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LA MIA EX
Già tante volte mi avete aiutato ad affrontare le mie paure, e chiedo
scusa se vi chiedo ancora aiuto sapendo che c’è ancora tanta gente che ha
molto più bisogno di me. Il problema non sono più io, ma la mia
ex-ragazza.. Lei è timidissima, non riesce a mangiare in pubblico, non
riusciva ad essere affettuosa con me in pubblico, nemmeno un bacio. Se
ricordate bene io sono quello che ha scritto quella lettera piena di
felicità perché mi avevate aiutato a superare la mia timidezza. Quindi
sapete bene i problemi che avevo. E dovreste subito dedurre che a me dei
suoi problemi non mi importava niente. Io forse sono stato il ragazzo con
cui è stato di più(1mese), anche perché tutti gli altri la mollavano dopo
pochi giorni proprio per la sua timidezza e per la sua testardaggine. Io
la capivo perché ero come lei, solo che a differenza sua sono stato più
forte. Comunque lei rimase sorpresa da come mi comportavo è li lei ha
cominciato ad amarmi e a mettermi in un piedistallo. Io non le ho mai
fatto pesare la sua timidezza, anche perché a me non dava fastidio
davvero. Ma lei ha cominciato a dire che non meritava un ragazzo
“meraviglioso” come me, e da allora le cose cominciarono ad andar male.
Lei soffriva per il fatto che era timida, e credeva che io soffrivo perché
non poteva essere una “normale” fidanzata. Lei era venuta in villeggiatura
nel mio paese, a fine agosto parti, e da allora sono cominciati i guai.
Lei aveva vergogna a parlare a telefono, ma all’inizio si impegno per
telefonarmi; la cosa duro poco anche perché lei non era naturale a
telefono, allora passammo agli sms e alle lettere. Col passare del tempo
lei diventava sempre + fredda, pur ribadendo che non voleva perdermi e che
mi voleva bene. Ieri io gli chiesi se ancora eravamo fidanzati, ma lei
disse che non lo eravamo più. Diceva:”Io non dovevo soffrire per lei, io
meritavo di meglio”. Purtroppo non sono riuscito a convincerla del
contrario, io volevo solo amarla. Comunque gia sapendo i suoi problemi
all’inizio del nostro fidanzamento, mi promisi che non l’avrei lasciata
mai sola. Non volevo che diventasse come le persone che vi scrivono. Il
brutto è che lei nel suo paese ha una compagnia che la rovina. Secondo me
il confrontarsi con gente mediocre inevitabilmente fa diventare mediocre
una persona. E allo stesso modo lei che ha amiche timide più o meno come
lei, forse anche invidiose, diventa come loro. Purtroppo nella vita ha
coltivato una certa sfiducia negli uomini, a causa di tutti i ragazzi che
la hanno mollata, e io ho pagato per tutti loro.
Lei vuole che ci continuiamo a sentire. Io le ho chiesto un po’ di tempo
senza contatti per pensare cosa fare. Ora ho due possibilità: Non sentirla
più,lasciarla(che potrebbe essere la cosa migliore per me) da sola ad
affrontare i suoi problemi, e non aiutarla a migliorare. Ma io purtroppo
sono troppo buono,non riesco a perdere nella vita, e non sopporto di
essere impotente a queste cose. Come ho vinto la mia timidezza, voglio
aiutare a vincere anche la sua. Allora ho preso in considerazione anche
un'altra possibilità: Continuare a sentirla come amico, senza dirgli che
la amo,facendo finta di aver messo la mia anima in pace e continuare a
darle consigli, ad essere il suo “angelo custode”. Ho chiesto aiuto a voi
perché io mi sono lasciato non perché c’era un amore non corrisposto, o
perché lei o io eravamo brutti e insopportabili, (io e lei eravamo la
coppia perfetta, tutti e due buoni, tutti e due comprensivi, modestamente
tutti e due belli, anzi lei è bellissima) , il motivo è solo perché io non
sono riuscito ad aiutarla e lei non si è voluta aiutare. Io ancora la amo,
e lei ancora mi ama. Ne sono sicuro perché sono molto sensibile e
obbiettivo, per questo riesco a capire i sentimenti di tutte le persone
che conosco, figuriamoci se non capisco quelli della mia ex.
Adesso arriva la mia richiesta di aiuto: Il periodo di tempo che le ho
detto che prendevo dipende dalla vostra risposta. Se decidessi di
continuare a sentirla, come devo fare ad aiutarla? come devo comportarmi?A
me non importa se non mi amerà, voglio solo aiutarla. Vi prego di darmi un
parere il più obbiettivo possibile, vorrei che la lettera sia letta dalla
Dottoressa. Mi sento più sicuro se una donna sia ad aiutarmi, dato che
tutti i miei amici maschi dicono che la mia sarebbe un inutile crociata.
Non badate ai miei problemi di cuore, ma solo al caso della mia ex.
Purtroppo avreste avuto una visione più completa del problema se fosse
stata lei a scrivere, ma non avrebbe mai avuto il coraggio. Se mi
scriverete che le informazioni che vi ho dato sono troppo poche, vi
scriverò un'altra mail con un quadro più completo.
Prego la dottoressa di prendere a cuore la mia richiesta, anche se non
sarebbe giusto rispetto agli altri.
Piero
Caro Piero,
Come avrai avuto modo di renderti conto, la nostra lista di attesa dura
ormai più di 100 giorni e dunque immagino che tu abbia già trovato la
soluzione.
Credo che sia tu ad aver messo sul piedistallo questa ragazza e non
viceversa. Forse è davvero tanto bella, forse l'hai un po' idealizzata,
forse vuoi cercare di essere utile a qualcuno, forse non hai voglia di
rimetterti in gioco...
In realtà non credo che questa storia abbia un futuro, come del resto è
giusto che sia. E' stata la tua prima ragazza ed è stata una storia molto
bella, anche se molto breve, ma ora è finita. Vedrai, con la seconda
ragazza andrà ancora meglio.
Coraggio, avanti tutta.
Cordiali saluti.
Dott. ssa Giuliana Proietti
LA SFIDA PIU' GROSSA
Ho trovato il vostro sito per caso .
Beh da sempre sono stato un timido.... non sono uno che parla tantissimo
perchè non so mai cosa dire !! e in ogni caso sento che agli altri non
interessa quello che ho da dire !!spesse volte infatti noto che quando
racconto qualcosa a qualcuno molto spesso distolgono lo sguardo o peggio
interrompono e iniziano un nuovo discorso con qualcun'altro senza
lasciarmi finire.(cosa che mi fa innervosire tantissimo e che mi chiude
ancor di più)Il vero problema è con le ragazze e con le nuove amicizie
infatti non riesco mai ad essere "simpatico" anzi dopo un pò che le
ragazze parlano con me vedo una sorta di astio e antipatia.Sembra quasi, e
me l'ha confermato anche la mia ragazza ,che quando faccio qualche battuta
non sembra che stia scherzando e quindi gli altri se la prendono. Voglio
specificare che non credo di essere un brutto ragazzo , ho avuto due
ragazze una per 4 anni e mezzo ,l'altra con la quale sono tutt'ora assieme
da 2 anni.oltretutto faccio un lavoro che (fortunatamente) mi porta ad
avere numerose presenze femminili attorno e so per certo che alcune di
loro sarebbero felici di uscire con me ma obbiettivamente non sono quelle
che mi interessano.C'è da dire che con la ragazza con cui sto attualmente
non mi sento di andare molto daccordo e francamente non vedo nessun
futuro, siamo troppo diversi ;in ogni caso però non riesco a lasciarla
perchè ho una paura folle di rimanere da solo e di non riuscire più a
trovare nessuno data la mia difficolta a relazionarmi con le ragazze che
mi interessano. So che è un comportamento a dir poco ignobile e scorretto
ma non riesco proprio a farlo anche se ultimamente ci sto pensando molto
seriamente. il fatto è che quando ero piccolo sono stato per molti anni
senza amici e quindi passavo le giornate da solo , tutti gli altri bambini
tranne qualcuno mi prendevano in giro a scuola ed ero lo zimbello della
classe; ora mi trovo un pò nella stessa situazione perchè quasi tutti i
miei amici sono fidanzati e quindi lasciare la mia ragazza diventa una
cosa veramente difficile perchè ho veramente paura della solitudine.Per
farvi capire meglio il mio comportamento classico vi faccio questo
esempio: se in un stanza ci sono dieci persone e una di queste mi
interessa .... più o meno riesco a "parlare" con tutti tranne con quella
che veramente mi interessa; mi spiego meglio, a lavoro c'è una ragazza
molto carina e mi piace molto quando passo davanti alla sua scrivania
difficilmente riesco a salutarla o a dirle qualcosa a meno che non sia lei
a farlo, mi sento anche molto scemo visto che è una tipa molto simpatica e
spesse volte ci siamo trovati a scherzare assieme .Nelle pause certe volte
capita che siamo nella saletta caffè tutti assieme e con lei scherzo ma
non riesco a dare il meglio di me perchè c'è altra gente e ho paura che
gli altri capiscano che a me interessa questa ragazza, mi sento osservato
, mi vergogno dei miei sentimenti e non capisco perchè visto che sono
assolutamente certo che non ci sia niente di male.mi sono Rincretinito ???
non riesco mai a chiederle se ha il ragazzo;del numero di cell non se ne
parla nemmeno mi esporrei troppo. Questo credo sia anche dovuto al fatto
che mi illudo spesso e volentieri e che le poche volte che mi sono buttato
( per modo di dire ) ho sempre ricevuto una risposta negativa. I
comportamenti di questa e di altre ragazze spesso e volentieri mi fanno
credere di destare un certo interesse, insomma una che scherza con te ...
che sorride quando ti incrocia nei corridoi che ti dice " ciao figo come
stai ??" non darebbe a chiunque un filo di speranza?? invece tutte le
volte e dico tutte che magari propongo di uscire assieme ...TAC rimango
fregato o con le solite frasi di rito oppure con un cambiamento repentino
del comportamento nei miei confronti ; Risultato ?? io mi chiudo e non
riesco più a parlare assieme alla ragazza in questione e come se non
bastasse mi sento osservato e compatito dagli altri che magari nemmeno
sanno cosa e successo !! ( che abbia qualche mania di persecuzione ??)
Diciamo che quindi non mi sbilancio mai nei comportamenti per paura che
gli altri capiscano quali siano i miei sentimenti e i miei desideri e che
di conseguenza mi prendano in giro, vivo nell'illusione ( o certezza ) di
piacere a questa o ad altre ragazze ma non mi espongo mai per paura di
prendere un 2 di picche o per paura di avere una risposta affermativa,
uscire, e fare scena muta... come mi è gia capitato.
A spingermi a cercare un aiuto e un consiglio su internet e stata l'uscita
con un mio amico ( l'unico rimastomi senza ragazza) ieri sera .... vi
giuro sono tornato a casa e mi sarei mangiato un kilo di fango dalla
rabbia e depressione. Siamo in un locale dove si possono scambiare i
bigliettini tra tavoli per conoscere ragazze... io noto un tavolo con due
ragazze una di loro sembra guardarmi con insistenza( e cavolo ho 12 decimi
di vista quindi non credo di aver visto male) e la vedo confabulare con la
sua amica che si gira a sua volta. beh io lo dico al mio amico quando.....ad
un certo punto arriva un bigliettino proveniente dal loro tavolo... nel
bigliettino c'era scritto " per quello con la maglia nera sei molto carino
vorrei conoscerti " beh vi dico solo che avevo una camicia rossa !!!
morale si è intascato il suo numero di telefono e domenica si vedono!!
cambiamo locale andiamo in uno dove ci sono i telefoni tra tavoli.... ci
chiamano due ragazze molto simpatiche ....prima parla il mio amico al
telefono dopo mi passa la cornetta e ci parlo anche io.... scherzo e cerco
di rendermi simpatico e tutto sembra filare liscio ,al punto che mi
stupisco di me stesso.Scopriamo che e il tavolo dietro il nostro... quindi
mi giro e gli dico ....beh perchè non ci sediamo tutti assieme su un
tavolo più grande.. loro mi dicono che va bene ... parliamo del più e del
meno.... tutto ok !! Scopro con mio rammarico che la ragazza che
interessava a me ha il fidanzato... ad un certo punto non sapevo più che
dire... e il mio amico intanto stava tenendo banco con la ragazza senza
fidanzato mentre io e l'altra non spiccicavamo un parola ...ho tentato
anche di inserirmi nel discorso ma non riuscivo mai a cogliere il momento
a volte mi sembrava quasi che il mio cervello non fosse abbastanza veloce
ad elaborare una battuta o una frase da dire....non è la prima volta che
ho l'mpressione di arrivare sempre in ritardo sull'azione di gioco (
passatemi questo termine )!! .quando siamo usciti dal locale ... il mio
amico e la ragazza senza fidanzato si sono scambiati i numeri ... io
invece sono stato li !! con l'amaro in bocca e con una depressione
crescente perchè non ho avuto il coraggio di chiedere il numero all'altra
ragazza che effettivamente mi interessava visto che avevamo molte cose in
comune. Mi sono sentito male .... e inizio a pensare veramente che ci sia
qualcosa che non và nel mio carattere...visto che nessuna ragazza e
interessata ad avere il mio numero di tel ma tutte si buttano sul mio
amico !!
