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NON SO QUALE E' IL PROBLEMA
Mi chiamo Giovanni ho 23 anni e non so di preciso quale sia la causa del mio
problema:Spesso sono molto timido in alcuni casi mentre in altri sono
tranquillo e rilassato.
Innanzitutto devo dire che la mia vita sociale è quasi zero se non fosse che
per un gruppetto di pochi amici abbastanza fidati con i quali li incontro
quasi tutte le sere. Ma con ciò non voglio dire che conosca solo quelle
persone, ho conosciuto tante altre persone ma purtroppo non mi metto in
condizione di frequentarle; infatti spesso rimango chiuso in casa per quasi
tutta la giornata ( tranne per la serata dove vado ad incontrare i mei amici
descritti prima ), e se non devo fare qualcosa che non posso posticipare
rimango volentieri a casa.( per esempio non frequento mai l'università non
esco mai la mattina per farmi una passeggiata etc etc. )
Spesso mi sento a disagio a frequentare nuove compagnie e non riesco mai a
rompere il cosiddetto ghiaccio se non con l'aiuto di qualche amico ( se non
ho una cosiddetta "spalla" non ci riesco proprio e rimango spesso o
all'angolo della conversazione o sparo una battuta piu o meno divertente o
sarcastica che sia e poi finisce li )Poi una cosa che mi irrita parecchio
sono le critiche ingiustificate e le considerazioni soggettive sulla mia
persona che fanno gli altri, mi spiego: all'inizio mi accorgo che per loro
sono una persona interessante e sono preso in considerazione e dopo appena
si accorgono del mio carattere timido ed introverso mi accorgo di essere
quasi escluso una persona da frequentare solo perché quasi fai pena o perché
sfrutti determinati favori( lo so sto un po troppo esagerando ma qualke
volta è proprio così ). Per il resto quando sono in giornata riesco ad
essere molto simpatico e riesco a stare bene in compagnia; però appena c'è
qualke persona che non mi piace nel suo modo di comportarsi o sto di umore
basso quasi mi blocco e mi alieno dalla conversazione.
Altro problema "madornale" è quello che ho con le ragazze.Alla domanda
quante ragazze conosci direi "pochissime" ( molto vicino a zero per
intenderci); e alla domanda seguente di con quante di queste ragazze hai
avuto una relazione intima direi con assoluta certezza "ZERO"!
Non è che abbia avuto richieste a riguardo ( nel senso di ragazze
interessate ) ma ho sempre cercato di avere cmq un buon rapporto amichevole
( che poi come ho detto precedentemente li perdo perchè praticamente non mi
faccio ne vedere ne sentire e alla fine non mi calcolano proprio piu perchè
deluse dal mio comportamento, a volte addirittura non riesco neanche a
salutarle quando le incontro per strada da una parte all'altra )Per quanto
riguarda l'approccio con nuove ragazze questo mi viene davvero molto
difficile quando esco con gli amici o andando in qualche locale non riesco
mai a rompere il ghiaccio e spesso sapendo ciò non ci provo neanche o mi
creo mille problemi e alla fine non ne conosco nessuna! Raramente conosco
qualcuna tramite presentazione dei miei amici ma spesso e volentieri mi
ritrovo sempre nella situazione di prima: alienato in tutto e per tutto e a
volte quasi mai calcolato o preso in considerazione tale da non essere
nemmeno salutato. So gia di esperienza che la maggior parte delle ragazze
che conosco mi considerano un tipo forse anche simpatico ma in genere serio,
che non rido mai, asociale ed introverso, e quindi e come quando ti stampano
addosso queste "etichette" considerazioni e praticamente non ne riesco piu a
staccarle e non mi danno neanche il tempo necessario per dimostrare il
contrario passando così per un ragazzo di quel tipo.Ma non è cosi come
vedono: anche io sono ragazzo che vuole divertirsi e stare in compagnia, so
di essere spiritoso ed allegro quando sto di buona vena anche se non accenno
un sorriso significa che cmq non mi sto annoiando o che sia poco interessato
a quello che sta accadendo intorno a me! Si lo so che dovrei fare io qualche
volta la prima mossa ma non ci riesco! Mi inibisce soprattutto il fatto che
non riesco a capire se quella ragazza che mi piace abbia delle simpatie per
me per arrivare ad una amicizia o qualcosa di più: Fino ad adesso ho sempre
cercato di aspettare di avere prima qualche segnale come ad esempio uno
sguardo o una parola dolce etc etc., ma stranamente o sono io che non riesco
a recepire il messaggio o proprio il messaggio non esiste proprio perchè non
sono interessante per lei. Forse questo sarà dato dalle mie insicurezze
sicuramente, l'autoconvincersi negativamente di essere un po bruttino e poco
interessante, o di conseguenza di questo una vera e propria fobia del "NO"
che mi possono dare ( in quel senso una volta ci provai ed ho avuto quella
risposta e sono rimasto molto male sarà forse per questo?)
Spesso mi dicono che sono un bel ragazzo ma alla fine arrivo sempre allo
stesso ragionamento: "Comunque fino a questo momento non mai avuto una
relazione etc etc" quindi qualcosa non va; o sono io perchè brutto o poco
simpatico interessante o tutt'e due e perchè sono sfortunato nel trovare la
persona/e giusta/e( molto improbabile )
E ce ne sarebbero tante cose ancora da parlare di me.....
Visto che il discorso si è fatto un po lungo e allargato mi fermo qui
sperando che mi possiate chiarire la mia situazione dandomi magari qualche
dritta per risolvere almeno in parte questo problema
Giovanni
Caro Giovanni,
Effettivamente hai le idee un po' confuse su te stesso e su quanto ti sta
accadendo. Ciò significa che, come tutti i timidi, passi molto del tuo tempo
a ruminare, attività che non risolve nulla sotto l'aspetto pratico e che
rende molto insicuri sotto l'aspetto psicologico. Scandagliare infatti
criticamente tutte le persone incontrate, ciò che ci hanno detto, ciò che
abbiamo risposto loro, fare le statistiche dei propri successi ed insuccessi
non serve proprio a nulla.
Se vuoi un consiglio, guarda agli aspetti pratici della vita. Per prima cosa
prendi un ideale cancellino (tipo quello della scuola) e cancella dalla
lavagna della tua vita tutte le tue preoccupazioni di cui parli nella
lettera.
A questo punto c'è da scrivere un programma. Fallo tu, ma permettimi di
inserire i primi tre punti:
1. Salutare almeno tre persone nuove al giorno;
2. Chiedere, almeno una volta alla settimana, un nuovo numero di cellulare
ad una ragazza;
3. Almeno una volta al mese chiedere ad una ragazza se gradisce un gelato (e
se dice di si, offrirglielo ...)
Vai avanti tu, ma fermati per il momento a dieci punti del programma e poi
fammi sapere. Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona
ROSSORE AL VISO
Sono Fabrizio ho 20 anni ed ho un piccolo problema al viso.
Dall'età di 14 anni il mio viso si è via via arrossato, specie per il troppo
freddo e caldo, ultimamente ho avvertito dei bruciori intorno agli zigomi e
alle orecchie che mi causano un fastidio eccessivo e mi limitano non solo
nei rapporti con gli altri ma principalmente nelle varie attività
giornaliere da svolgere.
Ho provato da vari dermatologi, ma senza, a mio parere, alcun risultato
positivo; la cura consisteva nell'applicare ogni giorno una semplice crema a
protezione totale che, formando una pellicola invisibile la proteggeva dal
sole.
Sinceramente avevo un'elevata protezione dal sole, specie dai raggi
ultravioletti, ma la mia insoddisfazione scaturisce dal post-rossore e
bruciore fastidioso.
Spero che esista una buona cura almeno per alleviare l'arrossamento.
Confidando nella Vostra professionalità e serietà spero che al più presto
possiate darmi delle buone notizie che oltre a prevenire possano risolvere
il mio problema.
Distinti saluti
Fabrizio
Caro Fabrizio,
A meno che non si tratti di un disturbo psicosomatico legato all'ansia, il
suo problema sembra avere poco a che fare con la psicologia, se non per
quanto attiene la difficoltà di avere rapporti con gli altri.
Io le consiglierei di rivolgersi ad altri dermatologi, magari scegliendo
centri specializzati, istituti universitari, che possano compiere delle
ricerche approfondite, in modo da trovare la terapia giusta ed anche
escludere che si tratti di una somatizzazione ansiosa.
Per quanto riguarda i rapporti con gli altri, la cosa migliore da fare è non
pensarci, o meglio, visto che non ha la possibilità di osservare il suo viso
durante la giornata, provi ad immaginarsi esteriormente così come si
vorrebbe e poi avvicini gli altri con un sorriso ed uno sguardo attento ed
interessato, proprio come se tutto in lei fosse perfettamente ok.
Non le dico che, così facendo, gli altri non si accorgeranno più del suo
rossore, ma sicuramente la accoglieranno molto meglio e lei si sentirà molto
più a suo agio.
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta
NON CE LA FACCIO PIU'
Non ce la faccio più, credo di voler farla finita, ma nn ne ho il coraggio.
Ho 18 anni, e praticamente da quando sono adolescente sono entrato in una
depressione dalla quale nn vedo nessuna uscita.
Non sono brutto,anzi credo che molte ragazze mi apprezzino,almeno
fisicamente,ma ho troppa poca fiducia in me stesso,ultimamente non faccio
altro che pensare e star male, mi metto a letto, tiro su le coperte e mi
isolo dal resto del mondo.
La cosa che più mi fa rabbia è guardare gli altri, perché così mi rendo
conto di quanto sono diverso e di quanto è bello essere spensierati come
loro.
Devo trovare una soluzione...o credo che la faro' finita....per piacere
aiutatemi........
d.p.
Caro DP,
Intanto, non essere un 'coraggioso' per quello che intende lei è in questo
momento più che apprezzabile e le consiglierei di non compiere alcuno sforzo
di 'miglioramento' in tale direzione, perché prima di decidere che la vita è
uno schifo bisogna provare a viverla. Che ne dice?
Se lei guarda al mondo da sotto le coperte del suo letto, ragiona un po'
come quel vermetto che sta, da una vita, dentro un cavolo, e pensa che il
cavolo sia il mondo. Forse la vita gli fa schifo. Ah, se potesse sapere che
fuori del cavolo ci sono dei prati, il mare, il sole, altri vermetti con i
quali sentirsi meno solo...
Le faccio un altro esempio: avrà visto, qui sulle pagine della Clinica della
Timidezza, quante persone soffrono di problemi simili ai suoi... Pensa che
queste persone siano tutte allegre e spensierate, mentre lei no?
Il mondo, caro DP, è pieno di persone che soffrono, ma è anche pieno di
persone che ce la mettono tutta per cercare di stare meglio, di scoprire
altri ambienti che non conoscono o avvicinare persone che gli sono sempre
sembrate estranee, che compiono uno sforzo su sé stesse, e che cambiano,
perché il mondo intorno a loro cambi...
Lei cosa sta facendo della sua vita per poter dire, alla Neruda, 'confesso
che ho vissuto?'
