso più evidente da quando,saltuariamente,
vengo chiamata per effettuare alcune supplenze presso varie scuole
elementari(sono diplomata all'istituto magistrale).
Non riesco ad entrare in rapporto con i bambini, mi sento bloccata. Ho
sempre paura di sbagliare comportamento, e, non riuscendo a trovare la via
di mezzo,o divento troppo rigida,oppure troppo permissiva. Il risultato
sta nel fatto che i bambini, ovviamente,sfuggono al mio controllo, e ciò
mi fa sentire incapace ed inadeguata, spingendomi a fuggire dalla
situazione spiacevole, anziché a mettermi in gioco per affrontarla. In
verità mi manca l'esperienza, ma questo fatto non dovrebbe rappresentare
un gran problema, se almeno sapessi relazionarmi con i bambini! Amicizie
ne ho poche, anche perché, nella mia vita precedente, non ho avuto
l'opportunità di instaurare relazioni proficue per il mio carattere
introverso, sommato ad una certa "sfortuna" circa le persone con cui sono
entrata in contatto. Sono iscritta all'università, ma da mesi non
frequento più, perché non avrei abbastanza tempo da dedicare allo studio.
A me, però, gioverebbe stare in mezzo agli altri, avere contatti con le
persone, perché diventerei ancora più chiusa. Vorrei qualche consiglio
pratico per superare la mia introversione. Ringrazio in anticipo
Milena
Cara Milena,
I comportamenti che tu descrivi rappresentano per la verità il problema
delle persone timide e che non hanno sufficienti abilità per mettersi in
relazione con gli altri. I sentimenti che descrivi sono infatti una difesa
verso le situazioni ansiogene, dalle quali tendi a fuggire. Credo invece
che per migliorare le tue prestazioni sociali e professionali dovresti
lentamente, ma con continuità, esporti di più, magari riprendendo a
frequentare l'Università, dove, sentendoti parte di un gruppo, potresti
gradualmente trovare i giusti comportamenti per affrontare le varie
situazioni. Per quanto riguarda il tuo lavoro, i bambini riflettono le tue
emozioni: se tu entri in classe già fortemente stressata, i bambini ti
sembreranno dei piccoli mostri con i quali è difficile entrare in
contatto. Prova a convincerti, quando entri in classe, del piacere che
avranno questi bambini nell'avere un'insegnante giovane e allegra, con un
ricco bagaglio di giochi e proposte (che naturalmente ti sarai prima
preparata a casa!)
Buon lavoro.
Dott. Walter La Gatta
PARLARE IN PUBBLICO
Da qualche anno soffro di un disturbo che mi sta creando molti problemi,
soprattutto in capo lavorativo. Ogni volta che devo esporre una relazione
in pubblico vengo colta da una fortissima tachicardia, il respiro si fa
affannoso, la bocca si secca e non riesco più a parlare, quasi vengo colta
da una sorta di capogiro.Ho letto che questi sintomi sono riconducibili
alla fobia sociale, ma io non ho mai sofferto di eccessiva timidezza, ho
molti amici, amo stare in mezzo alla gente, non ho problemi a frequentare
luoghi pubblici. Cosa posso fare?C'è una terapia farmacologica che possa
aiutarmi senza limitare le mie attività quotidiana? Vi prego non
consigliatemi la psicoterapia, non sono nella situazione di poterla
seguire.Potete consigliarmi dei farmaci da prendere sotto il controllo del
mio medico della mutua?Per favore aiutatemi.
Cris
Cara Cris,
Da come descrive il suo sintomo non mi sembra possa trattarsi di fobia
sociale. Infatti, lei riesce comunque ad avere una vita sociale attiva,
una rete di amicizie e non mi sembra abbia paura ad uscire di casa. Il suo
sintomo si manifesta solamente in una specifica situazione, ovvero quando
deve parlare in pubblico. Ciò che le accade è in verità cosa assai
frequente: a cosa pensa che servano infatti tutte le bottiglie di acqua
minerale poste davanti agli oratori durante le conferenze? Perché a molti
ospiti dei talk show televisivi improvvisamente prende una grande sete?
Più che una psicoterapia le consiglierei l'apprendimento di una tecnica di
rilassamento, come il training autogeno, e la frequentazione di un Corso
sul public speaking, in cui in genere si danno una serie di consigli per
placare l'ansia. Quanto ai farmaci, deve parlarne, eventualmente, con un
medico. Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
COSA FARE PER SALVARSI?
Salve, mi chiamo A. R., ho 21 anni e scrivo da L. Ho deciso di scriverVi
questa e-mail perché soffro di eritrofobia. Per me è un gran peso
soffrirne,poiché nel mio caso in particolare rappresenta un ostacolo che
sembra INSORMONTABILE e che agisce negativamente nella mia vita sociale.
Non riesco e non sono mai riuscito a instaurare un rapporto affettivo con
una ragazza,poiché quando c'è una ragazza che mi piace,non mi sogno
nemmeno lontanamente di avvicinarla in quanto partirebbero subito i primi
segnali della mia timidezza. Diventerei subito rosso da far paura,il mio
battito cardiaco salirebbe alle stelle(da rischiare un
Infarto!!!!!!!!!!!!!),comincerei a tossire o a balbettare rendendomi così
goffo e ridicolo. Anche gli studi universitari non vanno tanto bene,in tre
anni a Giurisprudenza a Pisa ho dato solo un esame,anche perché si è
instaurato in me un circolo vizioso,non ho fiducia in me stesso,divento
rosso e mi manca la "grinta". Come fare?La do sempre vinta agli altri,i
quali si possono permettere di dirmene indisturbati di cotte e di crude.
Secondo Voi cosa dovrei fare per salvarmi?Ho pensato di rivolgermi a uno
psicologo,ma ho sentito dire che anche lo yoga e il training autogeno
possono aiutarmi. Vi prego datemi un consiglio,sono veramente disperato.
Ringraziandovi per la cortese attenzione e sperando in una celere risposta
vi porgo,sperando di non essere risultato noioso e patetico;i miei più
Cordiali Saluti
Caro A.R.,
Non c'è niente di noioso o patetico nella sua lettera: semmai c'è
un'eccessiva attenzione a voler essere sempre perfetto. Infatti, non credo
proprio che nel suo cammino lei abbia incontrato solo delle macho-girls,
sicure di sé e pronte a ridicolizzarla se diventa rosso: sicuramente avrà
incontrato anche delle ragazze un po' più tranquille, magari con il suo
stesso problema. Come è andata con loro? Quello che le voglio dire è che
non deve fare dell'eritrofobia la scusa per non combattere la sua
battaglia, rinunciando a raggiungere i suoi obiettivi e ritirandosi dalla
competizione fra maschi per conquistare il cuore della ragazza che le
piace. Le assicuro che la gente fa molto meno caso di quello che lei pensa
ai rossori degli altri ed in ogni caso diventare rossi non significa
necessariamente essere deboli. La prima cosa da fare dunque è
riconquistare la stima di sé stesso, e questo lo può fare solo riprendendo
gli studi e superando in fretta gli esami che non ha sostenuto. Lo yoga ed
il training autogeno vanno benissimo per ritrovare un po' di serenità.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
FORTEMENTE EMOTIVO
Ho un problema fortemente emotivo che mi impedisce di fare la prima mossa
con le donne, ogni volta che nasce in me il desiderio di fare nuove
amicizie la mia condizione emotiva me lo impedisce e mi aggredisce con una
emozione molto forte che mi impedisce di parlare e pensare con
disinvoltura.
Come posso fare?grazie Ale
Caro Ale,
La prima cosa da fare è togliersi dalla testa che, dal niente, possa
accadere che un giorno, avvicinando una ragazza, tu possa sentirti
perfettamente a tuo agio. Questo potrà avvenire solamente dopo aver
acquisito un bagaglio di esperienze notevole su questo piano, il che
significa cercare di metterti più e più volte alla prova, perfezionando
sempre di più lo stile di comunicazione e le tecniche per la gestione
positiva dell'ansia. Prova a considerare ogni approccio al gentil sesso
come un 'esercizio' in attesa che si presenti la volta buona. In questo
caso poi, vedrai, non sarà nemmeno tanto necessario essere per forza 'disinvolto',
anzi, in certi casi un po' di timidezza è addirittura una marcia in più.