Sono da ricovero immediato ??
Francamente ho pensato di affidarmi alle mani di uno psicologo ma
attualmente per me sarebbe troppo onerosa una cura in uno studio.
Spero possiate aiutarmi in qualche maniera con qualche prezioso consiglio
che non mancherò di mettere in pratica. Da diversi anni sto cercando di
lavorare sia sull'aspetto fisico e del look e mi sembra di aver raggiunto
un buon livello ma la cosa più importante e la sfida più grossa è cambiare
psicologicamente , capire gli errori ed eliminare le paure.
Saluti Simone
Caro Simone,
Hai proprio ragione. Cambiare il look può aiutare nell'approccio, ma se
poi non si cambia psicologicamente, come vedi, c'è poco da fare. La frase
centrale della tua lunga lettera è questa: 'quindi non mi sbilancio mai
nei comportamenti per paura che gli altri capiscano quali siano i miei
sentimenti e i miei desideri e che di conseguenza mi prendano in giro'.
1. Sbilanciarsi: se non ti 'sbilanci' mai non si capisce perché le ragazze
dovrebbero avere il dono della chiaroveggenza;
2. Paura che gli altri capiscano: se il gioco vale la candela, lasciali
capire ciò che vogliono, che ti importa?
3. Sentimenti e desideri: che c'è di male a provare attrazione per una
ragazza? Cosa c'è di strano nel desiderare di conoscerla? Perché dovresti
tenere per te tutto questo ? Se tu conosci i sentimenti ed i desideri dei
tuoi amici, perché loro non dovrebbero conoscere i tuoi?
4. Perché, tu quando sai che ad un amico interessa una ragazza lo prendi
subito in giro? Ma dai ! E poi, se anche fosse, lui per questo si chiuderà
in convento?
Prova a sdrammatizzare, queste tue paure sono solo una tua produzione
mentale: non c'è niente di terribile in quanto ti accade; è solo la tua
interpretazione dei fatti che è un po' confusa, perché leggi la realtà
attraverso il filtro della paura.
Infine, se capisci che la storia con la tua ragazza non va, parlagliene,
non solo per il suo bene, ma anche per il tuo. Ti faccio tanti auguri.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
GENITORE DI UN BIMBO TIMIDO
Sono il papà di un meraviglioso bambino di quasi 4 anni.
N. (è il suo nome) è chiaramente un bimbo timido che difficilmente
socializza con i grandi ma anche con i compagnetti ad es. a scuola.A casa ha un comportamento estremamente differente; penso che avverta la
presenza di una specie di sfera protettiva.Tengo a precisare che non sembra risentire in alcun modo di questo suo
atteggiamento, nel senso che ritengo sia un bimbo estremamente felice
oltre che intelligente ed estremamente furbo.
Io ho l'impressione che lui osservi e memorizzi il comportamento degli
altri (anche e sopratutto dei soggetti più grandi di lui) e che questo lo
porti a non proporsi in atteggiamenti diciamo così "non testati".
Ora a me piacerebbe che lui, in occasione ad es. di feste di compleanno,
si comportasse con disinvoltura e prendesse l'iniziativa ma, nello stesso
tempo, non voglio sottoporlo ad alcuna forzatura ritenendo di dover
comunque rispettare il suo carattere in formazione. Ad ogni modo per non trascurare nulla ed avendo sentito da amici che
secondo loro il comportamento non è del tutto normale, mi rivolgo a voi
per sapere se ad es. esistono dei comportamenti o degli atteggiamenti, da
parte di noi genitori, atti ad aiutarlo ad essere più socievole e meno
timido.
Certo di un Vs. pronto riscontro vogliate gradire cordialità.
un papà
Salve. Quello che un genitore dovrebbe fare in questi casi è cercare di
essere lui il primo a mostrarsi disinvolto davanti alle altre persone. Le
abilità sociali possono essere innate (evidentemente non è il caso di suo
figlio !), ma possono essere anche apprese e nessuno come un genitore può
fungere da modello, dal quale il figlio può apprendere comportamenti,
atteggiamenti, battute di spirito ecc. Un'idea potrebbe essere quella di
frequentare un maggior numero di persone e soprattutto di invitare a casa
i compagni di classe del suo bambino, organizzando merende e giochi, dove
suo figlio si senta a suo agio e non si spaventi ad assumere il ruolo di
'protagonista'
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
MI SENTO IMPACCIATO
Sono molto timido, quando mi trovo in compagnia non so mai cosa dire e mi
sento impacciato.
Sul lavoro ho difficoltà a relazionarmi con gli altri. Quando parlo quasi
mi manca la voce; la tensione mi fa confondere le idee. Solo quando esco
dal lavoro mi tranquillizzo e quando torno a casa la mente si libera e
ritorno lucido. Non sono mai stato fidanzato e questa situazione non mi
permette di avere amici. Purtroppo passo per una persona completamente
diversa da quella che realmente sono. Sembro una persona poco socievole,
selvatica, giustamente, poco intelligente, apatica. Cosa devo fare?
Luca
Caro Luca,
Sei proprio sicuro che gli altri ti vedono così ? Forse potresti essere tu
l’unica persona ad avere questa immagine di te stesso. Quando sei con gli
altri non ti concentrare troppo su quello che pensano e che dicono di te;
concentrati piuttosto su quanto stai facendo o dicendo e cerca di dare il
meglio di te. Se ti senti apatico, sforzati di iniziare qualche attività
come per esempio lo sport, la musica ecc. : così non potrai più confermare
a te stesso di 'essere apatico' !
Cambiando le abitudini che ritieni negative potresti aiutarti a volerti
più bene e ad apparire così come veramente senti di essere.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
PERENNE ARIDITA'
Sono una studentessa di quasi 26 anni in piena crisi.Alla mia (veneranda!)
età non ho mai avuto una storia d'amore con un ragazzo,né tantomeno alcun
tipo di approccio ti tipo sessuale.Le cause potrebbero essere tante:
timidezza,insicurezza,riservatezza, educazione rigida,eccessive
pretese...,ma non riesco a farmene una ragione!Mi sento sola e vuota e
comincio a pensare di non essere in grado di amare.E' come se fossi
emotivamente bloccata!Inoltre credo di essere affetta da un problema di
"sessuofobia":tutto ciò che riguarda la sessualità mi crea profondo
imbarazzo e disagio!!Ma perchè??
Da quello che ho potuto capire con l'aiuto di una psicologa, la mia è
quella sorta di paura (paralizzante!) di "esporsi",mettersi in
discussione, innamorarsi e soffrire!
Ma d'altro canto questa situazione di perenne "aridità" mi fa stare troppo
male,soprattutto quando mi capita di confrontarmi con gli altri!Le mie
amiche, ovviamente, hanno tanto da raccontare riguardo all'Amore ed è
triste per me dover ascoltare splendide storie di cui non sono mai stata
(e chissà se lo sarò mai) protagonista!!
D'altro canto,il fatto di essere ancora vergine,se fino a qualche tempo fa
poteva essere un motivo di vanto (ero in attesa del "principe
azzurro"...)ora è diventato motivo quasi di umiliazione!!
Tutto questo mi fa sentire una ragazza DIVERSA!So di avere tante qualità e
potenzialità,ma questo tremendo "blocco" non mi permette di guardare al
futuro con serenità,anzi...Tra l'altro temo che la mia timidezza e
profonda insicurezza possano condizionare e quindi compromettere la mia
"carriera"professionale!Vi ringrazio anticipatamente per gli eventuali
consigli o le semplici parole di conforto che mi scriverete.Cordiali
saluti.
Ragazza in crisi
Cara ragazza in crisi,
molto probabilmente una educazione troppo rigida ti fa vivere il sesso
come se si trattasse di un evento minaccioso, che può colpire da un
momento all'altro. Credo inoltre che la tua psicologa ti abbia dato degli
buoni spunti sui quali riflettere: questa sensazione di aridità potrebbe
dipendere dalla paura di soffrire, oppure semplicemente di 'guardarsi
dentro'.
Un'altra interpretazione possibile è che dietro questo sintomo
sessuofobico si celi la paura di crescere ed il desiderio di permanere in
un mondo dove non sia necessario assumersi delle responsabilità, oppure
semplicemente mettersi alla prova.
In ogni caso, non c'è fretta per perdere la tua verginità: se è vero che
per fare questo passo non c'è bisogno di attendere il Principe Azzurro,
non è nemmeno il caso di precipitare gli eventi, solo per avere argomenti
di conversazione con le amiche. Intanto ascolta; quando sarà il momento
parlerai anche tu!
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
DEVO RASSEGNARMI?
Sono un ragazzo di 33 anni e ho sempre avuto problemi a
relazionarmi,quando c'e' una cena o un incontro al lavoro sono preso da
veri e propri attacchi di panico.non so se si possa definire timidezza ma
e' che gli altri non mi ispirano fiducia li vedo come ostili e preferisco
evitarli.pero' non mi sento bene con me stesso dopo cio', mi sento escluso
e questo mi provoca anche molte difficolta' a relazionarmi con le ragazze
e anche depressione.sono cresciuto in un ambiente molto negativo con un
padre paranoico-violento e una madre depressa.mi sono sottoposto a
psicoterapia per 3 anni senza nessun buon risultato,forse era anche la
persona sbagliata.cosa mi consigliate di fare? c'e' rimedio o devo
rassegnarmi alla mia personalita'?
grazie ,cordiali saluti.
Andrea
Caro Andrea,
Puoi provare con un altro psicoterapeuta se credi che l’altro non fosse la
persona giusta. Mi sembra importante infatti cercare di fare qualcosa per
alleviare gli attacchi di panico. Inoltre puoi provare con il training
autogeno o qualche attività di rilassamento che possano darti una mano a
diminuire l’ansia.
Quanto alla tua personalità, prima di rassegnarti completamente, cerca di
non guardare agli altri come se fossero ostili e minacciosi: prova a
sorridere per primo e vedi cosa succede. So che è difficile, ma almeno
provaci!
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
UN'AMICA CICLOTIMICA
Ho un'amica ciclotimica e non so come comportarmi con lei tanto più che
lei chiede continuamente il mio aiuto ed io ho paura di sbagliare. Siamo
docenti di scuola elementare e insegnamo le stesse discipline in classi
terze diverse e quindi programmiamo il lavoro insieme, le difficoltà
nascono quando lei nonostante concordiamo insieme il da farsi si mostra
molto insicura ed io non so come aiutarla anche perchè spesso rimurgina
quello che le dico e pensa di scocciarmi o di non saper fare il suo
lavoro. Mesi fa mi ha detto anche di essere intenzionata a togliersi la
vita ed io sono stata presa dal panico perchè non ho capito fino a che
punto facesse seriamente e, di conseguenza, non ho saputo che fare.
