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APPARENTEMENTE SONO SICURA DI ME, MA POI...
Mi chiamo Antonella e vi scrivo per parlarvi della mia....timidezza,
come appunto dice il nome di questo sito. Ho sempre avuto questo
problema, se cosi lo vogliamo definire, che non si limita al solo
rossore a parlare di fronte al pubblico, bensì è accompangnato da un mio
profondo senso di inadeguatezza. Nelle situazioni non previste, con le
persone, alcune delle quali le conosco da molti anni. Apparentemente io
sembro una persona sicura di me, forse perchè è quello che cerco di far
credere, ma dentro....dentro covo un senso di insicurezza costante.
Qualche mese fa ho deciso di rivolgermi ad uno psicologo, dal quale sono
in terapia tutt'ora, e ammetto che mi sta facendo bene. Parlando ho
capito che tutto ciò deriva dal rapporto conflittuale con mia madre, la
quale mi ha sempre sottovalutato e con la quale non sono mai riuscita a
comunicare il mio problema per questa barriera che c'è tra noi. Grazie
ad una presa di consapevolezza del mio problema devo dire che la
situazione è leggermente migliorata, ma credo ci sia ancora molto da
fare. Riflettendo un po' sulla mia situazione ho capito che quello che
mi terrorizza di più è il giudizio degli altri e cosi, con un po' di
coraggio, ho deciso di andare contro a questa mia paura, la paura forse
più grande: il giudizio degli altri. E per andare in contro a questa
paura, ho deciso di lavorare, la prossima estate, come animatrice in un
villaggio turistico. Diciamo che la considero la mia " terapia d'urto".
Ora le chiedo, crede che l'affrontare le mie paure con l'esperienza
possa aiutare a rafforzare la mia autostima cosi da abbattere il mio
senso profondo di inadeguatezza? La ringrazio per una sua eventuale
risposta.
Antonella
Salve Antonella. Credo proprio che lei stia andando nella direzione
giusta.
Infatti, per superare questo senso di inadeguatezza occorrono tre cose:
1° Ammettere di avere un problema;
2° Cercare di capire le ragioni profonde del problema;
3° Cercare di accumulare esperienze positive che rinsaldino l'autostima
e che possano rimanere come riferimento e come 'tesoro' personale cui
far ricorso ogni volta che le certezze sembrano venire meno.
Complimenti dunque per quello che ha già fatto: avanti così!
Oltre tutto, fare l'animatrice le permetterà di conoscere tante persone
e di migliorare le sue abilità sociali.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona
TIMIDO, MA NON IN MODO ECCESSIVO
Sono un ragazzo di 26 anni e credo di avere una sorta di "blocchi
psicologici".Comincio con il dire che sono sempre stato abbastanza
timido,anche se non in maniera eccessiva.
L'unica situazione che mi ha sempre bloccato è sempre stata quella di
parlare davanti ad un pubblico. A parte questo,nei rapporti quotidiani
che avevo con le atre persone ero normalissimo,al massimo imbarazzandomi
in situazioni un pò particolari.Un giorno però mentre ero per i fatti
miei, vengo salutato da una ragazza che conoscevo,
accompagnata da molte sue amiche. Appena mi sono girato per salutarla,mi
sono sentito come davanti ad un pubblico e quindi al centro
dell'attenzione,ed ho incominciato ad avere una specie di attacco di
panico,rispondendo confusamente a testa bassa con il desiderio solo di
andarmene.Dopo quel momento,nei giorni successivi, non riuscivo quasi
più a guardare le persone in faccia(compresi i miei amici) perchè ero
assalito da brividi lungo la schiena che mi riportavano a provare le
stesse sensazioni dell'incontro con la mia amica.Tutto ad un tratto mi
prendeva come un ansia di parlare, e la mia faccia assumeva espressioni
strane(simili a chi deve ridere a forza ad una battuta,però molto più
accentuate).Anche quando si trattava di scherzare e ridere tra amici,mi
tornava subito in testa il pensiero e non riuscivo a ridere in modo
naturale, anzi la mia faccia diventava imbarazzatissima.I primi tempi
era una cosa abbastanza continua e incontrollabile,eccetto i momenti in
cui riuscivo a non pensare a questo fatto,cioè quando bevevo o fumavo
una canna che mi rendevano più rilassato e disinibito.Piano piano sono
riuscito a migliorare le cose,ma tuttora mi capita di pensare
continuamente a questo blocco mentre parlo con qualcuno faccia a faccia
e spesso non riesco a mantenere un espressione del viso normale e
rilassata,al contrario assumo espressioni(difficilmente descrivibili)
che sono un misto tra ansia,paura e timidezza. Insomma, è una situazione
che incosciamente mi creo da solo pensando continuamente al fatto di non
riuscire a parlare normalmente. E in più mi sento sotto pressione anche
se parlo con una persona con la quale prima non avevo nessun problema. è
una situazione che mi mette molto a disagio,anche perchè i miei
interlocutori se ne accorgono e a loro volta cominciano ad essere meno
rilassati.
Come posso fare a rimuovere questo blocco psicologico che mi perseguita?
Spero di essermi spiegato abbastanza chiaramente anche se non è affatto
facile descrivere esattamente l'espressione che assume la mia faccia.
Grazie per un eventuale risposta.
La saluto
Federico
Salve Federico,
Lei si è spiegato benissimo, fornendo una serie di particolari nei quali
sono sicuro che molti lettori si riconosceranno. Non pensi infatti di
essere un’eccezione, perché fra le persone che soffrono di timidezza ve
ne sono una buona metà che soffrono, come lei, di ansia sociale e
ereutofobia. Il problema è insomma un pochino più serio di coloro che
solo occasionalmente si sentono in imbarazzo e a disagio con gli altri
perché, come lei dice, questi problemi non le capitano, ma è lei stesso
a provocarli.Tutto accade perché lei ha terribilmente paura di ‘avere
paura di…’ Mi spiego meglio.
Quando sta tranquillamente parlando con qualcuno, improvvisamente viene
colto da un pensiero disturbante che poi lentamente si fa ossessivo e
martellante. A quel punto lei perde la concentrazione in ciò che sta
dicendo e non ascolta più nemmeno ciò che dice l’altra persona. Il
pensiero disturbante la manda in trance e le fa perdere il senso di
realtà.A questo punto il suo malessere diventa anche fisico: suda,
arrossisce, balbetta, evita il contatto oculare. L’altro si fa più
attento (o almeno così lei percepisce la cosa) e questo la fa sentire
ancora più in imbarazzo. E’ una situazione sicuramente non bella, che
lei ovviamente teme. Ma è PROPRIO QUESTO TIMORE a nutrire la sua ansia e
a cronicizzare il problema. Occorre dunque spezzare questa catena di
causa ed effetto.Consigli? A parte il solito, di rivolgersi ad uno
psicologo che la possa aiutare, che mi sembra scontato:- cerchi di
rimanere sempre concentratissimo su ciò che sta dicendo, anche se
avverte i sintomi del suo imbarazzo crescente;- si concentri in ciò che
le sta dicendo l’altro e non su come si comporta e come la osserva;
- si dia induzioni positive, del tipo ‘sono perfettamente calmo e
rilassato’- sorrida anche se il suo umore la invoglierebbe a tutt’altro-
infine, se qualcuno le fa notare che è agitato risponda: ‘si, è un
problema mio, oggi sono un po’ agitato perché ho un piccolo problema
personale; lei naturalmente non c’entra affatto’. Sorriso.
Dr. Walter La Gatta Ancona
CAPACITA' IRONICHE E UMORISTICHE
Capacità ironiche e umoristiche - Consulenza on line
Non so bene da dove cominciare, io fin da piccolo sono timidissimo,facccio
praticamente il muto, e questo da piccolo non mi preoccupava piùdi
tanto. Ma crescendo hao cominciato a vedere quanto gli altri siano
avantirispetto a me, hanno amici, ragazze, successo, si divertono,
vengono invitati allefeste ecc..Io comunque non ho troppa fretta queste
cose le potrò fare più avanti ilgiorno che riusciro a parlare. Da tre
anni cerco di cambiare con l'aiuto di unospecialista, e un po' sono
migliorato, in famiglia e con gli adulti, am coi coetaneino! sono
riuscito a fatica a chiedere in prestito la penna alla mia vicina di
banco!e questo è tutto dire sulla lentezza dei miei cambiamenti. Inoltre
con questoattengiamento oltre i tanti probemi sociali sono diventato
ansioso, vittimista e unpo' masochista, a volte mi chiedo se questa
situazione nn mi piaccia?Ah un'ultimacosa il muto lo faccio solo con
quelli ke mi hanno visto farlo già da bambino, maessendo ke ho ancora in
classe alcuni compagni dell'elementari la cosa si è estesafino alle
superiori.Inoltre spesso le ragazze mitrattano come se fossi un
lebbrosofacendo le disgustate al solo pensiero di toccarmi. Ma la cosa
che più mi preoccupaè l'assenza in me di capacità ironiche e
umoristiche,che ho visto spesso consigliatedi usare per relazionare ma
io non sono capace,sai mica se c'è un modo per impararea sviluppare il
proprio senso umristico e dell'ironia. Spero ke mi risponderaidandomi
dei validi consigli e cercherai chiarirmi su dove sbaglio grazie by jack
Salve Jack. Essere spiritosi è molto spesso un dono di natura. Molte
persone però diventano spiritose a forza di esercitare la pratica
dell'ironia e dell'autoironia. In cosa consistono? Semplicemente
nell'imparare a trovare un aspetto comico, divertente, originale, in
qualsiasi situazione, anche quelle che apparentemente sembrano le più
drammatiche. Guardare alle cose con distacco, non prendersi troppo sul
serio, cercare di ridere o sorridere dei propri limiti, piuttosto che
prenderli come strumenti per la propria quotidiana autoflagellazione.
