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SFORTUNATO
mi chiamo Luigi e scrivo da P.; sono un ragazzo di 20 anni; sono stato
sfortunato nella vita in quanto a 15 anni sono stato operato di una grave
malattia ai reni da lì dialisi e varie complicazioni. Non ho mai avuto una
ragazza e mi sono sempre affidato alla masturbazione. Da quando possiedo
internet essa è pure aumentata.
Ho sempre sofferto molto di non avere una ragazza ma ho sempre cercato
giustificazioni interpersonali del tipo "sono un ragazzo troppo serio", sono
sfigato nella vita","voglio pensare più al mio futuro.."In realtà con le ragazze ho sempre avuto problemi a relazionarmi ma anche
con i ragazzi e gli amici.
Ultimamente però il volere a tutti costi una ragazza è diventata un'
ossessione.Sento una pressione forse solo immaginaria da parte dei familiari...Questo però mi blocca ancora di più.Quando conosco una ragazza mi faccio subito dei castelli per aria e senza
neanche conoscerla penso magari a come potrebbe essere il mio futuro con lei.C'è però un problema: il sesso!
Le ragazze si mi piacciono ma sento un'attrazione SOLO SESSUALE anche verso
i maschi specie se estranei: questo mi fa sentire a disagio. Mi immagino
spesso di masturbarci e "spompinarci" a vicenda ma al rapporto sessuale vero
e proprio no; mi fa schifo.
Non so spesso penso anche che non mi sognerei mai di avere una relazione
sentimentale con un maschio, mi fa ribrezzo solo pensare di svegliarmi una
mattina e trovarmi affianco un maschio. Invece delle ragazze MI INNAMORO e
se voglio e mi piacciono veramente dal punto di vista caratteriale mi
masturbo pensando a loro.
Non lo so ma mi sento confuso. Sono forse gay?
E' una brutta parola ma mi sento di escluderla perchè io non potrei vedere
il mio futuro se non affianco di una donna che mi ami.
Spesse volte mi sono sentito innamorato e nonostante la mia timidezza ci ho
sempre provato, forse però sempre nel modo peggiore; dichiarandomi come uno
stupido bambino. Ma tutte le volte un fiasco perchè poi, come dopo essermi
liberato di un peso, finivano sempre per dirmi che sono un bravo ragazzo e
solo un amico per loro.Questo mi ha messo addosso un mare di indecisione;
per questo c'è stato un periodo che mi sono proprio chiuso in me stesso e mi
sono rifugiato nella masturbazione. Era (ed è)un periodo in cui mi sento
molto "inferiore" ai miei amici e questo mi blocca ancora di più. Per questo
spesso torna ad assillarmi il dubbio di essere gay e questo mi fa sentire
ancor più fallimentare con le ragazze. E' come un circolo vizioso in cui
indecisione e paura di essere indeciso si rincorrono.
Ci sono però poi periodi come quello che sto vivendo da qualche giorno, che
mi sento innamorato di una ragazza, Sara, e finalmente lei ha accettato di
uscire con me venerdì sera.
Ora mi sento bene e per nulla gay, la desidero molto e vorrei tanto che
diventasse la mia ragazza.
E' la prima volta che sento la sensazione che qualcosa potrebbe funzionare;
dipende tutto da me ma questo mi mette ansia addosso e ho paura di non
essere all'altezza.
Mi sento però in dovere sabato sera almeno di dare finalmente "il mio primo
bacio" almeno; voglio riuscirci e superare questo blocco psicologico. Ma il
fatto di avere in dubbio la mia sessualità mi blocca ancora di più.
Io ORA non mi sento gay e non mi sono mai sentito tale senon chè a volte mi
capita di essere attratto dal corpo di qualche bel ragazzo che non conosco.
Mi sento però molto sensible è desidero immensamente essere felice con una
ragazza.
Può essere che questa paura di essere gay sia solo la conseguenza della mia
insicurezza e del mio carattere iperchiuso e timido? per favore rispondetemi
e datemi qualche consiglio su come "baciare" quella splendida creatura che è
Sara. (troppo sentimentalista vero, lo so ma sono fatto così)
Caro Luigi,
Sinceramente non penso che tu sia gay; semplicemente hai degli impulsi
sessuali che non vengono appagati e pertanto questo ti crea una certa
eccitazione che ti porta a fantasticare, più che fare. Direi che la cosa su
cui dovresti concentrarti di più è come renderti interessante verso le
ragazze. Il fatto che tu abbia fallito con le tue prime dichiarazioni
d’amore non significa che tu sia incapace, un bambino, o una persona troppo
sensibile: semplicemente non ti sei dichiarato ad una persona cui piacevi…
Forse è bene, prima di dire parole ‘grosse’, cercare di capire se la persona
a cui le rivolgi è interessata a te. Quanto al bacio… Più sarai tranquillo e
rilassato, più le cose ti verranno meglio !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
COME UNA PRIGIONE
Proprio stamattina la timidezza mi ha giocato un altro brutto scherzo..dovevo
parlare con un prof. per chiedere delle informazioni sull'esame che sto
studiando..sono arrivata fino alla porta della stanza in cui riceve, ma non
sono entrata..non ho avuto il coraggio..ormai sono grande ho 22 anni e mi
sento ancora la bambina timida e imbranata che colleziona tutti
fallimenti;mi vergogno di tutto e tutti..non ho mai avuto un ragazzo..all'università
procedo mediocramente mentre io so di valere molto di più.però questa
maledetta timidezza mi ha impedito di seguire i corsi, di farmi amici con
cui studiare e tanto altro...quello che provo è solo vergogna. .la timidezza
per me è come una prigione che incatena la mia anima vorrei liberarmene..non
ne posso più..durante il periodo del liceo ho sofferto di depressione e sono
stata anche da uno psicologo..mi ha aiutata perchè sicuramente ora faccio
cose che in passato non avrei mai sognato di fare..tipo andare in
palestra,andare nei negozi da sola,guardare negli occhi le persone mentre
parlo..ma sono cambiamenti superficiali..in profondità il problema resta..e
mi sento tanto sola..quello che vi chiedo è se conoscete uno specialista a
cui posso rivolgermi che si trovi nelle mie zone.distinti saluti e scusate
il mio sfogo
by maria rosaria
Cara Maria Rosaria,
Anzitutto direi che i cambiamenti di cui parli non sono affatto marginali e
se per una volta non sei riuscita ad entrare in una stanza, non fartene un
problema : non tutte le ciambelle riescono col buco e non tutti i giorni
sono uguali agli altri. Certi giorni si ha più coraggio, altri se ne ha
meno. Il fatto che non sei riuscita fare UNA cosa non significa che non sai
fare niente… Un’altra cosa che vorrei dirti è questa: non cullarti sul fatto
che tu vali più di quello che riesci a dare. Non è vero! Ognuno vale per
quello che riesce a fare, per cui è importante FARE, non pensare di valere,
senza mettersi in gioco. Se poi i risultati che ottieni sono mediocri
rispetto alle tue aspettative, pensa che col tempo le cose, attraverso
l’allenamento e la preparazione personale, andranno meglio. Ed in ogni caso
i tuoi mediocri risultati saranno dei risultati, qualcosa di concreto, di
tangibile, una sorta di medaglia morale da poter appendere al petto. Ed ogni
giorno bisogna lottare per appenderne delle altre, anche di bronzo.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO STANCO E SONO STUFO
son stanco e son stufo di essere timido, così io mi definisco...vorrei tanto
riuscire a reagire ed uscire da questa sfera protettiva che mi sono creato
intorno a me, vorrei conoscere tante persone, sedermi ad un tavolata di 1000
amici e saper iniziare un discorso interessante senza aver paura di
arrossire e pensare di dire cose che o a nessuno interessano o pensare che
siano prive di significato. Perchè la mia timidezza, mi sto rendendo conto
che a poco a poco mi isola e mi fa allontanare dagli altri...Io non posso
accettare tutto questo che una mia paura mi soffochi in questo modo. Spesso
sogno ad occhi aperti, dopo una situazione altamente stressante di
timidezza, come sarebbe stato quell'episodio se non fossi stato timido,
quante cose avrei potuto dire che invece non ho detto...io vorrei che questo
sogno diventasse realtà. Cosa posso fare per reagire a tutto ciò? come posso
riuscire a vincere la mia timidezza?
Voglio ringraziarvi di cuore per quello che state facendo con questo vostro
lavoro
Kelvin
Salve Kelvin. Direi che il tuo principale problema è quello di voler essere
completamente diverso da quello che sei. Nella tua lettera infatti spieghi
di volerti sedere ad una tavolo con 1000 amici: dieci non sarebbero già
abbastanza? Quando fantastichi di fare chissà che discorsi, perché non pensi
piuttosto ‘avrei potuto dire questa cosa, esprimere questo concetto’ ? Non
c’è bisogno di strafare per essere socievoli, per avere delle relazioni
sociali. Impegnati per raggiungere dei risultati nel piccolo e vedrai che,
piano piano, riuscirai ad ‘allargarti’…
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
AL TELEFONO
Io non sò il mio problema come potrebbe essere definito in gergo
medico-psicologico,ma io già da un anno e qualche mese,non riesco a
telefonare a una persona che non sia una persona che conosco bene..insomma
per chiamare gli amici al telefono ci riesco, ma se devo chiamare una
persona che è tanto che non sento,o, ad esempio se devo chiamare al lavoro,o
prendere un appuntamento dal medico(sempre tramite telefono),divento di
colpo un ebete.Non riesco a parlare e i casi sono 2 :nel caso più drastico
riattacco la cornetta, nell'altro invece parlo male e balbetto,farfuglio,ho
sbalzi di tono, divento innaturale nell'esprimermi.Il fatto che io in realtà
adoro parlare,lo faccio anche per lavoro,ma perchè mi accadono queste cose
allora? Da piccolo ho avuto la balbuzie che poi ho superato,ma lo
spauracchio che possa ritornare è in agguato.Spero di avere spiegato in
maniera esaurente il mio problema,complimenti x il sito.Grazie mille.
Michele
Salve Michele. Evidentemente i problemi avuti in passato hanno lasciato una
traccia, un ricordo spiacevole, al quale non puoi fare a meno di fare
riferimento quando ti senti in situazioni di difficoltà. Dovresti cercare di
rilassarti pensando ad esempio ‘in passato ho avuto problemi, ma oggi vado
come un treno quando parlo’ o altre frasi simili che possano servirti da
incoraggiamento. Parlare al telefono poi, per certe persone è più difficile,
per altri è il contrario. La differenza sta nell’utilizzo del linguaggio del
corpo. Probabilmente tu riesci a dire certe cose con gli occhi, con lo
sguardo o con gli atteggiamenti che assumi e la mancanza di questo mezzo, o
semplicemente il fatto di non poter osservare l’altro negli occhi, ti crea
ansia. Cerca allora di trovare degli aspetti positivi nella comunicazione
telefonica, ad esempio il fatto che puoi dire liberamente delle cose che di
persona potrebbero crearti imbarazzo (ma l’imbarazzo non corre sui fili del
telefono!)
Ciao.
Dott. Walter La Gatta Ancona
PRETESTI
Sono un ragazzo di quasi 20 anni e ammetto di non avere mai avuto una
ragazza.
Sono fondamentalmente timido,anzi all'inizio la mia timidezza sfociava in
una sorta di autismo(leggasi:ero di quei bambini che a scuola si sedevano in
un angolo senza parlare con nessuno,non avevano amici ecc ecc).
Poi,non so come,sono cambiato.Non dico di essere un megaestroverso,ma riesco
a fare amicizia abbastanza facilmente,sia coi ragazzi che con le
ragazze,grazie sopratutto alla mia simpatia che mi permette anche con una
battuta apparentemente stupida di rompere il ghiaccio con chi mi sta
davanti.
Ora il mio problema e' questo:le amicizie maschili vengono un po' da se,con
quelle femminili invece riesco si' a scherzare,parlare,rendermi simpatico e
probabilmente anche a piacere,visto che comunque sono abbastanza carino,ma
mi limito a quei discorsi occasionali sul lavoro,a scuola o nel gruppo di
amici,ma se si tratta di chiedere poi il numero di telefono a una ragazza
che conosco da poco,non so che fare!E' piu forte di me non ci riesco perche'
penso "con che pretesto lo chiedo,magari e' gia' fidanzata e me lo
rifiuta)ecc...COME POSSO FARE?!?!?DATEMI DEI PRETESTI!!!
Eppure a fare amicizia con le ragazze non ho problemi...e' a portarle avanti
che non ci riesco!
Certo ho delle amiche di vecchia data,ma ora sto cercando qualcosa che vada
oltre la semplice amicizia,e vorrei tanto superare questa forma di timidezza
che mi e' rimasta attaccata da quando ero piccolo...
Grazie perl'attenzione e complimenti per il sito!!!
Manuel
Caro Manuel,
Un pretesto che funziona è quello di chiederle il numero per inviarle un sms
con una frase bellissima, che ti lascia molto pensare sulla vita: chi siamo,
da dove veniamo ecc. Tienine sempre memorizzate tre o quattro (puoi cercare
anche nelle nostre pagine di aforismi) e poi inviale. Così ti darai l'aria
da intellettuale che tanto piace alle donne... Se poi volessi prepararti
davvero sui temi che utilizzerai per gli SMS, la conversazione successiva
potrebbe essere un buon viatico per un'amicizia sempre più vicina a ciò che
desideri.
Cari saluti.
Dott.ssa Giulina Proietti Ancona
STRANO, MA VERO
il mio caso vi sembrera' strano ma e'vero.Non riesco a provare nessun senso
di vergogna in qualunque situazione.Posso cacciarmi in qualsiasi contesto
che non solo non arrossisco ma ci prendo anche gusto ad essere una faccia
tosta che piu'di cosi'non si puo'.Mia moglie,che a differenza di me e' una
persona moderata e ponderata non riesce a capire come io possa essere cosi'sfacciato
con tutto e tutti e che per giunta ci prenda anche gusto. Si tratta di una
cosa che mi viene spontanea e ha iniziato a manifestarsi dopo i venti
anni,anche se pure prima non ero certo timido.Sono anche bene
istruito,quindi non ho la scusante dell'ignoranza congenita. A causa di
questa cosa a volte faccio cose che nessuna persona con un po di buongusto
farebbe, e il peggio e'che quando poi ci ripenso mi diverto anche. La
domanda(di mia moglie) e':esiste qualche rimedio?
Grazie e salutoni
Johnny
Caro Johnny,
Se lei si diverte ad essere così e a sua moglie non dispiace, non vedo dove
è il problema. Se volessimo cercare le cause dovremmo conoscerci sicuramente
meglio e poter ripercorrere le esperienze fondamentali della sua vita, per
capire dove nascano certi atteggiamenti. Personalmente tendo a credere che
lei, come tutti, sia un po' timido, ma non accettando questa sua 'debolezza'
si esponga a queste situazioni a rischio, e se queste le procurano una
figuraccia, la sua soddisfazione non sta nella cosa in sé, ma nel fatto di
essere stato capace di superare la sfida, arrivando 'perfino' a fare quello
che fa.
Ma è solo un'interpretazione 'al buio' e per trovare i rimedi bisognerebbe
capire bene le cause.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DON GIOVANNI
sono moglie da 30 anni di un uomo affetto dalla sindrome del don giovanni,
conosco le sue debolezze, le sue fobie le sue insicurezze, ama le auto
grandi le barche ciò spesso a discapito dalla nostra situazione economica ),
non si riconosce disturbi dela personalità, abbiamo tentato la terapia di
coppia (fallita) ed è stato invitato più volte a farla da solo..
ci potrebbero essere ancora speranze di cambiamento o non mi resta che
lasciarlo? lui 56 anni io 49
Rosy
Salve Rosy.