Ciao e auguri.
Dott. Walter La Gatta
MAMMA ANSIOSA, FIGLIO ANSIOSO
Gentili redattori, sono una mamma ansiosa+insegnante+laureanda in
psicologia e mi ritrovo con un figlio di 7 anni completamente condizionato
da ansia e da pensieri del tipo:" Sono un buono a nulla... non ce la farò
mai ..." ecc...ecc...Avrei bisogno di un consiglio o di un testo specifico.Grazie
Mamma ansiosa
Cara Mamma Ansiosa,
Credo che la soluzione del problema sia già indicata nel titolo che
abbiamo dato alla sua lettera. Infatti, se una madre si mostra ansiosa e
in preda a pensieri negativi, è più che naturale che il figlio (anche per
via delle predisposizioni genetiche, oltre che per l'imitazione del
modello genitoriale), tenda a somigliarle.
Che fare? Niente altro che cercare di dare il buon esempio, con pensieri
positivi, incoraggiamenti, premi per ogni buon risultato raggiunto (non
solo per suo figlio, anche per lei!).
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
ARROSSISCO A SCUOLA
ciao,vorrei sapere perché arrossisco ogni qualvolta che mi pongono delle
domande,perché mi succede anche a scuola? sono davvero preoccupata in
quanto mi blocco e non risolvo mai nulla! prima non ero così! cosa mi sta
succedendo? ciao ari
Cara Ari,
Arrossisci a scuola, ed altrove, ogni qual volta ti senti al centro
dell'attenzione. Essere osservata dagli altri ti emoziona e dunque ti fa
arrossire. Il problema è che arrossire evidentemente ti imbarazza e quando
sei imbarazzata ti blocchi. Questo ti imbarazza ancora di più e per questo
ti emozioni di più ed arrossisci di più. Detto in altre parole sei entrata
nel circolo vizioso dell'ereutofobia. Che fare? A livello fisico puoi solo
imparare una tecnica di rilassamento, tipo il training autogeno ed
imparare così a controllare meglio le emozioni. A livello psicologico c'è
molto di più da fare: ad esempio renderti conto che, anche se arrossisci,
il tuo valore non diminuisce di una virgola, che la maggior parte dei
tanto temuti 'altri' si trova nella tua stessa situazione, che più
cercherai di allenarti al contatto con gli altri, più questo sintomo
sparirà, che più gli dai importanza e più si accresce ecc. ecc. Leggi
qualche libro, frequenta qualche corso e se non ce la fai da sola fatti
aiutare da uno 'psic'.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
COSA FARE PER VIVERE BENE?
Sono una ragazza di 22 anni,la primogenita di una famiglia felice.Sono
iscritta alla facoltà di Giurisprudenza a ... e per frequentare ho dovuto
trasferirmi.Vivo con due mie amiche(ex compagne di liceo). Sono stata da
sempre un pò "cicciottella" ma durante la mia infanzia la cosa non mi ha
mai turbato, sono sempre stata la classica bimba modello tutta casa-scuola
e attività extra(ho studiato musica per 10anni). Con l'iscrizione al liceo
le cose sono cambiate!! I miei nuovi compagni non mi apprezzavano più per
quello che ero! Ho avuto notevoli difficoltà ad integrarmi nella classe e
di questo ne ha risentito il mio profitto scolastico! Anziché provare a
migliorare il mio aspetto fisico cercavo di farmi apprezzare per quello
che ero ma non ci riuscivo e continuavo ad ingrassare!!Mi sono iscritta
alla facoltà di giurisprudenza per emulare il mio adorato papà verso il
quale ho avuto sempre un attaccamento morboso!lui non ha potuto continuare
gli studi intrapresi per ragioni economiche, ma si è creato da solo una
posizione più che rispettabile(svolge la professione di Rag.
Commercialista).Fin da bambina ho sempre assecondato mio padre che mi
voleva avvocato e da sempre gli ho assicurato che mi sarei laureata in
giurisprudenza! Come ho già detto,iscritta all'Università, ho preso casa a
... con due mie amiche! il primo anno ho frequentato pochissimo e sono
rimasta per quasi tutto il tempo a casa,anche nell'ambiente universitario
non riuscivo ad integrarmi!!Era per me l'ennesima sconfitta!L'anno
successivo mi sono imposta una permanenza più lunga nella città nella
quale dovevo studiare;tale costrizione mi ha provocato un dimagrimento di
circa 20 chili!Finalmente i ragazzi mi notavano!! Avevo riconquistato un
pò di fiducia in me stessa e per risollevarmi dal pantano nel quale stavo
sprofondando con gli studi ho deciso di cambiare Università (ma non
Facoltà) restando nella stessa città! La mia prima relazione è stata con
un ragazzo fidanzato con il quale ho avuto il mio primo rapporto!Quando
lui ha deciso, dopo circa un anno, di non volermi più vedere tutte le mie
certezze sono crollate e sono ricaduta in un periodo di depressione dal
quale sono uscita solo quando ho conosciuto il mio attuale ragazzo!Con lui
ho una relazione da un anno e tre mesi ma, pur essendo molto legata a lui
e volendogli davvero molto bene, quando il mio primo ragazzo mi ha chiesto
di rivederlo non ho esitato! Volevo sbattergli in faccia tutte le mie
sofferenze ma l'attrazione fisica è stata fatale! Pur essendo stata
infedele non ho lasciato il mio ragazzo! Continuo a vedere il mio ex e ho
anche altre storie extra! Mi sono resa conto di voler vivere tutto ciò che
fino ad ora mi era stato negato ma non riesco a restar sola,ho bisogno di
un punto fermo nel quale rifugiarmi quando le mie storielle mi deludono e
grazie al quale riesco a non cadere in depressione!Non mi sento in colpa
per la mia costante infedeltà perché solo così riesco a soddisfare il mio
bisogno costante di essere accettata! Le amiche coprono le mie continue
scappatelle pur additandomi per il mio comportamento "scellerato"!!! Il
mio comportamento è sbagliato? Cosa devo fare per vivere bene? Certa di
una celere risposta ringrazio e porgo cordiali saluti!Nadia
Cara Nadia,
La sua lettera, ma più che altro il suo comportamento, denota una grande
insicurezza di fondo. Il metodo che lei ha scelto per sentirsi più
apprezzata e coccolata può dare sicuramente risultati entusiasmanti nel
breve periodo, ma nel lungo termine è quasi certo che le procurerà
ulteriori problemi (scarsa stima di sé, sensi di colpa, depressione ecc).
Lungi da me voler esprimere un giudizio 'moralistico' sul suo
comportamento, credo però che lei non abbia certo così trovato la
soluzione per 'vivere bene', ma si stia semplicemente 'drogando' con le
sue storielle, per uscire da uno stato depressivo.
Probabilmente la cosa migliore da fare è cercare delle gratificazioni in
campi diversi, meno 'a rischio'... Che dire ad esempio di cercare di
trovare soddisfazione nel profitto universitario? Con i migliori auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
NON RIESCO A DICHIARARMI
Sono un ragazzo di 16 anni, la mia è una timidezza soprattutto con le
ragazze perché non riesco in nessun modo (perché ho troppa paura della
risposta o di cosa ne pensano gli altri) a dichiararmi. Ancora non sono
riuscito ad avere una fidanzata e non ho dato il mio primo bacio. Di
questo mi preoccupo un pò ma non mi scoraggio. Voglio invece risolvere il
mio problema: da qualche mese ho incontrato una ragazza con cui parlo ogni
tanto e mi piace tantissimo. Penso che lei se ne sia accorta però è ovvio
che si aspetta da me il primo passo. Volevo qualche consiglio a proposito.