Ecco come si fa: questo non significa che sia facile. Ma con un po' di
impegno...
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona
PENSO DI SOFFRIRE DI FOBIA SOCIALE
Penso di soffrire di fobia sociale - Consulenza on line
Sono una ragazza di 19 anni e penso di soffrire difobia sociale ... mi
capita spesso di diventare rossa e ho paura che le altrepersone possano
vedere questa mia insicurezza ( in effetti la vedono diventopaonazza )..
è una cosa che non sopporto io vorrei fare molte cose pormi con
lepersone in modo diverso .. che ne sò vorrei mostrare un altra Giulia (
io )simpatica socievole che fà le battute che piaccia .. ma questa mia
timidezza mifrena tantissimo ..Odio me stessa fisicamente non mi piaccio
( anche se vengoconsiderata carina ) .. vorrei tanto cambiare il mio
corpo con quello di una supermodella :-)) ma questo penso che sia il
cruccio di tutte noi ragazze !penso cheavrei bisogno di un consulto
telefonico .. avrei molte cose da scrivere ma..cosipoco tempo .. un
saluto
M.H.
Salve MH.,
Nessuna supermodella è completamente soddisfatta della sua bellezza:
tutte vorrebbero essere migliori di come sono. Al primo difetto fisico
che riscontrano sul loro corpo, si fanno ad esempio prendere da ansia e
attacchi di panico. Dunque, essere supermodelle non significa
automaticamente aver risolto tutti i problemi che lamenti, anzi. A mio
parere dovresti guardare alle cose che hai, per apprezzarle e
valorizzarle di più, piuttosto che sognare traguardi impossibili e poi,
tutto sommato, nemmeno così desiderabili.
Guarda su questo Blog quante persone ricche, famose, realizzate,
dichiarano di essere timide. Ciò nonostante ce l'hanno fatta.
A volte l'essere molto timidi fornisce una forte motivazione e una
grossa carica, proprio perché si vuole dimostrare a sé stessi e agli
altri il proprio valore.
Dunque basta autoccomiserarti. Esci dal guscio e dai prova di ciò che
sai fare!
Ciao e in bocca al lupo.
Dr. Walter La Gatta Ancona
E' LA SECONDA VOLTA CHE SCRIVO
E' la seconda volta che scrivo - Consulenza on line
E' la seconda volta che scrivo, ma non ho ancora ricevuto alcuna
risposta. Ho bisognodi un consiglio. Sono molto timida, tanto che spesso
mi sento un'idiota, non riescoa stare im mezzo a tanta gente, infatti
quando sono in gruppo mi capita spesso diarrossire, o addirittura
bloccarmi e non riuscire a dire una sola parola. Sonofidanzata da cinque
anni con un ragazzo meraviglioso e spesso litighiamo perchè ionon riesco
ad avere alcun tipo di rapporto con la sua famiglia (nonostante
sianopersone molto socevoli). Cosa posso fare per essere più aperta e
disinvolta?In più, da qualche giorno si è aggiunto un altro problema: il
lavoro! Avevo trovatoun lavoro abbastanza buono, ma ho lasciato perchè
la mia timidezza non mi permettevadi sentirmi a mio agio e soprattutto
di lavorare bene perchè la mia costante ansia,mi faceva stare male e non
mi permetteva di colloquiare con gli altri o rispondere eparlare al
telefono, cosa indispensabile nelle mansioni che dovevo svolgere.
Perchèmi capita questo? sono distinata a non lavorare per tutta la vita?
Questo mi fastare ancora più male perchè mi mancano pochi esami alla
laurea e non voglioassolutamente essere l'eterna casalinga che non mi si
addice affatto. Mi aiuti perfavore non voglio essere così , voglio
cambiare! Ps. la prego non accantoni la mialettera ho bisogno di aiuto.
Con affetto M.P
Cara MP,
E' vero, hai bisogno di aiuto, ma questo non credo tu possa pensare di
trovarlo su questa rubrica di consulenza on line, vero?
Facciamo insieme questa riflessione: il tuo è un problema serio, che
riguarda la tua vita, la tua felicità, il tuo benessere ed anche la tua
carriera? Proviamo con due tipi di risposte.
Risposta : NO. Allora, se la risposta è no, non vedo di cosa tu possa
preoccuparti... Piano piano migliorerai, attraverso nuove esperienze,
nuove competenze, che ti faranno sentire più sicura di te e diminuiranno
sensibilmente le tue insicurezze giovanili. Tutto accadrà in modo
naturale, basta avere pazienza.
Risposta : SI. E' un problema serio. Allora, i problemi seri vanno
affrontati in modo serio: rivolgiti aad uno psicoterapeuta che possa
aiutarti. Tutte le obiezioni che potresti fare in merito (costo, tempo,
vergogna, ecc.) leggile come razionalizzazioni, ovvero meccanismi di
difesa che utilizzi solo perché evidentemente restare in questo stato ti
fornisce dei vantaggi secondari. Ma non ti permette di trovare una
soluzione ai tuoi problemi.
Cari saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona
LUI TRADISCE LUI
Lui tradisce lui - Consulenza on line
Sono un ragazzo di 35 anni e da alcuni hanno sto cercando di accettare
la mia omosessualità. Circa due anni fa ho conosciuto un ragazzo e mi
sono innamorato moltissimo, come non mi era mai capitato prima... lui è
stato a lungo fidanzato con una ragazza, anche se aveva avuto varie
volte incontri di sesso con ragazzi. Abbiamo iniziato una bellissima e
segreta storia d'amore che con i mesi è cresciuta molto...poi ho
scoperto che mi tradiva con altri ragazzi. L'ho perdonato credendo alle
sue promesse ed ai suoi giuramenti di amore e di voler cambiare... ma
ogni volta che ho teso le orecchie ed aperto gli occhi l'ho ribeccato...
credo che sia un ninfomane,anche se non metto in dubbio che a suo modo
mi ami davvero... adesso dopo l'ennesima"beccata" ho chiuso anche se
sono costretto a vederlo spesso poiche fa parte di ungiro di amici
"etero" a cui non poso spiegare i motivi di non volerlo piu
vedere....lui ha provato goffamente a rimediare ma io non mi fido piu...
anche perche inquesto periodo so per certo che ha fatto sesso di nuovo
con i suoi "amici" della notte... Vorrei sapere solo una cosa: può
cambiare una persona ninfomane? Può vivere un rapporto di fedeltà?
...solo per darmi una risposta che mi permetta di guardare avanti....
Grazie
P.
Salve P.
La ninfomania non c'entra nulla con il comportamento del suo amico, dal
momento che si è sempre pensato alla ninfomania come ad un'espressione
patologica della sessualità femminile. (Oggi peraltro si tende a
ridimensionare moltissimo questo genere di diagnosi, legata
evidentemente anche a schemi e condizioni sociali che sono molto
cambiati in questi ultimi tempi).
Un uomo sempre in cerca di sesso viene tradizionalmente considerato un 'dongiovanni',
uno 'sciupafemmine', con un'accezione in genere positiva, perché la
virilità, l'intraprendenza, lo spirito di conquista, sono aspetti
tipicamente maschili (anche se oggi le donne non sono da meno...).
Detto questo, è chiaro che in una relazione omosessuale i comportamenti
tipici maschili, salvo rare eccezioni, non cambiano ed in effetti nelle
coppie 'omo' di lunga durata si è visto che tra le lesbiche c'è maggiore
fedeltà di coppia, mentre tra i gay c'è molta tendenza alla
trasgressione e alla promiscuità.
Nel suo caso temo che la risposta non sia quella che lei spera, per cui
le consiglierei, come lei stesso dice, di guardare avanti.
Dr. Walter La Gatta Ancona
GUARIRE DALLA TIMIDEZZA
Salve sono un ragazzo di 21anni...in realtà non soffro grossi
problemi.Unanormalissima timidezza...che però poi risulta essere anche
motivo di un filo diinsoddisfazione che mi accompagna.Negli ultimi
giorni pero' mi sono convinto che infondo la timidezza è un male
curabile.E vorrei capire da voce esperta se questa miaconvinzione è
condivisibile.Mi spiego meglio.Parlo della timidezza come un
malevolutamente.In fondo è una compagna che sarei anche disposto a
sopportare...ma chenon voglio accettare!Per me non c'è cosa più bella di
parlare con gli altri...distare piacevolmente in compagnia!E' allora
perchè rassegnarmi all'idea di farsicondizionare per tutta la vita da
questo impedimento, questa sorta di freno alle miepotenzialità??Se
questo è cio' che veramente, quello che mi far star bene, forse chenon
dovrei lottare,dare anima e corpo per ottenerlo(per quanto possa
costare!)??Sonotimido e questo mi condiziona:all'università non riesco a
legare più di tanto..si hoquei tre quattro amici(che seguono corsi
diversi)ma mi piacerebbe averne molti dipiù!E poi oltre che la timidezza
mi afflige l'insicurezza:non ho la rispostapronta,mi sento insicuro e
spesso questo mi ha reso(per tutta la mia vita,anche senon in modo
continuo)oggetto di sfotto che non ho mai gradito.Quindi in certi
casinel rapportami agli altri temo che si possano riproporre eventi del
passato(paura dieesere preso di mira,a causa della mia insicurezza..cose
di questo tipo).Eppure cisono certi giorni in cui mi sente più frizzante
e riesco a chiacchierare con piùliberta',Ma sono sempre io!!!Perchè non
riesco ad essere sempre così?Devorassegnarmi a convivere con la mia
timidezza o forse con l'applicazione è possibileperlomeno fortemente
contenerla??Pensavo fosse una buona idea affrontare tuttequelle
situazioni che mi mettono più a disagio...magari la centesima volta che
laavrò affrontata il disagio sarà svanito!Questo ovviamente mi costerà
grandissimafatica emotiva,percio' vorrei capire prima se ha senso, se è
utile.Qualcuno è mai"guarito" dalla timidezza?Grazie mille!