Non penso che dopo trenta anni suo marito possa cambiare. Da quello chemi
racconta, sembra quasi di capire che lei intraveda nel comportamento da don
giovanni di suo marito un'insicurezza di fondo, che lo porta a cercare
conferme in ogni 'preda' conquistata. In effetti le cose possono stare così,
ma se la terapia di coppia non ha funzionato e lui non vuole farsi aiutare,
non le resta che continuare a sopportare, sperando che in vecchiaia lui
trovi un po' di serenità e superi le sue inquietudini, o lasciarlo.
Saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona
MUTISMO ELETTIVO
Il nostro bambino di quasi 6 anni presente alcuni sintomi del mutismo
elettivo, ad esempio, non parlava molto con le insegnanti alla scuola
materna per 2 anni, e tutt'ora in prima elementare, non parla se
interrogato, e a volte si rifiuta di andare alla cattedra.
Anche con altri adulti estranei (maestro di sci, nuoto, ecc) si rifiuta di
rispondere, anche se solo gli viene richiesto il nome. Abbiamo notato in
questi casi che con la maggiore conoscienza, migliora il dialogo.
Per quello che riguarda i rapporti con i suoi coetani, e'un bambino molto
aperto, che gioca volontieri anche con bambini estranei.
Nell'insieme, non lo definirei un bambino timido, ne' proponso ad occuparsi
di attivita' manuali.
Vorremo qualche consiglio su come affrontare questo problema.Grazie.
Vasco
Caro Vasco, anzitutto non entrate in ansia voi genitori. Il piccolo ha
qualche problema, ma non è niente di grave e può essere risolto. Cercate di
aiutarlo nella socializzazione, proponendogli occasioni in cui poter avere
un rapporto privilegiato con figure adulte interessanti ed accoglienti nei
suoi confronti : una o due persone alla volta, che sappiano coinvolgerlo o
farlo divertire. Fate poi attenzione alla scelta della figura
dell'allenatore sportivo : questa è infatti una persona adulta con il quale
il bambino non deve parlare, ma agire, magari divertendosi.
Poiché con i coetanei non ci sono problemi, credo che queste siano al
momento le migliori cose da fare. Mi raccomando, senza ansia, perché il
bambino la percepisce e questo complica le cose.
Saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN CASO DISPERATO
Sono un caso disperato. Fin da bambino ho avuto problemi di inibizione
sociale, e non sono letteralmente mai uscito di casa se non per andare a
scuola. Adesso ho 25 anni, abito per motivi di lavoro da solo in una città
che non è mia, ed i miei problemi non sono affatto spariti. In mezzo alla
gente soffro di crisi di panico, ansia, timidezza, ecc., e tornato dal
lavoro non esco quasi mai da casa. Come potrà mai una persona come me
riuscire a costruirsi una vita sociale appagante, e soprattutto cosa posso
fare per trovare l'amore? Da troppo tempo sto soffrendo, adesso sono ad un
punto limite, ho bisogno di (tanti) consigli pratici su come crearmi una
vita. Come posso fare per crearmi delle amicizie e soprattutto per conoscere
delle ragazze, tenendo conto dello stato in cui mi trovo? Vi prego,
aiutatemi.
Memmo
Caro Memmo,
Credo che lei tenda a mettere in evidenza più i suoi disagi che i suoi punti
di forza. Infatti, malgrado tutti i problemi che descrive nella lettera, è
comunque risucito a portare a termine gli studi, a cercarsi un lavoro, a
cambiare città... Ma le pare poco tutto ciò ? Il consiglio è quello di
concentrarsi di più sulle sue capacità personali e professionali e meno
sulle sue fragilità, che poi probabilmente sono anche il suo maggiore
pregio, a livello di sensibilità e di intelligenza.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta, Ancona
LUI E' STRANO
Vorrei un consiglio in merito ad un problema con il mio ragazzo. Siamo
insieme da quattro anni e spesso alcuni suoi comportamenti mi sembrano
piuttosto strani: è sempre restio a salire in casa mia, soprattutto in
presenza di parenti o amici miei e di famiglia, evita il più possiblile di
fare shopping (anche per se stesso), di passeggiare su strade in cui
generalmente incontriamo conoscenti dei miei, dei suoi o dei suoi amici,
evita tutte le occasioni di "ritrovo familiare" o comunitario: pranzi,
festività, ricorrenze a casa, in Chiesa e al cimitero e ultimamente si è
dichiarato contro il matrimonio perchè gli dà fastidio la gente e non vuole
vedersela intorno. Ora però a questi comportamenti si è aggiunta anche una
certa dose di aggressività contro tutti: contro i miei, il mio lavoro,la mia
fede, contro la gente. Arriva a dire delle cose molto offensive e a volte ha
anche degli scatti:
bestemmie, calci e pugni ad oggetti.
Quando invece è calmo fa dei ragionamenti contorti e problematici riguardo
atteggiamenti e comportamenti miei o di altri che io ritengo normalissimi.
Penso che si tratti di fobie sociali che lui cerca di mascherare, perchè
quando mi parla dei suoi sentimenti è sincero, ma in certi momenti non lo
riconosco più. Io non voglio lasciarlo anche se mi sto rendendo conto che i
suoi atteggiamenti condizionano non poco la mia vita e mi fanno rimanere
male.
Come è possibile una cosa del genere? Lui è una persona molto affidabile e
stimatissima nel lavoro, ha molte responsabilità, con tutti parla senza
problemi, sa far valere le proprie ragioni e lo fa con molta sicurezza.
Perchè allora "odia" tutto e tutti?
La prima cosa che mi aveva colpito in lui era stata proprio la sua
gentilezza...Perchè ora è molto dolce solo nei momenti intimi (non mi
riferisco solo alla sfera sessuale, ma a serate tranquille passate a
parlare)?
E' possibile uscire da questa situazione senza usare degli psicofarmaci?
Potrà mai cambiare? Ma soprattutto, cosa posso fare io per aiutarlo?
A volte mi sembra proprio di non avere accanto la stessa persona di cui mi
sono innamorata; é diventato così chiuso nelle sue convinzioni, "negativo"e
problematico.
Non riesco a capire ciò che è carattere e ciò che è "patologia".
Un grazie anticipato per il vostro aiuto
Chicca
Cara Chicca,
In effetti è un po' difficile capire il carattere del suo fidanzato, così
pieno di contraddizioni. Come lei giustamente dice, potrebbe trattarsi di un
soggetto sofferente di fobia sociale, ma si potrebbe anche pensare ad una
personalità caratteriale, rigida, che tende verso una nevrosi paranoide.
Credo che sia difficile farlo cambiare, perché per cambiare occorre
anzitutto la volontà dell'interessato. Valuti dunque bene quello che deve
fare prima di prendere decisioni importanti.
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta, Ancona
PROBLEMA DEL LINGUAGGIO
Sono una ragazza di 21 anni studentessa universitaria,è parecchio tempo che
sono angosciata da un problema che mi impedisce di vivere i rapporti con gli
altri con completa tranquillità!credo di avere una sorta di disturbo del
linguaggio,forse classificabile(anche se non completamente) nella balbuzie.
Questo problema non è sempre presente.
Si presenta quando sono particolarmente agitata,quando devo parlare sia al
telefono o di persona,con persone che non conosco di qualcosa di
specifico,nel senso che non mi succede sempre,ma solo nei casi in cui devo
chiedere informazioni in maniera diretta a qualcuno che non conosco,come ad
esempio un numero di telefono,oppure quando mi presento ad un esame e devo
dire il mio nome e cognome,quando devo prendere appuntamento per qualche
visita ecc...questo mi porta a dover pensare alle parole da usare già prima
di trovarmi nella situazione specifica!questo mi provoca un senso di
profonda angoscia,di ansia,sento il cuore in gola e la voce non ne vuole
sapere di uscire.
Il mio cervello sa quello che voglio dire ma sembra come se la voce ignori
questo bisogno.
E’ un problema del quale la maggior parte delle persone che conosco non si
sono neanche accorte perchè in situazioni normali,quando parlo del più e del
meno con persone che conosco oppure quando conosco ragazzi all'università
con i quali scambio conversazioni amichevoli,questo disturbo non si
presenta.
Non è propriamente la classica balbuzie che porta a ripetere le prime
sillabe di qualche parola,più che altro è la prima lettera di una
parola(solitamente la prima di un discorso) che tende a rimanere strozzata
in gola. Quando mi accorgo di essere in una di queste situazioni cerco dei
giri di parole per dire in un altro modo quello che avevo intenzione di
dire,ma questo mi porta a fare delle figure poco piacevoli,nel senso che a
volte sembra quasi che io non sappia leggere o che non ricordi cose
facilissime!
Ho letto nel vostro articolo che questo tipo di disturbo è più utile
trattarlo da un punto di vista psicologico piuttosto che affidarsi ad un
logopedista!Io non credo di avere avuto in passato dei traumi che mi abbiano
fatto erigere difese di qualche genere,ma studiando psicologia ho appreso
che spesse volte meccanismi inconsci possono scendere in campo bloccando il
normale sviluppo di una qualche funzione.Quello che vi chiedo è quale
terapia sarebbe utile nel mio caso e se posso,con qualche metodo,risolvere
da sola questo problema che mi porta ad avere parecchi problemi soprattutto
sulla mia autostima.
In attesa di risposta vi invio cordiali saluti
Lella
Cara Lella,
Credo che il suo sia un semplice problema di ansia. Come leggerà nel sito,
c'è chi in queste situazioni arrossisce, chi balbetta, chi trema, chi
suda... Sono tutti sintomi dovuti ad uno stesso problema di ansia. Come
combattere l'ansia? Con un pensiero positivo, ottimista, autoironico, che
tende a sdrammatizzare le situazioni e con una buona tecnica di
rilassamento, come il training autogeno.
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta, Ancona
LA VOGLIA DI VIVERE
Sto letteralmente perdendo la voglia di vivere… così, giorno per giorno. E
secondo me è grave, ancor di più se vi scrive un ragazzo di 18 anni. Sin da
piccolo non ho avuto molte relazioni sociali, sono stato un ragazzo
abbastanza timido ed ansioso, che raramente esprimeva le sue opinioni, o che
si metteva in gioco, o che faceva “il filo” ad una ragazza. Ancora oggi è
così, anzi, è peggio… adesso arrosisco per ogni sciocchezza che sento, che
faccio o che dico! Mi angoscia l’idea di dover uscire di casa (anzi, dalla
camera in cui trascorro molto tempo della mia giornata) ed immettermi in una
società fredda, e di cui temo essere deriso. Così come capita a scuola, dove
sono letteralmente martoriato da un gruppo di ragazzi e ragazze che usano
verso di me appellativi poco edificanti, e di cui soffro tremendamente,
anche se non lo do a vedere. Ovviamente, l’idea di ribellarmi non mi sfiora
neanche un po’, ci passo sopra, e via, rinchiuso il pomeriggio in camera a
pensare “ma perché a me va così ed agli altri no?” In fondo, e forse a
torto, mi reputo un ragazzo abbastanza maturo, intelligente, e sicuramente
molto sensibile. Sempre oppresso da quella cappa d’ansia e di timidezza che
mi stanno portando alla depressione, sempre pronto a dire “no, non mi va” a
quell’unico amico che di tanto in tanto mi telefona il sabato sera per
uscire, perché ho paura di incontrare quel gruppo di ragazzi che a scuola mi
da’ la tortura, e che mi potrebbe far fare brutte figure dinnanzi a tanta
gente.
Non so come uscire da questa situazione, penso “volere è potere”, magari se
m’impegno seriamente posso da solo vincere questo enorme problema che mi
consuma l’esistenza, ma ogni giorno è sempre la stessa ed insormontabile
situazione, di cui mi sono stancato ed a cui voglio porre, una volta per
tutte, rimedio. Mi potrebbe consigliare come dovrei fare, e quali sono le
regole (ammesso che vi siano) per condurre un’esistenza, se non proprio
felice, almeno serena e tranquilla?
La ringrazio sin d’ora per la sua cortese attenzione, e per la risposta che
mi vorrà fornire
Mirko
Caro Mirko,
Anzitutto vorrei dirti che un leggero stato depressivo alla tua età è
talmente frequente da potersi definire quasi 'normale', quindi non ti
preoccupare perché già il tempo che passa è da solo una buona medicina per
guarire.
Quanto ai ragazzi che ti 'torturano', anche questo purtroppo è un
comportamento abbastanza comune fra ragazzi, ma certo, non per questo meno
fastidioso ! Ti consiglio di non mostrarti seccato per questo loro modo di
prenderti in giro, cerca di concentrarti sul tuo equilibrio interiore, cerca
di fare e dire sempre e solo cose saggie e sensate, in modo da accrescere la
tua autostima. E poi coltivati: cerca di crescere, viaggia, leggi, impara:
vedrai che il mondo è cosa ben diversa dalla piccola realtà che oggi tanto
ti opprime.
Un abbraccio.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MAI STATA FIDANZATA
Sono una ragazza di quasi 21 anni che,alla sua età,non è MAI stata
fidanzata. Innanzitutto,perchè,alle superiori,mi trovavo in una classe
composta da 28 femmine e 2 maschi,e,in secondo luogo,a causa del mio
carattere introverso e riservato. Ora,frequento l'università ormai per il
terzo anno,ma ho notato che,con i ragazzi,non riesco a legare....ho
un'espressione sempre seria (a meno che ci sia un motivo per ridere),e miei
occhi sono inespressivi....eppure,quei pochi amici che ho,mi dicono che sono
una bella ragazza,con tante qualità: a loro detta,infatti,sarei
intelligente,dolce,gentile,sensibile,profonda,sincera,fresca.....mi
dicono,addirittura,che sono una ragazza speciale (non so che cosa possa
significare,questo aggettivo),in gamba,che sono "una persona bella,sia
dentro,che fuori".....va bene,però sono infelice,e insoddisfatta di me
stessa....non credo che le qualità che i miei amici mi riconoscono siano
tutte fasulle....eppure,non riesco a mettere tutte le persone nelle
condizioni di conoscerle.....solo pochissimi le conoscono.....ma perchè
ragazze che hanno molte meno qualità rispetto a me sono molto più felici?
Ho,per caso,qualcosa che non va? La mia intenzione non è assolutamente
quella di far allontanare gli altri da me,perchè,essendo molto
sensibile,soffro non poco....e poi,non ho questo desiderio....appena uno
sconosciuto mi guarda in faccia,ed io,a mia volta,lo guardo,quella persona
distoglie subito lo sguardo da me,oppure mi guarda con disprezzo....ma
perchè? Cos'ha,il mio viso,che non va?? Io non riesco più a capire che
cos'ho di anomalo,e perchè mi sento una schifezza da buttare via.....