Dott.ssa Giuliana Proietti
L'HA ROVINATO LA MAESTRA
sono la mamma di un ragazzo di 27 anni e sono molto preoccupata perché è
molto chiuso e questa situazione sta peggiorando continuamente. Ha iniziato
ad avere i primi problemi ai tempi della scuola elementare, dove la sua
maestra, purtroppo l'ha rovinato in quanto gli diceva continuamente che non
capiva niente. Reagisce in modo risentito quando lo riprendo anche per
piccoli problemi e la sua risposta è sempre la stessa: 'Si tanto non capisco
niente' Non esce mai di casa se non per lavoro o fare commissioni, non ha
amici si è accanito c/internet e ciatta con non so chi fino a notte tarda.
Non ha mai avuto esperienze con ragazze e quando gliene parlo mi risponde
che non ne vuole sapere. Tutte le volte che mi parla e mi racconta qualcosa
scuote la testa come se volesse dire no energicamente tanto che devo dirgli
di smettere. Prima andava come volontario alla Croce Verde del ns/ paese, ma
ora non ci va più, anche se quando andava la non rivolgeva la parola a
nessuno. Ha interesse per la musica e lo sport. E' un ragazzo molto
intelligente, molto informato su qualsiasi argomento, avvenimento o
informazione, lavora come impiegato . Anche su questo punto il suo lavoro
non l'aiuta affatto nelle relazioni sociali in quanto fa l'orario 14/22 per
cui arriva a casa tardi di notte anche alle 23e spesse volte oltre, ed dopo
aver cenato non può o non potrebbe uscire anche se volesse, in quanto anche
se avesse amici, che non ha, sarebbero già usciti. Naturalmente la mattina
dorme fino a mezzogiorno poiché facendo le ore piccole deve dormire fino a
tardi. Non so proprio come fare per aiutarlo, non vuole sentir parlare di
rivolgersi a medici competenti. Devo, fra l'altro, continuamente
raccomandargli di essere ordinato, in quanto non ha tanta cura di sè nemmeno
esternamente. Avrei tanto bisogno di suggerimenti per poterlo aiutare e
prego in continuazione il Signore affinché mi illumini per trovare la
soluzione giusta. Sono una mamma di 56 anni e ho sempre cercato di essere
molto affettuosa, attenta a soddisfare tutti i suoi problemi, materiali e
non. Ho un'altro figlio di 33 anni che non è certamente estroverso ma ha un
comportamento normale con gli amici, la ragazza, il mondo del lavoro.
Cara signora,
Purtroppo non posso 'illuminarla' sulla situazione relativa a suo figlio
perché quelli che lei racconta sono i problemi che lei pensa che suo figlio
possa avere, non i problemi che lui realmente ha. Sono sicura infatti che,
se potessi chiedere a suo figlio notizie sulla sua situazione,, di tutto
potrebbe essere preoccupato, meno che del fatto che fa le ore piccole, che
la mattina dorme, che chatta e che è trascurato nel look.
Mi consenta allora di spendere due parole sul suo conto: quello che lei
dovrebbe fare, secondo me, è spingere questo ragazzo, con tutto l'affetto,
il sostegno e la comprensione possibili, verso l'indipendenza e l'autonomia.
Detto in altre parole, lei dovrebbe smettere di essere così premurosa e di
soddisfare tutti i suoi problemi, materiali e non.
Questo suo comportamento, a mio parere, non aiuta suo figlio a disegnare
progetti per il suo futuro e gli evita di assumersi impegni e
responsabilità.
Mi rendo conto che non è facile, per una signora dolce e affettuosa quale
lei certamente è, cercare di tirare i remi in barca e lasciare che suo
figlio se ne vada da solo per la sua strada, ma credo che questo sia l'unico
modo per aiutarlo.
Faccia le cose con gradualità, si mostri affettuosa, ma distaccata e
soprattutto cerchi di essere felice, indipendentemente da lui: questo
renderà più felice anche suo figlio, che potrebbe scuotersi ed uscire dal
suo stato di apatia e depressione.
Auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti
CONFRONTARSI CON GLI ALTRI
Mi chiamo Daniela, ho 19 anni e frequento il primo anno di architettura. Il
mio problema è che non riesco a confrontarmi con gli altri, la mia paura di
risultare inadeguata, di non essere al pari degli altri, fare una brutta
figura è immensa. Ne deriva che la mia autostima si trova sotto i piedi.
Volendo diventare un architetto devo progettare e nelle ore di revisione dei
lavori il professore è solito riunire tutti i partecipanti al corso intorno
ad un tavolo, e io dovrei esporre il mio lavoro. La cosa che più mi da noia
è proprio il fatto di dover presentare a 50 persone ciò che ho fatto
rischiando di farmi fare una partaccia dal professore nel caso commetta
qualche errore. Questo mi porta a rimandare in continuazione la consegna dei
lavori e a non partecipare attivamente alle lezioni e a farmi degli amici.
Proprio non ce la faccio, e di volontà se voglio ne ho tanta, ma questa
volta non basta. Come posso fare? Davanti ai miei occhi vedo un muro e non
so come abbatterlo, parlarne con i miei amici ho paura che non mi
crederebbero o che prendessero la cosa troppo alla leggera, mentre per me è
importante. Grazie.
Daniela
Cara Daniela,
La prima considerazione da farsi è che lei ha 19 anni e probabilmente è al
primo anno di università: questo vuol dire che lei è nel pieno della
formazione, deve ancora imparare molto e deve quindi accettare i suoi
eventuali errori. Dei 50 ragazzi che, come lei, siedono intorno al tavolo
del prof, almeno la metà hanno i suoi stessi problemi di timidezza e, come
lei, pensano di essere gli unici ad averne: del resto, lei stessa dice di
non avere il coraggio di parlarne con altri, così come gli altri non ne
parlano con lei. Inoltre, gli stessi 50 ragazzi hanno tutti la sua stessa
difficoltà: il timore cioè di essere ripresi pubblicamente dal prof negli
immancabili errori compiuti nei loro lavori. Ciò nonostante tutti siete lì
per imparare questo nuovo lavoro ed è normale, all'inizio, sbagliare. Non
attenda quindi di andare oltre nel suo corso di studi per esporsi: oggi i
suoi errori sono del tutto 'normali', tra cinque anni sarà più difficile
accettare le critiche.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
VIVO DI RIMPIANTI
Sono una studentessa di 25 anni. Sono sempre stata una ragazza timida,
riservata e insicura,ma non pensavo che questo avrebbe provocato tanti
ostacoli nel contatto con persone dell'altro sesso!!Sono in piena crisi...non
mi sento più una ragazzina e vivo di rimpianti per tutte le esperienze che
la mia "strana"personalità mi ha impedito di fare!!Mi vergogno un po' a
confessarlo,ma non ho mai avuto una storia con un ragazzo:questo mi crea
imbarazzo ,disagio e una paura ossessiva della solitudine!Ho il terrore che
la mia vita si possa trascinare tra delusioni e rimpianti per occasioni mai
avute o non sfruttate!!!
Ora che tutte le mie amiche si sono fidanzate,poi...i complessi sono
aumentati e il tono dell'umore è in caduta libera!!
Sento di poter scivolare nella depressione,se qualcosa non cambia!Avrei
tanto bisogno di una parola di conforto!Grazie.
Studentessa
Cara studentessa,
Da che mondo è mondo gli uomini trovano le ragazze timide molto seducenti,
in quanto estremamente misteriose ed abilissime nel gioco del 'mi svelo-non
mi svelo'. Non credo dunque che il suo problema sia attribuibile alla
timidezza.
Se lei non ha avuto ancora una storia seria e le sue amiche si, ci possono
essere solo due spiegazioni: o lei è molto sfortunata, o lei si è impegnata,
evidentemente con successo, ad allontanare da sé chiunque aspirasse a
conoscerla.
E' impensabile infatti che una ragazza che frequenta da anni l'Università e
ha delle amiche solo da poco fidanzate, non sia riuscita ad avere una
qualche storia... Forse ciò che lei cerca è difficile da trovare, forse le
persone che incontra la deludono con troppa facilità, forse è troppo
orgogliosa per capire che il problema può essere in lei anziché negli altri.
Provi a pensarci un po' su.
Ciò che posso confermarle è che, se lei sorride agli altri, gli altri le
sorrideranno...
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
UN PICCOLO, GRANDE PROBLEMA
Sono una ragazza di 18 anni e ho un piccolo grande problema che non riesco a
risolvere.
Fondamentalmente sono una persona timida e molto insicura:a volte riesco a
mascherare questo lato del mio carattere,altre volte invece mi sento proprio
"bloccata",non riesco a dire o a fare niente di quello che vorrei.
In questo periodo mi interessa un ragazzo e ogni volta che sono con lui mi
sento fortemente in imbarazzo e in soggezione. Lui non sa di piacermi e io
non riesco a farglielo capire perché ho paura di essere troppo sfacciata e
di incorrere in un rifiuto. Vorrei cercare di farglielo "leggere fra le
righe",ma tutte le cose da dirgli che mi vengono in mente mi sembrano
sbagliate e inadeguate. Allora decido di tacere e di non prendere nessuna
iniziativa,e così finiamo sempre col parlare di argomenti che servono solo x
riempire il silenzio(la scuola,il tempo,ecc...).
Questa situazione mi rende molto triste e mi sento impotente perché non
riesco a fare niente per cambiarla.
Non mi comporto sempre così quando mi piace una persona,a volte mi è
capitato di essere anche sfacciata,forse perché in quel momento mi sentivo +
sicura di me. Il fatto è che con lui mi sento totalmente insicura...è come
se mi sentissi in qualche modo inferiore a lui,perché lo vedo
irraggiungibile,fuori dalla mia portata e quindi non credo che potrebbe
essere interessato a me(anzi,a volte ne sono quasi certa).
Vorrei essere più disinvolta e meno "controllata",perché questo
atteggiamento mi rende fredda agli occhi delle persone,mentre invece io non
sono per niente così. Credo di apparire così anche a lui,ma poi penso che se
cercassi di comportarmi diversamente risulterei ridicola e impacciata. Ad
esempio,quando mi capita di incontrarlo per strada,vorrei proporgli magari
di fare una passeggiata insieme o cose di questo genere,ma subito penso che
non sarebbe il caso perché non mi sembra mai il momento adatto.
Vi prego,datemi qualche consiglio su come risolvere questa situazione!
Grazie e complimenti x il sito.
Morgana
Ciao Morgana,
Sai cosa penso? E se anche lui, quando siete insieme a parlare del tempo o
della scuola, avesse voglia di parlarti di qualcosa di più, e così come te,
non trovasse il coraggio di dirtelo? Magari entrambi state girando intorno
al problema ed il fatto che lui partecipi insieme a te a questo girotondo mi
fa pensare che con te proprio male non stia, altrimenti passerebbe il suo
tempo in altro modo. A 18 anni è abbastanza normale avere dei sensi di
imbarazzo come capita a te, ma se anche lui ha la tua stessa età, più o meno
proverà le stesse cose.
Prova a fargli capire il tuo interesse per lui: se per caso tu avessi
sbagliato persona e lui ti rifiutasse, avresti finalmente la libertà di
interessarti di qualcun altro.