21enne
Salve 21enne. Tutte le cose che lei dice sono giuste: è vero che non c'è
motivo di autolimitarsi nelle relazioni sociali solo perché ci si sente
un po' timidi; è vero che a forza di fare le cose si acquisisce un
bagaglio di informazioni, conoscenze, tecniche di comunicazione, oltre
ad un bel repertorio di cose da dire e di frasi fatte.
Cosa c'è allora che non va? Non va sforzarsi, fare passi troppo lunghi
rispetto alla gamba, sottoporsi a delle tensioni inutili e sfinenti. Per
vincere in questa battaglia bisogna fare le cose con calma: piccoli
passettini, ma proprio piccoli, anche se continui e orientati verso
obiettivi precisi, che una volta raggiunti devono essere sostituiti da
mete più difficili e complicate.
Altra cosa: imparare a tollerare la frustrazione della figuraccia, non
prendersi troppo sul serio, accettare le proprie fragilità e saperci
scherzare sopra.
Saluti e buona fortuna!
Dr. Walter La Gatta Ancona
SPAVENTATO, PURTROPPO!
ho 28 anni, e per qualche mese ho frequentato una ragazza (molto bella e
più grandedi me), che si è dichiarata a me dopo un lungo corteggiamento
(da parte sua). Alprimo appuntamento, mi ha chiesto di fare all'amore,
ma purtroppo, spaventato, hoavuto problemi di erezione (al momento della
penetrazione). Risultato, non abbiamofatto all'amore, e questo ha
accresciuto un'insicurezza in me, che mi ha portato adevitare rapporti
per i mesi successivi. Finchè lei (che comunque, anche se
nondirettamente, mi ha fatto sentire spesso un certo senso di pressione)
mi halasciato. Ora vivo un po' nel rimpianto di aver rovinato tutto per
questo mioproblema (è la seconda volta che cerco di fare all'amore, e
per paura non ciriesco), e mi sento davvero a pezzi. Non so davvero dove
sbattere la testa: e se ilproblema si dovesse ripresentare?Vi
ringrazio.Paolo
Salve Paolo.
Paradossalmente, più lei sarà spaventato, anche a posteriori, da questo
evento, maggiori saranno i problemi riguardo alla funzionalità erettile.
L'amore non vuole pensieri, si dice, e questo vale moltissimo anche nel
suo caso. Da un punto di vista pratico quello che posso consigliarle è
di frequentare, per le prime esperienze, delle ragazze un po' meno
intraprendenti, che la mettano a suo agio e non le facciano sentire
alcuna pressione sessuale. Vedrà che tutto funzionerà come deve.
Certo, le ragazze meno intraprendenti non corteggiano...
Quindi, per stare più tranquillo 'dopo', deve darsi da fare 'prima'.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
CHIAZZE ROSSE
ogni volta che mi trovo in una situazione imbarazzante, o parlo con
persone con cuinon ho confidenza o, infine, parlo di argomenti che mi
coinvolgono in modoparticolare (anche con amici e familiari) mi
compaiono sul petto, collo e viso dellechiazze rosse estrememente
evidenti, di cui spesso mi chiedono spiegazioni,aumentando ulteriormente
il mio imbarazzo. Questa reazione involontaria mi crea unnotevole
disagio e mi chiedo se è possibile "guarirne" o se dovrò rassegnarmi
aconviverci.Grazie mille.Dalila
Gentile Dalila,
Credo proprio che lei dovrà adattarsi a conviverci, perché la reazione
non può essere corretta né da terapie farmacologiche, né da interventi
di tipo psicologico. Ognuno è diverso dall'altro, ognuno esprime le sue
emozioni a suo modo: in alcuni casi si vedono di più, in altri di meno.
Quello che lei può fare è cercare di evitare vestiti scollati quando sa
che deve affrontare situazioni stressanti, ma ancor di più dovrebbe
cercare di dare meno importanza a queste manifestazioni, e soprattutto
non favorire le richieste di spiegazioni in proposito: tutti capiscono
il motivo di queste chiazze, perché è una manifestazione abbastanza
comune, e se qualcuno gliele fa notare vuole solo metterla ancor più in
imbarazzo. Si trovi dunque una battuta spiritosa per deviare
l'attenzione dello scortese interlocutore e mettere fine
all'interrogatorio.
Una del tipo: 'ma perché, piuttosto, non mi guardi negli occhi'?
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
ANSIA, PREOCCUPAZIONE E PAURA
Ho già letto numerosi articoli sui problemi relativi alla disfunzione
erettile e afattori psicologici ad essa spesso associati, ma vorrei
averne un'idea più precisaper poter affrontare il problema con maggiore
successo. La mia ragazza è di tre annipiù giovane di me, è straniera ma
parlo la sua stessa lingua, sebbene con qualcheerrore grammaticale e
benché talvolta non riesca ad esprimere interamente quello chepenso o
che mi sarebbe più che facile dire in italiano. Tratto la relazione
moltoseriamente, e c'è una corrispondenza di sentimenti e reciprocità
sia in quello cheproviamo per l'altro, sia per le ambizioni e i
programmi di lungo termine. Non hoavuto rapporti sessuali
precedentemente, e nonostante il forte desiderio, lalibidine e
ovviamente la voluttà che ci si immagina derivare da questa
esperienza,l'erezione non è completa, è insufficiente. Aggiungo che
abbiamo provato in camerasua, a casa sua, e che ero talvolta sopraffatto
da un misto di ansia, preoccupazionee paura, ma stento a dire di quale
paura si tratti. Vorrei quindi avere un parere sucome combattere questi
ostacoli mentali, grazie.
Salve. Purtroppo dalla sua lettera non traggo sufficienti elementi per
poterle esprimere un parere. Noto però delle 'stranezze': ad esempio il
fatto che buona parte della sua lettera descrive una situazione quasi
del tutto irrilevante rispetto alla funzionalità erettile (il problema
della comunicazione con la sua ragazza) e dunque mi chiedo se il uo
problema sia nella prestazione sessuale o nella relazione con questa
ragazza.
Come lei sa benissimo, la cosa migliore è rivolgersi, de visu, ad uno
psicologo che possa aiutarla, ma se non fosse questa la sua intenzione,
le consiglierei di riprovare il rapporto in situazioni diverse (luoghi,
tempi), per vedere se le sue ansie erano legate alla casa di lei e
dunque alla vita privata della sua ragazza, o comunque a qualcosa che la
riguarda.
Dr. Walter La Gatta
GRAVE INSICUREZZA
Sono un ragazzo di 21 anni.Il mio problema è una grave insicurezza che
mi fa stare a disagio con gli altri.Ho sempre trascurato questoproblema
perchè intorno a me vedo gente che mi apprezza,ma da un pò e proprio con
lepersone a cui voglio più bene che mi sento più a disagio.Mi rendo
contoche,nonostante la mia timidezza,in gruppo ,non proprio con tutti ma
con moltepersone, riesco a essere ugualmente simpatico,a ridere e
scherzare.Ma è soprattuttonei rapporti fisici che ho difficoltà.Ho avuto
pochissime ragazze finora e con tutteho avuto una sorta di blocco che mi
ha paralizzato dopo il primo bacio.Con qualcunaavrei voluto riprovare e
spiegarle che non volevo prenderla in giro,passare solo unaserata
divertente,ma per paura ho preferito passare per bastardo invece che per
unragazzo con dei problemi.Mi è successa la stessa cosa con una ragazza
conosciuta 2estati fa,molto più grande di me,di cui penso di essermi
innamorato per la primavolta nella mia vita.A lei ho parlato,ma l'ho
fatto troppo tardi,quando lei pensavagià a un altro.Ora per lei sono
solo un ottimo amico,ma io non riesco adaccontentarmi e sono tormentato
dai rimorsi per non averle parlato prima.Ora nonriesco a farmi avanti
più con nesssuna per paura che mi succeda di nuovo la stessacosa. E in
più spesso provo attrazione sessuale per qualsiasi ragazza e a
ognisguardo ricambiato mi costruisco illusioni che però non ho il
coraggio di constatarese siano fondate.Un altro problema è che non
riesco a chiedere ai miei amic diuscire,forse perchè inconsciamente ho
paura di un rifiuto.Devono essere sempre loroa chiamarmi,così spesso
passo per snob e vengo scaricato e,con grandissimafatica,sono costretto
a farmi nuovi amici.Eppure ultimamente penso di avere fattomolti passi
avanti parlando agli altri,come a questa ragazza,a mio padre con cui
nonavevo mai parlato,dei miei problemi.Solo che in questo periodo provo
un senso diansia che mi provoca una specie di vuoto di stomaco costante.Forse
dovrei consultareuno specialista,un medico o uno psicologo? C'è qualcosa
di preciso che posso fare?Spero mi possa rispondere.Grazie e cordiali
saluti
Salve.