Grazie per l'ascolto,Elisa
Cara Elisa,
Sei proprio sicura che le persone che ti guardano poi distolgono lo sguardo
a causa del tuo viso o delle tue espressioni? Credo che la cosa migliore da
fare è 'ridimensionare' il tuo problema perché, paradossalmente, anche il
fatto di sentirsi così 'speciale' o 'unica' in quanto sfortunata e MAI
fidanzata può essere un modo arrogante o quanto meno poco simpatico di
proporsi agli altri. Cerca di dimenticare i discorsi del 'bella dentro e
fuori' e proponiti come una persona normalissima, con i suoi pregi e le sue
virtù, come tutti. Vedrai che, sentendoti normale fra normali, molte più
persone si avvicineranno a te... Con normalità!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MAI VISSUTO L'AMORE
Non ho mai vissuto l'amore, mai avuto una ragazza, nemmeno una piccola
storia. Ho 32 anni, vivo con i miei e un fratello di 35 anni. Sono di natura
timido, pessimista, insicuro, molto molto pigro, poco socievole, ma buono,
sensibile, dolce (a detta di un paio di ragazze con cui ho parlato un po' di
più), amato dai miei due migliori amici (da poco sposi, ma lei l'amavo
io...); scontroso in famiglia, remissivo fuori. In qs periodo penso sempre
che l'unico motivo per "vivere", anziché sopravvivere (nb: sono architetto,
ma del mio lavoro non mi importa assolutamente nulla), sarebbe trovare
l'amore di una donna. Ma mi riesce infinitamente più facile piangermi
addosso, rivangare un passato affettivo inesistente, che provare a
smuovermi. Mi chiedo di continuo: "perché IO sono così?", "perché non mi
sento motivato a vivere, ma preferisco trascinarmi?". Ho cominciato delle
sedute da una psicologa: mi ha dato solo conferme di come sono e buoni
consigli. Sono tutte cose in cui non credo, nel senso che i buoni propositi
che esse possono ispirarmi, lasciano presto il tempo che trovano, cancellati
da tristezza e malumore. Mi piace molto sentirmi triste, spesso piango
pensando alle mie "sventure" e questo mi dà -paradossalmente- una sorta di
benessere, di godimento che non mi so spiegare...
Non voglio più uscire di casa, non voglio frequentare nessuno, né fare
sport, corsi, feste: desidero sempre stare da solo e stare male (forse nella
allucinante speranza che qualcuno mi cerchi per "salvarmi"..?)
La domanda che vorrei farvi è: giunto a questo punto, dove trovare le
motivazioni che non ho?
COME faccio a camminare se "non ho più le gambe"? Tutto è dovuto alla mia
eccessiva timidezza?
Grazie se mi risponderete, e spero che il mio caso sia utile a quanti vivono
il mio stesso problema.
Architetto
Caro Architetto,
Nella pratica psicoterapeutica a volte si danno al paziente prescrizioni
paradossali per cercare di cambiare la sua realtà.
Un esempio potrebbe essere quello di stabilire 1 ora al giorno in cui lei
non possa, ma DEBBA andare in camera sua, piangere, sentirsi triste,
ripensare a tutti i suoi problemi. Allo stesso modo uno psicoterapeuta
potrebbe prescriverle di non vedere film o persone minimamente allegre e
così via.
In genere questo tipo di psicoterapia funziona benissimo con le persone come
lei, ma è necessario essere seguiti da uno specialista che possa dosare gli
esercizi e sostenerla nei momenti difficili. Per questo, niente fai-da-te:
si cerchi uno psicoterapeuta con formazione 'sistemica' che si ispira nella
pratica clinica alla Scuola di Palo Alto. Provi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DOVE VAI SE IL CAPPELLO NON CE L'HAI?
sono un ragazzo di 28anni, lavoro come metalmeccanico da quando mi sono
diplomato, in campo affettivo non ho mai avuto problemi, ma sono arrivato
fin qui portandomi sempre con me un poblema x me ormai quasi
insopportabile...senza un cappello in testa non vado da nessuna parte...questo
perchè quando sono in mezzo alla gente..mi capita di avere sudorazioni sulla
fronte molto vistose e ho trovato nel cappello una valida protezione..ma
questo non mi permette di fare svariate cose e in più molte volte mi rende
nervoso anche con la mia ragazza..come posso fare a sconfiggere questo
problema che ormai lo vedo come una cosa impossibile da risolvere?
Fabio
Caro Fabio,
A volte sembra di trovare la soluzione alle proprie insicurezze in un
oggetto o in una persona, ma poi ci si accorge che essi sono dei limiti alla
propria libertà, per cui si cerca di liberarsene. Per foruna nel suo caso si
tratta solo di un cappello...
La cosa da fare è 'desensibilizzarsi', ovvero molto, ma molto gradualmente,
cominciare a toglierlo, cominciando da 5 minuti al giorno, per poi aumentare
di cinque minuti ogni settimana, tenendo un diario.
Per risolvere il problema che ha causato la 'cappello-dipendenza' provi a
rilassarsi facendo ampi respiri prima di trovarsi con altre persone e si
immagini di ricevere un venticello fresco sulla fronte ogni volta che
avverte il sintomo.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DEFAILLANCE
Sono un ragazzo di 26 anni e sto da tre anni con una ragazza.
Io non ho mai avuto problemi di tipo sessuale con lei...tutto ha funzionato
alla perfezione, ma da una ventina di giorni a questa parte ho avuto dele
piccole "defaillances"...
Dovrei spiegare la situazione con più precisione: Io ho già avuto dei
fenomeni di ansia da prestazione che si sono verificati quando avevo 18 anni
con la mia prima ragazza.
Eravamo entrambi vergini e non sapevamo che fare...ad ogni modo questi
problemi sono nel tempo scomparsi.
Ora con la mia attuale ragazza i rapporti sessuali sono andati sempre in
modo normale, ma tra novembre e dicembre c'è stata una piccola relazione
clandestina con un'altra ragazza.
Beh, diciamo che con quest'ultima ragazza (con cui peraltro ho concluso),
forse per la troppa frequenza con cui avevo rapporti (li ho avuti con
entrambe nello stesso periodo...non ce la facevo più!) e forse per lo stress
della situazione, è successa una volta, non una mancanza di erezione, ma una
situazione ansiosa che si traduceva in perdita e riacquisto di erezione
durante l'approccio prima del rapporto.
Da questo punto ho iniziato a pensare continuamente a ciò che era successo e
questo ha influito sulle mie successive prestazioni.
Con questa avventura, non per questo motivo, ho chiuso ma comunque ho avuto
e sto avendo dei problemi nel raggiungere l'erezione con la mia ragazza.
Ci sono state dopo il fatto occasioni in cui io e la mia ragazza abbiamo
avuto rapporti sessuali completi...ma era sempre come una prova per me, come
una continua dimostrazione a me stesso del fatto che io ero virile e che ce
la potevo fare.
E come sempre pensare troppo al fatto che il pene può non riuscire a
raggiungere l'erezione fa si che esso non la raggiunga sul serio!
E quindi sto alternando momenti di sesso non soddisfacente (dove anche
durante l'atto penso che si possa "ammosciare") a momenti di pura "cilecca".
Questa situazione sta andando avanti da circa un mese ed io non posso far
altro che pensarci continuamente...
Ora, io so che questo non è un problema grave da risolvere (o almeno lo
spero!!!)poichè non è dovuto a fattori propriamente fisici, ma ad uno stato
psicologico..e so anche che dovrei solamente calmarmi, ma non è facile.
Vi chiedo quindi se questo è uno stato mentale che dura molto o se nel breve
periodo, con un pò di rilassamento e di astinenza si può combattere, e vi
chiedo inoltre di darmi un aiuto e dei consigli sul come comportarmi con me
stesso e su cosa fare per togliermi di dosso questa cosa che non fa parte di
me e che mi sta rendendo triste ed agitato.
Grazie in anticipo per la vostra comprensione e per il vostro aiuto.
Saluti Luciano.
Salve Luciano. La sua lettera è straordinariamente lucida: lei ha capito
perfettamente come stanno le cose e dunque, con un po' di rilassamento e di
astinenza, come dice lei, tutto tornerà a posto.
Il problema che non mi sembra abbia minimamente sfiorato è invece quello
degli eventuali sensi di colpa per la reazione 'clandestina', che possono
essere il motore della sua 'cilecca' con la sua ragazza, che prima non si
era mai verificata. E' sicuro che si sia completamente 'assolto' per
l'accaduto?
Perché è da uno stato mentale di serenità e di fiducia che lei deve
ripartire per tornare alla normalità.
Cerchi dunque di capire le ragioni che l'hanno spinta verso l'avventura e
provi ad avvicinarsi alla sua ragazza con rinnovata serenità.
Da un punto di vista 'tecnico' le consiglio, ogni volta che le viene in
mente questa idea di 'afflosciamento' di occupare la mente in altre cose:
provi a ricordare una poesia e mentalmente la reciti, oppure conti fino a
cento. L'importante è riuscire a non pensarci.
Si può fare, se riesce ad allenare la mente a questo genere di esercizio. Ci
provi.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
CATTIVI PENSIERI
Mi chiamo bob vivo in Piemonte e ho 18 anni, vi scrivo perché da alcuni
giorni a questa parte si e' presentato un grande problema che mi mette molto
a disagio e molta paura, ecco molte volte mi capita di pensare,di
immaginare, di fare del male o anche peggio ai miei genitori non riesco a
capire il motivo di questi cattivi pensieri il problema e' che questa cosa
mi mette molta paura e mi crea dei pensieri ancora piu grandi, del tipo:
Sono pazzo? Potrei farlo veramente a forza di pensare a queste cose?
Ne ho parlato con i miei genitori e loro hanno risposto che questa e' un'eta
dove la persone che la attraversa cambia, si passa da ragazzo a uomo e
quindi puo capitare di fare questi pensieri.
Al di la' che questa cosa sia vera o falsa io vorrei sapere perché proprio a
me, io che sono sempre stato uno che voleva un mondo di bene alla famiglia
perché di punto in bianco penso a queste cose??
E forse perche' in questo periodo ho avuto molte delusioni sia con gli amici
che con le ragazze che mi hanno portato a chiudermi in casa e a star da
solo, premetto che sono anche un tipo molto suscettibile, appena vedo magari
anche solo la pubblicita di un film horror o cose simili faccio mille
pensieri e mi prendo paura, potrebbe anche essere quello a contribuire e
tutto cio'????
Aspetto con ansia risposte e scusate il disturbo
BOB
Caro Bob,
Forse ti stupirà sapere che la maggior parte delle persone ha questi
‘cattivi pensieri’ che attraversano la mente ed a volte spaventano perché,
come nel tuo caso, ci si chiede come possa essere possibile, non dico fare,
ma anche solo pensare, a certe scene allucinanti. Ebbene, la nostra mente,
come nel sogno, possiede in archivio una serie di immagini, storie,
rappresentazioni e, del tutto inconsapevolmente, a volte si generano questi
pensieri mostruosi. Altre volte essi rappresentano le nostre paure più
inconsce, la paura di perdere le persone care, o anche la paura di perdere
sé stessi.
Dunque, non prenderli troppo sul serio e quando arrivano questi pensieri dai
un bacione ai tuoi: loro non sanno perché lo fai… Ma tu si!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN ' POVERO' COMMERCIANTE
Ho 39 anni ormai 40 e non ho mai avuto rapporti sessuali la mia timidezza mi
blocca partecipo poco alla vita sociale faccio il commerciante con problemi
economici il commercio è una lotta insieme mio fratello(che ha tre figli di
cui uno malato di mente) più grande, ho sempre avuto diverse amici ma
rapporti a due inoltre una cosa che mi blocca ho dei dolori bruciori nel
membro di vari tipi in 20 anni ho fatto tanti controlli da vari urologi
naturalmente tu sai un timido che difficoltà ha a dire bene le cose del tipo
non ho vita sessuale,ma non hanno mai trovato nulla tutti gli esami negativi
uno mi pure detto devi avere una vita sessuale costante e passera e vero se
mi stimolo certe volte passano il mio problema e che mi sento intelligente e
profondo vedo tutti prima che avviene, adesso il problema mi sono innamorato
per la prima volta nella vita ho forse e una stupidaggine ci siamo guardati
da tanto ma io naturale non sapevo cosa fare quando avuto la senz'azione che
la perdevo lo fermati di notte mentre prendeva il motorino li chiesto ti
devo parlare lei di cosa e mi sono bloccato e lei devo andare il giorno dopo
si fatta vedere baciare con ragazzo di 10 meno di lei, io non capisco più
nulla si Sara stancata, a ragione, ma tu che sai come mi sento capisci,
inoltre mi sa che a soldi ne pochi, ma pensa che io ne ho, sai i
commercianti sono pieni di merce possono avere locali in centro ma non sanno
che la merce e tutta da pagare e vivo a casa con mio padre mia madre e morta
spero che mi possa dare una mano e come se urlasi ma tutto rimane dentro di
me ho nottata una cosa quando voglio fare una cosa molte volte ho il
coraggio di farla, non capisco, ho comprato il libro la timidezza forse
l'amore per lei mi sta facendo fare delle cose che non ho mai fatto sto
lottando contro di me il libro mi ha datto una mano le parole scritte non
sempre spiegano quello che vuoi dire se pottessi fare dei corsi via internet
grazie
Gentile Commerciante,
Lei pone diversi problemi: vediamo di analizzarli uno a uno. Quanto ai
problemi urologici, credo anch’io che se lei avesse una normale vita
sessuale tutto dovrebbe passare. Per la storia del suo innamoramento, ha
fatto bene a prendere l’iniziativa di fermare quella ragazza. Giustamente,
come lei dice, quando si è motivati a fare una cosa, ci si può riuscire
senza difficoltà Capire perché la ragazza si baciava con un tipo di dieci
anni più giovane mi è invece del tutto impossibile, perché non conosco la
storia nei dettagli. Una possibile interpretazione è che, vedendola ancora
poco deciso, abbia voluto farla ingelosire, per farle prendere una decisione
veloce, visto che è tanto tempo che… Vi guardate.
Quanto ai soldi, è possibile che la ragazza la veda come un uomo ricco, ma
prima di pensare a questo, cerchi di conoscerla meglio e di capire che
sentimenti prova per lei. Piuttosto che corsi via internet, le coniglio
vivamente di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona, per avere consigli
sul comportamento da seguire con questa ragazza o con altre che verranno.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
TROPPE LINGUE
Ho un piccolo (o grande?) problema con la mia bambina di 3 anni e mezzo,
Noemi: da settembre 2004 va al Kindergarten (scuola materna) e non dice una
parola. All'inizio ho pensato che fosse a causa della lingua diversa (mio
marito é jugoslavo e i bambini sentono e parlano tre lingue), ma ora ho il
sospetto che si tratti di una sorta di mutismo selettivo, anche perché a
casa con il fratellino parla in tedesco. Mi hanno detto che parla solo con
alcuni bambini della sua etá (sono classi miste dai 3 ai 6 anni), ma con gli
altri risponde solo a gesti. Come posso aiutare la mia bambina? Puó essere
utile andare a "giocare" con lei e con il fratellino piú piccolo al
Kindergarten, magari per rompere quel circolo vizioso del non parlare?
Con gli estranei (che non conosce e vede per la prima volta) al di fuori
della scuola materna non parla ad alta voce, ma sussurra, se le si rivolge
direttamente la parola. E questo comunque da sempre e in qualunque lingua.
La ringrazio se vorrá rispondermi
Miriam
Cara Miriam,
E’ possibile che sua figlia conosca tre lingue, ma non si senta sicura in
nessuna delle tre. Vista la situazione, è bene con questa figlia parlare
solo in una lingua – quella che parla all’asilo -, in modo che possa
raggiungere una migliore sicurezza di sé. Credo che per il momento questa
sia la cosa più importante da fare. Se dopo sei mesi di full immersion
linguistica non migliora, occorre riparlarne.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FATIDICO MOMENTO
sono un ragazzo di 20 anni ed ormai da 5 anni ho rapporti sessuali.Il mio
problema é che ogni volta che cambio partner al "fatidico" momento vado in
blocco e non riesco a mantenere un'erezione tale da permettermi il rapporto.Ho
bisogno di almeno 4 o 5 tentativi prima di riuscirci dopodiché riacquisto le
mie facoltà sessuali.Come posso risolvere questa "intermittenza" che mi
perseguita?