Dott. Walter La Gatta
PAURA DEGLI ALTRI
Ho 22 anni,il mio problema consiste nella paura di entrare in relazione con
gli altri, ho paura di poter essere rifiutata o ferita dagli altri. Non ho
amici e soffro tanto per questa situazione in cui mi trovo. La mia paura nei
confronti degli altri è tanto grande che evito perfino di migliorare il mio
aspetto (per esempio truccandomi)credendo che in questo modo nessuno mi noti
(cosa che io stessa considero stupida e irrazionale) sentendomi così più
protetta dagli altri. Le chiedo che tipo di psicoterapia sarebbe più
indicata nel mio caso e soprattutto potrò mai riuscire ad instaurare dei
rapporti sereni con gli altri?
Licia
Cara Licia,
Mi consenta una battutaccia: un'altra soluzione potrebbe essere quella di
infilarsi un burka, che la copra dalla testa ai piedi... In questo senso le
donne dell'Afghanistan, le appariranno sicuramente delle privilegiate. O no?
Al di là delle battute paradossali, credo che lei possa uscire da questa
situazione solo attraverso un aiuto esterno. Per prima cosa deve capire
perché gli altri le mettono paura ed in che cosa si sente particolarmente
vulnerabile. Dovrebbe essere aiutata a rinforzare gli aspetti positivi della
sua personalità ed anche ad accettare la sua timidezza, imparando a
conviverci.
Solo accettando questa parte di sé, che la fa tanto soffrire, ed imparando a
valorizzarla, lei potrà aprirsi verso il mondo senza paura, nella
consapevolezza che molto spesso anche il mondo che la circonda può avere
paura di lei (Non creda infatti di essere la sola ad avere paura nel
relazionarsi con gli altri : sappia che molte delle persone che incontra
ogni giorno hanno il suo stesso problema).
Il tipo di terapia che le consiglio è sicuramente di tipo
cognitivo-comportamentale, abbinata ad una tecnica di rilassamento, come il
training autogeno.
Cari saluti e auguri.
Dott. ssa Giuliana Proietti
NON VOGLIO LAMENTARMI, MA
Mi chiamo Elisa ho 21 anni e vi scrivo per un problema che mi porto dietro
praticamente da quando sono nata, non voglio lamentarmi e dire che penso che
non ci sia una via d'uscita perchè io desidero con tutta me stessa essere
una persona allegra, aperta e socievole senza irrigidirmi quando conosco
persone nuove e senza diventare rossa se un ragazzo mi piace e lui dimostra
interesse per me.
Io ho sempre pensato che la mia timidezza derivi dal rapporto con mio padre
e in generale dal rapporto che ho con i miei genitori, nel senso che mio
padre è sempre stato un uomo molto autoritario e severo con me fin da quando
ero bambina, ho sempre avuto paura di lui, anche se era capace di essere
prima molto burbero e poi subito dopo molto affettuoso. Lo stesso
comportamento lui lo tiene con mia madre che non si ribella mai e si fa
trattare come vuole lui. Ecco io cresco nel Terrore (e sottolineo Terrore..)
di diventare come mia madre, di commettere i suoi errori con gli uomini e di
non riuscire a creare un rapporto alla pari con un uomo. Non che nella
realtà mi sia mai fatta maltrattare da un ragazzo, però ho sofferto spesso
per amore e con i ragazzi non riesco mai ad essere veramente me stessa, ho
paura di aprirmi veramente con loro per paura di soffrire....invece con le
mie amiche non sono timida anche se comunque solo con la mia migliore amica
mi confido completamente. La domanda che vorrei fare è questa: perché quando
sono in gruppo specialmente con dei ragazzi (di sesso maschile) mi chiudo,
parlo pochissimo e mi sento sempre come ad un esame? ad esempio se esco da
sola io e un ragazzo anche con un semplice amico, sono tranquilla parlo
normalmente e non mi agito ma se sono in gruppo tutto è diverso...penso che
tutte le altre ragazze siano + brillanti di me e piuttosto di parlare per
dire cose banali preferisco stare zitta pur sapendo che il mio è un
comportamento strano e sbagliato ed ho paura di come mi giudicheranno gli
altri......... Fisicamente mi dicono che sono una bella ragazza e lo penso
anch'io (a parte i difetti che tutti noi ci vediamo!) ma per quanto riguarda
il carattere ...bè mi chiedo come fare per eliminare questa timidezza che
odio e che si manifesta anche a livello fisico con mal di pancia e di
stomaco, nausea e mi sento rossa e calda in viso...........vorrei dire basta
a tutto questo ma come? ciao e grazie
by ELISA
Ciao Elisa.
Partiamo dal primo argomento della tua lettera, cioè la paura di avere una
vita di coppia sbagliata, come quella di tua madre. Intanto vorrei dire che
questo giudizio lo dovrebbe dare tua madre stessa e poi vorrei aggiungere
che tu non potrai avere lo stesso tipo di rapporto con il tuo ragazzo
semplicemente perché tu sei diversa da tua madre ed il tuo ragazzo non potrà
essere identico a tuo padre, quindi la tua coppia vivrà su un equilibrio
diverso, che tu stessa contribuirai a costruire.
Quanto alla tua timidezza, è un aspetto molto comune, sia nei ragazzi che
nelle ragazze e ciascuno la esprime a suo modo. Nel tuo gruppo ad esempio,
molti la superano esponendosi molto, altri invece restando appartati, presi
dal mal di pancia... Che tu sia perfettamente normale e senza problemi lo
dimostra il fatto che quando sei con la tua amica, oppure con un ragazzo,
sei assolutamente spontanea e naturale: i problemi iniziano quando sei in un
gruppo, dove il timore del giudizio degli altri ti blocca. Non ti chiedo
certo di diventare da oggi il leader del tuo gruppo, però un piccolo
impegno, vorrei che tu potessi metterlo nel modificare qualche aspetto del
tuo comportamento, per migliorare la tua sicurezza e la tua autostima. Prova
magari, quando sei nel gruppo, a parlare di più, non con tutti, ma solo con
le due o tre persone che ti sono più vicine, senza esagerare nello sforzo,
ma abituandoti a prendere questa iniziativa. Successivamente cambia le
persone che avevi scelto e man mano che avrai acquistato fiducia in te
stessa saprai meglio gestire queste situazioni.
Dott. Walter La Gatta
SONO UN BORDERLINE
C'è poco da dire, io sono un borderline, sono stato lasciato dalla mia
compagna che per me era la mia parte razionale. ora ho crisi di panico,
angosce fortissime e manie di autolesionismo tramutate in apatia nel cibo e
lavoro. piango sempre: la mia disperazione è arrivata al limite. NON
VENITEMI A DIRE CHE NON SONO L'UNICO PER CORTESIA. GRAZIE.
Borderline
Caro Borderline,
C'è poco da dire: lei deve cercare un aiuto professionale ! Tutto ciò che
vorrei consigliarle, se in questa fase ritenesse utile ricevere un
consiglio, è di evitare di farsi le diagnosi da solo. Infatti, teorizzare su
aspetti della personalità che potrebbe non conoscere a fondo o dei quali
potrebbe non avere in questo momento una visione oggettiva, date le
circostanze che direttamente la coinvolgono, può essere azzardato e
controproducente.
Si faccia aiutare, caro lettore perché, giustamente, sapere di non essere il
solo non aiuta a stare meglio.
Dott. ssa Giuliana Proietti
VITTIMA DELLA TIMIDEZZA
Mi ritengo una vittima della timidezza, ed ho commesso troppi errori a causa
di questa, mi ha sempre condizionato la vita nonostante le mie buone idee.
Non ritengo sia giusto vivere ancora così, ma nessun dottore mi ha mai
aiutato, mi hanno sempre risposto che ad un certo punto bisogna maturare. Io
mi sento maturo, ma non ho mai risolto il problema. Uso Lexotan 3mg due
volte al giorno o più da 10 anni o più, vi sembra normale a 44 anni? E non
sempre sono in grado di superare le situazioni difficili, senza parlare
delle bugie e conseguenti complicazioni a causa di questo. Mi chiedo da
tanto: sarà sempre così la mia vita o si può vivere meglio? Ho sentito
parlare di questo a Radio Bruno stamattina 9 maggio 2003 ma non so come
fare. Sarebbe bene un buon aiuto. Grazie comunque fin d'ora distinti saluti
Gabriele
Salve Gabriele.
E' giusto cercare aiuto nei farmaci quando non si vede ancora la luce alla
fine del tunnel. In molti le avranno però detto che si può anche cambiare,
però forse non le hanno detto come. Non esiste una ricetta che vada bene per
tutti e non ci conosciamo abbastanza per poterle indicare la sua. Posso
dirle però che per maturare la decisione di uscire dalla sua timidezza,
oltre ai farmaci occorre anche la determinazione di vivere la propria vita.
Cominci con il coltivare alcuni dei suoi interessi, cerchi persone o
ambienti che condividono con lei le sue stesse passioni e se non ne ha, se
ne crei qualcuna. Condividere con altre persone anche una sola piccola parte
della propria vita aiuta ad uscire dall'isolamento e dalla tendenza a
chiudersi nel proprio mondo, dal quale ogni giorno che passa sarà un pochino
più difficile uscire.
Non perda altro tempo, cerchi in sé stesso quale attività, quale hobby
meriti di avere più spazio ed insieme ai farmaci faccia qualcosa da solo e
solo per sé.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
PECCO DI TIMIDEZZA
Ormai ho 26 anni e non ho ancora avuto una ragazza purtroppo pecco di forte
timidezza di solito riesco a rapportami bene con le ragazze dei miei amici
(parlo senza problemi scherzo) ma quando si tratta di cercare di stringere
un rapporto affettivo ho seri problemi (ad esempio di recente ho conosciuto
la sorella di una mia che mi ha colpito) purtroppo non ho neppure cercato di
attaccare bottone dopo i saluti iniziali non le ho praticamente detto nulla
.
I miei amici mi rimproverano del fatto che neanche ci provo purtroppo io non
mi considero nulla di speciale come bellezza e come carattere non so neppure
se piaccio agli altri.
Purtroppo ho paura di restare solo, proprio a causa della mia timidezza
Solo e Affranto
Caro S. & A.,
Intanto, guarda la vita con occhi diversi: da quello che mi racconti, io
vedo un ragazzo tutt'al più Affranto, ma non Solo, visto che sei circondato
da amici e dalle loro ragazze. Credo tu abbia un così buon rapporto con loro
solo perché, essendo le ragazze dei tuoi amici, non c'è il problema del
'dopo' (conoscerle meglio, invitarle ad uscire, innamorarsi e farle
innamorare...). Il problema sorge con le altre ragazze, quelle cioè con le
quali c'è il rischio di doversi esporre. Ma è proprio questo ciò che devi
fare: come potrai sapere quanto sei interessante per le altre persone se non
ti metti in gioco? In parte sai già di avere dei numeri, vista la tua
abilità nel crearti amicizie. Ora devi solo sfruttare questa tua abilità per
cercare un'amicizia speciale, magari cominciando proprio dalla sorella della
tua amica.