Direi che quello che può fare è concentrarsi soprattutto sul suo futuro
anziché sul suo passato, cercando di imparare dai suoi errori. Un'ora di
conversazione settimanale con un o psicologo potrebbe aiutarla
senz'altro di più a selezionare gli obiettivi di breve-medio termine da
raggiungere ed a ragionare sulle cose che le accadono, dando loro la
giusta inortanza, o al contrario, ridimensionandole nel loro aspetto
emotivo.
L'apprendimento di una tecnica di rilassamento, come il training
autogeno, potrebbe esserle utile, così come frequentare un corso di
yoga. Spunti di riflessione potrà poi trovarli nella lettura di libri di
auto-aiuto (in libreria ce ne sono interi scaffali) e nella lettura di
siti come il nostro.
Infine: le donne. Sopravvalutare le difficoltà di relazione con loro è
la strada maestra per giungere alla castità ed alla solitudine
sentimentale. Con le donne bisogna mantenere la voglia ed il coraggio di
scherzare, senza sentire il rifiuto di un singolo soggetto femminile
come l'annuncio di una condanna a morte, o come una sentenza di
fallimento personale.
Infine imparare dai nostri principali maestri di vita: gli errori.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza
QUALCOSA DI LEGALE
Ho 26 anni e non riesco a superare la mia timidezza ed insicurezza,
vivendo con angoscia le mie performances ridicole di fronte agli altri.mi
sento sempre inadeguato e d non essere all'altezza della situazione.so
pure che, molte volte, sono solo le così dette paranoie a farmi pensare
questecose ma dato che il mio corpo reagisce sovente con una abbondante
sudorazione sullafronte, non riesco a controllarmi e così faccio
figuracce di continue anche insituazioni apparentemente normali.ho
provato di tutto, ho letto tanti libri di psicologia, ho fatto la
meditazionegiorno per giorno...ma niente, quando sono con gli altri può
diventare un incubo.sono sempre stato così ma la situazione è
decisamente degenerata a seguito direcenti fallimenti in alcuni contesti
della mia vita.c'era un periodo che fumavo la marijuana e devo dire che
mi aiutava, mi rendevasicuro e mi liberava da pensieri negativi ma, dato
che è illegale e che è stato unodei motivi di un mio fallimento, ora me
ne sto alla larga ma, talvolta, mi chiedo seesista qualcosa di legale
che mi possa aiutare?cosa posso fare altrimenti?Cordiali e sentiti
saluti!
Gentilissimo,
Se lei cerca qualcosa di legale fra le sostanze stupefacenti,
naturalmente non troverà lì la soluzione al suo problema. Se vogliamo
restare nell'aiuto che la chimica può offrirle, l'alternativa sono gli
psicofarmaci.
La storia della sua timidezza è già lunga, ma probabilmente non è mai
stata affrontata in maniera organizzata e talvolta nemmeno le migliori
letture possono esserci d'aiuto. Probabilmente il suo problema potrà
essere superato solo con il sostegno di uno psicologo: per migliorare
però la situazione nell'immediato, insieme alla psicoterapia può essere
utile l'abbinamento con uno psicofarmaco che il suo medico o il suo
psichiatra potranno prescriverle.
Continui a seguirci.
Dr. Walter La Gatta Ancona
POCA ESPERIENZA DELLA VITA
Mi chiamo M.P.,ho 23 anni, ma è come se ne avessi 10.
Dico questo perché non ho la maturità che si dovrebbe dimostrare a
quest’età,ho pochissima esperienza della vita in generale,non conosco
gli ALTRI,non ho rapporti con l’altro sesso,nessuna amicizia,paura dello
sconosciuto in generale e soprattutto sono terrorizzato all’idea di
rivelare agli altri come sono veramente fatto.
Vi racconto brevemente la mia storia:
sono attanagliato da un ‘insormontabile timidezza,anzi penso proprio di
soffrire di una grossa fobia sociale.
Attribuisco questa malattia principalmente a due fattori
1) la mia famiglia.
2) Il mio aspetto estetico.
Per quanto riguarda il primo punto,ho da dire di essere cresciuto in un
ambiente poco incline
ai rapporti con l’esterno,molto chiuso e diffidente.
Ho due genitori molto anziani,introversi,passivi,che tra l’altro non
comunicano mai tra di loro,che si ignorano alla stessa tavola,e che se
parlano,lo fanno solo per litigare.
Mia madre è una donna passiva,che non ha interessi per la vita,per il
mondo sociale,che si limita a
Stare in casa anche per più di due settimane,senza uscire,senza parlare
con i vicini.
Penso che non abbia superato il trauma di essere rimasta vedova
,nonostante il suo primo marito sia morto oltre trent’anni fa.
Inutile dire che i rapporti con lei sono conflittuali.Non ha mai dato
stimoli,incentivi,coraggio e fiducia a noi figli.
A questo bel ritratto aggiungete il fatto che io,fino ai 18 anni,ero una
palla di lardo.
Pesavo infatti la bellezza di 130 kg!
Ciò significa che ero completamente avulso dal mondo,senza veri amici,in
quanto provavo tremendamente vergogna per il mio aspetto fisico.Vedere
gli altri con fisici magri,armonici,con una testa rivolta alle
frivolezze tipiche dell’adolescenza (feste,ragazze,canne,motorini),mi ha
causato grandi sofferenze.Le mie uniche valvole di sfogo erano il cibo e
lo studio.
Sono stato un secchione,difatti alla maturità ho preso il massimo dei
voti.Non ho subito particolari umiliazioni dalla mia situazione,solo
perché dopo le canoniche 5 ore scolastiche,mi rinchiudevo in casa,a
studiare,a ingozzarmi, a giocare da solo con il computer.Tutto ciò con
la benedizione dei miei,che non si curavano affatto di avere un figlio
con questi grossi problemi, quasi handicappato.
Fortuna volle che in seguito alla visita militare,dove constatai
amaramente la mia abnormità rispetto agli altri miei coetanei (ESSENDO
DEL TUTTO NUDI),scattò in me una molla rabbiosa di cambiamento.Persi
rapidamente una trentina di chili,nonostante non fossi seguito da alcun
dietologo,e soprattutto non fossi sostenuto dalla mia famiglia.Ancora
ricordo come mia madre mi demoralizzasse,dicendomi che erano sforzi
inutili!
Tuttavia,alla fine del liceo,poco prima dell’inizio (fallimentare) della
mia avventura universitaria fuori casa,ero riuscito a raggiungere un
peso forma accettabile.In tutto,in poco più di 1 anno e mezzo,ero
riuscito a perdere 50 kg,senza mostrare apparentemente disturbi di
salute.
Ma come avevo fatto a perdere così rapidamente questa oscena massa
adiposa?
Facendo attività fisica forsennata(del tipo 70 km di cyclette al
giorno), ma soprattutto ricorrendo al vomito auto-indotto.Difatti dai 18
anni soffro di bulimia,un male molto raro tra i maschi,ma che ha trovato
in me un degno rappresentante.
Non solo,ma questo repentino calo di peso,mi ha prodotto anche delle
conseguenze fisiche disastrose,quali smagliature,addome
pendulo,flaccidità.
Non ho mai potuto godere del mio corpo,non ho mai potuto esibirlo senza
vergogna.
Essendo di una città di mare,pensate a quali sofferenze mi causasse il
mio aspetto estetico, d’estate,sulle spiagge.
Allora decisi tre anni fa di sottopormi ad un intervento di chirurgia
estetica,l’addominoplastica,per tentare di eliminare la flaccidità e la
pelle in eccesso sulla regione addominale.
Il primo intervento fu molto doloroso ma soprattutto insoddisfacente.A
fronte di una convalescenza lunga,fastidiosa,impedente,non vidi
risultati apprezzabili.Quindi,dopo un periodo di comprensibile
depressione,mi feci operare di nuovo,ma da un altro chirurgo.Stavolta i
risultati furono sensibilmente migliori,ma ciò non mi bastava.Ormai ero
entrato in un tunnel,riversavo tutte le speranze di cambiamento nella
chirurgia estetica, e come spesso accade,trovavo sempre nuovi difetti
che avrei voluto correggere sotto i ferri..Ho sostenuto un ultimo
intervento nel 2005,anche questo abbastanza riuscito,ma non sufficiente
per accettarmi e per ritenermi felice.
Ancora oggi provo vergogna per come sono fatto fisicamente, e non riesco
ad essere disinibito.
Non mi sono mai fatto vedere nudo da una donna,e al mare non mi espongo
mai a torso nudo.
Comunque vestito faccio la mia bella figura.Posso dire,senza falsa
modestia,di essere diventato un bel ragazzo.Sono biondo,alto 185 cm,con
un viso carino.Insomma non passo indifferente tra la gente,anzi noto
spesso occhi femminili interessati su di me.Se non avessi questo
maledetta ossessione della perfezione fisica,potrei lasciarmi andare e
di sicuro potrei togliermi molte soddisfazioni.Ma sono troppo inibito.Le
poche persone che conosco pensano che io sia pieno di donne.Prima di
operarmi,ero riuscito a costruire un buon giro di amicizie e di
conoscenze.Nonostante sia meridionale,nella città in cui “studiavo”,ero
riuscito a fare amicizia con gente del posto.Anzi andavo più d’accordo
con loro che con quelli della mia terra.