Giulio
Salve Giulio.
Sei giovanissimo e probabilmente manchi di esperienza. Infatti, cambiare
spesso la partner, come accade alla tua età, non serve ad acquisire una
certa sicurezza nell’atto sessuale che permetta poi delle buone performances.
Non conta da quanto tempo hai avuto il primo rapporto della tua vita, ma
quante volte in questi cinque anni, hai avuto rapporti… Capisci? Dunque, per
il momento non ti preoccupare: cerca solo di sceglierti una ragazza con la
quale stabilire un rapporto continuativo, in cui tu ti senta completamente a
tuo agio e non sia preoccupato per la prestazione sessuale. Vedrai che tutto
andrà meglio.
Dott. Walter La Gatta Ancona
PAURA E ATTESA
Sono una ragazza gravida alla decima settimana, a già da un bel pò di tempo
che a causa di qualcuno che mi ha detto delle cose strane tipo non guardare
gli animali , bambole mi ha causato un senso di ansia ha tal punto di avere
mille paure. Io vorrei sapere da lei se questo mio problema può provocare
qualche malformazione dato che è il periodo più delicato. E' vero che
guardare cose strani si possano riflette sul bambino? Grazie. Paola
Cara Paola, per favore non credere a queste sciocchezze e corri subito in
libreria : fatti consigliare dalla commessa un libro illustrato sulla
gravidanza (ed anche più di uno) dove potrai leggere ciò che realmente
avviene, settimana dopo settimana e, mi raccomando, credi solo, e soltanto,
a quello che leggerai nel libro! Sono tutte sciocchezze quelle che ti hanno
raccontato, ma non volergliene: sono solo ignoranti, non cattivi/e.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FOBIA SOCIALE
mio figlio ora ha 17 anni e soffre di fobia sociale. 3 anni fa si manifestò
per la 1 volta e con i farmaci e un aiuto psicologico ero stato bene anche
se non
completamente perchè non aveva avuto la forza di rientrare in una scuola
pubblica ma andò in una privata qui in paese. Ora dopo circa 3 anni si è
ripresentata, perchè? Non si può guarire completamente? In quale modo? Forse
non ha funzionato la terapia visto che la psicologa continua a dirle che i
suoi sono
solo problemi adolescenziali.Intanto, ha interrotto la scuola, e si sta
rinchiudendo dicendo che nessuno lo capisce. Soffre tanto.
Carla
Cara Carla,
Probabilmente la psicologa ha ragione e si tratta solo di problemi
adolescenziali, ma a questo punto non sarebbe meglio chiedere un altro
parere?
Secondo me sarebbe opportuno.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN GROSSO PROBLEMA
Ho un grosso problema che mi assilla. Sono un ragazzo di 25 anni e la mia
vita sessuale e sempre andata bene.
Circa sei mesi fa ho interrotto un rapporto con la ragazza la quale ci ho
passato ben sei anni assieme.
Dopo circa un mese ho conosciuto un' altra ragazza con cui ho avuto una
nuova vita sessuale e da qui ho cominciato ad avere problemi di erezione.
Inizialmente era solo piu' difficile del solito avere un erezione, poi nn
riuscivo a mantenere l'erezione fino ad nn riuscire ad averla proprio.
All'inizio pensavo che mentalmente nn fossi pronto per una nuova storia ma
ormai sono passati sei mesi.
Ho sentito parlare di ansia da prestazione, pero' sinceramente nn so se
possa essere il mio caso.
Questo oramai e' diventato un grosso problema per me e nn so come risolverlo
e inoltre nn riesco piu a pensare di frequentare una donna per paura di
arrivare di nuovo alla classica "cilecca".
Spero mi possiate dare buoni consigli come risolvere questo problema. Saluti
e grazie anticipatamente
Giovanni
Caro Giovanni,
L’ansia da prestazione nasce a seguito dell’instaurarsi di un circolo
vizioso. La prima volta va male perché ci sono dei motivi oggettivi
(imbarazzo, scarsa conoscenza, paura di essere giudicato, luogo poco adatto,
rumori ecc.), poi accade perché ci si vergogna di quanto è accaduto la prima
volta, oppure perché si teme di non riuscire. Questa è l’ansia da
prestazione. E’ il tuo caso? Se si occorre ritrovare la fiducia in sé
stessi, cercando di vivere il rapporto sessuale non come un esame, ma come
un momento di tenerezza. Per questo è importante riprovarci con una persona
della quale non si tema il giudizio, sentendosi liberi di riuscire o meno.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
MAI VISSUTO L’AMORE
Non ho mai vissuto l'amore, mai avuto una ragazza, nemmeno una piccola
storia. Ho 32 anni, vivo con i miei e un fratello di 35 anni. Sono di natura
timido, pessimista, insicuro, molto molto pigro, poco socievole, ma buono,
sensibile, dolce (a detta di un paio di ragazze con cui ho parlato un po' di
più), amato dai miei due migliori amici (da poco sposi, ma lei l'amavo
io...); scontroso in famiglia, remissivo fuori. In qs periodo penso sempre
che l'unico motivo per "vivere", anziché sopravvivere (nb: sono architetto,
ma del mio lavoro non mi importa assolutamente nulla), sarebbe trovare
l'amore di una donna. Ma mi riesce infinitamente più facile piangermi
addosso, rivangare un passato affettivo inesistente, che provare a
smuovermi. Mi chiedo di continuo: "perché IO sono così?", "perché non mi
sento motivato a vivere, ma preferisco trascinarmi?". Ho cominciato delle
sedute da una psicologa: mi ha dato solo conferme di come sono e buoni
consigli. Sono tutte cose in cui non credo, nel senso che i buoni propositi
che esse possono ispirarmi, lasciano presto il tempo che trovano, cancellati
da tristezza e malumore. Mi piace molto sentirmi triste, spesso piango
pensando alle mie "sventure" e questo mi dà -paradossalmente- una sorta di
benessere, di godimento che non mi so spiegare...
Non voglio più uscire di casa, non voglio frequentare nessuno, né fare
sport, corsi, feste: desidero sempre stare da solo e stare male (forse nella
allucinante speranza che qualcuno mi cerchi per "salvarmi"..?)
La domanda che vorrei farvi è: giunto a questo punto, dove trovare le
motivazioni che non ho?
COME faccio a camminare se "non ho più le gambe"? Tutto è dovuto alla mia
eccessiva timidezza?
Grazie se mi risponderete, e spero che il mio caso sia utile a quanti vivono
il mio stesso problema
Mat
Caro Mat,
Effettivamente sentirsi triste può essere ‘bello’ perché, come tu dici, ti
permette di fantasticare di essere ‘salvato’ da qualcuno, magari da una
bella principessa sposata con qualcun altro. Che dirti?
Ognuno sceglie la modalità di reazione, cioè gli atteggiamenti, agli stimoli
provenienti dall’ambiente. In base a questi atteggiamenti si delineano poi i
tratti ‘salienti’ della personalità. Tu hai coscientemente scelto di voler
essere così come sei; la psicologa che ti ha visto ti ha detto cose giuste,
ma che ti avrebbero portato su una strada diversa da quella che vuoi
percorrere tu… Nessuno psicologo può pretendere di curare un paziente che
non ha motivazione a guarire.
Dunque, non mi rimane che augurarti buona fortuna!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
AVVOCATO TIMIDO
ho fatto il vostro test dell'intelligenza emotiva ed ho riportato 29. Il
problema mio è proprio che quando devo parlare, specie in pubblico, o faccio
la figura dell'imbranato o di quello che non sa parlare, ANCHE SE PRIMA MI
SONO PREPARATO BENE..Questo mi complica la vita, perchè sono avvocato e
questa professione l'ho scelta perchè mi piace.
Come posso venirne a capo?
Grazie
Avv. F. C.
Caro Avvocato FC,
Lei dice che ha scelto questa professione perché ‘le piace’. Provi ad
analizzare meglio, dentro di lei, cosa le piace in questa professione. Forse
lei si ispira a qualche modello di avvocato sicuro di sé, stimato e
rispettato nella sua piccola o grande comunità e lei desidera raggiungere
questo suo ideale, prescindendo completamente dalla sua emotività ? Ora
però, con questa sua vita emotiva, si trova a farci i conti perché, come ha
visto, indossare una maschera non significa esattamente diventare come il
proprio modello. A mio parere lei dovrebbe evitare di guardare dall’altra
parte quando la sua parte emotiva chiede e pretende spazio. Affronti questa
parte di sé, capisca i suoi desideri nascosti, cerchi di comprendere meglio
i segnali che le invia il suo inconscio quando, pure dopo essersi preparato
bene, le fa fare la figura dell’imbranato.
Detto questo, guardi che molto spesso le persone sono assai meno critiche di
quello che noi siamo verso noi stessi e probabilmente LEI si vede come un
imbranato, ma per gli altri non lo è affatto.
Coraggio ! Basta una piccola ‘revisione psicologica’ e poi potrà diventare
un novello Perry Mason.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUOGO DI INCONTRO
mio figlio ha 16 anni, ed è timido ma soprattutto insicuro.
Credo di avervi già richiesto aiuto, ma nn mi pare di aver avuto risposta.
E' possibile, mi chiedo, creare uno spazio in cui ragazzi e ragazze con q.
stessi problemi possano confrontarsi..perchè è proprio q. che manca: persone
sole ce ne sono tante, ma come aiutarli a trovarsi? Pensateci. Ve lo chiedo
per mio figlio, perchè sta passando quelli che dovrebbero essere i suoi anni
+ belli in modo disastroso...
grazie
la mamma
Cara signora,
proprio con questa uscita abbiamo aperto un FORUM, collegato alla Clinica
della Timidezza dove le persone timide possano incontrarsi e parlare tra
loro di sé stesse.
Vorrei però che lei comprendesse che questa di suo figlio è una fase di
passaggio INEVITABILE e molto importante per lui, per capire chi è e cosa
vuole fare della sua vita. Lei deve solo aiutarlo quando lui glielo chiede e
dargli tanto affetto, ma lasciare pure che soffra della sua timidezza, in
modo che possa mettere a punto delle strategie per imparare a stare meglio
con sé stesso. Cercare di risolvergli il problema ‘dall’alto’ significa non
lavorare per il suo bene.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DISTURBO DEL LINGUAGGIO
Sono una ragazza di 21 anni studentessa universitaria,è parecchio tempo che
sono angosciata da un problema che mi impedisce di vivere i rapporti con gli
altri con completa tranquillità!credo di avere una sorta di disturbo del
linguaggio,forse classificabile(anche se non completamente) nella balbuzie.
Questo problema non è sempre presente.
Si presenta quando sono particolarmente agitata,quando devo parlare sia al
telefono o di persona,con persone che non conosco di qualcosa di
specifico,nel senso che non mi succede sempre,ma solo nei casi in cui devo
chiedere informazioni in maniera diretta a qualcuno che non conosco,come ad
esempio un numero di telefono,oppure quando mi presento ad un esame e devo
dire il mio nome e cognome,quando devo prendere appuntamento per qualche
visita ecc...questo mi porta a dover pensare alle parole da usare già prima
di trovarmi nella situazione specifica!questo mi provoca un senso di
profonda angoscia,di ansia,sento il cuore in gola e la voce non ne vuole
sapere di uscire.
Il mio cervello sa quello che voglio dire ma sembra come se la voce ignori
questo bisogno.
E’ un problema del quale la maggior parte delle persone che conosco non si
sono neanche accorte perchè in situazioni normali,quando parlo del più e del
meno con persone che conosco oppure quando conosco ragazzi all'università
con i quali scambio conversazioni amichevoli,questo disturbo non si
presenta.
Non è propriamente la classica balbuzie che porta a ripetere le prime
sillabe di qualche parola,più che altro è la prima lettera di una
parola(solitamente la prima di un discorso) che tende a rimanere strozzata
in gola. Quando mi accorgo di essere in una di queste situazioni cerco dei
giri di parole per dire in un altro modo quello che avevo intenzione di
dire,ma questo mi porta a fare delle figure poco piacevoli,nel senso che a
volte sembra quasi che io non sappia leggere o che non ricordi cose
facilissime!
Ho letto nel vostro articolo che questo tipo di disturbo è più utile
trattarlo da un punto di vista psicologico piuttosto che affidarsi ad un
logopedista!Io non credo di avere avuto in passato dei traumi che mi abbiano
fatto erigere difese di qualche genere,ma studiando psicologia ho appreso
che spesse volte meccanismi inconsci possono scendere in campo bloccando il
normale sviluppo di una qualche funzione.Quello che vi chiedo è quale
terapia sarebbe utile nel mio caso e se posso,con qualche metodo,risolvere
da sola questo problema che mi porta ad avere parecchi problemi soprattutto
sulla mia autostima.
In attesa di risposta vi invio cordiali saluti.
Nadia
Cara Nadia,
Quella che ci descrive è una sindrome molto comune fra le persone timide e
dunque lei non ha bisogno di nessun intervento se non quello di imparare a
gestire meglio la sua ansia ed essere meno critica nei confronti di sé
stessa.
Del resto mi sembra che lei compensi bene questo suo supposto ‘problema’,
dal momento che riesce a fare giri di parole e dire comunque quello che
aveva in mente di dire. Sa quanti politici e quante persone del mondo dello
spettacolo (che teoricamente dovrebbero essere persone molto sicure di sé
stesse) fanno così? Provi a seguire con attenzione qualche talk show. Si
sentirà meno sola.
La saluto cordialmente.
Dott. Walter La Gatta Ancona
SOLITARIA
salve!
ho 20 anni e un carattere davvero difficile: non so se definire il mio
problema "timidezza", sono una solitaria, riservatissima, chiusa, alterno
momenti di affabilità a momenti caratterizzati da scontrosità e "mutismo":
mi chiudo nel mio silenzio se per esempio non mi sento compresa... ciò
accade esclusivamente con la persona che amo, che inevitabilmente mi ferisce
più di chiunque altro: le sue critiche mi pesano terribilmente, ha il potere
di farmi sentire in colpa più di chiunque altro... davanti a lui mi è
capitato più di una volta di scoppiare a piangere perchè non mi sentivo
amata... spesso mi sento sottovalutata, mi rode non avere "quel che mi
merito", salvo poi domandarmi se realmente merito amore, perchè in fin dei
conti io do amore a parole, nei fatti non sono mai riuscita a dimostrarlo...
mi rimprovera di non avere un mio equilibrio, di non saper creare un dialogo
costruttivo, di non essere comprensiva e di non sapere come si fa a portare
avanti una relazione. tutto vero, purtroppo; sono talmente abituata a stare
da sola, non sono mai dovuta scendere a patti con nessuno, mai mi sono messa
in discussione... non so come muovermi e mi sento anche molto in colpa. con
questi miei comportamenti rischio di rimanere sola di nuovo, come prima... e
la delusione sarà così forte che rimarrei sola per molto tempo prima di
riconquistare un minimo di fiducia negli altri... in me in secondo luogo,
perchè tendo a vittimizzarmi e a vedere negli altri la causa delle mie
sofferenze. il mio cruccio... non mi so "lasciar andare", non so esprimere
quello che provo e sicuramente do un' impressione di freddezza e
disinteresse, ciò contrasta con le mie affermazioni e rischio di sembrare
persino falsa... non voglio perdere la fiducia di questa persona, per me
importantissima. ho ricevuto una specie di ultimatum: "pretende" un
cambiamento da parte mia... io vorrei cambiare, ma spesso vacillo, perdo
fiducia, mi capita di sentirmi addirittura inadeguata o peggio "ridicola",
proprio come se non meritassi nulla, eppure so che non è così... oscillo di
continuo tra due poli opposti: da una parte mi sento "superiore" e mi pare
di "buttarmi via" soffrendo, dall' altra mi sento inadeguata, buffa,
impacciata... così impacciata da non arrischiarmi mai a chiedere nulla a
lui... così inesperta che non apro bocca nell' intimità, non proferisco
parola per paura di risultare comica, di non avere l' intonazione vocale
giusta (sono arrivata a tanto, mi rendo conto che è assurdo!)... aspetto che
sia lui a guidarmi in tutto... momenti stupendi praticamente rovinati, ogni
volta mi impegno a rompere l' incanto, inspiegabilmente...
come iniziare ad uscire da una situazione simile?
grazie per la disponibilità.