Aspettando delle indicazioni vi ringrazio
Ciotta
Cara Ciotta,
è molto difficile poterle dare un consiglio sul comportamento che lei può
tenere verso una persona che dichiara di volersi togliere la vita. Ritengo
che la cosa migliore che lei possa fare è di usare tutto il peso della
vostra amicizia per convincerla a rivolgersi allo psicologo: solo così
potrà essere sicura di aver agito per il meglio. Il vostro collaborare sul
lavoro è certamente utile, anche se credo che una maggiore
responsabilizzazione della sua collega sulle scelte da fare, potrebbe
rivelarsi utile per migliorare il coinvolgimento e diminuire le sue
incertezze.
Saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona
FOBIA SOCIALE
Ho 32 anni ed ormai da 8 anni soffro di fobia sociale,tutte le relazioni
con altre persone mi riescono difficilissime,solo al pensiero di andare a
fare compere,cene o dover conoscere qualche altro essere umano,comincio a
riempirmi d'ansia,mi sudano le mani,le ascelle,a volte ho il cuore che
batte all'impazzata e poi la cosa che mi fa piu paura e quando mi sento
stordito e comincio a tremare. chi mi conosce non sospetta di questa mia
malattia anche perche sono riuscito a nasconderla bene pero e molto dura.
vi prego aiutatemi. ciao.
32enne
Caro 32enne,
tutto il suo racconto descrive molto bene il corteo di sintomi che
accompagna il timido funzionale. Funzionale perché, nonostante tutto,
riesce ad avere una vita sociale apparentemente normale. Normalità pagata
però a caro prezzo. Credo che lei lo sforzo più grande, cioè l’adattamento
sociale, lo abbia già compiuto, ora dovrebbe impegnarsi solo a ridurne i
costi. Per questo le suggerisco di apprendere una tecnica di riduzione
dell’ansia e dello stress, che le consenta di fronteggiare le situazioni
disturbanti con uno stato d’animo di maggiore rilassamento: si rivolga ad
uno psicologo, e con il suo aiuto non mancherà di ritrovare la sua
tranquillità.
Saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona
CAPIRAAAI !
sono Valerio un ragazzo di 24anni,vivo,studio e lavoro a Roma..non mi
ritengo un timido,mi piace molto scherzare fare battute e sentirmi al
centro dell'attenzione..una volta rotto il ghiaccio... .ma in molte
occasioni sono ostacolato dalla mia (ho scoperto in questo sito che si
dice così) Eritrofobia.Mi dico:Porca P..sto diventando rosso..Un
incontro,una domanda personale improvvisa e..tac!Ho provato anche a
risolvere il problema con un lavoro "face to face",in cui effettuo
interviste...niente da fare..invece dell'intervistato..mi imbarazzo io!? E
quando dovrò discutere la mia tesi davanti a professori,parenti,amici(che
conoscono il mio prob.)..capiraai! Che faccio?
Valerio
Caro Valerio,
senz’altro il problema della eritrofobia può rappresentare un limite alla
propria intraprendenza, se ci soffermiamo a pensare che l’interlocutore
legga in essa il nostro disagio. Il suo mettersi alla prova con il lavoro
di intervistatore la aiuterà certamente, il continuo esporsi alla
situazione imbarazzante alza la soglia della sua percezione del disagio.
In più, vorrei suggerirle un piccolo esperimento. Ogni qualvolta potrà, ma
senza farsene accorgere, provi a specchiarsi dovunque possa, nei momenti
in cui percepisce di essere diventato rosso. Credo di sbagliare di poco se
le dico che due volte su tre non si vede nulla. Il più delle volte
infatti, il calore al viso che lei percepisce, frutto del suo disagio, non
è però sufficiente a mostrarsi agli altri, sulla sua pelle: in due parole,
non sempre ciò che si sente è ciò che si vede. E poi basta col parlarne
con amici e parenti: a più persone ne parla, più spettatori avrà, in
attesa dei suoi improbabili rossori!
Saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona
FORSE STO SCOPPIANDO
Ho 32 anni e sono da sempre stata timida e, dato che per me ascolare e'
piu' facile che parlare, sin dalle elementari sono stata quella a cui
tutti si rivolgevano per sfogarzi... col il risultato che io ho sempre
tenuto tutto dentro di me... e forse adesso sto scoppiando.
Adesso vivo in un'altra citta' rispetto a quella in cui sono cresciuta e
il mio problema e' che non riesco a farmi degli amici. Non parlo molto,
come ho gia' detto, e so che lei la itiene una buona cosa (meglio stare
zitti se non si ha niente di intelligente da dire). Solo che
apparentemente questo allontana la gente: se non si sanno fare commenti
simpatici si e' tagliati fuori. E si' che non siamo piu' ragazzini! In
piu' c'e' il problema che la gente va al pub e io, oltre ad essere
astemia) non mi diverto a passare la serata solo con una bottiglia in mano
(non sarebbe meglio andare a fare qualche gita o ballare, per esempio?)
Per tirare le somme, non sono (piu'?) capace di avere amici...
In parte credo che questo sia dovuto al fatto che non trovo interessante
la gente che mi circonda ma ho paura che sia solo una scusa per
giustificare questa mia incapacita':il ragionamento inconscio sarebbe che,
dato che non mi interessano, non mi faccio neanche in nquattro per essere
accettata...
Comunque sia, non so dove andare a trovare le persone che potrebbero
esseremi piu' congeniali!
Il risultato e' che sono molto confusa su che cosa ci sia che non va in
me: e' come se da una parte non volessi nessuno intorno o che lo volessi
troppo... e comuqnue non mi riesce di avere niente!
La cosa mi rende molto infelice e mi af sentire sola e incompresa...
Apprezzerei moltissimo un consiglio...
(mi ha gia' fatto bene scrivere, figurarsi leggere....)
Grazie infinite
Vale
Cara Vale,
la sua scelta di parlare solo se si ha qualcosa di buono da dire è
senz’altro appropriata. Questo non deve però diventare un limite! Infatti,
non ci si può chiudere nell’isolamento e nel mutismo solo perché si crede
di non avere argomenti o perché le persone intorno non ci meritano. Quanto
al primo punto, se non si ha la battuta pronta, una buona strategia è
quella di approfondire due o tre tra gli argomenti che ci interessano, di
modo che, al bisogno, abbiamo qualcosa da dire e su cui siamo ben
preparati. Quanto al secondo punto, se ci mostriamo interessanti (vedi
sopra) sarà più facile interessare gli altri e tra loro scegliere i suoi
nuovi amici. Vorrei concludere sui luoghi da frequentare: se tutti i suoi
conoscenti frequentano i pub, non è un buon motivo per evitare la loro
compagnia. Cerchi una mediazione, magari andando anche lei una volta su
due, e provando a coinvolgere i migliori in attività per lei più
attraenti.
Saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona
LOTTARE E VINCERE
Vorrei sapere come lottare e vincere il blocco che mi si verifica per
effetti di eccesso d palpitazione, sudorazione , rossre ed
altrelimitazioni,parlando in pubblico su argomenti che,invece in privato
riesco ad esprimere compiutamete. ho provato a prendere calmanti del tipo
"frontal" ma sensa effetto.
cosa fare , tendo conto ch ricopro una funzone professionale che mi
impegna in convegni pubblici che sini adoggi ho dovuto delegare
Mister X
Gentile mister X,
dal suo racconto mi pare evidente che i suoi problemi non derivino da una
carenza di preparazione professionale quanto dal dover esporre in pubblico
le sue competenze. Purtroppo, non credo che potrà risolvere in eterno i
suoi problemi assumendo farmaci: oltretutto, ammesso che sia una
soluzione, ne verrebbe anche ridotta la sua lucidità mentale, con
riduzione delle sue competenze di cui sopra. Come in tutte le situazioni
analoghe alla sua, ritengo invece che la soluzione al suo problema passi
attraverso il corretto apprendimento, con l’aiuto delle psicologo, di un
adeguato metodo di riduzione dell’ansia e dello stress, che le permetterà
di controllare meglio le reazioni somatiche che descrive e che limitano la
sua libertà.
Saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona
MI SENTO BLOCCATO
Mi chiamo Andrea e ho 21 anni ritengo di avere qualche problema
relazionale ma ho paura ad affrontarlo perciò avendo trovato il Vostro
sito mi si è aperto il cielo.Il problema di fondo che sono gia qualche
anno che mi si presenta è che nn mi stimo abbastanza mi sento di nn stare
bene con me stesso arido nell'esprimere i miei sentimenti sento un
desiderio represso di divertirmi ma quando mi si presenta l'occasione è
come se avessi paura un famiglia nn è che vada alla grande con mia mamma
penso di avere un buon rapporto il problema è il mio babbo che è sempre
stato geloso nei miei confronti mi ha sempre contrastato in tutto quello
che facevo e le pochissime cose belle che mi ricordo poi belle per modo di
dire magari un regalo x natale penso che siano state fatte per uno scopo
secondario come ad esempio lo scooter mi aveva detto che nn me lo avrbbe
comperato e cosi fu poi dopo qualche mese i miei erano in rotta stavano x
divorziare e nn so come ma mi sono sentito sfruttato perchè pensai che era
una sorta di modo di comprarmi nei confronti di mia mamma.Con lui nn parlo
mai l'ultima volto che ci ho parlato è stato a Maggio e nn abbiamo parlato
abbiamo finito per fare a cazzotti se nn c'erano i miei nonni non saprei
come sarebbe andata a finire la mia mamma mi ha affidato la gestione della
sua attività a lui nn gli è mai andato giù questo fatto e a pranzo di
punto in bianco comincio ad attaccarmi e a tirare fuori parole come nn hai
le palle non sei un uomo per prendere le decisioni se sei un uomo trovati
un altro lavoro poi tiro fuori un discorso che era arrabbiato del fatto
che nn ero andato da lui a chiedergli di trovarmi un lavoro allora
volarono paroloni e io gli dissi che per me nn era più il mio babbo.Io il
anche se dovrei nn lo odio provo più pena perchè so che è cresciuto in una
famiglia di 7 fratelli senza un padre.Tornando a me penso che il suo
atteggiamento quotidiano di tirare frecciate nei miei confronti piano
piano mi ha indebolito mi ha svuotato ho cominciato a perdere la
spavalderia l' orgoglio prima mi arrabbiavo combattevo per la mia causa
poi ho visto che nessuno se la accollava ad es i miei nonni e la mia mamma
invece di aiutarmi è come se lo proteggevano mi sono sentito sempre meno
forte.Per fortuna nn sono un brutto ragazzo e fin dall'inizio sono sempre
venute le ragazze a cercarmi però in confronto a quante ne potrei avere nn
ne ho avute punte perchè mi limito a dire quanto è carina ma nn ho il
coraggio di buttarmi.2 anni e mezzo fa mi sono messo con una ragazza molto
bella o meglio lei si è messa con me perchè se nn era per lei nn mi ci
sarei mai messo abbiamo cominciato la storia subito seriamente tutti i
giorni ci vedavamo stavamo molto insieme da parte mia perchè ci stavo bene
e poi perchè nn mi piaceva più stare con i miei amici nn mi piaceva più
quel tipo di compagnia da parte sua nn aveva nessun gruppo per cio piano
piano ci siamo esclusi dal mondo e siamo rimassti io e lei.Lei ha 2 anni
meno di me.Pero piano piano che il tempo che passava lei era sempre più
innamorata e io invece ero solamente affezionato e forse nn ne sono mai
stato innamorato e mi dicevo che lei nn era la ragazza per me perchè per
molte idee eravamo divergenti come ad esempio famiglia lavoro lei diceva
che voleva sposarmi e io gli dicevo che doveva essere contenta se il mese
che veniva si stava ancora insieme e per 2 anni mi sono comportato da
menefreghista ogni poco la lasciavo l ho fatta soffrire era molto gelosa e
io per ricompensare tutto il suo amore gli ho fatto anche due volte le
corna.Dopo questi 2 anni io sono cominciato a cambiare e anche lei.Ho
cominciato a credere che forse poteva essere qualcosa di più di una
semplice storia tra ragazzini io avevo il mio lavoro nn avevo il supporto
a casa ma avevo lei sapevo che qualunque cosa che accadeva avevo lei da
supporto,invece lei cominciava a distaccarsi a nn essere più gelosa a
cambiare le proprie idee molto probabilmente stava crescendo.le nostre
giornate sfociavano sempre più spesso in discussioni e il fine settimana
nn sapevamo più cosa fare fino ad un bel giorno che mi disse se vado via
nn mi rivedi più io gli dissi d'accordo ciao per una settimana non ci
risentimmo perchè convinto che sarebbe ritornata pentita invece nn è più
tornata dapo una ventina di giorni si è messa con un altro ragazzo e ora
sta vivendo con lui come viveva con me ha solamente rimpiazzato il cavallo
ma la corsa nn cambia quando mi sono reso conto di cosa avevo combinato ho
cercato di rimediare ma inutilmente però lei è venuta a dormire da me e
poi io da lei ho provato a baciarla lei del mio gesto è stata compiaciuta
ma mi ha rifiutato fino a poco tempo fa mi è crollato il mondo a dosso nn
capivo più nulla la mattina quando mi sveglio tuttora penso a lei anche
perchè a volte si fa sentire da maggio ad ora è passato del tempo ma io nn
ho avuto più nessuna ma a lei gli ho inventato che sto da poco con una
ragazza che con cui l ho tradita e da quando gliel ho detto è diventata
matta ha cominciato a chiamarmi ad interessarsi a fare battute come se
desse a vedere che gli interesso ancora.Io sento la voglia di ricominciare
ma il problema che volevo porre è questo sento che le ragazze mi guardano
che mi indicano ma appena incrocio il loro sguardo abbasso gli occhi è
come se fossi terrorizzato dalla conoscenza di nuove ragazze e a volte
quando me ne rendo conto e mi vorrei spronare mi chiedo cosa e che gli
dico nn so come iniziare un discorso nn so fare niente come un bambino
sono terrorizzato dall'idea di vivere in questa maniera sto cominciando a
diventare un po depresso ho voglia di vivere ma sono bloccato.Sto
veramente male.Mi piacerebbe che qualcuno competente mi desse qualche
risposta.