Infatti ho troppa paura che se le confesso il mio amore lei possa
respingermi
brutalmente o che io possa fare brutte figure anche con le sue amiche se
lei poi ne parla in giro. Per favore voglio solo qualche rimedio a questo
tipo di timidezza e un consiglio alla mia ultima vicenda.
Pietro
Caro Pietro,
Per fortuna non siamo più ai tempi in cui, per fare il primo passo con una
ragazza, bisognava prima confessarle il proprio amore. Cerca di essere
spontaneo, naturale e cerca di avvicinarti (fisicamente) sempre più a lei.
Ci sono sempre delle scuse per metterle un braccio su una spalla,
stringerle una mano, darle un bacio su una guancia... Vedi a questo tipo
di contatti 'casuali' come lei reagisce: se ti accorgi che la tua amica
non si irrigidisce, ma anzi li accetta volentieri, cerca di essere sempre
più audace e piano piano vedrai che arriveranno sia il primo bacio che la
prima dichiarazione d'amore.
Naturalmente se vedi che lei ti respinge cerca di essere molto prudente,
ma insisti!
Ciao e auguri.
Dott. Walter La Gatta
SOGNO DI ESSERE NUDO
Vorrei che qualcuno mi dicesse il perché sogno stare nudo e mi vergogno
dei passanti, mentre nessuno si fissa in me. Da Buenos Aires Piero
Caro Piero,
Secondo l'interpretazione dei sogni di S. Freud, ogni sogno è la
realizzazione di un desiderio. Probabilmente dunque ciò che la porta a
sognare tali scene è un desiderio di esibizionismo, una soddisfazione
parafiliaca di tipo infantile.
Potrebbe però essere tutt'altra la interpretazione e cioè si potrebbe
ipotizzare che lei nella vita viva una condizione di insicurezza e di
disagio per cui si sente sempre osservato dagli altri, 'penetrato' nella
sua intimità e nei suoi pensieri, come se fosse nudo. Anche se gli altri
non fanno caso a lei, lei si sente sempre 'nudo' nei confronti della
società e questo la fa soffrire. In questo caso il sogno esprimerebbe
questa sua difficoltà nei rapporti interpersonali. Di spiegazioni
plausibili potrebbero essercene ancora duecento: questo le dimostra perché
non si possono interpretare i sogni di persone sconosciute, di cui non si
sa nulla.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
NON RIESCO PIU' A VIVERE
Mi chiamo Claudia ho 40 anni e sono timidissima . Sto cercando qualcuno
che mi possa aiutare a risolvere il mio grave problema. Non riesco più a
vivere divento sempre rossa a contatto con gli altri per qualsiasi motivo.Mi
sento rinchiusa in una morsa che non mi fa più uscire. A chi mi potrei
rivolgere? Grazie Claudia
Cara Claudia,
Quello che lei sta rischiando (se non è già in atto) è la fobia sociale:
infatti, quando ci si sente fortemente insicuri di sé, la prima cosa che
si cerca di fare è trovare rifugio fra le pareti domestiche e cercare
tutte le scuse per non uscirne più. Non credo lei possa aiutarsi da sola,
almeno nella prima fase di un processo di guarigione, quindi le consiglio
di rivolgersi ad uno psicologo per una terapia individuale o di gruppo. Di
gruppo sarebbe, ovviamente, meglio anche se per farla dovrà, questo si,
cercare di superare molte resistenze interne. Tenga d'occhio le iniziative
della Clinica.
Con i migliori auguri.
Dott. Walter La Gatta
BALBETTARE
Sono F. e ho 23 anni. Da quando avevo circa 16 anni ho iniziato a
balbettare, prima in modo irrilevante poi in modo evidente e alquanto
imbarazzante. La mia balbuzie non è costante, molto spesso, specialmente
parlando di argomenti che conosco in modo approfondito, non ho neanche un
accenno di balbettio, mentre altre volte non sono capace di esprimere un
pensiero di senso compiuto senza interrompermi. Ho inoltre notato che la
mia balbuzie tende ad essere metereopatica (probabilmente è solo un mio
condizionamento psicologico): durante la primavera e l'estate si attenua
notevolmente per poi riaggravarsi durante l'autunno e l'inverno.
Volevo, per concludere, sottolineare che il problema si presenta
indifferentemente con
familiari, amici e sconosciuti più o meno in egual modo, che non ho mai
avuto problemi con le ragazze sia dal punto di vista sessuale che
affettivo e che non sono una persona particolarmente ansiosa. A chi mi
dovrei rivolgere per tentare di risolvere il problema? Sono già stato da
uno psicologo che mi ha prescritto l'uso di ansiolitici come il Lexotan,
ma, nel
breve periodo in cui li ho utilizzati, non ho notato nessun miglioramento.
Grazie. F.
Caro F.,
Uno psicologo non prescrive farmaci, a meno che non sia anche medico,
oppure uno psichiatra. Credo dunque che lei non abbia ancora fatto
l'esperienza di una psicoterapia, che nessuno ad esempio le abbia
insegnato le tecniche di rilassamento, in questo caso mirate al
linguaggio, al respiro, ai movimenti della bocca. Teoricamente qualsiasi
buono psicologo può andar bene, ma se riesce ad incontrare qualcuno che
abbia una specifica esperienza in questo campo, potrebbe addirittura
andare anche meglio.
Con i migliori auguri.
Dott. Walter La Gatta
UNA GITA SCOLASTICA
Cara dottoressa, sono la stessa ragazza 17enne che le ha scritto un po' di
tempo fa e che soffre di aerofagia e fobia sociale. Le volevo chiedere un
consiglio: verso fine aprile ci sarà una gita scolastica a Genova per 4
giorni. Io devo essere realista, nelle mie condizioni non posso andare.....ma
vorrei andarci con tutto il cuore perché le mie migliori amiche andranno
ed anche il ragazzo che mi piace....Sono 9 ore di pullman....Per me e' già
difficile andare a scuola e fare un percorso in pullman di 20
minuti....Lei mi scrisse degli psicofarmaci, ed io vorrei sapere se questi
mi aiuterebbero veramente...Sono davvero efficaci?Che poi io vorrei usarli
solamente per il viaggio andata-ritorno, una volta a Genova qualche
normale ansiolitico, anche se ho paura che gli psicofarmaci prendano il
sopravvento. Alle mie amiche dirò del mio problema così mi daranno una
mano. Io voglio andarci....ma secondo lei riuscirei ad affrontare una
situazione cosi? Ho fiducia nei suoi buoni consigli, spero mi risponda al
più presto perché il tempo stringe. Grazie.17enne
Cara 17enne,
La prima cosa che vorrei consigliarle è di andare senz'altro a questa gita
e di non farsi scappare il ragazzo che le piace. Quanto agli ansiolitici,
ne parli con il suo medico di base; se il suo dottore li ritenesse utili
per la circostanza, veda di farsi prescrivere quelli a più basso dosaggio.
Quanto a parlarne con le amiche invece, la sua idea non mi sembra buona
perché in questo modo ingigantisce un problema che invece deve essere
nascosto, anche alla sua coscienza, attraverso la produzione di pensieri
positivi. Un ultimo consiglio: provi a fare senza ansiolitici, anche se il
medico glieli ha prescritti... Se poi vede che le cose non vanno bene e
lei si sente troppo a disagio li prenda, altrimenti li tenga di scorta.
Buon divertimento e mi faccia sapere!
Dott.ssa Giuliana Proietti
MICIDIALE EREUTOFOBIA
Ciao, sono un ragazzo di 35 anni di Torino. Ho scoperto per caso questo
sito e mi sono accorto che ci sono tante persone che sfortunatamente
soffrono di questa "micidiale", definirei patologica ereutofobia.