Leila
Cara Leila,
La sua lettera è molto bella e dimostra che lei ha comunque un buon insight,
cioè riesce a leggere abbastanza chiaramente dentro di sé. Quello che io le
consiglio è di affrontare una doppia psicoterapia; una da sola, per cercare
di capire quali sono i limiti e gli ostacoli che le impediscono di essere
come vorrebbe. L’altra invece, dovrebbe essere una psicoterapia di coppia,
perché nel vostro rapporto occorre cambiare tutte le regole: lei infatti non
può semplicemente modificare i suoi atteggiamenti, lasciando tutto com’era.
Anche lui deve mettersi in discussione e cambiare quel tanto che basta per
favorire il cambiamento anche all’interno della vostra coppia.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
NESSUNA COME ME
è possibile "scoprirsi" timidi a quasi 30 anni?
Vivo da un pò di anni una situazione personale di stallo che più volte mi ha
portata a crisi di pianto e a forte senso di inadeguatezza.
Sento di non desiderare nulla e più svuoto la mia progettualità più mi
chiudo in me stessa arrivando talora a franca sociofobia...
La cosa mi sconvolge...davvero. Perchè fino ai 23 anni ho vissuto in tutt'altro
modo. Credevo di avere il mondo in mano e nutrivo nei miei confronti una
stima incondizionata.Ne avevo ben donde perchè sapevo esattamente cosa
volevo e lottavo per ottenerlo. Ero forte e decisa.Adesso invece? Dopo anni
di infruttuoso studio universitario mi ritrovo senza nulla in mano e con una
autostima che vacilla, sparisce quasi.
Mi chiedo spesso con quale "coraggio" potrei affrontare normali relazioni
sociali se sento di non aver nulla da raccontare, di avere una vita senza
obiettivi e senza alcuna competenza specifica.Non conosco nessuna come me,
così non posso fare a meno di pensare di rappresentare per gli altri un
povero caso umano che a 30 anni non ha ancora raggiunto alcun grado di
autonomia...
Sono abbastanza "lucida" per rimuginare su me stessa e per assistere
attonita al crollo di ciò che ero. Com'è possibile tutto questo?
Leggo molti libri di self help e spesso ci leggo scritto che è bene darsi da
fare, porsi delle mete, credere in qualcosa...Tutte bellissime parole
ahimè...dal dire al fare è ben altra cosa.
Preciso anche che non parlo con nessuno di questi miei problemi sempre più
invalidanti. Con nessuno, nemmeno con mio marito. con lui anzi sono spesso
prepotente e saccente...non capisco e ho paura di essere in trappola
Grazie per l'ascolto
Ladra di stelle
Cara Ladra di Stelle,
Se, secondo lei, i libri di self help dicono delle cose bellissime, ma
irrealizzabili, smetta di leggerli: non è la strada giusta. Lei deve trovare
un modo per ricostruire la sua autostima e, soprattutto, evitare di
scaricare le sue frustrazioni su suo marito, il che non fa bene né a lei, né
alla vostra coppia.
Probabilmente anche quando le pareva di tenere il mondo in mano (ma era
davvero così?) e nutriva nei suoi confronti una stima incondizionata (!) non
era felice e non aveva ancora trovato il suo equilibrio. Non a caso i suoi
studi, che avrebbero dovuto concludersi in quel periodo, non sono andati a
buon fine. Il consiglio dunque è quello di imparare ad accettarsi per quello
che si è: se lei è in grado di terminare gli studi, lo faccia; se non è in
grado… Si rassegni ! Trovi qualche altro interesse che la possa aiutare a
sentirsi viva e importante per gli altri, anche senza il certificato di
laurea appeso alla parete. Solo lei conosce la password per uscire dalla
trappola.
Un saluto.
Dott. Walter La Gatta Ancona
DISCORSI ANTICONFORMISTI
sono BlindColor e ho 18 (anni quasi 19).
Di problemi di timidezza ne ho avuti, stavo entrando anche in depressione ma
sono riuscito a superarli da solo (anche se è stata dura).
Lo scopo di questa mia missiva è quello di chiedere una cosa alquanto banale
se paragonata ai miei problemi pregressi: quando esco con una ragazza non so
cosa dirle.
Mi spiego meglio: dopo esserci presentati, scambiati informazioni su cio che
facciamo (studio/lavoro), luogo di residenza, e dopo averle chiesto cosa
cerca in un ragazzo, bhè...mi blocco. NON SO PIU' DI CHE PARLARE.
A volte questo mi capita anche in frangenti "non sentimentali" ad esempio
quando devo socializzare con qualcuno (anche di sesso maschile) per
lavoro/studio.
Premetto che sono figlio unico, alquanto introverso, anticonformista, e per
alcuni aspetti in contrapposizione con i modelli sociali preponderanti.
Secondo lei da cosa dipende questa mia difficoltà, ma molto più importante,
come posso fare per superarla.
BlindColor
Caro BlindColor,
Già da come ti firmi si capisce che hai di te una rappresentazione molto
sfumata e assai poco significativa. Quando sei con qualcuno ovviamente non
puoi che trasmettere all’esterno come ti senti dentro, ovvero vuoto.
Che fare? La cosa da fare è riempire la tua cartella mentale dedicata alle
‘relazioni sociali’ di una serie di discorsi banali, luoghi comuni,
convenzioni, osservazioni condivise (come ad esempio quelle sul tempo, le
stagioni, le poste italiane ecc.) in modo che sia anzitutto possibile
stabilire un feeling con il tuo interlocutore su argomenti comuni. Se tu
vuoi essere anticonformista a tutti i costi, sin dal primo momento, devi
trovare invece argomenti capaci di stupire e sedurre il tuo interlocutore
come con un effetto speciale, ma non sono sicura che in questo modo
riuscirai nell’intento di migliorare le tue abilità sociali. Quello che ti
consiglierei invece, dopo i discorsi banali, diciamo così di ‘primo livello’,
è creare un repertorio di discorsi ed osservazioni personali, intelligenti,
anche ‘anticonformiste’ se vuoi, che dovrai però approfondire ed imparare ad
esporre davanti allo specchio, in modo da avere quel ‘qualcosa in più’
quando sei con gli altri (e le ALTRE!).
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON MI BUTTO
Sono un ragazzo di 22 anni e mai come ora mi sento solo sentimentalmente
proprio a causa del mio carattere.
Non ho mai avuto la benchè minima esperienza con l'altro sesso anzi non mi
riesce bene neppure stare in compagnia con le ragazze che conosco
all'università(figuriamoci conoscerne di nuove)
Ogni volta che ho a che fare con una ragazza divento un blocco di marmo non
mi esce una parola e non so che fare vorrei solo scappare!In me c'è qualcosa
che mi frena e mi fa ogni volta fare delle figure pessime..e pensare che con
i miei amici e le persone che conosco bene sono tutto l'opposto: allegro,
vivace, estroverso
Più volte mi sono detto "dai buttiamoci devo essere sciolto non solo con gli
amici e comunque non ho nulla da perdere tanto a comportarmi da orso la
brutta figura la faccio comunque" e invece niente alla fine prevale il
blocco più assoluto
Come posso fare per superare questa situazione?io cerco di migliorarmi, di
correggere le insicurezze che ho (tipo la paura di essere reputato un
imbecille o di non piacxere e in effetti mi sento un pò più sicuro di me
rispetto a qualche anno fa)ma il punto in cui sono arrivato è nulla!vorrei
tantissimo essere più spigliato e son convinto che eliminato il blocco lo
potrei essere sicuramnete..ma come posso fare per capire dove devo più
agire?
Grazie per la vostra attenzione e vi scongiuro rispondetemi!
Caro Ansem
Come osserva lei stesso nella lettera, la sua condizione è già migliorata
rispetto ad anni addietro: infatti, la maturazione porta ad acquistare
maggiore autostima. Per migliorare ancora, oltre ripetersi che ce la può
fare, occorrerebbe una strategia più mirata. Intanto, lei sa di valere molto
di più di quanto appaia: in situazioni “protette” infatti lei è allegro ed
estroverso. Eviti quindi di mettersi alla prova in situazioni difficili.
Parta da situazioni “facili”, in cui si sente sufficientemente sicuro di sé,
quando ad esempio è in compagnia dei suoi amici, e provi a rivolgere la
parola ad una ragazza presente, ma solo per un saluto, una singola battuta,
una sola frase compiuta che si esaurisca in se stessa. In occasioni
progressivamente successive, sperimenti prove via via più articolate,
passando a brevi dialoghi e infine conversazioni più complesse. Infine,
sperimenti le sue abilità acquisite, in situazioni meno “protette”, ma
ripartendo dal semplice saluto o battuta, e così via. Vedrà che
progressivamente acquisterà quella abilità di relazioni che è frutto di solo
allenamento.
Con auguri
Dott. Walter La Gatta Ancona
PENSIERO FISSO
Sono sempre stata una ragazza insicura , un po' timida ed estremamente
sensibile,tuttavia nn ho mai avuto problemi a relazionarmi con gli altri che
mi definivano una persona buona,piacevole e solare.
Da qche tempo pero',circa sette mesi,sono cambiata.Da quando,un giorno in
cui mi trovavo fuori con un amico,all'improvviso ho avvertito un incredibile
senso di disagio,come se il cuore battesse piu' veloce,le mani
sudate,tensione allo stremo,non riuscivo a concentrarmi che su questo.Mi
sono spaventata e vergognata molto di quell'episodio,continuavo a domandarmi
se il mio amico si fosse accorto del mio atteggiamento diverso,e soprattutto
ero tormentata dal pensiero che potesse ricapitarmi una situazione simile.E
cosi',-forse a forza di pensarci?-e' successo.Da allora e' diventato quasi
un pensiero fisso che mi ha impedito e mi impedisce tuttora di vivere
serenamente i rapporti con chiunque,arrivando persino ad evitare -per mia
profonda vergogna - amici indi fronte a cui mi e' capitato
l'"incidente",incidente le cui probabilita' di accadimento diminuiscono qdo
sono impegnata da altre distrazioni .
In passato mi e' gia' capitato di essere presa dall'angoscia che un
determinato episodio spiacevole potese ripetersi,qsta angoscia ha occupato
la mia mente per gioni e giorni,mesi,ma poi e' scomparsa senza lasciare
alcuno strascico.
Dentro di me spero che sia cosi' anche qsta volta,ma nel frattempo sto
vivendo male,soffro molto, e non riesco a concentrarmi nella mia quotidiana
attivita' di studio.Penso "Forse ce la posso fare da sola,"forse...o forse
sarebbe tutto piu' facile se consultassi qualcuno che mi aiutasse , magari
anche a migliorare altri aspetti del mio carattere qualila mia insicurezza
che potrebbero essere legati a qsto problema.Contemporaneamente ho il timore
che rivolgermi a qualcuno possa provocare il contrario effetto di allargare
una ferita che invece potrebbe rimarginarsi da sola .....che fare?Un altro
problema e' che non ho denaro per sostenere consulti dispendiosi,a chi mi
posso rivolgre per un valido aiuto gratuito?
Scusate la franchezza.
Grazie,Monica da Brescia.
Cara Monica,
rispondo alla sua ultima domanda, suggerendole di rivolgersi ad un
Consultorio familiare della sua città, pubblico (presso i distretti
sanitari) o privati (per lo più affiliati alle parrocchie ndella sua città.
Il servizio è gratuito e potrà trovare un aiuto psicologico specialistico.
Quanto al suo problema, sarà più facile da risolversi se cercherà di evitare
di concentrarsi col pensiero continuamente su di esso: provi anche a
frequentare solo i suoi amici più fedeli per qualche tempo, per ritrovare
maggiore sicurezza in se, poi piano piano riprenda la sua normale attività.
Saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona
AL TELEFONO
Ho un problema con la mia ragazza spesso quando parliamo a telefono nn so di
cosa palrare spesso aspetto secondi molto imbarazzanti di assoluto tacimento
specialmente se c'e' qualke sua amica vicino invece quando stiamo in chat
parlo di tantissime cose come posso fare? mi potrebbe dire com posso
sbloccarmi?
Rebellius
Caro Rebellius,
forse (ma dalla sua lettera non si capisce) la vostra storia dura da poco
tempo e non vi conoscete ancora bene; oppure avete poche occasioni per stare
insieme. Comunque, la soluzione potrebbe essere proprio quella di vedervi
più spesso, per aumentare la vostra intimità e confidenza. Vedrà che anche
le sue conversazioni telefoniche saranno più calde.
Auguri
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PICCOLO PROBLEMA
Sono un ragazzo di 18 anni ed ho un "piccolo" problema ......
nn mi ricordo quando è iniziato ma in determinate situazioni ,non
necessariamente imbarazzanti, io divento rosso a causa di questo problema mi
è venuta una vera a propria fobia nn sono più sicuro come prima e ad ogni
situazione non faccio altro che chiedermi "succederà ancora ? arrossirò"
molte volte nn succede nulla ma quando succede vorrei stare circa 6 metri
sotto terra per nn parlare del dopo i pensieri mi sovrastano non faccio
altro che pensare non deve "succedere più...." ora è un periodo che non mi
accade più ma quando meno me lo aspetto so che mi ricapiterà...
A causa di questo problema evito di andare a feste ricevimenti evito di
rispondere in classe ecc.....per evitare di dover solamente pensare a questa
specie di ossessione.......
Ora io mi chiedo cosa posso fare...
forse ci sono tecniche di autocontrollo o cose del genere cmq ditemi voi
cosa fare.
Shadow
Caro Shadow,
ci sono delle tecniche molto efficaci per ridurre il fenomeno del rossore, e
il modo migliore per impararle è andare da uno psicologo. Nel frattempo, la
prima considerazione da fare è che non sempre alla sensazione di essere
arrossito corrisponde un reale rossore, almeno percepibile dagli altri: avrà
sicuramente notato che in estate, grazie alla abbronzatura, si arrossisce di
meno. Ma non per minore timidezza ma semplicemente grazie al colorito più
scuro: per arrossire in quella condizione, ci vuole una emozione ancora più
forte. Quando si sente arrossire ma non vede reazioni negli altri, significa
che non è arrossito abbastanza e che la sua emozione non è stata poi così
forte da impedirle di continuare a fare ciò che stava facendo. Partendo da
queste situazioni, che lei avrà sperimentato non la imbarazzano, via via
acquisterà la sicurezza che oggi le manca, per fare le attività di cui
parla.
Saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DISMORFOFOBIA
ho letto quanto avete scritto riguardo alla dismorfofobia e credo di essere
affetta da questo disturbo in uno stadio purtroppo serio, perchè ho
riscontarto molti dei sintomi più gravi da voi segnalati: assiduo confronto
con lo specchio (ho uno specchietto in ogni borsa e tasca), inutili e
alquanto assurdi tentativi di correggere il mio difetto. ah dimenticavo di
dire quale sia il mio "problema": il naso. di fronte lo trovo carino, meglio
di tanti altri. ma il profilo... brrrrr...penso che sia una cosa genetica
(mio papà non ha proprio un naso perfetto, ma lui è un maschio e conosco
tanti ragazzi molto, ma molto attraenti anche se hanno un naso non
perfetto), ma penso anche che sia dovuto a un incidente durante ed. fisica
quando ero in terza o seconda media: una ginocchiata sul lato sinistro del
naso che, a mio avviso, ha fatto uscire una protuberanza a destra. non passo
giorno a maledire il mio prof di ginnastica che non ha voluto portarmi a
fare un controllo al pronto soccorso; magari mi avrebbero messo tutta quella
"impalcatura", che mettono anche a chi non si è rotto il setto nasale, che
hanno messo a tanti (tipo staffellli di striscia solo per un colpo di
microfono)e avrebbero corretto questo difetto: almeno il mio naso ora
sarebbe simmetrico!invece no: devo subire il confronto con le mie amiche dal
naso fine e femminile. e ho anche constatato che i ragazzi preferiscono loro
a me. passiamo ai rsvolti emotivi della cosa: ho il terrore che tutti
osservino il mio difetto. il mio ragazzo dice di non esserne influenzato,
anche se una volta mi ha confessato che lo trova la parte peggiore del mio
corpo (ma solo perchè "gliel'ho fatto notare"). una ragazza può avere il
seno grande, il seno piccolo, i capelli ricci, i capelli lisci, ma non si è
mai visto un modello esttico femminile (passato, presente e anche futuro)con
un naso con la gobbetta!e per di più lungo!mi piaccio completamenet! proprio
questo mi doveva capitare?il problema è che non vivo più bene: vorrei stare
sempre in casa, proprio come oggi mentre sto srcivendo. il trucco un pò lo
odio e un pò lo amo, perchè prima mi sembra che aiuti, poi invece mi accorgo
che non può niente, anzi, non sopporto l'idea di dover sempre ricorrere al
fondotinta. una ragazza della mia scuola si è rifatta il naso. come la
invidio, ora è molto più sicura di se, gira per la scuola con sorriso a 32
denti, un'oca giuliva a cui darei un pugno da fargli tonare il naso peggio
di prima. i momenti peggiori sono quando mi trovo a casa, snz il mio ragazzo
che mi dice che sono bella (ma lui è infatuato non è obiettivo nel giudizio)
e passo ore, e dico ore, davanti allo specchio, tentando invano di vederci
qualcosa di accettabile o perlomeno simpatico nel mio naso, ma poi il magone
e un pianto dirotto. è così quasi ogni giorno ormai. vorrei troare un modo
per accettarmi per quello che sono, se continuo così farò una brutta fine,
me lo sento. voglio ritrovare la mia sicuerzza. vorrei poter dire: ok sno
così, ma v bene lo stesso, in fondo non sono male, posso piacere.macchè, non
c'è verso di guarire,. non posso rivolgermi da uno psicologo, per via dei
soldi e per via dei vespai che susciterei in famiglia con queta mia
decisione, per questo mi rivolgo a voi. non avete qualche erecizio mentale
per uscire da questa confusione? la prego mi aiuti
ScullyLightBlue
Cara SLB,
prima di immaginare una soluzione chirurgica per la sua dismorfofobia, credo
necessarie alcune considerazioni. Intanto, ciò che non fece il suo prof lo
può fare lei, prenotando una visita otorinolaringoiatrica alla ASL della sua
città, per rassicurarsi sulle sue reali condizioni. Poi dovrebbe fare un
piccolo sforzo per evitare di passare tutto il suo tempo a commiserare il
suo naso. Il giudizio degli altri non si basa su ciò che ci manca ma su cosa
abbiamo. Se il suo ragazzo, pur infatuato, apprezza la sua bellezza, perché
non comincia a farlo anche lei? Per iniziare, scelga la parte che più le
piace di se, ed ogni volta le viene il pensiero del suo naso lo sostituisca
col pensiero piacevole dell’altra parte di cui è orgogliosa. Se poi le parti
sono molte, non faticherà troppo a dimenticare quel naso birichino.
Grazie e saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona
AUTOSTIMA
Sono un ragazzo di 19 anni che penso abbia perso la voglia di comunicare i
suoi sentimenti.Nella vita ho avuto pochissimi amici(figuriamoci la
ragazza)e passo gran tempo della mia giornata apatico a stare in casa a
sentire la musica(sognando sul mio futuro)o in internet.
A peggiorare la situazione c'è mia madre,che ancora mi tratta come un
bambino,forse perchè abituata a vedermi a casa la sera:proprio a mia madre
ho detto che solo uno psichiatra può risollevarmi da questo stato ma lei
controbatte dicendo che "nella vita ho avuto tutto"e altre fesserie che si
raccontano a un deficiente.
Poco tempo fa poi:sono cascato col motorino sotto casa e pochi giorni dopo
alcuni ragazzi di fronte al mio balcone ho sentito che mi davano del down.Da
quel giorno ho sempre paura di uscire fuori dal balcone di pensare sempre di
essere deriso dalla gente di tutto il palazzo(cosa che penso ancora).Frequento
pure l'università,ma vi rendete conto in che stato mi trovo.Il mio sbaglio
più grande poi è questo:resto chiuso in casa faccio parecchio
autoerotismo;la conseguenza è che sono un 19enne pauroso,di relazionare con
una ragazza per un tot di problematiche che non sto neanche a dirvi,di
portare la macchina (eppure patentato) e di ogni discesa col motorino dopo
quel famoso fatto che vi ho raccontato,di reagire a un mio coetaneo in
seguito a un insulto... e tanto altro.
Vorrei piangere ma non ci riesco,vorrei sfogarmi con qualcuno ma quel
qualcuno è mio padre o mia madre ai quali parecchie volte alzo la voce
dicendo di farla finita.
Ho cercato di cambiare,di abbattere questo muro,ma alla fine eccomi qui.Sarà
vero che l'adolescenza è stata un fallimento ma i miei prossimi anni di vita
non lo devono essere:è ancora accesso un barlume di speranza,a cui voi spero
possiate contribuite rispondendomi.
Vi ringrazio già da adesso
D.'84
Caro D84,
Non starò a tediarti raccontandoti che i tuoi sintomi sono tipici
dell’adolescenza. Mi limito invece a farti riflettere su qualche punto della
tua lettera. Il motorino ad esempio: non sarai mica l’unico della tua città
o della tua via che sia caduto dal motorino! Se hai sentito che ti davano
del ‘down’ è perché quelle persone anzitutto sono maleducata, ma soprattutto
non hanno niente di interessante di cui parlare, per cui si limitano a
prendere in giro tutti quelli che non conoscono direttamente e che non
possono pertanto rispondergli. E’ un comportamento sbagliato, ma sono sicura
che, tante volte, anche a te sia capitato di fare qualche commento su un
passante, tanto per avere qualcosa da dire… Dunque, non dare importanza a
questo commento e non sentirti così male per una sciocchezza del genere.
Sorridi, mostrati sicuro di te: vedrai che nessuno avrò nulla da dirti sul
motorino e che, soprattutto, il giudizio più cattivo su te stesso viene
proprio da te. Quanto ai tuoi genitori, cerca di trattarli meglio che puoi:
se tu stai male, loro stanno sicuramente peggio nel vederti poco felice.
Pensa positivo, l’adolescenza sta per finire e tu hai tante cose belle da
vivere!
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
GLI AMICI DI LUI
mi capita di intimidirmi solo in alcune situazioni, sempre e comunque con
gli amici del mio ragazzo eppure li conosco da tanti anni anche se li
frequento poco. Quando mi trovo con loro provo un forte senso di ansia, mi
sento debole, inferiore, non riesco ad essere me stessa!!!!! il mio ragazzo
dice che ho poca autostima. Aiutatemi a capire.
Grazie un saluto
Akkra
Cara Akkra,
C'è poco da capire: le cose stanno come ti dice il tuo ragazzo... Se tu
quando sei con delle persone nuove, specialmente quando ci tieni ad essere
giudicata positivamente, cominci a pensare a tutti i tuoi difetti, alle cose
poco intelligenti che ti capita di dire, al vestito che indossi e che non ti
sta tanto bene perché mette in risalto i tuoi difetti fisici... Ecco, se fai
così, è normale che poi tu ti intimidisca. Prova, quando sei in questa
situazione, a pensare a quanto sei bella, brava ed intelligente e a come
tutti se ne accorgano, al di là di quello che eventualmente ti dicono, per
scherzare. Vedi se va meglio.
Ciao.
Dott. Walter La Gatta Ancona
COME ME!
sono una ragazza di 20 anni molto timida.Mentre leggevo la vostra posta sono
incappata in una lettera di una ragazza di 23 anni che scrive di diventare
sempre rossa anche se non ce nè motivo,che fatica a telefonare a persone con
le quali non ha molta confidenza...
Credevo di essere l'unica con questi problemi,invece mi consola sapere che
non è così.Però questa è una situazione che mi stà facendo molto male,perchè
io addirittura mi vergogno anche ad uscire di casa se sono da sola.Mi
blocco,mi sembra che le persone siano tutte lì pronte a prendermi in
giro,anche quando c'è da fare qualche telefonata importante,prima di alzare
la cornetta mi devo ripetere 100 volte quello che dovrei dire al telefono!Se
c'è qualcuno insieme a me mi sento più sicura ed addirittura sono la prima
che cerca di scherzare,di risultare simpatica agli altri.Ma se sono da sola
non riesco a fare niente,come è possibile? Gli altri pensano che sono
imbranata,perchè alla fine risulto così,però non capiscono che il mio è
davvero un problema che mi fà star tanto male.Vorrei cambiare ma non sò come
posso farlo.Ringrazio in anticipo per la risposta che spero di ricevere al
più presto,complimenti per il sito che dà una mano a tante persone che come
me si sentono messe da parte perchè il loro non viene catalogato come un
vero problema...Grazie
Stellina triste.
Cara Stellina triste,
Sicuramente condividere le emozioni ed i pensieri con altre persone può
essere utile per scoprire che certe cose non succedono solo a noi, ma sono
molto comuni. Questo significa che anche quelli che ti dicono 'sei
imbranata' spesso si sentono imbranati loro stessi, così come, forse senza
accorgertene, qualche volta anche tu puoi dire a qualcuno una frase
scherzosa, che invece diventa offensiva per l'interessato/a. Infine un
consiglio: Vai sul nostro FORUM. Cerca il link a fondo pagina e comunica con
gli altri navigatori del sito: ti servirà per capire quanto sia vero che
'gli altri siamo noi'...
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PROBLEMA CON LE DONNE
Credo di avere un problema con le donne. Il mio problema è che sono molto
emotivo e non sempre riesco a controllare questa emotività. L'esempio è
quello che mi è successo qualche giorno fa… ho conosciuto una ragazza in un
sito di incontri e dopo qualche giorno in cui ci siamo scambiati qualche
mail ci siamo incontrati in chat. Lei è una ragazza veramente simpatica e mi
sono trovato benissimo con lei. Abbiamo chattato tutta la sera per più di
due ore che mi sono letteralmente volate e mi sono divertito molto (come ho
detto lei è molto simpatica oltre che bella visto che mi ha mandato un
foto). Tutto sembra perfetto. Intesa ottima la prima volta che ci siamo
parlati, moltissime cose in comune e tutto il resto. Quasi ci eravamo già
messi d'accordo per incontrarci, lei abita a poco più di 10 km da casa mia,
e tutto era perfetto. Il giorno dopo, io ero molto teso perché non vedevo
l'ora di parlare con lei, ma quando finalmente eravamo in chat non sono
riuscito a spiaccicare parola e a dire qualcosa che avesse un minimo di
senso. Avevo la mente vuota e mi sembrava di essere un'altra persona
rispetto alla sera prima. Non so come dire ma non riuscivo a concentrarmi su
quello che diceva lei e pensavo solo a quello che avrei detto io e così
facendo è stato un fiasco totale. Le ho chiesto scusa se non ero molto di
compagnia ma lei ha detto di non preoccuparmi. Ma io mi preoccupo però.
Credo di avere paura delle donne. Devo dire che ho 24 anni e poche
esperienze alle spalle, solo una un po’ seria, e che mi capita abbastanza di
frequente questa cosa. Quando incontro una ragazza la prima volta sono
abbastanza rilassato e tranquillo. Mi rendo conto di essere anche abbastanza
simpatico e di fare un po’ di effetto sulle ragazze. A volte sono loro a
cercarmi dopo qualche giorno. Il problema è che il secondo incontro è al 90%
per cento dei casi, soprattutto se sono veramente interessato a lei, un
fiasco. E' sempre così e ormai penso che non supererò mai questo problema.
Una volta ho sentito parlare di "sindrome da secondo incontro" e, se esiste,
io sono un caso da manuale. Vi chiedo un consiglio se potete aiutarmi magari
consigliandomi qualche trucco per allentare la tensione e per liberare la
mente.
Grazie.M.
Caro M.,
Il consiglio che ti dò è quello di rendere visibile ciò che cerchi di
nascondere, cioè la tua timidezza. Fai di questo tuo ‘difetto’ l’arma
vincente per conquistare le ragazze… Tu non ti rendi nemmeno conto di quanto
possa essere attraente per una ragazza avere a che fare con un tipo
interessante e simpatico il quale, con candore e un po’ scherzando di sé
stesso, le confida che lei gli ha fatto perdere la testa e che questo gli
provoca timidezza. Sono sicura che, fino a che non ci avrai provato, non
potrai rendertene conto. Provaci e poi riparliamone. Ho solo due
raccomandazioni da farti: 1 spiega bene che lei ti piace molto 2. spiega
che, a causa dell’interesse che nutri per lei, ti senti timido. Fallo con il
sorriso sulle labbra, guardando la ragazza negli occhi.
Spero che tu non approfitterai troppo di questa dritta e che non farai
impazzire d’amore tutte le ragazze che incontrerai.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL LATO DISASTROSO
Sono una persona di 33 anni e non ho mai pensato di essere una timida, le
relazioni sociali mi vanno parecchio bene e non ho nessuna difficoltà a
relazionarmi se non le normali difficoltà magari a dire ad una persona di
cui sono innamorata cosa provo. Il lato veramente disastroso è quello
professionale. Non riesco in nessun modo a dire ciò che dovrei ed a farmi
valere né come persona né come professionista. In situazioni formali davanti
a persone “importanti” mi blocco, divento insicura e faccio sempre la figura
dell’incapace o dell’imbranata. E il peggio è che se devo sostenere anche un
semplice esame, arrivo lì mi siedo e non riesco a dire ciò che sò, stento
due, tre paroline, avvampo e mi blocco definitivamente ed alla fine desisto
anche dal continuare a sostenere l’esame. Pensavo fosse ansia, invece anche
se mi calmo e tengo il controllo, davanti all’esaminatore crollo comunque.
Studio bene e spesso i miei colleghi mi lodano, ma queste benedette prove le
passo sempre a stento e spesso perché “premiano la buona volontà”. È
frustrante. Potreste darmi un consiglio su come migliorare e dimostrare a
livello professionale quello che valgo?
grazie. Stufa72
Cara Stufa 72,
Non c’è differenza fra ansia e timidezza: chi è timido, quando si rapporta
con gli altri, è in continua ansia. Chi è sempre in ansia appare timido,
anche se non lo è, o non lo è tantissimo. Tutti però siamo un po’ timidi e
questa è la ‘normalità’ della specie umana (e non solo!). Le tue difficoltà
si presentano in alcune situazioni e non in altre: evidentemente su alcuni
aspetti della tua personalità hai una certa stima di te, in altri meno.