Andrea
Caro Andrea,
La tua lettera è molto lunga e non ho ben capito su quale punto chiedi
consiglio. La mia impressione generale comunque è che tu non abbia bisogno
di alcun consiglio, perché, come tu stesso hai raccontato, sai come
difenderti, sai aggredire ed anche tradire...
Non vedo in cosa tu possa sentirti bloccato.
Saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti
GENITORI DI 3 BAMBINI
Siamo genitori di tre bambini, uno di 7, uno di 6 e l'ultimo di 4 mesi.
Abbiamo una situazione di difficoltà con il più grande che vorremmo
condividere con Voi.
Il più grande è sempre stato un bambino che non ama il contatto fisico con
le persone ( le coccole), per poi lamentarsi a volte di non riceverne. Non
è mai stato un amante delle relazioni sociali, non è stato mai un problema
per lui giocare da solo, difficilmente cerca altri bimbi con cui giocare
oltre al fratello con il quale a nostro avviso ha un ottimo rapporto.
Nell'ultimo periodo sempre più si rifugiava in garage per fare dei lavori
manuali da solo.
In questi ultimi giorni ha avuto un comportamento che ci ha
particolarmente preoccupato; dopo un rimprovero si è andato a nascondere
in un luogo poco distante da casa e non ha risposto ai nostri richiami,
questo per quasi un'ora, quando finalmente siamo riusciti a trovarlo.
Abbiamo parlato con lui dell'accaduto ed egli ha subito assunto un
atteggiamento di scimmiottare le nostre richieste di spiegazioni, come se
la cosa non fosse per lui accaduta. Alla fine ha gettato questa sua
maschera ed è crollato piangendo e manifestandoci la sua paura di non
essere amato, oltre alla gelosia per l'ultimo nato (cosa prima non
manifestata al contrario del fratello di 6 anni, molto più trasparente
nelle sue emozioni).
Vorremmo una vostra opinione oltre a come possiamo aiutarlo in questo suo
disagio,
Grazie........
Carissimi,
Credo che vostro figlio vi abbia perfettamente espresso tutto il suo
disagio e dunque non resta altro da fare che fargli tante coccole
superando, se necessario, anche i suoi rifiuti. Fatelo vivere al centro
delle vostre attenzioni fino a che non si sentirà rassicurato ed avrà
assunto dei comportamenti più adeguati alla sua età e alla sua condizione.
La gelosia per un fratello e la paura di non essere amato è quanto di
peggio possa capitare ad un bambino : questi sentimenti minano alle radici
la sua autostima e le sue capacità relazionali. Non sottovalutate la
situazione, aiutatelo come potete.
Saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNO SFIGATO
Volevo farvi i miei complimenti per l'attenzione che dedicate a molti
ragazzi che hanno bisogno di aiuti e consigli; il vostro sito è molto
importante. Ho deciso di scrivervi per avere dei suggerimenti. Sono un
ragazzo di 24 anni che ha sempre avuto dei forti problemi di timidezza,
insicurezza e fobia sociale. Da anni ho lottato con me stesso e contro la
solitudine che mi travolgeva, abusando frequentemente di alcolici e droghe
di ogni tipo per sopperire al mio malessere. Questo invece incrementava la
mia confusione mentale e tanti comportamenti negativi. Ho cercato spesso
di conversare con psicologi ma solo negli ultimi due anni è arrivata la
decisione di curarmi seriamente con psicofarmaci. Il rapporto con le
ragazze è sempre stato drammatico nonostante sia un bel ragazzo molto
piacente. Anche se le mie esperienze sessuali le ho fatte, con ragazze
molto carine, sono sempre molto bloccato e ansioso negli approcci che
spesso mi portano a rinunciare e isolarmi. Sono ossessionato dal fatto di
non poter sfuttare le mie potenzialità e considerarmi uno sfigato. A causa
della fobia sociale, ho passato molti anni in completa solitudine,
superandola con l'ausilio di sostanze stupefacenti. Addirittura non
riuscivo neanche ad andare in facoltà per paura di stare in mezzo alle
persone. Tutto questo ha alimentato una grande aggressività che per natura
già avevo e un senso di frustrazione. Con le persone sono spesso a disagio
(anche con gli amici), per paura di critiche o di giudizi. Mi sento che
potevo e potrei fare tanto ma non posso. Per favore datemi dei consigli.
Vi ringrazio e spero di ricevere una vostra risposta. Robby
Caro Robby,
Anzitutto grazie per i complimenti che ci fai. Credo tu dia per scontato
che il primo consiglio è quello di non pensare agli stupefacenti come ad
una forma di 'protesi sociale' : questi comportamenti di dipendenza
possono darti una sensazione di momentaneo sollievo, ma come hai potuto
vedere, non risolvono il problema.
Non ho capito bene se hai trovato giovamento nella conversazione con degli
psicologi, ma dal momento che sei passato ai farmaci credo che
l'esperienza non ti sia sembrata soddisfacente.
Il mio invito è quello di ritentare: uno psicologo può aiutarti in vario
modo, anzitutto facendoti capire che si può vivere benissimo anche senza
sfruttare al massimo le proprie possibilità, senza chiedere troppo a sé
stessi, senza voler essere perfetti a tutti i costi, senza conformarsi al
'vincente' di successo proposto dai media: quella è una fiction, non è la
realtà!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SINGLE E IPOCONDRIACO
Nello scegliere la cosa della quale parlarvi mi accorgo di avere
l'imbarazzo della scelta, ho a mia disposizione un vastissimo campionario
di patologie legate all'ansia ed alla timidezza che mi affliggono da
sempre, basti dirvi per rendervi l'idea che all'età di 31 anni, e pur
essendo perfettamente "normale" da tutti i punti di vista, non ho mai
avuto una ragazza, ne storie brevi ne lunghe, baciare una donna, per
esemplificare, è per me un'esperienza ancora del tutto sconosciuta.
Ma la cosa che mi preme dirvi riguarda un lato particolare del mio
carattere. mi riferisco alla tremenda IPOCONDRIA che da qualche tempo mi
affligge, e che mi sta davvero facendo vivere molto male.
Ho il terrore delle malattie gravi, se mi capita di leggere un quadro
sintomatologico di una grave malattia, ne sono tormentato per mesi, mi
sento addosso tutti i sintomi e percepisco un immane senso di oppressione
che mi provoca vere crisi nervose, divorato nel timore di star "covando"
la malattia di turno.
Ho già parlato di questo ad un'analista con scarsissimi risultati, per non
dire nessuno, tant'è che dopo un anno ho smesso le sedute.
Mi potreste dare voi un consiglio che mi possa tornare utile per riuscire
a far fronte a questo disagio, e mi potreste dire se può essere ricondotto
alla timidezza incredibile che mi affligge da sempre?
Giovanni
Caro Giovanni,
Per quello che riguarda le ragazze, credo che la cosa migliore da fare sia
non trovare scuse o giustificazioni come alibi per non mettersi alla
prova. Lei cerchi di conoscere una persona e di avvicinarla anche nella
sfera intima: per fare questo però, cerchi di capire bene i tempi ed i
modi. Se dovesse andare male la prima volta, non si scoraggi e tenti
ancora: vedrà che la seconda volta si sentirà più a suo agio della prima.
Le consiglierei inoltre di non abbandonare l’idea di un aiuto
professionale, poiché credo sia la strada migliore per iniziare a star
meglio, soprattutto per quanto riguarda la sua ipocondria. Il fatto poi
che dopo un anno di terapia non abbia avuto risultati evidenti, è dovuto
forse ad una terapia o ad un terapeuta non adatti a lei. Quanto
all’ipocondria comunque, non vi è alcun legame fra timidezza e paura di
ammalarsi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SARO' GAY?
Sono un ragazzo di 17 anni e avrei un problema che da qualche giorno mi
affligge, e vorrei proporvelo. Ho una tremenda paura di essere diventato
omosessuale. Sono molto condizionabile su queste cose: ad esempio se
magari vedendo un ragazzo che conosco nella mia mente penso che sia carino
anche nell'aspetto fisico, subito penso di essere omosessuale.Eppure il
solo pensiero di fare del sesso con un altro del mio stesso sesso non mi
attira piu' di tanto nn mi ci vedrei a fare sesso con un altro maschio.Premetto
che fino ad ora nn ho avuto nessun rapporto nemmeno con ragazze anche se
sono stato fidanzato alcune volte e tutt'ora sto uscendo con una ragazza .
Questa potrebbe essere solo una invenzione della mia mente perche' solo il
pensiero di poterlo diventare sul serio mi spaventa, e nn potrei mai
accettarlo.
Spero di essere stato chiaro su quanto esposto e spero che possiate darmi
risposte che chiariscano questo dubbio che mi affligge ormai da una
settimana.
Luca
Caro Luca,
Credo di poterti tranquillizzare dicendoti che il tuo atteggiamento ed
anche i tuoi pensieri sono abbastanza comuni nei ragazzi della tua età. Il
riconoscimento della propria identità sessuale è un processo graduale, che
inizia molto presto, già nell’infanzia e che alla tua età è pienamente
definito: infatti ti senti attratto dalle ragazze e quindi non sei
omosessuale. Il fatto di non aver avuto ancora dei rapporti sessuali con
le ragazze non è sinonimo di omosessualità, ma solo di mancanza di
occasioni. Pensare di essere omosessuale non equivale ad esserlo; pensare
di uccidere qualcuno, magari in una fantasia ad occhi aperti, o durante un
sogno, non equivale ad essere un potenziale assassino. La realtà insomma,
è cosa diversa dall’immaginario della mente, che può spaziare senza
limiti, al contrario di quanto avviene nella realtà.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
BISOGNO DI AIUTO
Sono un ragazzo di quasi 23 anni e vi scrivo perché ho bisogno di aiuto..fino
ad oggi non ho mai avuto una relazione con una ragazza (nemmeno baciata) e
nonostante ho amici con i quali esco anche spesso, non posso non ammettere
che soffro di fobia sociale. Per carità, quando esco risulto anche
discretamente simpatico e gentile, però non riesco a stringere rapporti
molto intensi, soprattutto con l'altro sesso. Di conseguenza, non ho
assolutamente stima di me stesso, anche se nel settore universitario le
cose vanno molto bene.