Dott. Walter La Gatta
COMBATTO CON ME STESSO
Sono un ragazzo di 29 anni di Roma. Da due anni a questa parte sto
combattendo con me stesso senza alcun risultato! Qualsiasi cosa tenti di
fare per reagire non funziona! Mi sono rinchiuso in me: ho paura di tutto,
anche nei rapporti con gli altri! Con le donne non va per nulla bene! Ho
perso la fiducia in me e non riesco a ritrovarmi! Fino a 20 anni non ero
così! Ero un'altra persona, completamente diversa da quella che vi sta
scrivendo ora! Le esperienze passate mi hanno reso così fragile ma allo
stesso tempo pieno di rabbia contro me stesso e gli altri a volte! Sto in
cura da un neurologo, ma i risultati niente! Non so più davvero cosa fare!
Non ce la faccio più ad andare avanti così! Sto perdendo gli anni migliori
della mia vita e non me ne faccio una ragione
Tiger
Caro Tiger,
Lo pseudonimo da lei scelto ed i suoi tanti punti esclamativi mi fanno
pensare che lei abbia in corpo una forte dose di aggressività. Per prima
cosa dunque la inviterei a liberarsi di questo grosso fardello, che
indirizza in modo sbagliato le sue energie e le sue risorse, non
consentendole una soluzione del problema.
Non so che cosa le sia capitato in questi nove anni, ma evidentemente lei ha
bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio. Con tutto il rispetto per la
neurologia, non credo sia questo il tipo di specialista che le occorre,
perché imbottirsi di sedativi può servire a risolvere il qui e ora, ma non
procura soluzioni né profonde, né durature. Lei deve invece andare da
qualcuno che sia in grado di aiutarla a ritrovare in sé stesso, e non in una
pillola, quelle risorse di cui ha bisogno per 'ricostruirsi'. Coraggio!
Dott. ssa Giuliana Proietti
FACCIO RICERCA
Sono una persona timida ed è per questo che ho scelto di fare delle ricerche
dettagliate su questo mio problema. Siccome la mia professoressa di
psicologia della comunicazione mi ha proposto di elaborare una tesina sulla
timidezza potreste inviarmi un pò di materiale su questo argomento o
indicarmi dei testi di riferimento?
Forse studiare e capire il mio problema,può aiutarmi a risolverlo.
Timida
Cara Timida,
A mio parere hai fatto un'ottima scelta a dedicare gli anni della tua
formazione anche, tra l'altro, alla soluzione di un tuo problema personale.
La timidezza è qualcosa che può opprimere una persona se questa non la
riconosce e non si attiva per superarla.
La tua strategia è senz'altro positiva e studiare e capire il tuo problema
può aiutarti a risolverlo. Quanto al materiale che ci chiedi, ti invitiamo a
fare ricerca su internet, oltre naturalmente a leggere attentamente quanto
puoi trovare qui e su www.psicolinea.it; con l'occasione ricordiamo che non
ci è possibile inviare materiale o bibliografie sui tanti argomenti che ci
vengono richiesti, per non distogliere tempo ed energie al nostro lavoro.
Dott. Walter La Gatta
NON SONO MOLTO BRILLANTE
Ho 34 anni credo di essere serio e riservato, ma nonostante ciò amo la
compagnia di altre persone e non ho particolari difficoltà a parlare in
pubblico. Purtroppo nei miei discorsi non sono molto brillante, non ho la
battuta pronta, e inevitabilmente finisco per parlare sempre in modo serio e
corretto finendo poi gli argomenti di conversazione molto rapidamente.
Questo mio modo di essere mi ha aiutato nel mondo del lavoro (in cui sono
considerato affidabile) ma mi causa serie difficoltà per instaurare un
rapporto con le ragazze.
Per essere più chiari non ho ancora avuto una relazione con una ragazza,
fino ad ora non mi ha mai pesato più di tanto ho sempre pensato che prima ho
poi avrei trovato l'anima gemella inoltre il lavoro mi dava molte
soddisfazioni, ma da quando il lavoro è diventato una routine ho cominciato
a sentirmi depresso. Ho trovato nell'amicizia di una mia collega di lavoro,
bella ed estroversa, nuovi stimoli per fare altre cose, come ad es. fare
sport ed a frequentare altre amicizie ma sempre assieme a lei. Ora mi
accorgo di essere innamorato di lei sapendo però di essere considerato solo
un amico, questo limite mi causa ora uno stato di depressione da cui non
riesco a venirne fuori, ho pensato di confessarle il mio amore ma ho paura
di rovinare un amicizia a cui tengo molto essendo anche l'unica amicizia
femminile sincera che ho, inoltre credo che la mia attrazione verso di lei
dipende anche dal fatto di non avere mai avuto una relazione e la sua
disponibilità disinteressata nei miei confronti mi ha fatto innamorare di
lei, inoltre a complicare le cose è anche una mia collega di lavoro.
Trovo il vostro sito molto utile e ben fatto spero di non essermi dilungato
troppo.
Grazie per ogni vostro consiglio.
Luca
Caro Luca,
Ritengo che questa amicizia con la tua collega sia un'esperienza molto
importante per te. Così come, dopo una vita passata seduto a lavorare, hai
deciso di andare in palestra, questa ragazza è ugualmente, per te, una
palestra di vita. Cerca di non rovinare questa amicizia con sentimenti che
forse lei non condivide, ma impara tutto quanto c'è da imparare da lei, per
migliorare le tue relazioni con gli altri. Se poi davvero anche lei prova
per te dei sentimenti, vedrai che troverete il modo, senza forzature, per
dirvelo; ma non avere fretta.
Dott. Walter La Gatta
COMUNICARE CON LE RAGAZZE
salve. mi chiamo Luca, ho 17 anni e ho un problema molto comune (penso): non
riesco a comunicare con le ragazze. In particolare non riesco a farmi
prendere dal discorso e andare a ruota libera; il problema si presenta
quando resto solo con una ragazza (sia che mi piaccia o no), tra di noi non
nasce un discorso che interessi entrambi, al massimo una botta e risposta
tristissima su un argomento squallido.
Il fatto stà nella mia timidezza penso, perchè di argomenti io ne avrei
molti, ma non riesco a esprimerli, al massimo mi vengono in mente troppo
tardi quando tutto ormai è sfumato.
Per non parlare poi di quello che succede quando sono in compagnia con una
ragazza che mi interessa, una totale confusione, non riesco ad andare oltre
all'amicizia, anche perchè non so da che parte cominciare.
grazie di tutto
Luca
Caro Luca,
C'è solo un consiglio che posso darti: quello di metterti in gioco più
spesso di quanto hai fatto finora. Quello che ti succede quando sei in
compagnia di una ragazza che ti interessa avviene perché le emozioni
prendono il sopravvento sulla tua parte razionale, che non riesce cos' ad
esprimersi. Per regolare le proprie emozioni è necessario porsi spesso in
determinate condizioni, in modo di conoscere meglio le proprie reazioni ed
imparare a gestirle. Mi dirai: si, ma quante figuracce! Che ti importa? A
scuola sapevi l'algebra sin dalla prima elementare? O hai dovuto apprendere
tante altre regole e teoremi prima di imparare a comprenderla? Così è la
vita, così è l'amore: la consapevolezza di ciò può dare un infinito
coraggio.
Dott. ssa Giuliana Proietti
LEI MI HA TRADITO
Mi chiamo Marco e sono un ragazzo di 26 anni che vive e lavora a Milano come
grafico. A fine 2000 la mia ex ragazza (durante il mio servizio militare),
mi ha lasciato. Una sera, qualche giorno prima che mi lasciasse, (eravamo a
casa di suo nonno), trovai per caso in un cassetto delle lettere e un album
di fotografie. Lei era andata un attimo a casa sua(che era nell'altra
scala),a prendere una cosa. Iniziai subito a leggere quelle lettere e a
guardare quelle foto... Eravamo stati insieme per quasi 4 anni e avevo
scoperto da quelle lettere che mi aveva tradito con altri ragazzi. Ma la
cosa più triste, più brutta erano le foto di lei con un'altro abbracciati e
sul letto matrimoniale. Premesso questo, da allora la mia timidezza non mi
ha permesso di socializzare in alcun modo con l'altro sesso, ho subito come
un grosso trauma. Come posso fare per iniziare a socializzare ancora con le
ragazze?
Grazie per il tempo che avete dedicato a leggere la mia lettera e buona
giornata, Marco
Caro Marco,
La persona che avevi scelto si è poi rivelata una pessima scelta, ma questo
non vuol dire che tutte le donne del mondo si comporteranno come la tua ex.
Credo che la cosa migliore che tu possa fare è scrollarti di dosso anche il
ricordo di questa brutta avventura e dedicarti di nuovo alla tua vita ed al
tuo mondo. Ricomincia a frequentare i tuoi amici, le tue amiche, senza
imbarazzi e senza timori. Attraverso il conoscere nuove persone ti renderai
conto che tradire i sentimenti degli altri non è poi così comune e si
possono avere belle storie di amicizia e di amore, e magari trovare un'altra
ragazza con cui condividere la tua vita.
Dott. Walter La Gatta
RISCUOTERE SIMPATIE
Ho 17 anni, e una serie di problemi: innanzi tutto non sono capace di
riscuotere simpatie, per questo ho problemi a relazionarmi con gli altri; ad
esempio, quando conosco delle persone, spesso quando le reincontro neanche
mi salutano, o se in un primo momento instauro un buon rapporto va a finire
che prima o poi, logorato dalla routine, finisce; non ho mai avuto la
ragazza, per questo non mi è che mi senta molto inferiore agli altri ma
sento il bisogno di avere una relazione; inoltre, ci sono delle volte in cui
non sopporto niente, mi chiudo e non parlo con nessuno, non riesco neanche a
spiegarlo, so solo che in quei momenti mi viene una gran voglia di andarmene
a casa, se sto in giro, e lo faccio. Io credo che alla base di tutto ci sia
una certa timidezza, ma in fondo quando sto con gente che conosco non sono
un tipo timido. Insomma, vorrei aumentare il numero e la qualità delle mie
conoscenze, fino magari ad avere una ragazza evitando quelle "chiusure" che
non mi fanno certo bene. Ho fiducia in me, non sono bruttissimo, mi
considero intelligente e un buon osservatore, fisicamente... be' ci sto
lavorando, devo fare un po' di muscoli; mi serve solo un consiglio su come
fare, e, se questa è la strada giusta (cioè valorizzare i propri tratti
positivi), sapere perchè non funziona...
Cordiali saluti, Matteo
Caro 17enne,
Si, penso proprio che la strada che hai imboccato è quella giusta: lavorare
su sé stessi e valorizzare i propri tratti positivi. Non funziona? E' solo
perché non ti impegni abbastanza, o non ti impegni nel modo giusto. Facciamo
un esempio, prendendo spunto dalla tua lettera: se tu vai in palestra, ma i
muscoli non ti crescono, quale è il motivo? La ginnastica non funziona su di
te (anche se funziona su tutti gli altri) ? Oppure non fai abbastanza
esercizio ? Oppure lo fai, ma nel modo sbagliato ? In palestra basta
incontrare un buon istruttore che possa farti lavorare nel modo giusto,
nella vita ci sono gli psicologi... Particolarmente necessari poi nel caso
in cui ci si accorga di faticare tanto, ma di produrre poco !
Cari saluti.
Dott. ssa Giuliana Proietti
E' POSSIBILE DIVENTARE TIMIDI?