Ma poiché non parlavo mai di donne,ma soprattutto poiché non avevo mai
raccontato le mie vicissitudini,ecc che agli occhi dei miei amici
passavo per gay.
Io non ho dubbi sui miei gusti sessuali,mi piacciono indiscutibilmente
le donne,ma conscio di come sono fatto,le evito.Ho il timore di
deluderle,di non piacerle,di essere deriso quando è il momento di fare
sesso e di apparire nudo.
Nella mia mente malata ho pensato spesso che fosse preferibile apparire
gay,piuttosto che ammettere la propria incapacità a relazionarmi con
l’altro sesso.
Ho pensato di risolvere tutto con altri interventi estetici,ma visto e
considerato che tre operazioni non solo non hanno risolto il problema,ma
anzi mi hanno fatto sprofondare in uno stato di rassegnazione e di
disincanto,non so come venirne fuori.
Dovrei ritenermi soddisfatto di come sono diventato,considerando come
ero 5 anni fa,è già un miracolo essere riuscito a cambiare radicalmente
il mio aspetto fisico,ma vorrei di più.Sono consapevole di non poter
raggiungere un corpo perfetto,ma forse con altri interventi chirurgici
potrei perlomeno limitare ulteriormente i danni.Che ne pensa?
La mia più grande paura è come giustificare il mio essere agli occhi
altrui.Se conoscessi una ragazza,avrei paura a raccontarle la mia storia.Di
primo acchito le persone pensano che abbia una vita
interessante,circondato da donne.Ma come posso rivelare che a 25 anni
sono ancora vergine,privo di esperienza,infantile?Piuttosto che fare
questa tremenda figura,preferisco trincerarmi in casa,al riparo dal
giudizio e dagli occhi altrui,oppure se esco, mascherarmi da persona
fredda,distaccata,indifferente.
Sono conscio di allontanare le persone con questo mio
atteggiamento,risultando un musone antipatico,ma non riesco e forse non
voglio rilevare la mia grande fragilità.
Si è sempre detto che per stare bene con gli altri,bisogna stare bene
con se stessi.
La Bibbia dice di amare il prossimo come si ama se stessi.
Io non mi accetto per come sono,non mi amo.La mia autostima è prossima
allo zero.Tuttavia non ho mai avuto istinti suicidi.Nonostante
tutto,sono ottimista.
C’è qualcosa che mi sostiene,che mi fa andare avanti.Nonostante tutto
credo in un futuro migliore.
Sono giovane,bello,intelligente,colto.Avrei tutte le qualità necessarie
per realizzarmi nella vita.
Ho una famiglia benestante,ed essendo il pupillo di mio padre,non dovrò
preoccuparmi eccessivamente del mio futuro economico.
(E visti i tempi di crisi in Italia, è sicuramente una buona cosa).
Si dice che bisogna lasciarsi il passato alle spalle,ma è difficile se
non impossibile dimenticarselo,quando ti lascia segni evidenti sul
corpo.
Mi scuso per l’eccessiva prolissità,ma pensavo che fosse necessario
raccontare per grandi linee il mio male di vivere.
Vorrei chiederle insomma:
1) come superare il mio blocco emotivo e come potermi finalmente
accettare per come sono
2) come iniziare una relazione.
Dato che (sbagliando probabilmente) non ritengo risolutiva una terapia
psicologica,perchè so benissimo da dove hanno origine i miei
problemi,vorrei chiederle se non sia meglio una terapia farmacologica.
In questo caso cosa dovrei assumere?
La ringrazio anticipatamente per la risposta.
Cordiali saluti. M.P.
Gentilissimo M.P.,
Grazie anzitutto della sua bellissima lettera, che inserisco come primo
‘caso clinico’ in questo nostro nuovo Blog perché credo possa essere
utile per lei, che non ha mai avuto contatti sociali soddisfacenti,
avere la possibilità di confrontarsi con i nostri lettori, che
sicuramente, nello spirito dell’auto-mutuo aiuto, le offriranno molti
spunti utili per uscire da questo stato di infelicità in cui, da sempre,
è vissuto.
Per quanto attiene alle specifiche domande che mi pone,
vorrei farle osservare anzitutto l’incongruenza delle sue conclusioni:
da un lato mi dice che la terapia psicologica non sarebbe risolutiva
perché lei sa benissimo quale è l’origine dei suoi problemi, dall’altro
mi chiede come superare il blocco emotivo, come accettarsi come è, come
iniziare una relazione. Le sembra che tutto questo possa essere risolto
attraverso una terapia farmacologia? Ed ancora, lei pensa che, ammesso e
non concesso, che lei conosca perfettamente l’origine di tutti i suoi
problemi, ciò basti per essere in grado di trovare delle soluzioni che
consentano una ripresa psicologica autonoma?
Se fosse così, dal momento che si rende perfettamente conto di essere
una persona molto fortunata (alto, bello, ricco, colto, intelligente,
desiderato ecc.), dovrebbe essere l’uomo più felice del mondo. Ma non è
così. La invito dunque a riflettere sulle chiare resistenze che la
vogliono convincere a persistere nella manifestazione di tutti i suoi
sintomi, dolorosi ma sopportabili e che la offrono una ragione per
impedirsi di fare ciò che invece la impaurisce più di ogni altra cosa:
stare con gli altri, sorridere ad una ragazza e dirle, ad esempio ‘sto
bene con te’.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
ROSSO PEPERONE
Salve, sono una ragazza di 24 anni e ho questo tipo di problema, se si
può chiamare così:
tutte le volte che parlo con qualcuno il mio viso diventa rosso
peperone, e se me lo fanno anche notare il rosso peperone diventa sempre
più intenso.
Mi sono accorta che ho questa reazione per esempio quando devo parlare
con il mio superiore, oppure quando devo parlare con persone più anziane
di me che conosco poco, oppure quando gli amici fanno battute di poco
conto che riguardano me o il mio fidanzato. Come posso ovviare a questo
"inconveniente" che, se devo essere sincera mi crea non poco imbarazzo?
Grazie ciao Emi
Cara Emi,
Il tuo rossore indica che, in queste condizioni che hai descritto, ti
senti particolarmente in ansia e quest’ansia si esprime poi con il
rossore. La soluzione dunque è cercare di capire le ragioni di questa
ansia: ti senti ancora immatura di fronte alle persone più anziane di
te? Hai paura di sbagliare con gli sconosciuti o con i tuoi superiori?
Sei riservata sulla tua vita di coppia? Se hai risposto sempre si, ecco
spiegato il motivo del tuo rossore. Che fare?
Una cosa interessante potrebbe essere cercare di cambiare, mostrandoti
più sicura di te. Questo si apprende attraverso l’esperienza, gli
incontri, le relazioni: buttati nella mischia senza curarti dei tuoi
rossori ed impara molto da ciò che fanno gli altri. Nel giro di poco
tempo acquisirai delle abilità sociali che ti permetteranno di sentirti
sicura di te. (Per la serie ‘nessuno nasce imparato’…).
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
RAPPORTI DISASTROSI
Premetto che il rapporto tra i miei genitori è sempre stato disastroso;
in vita mia non li ho mai visti nemmeno abbracciarsi nonostante
vivessimo tutti nella stessa casa.
Mio padre ha sempre avuto la tendenza a rovesciare su di me le sue
rabbie e le sue insoddisfazioni relative al suo pessimo rapporto con mia
madre, arrivando anche a insultarmi con epiteti che solitamente si
riservano a odiati nemici. Mia madre faceva lo stesso a parte
l'insultarmi.
A parte ciò, che ho ritenuto potesse risultarvi di aiuto nel formulare
una diagnosi, sta di fatto che quattro/cinque anni fa (io avevo 13 anni,
quasi 14 e frequentavo la 3a media) i miei han finalmente divorziato e
non ho nemmeno avvertito la situazione, in quanto è stato più o meno
come se nulla fosse successo.
In quello stesso periodo cominciavano i miei primi approcci con le
ragazze, e non ero certo timido e anzi, è stato spesso per "colpa" della
loro timidezza se la serata non finiva con un bacio o contatti erotici.
Pochi mesi dopo però, a causa di una malattia, persi un testicolo. Era
l'estate precedente all'inizio delle scuole superiori, inizio nefasto in
quanto mi ritrovai vittima del bullismo coalizzato (in parte fisico, ma
sopattutto psicologico) di tre ragazzi a quei tempi quasi diciottenni,
che per fortuna in seguito abbandonarono la frequenza scolastica.
Detto che a scuola avevo sempre ottenuto ottimi risultati, tanto che
alle elementari mi annoiavo persino in classe, con l'inizio delle
superiori (che non ho ancora terminato) i miei risultati scolastici sono
scaduti, non in maniera esponenziale ma comunque il mio rendimento è
peggiorato. (non vado oltre il 6,5 di media)
In concomitanza a ciò, ho letteralmente perduto la capacità di
interessarmi a ciò che faccio, pur se a periodi alterni, e a volte anche
di concentrarmi nelle situazioni più comuni e banali, come leggere un
giornale (nonostante lo abbia sempre fatto sin da quando ero in età
pre-scuola elementare) o parlare con una persona.