Devo dire però che anche se vanno molto bene, sento di non rendere al
massimo, di avere un potenziale ben maggiore. Ho un bisogno incredibile di
essere ricambiato affettivamente, e più passa il tempo, peggio è. I miei
amici in questi mesi sono cresciuti e io no. Anzi, forse è più corretto
dire che ho fatto un passo indietro. Ogni volta che entro in un locale
dove so di incontrare molti conoscenti, uno stato di ansia prende il
sopravvento. Alcuni libri dicono che questo stato sia dovuto alla presenza
troppo importante della madre nell'infanzia di un bambino. Boh..In quel
locale, tra l'altro lavorava una ragazza per la quale provo qualcosa.
Inutile dirvi che non sono riuscito a conoscerla, anche se lei sa del mio
interesse nei suoi confronti. Purtroppo, in questi casi, va sempre a
finire così. E ora sono stufo. Ho capito che deve cambiare qualcosa.
Perchè non ho intenzione di aspettare altri 23 anni in attesa.. Il
problema è che non riesco ad andare da uno psicologo,dal momento che
voglio tenere privata la cosa (lo so che sembra sbagliato, ma non voglio
dirla ai familiari e/o amici). Vivessi da solo e avessi un reddito, io ci
andrei..ma dal momento che queste due condizioni non sussistono, sono in
questa situazione di stallo. E, per il momento, non ho intenzione di
dirlo. Non ce la faccio proprio. E' per questo che ho deciso di rivolgermi
al vostro servizio, anonimo e gratuito. Vi chiedo scusa per l'e-mail
oceanica e per la forma non eccelsa, ma ho deciso di esternare come un
fiume in piena i miei molti pensieri. Spero in una Vostra risposta, grazie
per la possibilità che mi date.
Ale
Caro Ale,
Sono convinta che già il tuo riconoscimento nell’avere potenzialità
nascoste deve essere considerato un passo importante nella soluzione del
tuo problema, anche se la bassa stima di te stesso influisce negativamente
sulla tua situazione, inibendoti ulteriormente nei rapporti sociali.
Poiché non riesci a rivolgerti ad uno specialista, ti consiglio di
affrontare le tue incertezze nell’avvicinarti agli altri ogni giorno,
passo dopo passo, iniziando magari proprio da quella ragazza del locale.
Per esempio quando ti trovi di fronte a lei, fai un respiro profondo, tira
fuori le tue potenzialità e concentrandoti su di lei, rivolgile un “ciao,
come va?”, per rompere il ghiaccio. Potresti stupirti della facilità con
la quale la conversazione prosegue.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO ANTIPATICA
Sono sempre stata percepita come una persona antipatica. Questo capita
soprattutto all'interno di un gruppo mentre nei rapporti a due, quando una
persona mi da la possibilita' di farmi conoscere, sono apprezzata. Ho
avuto e ho tuttora relazioni sentimentali molto belle e durature ma non
mai avuto una amica che si confidasse con me o una compagnia di amici.
Capisco di essere meno accettabile di altre persone ( non sono bella, non
ricca, abbastanza intelligente ma non particolarmente colta,
anticonformista )ma quello che mi stupisce e' il distacco che provano gli
altri quando sono una sconosciuta (richiesta di una informazione a un
passante) o quando ancora non si e' fatta amicizia (esempio : prima
lezione del corso di nuoto, ognuno ha detto solo il proprio nome, nessuno
si conosce ,ma gia'durante la lezione tutto il gruppo sta organizzando di
uscire a mangiare una pizza cercando di non farlo sapere a me).
Ogni volta che mi sono unita a un gruppo (viaggi, associazioni, lavoro
ecc.)ne sono stata esclusa fin dall'inizio.
Qualche giorno fa ero in un ristorante con un amico, nel tavolo a fianco a
noi un gruppo di giovani esultava per la vittoria dell'Inter sulla Juve;
ci siamo alzati per andarcene alla fine della cena e i ragazzi hanno fatto
dei commenti positivi sul mio amico che e' molto alto e molto bello ma
gia' lui si era allontanato, io invece sono stata apostrafata cosi "tu
sarai sicuramente una juventina" e ho potuto sentire; non ho detto nulla,
non avevo detto nulla ai ragazzi neanche prima, non mi sono mai rivolta a
loro ne con gesti ne con sguardi ne con parole, perche' provavano quel
disprezzo per me se non mi conoscevano?
La mia domanda e' : esiste, e' possibile, un linguaggio del corpo, un
odore, un atteggiamento,un aspetto, che rende antipatici?
E' molto importante per me saperlo perche' questo puo' aiutarmi per la
ricerca di un lavoro.
Grazie per la cortese attenzione,
windy
Cara Windy,
anche se il linguaggio del nostro corpo influisce sulle relazioni
interpersonali molto più delle parole, non credo che ci sia in te un
particolare odore, comportamento o atteggiamento che possa renderti
antipatica. Inoltre il sentirti meno accettabile di altre persone dipende
principalmente da te stessa e da quanto ti stimi. Questa valutazione
negativa di te, ti porta a restare chiusa ed in disparte rispetto agli
altri. In psicologia questo atteggiamento si chiama ‘profezia che si
autorealizza’. Devi sapere che la comunicazione è circolare e che tutti
noi siamo influenzati dal comportamento degli altri, per cui se tu sorridi
influenzi positivamente i tuoi interlocutori; se tu invii segnali
negativi, accade il contrario. Ti consiglio dunque di non aspettare che
gli altri ti diano la possibilità di conoscerti, ma fai tu il primo passo
verso di loro e vedrai che apprezzeranno il tuo gesto.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INIBITA CON GLI UOMINI
Sono molto inibita più di fronte a uomini che a donne;di parlare o leggere
in pubblico non se ne parla, al solo pensiero cominciano a sudarmi le
mani; anche il fatto delle mani è un problema, mi sudano appena penso di
doverle stringere a qualcuno;Per non parlare di quando devo firmare o
compilare dei documenti quando qualcuno mi guarda cominciano a tremarmi e
la calligrafia diventa orrenda!Il fatto di avere poche relazioni sociali
può influire su questo? Grazie in anticipo.
Vanessa
Cara Vanessa,
L'unica cosa da fare in questi momenti, è un respiro profondo, cercando di
lasciarsi andare. Nel pensare, cerca di non sentirti sotto esame, abbi
fiducia in te stessa e ricordati che gli altri, molto spesso, non sono
affatto migliori di te e di conseguenza non possono essere i tuoi giudici!
Ti consiglio comunque di ampliare le tue relazioni sociali frequentando
corsi serali, o sport individuali o di gruppo, magari collegati con il tuo
hobby preferito. Ciò ti permetterà di instaurare nuove amicizie, sia
maschili che femminili, e vedrai che questo ti sarà d’aiuto nel superare
le tue insicurezze.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PAPA' PREOCCUPATO
ho due gemelli,(maschio e femmina), 6 anni a Marzo, e comincio ora ad
avere seri problemi con il maschietto.Premetto che non sono mai stati due
bambini socievoli,un po per colpa loro, un po per colpa nostra.Ho un
lavoro che mi impegna soprattutto nei fine settimana e nelle festività
(faccio il pasticcere),quindi i bambini sono costretti a passare molto
tempo con i nonni,che pur essendo meravigliosi,preferiscono tenere i
bambini in casa piuttosto che farli uscire. Detto questo,l'altra settimana
ho proposto ai bambini di sceglire se frequentare qualche soprt...Alessia
ha subito fatto presente che a lei sarebbe piaciuto fare danza e così è
stato, fatta la lezione di prova, ha cominciato senza problemi.
Fabrizio, a sua volta,ha manifestato la voglia di giocare a pallone nella
squadra dell'inter. Detto fatto, l'ho portato a vedere come giocano i
bambini della sua età e per fargli fare una lezione di prova prima di
iscriverlo.Dal momento in cui siamo entrati nella scuola calcio fino a
quando non siamo usciti, non solo non ha spiccicato una sillaba,ma è
rimasto per tutto il tempo con la testa nascosta sotto il mio cappotto.
Lui fa sempre così quando si presenta una nuova situazione però comincio a
credere che ci sia qualche problema che secondo me va risolto e alla
svelta, dal momento che il prossimo anno comincia la scuola.
Grazie, Paolo
Caro Paolo,
Non credo che lei debba preoccuparsi eccessivamente, poiché è facile alla
sua età trovare delle difficoltà nella socializzazione. Inoltre per quanto
riguarda il suo Fabrizio, oltre ad avere, forse, un carattere timido e
poco aperto, può avere influito il fatto che fino ad ora, non ha
frequentato molti posti all’aperto, dove è più facile fare amicizia e
relazionarsi. Credo che lei debba aspettare l’inizio della scuola, prima
di considerarlo un problema. Sono sicuro che il contatto con gli altri
bambini per parecchie ore della giornata gli farà senz’ altro bene. Infine
le consiglio di ottimizzare il tuo tempo libero per dedicarsi per lungo
tempo ai suoi figli e ad essere un esempio per loro: noi adulti dobbiamo
essere i primi ad essere socievoli ed aperti verso gli altri, altrimenti i
nostri figli da chi imparano?
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
BLOCCATO DAL ROSSORE
Sono un ragazzo di 20 anni di Roma che soffre di eritrofobia, praticamente
non mi fa vivere,ogni cosa che faccio l’associo a quello che può
accadermi,ossia diventare rosso. Però non sono un timido,ma solo
emotivo,ed è questo che mi da fastidio,il mio rossore non mi permette mai
di fare ciò che mi piacerebbe fare davvero!oggi ad es. mi hanno chiesto di
fare un provino per la tv,e io a cosa ho pensato subito? non a quanto
sarebbe bello,ma che diventerò rosso appena lo faccio!non voglio che sia
così!sono anni che ci provo,mi faccio coraggio in ogni situazione,ma non è
mai cambiato niente,non ce la faccio più.
Questa cosa non voglio che accada più,vorrei avere,se le avete,delle
informazioni in particolare riguardo l’operazione chiamata chirurgia
endoscopica che finalmente fa sparire quasi del tutto questo problema,io
sono di Roma c’è qualche ospedale che la effettua?
Se è un’operazione a pagamento,quanto può costare all’incirca?si fa solo
nelle cliniche?
spero mi sappiate aiutare perché io non ce la faccio più,non mi fa più
vivere questo problema,e da quanto vedo su questo sito non sono l'unico
Distinti saluti
Alessio
Caro Alessio,
Non credo che l’intervento endoscopico sia una soluzione al tuo problema.
Innanzitutto perché diminuisce solo l’espressione esteriore del disturbo,
ma non è detto che la sensazione individuale di sofferenza ed imbarazzo
scompaia dopo questa operazione. Inoltre, la cosa da fare è esattamente il
contrario di quello che hai sempre fatto: questa manifestazione cutanea
non si elimina cercando di combatterla, ma rassegnandosi ad essa e facendo
finta che non ci sia. Solo una volta allentata la tensione nervosa sarà
infatti possibile sentirsi rilassati e capaci di gestire al meglio le
proprie emozioni. Inoltre un'osservazione: molte persone del mondo dello
spettacolo arrossiscono, però ce l'hanno fatta lo stesso!
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
SEMPRE COCCOLATO
Salve, ho un problema e vorrei un consiglio da parte vostra. Sono un
ragazzo di 23 anni, sono sempre stato un po’ timido, ma questo non aveva
mai rappresentato un vero problema per me, forse perché sempre “coccolato”
e protetto dalla famiglia e dagli amici. La mia è sempre stata una
famiglia riservata che vive di lavoro e i rapporti sociali esterni alla
famiglia sono sempre stati quasi esclusivamente di lavoro. Nell’ultimo
anno ho affrontato una delusione sentimentale, ho attraversato un brutto
periodo, e la mia timidezza e insicurezza è aumentata. Faccio fatica a
parlare con gente che non conosco e impiego moltissimo tempo per fidarmi
di una persona e per confidarmi, ma la cosa peggiore è che se cerco di
sforzarmi e di intrattenere una conversazione spesso mi prende il panico,
mi blocco, sono imbarazzato, il cuore mi batte a mille, e la cosa che più
mi fa incazzare è che la voce diventa strana e tremante, mi sembra che
esca da una macchina dentro di me, sembra quasi metallica. Questo succede
solo quando mi trovo in situazioni in cui non mi sento protetto. A casa o
con gli amici per esempio non mi capita mai, anzi sono allegro e simpatico
(cosi dicono), ma quando provo ad approfondire un rapporto con una
persona, amico o ragazza che sia, spesso mi prende il panico. Dare un
passaggio in macchina a una persona che non conosco bene, per esempio,
diventa un dramma e la maggior parte delle volte finisco per stare zitto
tutto il tempo e le poche parole che dico mi escono con un tono strano e
fastidioso. Cosa posso fare per questo problema?