Purtroppo anch'io ne sono affetto dall'età di 6 anni, forse come dicono
gli analisti momento in cui si è creata una fissazione. Mi sembra che
quando sono a contatto con gli altri questi possano radiografarmi, venendo
a conoscenza di un segreto inconscio di cui provo profonda
vergogna. Questo accade soprattutto quando mi viene chiesto un parere
personale, quando qualcuno mi confida qualcosa. Ho letto che a volte la
causa dell'ereutofobia è collegata ad una sessualità di tipo infantile o
da una educazione troppo moralista in merito alla sessualità. A Tal
proposito i mie rapporti con le donne sono quasi nulli, un po' per la
paura di arrossire ma soprattutto per l'idea di essere immaturo per le
donne della mia età. Nella donna vedo una madre o una figlia, anche se
desidero fortemente avere una compagna. Molte volte sono attratto da
ragazze molto più giovani di me e questo è nuovamente causa di un
conflitto interiore che mi rende ansioso e depresso. Per non dilungarmi
molto vorrei cominciare ad intraprendere un percorso di analisi mediante
una psicoterapia mirata al problema. Chiedo, se fosse possibile indicarmi
un centro o uno specialista nella mia città. Cordialmente. Torinese
fiducioso
Caro Torinese Fiducioso,
Alla Clinica della Timidezza molte cose bollono in pentola (lo dico a lei
e a tutti gli altri Lettori) e presto leggerete di Corsi fatti anche in
altre città. Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che ci
scrivono per avere informazioni e per offrire collaborazioni, ai quali non
sempre facciamo in tempo a rispondere, per problemi di tempo. Non appena
la Clinica sarà entrata nella sua 'fase due' ci faremo perdonare...
Tornando al suo caso, caro signore torinese, per prima cosa può aspettare
il nostro arrivo nella sua città, ma se volesse intanto cominciare a fare
qualcosa potrebbe iniziare a frequentare un Corso di Training Autogeno,
per il controllo dell'ansia. In seguito potrebbe intraprendere una
psicoterapia breve mirata sul sintomo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
INNAMORATO DI UN'AMICA
Ciao, ho 22 anni e forse sono innamorato della mia migliore amica...lei si
è appena lasciata dal ragazzo...inoltre, noto in lei un'attrazione verso
un amico comune che è molto più attraente di me...io sono uno timido e ho
paura a dirle quello che provo, anche perché ho paura di rovinare il
rapporto di amicizia che c'è tra di noi...Come posso fare?
Attendo vostra risposta... Grazie!
Marco
Caro Marco,
Ci sono alcune circostanze per cui è meglio non parlare, ma piuttosto
fare. La cosa migliore è cercare una scusa per avere un contatto
'ravvicinato' con la tua amica (ci sono tantissime scuse per poterle dare
un bacino sulla guancia, per farla sedere sulle tue ginocchia, per... Vedi
tu!). A questo punto, prima che il tuo gesto possa essere troppo
chiaramente definito, vedi come la prende lei... Se ti sembra contenta vai
avanti ancora un po', se ti sembra seccata smetti.L'importante è cercare
di avvicinarsi il più possibile, compromettendosi il meno possibile. Solo
così potrai tornare sui tuoi passi senza aver rovinato una bella
amicizia.Auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti
SONO TRISTE
Buongiorno, sono una ragazza di quasi 22 anni e le vorrei esporre il mio
piccolo problema. Ogni tanto mi capita di essere triste senza motivo e
talvolta mi viene quasi da piangere. Come esempio, le racconto la mia
giornata di ieri: al pomeriggio sono andata all'università, ho dato un
esame e ho preso 28 (per me è un bel voto); quando sono uscita mi sono
"premiata" comprandomi una magliettina e una cintura; mi ha raggiunto
anche il mio ragazzo (che adoro; è bello e dolcissimo) e abbiamo fatto un
giretto per il centro insieme; la sera sono tornata a casa e con la mia
famiglia sono andata al ristorante a festeggiare il compleanno di mia
mamma (che tra l'altro ha molto gradito il mio regalo).
Ecco, è stata una giornata perfetta, eppure...sentivo che il mio umore era
velato di tristezza e il giorno dopo, cioè oggi, mi sento proprio triste.
Stamattina dovevo andare in ufficio da mio padre a far delle fotocopie e
fare un salto in biblioteca, ma proprio non me la sentivo di uscire, mi
sento apatica e demotivata...oggi pomeriggio avevo pensato di uscire con
un'amica, ma non ho voglia di vederla...il mio ragazzo mi ha chiesto se
esco, ma gli ho detto di no (non ho voglia nemmeno di lavarmi e pettinarmi
oggi!). Cosa mi succede? E' da due settimane che mi sento così e non
riesco a trovare risposta perché in questo momento ho tutte le carte in
tavola per essere felice! Spero tanto in una sua risposta, già il fatto di
scriverle mi ha alleggerita
un po'! Sveva
Cara Sveva,
Non tutti i giorni sono uguali. Dobbiamo abituarci ad avere degli sbalzi
d'umore, così come nel mare ci sono alte e basse maree. In primavera poi,
può accadere che ci si senta maggiormente depressi (così come in autunno),
ed in genere più la mattina che la sera. Non bisogna tuttavia scambiare
questi saltuari momenti di tristezza e di malinconia con la depressione
vera e propria, che è cosa ben diversa. Se lei fosse stata veramente
depressa non sarebbe, tanto per cominciare, riuscita a prepararsi per
l'esame e certo non avrebbe preso 28! Non si sarebbe poi gratificata con
la camicetta e via dicendo. La depressione porta a perdere qualsiasi
interesse per le cose che ci circondano, per gli amici, gli amori, i
progetti, il lavoro... L'unica cosa che si desidera è annichilirsi,
annullarsi. Come vede, per fortuna, lei è sana come un pesce! Coraggio,
passerà.
Cordiali saluti
Dott. Walter La Gatta
LUOGHI COMUNI
Gentile direzione della Clinica della timidezza, mi chiamo Franco ed ho
ventinove anni. Vi scrivo intanto per congratularmi per il sito ed anche
per il fatto che detesto due luoghi comuni sulla timidezza, cioè che siano
suoi sinonimi il preferire la solitudine alla compagnia ed il tenere gli
occhi bassi. Nel primo caso, se ad uno non piace stare con gli altri, non
è detto
che è perché abbia paura. Se ad uno non piace una cosa, che ci può fare?
La risposta è evidente: nulla. Se io non guardo la Formula 1 in TV, non è
certo per timidezza, ma perché non mi piace. Per quanto riguarda gli occhi
bassi, può darsi che uno li tenga così perché gli costa meno fatica.
Sinceramente, cosa ne pensate delle mie considerazioni? E' un po' dura
sovvertire certi luoghi comuni, ma non è detto che abbia sempre torto chi
la pensa diverso
dagli altri. Spero che non giudichiate stupido l'esempio della Formula 1.
Nella speranza di una vostra gradita risposta, vi saluto cordialmente.
Franco
Caro Franco,
E' veramente un luogo comune pensare che se una persona non ama stare con
gli altri, la ragione vada ricercata nella sua timidezza.
Tutti noi conosciamo persone timidissime che però non amano stare da sole
e persone bene integrate in società che spesso si isolano, con grande
piacere, dal mondo (per ascoltare musica, leggere, scrivere, dipingere
ecc.). Detto questo però non si può negare che alcune persone timide
vorrebbero essere più estroverse, mettersi più spesso al centro
dell'attenzione, avere più amici; solo che hanno una tale paura degli
altri che non riescono a proporsi, a fare il primo passo (ed a volte
neanche ad accettare le àvances degli altri...). Quanto agli occhi bassi
invece, penso che non vi sia alcun piacere particolare nel guardare le
proprie scarpe anziché gli occhi e la faccia dell'interlocutore, e direi
che questo è chiaramente un sintomo di timidezza: un modo per ritrarsi,
per non lasciarsi scoprire dall'altro, perché si teme di fare brutta
figura, ci si vergogna, o semplicemente si pensa, ipercriticamente, che il
solo sostenere lo sguardo sia una forma di villania, di arroganza. Certo,
c'è anche chi si è comprato un bel paio di Nike nuove e preferisce
guardare quelle anziché gli occhi infossati e miopi del suo professore...
Ma questi sono casi davvero particolari...