Fino a poco tempo fa ero un tipo normale, nell'ultimo anno noto che quando
sto in compagnia non sempre mi sento a mio agio, mi crea problemi ritrovarmi
in una comitiva dove non conosco nessuno, ma cosa ancor più grave, in
determinate situazioni arrossisco oppure ho incredibili vampate e
susseguente sudorazione (es. quando mi rendo conto che tutti stanno
ascoltando me).
Insomma non sono mai stato un estroverso al 100%, ma nemmeno un timidone e
ora cosa sta succedendo? Esiste una soluzione?
Gianni
Caro Gianni,
La timidezza può mostrarsi in qualsiasi fase della vita, motivata dagli
eventi più disparati. Te ne sei accorto da circa un anno e probabilmente,
cercando attentamente, potremmo anche trovare cosa l'ha fatta emergere nei
tuoi comportamenti. La cosa che però a te sta più a cuore è come fare a
superarne le manifestazioni esteriori, come arrossire, la sudorazione ed
altri effetti indesiderati. Da quello che dici nella tua lettera ciò accade
quando ti rendi conto che tutti stanno ascoltandoti: ma sei davvero certo
che le cose stiano così? E' ovvio che se siete in tre a parlare, in alcuni
momenti uno parla e gli altri ascoltano. Ma se si è in un gruppo più
numeroso, è ben difficile che quando una persona parla TUTTI stiano ad
ascoltarla; quindi evita di sentirti sempre al centro dell'attenzione e di
essere da tutti giudicato in ogni tuo atto. Non è così, perché ciascuno è
impegnato nell'osservare sé stesso, più di quanto sia interessato ad
osservare gli altri. Vivi quindi la tua vita con più leggerezza e senza
porti troppi problemi.
Vedrai che già questo sarà in grado di aiutarti molto.
Dott. Walter La Gatta
AL DI LA' DELLE CURE PSICOLOGICHE
Ho 50 anni, e desidero sapere se -al di là delle cure psicologiche, come la
psicoterapia- esiste un farmaco in grado (almeno) di controllare il rossore.
Un noto psichiatra mi ha indicato i betabloccanti, ma il risultato è
modesto, per non dire nullo. Potete aiutarmi in questo senso?
Un cordiale saluto
50enne
Caro 50enne,
Come le avrà già detto il noto psichiatra, al momento non esistono farmaci
per bloccare il rossore; almeno non ce ne sono che funzionino davvero. Credo
pertanto che la soluzione del problema, forse suo malgrado, dovrà cercarla
'al di qua' della cure psicologiche, che sono le uniche in grado di
funzionare davvero...
Cordiali saluti.
Dott. ssa Giuliana Proietti
UN PROBLEMA DA SUPERARE
Sono un ragazzo di 18 anni e ho un problema che a me starebbe molto a cuore
superare!!
Fin dal primo liceo ho sempre avuto il problema di arrossire durante un
interrogazione e tutto ciò mi ha provocato molto disagio.passando gli anni
questo arrossamento del viso durante un esame è andato a poco a poco a
diminuire ,anche perchè prima oltre che per l'interrogazione arrossivo
quando ero al centro dell'attenzione o quando mi si accusava di qualcosa!!
Io per risolvere questo problema ho cercato di acquisire maggiore sicurezza
in me stesso con buoni risultati ma però ancora oggi durante un
interrogazione la tendenza ad arrossire c'è sempre in particolare quando
l'insegnante mi fa una domanda che io non ricordo o non sò!!!!
Cosa posso fare per risolvere questo problema ???? Spero in una vostra
risposta al più presto!!!!
Fausto 85
Caro Fausto,
Durante gli anni dell'adolescenza c'è maggiore sensibilità nel rapporto con
gli altri ed una conseguente maggiore facilità nella manifestazione dei
sentimenti di disagio che ne conseguono. Tu stesso dici che nel tempo il
problema dei tuoi rossori va lentamente migliorando e ciò può essere vero,
dato che con l'esperienza gli eventi che inizialmente ti sembravano
insuperabili divengono molto più 'accessibili', mettendoti meno in
difficoltà. Il fatto che tutt'ora in alcune specifiche situazioni tu provi
ancora quei sentimenti di disagio e quei rossori, è destinato ad essere
ulteriormente superato: se qualcosa resterà di questo tuo antico disagio,
non preoccupartene, anche perché credo che gli insegnanti guardino più ai
contenuti che non agli sporadici rossori degli interrogati.
Dott. Walter La Gatta
INSICUREZZE FAMILIARI
Sono Alberto ho 23 anni e soffro di timidezza.
Sono iscritto all'Università, aspetto fisico: moro con gli occhi castani,
magro, alto 1,90cm.
Mio padre è anche lui una persona introversa e insicura, mia madre è una
persona aperta ma anche lei insicura e ossessionata dal giudizio degli
altri. Siamo 5 figli di cui io il più piccolo, mio frat. maggiore è un tipo
molto sicuro e deciso, le mie sorelle anche, l'altro mio fratello è anche
lui un po timido ma essendo un bel ragazzo ha molte ragazze che gli vanno
dietro. Ha tutti noi è mancato il cosiddetto affetto fisico da parte dei
nostri genitori (baci, carezze, coccole...)
Il mio problema riguarda principalmente il rapporto con le ragazze; non
riesco a relazionarmi perche mi blocco e non so cosa dire. Non ho mai avuto
una ragazza, sono ancora vergine e alla mia età non credo sia normale. La
mia timidezza riguarda principalmente ques'aspetto in quanto fin da bambino
anche se timido a scuola riuscivo ad esprimere il meglio; le interrogazioni
non mi spaventavano sono stato il primo della classe sia alle medie che alle
superiori. Con gli amici stretti che ho sono molto meno timido sono
considerato uno spiritoso e che scherza; ma nel momento in cui entra in
gioco una ragazza la storia cambia improvvisamente non so cosa dire, non
riesco a scherzare, ad essere di compagnia, e tantomeno ad approcciare una
ragazza che magari mi piace. Mi ripeto in mente che nessuno mi sta
giudicando, che non sono da meno dei miei amici che vedo disinvolti, che
qualunque cosa dico andrà bene, che le barriere sono solo nella mia mente ma
alla fine non riesco comunque a parlare. E come se le ragazze non si
interessassero a me anche se o penso che avrei molto amore da dare ad una
ragazza, non ho mai baciato una ragazza e vorrei tanto farlo. Una volta mi è
capitato ad una trasferta di lavoro (ho lavorato 2 anni in una fabbrica per
pagarmi gli studi e alcuni sfizi)di bere un po troppo e di ubriacarmi allora
con i miei colleghi siamo andati in disco e bene sotto l'effetto dell'alcol
la mia timidezza era sparita ho parlato con diversa ragazze senza provare il
minimo imbarazzo e soprattutto con molte cose da dire! ho approcciato anche
con una ragazza olandese (parlando quel poco di inglese che so!). Che
significa questo??? come mai non ero più timido sotto l'effetto dell'alcol??
Quella è stata l'unica ubriacata che ho mai avuto nella mia vita, e anche
l'unico momento in cui mi sentivo libero!
Ho un ultima domanda: MA SI PUO' VERAMENTE GUARIRE DALLA TIMIDEZZA O BISOGNA
RASSEGNARSI???????
Mi scuso se mi sono dilungato troppo ma gradirei tantissimo una vostra
consulenza on line, premetto che per motivo di studio e di lavoro non potrei
venire in chat come avete suggerito ad altri.
ASPETTO CON IMPAZIENZA UNA VOSTRA ESAURIENTE (per quanto possibile)RISPOSTA!
ciao. Alberto
Caro Alberto,
Non ci conosciamo, ma dal tono della tua lettera mi sembri un tipo molto
esigente nei confronti degli altri, anche se sei poco disposto a concederti.
Mi sembri anche un tipo molto difeso e corazzato. Certo è che, in queste
condizioni, l'ubriacatura ha potuto allentare completamente i tuoi freni
inibitori ed hai potuto così dare il meglio di te, senza i tanti legami che
ti stringono e ti costringono...
Tutto bene, fuorché il fatto che ubriacarsi fa male e mette in pericolo la
propria vita, per cui non può essere questa la soluzione.
Direi che hai bisogno di elaborare questa tua aggressività repressa nei
confronti del mondo e renderti conto che, se tu non sorridi agli altri, gli
altri non sorridono a te. Anche tu insomma devi fare qualcosa per
migliorarti e non solo pretendere con impazienza che siano gli altri a
fornirti risposte esaurienti (per quanto possibile) su un piatto d'argento.
Cari saluti.
Dott. ssa Giuliana Proietti
ALLARGARE IL CERCHIO
Mi chiamo Davide e ho 22 anni.
Prima di tutto vorrei farvi i miei complimenti per questo sito stupendo! E'
veramente il sito che cercavo da tempo, finalmente trovato.
Mi ritengo un ragazzo timido, ma non eccessivamente (non arrossisco quando
parlo con una donna che mi piace, e nn balbetto ecc.) ma nonostante questo
non riesco mai ad avere una compagnia femminile accanto!
Non ho moltissimi amici, perché non mi sono mai sforzato di tenere da conto
le amicizie, quindi mi ritrovo a frequentare sempre quei due o tre amici
(maschi) senza riuscire ad allargare il cerchio! Anche quando conosco gente
nuova (lavoro, sport ecc.) in questo contesto non c'è mai più di una
ragazza!
Durante le scuole medie e superiori, poi , come se non bastasse, sono stato
sempre in classi maschili, dove le donne le vedevo col binocolo!
Ora il punto è: o sono sfortunato, cosa a cui io non credo (troppo facile
dire così), oppure non ci sò fare io!
Non ci so fare perché mi reputo un ragazzo molto carino e simpatico, ma ho
una sfrenata ed esagerata paura di un rifiuto, ho paura di mettermi in
mostra di fronte alla gente, ho paura di fare figuracce o cose del genere.
Vorrei tanto un suo consiglio, per cercare di trovare l'equilibrio che cerco
da molto tempo.
Trovare questo sito è stato già un passo avanti ;)
Grazie mille, e complimenti ancora per il vostro lavoro
Davide
Caro Davide,
Ciò che ti blocca non è la mancanza delle abilità e delle prerogative per
essere accettato in un gruppo: tu stesso dici di reputarti sufficientemente
carino e simpatico, ma il problema è che temi di esporti. E' vero che avendo
sempre frequentato ambienti maschili, non hai avuto l'opportunità di
approfondire la conoscenza del mondo femminile, ma è altrettanto vero che
hai l'età giusta per cominciare a farlo. Hai già capito da solo come fare:
devi semplicemente conoscere più gente, metterti in gioco con gli strumenti
che hai già, cercando ogni occasione per aumentare le possibili relazioni,
senza mai evitarle e senza mai nasconderti.