Verso i 15 anni in discoteca sono finito in coma etilico, e da qualche
mese dopo, appurato che l'alcool mi faceva stare malissimo, sono passato
alla cannabis: inizialmente uso saltuario, poi quasi quotidiano
protratto fino a tutt'oggi. Fortunatamente mi sono fermato qui per ciò
che concerne le sostanze, per quanto sono convinto che causa di questo
ricorso agli stupefacenti sia dovuto al fatto che, in fatto di rapporto
con le ragazze, mi son fermato ai primi approcci sopra descritti! Voglio
cambiare questa situazione, ma ho sviluppato anche piccole fobie,
arrossisco in continuazione e tutto ciò mi ostacola ulteriormente.
Ho spesso pensato di farmi fuori, senza farlo perchè riflettendo bene ho
creduto di poter trovare rimedi più sani per guarire la mia esistenza.
Uno di questi è stato (spero) trovare questo sito. Inoltre le mie
numerose amicizie, la vicinanza solidale delle mie sorelle e il mio
amore per musica e letteratura hanno contribuito ad alleggerire la mia
situazione, senza però eliminare i problemi di fondo incarnati
dall'assenza di un rapporto fra me e una ragazza.
grazie per l'attenzione
ps: ho frequentato già due psicoterapeuti, ma non riuscivo a essere
sincero con loro e tendevo a studiare a tavolino argomenti fittizi per
essere "preparato" nella conversazione, tralasciando ciò che mi fa
soffrire, e cioè che l'unica tipa che ho baciato è stato perchè era
talmente ubriaca da non reggersi in piedi; per il resto, nisba!
Nome
Misongiàsputtanatoabbastanza87
Ciao Misongià…,
Per prima cosa lasciami dire che sono molto contenta che l’aver trovato
questo sito ti sia sembrato utile: del resto è per questo che è nato.
Siamo convinti che il problema della timidezza e dell’ansia sociale che
essa comporta, non abbiano lo spazio che meritano.
E’ un tabù sociale: tutti si impegnano a dimostrare di essere forti e
invincibili, competitivi e scaltri, ma è tutta una recita sociale.
Qualsiasi buona psicoterapia deve partire invece dall’ammissione del
proprio senso di fragilità, dal riconoscimento di non stare bene con sé
stessi. Per questo andare da uno psicoterapeuta con il discorsetto
pronto per fare bella figura significa perdere tempo e denaro. Dunque,
se ti ricapitasse di fare questa esperienza, cerca di lasciarti andare :
fare bella figura con il terapeuta non ti è di alcun aiuto, mentre al
terapeuta della tua brillante prestazione in seduta non importa
assolutamente nulla, specialmente se, nel giro di poco tempo, non ti
vede più. Dunque… Cui prodest?
Pensa anche a come ti sei firmato: ma che male c’è, a 19 anni, ammettere
di aver baciato una sola ragazza? Da quando in qua il valore di una
persona si misura sui baci che ha dato? Cerca dunque di rilassarti,
magari aiutandoti con la lettura di qualche buon libro di self help
psicologico, oppure imparando qualche tecnica di rilassamento. E poi
provaci, se una ragazza ti intriga, provaci sempre. Se ti dice di no,
rispondi: ‘hai perso un’occasione’. Riferendoti a lei, naturalmente.
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TIMIDO CON LE RAGAZZE
Sono sempre stato timido con le ragazze, ma non ho mai avuto particolari
problemi nel conoscerle in quanto erano loro a fare il primo passo...
Sono stato fidanzato per 8 anni poi il tutto è finito (senza lasciare
particolari strascichi emotivi).
Dopo poco conosco un'altra ragazza, questa volta sono io con grande
stupore a rompere gli indugi e a presentarmi. Tutto va per il meglio se
non che per la prima volta nella mia vita ho dei problemi di erezione, o
meglio, nei preliminari tutto procede regolarmente, ma quando si tratta
di iniziare il rapporto vero e proprio non so cosa mi accade, so solo
che quasi completamente l'erezione.. E chiaramente questa situazione mi
porta a vergognarmi come un ladro!!!!!!!
Comincio ad essere preoccupato.
La ringrazio in anticipo per la Sua eventuale risposta.
Thief
Caro Thief,
Hai erezioni mattutine? Hai problemi nella masturbazione? Se non
riscontri alcun problema in queste due situazioni, il tuo disturbo
erettile dipende esclusivamente da cause psicologiche, anche se, per
maggiore sicurezza, potresti farti visitare da un andrologo che ti possa
rassicurare sulla capacità erettile.
Appurata la matrice psicogena, la cosa da fare è cercare di evitare, per
il momento, i rapporti sessuali completi. Conoscere meglio questa
ragazza, abituarsi alle sue diversità rispetto alla precedente, sarà per
te una rassicurazione talmente potente che ti farà scomparire tutti i
problemi.
Saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona
PAURA DELLA PAURA
E’ la terza volta che vi scrivo ma purtroppo non ho ancora ricevuto
alcuna risposta. A volte mi dimentico del mio problema, ma quando
invece, s'avvicinano momenti clu, allora, la paura si manifesta. Credo
che la mia sia diventata paura della paura e non ce la faccio piu. penso
ogni volta che la vita sia una sola e che potrebbe finire domani e che
non ha alcun senso continuare ad essere cosi timidi ed avere paura
d'esserlo. Quando ero piu giovane non ero assolutamente timida, tanto
che quando racconto ai miei parenti di mie timidezze mi dicono che è
impossibile che io sia timida per come ero e mi comportavo quando
piccola. Ma adesso, non ce la faccio piu. Sono davvero troppo timida e
non vorrei che fosse fobia sociale la mia, piu che timidezza. Frequento
un corso e quando i professori fanno domande in classe, anche se conosco
la risposta non riesco assolutamente a rispondere, il suono della mia
voce mi fa vergognare. E se nel parlare il professore mi guarda, divento
rossa come un pomodoro. Non so, quando devo uscire o vedere persone, ho
sempre una strana sensazione quasi come se il mio destino sia fare
qualche figura di merda. Forse è dovuto al fatto che sono cresciuta in
un piccolo paese e sempre quando camminavo di fronte ad un bar pieno di
ragazzi questi mi urlavano qualcosa d'imbarazzante, per divertirsi..
Non so, non so se dovrei rivolgermi a qualcuno , non se invece dipende
semplicemente dal fatto che non smetto di pensare a situazioni
imbarazzanti nelle quali mi possa trovare. È come se avessi paura di
risultare idiota...non so, ma sono stufa di questo, voglio vivere senza
vergogna, senza timidezza, voglio godermi i momenti belli della vita
come ero solita fare anni fa..voglio essere sicura di me stessa...per
favore ditemi qualcosa.
grazie, tonina
Cara Tonina,
Nella tua lettera ci sono due temi che ricorrono spesso
nell’autobiografia del timido. Il primo: ‘da piccolo/a non ero timido/a’.
Ma certo! Da piccoli non sempre ci si rende conto di quello che si fa e
si dice ed ancor più inusuale è che ci si renda conto delle conseguenze
che i propri atteggiamenti comportano e dei giudizi sociali che ne
conseguono. Dunque, aver acquisito questa consapevolezza non è un male,
anzi è un bene, in termini di intelligenza e di efficienza. Il problema
è quando questo insight si fa ossessione, quando non ci si perdona più
né un rossore, né un imbarazzo, né una frase sgrammaticata, né una
battuta scema… Cerca, questi pensieri invadenti e minacciosi si
impadroniscono della tua mente e non ti lasciano pensare ad altro, di
cantare una canzone, sempre quella, che si sovrapponga ad essi. E’ la
tecnica del ‘mantra’, una perla di saggezza orientale. Usala. Secondo
tema ricorrente: ‘forse dipende da…’. E se dipendesse da te?
Saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona
PROBLEMA ‘ALQUANTO SCIOCCO’
Vorrei esporre il mio problema alquanto sciocco:perchè mi sento alle
volte forte di spaccare il mondo, alle volte no.mi ritengo un ragazzo
flessibile a tutto ,ma alle volte come si sa dire ho problemi di
irritazione di nervosismo accentuato.come posso risolverlo
nell'annientarlo?...oltre a questo mi porta senso di malessere interiore
e di confusione.in famiglia non va per la quale con mio padre ,oltre i
litigi con mia madre mi danno fastidio di sbranare tutti e tutto ciò che
mi circonda.il mio stato emotivo diventa pure succube di agitazione
quando esco fuori ,cioè carico tutto ciò che è fuori e lo trasformo
dentro casa in un vulcano.la paura di me e che non ho molti amici,anzi
il mio passatempo lo trascorro nella maliconia indulta interiore,non è
un difetto ma mi manca affetto ,affetto vero forse ricevuto da mia
madre,ma soprattutto quello vero da prsone che ti stanno vicino.la
reprensione che ho e facile ho paura di rimanere solo.
questo e quello che fanno parte della maggior parte dei difetti che ho.
cordiali saluti Alessio
Ciao Alessio. Il tuo problema non è ‘alquanto sciocco’: dal momento che
ti fa soffrire non possiamo chiamarlo ‘sciocco’, ti pare? Quanto
all’irritazione e al nervosismo, vorrei farti osservare che non sei il
solo, anche se è abbastanza comune che chi si sente insicuro di sé
stesso diventi forte coi deboli e debole coi forti. Con i tuoi familiari
riesci ad essere aggressivo ed a ‘sbranarli’ perché sai che ti vogliono
bene e non ti lasceranno; con gli altri sei passivo ed accetti tutto.