Vi ringrazio per il tempo che mi dedicherete. Spero di avere una risposta.
Michele
Caro Michele,
naturalmente la delusione sentimentale che ha affrontato ha risvegliato in
lei un forte senso di insicurezza e diffidenza verso gli altri,
soprattutto per il fatto di non essersi mai trovato da solo ad affrontare
una situazione difficoltosa poiché, come dice lei stesso, sia la sua
famiglia, sia gli amici l' hanno sempre preservata da questo. E’ forse
arrivato il momento di crescere e staccarsi da questa protezione che non
le permette certo di superare le sue difficoltà. Non sarà sicuramente
facile, ma sono sicuro che con il passare del tempo, una buona dose di
energia positiva e tanta voglia di farcela, riuscirà a riacquistare
fiducia negli altri. Anche per quanto riguarda poi, il disagio che prova
durante le conversazioni ed il fatto che la sua voce diventi tremante e
metallica, sono sicuro che troverà un miglioramento nel momento in cui
sarà in grado di gestire da solo la sua vita e le sue decisioni,
acquistando maggiore fiducia in se stesso.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
MAMMA CANTERINA
Sono una ex cantante che x affrontare il palco ha sempre dovuto lottare
con la timidezza...vi lascio immaginare gli scompensi...pur amando il
canto. Poi sono diventata mamma ( quasi 5 anni fa ) del mio piccolo
AMORE... che è il mio scopo di vita...il mio futuro,... ....MA....
ho sopportato di tutto di + da suo padre...che spero d'esser riuscita a
lasciare definitivamente...questa volta! Tutto questo...aggiunto al fatto
che ora sono alla ricerca di un nuovo lavoro sicuro...mi crea ancora +
insicurezze di quante la timidezza abbia mai fatto.
Eppure so di valere...e di esser carina,...ma...anche se sono circondata
da family e amici che m.v.b,...mi sento sola.
Sarà il Natale...ma ho rinunciato anche al canto per la famiglia che
sognavo...e ora forse mi sento un po’ fallita!
Vorrei ridiventare serena e poter aiutare di nuovo tutti come in passato!
Potete aiutarmi? Spero in risposta...cmq grazie x l'attenzione rivoltami.
Auguroni di cuore!
Mammacanterina & C.
Cara mammacanterina,
Mi sembra che la sua vita sia stata, tutto sommato, sempre piena di
entusiasmo ed energia. Anche nei momenti difficili non si è abbattuta, ma
ha affrontato le situazioni con coraggio, anche grazie alle persone che le
sono vicine, trovandosi ora con un meraviglioso bambino, anche se senza un
compagno. In questo momento anche per il fatto di aver lasciato il canto,
è normale che si senta un po' triste, ma credo che lei abbia preso la
decisione migliore, soprattutto per suo figlio. Inoltre la sua carica
positiva, che trasmette anche in ciò che scrive, sono sicuro che la
aiuterà in tutto. In bocca al lupo!!
Dott. Walter La Gatta Ancona
INSEGNANTE TIMIDO
Sono un timido di 43 anni. Faccio l'insegnante, e in situazioni
strutturate, come le lezioni, non ho particolari difficoltà a parlare in
pubblico, anche se senza brillare. Fisicamente sono nella media, senza
grossi difetti.
Purtroppo ho una terribile insicurezza a prendere iniziative sociali, come
cominciare o sostenere una conversazione, fare conoscenze e amicizie,
unirmi a compagnie, mettermi in competizione. Me ne sto sempre in
disparte, non ho mai avuto una donna, e anche il lavoro potrebbe andare
meglio.
Il problema ce l'avevo già da bambino.
Che cosa mi dite?
Grazie in anticipo.
Insegnante
Gentile Insegnante,
Effettivamente le situazioni strutturate, come le lezioni, sono più facili
da gestire ed infatti lei non ha particolari difficoltà, poiché riesce a
tenere la situazione sotto controllo, evitando imprevisti ed
improvvisazioni. Purtroppo però la vita è piena di imprevisti e non
possiamo sempre contare sulle situazioni strutturate. Cerchi allora di
prepararsi dei 'copioni' che possano andar bene per un'occasione o per
l'altra, in modo che possa intanto partire da essi per relazionarsi con
gli altri. Vedrà che, partendo bene, tutto sarà più semplice.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
BRUTTE MANIE
Mi chiamo alfonso, ho 33 anni ed una vita assolutamente normale e credo
anche soddisfacente. Soffro, tuttavia di due brutte manie, la
tricotillomania e d un'altra di cui non so il nome. La descrivo.
Mi piace mettere la lingua tra i denti sfregandola.
credo che questa sia la mania principale perché se gioco o spezzo solo i
capelli non mettendo la lingua tra i denti non mi da' piacere.
Pensate si possa fare qualcosa al riguardo ? Da cosa deriva? Spero che mi
possiate aiutare.
Grazie in ogni caso
Alfonso
Caro Alfonso,
Il fatto di giocare con i capelli e sfregare la lingua tra i denti è
probabilmente un sintomo di stress ed ansia che riesci a placare solo con
tali gesti. Potrebbe esserti utile, allora, per calmare questi stati
ansiosi, imparare qualche tecnica di rilassamento, come per esempio il
training autogeno, oppure desensibilizzarti cercando altre occupazioni
quando senti il bisogno di mettere in atto questi comportamenti.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta, Ancona
SE LEI MI PIACE...
Vorrei essere meno timido di fronte alla gente, ma soprattutto di fronte
alla ragazze.
E' paradossale che lo dice un organizzatore di eventi e uno che sta sempre
a contatto con le persone... ma credetemi sforzo molto e a volte sudo
tanto quando mi trovo di fronte ad una persona... per fortuna che con il
lavoro riesco benissimo! Il problema è quando mi trovo di fronte ad una
ragazza... la mia simpatia si blocca per il fatto che la lei mi piace....
Terenzio
Caro Terenzio,
quello che ti accade è molto comune tra le persone che hanno eccessiva
timidezza nei rapporti con gli altri, e quasi sempre in particolare con
l’altro sesso. A tuo vantaggio ci sono però i rapporti personali che sai
costruire ed il successo nel tuo lavoro. Partendo da questi tuoi punti di
forza, ti suggerirei di imparare, con la guida di un esperto, una tecnica
di rilassamento che ti consenta di ridurre le manifestazioni dello stress
(sudorazione eccessiva, etc.) e poi di non focalizzarti troppo su di te.
Evita di concentrarti nella osservazione di te stesso, e concentrati
invece nella osservazione dell’altro … o dell’altra! Saluti e continua a
seguirci.
Dott. Walter La Gatta - Ancona
QUANDO LUI MI PIACE...
Ho 18 anni e il mio più grosso problema sono i rapporti con i ragazzi.
Parlo tranquillamente(o quasi) con loro ma quando un mio interesse
sentimentale è ricambiato, sfuggo, non ho il coraggio di ammettere di
essere anch'io innamorata forse x paura del giudizio altrui. Cosa devo
fare?
Grazie tante
Dina
Cara Dina,
Immagino che la tua reazione sia dovuta alla paura di instaurare una
relazione più confidenziale quando incontri un ragazzo che mostra
interesse per te. I tuoi timori ti portano ad allontanarti e non lasciarti
andare ad una possibile storia d’amore. Credo che i tuoi timori derivino
soprattutto dalla paura di essere rifiutata, di ricevere cioè una risposta
negativa se anche tu mostri interesse per il lui della situazione. Cosa
fare? Intanto, pensa che se lui si mostra interessato verso di te, non c’è
motivo di credere che risponda di no solo perché tu lo ricambierai: al
contrario, col tempo, potrebbe nascere qualcosa di più. Se invece
conoscendosi meglio non ci sarà un seguito, non sarà un rifiuto ma solo
l’accorgersi di non essere l’uno per l’altra. Non resta che mettersi alla
prova, con simpatia e disponibilità verso gli altri.
Molti saluti
Dott. Walter La Gatta - Ancona
APPROCCIARE LE RAGAZZE
Sono un ragazzo timido da sempre,col tempo,crescendo,ho superato un po' il
problema,ma nonostante tutto ancora oggi ho difficolta' ad esternare i
miei sentimenti,talvolta sono dolce e timoroso e mi chiudo molto in me
stesso,altre volte ho un atteggiamento aggressivo,di superiorita', e
spavento le persone,un'altra cosa che mi fa soffrire e mi riesce difficile
è approcciare con le ragazze,anche se, appena le conosco, mi sciolgo
tranquillamente,a meno che,la ragazza non sia molto timida come me,spero
in un vostro aiuto grazie!
Timido
Caro Timido,
già tu stesso nelle lettera dici quale potrà essere la soluzione dei tuoi
problemi, quando accenni all’aver migliorato la tua timidezza attraverso
le esperienze. Infatti spesso la timidezza è solo un modo inadeguato di
apprendere le abilità sociali per relazionarsi con gli altri. Utilizza
allora ogni occasione che hai per incontrare persone, anche ragazze, prima
aumentando quanto possibile il tempo che trascorri con chi conosci, per
poi impegnarti nel conoscere persone nuove. Quanto alla aggressività, è
una modalità molto frequente nei timidi, che tentano così di mascherare la
propria reale vulnerabilità. Impegnati, ora che conosci il meccanismo, a
correggerti ogni qualvolta senti la tendenza a diventare più aggressivo,
trasformandola in una maggiore disponibilità verso gli altri.
Saluti ed auguri
Dott. Walter La Gatta - Ancona
RIFIUTO DI COMUNICARE
Vorrei sapere
1) Quali attività specifiche si possono fare a scuola per spingere
un'alunna di 13 anni, affetta da mutismo elettivo, a comunicare
verbalmente con docenti e compagni.
2) Un'alunna che a casa parla normalmente, che a scuola rifiuta di
comunicare verbalmente ma che con alcune persone (insegnante di sostegno,
alcuni docenti e alcuni compagni)comunica verbalmente sottovoce (molto
sottovoce) rientrerebbe in una diagnosi di mutismo elettivo?
Insegnante
Gentile Insegnante,
Cominciamo dalla seconda domanda, alla quale purtroppo non posso
rispondere: è impossibile fare una diagnosi a distanza, con così pochi
elementi. Quanto alla prima, se la ragazza ha un comportamento normale in
casa e si chiude nel mutismo fuori, ha probabilmente bisogno non di essere
forzata a comportarsi ‘normalmente ‘ con tutti, bensì di sperimentarsi con
molta gradualità nelle relazioni con gli altri, cosa che starà senz’altro
già facendo con l’insegnante di sostegno e con chi la segue
professionalmente. Ad esempio, partendo da suoi piccoli interessi, creare
occasioni di scambio con persone che li condividano, con frequenti
proposte ma senza eccessive pressioni. Molti saluti
Dott. Walter La Gatta - Ancona
IL BACIO FINALE
Mi chiamo Alessandro e ho quasi 35 anni.
Il problema che sempre mi ha afflitto, e che ha limitato in parte i miei
rapporti con il sesso opposto, è il totale blocco che mi scatta nel
cervello in fase conclusiva con una ragazza, nel particolare "il bacio
finale"; Per timidezza, che insorge per lo più in fase conclusiva, non
riesco a creare la situazione intima che mi permette di chiudere.
Ho letteralmente studiato libri sul linguaggio del corpo e sul
corteggiamento che oggi mi permettono di capire o meno se siamo alla alla
battuta finale, ma quando si tratta di stringere e chiudere scatta in me
un blocco mentale totale, che rovina tutto il bel rapporto che sono
riuscito a costruire.
Vorrei uscirne da questa situazione.
ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto.