Probabilmente, sin da piccola hai nutrito un certo imbarazzo di fronte
all’autorità, comunque rappresentata e questo non ti consente oggi di avere
un rapporto uno-a-uno con i tuoi esaminatori. Cerca di convincerti che ormai
sei una donna matura anche tu e che i tuoi esaminatori non sempre sono meno
in ansia di te, anzi… Invece di concentrarti unicamente sui tuoi sentimenti
di frustrazione, osserva meglio gli altri, concentrati sui loro
comportamenti. Vedrai che siamo tutti sulla stessa barca: è solo una
questione di abilità. Qualcosa dunque che non è geneticamente determinata,
ma conquistabile attraverso l’impegno e la forza di volontà.
Ciao, auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona
POKE OCCASIONI
sono un ragazzo di 24 anni. Per raccontarvi tutti i miei problemi non
basterebbe un libro, ma dato ke devo essere breve: a causa della mia
timidezza non ho mai avuto una ragazza, quelle poke occasioni ke avrei
potuto avere le ho sprecate malamente. Non esco mai di casa, se non per
andare a frequentare il corso di grafica o per fare qualke servizio. Gli
unici poki amici ke ho li vedo d'estate, ma ogni anno preferirei morire
piuttosto ke andare in vacanza, perchè tendo ad evitare qualsiasi forma di
vita sociale. Con le persone che conosco non riesco a dire più di due
parole, figuriamoci con quelle appena conosciute o estranee. Se parlo in
pubblico divento rosso, quindi per non farmi vedere dagli altri che
arrossisco parlo il meno possibile. Non riesco neanche a mangiare assieme ad
altre persone perchè mi si chiude lo stomaco e spesso mi fa anche male. Con
la mia famiglia va ancora peggio perchè non parlo assolutamente, anche
quando voglio dire qualcosa non ci riesco e sto zitto. A causa della mia
timidezza non riesco a legare con nessuno e mi ritrovo sempre solo. Vado da
una psicologa (costretto dai miei genitori) ed anche se con lei mi calmo,
comunque non riesco a parlarle. Sono andato da un neurologo che, dopo una
prima cura inutile, mi prescrisse delle pillole più potenti. In effetti
ricominciai ad uscire e la timidezza sembrava diminuire, ma questo succedeva
solo all'inizio. Comunque con le pillole potevo mangiare con altre persone
e, anche se poco, non avevo problemi a parlare con altri, anche estranei,
anche se preferivo sempre evitare il dialogo. Ma posso mai prendere pillole
per tutta la vita? C'è da dire inoltre che non posso neanche prenderle solo
quando ne ho veramente bisogno, perchè per cominciare ad avere effetto devo
prenderle per una settimana e più, e poi non devo smettere. Piango spesso da
solo pensando alla mia situazione. L'ultima volta che ho preso le pillole è
stata per avere la forza di andare al corso di cui sopra. Non le prendo più
da quando è morta mia madre (un paio di mesi fa). All'inizio l'effetto delle
pillole continuava a farsi sentire pur non prendendole. Ma ora sono tornato
quel ragazzo muto e timido di prima. Tra poco dovrei andare in vacanza, ma
sinceramente non ce la faccio proprio. Cosa posso fare? Vi ringrazio perchè
leggendo le altre lettere ho capito che ci sono altre persone come me, anche
se io sto messo decisamente peggio.
Tommy
Caro Tommy,
Stai messo decisamente peggio, ma solo perché, sfortunatamente, è venuta a
mancare tua madre e questo sicuramente non ti aiuta a superare i tuoi
problemi. La freddezza stessa con la quale racconti questo evento, oltre
tutto così recente, fa chiaramente comprendere che stai cercando in tutti i
modi di rimuovere dalla tua coscienza questo lutto, che invece andrebbe
meglio elaborato. Credo che la psicologa ti aiuterà in questo.
Quanto ai farmaci, essi non sono e non devono essere considerati un tabù, ma
uno strumento per essere più felici nella propria vita e darle così un
senso. Prendere le pillole senza avere obiettivi è una perdita di tempo
perché, come tu dici, l’effetto non dura per sempre e non si possono
prendere farmaci ansiolitici per cinquanta anni e più.
Quello che però potresti fare, con l’aiuto del medico che ti ha in cura e
della tua psicologa, è porti degli obiettivi che ti possano permettere di
raggiungere dei successi personali, piccoli e grandi. Fra essi metterei
sicuramente il parlare in pubblico in una occasione importante, il
conseguire qualche altra cosa che ti sta a cuore, ma per la quale ti sei
sempre, a torto, sentito inadeguato.
Una volta che sarai riuscito a riempire di successi e riconoscimenti la tua
‘valigia personale’, potrai viaggiare per il mondo anche senza il tuo
pacchetto di pillole, perché la fiducia e la calma ti verranno da dentro,
ogni volta che ricorderai chi sei e le cose grandi che sei riuscito a fare.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
BLOCCATO SOLO CON LE RAGAZZE CHE MI PIACCIONO DAVVERO
Salve a tutti, sono un ragazzo di 25 anni. La spinta a scrivere al vostro
sito mi viene da un fatto accadutomi proprio ieri sera. Ero ad una
festicciola casalinga con un po' di gente. Seduto sul divano accanto ad una
ragazza che mi interessa, sono stato colto da un attacco di timidezza
fulminante. Ho cercato di attaccar discorso con domande sulle vacanze estive
eccetera, dopodichè, falsamente adagiato sul divano, quasi non sono riuscito
a spiccicare più parola, se non due sconclusionate considerazioni del
tipo:"mi piace questo stile di quadri appesi alla parete". Dopo un altro po'
di silenzio lei giustamente si è alzata dal divano spostandosi altrove. Non
riesco a perdonarmi, ho perso una delle occasioni più preziose che avevo. La
conosco da poco e non ho molta confidenza, anche se credo forse di
interessarle un po'... in discoteca la settimana scorsa, ci cercavamo con lo
sguardo o ci stringevamo le mani… Ho provato ad autogiustificarmi, dicendomi
che ero stanco e fulminato visto che tornavo da un viaggio di 6 ore per una
trasferta di lavoro. Ma in realtà il problema è sempre lo stesso: non ho
difficoltà a discorrere e scherzare con amiche e ragazze che in fondo non mi
interessano, mentre quando si tratta di ragazze che mi piacciono e mi
attraggono davvero, rimango bloccato e annichilito. Il risultato è che
finisco per avere poche storie, tutte inutili e insincere [ la più lunga che
ho avuto è durata un anno, con una ragazza più grande di me, e più che il
suo ragazzo ero il suo amante. Una storia triste che mi ha lasciato molto
provato e disilluso ].
Non ho un comportamento eccessivamente timido, conosco un mondo di gente tra
cui tante ragazze. Ma nell'intimo sono molto cervellotico, chiuso e mi
deprimo spesso. Mi mette angoscia il tempo che passa. Sono avvilito per
l'occasione sprecata. Sono stato idiota e insicuro, e l'insicurezza è una
delle cose peggiori da mostrare a una donna. E' una bella e seria ragazza: a
quanto mi pare di aver capito si sta lasciando con il fidanzato, ha già un
sacco di altri occhi addosso, e se c'è una cosa che non sopporto è la
competizione con gli altri uomini. Mi potete dare qualche consiglio? Se può
esservi d'aiuto, vorrei accennare alla mia situazione famigliare. Fin da
bambino - complice anche il fatto di essere primogenito di tre fratelli -
sono stato molto irrigidito e responsabilizzato. Posso dire di avere
ricevuto un'educazione "repressa", o di essermi costruito io così: non lo
so. Poi la mia famiglia si è sfasciata, mia madre è rimasta sola ed io sono
restato a vivere con lei. E’ possibile che la situazione famigliare possa
causarmi dei “conflitti”? Vi ringrazio tantissimo in anticipo. Auguro a
tutti buone giornate!
Filippo
Tante belle giornate anche a te Filippo… Sperando che tu riesca a godertele.
Infatti, hai una ragazza che in discoteca ti cerca con lo sguardo, che ti
stringe la mano, che malgrado sia molto corteggiata si mostra interessata a
te e tu non trovi meglio da fare che osservare i quadri alle pareti. Sei
proprio sicuro che il tuo comportamento riguardi solo la timidezza ?
Infatti, dici che ti dà fastidio la competizione con gli altri uomini e
questo mi fa pensare che una spiegazione al tuo comportamento è che tu abbia
timore, quando la ragazza ti interessa veramente, di mostrare i tuoi
sentimenti. Se si tratta di storie di poca importanza sai cosa e come fare,
ma far sapere, all’interessata e agli altri che stavolta c’è in gioco
qualcosa di più serio probabilmente ti mette in imbarazzo. Se così fosse, ti
consiglierei di essere più spontaneo e di aprirti con maggiore naturalezza,
mostrando anche le tue fragilità, dal momento che, se le storie squallide,
come quella che hai vissuto, non ti interessano, non ti resta che cercare
quelle che cominciano con la parola Amore, il che non è poi così disdicevole
per un uomo e, oltre tutto, alle donne piace ancora moltissimo!
Ti saluto caramente.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
1000 PROBLEMI
sono un ragazzo quasi 19enne ed il mio grave problema ke mi affligge da
quando ho iniziato la fase dell'adolescenza,è la timidezza!!! Io non ce la
faccio più adesso; non so più cosa fare! Non ho nessun amico o meglio,qualke
amico di scuola ce l'ho ed a volte mi kiedono anke di uscire con loro,ma io
non accetto mai,xchè qualkosa mi blocca,cioè,ho paura ke faccia brutta
figura,ke sia di cattiva compagnia,insomma,mi faccio 1000 problemi e rifiuto
tutti gli inviti. Il più delle volte ho anke litigato con il mio migliore
amico x questa cosa,anke xchè sono patentato da qualke mese,ma l'automobile
non la uso mai,esco sempre con i miei genitori,sempre!!!Anke loro da un pò
di tempo si stanno un pò scocciando di questa kosa e mi dicono sempre ke
dovrei uscire x conto mio,con la makkina: io vorrei farlo ed ho promesso ke
lo farò sicuramente,ma non ci riesco,c'è sempre qualkosa ke mi blocca....il
mio tempo libero lo passo sempre in casa,utilizzando il PC,o guardando la
TV...ma adesso ke ho 19 anni mi sto scocciando,voglio iniziare ad avere una
vita sociale,magari anke facendo nuove e belle amicizie,ma non so proprio da
dove iniziare..non lo so!!!
Spero ke possiate aiutarmi dandomi tantissimi consigli preziosi x vincere
questo problema ke ormai mi assilla dall'età di 15 anni; in attesa di una
vostra risposta...vi invio i più sinceri e cordiali saluti e...grazie x
offrirci questo servizio cosi speciale,gratuitamente!!!
19enne
Caro diciannovenne,
Vedo che hai capito perfettamente quale è il problema ed hai anche
individuato la soluzione. Non posso dirti cosa fare perché non conosco i
tuoi hobbies ed i tuoi interessi. La cosa migliore di tutte però è quella di
cercarti un lavoro temporaneo che, più di ogni altra cosa, ti aiuterà a
migliorare le tue abilità sociali. Hai pensato ad esempio a fare l’animatore
in un villaggio? Non dire che non è per te: prima provaci ! Se non sei
adatto, non ti sceglieranno (e per questo non cadrà il mondo). Datti da
fare, ok?.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
UN VISO MOSTRUOSO
Sono un ragazzo di 22 anni, io soffro di dismorfofobia da molto tempo, la
mia fissazione non riguarda nulla in particolare ma bensì tutto il viso che
trovo mostruoso e pauroso. mi sento spesso male, mi guardo continuamente
allo specchio, mi sento angosciato e se mi dicono qualcosa di negativo
voglio scappare a casa a rinchiudermi in pensieri suicidi. Sono
continuamente a chiedere pareri sul mio aspetto estetico a amici che mi
rassicurano, ma io penso sempre che lo facciano per non farmi rimanere male.
Ho avuto delle storie con diverse ragazze e in questo periodo anche di più
del normale ma ho sempre bisogno di ubriacarmi perchè altrimenti penso di
essere brutto e non voglio sentirmi mortificato. Inoltre evito di portarmele
a letto perché penso che schifo possa essere per loro andare a letto con me
anche se me lo chiedono spudoratamente. Voglio sapere se un giorno quest'incubo
finirà e come posso fare, visto che prendo già farmaci che non sono serviti
a molto. mi sento sempre peggio, vi prego aiutatemi........
Chili
Caro Chili,
A quanto pare le ragazze vengono con te e ti chiedono di fare sesso perché
hanno il gusto dell’orrido ! Scherzi a parte, tu facendoti questa
autodiagnosi di dismorfofobia, ti sarai sicuramente documentato anche sul
fatto che è un problema tipico dell’età adolescenziale. Questo significa che
le persone, pur trovandosi poco attraenti ed in certi casi ‘orribili’ in età
giovanile, col passare degli anni si accettano ed imparano perfino a
valorizzarsi, fino a trovarsi ‘normali’ e perfino ‘belle’.
Molti artisti di successo, che oggi sono dei sex symbols, hanno dichiarato
di essersi sentiti piuttosto brutti in età giovanile.
Dunque, il segreto è nello smettere di sentirsi al centro dell’attenzione
altrui: devi convincerti che il mondo non è interessato al tuo aspetto,
seppure ‘orrido’. Ognuno ha i suoi problemi ed è a questi che pensa. Esci
dal tuo egocentrismo ed occupati di più degli altri. Un’idea? Prova a fare
del volontariato, magari in un centro di recupero di ragazzi
tossicodipendenti o alcolisti. Vedrai che i tuoi problemi si attenueranno,
fino a scomparire.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
MI MANCANO LE PAROLE
Ho 19 anni e non ho trovato una ragazza, perchè sono tanto timido, non tanto
tempo fa parlavo alle ragazze in modo spontaneo, ma da quando ho frequentato
la scuola media superiore, socializzo tanto con ragazzi, infatti ho tanti
amici, ma quando mi trovo davanti ad una ragazza, mi mancano le parole, mi
metto in disparte, quasi mi mancasse il coraggio, mi dicono sempre che sono
timido, e lo penso anche io e volevo chiedere come si può sconfiggere questa
timidezza, anche prechè mi causa problemi anche quando conosco altre
persone.
grazie di tutto, Nicolò
Caro Nicolò,
Questa timidezza la si sconfigge con l’esperienza e con la buona volontà.
Ogni volta che hai un insuccesso non devi mollare e ritirarti in un angolo a
vergognarti, ma riprovarci sempre, perché è statistico: non ti può andare
sempre male, no? Se riuscirai ad imparare che nella vita non è importante
cadere, ma sapersi rialzare, vedrai che tutto il resto verrà da sé e ti
verranno perfino le parole.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LEI E’ BELLISSIMA
sono un ragazzo di 24 anni. Da circa tre mesi sto con una ragazza bellissima
(è la mia prima ragazza ufficiale); io la amo tanto ma lei non quanto me e
la capisco perché è appena uscita da una storia di 5 anni e ce ne vorrà di
tempo prima che lo faccia!Il problema è che non riesco a fare l'amore con
lei (premetto che prima non l'ho mai fatto con nessuna) , ci abbiamo provato
tante volte con esiti fallimentari ma sempre per colpa mia che non so perché
non riesco ad abbandonarmi e a concentrarmi su di lei ma sono sempre teso
prima di farlo con scontate conseguenze. Solo una volta ci siamo riusciti e
quella sera ero un po’ ubriaco e riuscii a lasciarmi andare. So benissimo
che il segreto è stare rilassati ma proprio non ci riesco!Questa cosa mi sta
tormentando anche perché ho paura che se continua cosi lei mi molli e questo
mi fa stare ancora più male. Per la mia ragazza già è difficile stare con un
altro dopo una lunga storia poi si ritrova uno come me che non riesce a
sbloccarsi!Cosa devo fare perché da solo proprio non ci riesco ad uscirne!!!