Comincia col ribaltare questo paradigma: dai valore ai tuoi valori,
rispetta chi ti ama e scarica la tua aggressività contro ciò che ti
causa sofferenza. Non hai molti amici? Fai una sfida con te stesso: ogni
settimana devi ottenere almeno tre numeri di telefono da parte di tuoi
coetanei, in qualsiasi modo (e-mail, SMS, blogs, bar, concerti, ecc.)
Prenditi un quaderno e scrivi lì i tuoi risultati. Ogni 12 numeri di
telefono chiesti ed ottenuti, fatti un regalo.
Funziona: provaci!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PROBLEMA SERIO
Sono una ragazza di 30 anni, la mia timidezza è per me un problema serio
. Mi sono isolata da tutti perchè mi sento di non poter dare niente a
nessuno, alla mia età non ho mai avuto un ragazzo, mai stata baciata. La
timidezza mi ha portato a non aver stima di me stessa, a sentirmi
inferiore anche ad un cane. Ho pochissime amiche realizzate nel lavoro e
nella vita sentimentale, purtroppo io non lavoro e ho paura continuare a
cercarlo perchè non voglio più ricevere rifiuti. Sono al limite della
sopportazione. E' possibile guarire dalla timidezza?
Serena
Cara Serena,
A parte il fatto che i cani non sono inferiori a noi, semmai sono
diversi, credo che dalla timidezza non si possa del tutto guarire, ma
che si possa molto migliorare.
Ad esempio cercando di ragionare sul perché si temano i rifiuti da parte
degli altri: chi sono gli altri? Anche tu sei ‘gli altri’ per gli altri:
ci hai mai pensato? E se tu a volte rifiuti qualcosa, non gradisci un
cioccolatino che ti offrono, non dai il tuo numero di cellulare, chi ha
osato chiederti queste cose dovrebbe sparire dalla faccia della terra,
richiudersi in qualche cantina buia per il resto dell’esistenza, perché
TU gli/le hai detto di no?
E allora, prova a pensare che gli altri sono come te (a differenza dei
cani) e sorridi sempre per prima: il sorriso è contagioso e, prima o
poi, ritorna.
Saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona
UN SINTOMO SULLA BOCCA
Vi scrivo per esporvi un problema che ho ormai da qualche anno; soffro
di un disturbo psicologico a mio dire molto strano, ora lo descrivo: è
un sintomo localizzato sulla bocca, (pensiero fisso alla bocca,
secchezza, fastidio), che è purtroppo sempre presente, e che mi sta
facendo soffrire molto... sono stata in cura da uno psicoterapeuta, che
mi ha detto che questo sintomo ha una forte simbologia con la
comunicazione,, infatti io sono una persona molto timida, chiusa con
difficoltà a parlare in generale; questo sintomo in pratica secondo lo
psicoterapeuta è nato per celare il vero problema, cioè la difficoltà di
comunicazione, come se io nn volessi accettare di avere una difficoltà;
mi aveva anche detto che il sintomo poteva essere nato in seguito
all'essere stata minacciata da qualcuno... tipo "guai se dirai questa
cosa a qualcuno!" o cose simili, ma io nn ricordo di aver vissuto nulla
del genere; (che ne pensate?) il fatto è che però anche adesso che ho
preso coscienza di ciò, e di quale sia appunto il vero problema, il
sintomo non è scomparso, in più ho dovuto abbandonare la psicoterapia
per problemi economici, quindi mi ritrovo al punto di partenza... non so
come fare sparire il sintomo, che mi fa stare male e mi fa isolare
sempre di più, ma così si verifica una sorta di circolo vizioso. Che voi
sappiate altre persone hanno manifestato un sintomo del genere?? perchè
io mi sento unica e rara... forse sono pazza da ricoverare?! vi prego
aiutatemi... che devo fare per far sparire questo sintomo assurdo che mi
sta rovinando la vita?
grazie mille siete la mia ultima speranza
Francesca
Grazie Francy per la fiducia, ma dai, non esageriamo! Come ti ha
spiegato lo psicoterapeuta, con il quale concordo, questo sintomo
soddisfa la problematica inconscia relativa alla timidezza e alla
difficoltà di interagire con gli altri.
Non è poco sapere questo, ma ora bisogna agire.
Ad esempio potresti fare un corso di comunicazione, comprarti dei libri
sul linguaggio del corpo, imparare ad osservare gli altri (e te stessa)
con maggiore attenzione, cercando di coglierne le emozioni, i pensieri
più nascosti, le loro incertezze nel comportamento ecc.
Potresti poi imparare delle frasi ‘facilitanti’ per iniziare la
conversazione con gli altri, costruendoti un buon repertorio. Ogni volta
ad esempio che leggi un libro o vedi un film dove uno dei protagonisti
dice una frase intelligente o di effetto, copiala in un quaderno ed
imparala a memoria. Con questo piccola valigetta di materiale sempre
pronto per tutte le occasioni, potrai sentirti più sicura. Infine, fai
del training autogeno ed impara a trascinare mentalmente le sensazioni
che senti sulla bocca in altre parti del corpo, ad esempio i piedi.
Un buon terapeuta potrebbe aiutarti.
Ciao.
Dr. Walter La Gatta
SONO LA PIU' TIMIDA DEL MONDO
Buongiorno...sono una ragazza di 19 anni di nome Valentina che ha
scoperto questo servizio on line ed ha deciso di scrivervi per chiedere
un consiglio. Vede io sono sempre stata timidissima fin da piccola, ma
mai come ora questa cosa è diventata un vero problema anche perchè con
certe persone con cui ho istaurato veri e profondi legami sono
vivacissima, allegra, piena di vita mentre con tutte le altre sono
asociale, non riesco a dialogare e sono troppo insicura. Così non riesco
ad essere felice, a studiare ma soprattutto ad essere me stessa. Ho
provato ad uscire, andare a delle feste, insomma a mettermi alla prova
ma ogni volta è stata una delusione...ho paura di essere anche caduta in
depressione..da alcuni anni.. ma non ne ho la certezza perchè per
orgoglio ho sempre voluto risolvere tutto da sola. Ne ho parlato anche
ad amici che mi hanno risposto che è solo questione di apertura ma io
non ci riesco...e così divento silenziosa, triste e timorosa anche
perchè le persone che mi circondan ormai sanno che sono così per cui se
tento di parlare, di scherzare mi rispondono a monosillabi Ed io dentro
di me esplodo perchè sarò pure la persona più timida del mondo ma so che
non sono quella che che credono gli altri. Ecco volevo sapere se mi
poteva aiutare a capire cosa è giusto che io faccia visto l'attuale
situazione. Per favore mi risponda...non solo per me ma anche per i
ragazzi che in quello che ho scritto magari rivedono un po' se stessi.
La ringrazio...
arrivederci
Valentina
Salve Vale.
Intanto, direi, la palma della 'più timida del mondo' proprio non gliela
diamo, perché ognuno, a suo modo, pensa di avere tale primato (e dunque
non sarebbe giusto nei confronti degli altri... :-))
L'orgoglio, l'amore verso sé stessi, è un ottimo strumento per farsi
valere quando qualcuno tende a non rispettare le regole e a prevaricare;
è utile - in certi limiti - quando ci si vuole valorizzare nelle
relazioni sociali(se non abbiamo noi questo senso del nostro valore più
profondo, perché dovrebbero averlo gli altri?); è utile infine perché ci
dà degli obiettivi, delle mete da raggiungere, spesso non facili e non
comuni.
In altri casi però, come nel suo, l'orgoglio rappresenta un nodo, che
non permette alla personalità di evolversi nel miglior modo possibile. O
meglio, per dirla con un linguaggio più psicologico, è una 'resistenza'.
Lei si comporta come mi ha scritto perché, pur stando male, pur dovendo
affrontare tanti sintomi che la fanno soffire, se si lasciasse andare
completamente starebbe ancora peggio. Il cambiamento le fa paura. Tenga
conto che, a volte, è la paura stessa del cambiamento, e non il
cambiamento in sé, a provocare queste resistenze. Che fare dunque?
Il consiglio più giusto da dare è, ovviamente, quello di rivolgersi ad
uno psicologo 'in presenza', che la potrà aiutare a scoprire le cause di
questo suo blocco ed indirizzarla verso la ricerca di una soluzione.
Come forma di auto-aiuto, provi a cambiare anzitutto i suoi
atteggiamenti verso la realtà e poi il cambiamento dei comportamenti
sarà conseguente. Il voler sempre risolvere tutto da soli, il darsi i
voti ad ogni prestazione, il mettersi al centro delle proprie attenzioni
in una sorta di ritiro narcisistico, non è mai un bene. Si conceda
invece il lusso di poter a volte sbagliare, di non farcela sempre ad
avere prestazioni eccellenti, impari a ridere di sé stessa e dei propri
errori. Accetti insomma la sua 'umanità'.
Saluti e auguri.