Alessandro
Salve Alessandro, con una battuta potrei dire che ha finito di studiare ed
è ora di applicare le sue conoscenze. Ora che sa come comportarsi, la cosa
più difficile è passare all’atto. Vista la difficoltà, le suggerisco di
frazionare il momento del bacio di saluto in più momenti, dove la prima
volta servirà a stabilire un contatto fisico (prenderle una mano al
ristorante, tenersi sotto braccio, etc.) la seconda serata potrà darle un
semplice bacio sulla guancia, e successivamente, sulla base delle reazioni
di lei, fare ulteriori passi avanti, fino a baciarla, una volta che avrà
lentamente superato il blocco di farlo direttamente. Le auguro di passare
piacevolissime serate e la saluto.
Dott. Walter La Gatta - Ancona
RIUSCIRO' A GUARIRE?
E' da piu' di 10 anni che soffro di fobia sociale . Ho fatto diverse
psicoterapie, diverse cure farmacologiche.da piu' di un anno sono in
terapia cognitivo comportamentale,continuo a prendere antidepresssivi e
benzodiazepine. ma non ho risolto il problema.anche la psicologa è
perplessa. Riuscirò a guarire?cosa c'è da fare?grazie
Sconsolato
Caro Sconsolato,
Non so se potrà guarire ma so che potrà certamente migliorare il suo
stato, e convivere serenamente con il suo disagio, come molti imparano a
fare. Antidepressivi e farmaci vari, utilissimi nelle fasi critiche, non
possono essere risolutivi del caso, che può invece trarre vantaggio solo
da una corretta psicoterapia. Se la diagnosi di fobia sociale è corretta,
il fatto che lei non abbia trovato questo vantaggio si può spiegare con il
non aver trovato il terapeuta che le occorre, vista anche la perplessità
della sua attuale psicologa. Dopo un anno di terapia infatti, in assenza
di qualunque miglioramento, la cosa migliore è sospenderla e sostituirla
con un’altra. Una buona psicoterapia infatti dovrebbe dare risultati
almeno parziali dopo solo pochi mesi. Non si perda d’animo e vedrà che
troverà la sua soluzione. Saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta - Ancona
ANCHE IO...
Ho 30 anni e ancora non so cosa ho ma documentandomi ho capito che ho
anche io la eritrofobia.
Non ne ho parlato con nessun medico ancora, ma da 4-5 anni che la cosa mi
assilla e non ne posso più.
Mi sento un fuoco che mi sale e mi aggredisce in tutto il corpo ma nel
viso principalmente in situazioni particolari.
Lavoro, pulmann, una cena con amici, una cena con parenti ed altro.
Ho una ragazza ed un lavoro, non vorrei rischiare di perderli !!!
Quando mi adatto ad una situazione non mi succede ma sta sempre li, pronto
ad assalirmi!!!
Cosa mi consigliate? Si può fare qualcosa?
Massimo
Caro Massimo,
Probabilmente lei è sempre arrossito in situazioni imbarazzanti o di
fronte a forti emozioni, senza rendersene conto. Quattro o cinque anni fa
invece deve essere successo qualcosa per cui lei ha cominciato a dirigere
la sua attenzione ossessivamente su questa cosa: il suo obiettivo è ora
quello di prevenire, fare in modo che la situazione 'pericolosa' non si
realizzi, in modo da tenere a freno il suo sintomo. Anche se questo modo
di fare sembra essere rassicurante, perché lei sente di poter gestire
meglio la sua vita, evitando le sorprese che la mettono a disagio, in
realtà il continuo ruminare su questi temi la porta ad investire tutte le
energie personali su questo problema.
IL consiglio quindi è quello di cercare di usare le proprie energie
positive per prepararsi a fare delle buone prestazioni, piuttosto che
fuggire dalle 'brutte figure', che poi spesso sono tali solo nella propria
mente.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON POSSO CONTINUARE COSI'
Forse potreste darmi un consiglio riguardo al mio problema:
all'eta' di 19anni ho vissuto una situazione particolarmente stressante
che mi ha condotto in un vero e proprio calvario dopo anni di cure
farmacologiche sbagliate,si e' capito che ero dismorfofobico.
Inizio una nuova cura farmacologica che dopo alcuni mesi sembra
funzionare, facendo i relativi controlli mensili, continuo ad assumere
farmaci tutt'ora all'eta' di 27.
Proprio negli ultimi mesi, forse in relazione alla rottura di una
situazione sentimentale da me vissuta piu' come un modo per svagarmi dalla
solita routine,sono ricaduto in uno stato di fobia sociale, con molta
apatia, e non riesco a venirne fuori, potete aiutarmi?
Inoltre non riesco a spiegarmi perche' sto sempre al letto come se avessi
voglia di dormire per sempre.
Io vivo a T. : e' una vita che giro medici, e ancora sono legato a questi
farmaci che mi creano pure delle disfunzioni soprattutto l'erezione, io
non posso permettermi di stare cosi' ho dei doveri da compiere e non
riesco ad affrontarli....aiutatemi grazie!
Luca
Caro Luca,
Il consiglio è quello di fare un bel sacchettino di tutti i suoi
medicinali e portarli in una farmacia, come correttamente si dovrebbe fare
per lo smaltimento di questi rifiuti tossici.
Poi, senza l'effetto sedativo delle sue pilloline, lei si renderà conto di
avere tanta più forza ed energia: prenda la bici e si faccia ogni giorno
una bella passeggiata, poi cerchi un corso di gruppo di training autogeno.
Inizialmente si sentirà disagio a stare in gruppo, ma vedrà che, un po'
per effetto del rilassamento, un po' per l'atmosfera di complicità che si
crea fra i partecipanti di questi corsi, lentamente ci si comincierà a
sciogliere. Faccia ogni giorno gli esercizi che le verranno insegnati e
poi si scelga un hobby nel quale immergersi completamente. Fatto tutto
questo, piano piano, torni a frequentare gli altri... Con calma!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ARRABBIATA CON SE' STESSA
Sono una donna di 32 anni, e da sempre combatto con la timidezza. Come
posso riuscire a superarla ?
Il mio disagio mi impedisce di avere rapporti anche normali con la gente
in genere, facendomi deprimere e arrabbiare con me stessa per questa mia
reazione che ho nei confronti degli altri.
Basta un niente che arrossisca!
Voglio cambiare e migliorare il mio rapporto con gli altri, perché so che
sarei più felice e serena!
32enne
Cara 32enne,
Innanzitutto convinciti che la timidezza non e’ una malattia da cui
guarire, ma una situazione che puoi però gestire. Non arrabbiarti con te
stessa, ma affronta la vita con sicurezza cercando di avere più fiducia in
ciò che fai, in ciò che pensi e dici. Quando ti trovi ad affrontare una
qualunque situazione che ti intimidisce, non vergognarti del tuo rossore,
e pensa che le persone che hai di fronte sono come te e non sono lì per
giudicarti. Tranquillizzati e rilassati!!
Un saluto.
Dott. Walter La Gatta Ancona
SOLLEVATA
Ho trovato il sito clinica della timidezza per caso e mi sono sentita
sollevata nel sapere che non sono sola nel mio terrore del viso che
diventa paonazzo..E' da quando ho 14 anni che mi succede (prima mai!!!) è
coinciso con l' inizio delle scuole superiori e sta andando avanti tutt'oggi
che di anni ne ho 23.Ogni volta che esco in compagnia sia per cene o per
altre uscite devo sempre mettermi quantità industriali di fondotinta per
coprire il rossore che mi colpisce quando mi sento in imbarazzo o quando
sono in compagnia di persone che mi intimoriscono..sono stanca xè mi
sembra una cosa tanto infantile ma che non riesco a superare.Mi capita
soprattutto nei luoghi chiusi, in macchina poi è una cosa micidiale.Sono
limitata anche con i ragazzi xè penso che si vergognerebbero loro per
primi di stare con una persona che avvampa per ogni minima cosa.La
ringrazio per l'attenzione.
Nadia
Cara Nadia,
Il fatto che lei avverta questo sintomo in particolare in luoghi chiusi
dimostra che lei soffre soprattutto di ansia: il sentirsi chiusa,
l'impossibilità di fuggire, la rendono agitata e questo acuisce le sue
reazioni a livello somatico. La cosa giusta da fare dunque è lavorare sul
proprio stile di pensiero, cercando di convincersi che stare in luoghi
chiusi non è poi così pericoloso e che, ad esempio, il rossore si nota al
chiuso molto meno che all'aperto. Non si creda infantile quando
arrossisce, perché non c'è alcun nesso fra la maturità personale e la
tendenza ad arrossire; altrimenti dovremmo pensare che chi non arrossisce
MAI è SEMPRE una persona matura... Direi che proprio non è così.
Saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
RIMANGO PARALIZZATO
Salve,sono un ragazzo di 22 anni e desideravo sottoporvi un problema che
mi porto dietro da lungo tempo. Avere una ragazza è un qualcosa che mi
riempirebbe di gioia , ma purtroppo di fronte all'idea di conoscere una
ragazza rimango letteralmente paralizzato,a causa di quella che io
definisco "timidezza esasperante" (anche se su internet ho trovato spesso
l'espressione "fobia sociale"). La sola idea di avvicinare una ragazza che
mi piace provoca una serie di disturbi fisici, quali vertigini,
tachicardia e un forte senso di angoscia. Ho paura ad avvicinarmi e ad
intavolare anche la più stupida delle conversazioni per paura che lei mi
giudichi male, come uno "stupido che ci sta provando"; quindi tendo
generalmente ad allontanarmi da quella situazione che mi provoca disagio
(sempre su internet ho trovato l'espressione "disturbo di evitamento").
Quando mi trovo da solo a riflettere (in momenti di tutta tranquillità) mi
rendo conto che le mie paure sono forse eccessive, che non riuscirò mai a
fare colpo su una ragazza se non vinco il terrore di essere giudicato
male. Però, quando si ripresenta la situazione temuta, la mia paura
ritorna. Tutto ciò ovviamente mi ha impedito e tuttora mi impedisce di
avere una vita sentimentale (non ho mai avuto una ragazza e in alcuni
momenti ho paura che ciò non accadrà mai); si riflette spesso sul mio
umore causando tristezza, sconforto, dolore, rabbia; d'altra parte ho
paura a parlare di queste problematiche con le persone che mi circondano
(che pure mi vogliono un gran bene) sempre per timore di essere giudicato
male. In famiglia sono una persona estroversa e vivace (anche troppo,a
volte), ma all'esterno quando si tratta di affrontare qualcosa che ha a
che fare con la sessualità (per esempio il confidare ad un amico che mi
piace quella certa ragazza ) rimango impaurito e incapace anche solo di
parlarne. Come posso fare per risolvere questa situazione? Sono veramente
stanco di andare avanti così, ma d'altra parte per cambiare le cose ci
vorrebbe "un salto" che non ho il coraggio di fare. C'è qualche libro di
cui potreste consigliarmi la lettura? Vi ringrazio anticipatamente per le
risposte che potrete darmi.
Pietro
Caro Pietro,
E' vero, nella tua vita c'è bisogno di fare quel 'salto' di cui parli.
Per farlo, ti devi convincere che questo è un passaggio necessario, a
questo punto inevitabile. Prometti solennemente a te stesso che, qualsiasi
cosa succeda dopo che ti sarai buttato, non ti farai del male torturandoti
con inutili critiche, non ti denigrerai in alcun modo e che anzi, comunque
andrà, ti farai quel regalo che da tanto tempo aspetti, per premiarti, per
il solo fatto di averci provato. Ricorda poi che le donne non sono esseri
superiori e che molte di loro hanno gli stessi tuoi problemi. A volte
l'idealizzazione dell'altro sesso serve per creare una barriera di
comunicazione e trovare una giustificazione alla propria astenia.