Gianni
Caro Gianni,
Se tu sei il primo a trovarti i difetti e a sentirti inadeguato a questa
bella ragazza ancora così incerta, CHI pensi possa correre in tuo aiuto? Non
è vero che la nostra vita dipende solo dalla sorte: anche noi possiamo fare
molto per mandarla in una direzione o nell’altra. Dunque, se in questo
periodo l’aspetto sessuale non va tanto bene, invece di piangerti addosso,
cerca di farti apprezzare per altre cose:l’intelligenza, la tenerezza, la
simpatia, la capacità di ridere di te stesso. Vedrai che, più ti sentirai
sicuro del rapporto, più andranno meglio anche le tue prestazioni sessuali.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TUTTE LE VOLTE
Sono un ragazzo di 23 anni,e ho un problema:tutte le volte che parlo con
qualcuno arrossisco per qualsiasi cosa di cui si parla!cerco di far tutto
per non diventarlo(respiro con calma,mando giù la saliva)ma non serve!Ho la
ragazza, ma con lei sono sempre tranquillo!
Dany
Caro Dany,
Il tuo problema è l’eritrofobia. Troverai molto in questo sito per
documentarti. Non c’è niente da fare, perché non esistono rimedi magici che
ti impediscano di arrossire. Le cose miglioreranno solo con l’esperienza,
quando imparerai a dare meno importanza a ciò che pensano di te gli altri e
a non giudicare il tuo valore in base alle volte in cui sei arrossito in una
giornata.
Paradossalmente, quando non ti importerà più se arrossisci o meno, non
arrossirai più, o ti capiterà solo raramente.
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FUORI POSTO
io non ho 20 anni, ne ho molti di più e mi sento un po’ fuori posto tra
tutti questi giovani, ma del resto mi sento fuori posto ovunque! Sono
comunque un vecchio timido anch'io e non sono mai riuscito a superare
veramente il problema. Sono sposato da diversi anni perché alla fine, dopo
infiniti stenti e tormenti, sono riuscito ad incontrare una donna (giusto
una!) che mi volesse e pure più giovane di me. Stiamo bene insieme, non
abbiamo grandi problemi, ma la mia vita comunque non va. In realtà, molto
semplicemente,desidero altre donne ed altri amori. Più giovani, più vecchie,
più belle, più brutte, non importa, purché altre. Ed in questo non mi sento
affatto strano, credo che per quasi tutti gli esseri umani sia lo stesso,
credo che tutti, potendo, cambierebbero di tanto in tanto a prescindere dai
rapporti col proprio compagno. E non parlo solo di sesso, ma proprio un
rapportarsi con qualcuno, vivere una nuova avventura anche spirituale. Ma
qui, per me, torna il problema antico e i miei antichi comportamenti, la
stessa paura, lo stesso prendi e lascia, lo stesso andare e tornare indietro
mille volte. Tutte cose così note, così provate e riprovate che oramai
davvero mi uccidono. Nonostante l'età, mi è facile innamorarmi di qualcuna,
per certi versi sono ancora un ragazzo, ma parlarle, corteggiarla non se ne
parla proprio e mi sento, come sempre mi sono sentito, stupido ed
insignificante di fronte a chissà quale personalità. E per questo, soffro
molto. E adesso dovrei pure sentirmi cattivo perché desidero tradire mia
moglie. Ma a sentirmi cattivo non riesco molto: non è mia intenzione far
male a nessuno, tento solo di seguire i miei sentimenti. E qui, comunque, al
di là dei miei problemi di carattere, ci vedo anche un problema di realtà.
E' vero, sono insicuro, mi vergogno, mi sento già sconfitto in partenza e
non provo neppure, ma credo che nella nostra società esista anche un
problema reale di rapporti tra le persone.
Anziano timido
Salve Anziano timido.
Credo sia sbagliato attribuire alla timidezza il senso di insoddisfazione
che vive in questo momento della sua vita. Infatti, anche le persone timide
riescono nella vita a costruirsi una rete di relazioni, una carriera, un
soddisfacente rapporto sentimentale. Certo, sotto molti aspetti questo, per
un timido, può essere un percorso di autorealizzazione più irto di ostacoli,
più stressante, più lungo, ma alla fine tutti possono arrivare dove hanno
programmato di arrivare. Ecco quello che realmente manca in lei: la
determinazione, la perseveranza, la capacità di tollerare lo stress. E’
sicuramente più facile lamentarsi che agire, solo che purtroppo questo
atteggiamento non porta da nessuna parte.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
FISSAZIONE
Buongiorno a tutti, mi chiamo marco e credo di avere un problema o meglio
una fissazione. Quando parlo con le persone ultimamente non sono spontaneo,
faccio più domande che affermazioni e con alcune persone non riesco a essere
spontaneo, penso sempre a ciò che devo dire e quando l'interlocutore finisce
di parlare mi trovo male perchè mi viene difficile proporre altri argomenti.
Stasera per esempio devo uscire con una ragazza e mi sto mettendo mille
problemi su cosa dirle, sulle argomentazioni da trattare, anche lei è un pò
timida ed è quello che mi preoccupa, ho paura di dover parlare solo io e non
ho la minima idea di cosa parlare Aiuto!!!!
Marco
Salve Marco. Fai bene a preoccuparti di cosa dire, perché le ragazze sono in
genere molto meno superficiali dei loro coetanei e danno molta importanza a
ciò che un ragazzo che conoscono ancora poco dice quando escono insieme.
Dalle sue parole, dai suoi ragionamenti, esse cercano di capire i suoi
sentimenti, le sue emozioni, la sua personalità ed anche la sua
intelligenza. Le donne non amano uscire con persone che non ritengono
intellettualmente valide, anche se sono tipi ‘machi’ e con tutta la
muscolatura al suo posto.
Dunque, fai proprio bene a porti il problema, ma ancor meglio faresti a
cercare di risolverlo.
Ti consiglio di crearti dei cavalli di battaglia’, 3 o 4 argomenti di vario
genere (filosofia, sport, politica, musica, cinema…)in cui sei veramente
preparatissimo e puoi fare la tua bella figura. Quanto al fare domande
piuttosto che affermazioni, non mi sembra un difetto: è un modo bellissimo
per far sentire importante la persona che parla con te.
Vai tranquillo.
Dtt.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO TANTO CARINO
sn un ragazzo di 18 anni,con un serio(almeno x me) problema alle spalle..
ovvero la timidezza, ma soprattuttto x le ragazze ke mi piacciono.. Dicono
ke sono tanto carino, e So di piacere e ne ho avute anche di conferme, ma
sfortunatamente nessuna di queste mi ha mai interessato..in sintesi ho dato
più due di picche,ke riceverli.. Fin qui sembrerebbe tuttto perfetto no? e
invece no.. ne ho dati di più xchè molto spesso con quelle ke realmente mi
piacevano non mi sn mai fatto avanti..x paura di un rifiuto.. ogni volta ke
conosco una bella ragazza..ecco ke mi blocco..nn ho più argomenti..paura di
fare brutta figura..mi trovo cm in soggezione.. e quando vengo a
conoscenza,com'è successo l'altra sera, ke piacevo ad una bella ragazza..stento
a crederci..penso sempre sia una presa in giro.. alla fine a furia di farmi
queste paranoie..finisce ke nn ci combino niente,e dopo sto tuttto il tempo
ad odiarmi e pentirmi.. non so proprio ke fare..e nn ho mai avuto traumi nè
con la famiglia,nè con amici,nè preso un rifiuto da parte di una ragazza
particolare..nn so..spero tu possa consigliarmi..grazie di tutto..
diciottenne
Caro diciottenne,
… Ma se alla fine qualcuna che ti piace ti dicesse di no, cosa succederebbe
di così tanto traumatico nella tua vita? Pensa a tutte le situazioni più
‘disastrose’ che puoi per 10 minuti d’orologio, pi rifletti… Erano poi così
disastrose queste situazioni, o ci sono modi e mezzi per poterle gestire e
modificare? Sono sicuro che, con questo esercizio, ti sarai reso conto che,
piuttosto che spaventarsi di un nulla indefinito che mette paura ed ansia, è
meglio immaginare le cose nella realtà e trovare per tempo i rimedi, prima
che le cose accadano. Ad esempio, perché far capire le proprie intenzioni ed
il proprio interesse con tanta certezza? Non è meglio dire e non dire, fare
e non fare e vedere lei come reagisce?
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
FARE I BAMBINI
Sono Stefano ho 27 anni e sono sposato con Francesca da 2 anche se stiamo
insieme da quando ne avevamo 16.
Il nostro rapporto è sempre stato pieno di coccole ed effusioni sia dopo
aver fatto l'amore ma anche in altre occasioni della giornata come davanti
alla TV.
Forse il tutto dato dalla giovane età in cui ci siamo incontrati e avevamo
bisogno di tenerezza.
Col tempo queste effusioni sono state sostituite da una forte passione e
focosità magari dovuta al fatto che siamo diventati adulti non so.
Sono pienamente soddisfatto di come funziona tra me e Francesca sono davvero
innamorato perso di lei e sono contraccambiato in pieno.Anche perchè oltre
ad una perfetta intesa sessuale nella vita di tutti i giorni è la mia
partner perfetta la mia roccia. Il fatto è che mi mancano molto le effusioni
di un tempo,quando una carezza e un bacio a fil di labbra valeva moltissimo.
Ora dopo
l'amore mancano tutte quelle piccole attenzioni di un tempo che magari
vengono sostituite dalla ripresa da li a poco di un altro amplesso.Potrebbe
pensare perchè mi lamenti ma faccio solo un'osservazione,ripeto non
cambierei Francesca con niente.
Vorrei quindi ancora stringerla a me,coccolarla e farla addormentare tra le
mie braccia come quando eravamo più "piccoli" questo renderebbe ancora più
splendido il nostro rapporto.
Nasce però il problema:non so come parlarle di questa mia richiesta perchè
so che le donne non amano quelli che vogliono fare i bambini.
Le chiedo quindi un consiglio su cosa fare per me è importante.
Sicuro di una sua risposta le porgo cordiali saluti.
Stefano
Caro Stefano,
La sua casa rimane la stessa, sia quando è illuminata e riscaldata dal sole
estivo, sia quando in inverno è inondata da profumi di cibarie cotte sul
caminetto.
La vita ci permette, in tante circostanze, di poter godere della stessa
cosa, in diverse condizioni. Così anche delle persone: lei ha avuto la
fortuna di incontrare una ragazza con la quale ha stabilito un ottimo
rapporto e, dopo aver goduto la stagione dell’adolescenza, ora si sta
godendo quella della maturità. E’ normale provare delle nostalgie per
qualcosa che c’era e magari oggi non c’è più, ma tutto questo va elaborato
attraverso la ricerca di nuove soluzioni, che funzionino nell’attualità,
perché purtroppo indietro non si torna e la vita, questo si, non ammette
replay.
Dunque, si contenti anzitutto di quello che ha, che non è poco, e cerchi,
per quello che le è possibile, di rendere ancor più bello il presente
attraverso soluzioni nuove e, soprattutto, condivise, con la sua Francesca.
Complimenti per tutto.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INNAMORATO DELL’AMICA
Sono Riccardo ho 21 anni ed ho un problema ormai che si trascina da 2 anni e
più.
Vengo subito al punto:sono innamorato di una mia amica,ma purtroppo non
vengo corrisposto.
La conosco da ormai 3 anni e devo ammettere che nei primi momenti non mi
piaceva per niente,tanto più che fino a 8 mesi fa era fidanzata con un mio
amico(si misero insieme nel maggio 2002)
Una prima fase di attrazione avvenne nel gennaio 2003 quando mi chiamò per
andare a casa sua e mi disse una brutta notizia:una sua amica si ammalò di
leucemia.Il vederla così abbattuta mi convinse a starle vicino e apprezzai
ogni sua dote. Uscendo la sera ero sempre io che la riaccompagnavo a casa
essendo l'unico della compagnia ad aver la patente e passavamo ore a parlare
sotto casa sua e ogni volta il vederla salire in casa era un colpo al cuore
la volevo vicino.Il problema è che il più delle volte si lamentava del suo
rapporto col
fidanzato,soprattutto per la sua poca sensibilità ed io ero convinto che si
sarebbe stufata in fretta e che avrebbe scelto me.
Nel 2003 passammo le vacanze in Puglia con tutta la compagnia e lei passò la
maggior parte del tempo con me perchè diceva che la capivo come nessun altro
al
mondo e che mi voleva bene. Stavamo abbracciati per ore quando eravamo in
spiaggia ma non successe nulla,anche se il desiderio era forte almeno in me.
In quei momenti io mi feci avanti ma lei mi respinse dicendo che comunque
era innamorata del suo ragazzo ma sapevo che non era vero, così come miei
amici che capirono tutto.
Ancora oggi quando ripenso a quei momenti ho un brivido che mi chiude lo
stomaco.
Poi ad Aprile del 2004 la sua amica morì. Fu un colpo terribile anche per me
che non la conoscevo perchè non si può morire a 19 anni!Rimasi molto male
tantè
che passai giorni a pensare a quanto accaduto e ancora oggi quando non sono
impegnato nel lavoro ripenso all'accaduto.
Vorrei dire che comunque in questo lasso ti tempo,molto lungo, ho avuto
delle relazioni ma molto brevi e comunque poco intense.
Quando seppi che si lasciò col ragazzo mi feci di nuovo avanti senza
successo in quanto lei mi disse di non aver testa per pensare a me parole
che francamente ancora oggi non capisco.
Probabilmente sono uno stupido perchè non capì mai le sue intenzioni,quando
mi scriveva gli sms per augurarmi buonanotte e mi diceva TI VOGLIO BENE era
solo
perchè per lei sono solo un amico e nient'altro. Il fatto è che sono molto
sensibile e in queste cose ci sto male non posso farci niente. Addirittura
alle
volte guardo sulla piantina della città le vie in cui siamo stati insieme e
alle volte ci passo in macchina o in moto scatenando emozioni
indescrivibili.
Cosa posso fare? Mi vergogno un po' perchè mi sembra di esser un ragazzino
delle medie e non un uomo anche se il fegato non mi manca(sono volontario
sulle ambulanze).Mi aiuti con qualche consiglio per favore ne ho davvero
bisogno.
Riccardo
Caro Riccardo,
La differenza fra le amiche e le fidanzate non è poi così particolare: tutte
le fidanzate sono delle amiche e qualsiasi amica può diventare oggetto di
innamoramento se con lei ci troviamo a condividere delle emozioni forti, dei
sentimenti, dei gesti di tenerezza nell’intimità. Resta il fatto però che
questa ragazza, a mente fredda, non le piaceva poi così tanto e la cosa era
evidentemente reciproca. Dunque, tutto sommato, forse è stato un bene che
sia andata così: quella ragazza resterà una sua grande amica ed ora a lei
non le resta che guardarsi intorno per cercare chi veramente le piace e le
interessa, non solo come amica.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
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