Dott. Walter La Gatta
QUANDO LEI MI PIACE
Avere una ragazza è un qualcosa che mi riempirebbe di gioia , ma purtroppo
di fronte all’idea di conoscere una ragazza rimango letteralmente
paralizzato. La sola idea di avvicinare una ragazza che mi piace provoca una
serie di disturbi fisici, quali vertigini, tachicardia e un forte senso di
angoscia. Ho paura ad avvicinarmi e ad intavolare anche la più stupida delle
conversazioni per paura che lei mi giudichi male, come uno “stupido che ci
sta provando”; quindi tendo generalmente ad allontanarmi da quella
situazione che mi provoca disagio. Quando mi trovo da solo a riflettere (in
momenti di tutta tranquillità) mi rendo conto che le mie paure sono forse
eccessive, che non riuscirò mai a fare colpo su una ragazza se non vinco il
terrore di essere giudicato male. Però, quando si ripresenta la situazione
temuta, la mia paura ritorna. Tutto ciò ovviamente mi ha impedito e tuttora
mi impedisce di avere una vita sentimentale (non ho mai avuto una ragazza e
in alcuni momenti ho paura che ciò non accadrà mai); d’altra parte ho paura
a parlare di queste problematiche con le persone che mi circondano (che pure
mi vogliono un gran bene) sempre per timore di essere giudicato male. In
famiglia sono una persona estroversa e vivace (anche troppo,a volte), ma
all’esterno quando si tratta di affrontare qualcosa che ha a che fare con la
sessualità (per esempio il confidare ad un amico che mi piace quella certa
ragazza ) rimango impaurito e incapace anche solo di parlarne. Come posso
fare per risolvere questa situazione? Sono stanco di andare avanti così, ma
d’altra parte per cambiare le cose ci vorrebbe “un salto” che non ho il
coraggio di fare.
Vi ringrazio anticipatamente per le risposte che potrete darmi.
Anonimo
Caro Anonimo,
Secondo me lei è bloccato da una serie di pregiudizi. Primo: chi le ha detto
che alle donne non piacciono i timidi? Le donne li apprezzano molto, perché
stimolano il loro naturale senso materno e di protezione. Certo, oltre alla
timidezza, se mi consente l'espressione, deve esserci dell'altro... Per
esempio una certa intelligenza, vivacità di pensiero, senso dell'umorismo,
cultura, esperienze da raccontare ecc.
Piuttosto che concentrarsi sulla sua timidezza, cerchi da ora in avanti di
sviluppare queste abilità e conoscenze, che vengono da letture, meditazioni
personali, incontri con altre persone che possono arricchire e potenziare la
personalità individuale (tra questi, perché no, anche uno psicologo, con il
quale confrontarsi e confessare le proprie paure).
Il secondo punto da considerare è questa sua paura di essere 'giudicato
male': chi fa un'avance sessuale non viene giudicato male e, tanto meno, uno
stupido che ci sta provando. E' una cosa naturale infatti mostrare
comportamenti di seduzione e corteggiamento, così come è nella nostra natura
di esseri umani, che peraltro condividiamo anche, pensi un po', con i
salmoni, le foche, le scimmie, i pavoni, le api ecc. ecc. Lei perché si
sente speciale se mette in atto un comportamento che è invece del tutto
naturale?
Quello che potremmo dire sull'argomento è che c'è chi in queste cose se la
cava assai meglio e chi dà solo spazio agli istinti, senza alcuna mediazione
culturale. Questo dà vita a comportamenti che possono apparire 'infantili' o
'sciocchi', ma anche a comportamenti violenti sulle donne, perché si è
incapaci di intavolare con loro una relazione, a volte una conversazione.
Soluzione? La semplice acquisizione di un bagaglio di abilità sociali, che
si possono 'copiare' dai comportamenti dei grandi seduttori nei film, nei
romanzi, nella vita di tutti i giorni.
Insomma, caro anonimo, le soluzioni ci sono, sono tante e multiformi, non
c'è da fare nessun salto: c'è solo da impegnarsi tanto a migliorare sé
stessi.
Sono sicura che se si impegnerà, ce la farà!
Auguri.
Dott. ssa Giuliana Proietti
NON TIMIDA MA ERITROFOBICA
Sono Linda, una ragazza di 21 anni di P. e ho un grande problema: sono
eritrofobica. Non sono una timida, anzi proprio il contrario, ma il fatto di
arrossire blocca i miei rapporti con gli altri. Ho tanti progetti per il
futuro, ma mi sembrano tutti irraggiungibili visto il mio problema. Quando
incontro una persona che conosco arrossisco e loro si trovano male perché
non capiscono il senso del mio comportamento, ma non lo capisco neanche io.
Ho solo tanta voglia di essere come gli altri, ma come posso fare? Aiutatemi
per favore, ne ho tanto bisogno. Ho una curiosità: ci sono stati casi in cui
persone eritrofobiche hanno risolto totalmente il loro problema? In attesa
di una risposta vi ringrazio e vi porgo i miei saluti.
Linda
Cara Linda,
Sono perfettamente d'accordo con lei: l'eritrofobia può essere
un'espressione di timidezza, ma non sempre. A volte chi soffre di questa
patologia è semplicemente una persona particolarmente ansiosa, che si
emoziona con facilità e che esprime tale emozione attraverso una modalità
perfettamente visibile agli altri.
Poiché non tutti capiscono che, dietro un comportamento del genere, può non
esserci un discorso di timidezza, diventano protettivi o si chiedono,
increduli, cosa possono aver fatto o detto per generare una simile
situazione...
Chi la vive, per così dire, dall'interno, ci rimane altrettanto male, perché
vorrebbe urlare che non vi è assolutamente niente di strano o di particolare
in quell'incontro e vorrebbe tanto indossare una maschera per potersi
comportare normalmente, come sente di poter fare, anche se l'imbarazzo e
l'inibizione degli altri impediscono che ciò possa avvenire.
Credo che questo sia, più o meno, il problema. Vorrei aggiungere però, cara
Linda, che chi è ANCHE un po' timido, tende a dare troppa importanza al
giudizio degli altri, si sente sempre al centro dell'attenzione e teme in
modo particolare le 'figuracce'.
La sua eritrofobia dunque passerà non quando la pelle del suo viso smetterà
di arrossire, ma quando a lei comincerà ad importarle assai di meno del
giudizio degli altri e delle figuracce. Il circolo vizioso si interromperà e
lei arrossirà assai meno, sempre di meno...
Auguri!
Dott. Walter La Gatta
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UNA SITUAZIONE CHE MI FA SOFFRIRE
Salve! Sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo per chiedervi un parere su
una situazione che mi fa soffrire. Comunque inizio col descrivermi un po':
sono sempre stata una persona insicura e con poca fiducia in me
stessa,dipendente dagli altri e da qui è venuta fuori l'ansia, che x un
certo periodo mi ha portato a soffrire del disturbo ossessivo-compulsivo
(almeno penso che si tratti di questo anche se non sono mai andata da 1
psicologo). Poi, ho attraversato un momento nero della mia vita con la
morte di mio padre x una brutta malattia e da quel momento ho capito che
rimuginare su me stessa non serviva a niente, che dovevo essere forte x
mia madre e che il periodo di 'depressione' passato mi aveva allontanato
da mio padre in un momento in cui avrei dovuto essergli + vicina.(me lo
rimprovero ancora oggi).
Così mi sono data da fare x buttarmi alle spalle le mie insicurezze e
timidezze e x tante cose ce l'ho fatta e se ci penso sono orgogliosa di me
xchè piano piano riesco a crearmi la vita che vorrei. Questo nei giorni
luminosi e ottimisti...in altri mi prende una paura del futuro, un senso
di inadeguatezza e paura quando mi devo confrontare con gli altri, anche x
uscire a cena fuori se ci sono tante persone che non conosco(mi mancano
veramente quelle che lei dottoressa chiama la 'abilità sociali'),o da sola
con un ragazzo...un'ansia che mi blocca e mi prende allo stomaco,vorrei
scappare, ho paura di non essere intelligente o divertente... dopo un po'
questa sensazione terribile passa ma mentre la vivo sto malissimo e mi
sento un'aliena e mi sembra di non essere punto cambiata rispetto a 3 anni
fa. Poi con le altre persone cerco di essere sempre al meglio e mostro la
mia parte + forte e spensierata ma in realtà...
Un problema riguardo a questo è la relazione con l'altro sesso(come si
dice...) anche qui faccio acqua xchè non ho mai avuto un ragazzo e se da
una parte vorrei essere amata e sento che potrei dare tanto amore ho PAURA
di non essere all'altezza, vedo le altre ragazze meglio di me e sono anche
convinta che con un carattere insicuro come il mio una storia d'amore non
potrebbe andare avanti a lungo...
Comunque vi ringrazio x avermi 'ascoltato' e vorrei un parere su me stessa
voi che leggete queste cose dal di fuori e avete esperienza! Spero capiate
i miei 'contorcimenti' ma non sono abituata a parlare dei miei sentimenti
xchè spesso li tengo per me.
Girasole.
Come faccio a sapere quando mi risponderete?
Cara Girasole,
Cominciamo dall'ultima domanda per dare un'informazione, diciamo così 'di
servizio': la clinica della timidezza risponde a tutti i quesiti, per cui
è sufficiente collegarsi al sito almeno una volta alla settimana per non
perdere l'eventuale risposta. Spesso c'è da aspettare qualche settimana
per avere la risposta, ma ciò è dovuto al fatto che rispondiamo a TUTTE le
lettere che riceviamo. Se i quesiti non sono attinenti al tema della
timidezza vengono girati automaticamente a www.psicolinea.it , se le mail
non contengono alcun quesito vanno invece, come è ovvio, nel cestino.
E ora veniamo a te. Vorrei anzitutto farti i complimenti perché sei stata
molto brava nel tirarti fuori da una brutta depressione e, anche senza
essere mai andata da uno psicologo, hai capito da sola come fare a
difenderti dalle situazioni difficili. Il tuo problema è che non tutti i
giorni sono uguali, certe volte ti senti più sicura di te, altri meno.
Cara Girasole, forse tu vorresti girati sempre verso le cose belle, verso
il sole e la luce, come suggerisce il tuo nick, ma nella natura le cose
stanno in modo assai diverso...
La luna non si mostra mai nello stesso modo, così come il mare, le
stagioni, i prodotti della natura: questa variabilità fa parte della vita
su questo pianeta e riguarda anche le persone, che non sono mai
completamente le stesse in tutti i momenti ed in tutte le situazioni.
La cosa più saggia da fare allora è accettare i cambiamenti, imparare a
conviverci e sapere che, comunque vada, dopo l'inverno viene SEMPRE la
primavera...
I più cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
CERCO SUGGERIMENTI
Salve
Mi chiamo Enzo sono un ragazzo di 27 anni (obeso), con questa mia e-mail
vorrei pregarVi di darmi validi suggerimenti.
A gennaio c.a. è venuta in Italia dalla Lithuania una ragazza di 18 anni
(magra) ... una sorta di fuga dopo aver sorpreso il ragazzo in situazioni
amorose con la sorella, quindi per la forte delusione ha preferito
allontanarsi.
Elhena, questo è il suo nome, ha fatto vari lavori fino ad arrivare al 17
marzo c.a. quando la conobbi perchè "assunta" a lavorare nella
distribuzione di volantini nell'agenzia cui lavoro,. Mi piacque fin da
subito, e fin dai primi giorni le dichiarai il mio amore. Lei mi rispose e
ancora tutt'oggi mi risponde che ha bisogno di tempo poi si vedrà...
(purtroppo intanto i mesi passano, siamo a giugno).
Il suo ex ragazzo quando lei venì in Italia si fidanzò con la sorella, che
purtroppo l'altro giorno ha lasciato pure quella, quindi la ragazza di cui
mi sono innamorato posso capire il suo stato d'animo.