Al di là delle battute, vorrei metterti in guardia da un insidioso
meccanismo di difesa, che è quello della 'razionalizzazione', ovvero si ha
un problema ed invece di affrontarlo per risolverlo, si preferisce
spiegarselo con motivazioni logiche, in modo di fargli perdere i connotati
del 'problema'. Potresti dirmi: bè, anche questo è un modo per stare
meglio, che male c'è? Il male sta nel fatto che, a forza di
razionalizzare, ci si imprigiona in un mondo irreale, come quel vermetto
che stava dentro il cavolo e pensava che quello fosse il mondo. Poi un
giorno uscì dal cavolo e vide il sole, il mare, i campi, gli altri
animali. Ecco, la soluzione è tutta qui: uscire dal cavolo!!!!
Cordialmente.
Dott.ssa Proietti Ancona
ARRIVO SEMPRE DOPO GLI ALTRI
Sono una ragazza che arriva sempre dopo gli altri in tutte le cose, non
che non sia intelligente ma sto vivendo ancora tuttora dentro alla campana
di vetro.
Il mio problema è nato quando mi sono chiesta che cos'è la felicità, come
si fa a raggiungerla perché vedo che tutti sono felici perché gli altri
hanno quello che io non ho ancora.
Non sottovaluti quello che Le chiedo in quanto per me è importante come
pensare quale scopo ho nella mia vita e sperare che i miei sogni possano
esaudirsi.
Ho avuto una relazione di tre anni con un uomo molto più grande di me: ma
l'età non ha importanza per me, l' intelligenza è quello che mi interessa
e che fa risolvere quasi tutto...
Visto che questa persona ha un bel carattere avevo pensato che poteva
essere il mio futuro marito.
Ma nell' arco di tre anni non ha mai voluto venire a casa mia a conoscere
i miei e nemmeno per portare un panettone a Natale... non è mai entrato
nel mio mondo sono sempre andata io incontro a lui .
Lui non fa che pensare al lavoro ha una attività che lo impegna tutto il
giorno e a poco tempo da dedicarmi.
Non voglio che Lei pensi male di questa persona perché con lui non mi
bisticcio mai se non quando si parla di punti cardini: matrimonio famiglia
bambini.
A novembre dopo mesi di ripensamenti gli ho parlato della situazione e gli
ho proposto di essere amici.
Per me questa è la prima volta che affronto una situazione conclusiva così
ho sempre tagliato di netto tutto.
Essendo che lui non mi ha mai fatto del male ho ritenuto giusto fare così:
ora lo sto aiutando nella sua attività gli do il cambio a lavorare perché
poveretto non ha il tempo nemmeno di mangiare in pace.
Non ho rapporti sessuali da due mesi non mi sento attratta da lui,anche se
provo molto affetto nei suoi confronti.Ho fatto un' altra eccezione a
riguardo ultimamente sto uscendo dal categorico entrando nella
molteplicità: sto vivendo sensazioni vibranti che mi rendono molto
positiva, sto uscendo dal buio con l' energia di un' altra persona... non
è quella della vita ma mi fa sentire in paradiso.
La ringrazio nuovamente per L' attenzione che vorrà prestare,scusandomi se
qualvolta sono stata prolissa ma mi è difficile entrare subito al vivo
della questione.Un Suo consiglio o punto di vista è per me molto
importante. Cordialmente Elisea
Cara Elisea, Credo che lei mi abbia raccontato nei particolari quanto
ormai non le interessa più ed è già finito in 'ARCHIVIO 2', mentre si è
bloccata parlando del presente. Sono sicura che il parere che avrebbe
voluto chiedermi non riguarda il passato, ma quello che sta vivendo oggi,
ed io purtroppo non ho strumenti per poterla aiutare, a meno che non provi
a leggere tra le righe.
Ad esempio si potrebbe arguire che questa persona che le dà tutta questa
energia non sia libera... Oppure si sente in colpa verso il suo fidanzato?
Chissà. Se ce la fa, provi a raccontarmi meglio.
Quanto al discorso che gli altri sono sempre più felici, io avrei qualche
dubbio: non si fidi delle apparenze e cominci a pensare che la felicità è
nelle piccole cose, nelle occasioni di tutti i giorni, anche se è breve e
bisogna saperla riconoscere per poterne godere.Buona vita!
Dott.ssa Giuliana Proietti
LA PILLOLA DEL PRIMO APPUNTAMENTO
Gent.ma redazione,ho sentito parlare della "pillola del primo
appuntamento".sapreste dirmi cosa è a cosa serve e cosa produce? Grazie
Davide
Caro Davide,
Ormai quasi tutti i giorni, aprendo il giornale, si scoprono delle nuove
'sindromi' o delle nuove pillole, per ogni occasione. Nel caso delle
scoperte psicologiche, nella maggior parte dei casi si tratta di 'bufale',
ovvero di psicologi o gruppi di psicologi che vogliono farsi pubblicità e
mandano per questo dei comunicati stampa ai media, i quali, con scarsa
deontologia professionale, poiché hanno bisogno di fare audience, non
esitano a prenderli per buoni e a trasmetterli, aprendoci magari grossi
dibattiti.
Credo che anche per i farmaci sia così, perché al momento non esistono
prodotti nuovi: c'è la famosa pillola contro la timidezza, che però è
ancora in fase di sperimentazione in Gran Bretagna. Per il momento, caro
Davide, al primo appuntamento bisogna andarci ancora con le proprie forze
e con le proprie debolezze (e per fortuna che è ancora così!)
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
POCHISSIMI RAPPORTI SESSUALI
Gentilissimi Dott. mi vergogno a parlarne dal vivo con un psicologo della
mia città, chiederei gentilmente di una vostra consulenza online;
Mi chiamo Domenico ho 35 anni Single sono etero anche se ho avuto
pochissimi rapporti sessuali con donne a causa della mia timidezza, ma in
questi mi son sembrato abbastanza normali, quando faccio sesso ho un
fantasia abbastanza strana chiedevo di farmi penetrare con un dito,
ma dall'estate scorsa mi sono accorto che la mia fantasia sta peggiorando,
da allora sinceramente non ho avuto più rapporti.
Tutto questo mi fa paura perché credo che aumentando le dimensioni di un
oggetto potrei passare a provare con un uomo anche se non ho nessuna
attrazione per il mio sesso, passando a questo mi fa paura di prenderci
troppi gusti e diventare omosessuale, e possibile alla mia età?
Non avendo rapporti sessuali da diversi mesi può succedere di avere un
calo di desiderio sessuale?
Aggiungo se ad un giorno potrei accorgermi di essere omosessuale, per me
non sarà facile la mia vita perché non mi sentirei accettato ne da me
stesso e ne da altri.
Chiedo urgentemente aiuto e ringrazio in anticipo della risposta.
Matteo
Caro Matteo,
Credo che lei si dovrebbe preoccupare più del fatto che a trentacinque
anni non è riuscito a costruirsi una relazione stabile con una donna o che
ha avuto pochissimi rapporti sessuali, più che delle sue fantasie sessuali
e della paura di diventare omosessuale.
Infatti lei, attraverso queste fantasie e queste false paure allontana da
sé l'unica cosa che veramente le fa paura: la donna. A volte per timidezza
si può avere difficoltà ad avvicinare persone dell'altro sesso e ci si può
crogiolare in fantasie compensatorie che però non fanno che allontanare la
soluzione del problema.
Quello che mi sento di consigliarle, caro Matteo, è di prendere il
coraggio a due mani ed andare a trovare uno psicologo: le assicuro che il
suo caso non è affatto strano e che gli psicologi sono abituati a sentire
questo genere di discorsi. Se poi le secca esporsi con un professionista
della sua città, ne scelga uno in una città vicina... O forse anche questa
è una scusa per non affrontare il problema?
Coraggio!