L'imperativo è: rompere quella barriera ed entrare nella cittadella
proibita, con rispetto e curiosità. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PARLARE E' IL MIO PROBLEMA
Mi ritengo un giovane normalissimo senza alcun serio problema di
inserimento, ho molti amici, una vita normalissima, ma un solo grandissimo
problema: parlare, fare un discorso, leggere in mezzo a parecchia gente
che ascolta solo me. Da piccolo ricordo che ho sempre cercato di sfuggire
a situazioni del genere, tipo leggere le letture in chiesa, mi emoziono
tantissimo e cala la voce terribilmente, e poi....quel senso di vergogna
terribile. Ho evitato parecchie situazioni però fra qualche mese mi
laureo, e il solo pensiero di dover discutere la mia tesi davanti a
centinaia di persone mi fa star malissimo, penso di dover passare i 15
minuti più brutti della mia vita! So che posso farcela, ma non so come e
con chi, ho bisogno seriamente di qualche consiglio. Vi ringrazio.
Pat
Caro Pat,
E' proprio perché hai sempre evitato la situazione che ancora non sai che,
in questi casi, si deve dimenticare di avere un pubblico e concentrarsi
unicamente su quello che si sta dicendo. Può aiutare guardare inizialmente
una sola persona, tenendo fisso lo sguardo sui suoi occhi, senza guardarsi
intorno. Dopo i primi minuti, i sintomi di cui parli tendono naturalmente
a diminuire: a questo punto, potrai finalmente allargare lo sguardo. Fallo
in modo lento e progressivo. Per non perdere la concentrazione su quanto
stai dicendo, un'idea può essere quella di legare questi momenti di
'apertura' a precisi passaggi della tua dissertazione.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L’INCAPACITA' DI SORRIDERE
Gentile dottore o dottoressa,
ho letto con grande interesse le pagine del vostro sito, perchè molte mi
riguardano! La timidezza mi ha sempre creato limiti, anche se non a
livello patologico.
Ci sono molti aspetti di cui potrei parlare: la paura e blocco nel parlare
a molte persone insieme, la fatica a guardare negli occhi, la tendenza a
essere passiva nei confronti di chi ha un carattere forte, la difficoltà
nel parlare con scioltezza con persone che conosco poco, l'arrossire
facilmente, indecisione, ansie… In questi anni ho cercato soprattutto di
superare l'ansia e di"buttarmi" nei rapporti umani.
Tutto questo non mi ha impedito di vivere normalmente, studiare, avere
amici, andare all'estero da sola, ecc. Però mi crea un costante senso di
frustrazione, anche perchè queste insicurezze contribuiscono a farmi
sembrare imbranata e immatura (ho 23 anni, in genere me ne danno 18…)
Le chiedo un consiglio riguardo a due problemi in particolare.
Il primo è l'incapacità di sorridere. Faccio una tale fatica, è come se
avessi paura di "scoprirmi", di lanciare messaggi, o di "attrarre troppo
l'attenzione" con i miei sorrisi. Sarà lo stesso meccanismo per cui parlo
sempre troppo piano (perchè non sono mai sicura che quello che sto dicendo
sia intelligente e importante), così che quasi tutti fanno fatica a
capirmi? So che non sarò mai una "compagnona"sempre sorridente, (anche
perchè non sono molto capace di far ridere gli altri), ma vorrei almeno
avere più autostima, soprattutto quando sarò in un ambiente di lavoro.
Il secondo problema è una strana incapacità di rispondere alle domande a
bruciapelo. Non sono una di quelle persone che hanno la risposta pronta e
ironica. E' come se il mio cervello si bloccasse quando devo rispondere
immediatamente, soprattutto se so che la persona ha delle aspettative su
di me, o se io ho delle aspettative su di lei. Risultato:esito, o non
rispondo, o rispondo precipitosamente con banalità. Per esempio mi succede
con i genitori del mio ragazzo, o con persone che stimo molto e che sento
superiori a me; non succede invece agli esami, forse per la concentrazione
estrema! In effetti molti mi dicono che non riesco a superare la timidezza
perchè non mi impegno abbastanza, perchè non mi "sforzo" di parlare,
perchè non cerco di avere più autostima. Spesso mi dicono che non dovrei
preoccuparmi così tanto di non dire cose stupide, altrimenti finirò per
dire sempre banalità o stare sempre zitta.
Non so se sto dando abbastanza elementi! Potrei aggiugere che anche i miei
genitori sono abbastanza timidi e insicuri, e sono stati abbastanza
protettivi con me, visto che sono la più giovane dei figli.
Da notare che tutti questi problemi spariscono quando sono con le persone
più familiari: il mio ragazzo, la famiglia, gli amici più stretti. Ma la
cerchia dei rapporti umani va pure allargata, no?
Mi scuso se forse ho scritto troppo. Spero anche di non aver dipinto un
quadro troppo drammatico!
Visto che molta gente vi scrive, grazie di cuore per l'attenzione, e
grazie per il servizio.
Cordiali saluti
Stefania
Cara Stefania,
La sua lettera sarà, a sua volta, preziosa per gli altri nostri lettori,
che vi si ritroveranno in molte cose.
Direi che la cosa migliore da fare è provare a sorridere e vedere cosa
succede... Chi lo ha detto che lei non potrà mai farlo? Quanto alle
battute a bruciapelo, l'houmour non è dote molto comune, altrimenti non
sarebbe così ricercato !
Le consiglierei però di scriversi (e poi di imparare a memoria) le battute
che sente nei film o dalle altre persone e che le piacciono, in modo di
avere almeno un piccolo repertorio cui attingere nei momenti di
difficoltà.
Cari saluti e auguri
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PERDO AMICI E AMORI
Non riesco a superare la mia timidezza, e questo mi porta a perdere amici
e amori, sono stata lasciata più di una volta per il mio carattere troppo
chiuso, chi sta con me, si vergogna di me quando siamo con altra gente,
perchè non riesco a dire una parola,sono molto silenziosa e spesso mi
dicono che son sempre triste.
Io non mi sento triste, ma forse non riesco a esprimere il mio stato
d'animo. Spesso mi sento sola e depressa vorrei tanto superare questo
ostacolo ma no ci riesco, Vi prego di aiutarmi.
Orchidea
Cara Orchidea,
Un vecchio saggio cinese dice che 'in una bocca chiusa non entrano mai
mosche'. Ne faccia tesoro.
Quello che invece dovrebbe fare è cercare di guardare le persone negli
occhi e sorridere, mostrandosi gentile e premurosa verso gli altri. Vedrà
che più nessuno le farà notare il suo eccessivo silenzio. Un conto infatti
è essere silenziosi, un altro è mostrarsi antipatici.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
I MIEI DISCORSI DURANO POCO
anch'io come le altre persone che vi scrivono e di cui ho letto le lettere
soffo di timidezza. Ma non sono completamente iincapace d relazionarmi
agli altri (anche se con fatica). Le pesone con cui meglio mi relaziono
sono quelle più aperte di me, con le quali instauro un buon rapporto,
anche se sto sempe sulle mie. Anche sul fronte delle ragazze ho miglioato
parecchio e mentre se prima nemmeno le avvicinavo ora cerco sempre qualche
scusa per sedermi accanto a loro e pe attaccare discorson anche se miei
discorsi d solito durano poco visto a che a un certo punto nn so più che
dire. Sono bravo a fare battute e mii piace accentuare i miei difetti
quando scherzo, è un modo per mettemi a mio agio! Faccio bene? Spesso
penso che gli altri non mi capiscano. Se qualcuno in un discorso o nella
vita mi si contrappone spesso non riesco a contraddirlo più che altro
perchè ho sempe paura di ferire chi mi sta accanto. Diimenticavo di dire
che ho 20 anni e nessuna relazione sentimentale alle spalle! Anche se ho
avuto alcune occasioni che ho sprecato forse più per inesperienza e paua
che pe vera tiimidezza. Resta il fatto ke quando sono con pesone che non
conosco o che conosco pe la prima volta al'inizio sono molto imbarazzato
soprattutto se chi mi sta difronte esibisce una maggiore sicurezza.
Comunque io non esito mai a buttarmi nelle situazioni nelle quali potrei
fare incontri anche se non vado fino in fondo!Magari col tempo! Sono un
caso disperato o c'è spreanza?
Ventenne
Salve Ventenne. Credo che lei non sia assolutamente un caso disperato. E
lo sa benissimo! Si dia tempo, non abbia fretta.
Coridali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
INTRISTISCO GLI ALTRI
Ho 21 anni.da più d'un anno soffro o meglio penso di soffrire di un
qualcosa.non so se si tratta di depressione, fobia sociale, ansia, di un
semplice periodo di crescita o qualcos'altro.so che ne voglio uscire.chi
mi vede adesso silenzioso,depresso e intristente (ho l'impressione di
intristire chi mi sta vicino conoscente o amico o chiunque si trovi a
parlare con me) non riconosce Francesco (io),mi vede lontano e io mi vedo
sempre più lontano da loro e spesso per evitare queste situazioni evito di
uscire.oltretutto stare fra la gente mi provoca una forte emicrania e
tensioni muscolari alle spalle, ansia e un pò di nausea come se stessi
parlando al mondo intero e non ad un amico.in ogni momento del dialogo
cerco vanamente parole che non mi facciano sembrare stupido,lento o
peggio, poco interessante.ho un senso di solitudine angosciante.ho paura
di mettermi in discussione, di aprirmi agli altri, anche a chi conosco in
pratica da quando sono nato.non se questa è timidezza..se lo è sembra
essere cronica.tutto questo dopo una delusione (una ragazza..) e dopo la
fine “di fatto” di un’amicizia per motivi poco chiari (forse proprio per
le mie chiusure).ho avuto a lungo crisi di pianto..ora non con la stessa
frequenza.Ultimamente l’emicrania si fa sentire anche nelle situazioni
familiari e tutto questo fa paura. La cosa che fa più male è che mi sto
abituando a questo stato,ai miei silenzi,alla mia tristezza,alla mia fobia.ho
avuto chiarimenti con il mio amico, ma questo non ha cambiato molto i
rapporti fra di noi perché il mio "essere timido" è anche per lui.Per la
ragazza..beh se prima i pianti erano per lei adesso sono per me. a volte
penso..se intristisco gli altri perché sto con loro?quando cerco di
parlare o di ascoltare e concentrarmi sulle parole di altri faccio uno
sforzo enorme.niente è più naturale come era prima.prima con gli amici o
quelli che sentivo tali ero molto più naturale e mi piaceva stare con loro.ho
parlato con uno psicologo di tutto questo, mi ha detto che è solo un
periodo di formazione,di maturità…di coscienza.boh forse si.ma se crescere
significa avere coscienza dell’essere soli e del non riuscire più a
relazionare (per timidezza..?) voglio evitare di crescere.fatto sta che
dura da troppo tempo.sono sempre stato un pò timido,ma prima questo non mi
creava problemi.penso che mi dava più capacità di ascoltare gli altri.adesso
fa male questa mia chiusura e come ho detto si accompagna a disturbi come
nausea e ansia.cmq la mia domanda è..cosa devo fare?grazie mille.Francesco
Caro Francesco,
Probabilmente lei deve crescere, come dice il collega ma, mi creda, anche
le persone 'cresciute' soffrono di depressione, ansia, fobie... Che fare?
Reagire, voler a tutti i costi reagire e non dondolarsi nei propri
pensieri e nei propri malumori.
Nel suo caso potrebbe cercare di fare un corso di training autogeno oppure
parlare con il suo medico di base, per chiedere se ritiene utile la
prescrizione temporanea di un blando tranquillante, che la aiuti a
ritrovare le energie mentali e fisiche che servono per fare un progetto di
vita e per perseguirlo.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L’AVVOCATO TIMIDO
Sto cercando un aiuto per mia sorella che soffre di una timidezza cosí
grande da non riuscire a rapportarsi con i suoi colleghi di lavoro. Lei fa
l'avvocato e si trova spesso di fronte a colleghi arrivisti che la mettono
in difficoltá. In queste situazioni non riesce a farsi valere e sta
seriamente compromettendo la sua carriera. Visto che vive a Roma, potete
consigliarmi cosa fare, se c'é un gruppo di terapia e/o sostegno in cittá?
GRAZIE
Lara
Gentilissima Lara,
Credo che ogni persona dovrebbe scegliere il mestiere che le è più
congeniale e non sottoporsi a stress estremi se lo può evitare. Una
laureata in giurisprudenza deve per forza fare l'avvocato? Se si, l'unica
cosa da fare è imparare a convivere con le proprie fragilità e non
prendersela con gli altri.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta
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