Io per lei ne ho fatto di tutti i colori, quasi ogni giorno gli regalavo
una rosa rossa, gli compravo peluche, profumi... insomma mi sono
comportato "credo" come un normale innamorato, fino quando lei mi disse
che non vuole regali, non vuole che io spenda soldi per lei.
Io ogni tanto le dico di amarla con tutto il cuore, cerco di baciarla o di
coccolarla, e lei sempre mi dice che al momento non vuole niente, che
quando starà bene si vedrà.
Come mi devo comportare? come posso conquistarla? esiste un metodo
infallibile? come capire se tra lei è me ci può essere una vera storia?
... o "forse" e meglio lasciarla perdere ..(spero di no)
Aiutatemi, datemi validi consigli.
Caro Enzo,
Credo tu abbia fatto tutto il possibile con i sistemi 'tradizionali' di
corteggiamento. Forse questa ragazza in questo momento vuole essere
lasciata un po' da sola, o forse non la interessi.
Prova a fare qualcosa che ti renda interessante agli occhi degli altri
(una gara, un'apparizione televisiva, un fan club, un sito internet, un
corso di ballo, ecc) e poi lasciati desiderare.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
NON SONO UNA PERSONA ESPANSIVA
Salve a tutti!
non so se la mia sia timidezza o altro, comunque sia, non sono una persona
espansiva: me ne sto spessissimo per conto mio.
Sono timida dai tempi della scuola materna, forse per via delle
costrizioni, o forse in seguito al confronto coi coetanei... non saprei,
comunque non mi pare importante.
Ho passato la mia infanzia e parte dell' adolescenza a desiderare di
essere diversa da come ero, cioè uguale agli altri, ora sono alla soglia
dei vent' anni. ingigantivo a dismisura questo problema della timidezza,
sono arrivata persino a ritenermi malata, rifiutando al contempo questa
eventualità, perchè la consideravo troppo grave.
Qualche anno fa, in concomitanza con forti dispiaceri di natura
sentimentale, una notte si è verificato un fatto strano:
mi trovavo nel letto, tra la veglia e il sonno, avevo delle strane
vertigini, come se gli occhi girassero in tutte le direzioni, nel contempo
sentivo rumori stridenti provenire dalle orecchie ed espandersi in tutta
la testa. mi è capitato di vedere anche delle "immagini" passarmi davanti
agli occhi in quei frangenti terribili.
durante questi episodi sgradevolissimi avevo la sensazione di essere
paralizzata, impossibilitata nei movimenti; infatti desideravo muovermi,
portarmi le mani alle orecchie nel tentativo di attenuare i rumori, ma non
vi riuscivo.
a volte il movimento riusciva, ma soltanto nella mia testa: mi pareva di
aver mosso le braccia, a volte sentivo le mani posarsi sulle orecchie, le
vedevo, ma un momento dopo mi accorgevo di non essermi mossa affatto.
non potevo accorgermi di cosa era reale e cosa no.
le "crisi" si sono verificate molte volte, e sempre in stati di coscienza
alterati, nel dormiveglia, sia di notte che di giorno.
tempo fa si ripetevano di frequente, più che altro nel passaggio tra il
sonno e la veglia, quasi mai il contrario.
ultimamente non si sono più verificati simili episodi.
ora non desidero più "guarire dalla timidezza", nè apparire diversa da
come sono, e neppure essere accettata dagli altri, non mi interessa.
voglio scegliere io con chi stare, senza seguire gli altri, senza più
temere il loro giudizio.
vorrei il parere di un esperto
per questo ho scritto
non sulla mia situazione generale
ma su quegli episodi la cui natura rimane tuttora un enigma per me.
era forse un inizio di nevrosi?
cordiali saluti
TFS
Cara TFS,
Gli episodi che descrivi avvenivano, come tu ben dici, in stati alterati
della mente, come nel dormiveglia. Per farti un esempio pratico, quando si
vuole ipnotizzare una persona, non la si fa addormentare, ma la si porta a
questi stati alterati di coscienza, durante i quali è più facile
influenzare il soggetto con le suggestioni ipnotiche. Nel tuo caso credo
che la prima volta sia successo quasi per caso, come espressione di un
malessere generale: questo episodio deve averti molto spaventata, tanto da
averti indotta, in questo stato di dormiveglia, a 'riprovare' ancora, un
po' come quando si vedono i film horror: un po' per autostimolarsi, un po'
per rassicurarsi, finito il film (o la crisi), che tutto è normale intorno
a sé le redini dell'esistenza sono ancora saldamente nelle nostre mani.
Quanto all'approccio che attualmente utilizzi verso la timidezza, mi
sembra molto maturo e ragionevole: l'importante però è che il disinteresse
verso il giudizio degli altri si mantenga in una dimensione equilibrata e
non sfoci in una paranoia verso il mondo esterno, per cui il mondo è uno
schifo e si salva solo chi non lo frequenta e si fa solo i fatti suoi...
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
TANTE PERSONALITA'
Non riesco a capire perché in me convivano tante personalità. Io ho 20
anni e tantissimi amici e amiche, ma pensando alla mia attuale capacità di
socializzare non riesco a capire come sono riuscito a circondarmi di così
tante persone care. Quando sto con i miei amici + stretti non ho nessun
problema: rido e scherzo senza barriere. Sono euforico e loquace: in una
parola un vero "compagnone". Anche con le amiche di sesso femminile nessun
problema, visto che arrivo tranquillamente a confidenze importanti. Con le
ragazze che mi piacciono e con cui esco è un vero problema: innanzitutto
per incontrarci scelgo sempre posti poco affollati. Poi, non mi riesce in
nessun modo di essere spontaneo e così i discorsi che facciamo sono
noiosi. Non parliamo poi di occasionali incontri con amiche di lei:
momenti in cui mi vorrei sotterrare perché sento di non centrare niente,
ma intanto la ragazza si rende conto della mia timidezza. Per non parlare
poi delle persone che ho appena conosciuto : sentendomi giudicato, perdo
tutta la mia spontaneità e mi chiudo in me stesso senza dire niente.
Spessissimo (soprattutto con le ragazze) sembro anche molto scontroso, ma
il mio vero problema è iniziare a parlare di qualcosa, perché non sapendo
niente di questa persona mi chiedo quali argomenti posso trattare per
attirare la sua attenzione. Non trovandoli mi chiudo in silenzio e perdo
anche la mia carica umoristica, che è una delle cose più apprezzate dalla
gente che mi conosce. Purtroppo le ragazze con cui esco non riescono
subito a capire il mio carattere e abbandonano senza arrivare a fondo;
visto che è un'esperienza che si è già ripetuta, chiedo un consiglio a voi
che già dalle altre lettere mi avete offerto spunti molto interessanti.
Vi ringrazio
Fabio
Caro Fabio,
La cosa migliore da fare è senz'altro quella di avere tanti argomenti nel
cassetto: di tutti i tipi, per tutte le occasioni. Le consiglio dunque di
leggere tutti i giorni un quotidiano, nel quale potrà trovare notizie di
attualità, cronaca, politica, gossip e quant'altro.
Selezioni un argomento per tipo e su questo si prepari molto bene. Quando
è con una ragazza provi a sondare il terreno dei suoi interessi, partendo
da uno sfruttatissimo, ma sempre efficace 'di che segno sei'? Nessuna
donna è impreparata sull'astrologia, la parente povera della psicologia e
partendo da qui potrà riallacciarsi ai discorsi che si sarà preparato e
che non mancheranno di colpire la sua interlocutrice, dal momento che oggi
è difficile trovare un ragazzo che sappia parlare veramente di tutto.
Dott. Walter La Gatta
UNA PERSONA INSICURA DA SEMPRE
Salve!Sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo per chiedervi un parere su
una situazione che mi fa soffrire. Comunque inizio col descrivermi un po':
sono sempre stata una persona insicura e con poca fiducia in me stessa e
da qui è venuta fuori l'ansia, che x un certo periodo mi ha portato a
soffrire del disturbo ossessivo-compulsivo (almeno penso che si tratti di
questo anche se non sono mai andate da 1 psicologo). Poi, ho attraversato
un momento nero della mia vita con la morte di mio padre x una brutta
malattia e da quel momento ho capito che rimuginare su me stessa non
serviva a niente, che dovevo essere forte x mia madre e che il periodo di
'depressione' passato mi aveva allontanato da mio padre in un momento in
cui avrei dovuto essergli + vicina.(me lo rimprovero ancora oggi).
Così mi sono data da fare x buttarmi alle spalle le mie insicurezze e
timidezze ex tante cose ce l'ho fatta e se ci penso sono orgogliosa di me
xchè piano piano riesco a crearmi la vita che vorrei.Questo nei giorni
luminosi e ottimisti...in altri mi prende una paura del futuro, un senso
di inadeguatezza e paura quando mi devo confrontare con gli altri, anche x
uscire a cena fuori se ci sono persone che non conosco,o da sola con un
ragazzo...un'ansia che mi blocca e mi prende allo stomaco,vorrei scappare,
ho paura di non essere intelligente o divertente... dopo un po' questa
sensazione terribile passa ma mentre la vivo mi sembra di non essere punto
cambiata rispetto a 3 anni fa. Poi con le altre persone cerco di essere
sempre al meglio e mostro la mia parte + forte e spensierata ma in
realtà...
Un problema riguardo a questo è la relazione con l'altro sesso(come si
dice...) anche qui faccio acqua xchè non ho mai avuto un ragazzo e se da
una parte vorrei essere amata e sento che potrei dare tanto amore ho PAURA
di non essere all'altezza che altre ragazze sono meglio di me e sono anche
convinta che con un carattere come il mio una storia d'amore non potrebbe
andare avanti a lungo...
Comunque vi ringrazio x avermi 'ascoltato' e vorrei un parere su me stessa
voi che leggete queste cose dal di fuori e avete esperienza! Spero capiate
i miei 'contorcimenti' ma non sono abituata a parlare dei miei sentimenti
xchè spesso li tengo per me.
Girasole.
Carissima Girasole,
Tu, in realtà, non puoi e non potrai mai sapere cosa passano, prima di
andare a cena con qualcuno, tutte quelle ragazze belle, simpatiche e
divertenti che tanto invidi!
Probabilmente soffrono di ansia come te ma, come te, cercano di non
dimostrarlo e di esprimere solo la parte positiva di sé stesse (quella che
tu puoi vedere ed anche idealizzare).
Credo che tu sia una ragazza matura e la tua tendenza
all'auto-osservazione ti aiuterà senz'altro a migliorarti ed a
rinforzarti.
C'è ancora una cosa che vorrei dirti: i pensieri che affollano la tua
mente nei momenti critici non piovono dal cielo, ma sei tu stessa a
produrli, per soddisfare un masochistico bisogno di auto-punizione. Presa
coscienza di questo, se e quando ti ricapita una situazione del genere,
ferma il mondo intorno a te, prenditi una pausa, caccia fuori i pensieri
negativi, inserisci quelli positivi e lasciali frullare a lungo nella tua
testa... Vedrai che tutto andrà meglio.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
ATTACCHI DI PANICO
Ho 33 anni e soffro da sei di attacchi di panico, da piccolo sono stato
sempre una persona introversa, anche a questa età ho sempre paura di far
valere i miei diritti nei confronti degli altri in particolare delle
persone che conosco poco, per il terrore che questi posso attuare qualche
ritorsione. Se ho qualche diverbio o semplice divergenza con qualcuno, per
molti giorni vivo nel terrore.