Cari saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta
SENZA UNA RAGAZZA
Salve,non ho potuto fare a meno di fermarmi a leggere molte delle lettere
scritte dalle altre persone che come me hanno problemi di timidezza..il
mio problema,come nel caso di tanti,me lo porto dietro da quando sono
piccolo,adesso a 19 anni mi ritrovo senza una ragazza(e senza mai averne
avuta una) e con pochi amici..la cosa strana è che quando mi chiedo il
perchè di ciò l'unica risposta che so darmi è "sarà stata una somma di
casi che mi ha portato a questo".Spesso ultimamente soffro di questi
momenti di depressione in cui mi torna tutto su : il fatto che mi cadono
capelli,la ragazza che non ho mai avuto,le mie difficoltà a rapportarmi
con il sesso femminile...e ci sto davvero male,vedo tutti intorno a me
molto,troppo estroversi e io che non riesco a fare niente,solo a starmene
sempre in silenzio,soffro nel sentire i discorsi degli altri ragazzi che
parlano delle loro ragazze,o delle ragazze in generale, e devo ammettere
che più volte per non sentirmi un estraneo ho dovuto mentire dicendo
"si,io ho avuto una ragazza un po di tempo fa" come giustificazione verso
la mia inettitudine... Grazie ancora per la possibilità che date a noi
timidi di sfogarci.
Fabio.
Caro Fabio, certo, leggendo la tua lettera e guardando la cosa solo dal
tuo punto di vista, è comprensibile che talvolta il mondo ti appaia una
giungla. Credo però che dovresti cercare di guardarlo con uno sguardo più
critico (verso gli altri, non verso te!). Sebbene dal tuo racconto tu
possa sembrare circondato da supereroi, io credo che come te, anche alcuni
di loro, un pò come fanno i cacciatori, raccontino qualche piccola bugia
per apparire migliori di quanto siano: devo dire che è abbastanza normale,
tra amici ... Del resto, molte ricerche ci dicono che almeno il 50% degli
intervistati confessa la propria timidezza, e nel restante 50 poco meno
della metà racconta di un'epoca della propria vita in cui lo è stato
oppure lo è: questo significa che statisticamente due terzi della
popolazione lamenta questo problema. Quindi, non sei solo: quando sei in
un gruppo di 6 amici, altri tre, come te, si sentono fuori luogo. La
differenza può essere un diverso modo di manifestare la timidezza: invece
che col silenzio, magari con l'eccesso verbale, invece che con l'evitare
le compagnie, ficcandosi dovunque, invece che arrossire, avere il mal di
pancia (che non si vede, ma c'è!), ...
Ti suggerirei di darti un obiettivo su un aspetto di te che vorresti
cambiare, uno solo e ben preciso (per esempio, dire cosa pensi nelle
discussioni, oppure frequentare di più per farti più amici, ...), e di
perseguirlo a piccoli passi, piccoli e giorno dopo giorno, senza mai
rimandare o tirarti indietro. Sai che la maggior parte delle persone
'pubbliche' (artisti, politici, sportivi) sono dei timidi che hanno scelto
quella carriera come sfida alla loro timidezza?
Buona fortuna e molti saluti.
Dott. Walter La Gatta
IL RAPPORTO CON LE DONNE
Ciao,
mi chiamo Alessandro, ho 31 anni ed il mio problema è il mio rapporto con
le donne.
Parlare di rapporto è forse eccessivo, visto che alla mia età non ho mai
avuto una fidanzata e gli unici atti sessuali compiuti sono stati
mercenari (una sola volta peraltro).
Non so da cosa possa dipendere tutto questo: so solo che fin dalle scuole
medie sono stato interessato a compagne di scuola e sono stato sempre
incapace
di attaccare bottone.
In generale sono un timido, anche con gli uomini, ma mentre col tempo mi
sono creato un discreto numero di amici, di amiche neanche a parlarne. Non
ho mai avvicinato una donna per strada o in locali, le uniche che ho
conosciuto sono quelle che mi hanno presentato.
Tutti mi considerano persona dotata di grande umanità e comprensione per
gli altri: sono sempre stato il bravo ragazzo o anche il buono (come
figlio, fratello o amico).
Sono forse complessato per il mio fisico, soprattutto per la mia statura
non alta (170 cm) anche se mi rendo conto che ci sono persone più basse di
me che non hanno particolari problemi. Peraltro non sono brutto e di
solito quando mi apro risulto simpatico, oltre che educato gentile e
colto.
E' anche vero che nella mia vita ho sempre considerato altre le priorità,
soprattutto lo studio e devo dire che fino a 2-3 anni fa neanche soffrivo
tanto per la mia situazione, pur consapevole della sua anormalità.
Inoltre vengo da una famiglia in cui i problemi non mancano: educazione di
stampo cattolico, mio padre è una bravissima persona, ma autoritaria,
nervosa, spesso urla, a volte a ragione ma a volte senza motivo, e a me
questo ha sempre dato fastidio; ho un fratello maggiore che ha gravi
problemi di depressione, è in cura da anni, la sua salute ha sempre dato
preoccupazioni a tutti, e a me anche a volte un senso di vergogna nei
confronti degli altri.
Spulciando sul sito mi rendo conto di essere del tutto sprovvisto di
quelle che voi chiamate abilità sociali: cioè, fin quando le relazioni
sono limitate all'aspetto professionale, non ho problemi, ma sono
totalmente incapace di osare di più anche quando il desiderio sarebbe
grande.
Adesso il mio problema si è forse incancrenito: per lavoro mi sono dovuto
trasferire lontano dalla mia città di origine e qui sono praticamente
solo. Vorrei tanto uscire da questa prigione, ma da solo non ce la faccio:
inoltre credo di avere un'età in cui la mia personalità si è ormai
strutturata ed è difficile da modificarla.
Non so che fare, io vorrei solamente trovare una donna con cui poter
formare una famiglia e ciò al momento mi sembra quasi impossibile (negli
ultimi tempi, a questo proposito, ho anche pensato di rivolgermi ad
un'agenzia matrimoniale, pur di venirne fuori).
E dire che tutti si meravigliano di come una persona come me, non brutta,
affermatasi sul lavoro, brillante nelle discussioni (quando mi sento
protetto e sicuro) sia sola. Vorrei sapere se c'è un modo di poter uscire
da tutto ciò, se la mia situazione è grave o invece è recuperabile. Vorrei
avere degli indirizzi per sapere a chi posso rivolgermi.
Grazie di tutto.
Alessandro
Caro Alessandro,
Anzitutto Le potrei consigliare di partecipare ai nostri Corsi : è un modo
per affrontare il problema, forse risolverlo e, perché no, anche per
conoscere gente nuova con la quale instaurare rapporti di amicizia,
complicità e di reciproco sostegno.
E' inutile infatti essere un bel fiore, ma restare chiuso in un
cassetto... Le pare?
Quanto all'agenzia matrimoniale, perché no, in fondo, se è seria ed
autorizzata dalla Questura, non è un luogo di perdizione.
Buona fortuna e molti saluti.
Dott. Walter La Gatta
PROVO DOLORE
sono una ragazza di 24 anni e il mio problema è che non riesco ad avere
rapporti sessuali completi, provo molto dolore!Sono quattro anni che sto
con il mio attuale ragazzo e lui è molto paziente e disponibile, non mi ha
mai forzato ma quelle poche volte che abbiamo provato a fare la
penetrazione non ci siamo mai riusciti per via del dolore tremendo che
provo!Nessuna delle mie amiche riesce a capire quanto sia forte il dolore
da non riuscire proprio a sopportarlo!Ciò mi causa molta tristezza perché
mi sento diversa dalle mie coetanee!
Grazie!
Anonima 78
Cara Anonima,
Anzitutto non sentirti diversa dalle tue coetanee perché è un errore
vedere negli altri solamente delle persone perfette e fortunate ed in sé
stessi solo aspetti negativi. E' molto più probabile scoprire le fragilità
di una persona che si conosce bene che di una della quale si ha solo una
conoscenza superficiale; per questo motivo, visto che ci conosciamo
sicuramente molto meglio di qualsiasi altra persona, è più facile vedere
in sé stessi dei difetti ed amplificarne la portata.
Ma questo è un modo di pensare sbagliato, che vorrei consigliarti di
cambiare. Entrando nel merito, parlane con un ginecologo, accertati che
non ci siano problemi organici (es. infiammazioni vaginali), prova ad
apprendere le tecniche di rilassamento per sedare l'ansia prima del
rapporto, cerca di sperimentare altre posizioni. In ogni caso sii più
sicura di te stessa e non sentirti più un 'caso' : quello che ti succede è
molto più frequente di quanto tu non creda.
Buona fortuna e molti saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
UN RIMEDIO AL PIU' PRESTO
Salve, io sono un ragazzo di 19 anni, sono di Bergamo, e penso di avere un
serio problema di timidezza che mi affligge. Vorrei trovare un rimedio al
più presto, non vorrei perdere ulteriori anni della mia vita a non-vivere,
per cui credo seriamente di avere bisogno di un aiuto da parte vostra.
Perciò vorrei chiedervi se fosse possibile organizzare un colloquio e
possibilmente vorrei sapere le modalità di svolgimento utili a tale
scopo.
In attesa di una vostra risposta, colgo l'occasione per porgere distinti
saluti.
L. S.
Caro LS,
Non ci racconti molto del tuo problema di timidezza per cui è difficile
darti dei consigli. Quello che però mi colpisce nella tua lettera è il
fatto che non vuoi perdere ulteriori anni della tua vita a non-vivere...
Credo che questo atteggiamento sia profondamente sbagliato nei confronti
di te stesso, perché gli anni trascorsi non ritornano, e tu hai il
diritto-dovere di cercare di trarre il massimo piacere da ogni singolo
istante della tua vita, anche quando le cose intorno e dentro di te non
sembrano perfette. E' giusto cercare di migliorarsi, ma bisogna imparare
ad apprezzare tutto ciò che si ha, anche se, apparentemente, ti sembra di
non avere niente, anzi, ti sembra perfino di non aver nemmeno vissuto...
Sarebbe bello poter organizzare un colloquio con te, ma sei troppo lontano
da noi.
Ti consigliamo pertanto di pensare ad una possibilità di incontro con noi
via chat, oppure di rivolgerti ad un altro psicologo della tua città, se
la cosa ti fa piacere.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
IL PROBLEMA? LE DONNE!
Salve ho sentito del vostro sito nel programma di radio deej Ho un
problema , si tratta delle donne.Vi spiego il mio problema, se c'è una
ragazza che mi interessa ,mi sento bloccato non so che dire paura di
ricevere una risposta negativa,non sò che fare tutti mi dicono buttati ,
però fare brutta figura o ricevere una risposta negativa, magari anche
(offensiva) mi blocca.Magari dovrei iniziare a conoscerla come amica pero
non so come, perchè se mi interessa non sono io .vorrei essere con le
donne come sono con i miei amici,spontaneo.Come posso fare,magari mi
sapete dare una soluzione.
Salve.
Matteo
Caro Matteo,
La pretesa di voler essere 'spontanei' è assurda: una persona infatti può
essere spontanea se non si impone alcun comportamento. Imporsi di essere
spontanei significa imporsi un comportamento e dunque siamo di fronte ad
un paradosso.
Tutto questo per dirti che l'unico modo per essere spontaneo è quello di
vivere le esperienze come vengono, senza attribuire loro un significato
troppo alto, che ti imporrebbe l'assunzione di un atteggiamento, e dunque
la perdita della spontaneità.
Per non attribuire troppo valore a ciò che ti circonda devi concentrarti
sul tuo valore personale e pensare che questo non è morto, né in pericolo
di vita, se qualcuno mostra di non apprezzarti a sufficienza... Conscio
del tuo valore, riproverai ancora, fino a che qualcuno non si accorgerà di
te.
E sarà una bella soddisfazione.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
ERITROFOBICO
Salve...il mio nome è Luca ed ho 21 anni.studio economia a Roma ma sono
calabrese,vivo a roma da tre anni!!!mi rivolgo a voi perkè ho un problema
serissimo e sono stanco....sono eritrofobico!!!e dato il mio carattere in
linea di massima molto aperto,con una immensa voglio di vivere e di
fare,soffro moltissimo di questa cosa perkè mi "costringe" a rinunciare a
tante cose.mi rivolgo a voi nella speranza di avere informazioni e
consigli utili!!!farei qualsiasi cosa, nei limiti del possibile,pur di
vincere questo handicap e tornare a vivere nel vero senso della parola.credete
di potervi occupare del mio problema???vi prego datemi più informazioni
possibili....è importante!!
fiducioso di una vostra pronta risposta ,vi porgo i miei più cordiali
saluti!!si dice così giusto??!!! :-)
Luca
Caro Luca,
Il fatto che lei si chieda e ci chieda se alla fine di una lettera si dica
'cordiali saluti' racconta di lei molto più delle altre parole. Infatti
lei non è un giovane adolescente alle prime armi : ha ormai 21 anni, va
all'Università e vive nella Capitale da tre anni. Probabilmente alla base
di questa eccessiva emotività vi è una stima di sé stesso, una fiducia
nelle sue possibilità e capacità, davvero scarsa. Per questo motivo ogni
situazione ed ogni persona con le quali viene in contatto rappresentano
per lei un banco di prova, dal quale generalmente esce sconfitto, perché
l'eccessivo desiderio di vincere la partita con sé stesso la porta ad
attribuire troppa importanza a ciò che la circonda.
La soluzione non è nel mondo esterno: è dentro di lei, e lei deve cercarla
da solo. Può farsi aiutare, se lo desidera, da uno psicologo, da letture
scientifiche sull'argomento, oppure... dalla Clinica della Timidezza!
Perché non partecipa all'incontro di Settembre?
Cordiali saluti.... Si dice così, vero?
Dott.ssa Giuliana Proietti
CREDO DI AVERE MOLTI COMPLESSI
Sono un uomo di 38 anni sposato e non tanto contento della vita.
Ho un carattere timido ed introverso nonché solitario e questo credo che
mi procuri non pochi problemi.
Difficilmente riesco a comunicare con glia altri e addosso la colpa di ciò
alla società che mi circonda.
Ho cercato di farmi degli amici veri e sinceri non arroganti o presuntuosi
ma a tutt'oggi non ci sono ancora riuscito.
Quando ero più giovane avevo molti amici e mi divertivo abbastanza con
loro anche se molte volte non condividevo il loro modo di fare e di
essere.
Credo di avere molti complessi soprattutto di inferiorità in tutti i
sensi.
Mi sento ogni giorno sempre più scontento di una vita che mi dà sempre
meno gioia di vivere.
IL lavoro se prima mi dava una certa soddisfazione ora è diventato un vero
incubo in quanto non riesco a comunicare più con nessuno con le
conseguenze che tutti possiamo immaginare.
Non so come gli altri mi considerano domanda che mi pongo da una vita da
quando avevo 13-14 anni e i primi complessi venivano alla ribalta.Non ho
figli e non mi interessa di averne diversamente da mia moglie che
disperatamente ne vuole almeno uno ma che coincidenza alla mia volontà non
ne può avere.
Con un carattere odierno molto menefreghista che manifesta un egoismo
sfrenato riesco anche a farmi criticare dai miei genitori per non parlare
dei miei suoceri e stirpe.Con la morte di mio padre mi sento molto più in
solitudine e ciò non mi dispiace affatto anzi oggi amo stare da solo a
volte anche senza
mia moglie.La solitudine mi dà molta forza interiore forse perchè non c'è
la pressione di dovermi "difendere" dagli altri.
Ho usato psicofarmaci pesanti per molti anni anche se ora è un bel pò che
ho smesso di assumerne, uscendone fuori con una grossa depressione che è
durata anni e forse dura ancora.
Ho usato in passato droghe pesanti che grazie ad un forza di volontà
notevole ne sono uscito fuori.
Oggi mi sento disperato e non riesco più a trovare la strada giusta per
proseguire nella vita senza ritornare in quel tunnel maledetto.IL mondo
con gli occhi di oggi mi sembra una jungla.
Un vostro parere e consiglio.