Vorrei chiedervi se questa difficoltà di relazionare è forse legata a
qualche forma di ansia sociale oppure è solo legata alla distimia? Se ci
sono quali rimedi si possono attuare?
Grazie
Ansioso
Caro Ansioso,
Per una persona timida dover parlare con un'altra e non essere d'accordo,
esprimere dissenso, è davvero difficile. La reazione è in genere quella
della fuga (dando ragione all'altro o evitando il confronto); altre volte
è quella dell'attacco, ovvero rigidità ed inflessibilità nel sostenere il
proprio punto di vista, con aggressività nei confronti dell'interlocutore,
in modo da farlo desistere, più per paura che per convinzione.
Direi che la cosa migliore da fare è discutere solo se ne vale la pena, se
si è fortemente convinti di qualcosa o si vuole raggiungere un qualche
obiettivo: discutere con l'altro solo per avere la soddisfazione di aver
espresso il proprio punto di vista (magari perdendo per questo
un'amicizia) non paga, in nessun senso.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
MI PIACCIONO MOLTO LE DONNE
Salve, io ho un problema, mi piacciono molto le donne, di tutte le età, io
ho 24 anni, di bella presenza, laureato e parlo tre lingue. Spesso mi
accade prima di conoscere una ragazza, di entrare in un ruolo, come se
fossi in un film e di recitare una parte, il mio unico scopo è quello di
farmi desiderare, è indifferente per quale motivo, quasi trovassi assoluta
soddisfazione nell'essere desiderato. Dispongo di forte capacità
intellettuali che mi permettono di stregare tutte queste ragazze, entrando
in ruoli pazzeschi, parlando altre lingue, spacciandomi per altre persone,
mentendo spudoratamente, ma con stile, e godo e provo soddisfazione quando
queste cadono nella mia trappola. Però ormai da un pò che questo giochino
"malato" mi stà facendo capire che in realtà sono un poverino della specie
più disgustosa. E mi chiedo se mai riuscirò a raccontare la verità, tutto
quanto mi angoscia e mi ha fatto venire crisi di panico e ansia, però la
mia paura di non essere accettato mi ha portato a tutto ciò, le mie
insicurezze...Spesso mi chiedo se sono normale, sono stato con talmente
tante ragazze che mi viene da star male spesso quando ci penso... Ed ho
scoperto anche un altra cosa, che quando sono me stesso, sono fragile e
piccolo e molto insicuro, anche il sesso ho notato che non è affatto
soddisfacente, ma invece quando entro nel mio ruolo di "bello e dannato"
allora tutto è diverso, forte, portante, divertente, piacente, pieno di
energie e di sole, anche se in realtà ho un carattere del k...., non so da
cosa derivi, fatto stà che forse sono omo-sessuale, non ho mai provato
tutto ciò, so solo che con i ragazzi non ho tutti questi stress, riesco ad
essere più me stesso. Che ne dite???
Ice
Caro Ice,
La sua lettera sembra quella di un moderno Don Giovanni, il quale, come si
sa, ebbe molte donne, ma il cui godimento massimo era più nel piacere
della conquista, che nella relazione in sé, anche sessuale.
Questo comportamento è considerato 'patologico', nel senso che nella
letteratura psicologica si fa riferimento ad una 'sindrome di Don
Giovanni', che spesso colpisce soggetti deboli, un po' infantili, alla
continua ricerca di attenzione e di sfide per dimostrare, soprattutto a sé
stessi, il proprio valore.
Lei, caro Ice, non vuole riconoscere le mezze misure, vorrebbe vedere il
mondo o tutto bianco o tutto nero: se deve corteggiare una donna vuole 'stregarla',
stupirla con effetti speciali, ma se riaffiorano le sue insicurezze si
sente un carattere del k..., fragile e molto insicuro, al punto di
sospettarsi 'omo'.
Il lavoro da fare sulla sua personalità parte dunque dal riconoscimento e
dalla valorizzazione delle sue fragilità; dovrebbe poi conquistare una
autostima più stabile, in modo che lei possa restare 'in piedi', sia
quando vince, sia quanto perde. La ristrutturazione del pensiero dovrebbe
poi volgere ad imparare a considerare veramente valido nella sua vita,
solamente ciò che è riuscito a fare da solo, senza quella maschera da
Superman, che la rende un eroe invincibile, ma che se per caso si
strappa...
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
HO DEI VERI E PROPRI BLOCCHI
Mi chiamo Daniela, 27 anni di B.
Sono timida. Fin da bambina sono sempre stata riservata e tranquilla, ma
adesso mi accorgo di avere dei veri e propri blocchi. Ho il terrore delle
situazioni sconosciute, mi prende il panico quando devo parlare in
pubblico e faccio praticamente scena muta, così come quando conosco
persone nuove: mi sento a disagio e non trovo quasi nulla da dire, se non
è l'altro per primo a prendere l'iniziativa.
Non sono brillante né intraprendente e solo dopo che ho conosciuto bene
una persona inizio ad aprirmi. In genere sono molto brava e paziente
nell'ascoltare le confidenze degli altri, io invece sono comunque
riservata anche con le persone più intime.
Faccio un lavoro che mi piace ma che non mi pone a contatto diretto con la
gente (lavoro in un call center)e sul lavoro sono considerata seria ed
affidabile, anche se poco propositiva, preferisco rimanere nell'ombra
piuttosto che emergere con iniziative.
Sono iscritta all'Università ma ovviamente sono molto indietro perché gli
esami orali per me sono un vero incubo: a volte la tensione, l'ansia, la
paura di non farcela e di essere giudicata negativamente sono talmente
forti da evitare l'appello e rimandare l'esame a data da definirsi...
A livello affettivo non va molto meglio: ho avuto una storia di 2 anni con
un ragazzo molto più grande ed esperto di me; all'inizio non capivo come
una persona brillante e intelligente come lui potesse interessarsi a me,
ma lui aveva avuto una grossa delusione da un'altra donna e probabilmente
vedeva in me la brava ragazza di cui si poteva fidare. Mi sono sempre
sentita paragonata alle altre che aveva avuto, ho sopportato le sue crisi
e le sue pause di riflessione ma dopo l'ultima ho avuto il coraggio di
dirgli di no quando è tornato, e non me ne sono pentita. La storia è
finita da 1 anno e mezzo e dopo di lui non ho più avuto nessuno. Ci sono
state persone che erano interessate a me e persone a cui ero interessata,
ma la mia rigidità, chiusura e scarsa disponibilità hanno impedito di
approfondire queste simpatie e a volte mi sembra di aver perso delle
occasioni per conoscere qualcuno di interessante.
Mi reputo una ragazza carina, intelligente e simpatica quando sono a mio
agio e vorrei veramente avere qualche consiglio su come affrontare queste
situazioni che mi creano disagio e ansia e mi impediscono di vivere
appieno la mia vita, senza aver sempre la sensazione di rimpianto per non
aver fatto/detto qualcosa.
Grazie comunque per avermi permesso lo sfogo e complimenti per il sito!
Daniela
Cara Daniela,
Mi sembra che lei abbia tutto quello che una ragazza possa desiderare,
tranne forse il coraggio. Come trovare il coraggio di fare ciò che si
vuole fare e non vivere di rimpianti? Potremmo filosofeggiare molto
sull'argomento, ma purtroppo c'è un solo modo: buttarsi, mettersi in
gioco.
Le consiglio questo semplice esercizio: prenda un quaderno e scriva sulla
prima pagina: 'il libro dei miei successi personali'.
Su ogni pagina scriva una cosa che le piacerebbe fare : dire ad un ragazzo
'mi piaci', raccontare una barzelletta in pubblico, cantare una canzone al
karaoke e così via. Man mano che riesce a fare queste cose, le descriva in
breve sulla stessa pagina, annotando giorno e ora del 'successo personale'...
Potrà ancora dire, sfogliando le pagine di questo quaderno: vivo di
rimpianti?
L'importante è non avere fretta.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
PENSAVO DI ESSERE L'UNICA
Mi chiamo Claudia, ho 16 anni e ho scoperto questo sito per caso,
sfogliando una rivista... e così mi è venuta la curiosità di provare a
vedere se altre persone "timide" hanno il mio stesso problema, di cui
prima non sapevo niente(oltre al fatto che ne soffrivo, ovviamente!),
anzi, pensavo di essere l'unica ad avercelo! E invece ho scoperto che non
è nulla di anormale, anzi, ha anche un nome scientifico: eritrofobia.
Ho messo la parola "timide" tra virgolette perchè io, come molte delle
altre persone che vi hanno scritto di questo problema, non sono affatto
timida! Mi piace stare al centro dell'attenzione e avere rapporti con gli
altri e inoltre faccio amicizia con facilità. Purtroppo però mi capita
molto spesso di arrossire, la maggior parte delle volte quando il
rapporto(anche solo colloquiale)con qualcuno diventa più intimo, ma mi
succede anche per nessun motivo imbarazzante in particolare, così,
all'improvviso, mi sento la faccia infiammarsi e noto nei miei
interlocutori un certo disagio...ma quella più a disagio sono io, perchè
in quel momento sì che scatta l'imbarazzo! E così arrossisco ancora di
più! Insomma, per me l'arrossire è sia la causa che la conseguenza dello
stesso arrossire! Spero di essermi spiegata... e spero anche che voi
possiate suggerirmi qualche consiglio, per favore il più concreto
possibile!(cioè evitando frasi tipo"la risposta è dentro di te", perché in
tal caso non saprei proprio da dove iniziare a cercarla!)
Sperando in una risposta
Claudia
Cara Claudia,
E' abbastanza 'concreto' dirti che potrai trovare sicuro giovamento
imparando a controllare meglio le tue emozioni?
Se si, prova a fare un Corso di training autogeno, ma 'dal vivo', non
leggendo i libri sull'argomento, perché così funziona assai meglio !
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
HO FATTO TESORO DEI SUOI CONSIGLI
Cara Dottoressa le scrivo in merito al mio articolo da lei pubblicato
"micidiale ereutofobia". Le comunico che ho fatto tesoro dei suoi consigli
ed ho intrapreso da circa un mese una psicoterapia di tipo analitico che
sta realizzando soddisfacenti risultati. Consiglio a tutti coloro che
soffrono di questo "micidiale" disturbo di rivolgersi ad un terapeuta di
fiducia. Posso assicurarvi che è molto utile alla causa.
Torino, 35
Caro Torino 35,
La ringrazio per questa sua mail, soprattutto perché è una testimonianza
per i nostri lettori. E' vero che andare da uno psicologo può essere a
volte imbarazzante, dispendioso, noioso e quant'altro, ma ci sono casi in
cui, davvero, non se ne può fare a meno. Del resto se ci si ammala di
appendicite, si corre in ospedale, ed anche questo non è esattamente una
passeggiata... Perché tante reticenze nei confronti della psicoterapia? La
verità è che, in realtà, molte persone non desiderano affatto guarire.
Cordiali saluti e buon lavoro.
Dott.ssa Giuliana Proietti
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