Grazie
Livio
Caro Livio,
Quanto al parere, mi sembra di poterle confermare che lei stia vivendo un
forte stato depressivo. Dalla storia che racconta tuttavia sembra che la
sua depressione non sia legata ad eventi esterni, ma a fattori interni. La
sua depressione potrebbe essersi ad esempio innestata su una precedente
fobia sociale che la portava a vivere stati d'ansia difficili da
controllare. Forse per questo male oscuro che sentiva dentro di lei, ha
preferito non vivere, prima drogandosi e poi assumendo psicofarmaci. Come
vede, per risolvere un problema se ne è creati altri e le due strade
intraprese per cercare di trovare un po' di sollievo non credo abbiano
raggiunto il loro scopo. Non mi dice se ha tentato anche una psicoterapia,
ma credo di no. Il consiglio allora potrebbe essere questo: cercare di
capire cosa c'è dentro di lei che la spinge verso l'abisso della
depressione e dell'isolamento sociale. Pensare di farcela da solo equivale
a scegliere di restare nel limbo in cui si trova, dove evidentemente non
sta poi così male. A lei la scelta.
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta
SE LEI MI PIACE...
Mi chiamo Mauro, ed ho 39 anni, non sono mai riuscito a capire perché,
quando vedo una donna che mi piace non riesco a far niente, ho paura della
sua reazione, premesso che sono divorziato da 10 anni, e che il mio
passato con le donne è stato sempre difficile.
Credo che per questo motivo vivo solo da sette anni,eppure desiderò
innamorarmi, e vivere con una donna.
Ciò mi accade anche quando devo fare delle offerte, ho paura che il prezzo
sia alto, e puntualmente lavoro sotto costo!
Mauro
Caro Mauro,
Se Lei è il primo a dubitare di sé stesso, come può sperare che gli altri
possano apprezzarla ? Per quanto riguarda le donne, ha mai provato a
pensare quale potrebbe essere la situazione più drammatica che le potrebbe
capitare se provasse a fare il primo passo? Cosa potrebbe succederle più
che ricevere un 'no'?
E se lei ci prova con dieci donne, lo sa che statisticamente almeno una
dovrebbe dirle di si? Se la sente di fare questa prova?
Quello che potrei consigliarle è di affinare un po' le sue abilità
sociali, perché non c'è niente di peggio che dire ad una donna appena
conosciuta: 'voglio sposarti' oppure 'voglio fare l'amore con te'. Spesso
i timidi amano andare dritti 'al sodo' per mitigare l'ansia che li prende
in queste faccende. Sbagliatissimo. A costo di soffrire un po' di più,
bisogna sforzarsi di corteggiare la donna, il che, in altre parole,
significa prendere le cose alla larga... Ma non troppo!
I più cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
PSICOFARMACI COME ZIGULI'
Salve, mi chiamo Mirko ho 28 anni abito a Roma da pochissimo tempo, sono
in cura da uno dei terapeuti più famosi d'Europa, ma non posso citarne per
ovvi motivi il nome, soffrivo di attacchi di panico, prendevo
benzotiazepine come zigulì quando stavo a Urbino una città angosciante
negativa sotto tutti i punti di vista e non sono l'unico ad affermarlo, ma
vengo al nocciolo, dopo una stupefacente cura intensiva basata
sull'esplorazione dell'inconscio basata sulla famosa "gestalt", ho
superato uno dopo l'altro i miei problemi caratteriali, ho eliminato le
benzodiazepine ho avuto un successo mai avuto prima con le persone che
incontravo qui a Roma dove lavoravo come call-center,ero carismatico su
chi mi conosceva, e continuavo a mietere successo fino a che un giorno
invitato a casa di una giovane coppia di amici colleghi di lavoro, ebbi un
attacco di panico a dire poco pauroso tutto vedevo in una fatata armonia
familiare... loro e il loro piccolo bambino, simpatico intelligente,
perspicace , buono educato insomma i bambini sono uno dei miei incubi
quotidiani, dovunque io veda bambini io fuggo. Cominciai ad evitare inviti
uno su un'altro fino a perdere completamente di vista quelle brave
persone,che per altro rimasero sconcertate dal mio rifiuto alla loro
calorosa amicizia gratuita, mi continuarono a cercare ma io niente!
Vedevano in mè grandi doti umane , nobiltà d'animo, intelligenza, carisma,
generosità ed onestà soprattutto, ma da quel maledetto giorno tutto andò
inesorabilmente in frantumi, mi isolai sempre di più fino a toccare vette
di depressione a dire poco pericolose.
Sono di forte indole narcisista , profondo d'animo credo che attraverso la
terapia che sto facendo sto scoprendo doti di cui neanche ero a
conoscenza. Ora sto gestendo un (...omissis) Sono rimasto solo in una
metropoli sempre più ostile , ma piena, ricca di possibilità ... se solo
riuscissi a superare il muro di gomma che mi sono creato.
Non credo che il mio problema sia prettamente la donna fare sesso per me
non è un problema, l'ho già fatto in passato anzi qualunque donna che ho
avuto come fidanzata raggiungeva l'orgasmo forse più lei che io... per il
semplice motivo che non riesco a svincolarmi dai miei incubi legati ad una
famiglia traumatizzata da mille problemi da un padre provato anche lui da
mille insuccessi personali professionali relazionali ma io sto lottando,
so chi sono sò cosa voglio... tornare ad amare ... ad essere completo.
Sono invalido dal lavoro ho perso (...omissis) sotto una pressa
marcatrice. AVREI VOLUTO DIVULGARE TUTTO IN TELEVISIONE ma ciò che mi
impedisce di essere ciò che realmente sò di essere e di crescere sul
profilo caratteriale e professionale è una forte timidezza... essa si
esprime con somatizzazioni di ogni tipo, mi perseguita, mi tiene
prigioniero ... eppure tutte le persone che mi conoscono sono al corrente
delle mie doti anche e soprattutto culturali espressive, disquisitorie,intellettuali,
e difatti il mio sogno sarebbe quello di riuscire ad insegnare filosofia.
Dall'incidente ho interrotto gli studi accademici. Insomma il mio unico
problema è legato al mio interno " bambino interiore"... la sessualità le
violenze i tabù la mentalità assurda stupida ignorante inculcatami dalla
famiglia e dal mondo in cui vivevo prima a C. e poi a Urbino. Anche il mio
terapeuta mi ha portato a conoscenza delle mie enormi latenti potenzialità
ma cio' che mi limita è la timidezza e i disturbi emotivi somatici ad essa
connessi. Ho diversi sogni nel cassetto ... è c'è anche la sorella della
filosofia, la psicologia ma prima di pensare in alto devo colmare le mie
lacune relazionali i miei incubi le mie paranoie legate alla sessualità
che oscurano tutte le qualità che ogni qual volta affiorano vengono
vincolate dagli attacchi di panico e da tutto ciò ad essi collegato.
Penso di essere abbastanza coraggioso e forte ma ancora non riesco a
liberarmi dalla prigione che mi sono creato e sono veramente disperato
perché sono tremendamente cosciente di buttare via energie potenzialità
qualità e soprattutto tempo che non mi ridarà più nessuno.
Mirko
Caro Mirko,
Vi sono tante strategie di attacco a problemi come il suo ed,
evidentemente, la terapia che ha intrapreso mira al potenziamento della
sua personalità, per darle più energie, voglia di competere e di mettersi
in gioco. E' molto giusto, anche se queste tecniche, che danno
nell'immediato così prodigiosi risultati, possono poi ritorcersi contro il
paziente al momento che questo, dopo aver sperimentato voli pindarici, si
ritrova a strisciare nella melma, magari attraverso il trauma di un
attacco di panico. Meglio sarebbe, secondo me, puntare a ritrovare un
equilibrio personale, il che significa ed implica anche il riconoscimento
e l'accettazione delle proprie fragilità, oltre al potenziamento dei
propri punti di forza. Non mi pare che su questo punto lei abbia lavorato
abbastanza, ma probabilmente il suo terapeuta di fama internazionale non
ha ancora completato l'opera: abbia fiducia in lui e nel suo lavoro. Se
fra sei mesi dovesse sentirsi ancora in questo stato tuttavia, provi a
cambiare terapeuta...
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta
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