Dr. Walter La Gatta Ancona
Clinica della Timidezza
LUI…QUASI FOBICO
Vi scrivo per sottoporvi il problema del mio fidanzato. Lui è molto
timido, quasi
fobico, ha una grande stima per me e si preoccupa di poter farmi
soffrire anche minimamente. Ci siamo fidanzati circa un anno fa (e ho
dovuto rassicurarlo
molte volte da quel momento) ma ha mostrato di volermi baciare solo
alcuni giorni fa, perchè temeva di poter fare qualcosa che mi ferisse.Poi
non è riuscito a baciarmi, era troppo imbarazzato, e ha sofferto
moltissimo per questo, vergognandosi addirittura di guardarmi negli
occhi.
Come posso fargli capire che lo amo davvero?
Grazie,
Ester6
Cara Ester,
mi sembra proprio che lei stia vivendo una relazione non semplice: il
suo ragazzo in un anno intero ha tentato una sola volta di darle un
bacio con esito negativo ! Molto probabilmente soffre di una forte
timidezza ed inibizione che nasce forse da esperienze pregresse cui lei
non fa riferimento.
Quello che le posso consigliare è di aiutare il suo ragazzo a prendere
consapevolezza che questo suo stato può essere superato con l’aiuto di
uno specialista, ma nulla si potrà fare se la spinta al cambiamento non
è realmente autentica, cioè se non nasce da lui.
Auguri
Dott. Walter La Gatta Ancona
BLOCCATO COMPLETAMENTE
Salve sono un ragazzo di vent'anni ed ho un problema con l'altro sesso
infatti da qualche anno a questa parte non riesco ad essere piu libero e
disinibito come vorrei. Es: ogni sabato sera quando esco con gli amici e
magari vedo una bella ragazza vorrei avvicinarmi a lei e fare la sua
conoscenza ma
sono bloccato completamente come terrorizzato da qualcosa che nn riesco
a comprendere. La cosa che nn capisco e che in passato nn ero cosi
impacciato
(bloccato) ero disinibito non mi creava nessun problema relazionarmi con
l'atro sesso e quindi non so cosa mi sta accadendo. So che puo sembrare
un problema banale ma incomincia a condizionare pesantemente la mia vita
altro esempio: tempo fa una ragazza mi ha chiesto di uscire ho accettato
e per vie che adesso nn racconto mi aveva fatto capire chiaro e tondo
che gli piacevo ma cmq ero agitato nervoso e alla fine al momento in cui
avrei ovuto provare a baciarla per parlare chiaro non sono riuscito perche
insicuro se lei lo volesse e mi è sembrato che volessi solo fuggire da
quella situazione che mi stava agitando come nn mai. Insomma da due anni
a questa parte non mi riconosco piu nn nascondo che ho avuto persino dubbi sui miei gusti
sessuali ma gli uomini non mi piacciono e questo e chiaro invece non
faccio che pensare alle donne e questo forse è ancora peggio perche mi
innervosisce non so piu cosa devo fare!!! forse è colpa di una
situazione critica che ho in
casa oppure dai fallimenti delle mie storie precedenti datemi un
consiglio cosa posso fare continuare cosi diventa ogni giorno piu
difficile e doloroso datemi un consiglio
grazie da SPIKE
Caro Spike,
il suo è un caso di timidezza che si è accentuato negli ultimi tempi
forse anche in relazione alle vicende critiche che vive in casa, anche
se
ne ha appena accennato a fine lettera. Probabilmente questa situazione
le ha procurato un abbassamento dell’autostima che si riflette nel
rapporto che ha con le ragazze. La timidezza è un evento comune a molti,
ma se questa diventa eccessiva, tanto da interferire con la vita
quotidiana è necessario agire per diminuirla. Inizi gradualmente a
tentare degli approcci (saluti,
sorrisi,ecc.) con ragazze con cui si sento sicuro, e man mano
progredisca. Se nel suo percorso si accorgesse che ci sono motivi più
profondi che non
riesce a gestire da solo, non esiti ad usufruire dell’aiuto di uno
specialista.
Auguri.
Dr. Walter La Gatta Ancona
TUNNEL A SENSO UNICO
Ho 39 anni, sono molto timido soprattutto con l'altro sesso, quando vedo
una ragazza che mi piacerebbe conoscere non so mai cosa dire o cosa
inventarmi x attaccare bottone, questo problema mi crea una grossa
difficoltà: non ho mai avuto una relazione, sono etero, mi piacciono
solo le donne, ma a causa di questa timidezza sono sempre bloccato, non
ho problemi a parlare con i maschi ma tantissimi a fare lo stesso con le
donne, di conseguenza, anche se avrei voluto relazione non ci sono mai
riuscito, non so cosa e come fare x vedere di uscire anche solo
parzialmente da questo tunnel a senso unico, devo dire che non mi
interessa il matrimonio ma sono la convivenza, non voglio figli ma non
perchè non mi piacciono i bambini ma perchè non mi sento affatto in
grado di badare a me stesso quindi figuriamoci a fare il padre, oltre
che molto timido sono anche molto insicuro, inoltre le donne cercano
uomini sicuri di sè, ambiziosi, affermati (mentre a me va bene il mio
solito tran tran e il mio stipendio da operaio), generosi (nel senso di
fare loro regali magari costosi) ed io non navigo nell'oro, devo stare
attento a far quadrare i conti a mese, col mio stipendio arrivo giusto
giusto a fine mese, ho qualche risparmio grazie ai miei genitori nel
caso mi capiti un imprevisto (es. cambiare l'utilitaria che tengo minimo
x 10 anni), restando in attesa del suo parere ed eventuali consigli in
merito con l'occasione saluto e ringrazio.
Federico
Caro Federico,
Lei si sta nascondendo dietro il suo problema : è forse vero che, se lei
fosse ricco e famoso, le donne le cadrebbero ai piedi senza dover fare
neanche un minimo sforzo per conquistarle, ma purtroppo la situazione
non è questa e occorre darsi da fare, forzandosi un po’. A 38 anni
ragiona già come un signore di 50 e poco ci manca che non abbia parlato
nella sua lettera dei problemi dei pensionati… Se lei non è felice nella
situazione in cui vive, e non mi sembra che lo sia, deve fare qualcosa
per migliorare la qualità della sua vita.
Anzitutto, va bene accontentarsi di ciò che ha, va bene non avere la
voglia di competere a tutti i costi per raggiungere uno status sociale
più elevato, ma questo non deve essere un impedimento alla sua
maturazione personale. Se vive coi suoi genitori, cerchi di fare una
vita maggiormente indipendente, si iscriva ad un Corso di ballo per
conoscere persone nuove ed imparare ad avere un maggiore controllo del
suo corpo. Si legga qualche libro in cui vi siano consigli per
rafforzare l’autostima e per migliorare la comunicazione interpersonale.
Se tutto questo non basta, faccia delle sedute di psicoterapia.
La soluzione c’è: basta accorgersi di avere SOLO 38 anni e tante
possibilità di scelta davati a sé.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DEPERSONALIZZAZIONE
Ero fidanzata con un uomo per il quale fin da bambina ho fatto pazzie e
che consideravo ( e considero forse ancor oggi) l'uomo dei miei sogni.
Il suo carattere particolare ed introverso che lui ha avuto per tutti
gli 8 anni della nostra storia (mai "ti amo", mai o quasi un regalo), mi
ha alla fine indotto a tradirlo con un bravissimo ragazzo completamente
ai suoi antipodi che si è innamorato pazzamente di me. Dopo pochi gg.,
non confessandogli la verità, lo lascio anche per rispetto e dietro le
insistenze del secondo, con il quale li ero e mi sono compromessa al max
(gli ho detto che lo sposerò).Lui (il mio ex) mi richiama supplicandolo
di non lasciarlo e dicendomi, DIETRO LA MIA MERIVIGLIA, mi avrebbe
addirittura sposata.
Nello stesso momento arriva per me la comunicazione della data di un
esame di abilitazione importantissimo (che poi ho suxato) Da quei
momenti, (sono riuscita poi sino a poco dopo l'esame con il mio
ex),iniziano questi sintomi: formicolii ad un braccio, accavallamento
dita di una mano, cefalea (oggi non più), insonnia, senso di cadere,
paura di fare le scale, battito sotto alla pinta del piede, SENSO DI
DISTACCAMENTO DALLA REALTA, come se vivessi in un sogno (al punto di non
saper quasi più scegliere un vestito,a volte mi guardo le mani come se
non fossero le mie).Dopo l'esame lascio nuovamente il mio ex e, credendo
di avere la sclerosi multipla, contatto il mio medico, che per sicurezza
mi indirizza da un neurologo, il quale mi dice trattarsi di
DEPERSONALIZZAZIONE.Mi consiglia di aspettare 15 gg.prima di
intraprendere una terapia farmacologica ( seroxan).
Mi chiedo: passeranno questi sintomi senza farmaci, e con i farmaci?Non
ce la faccio più, non sono più io (ero e sono considerata bellissima, la
fotocopia di una famosa attrice). E' dipeso dall'esame, dal senso di
colpa per io mio ex e per la sua famiglia, da un vero e proprio errore
che ho fatto nel lasciarlo, dall'insostenibilità di 2 storie che mi
hanno costretti
a tante tante bugie con tutti e due, o da cos'altro?Avrei bisogno di una
parola di conforto, di un consiglio
Marta
Cara Marta,
La mia impressione è che lei sia una persona molto ansiosa e con
tendenza alla somatizzazione e all’ipocondria. Lo stress vissuto in
tutto questo periodo è molto probabile che si esprima attraversa i
sintomi che lei riporta. La scelta del neurologo fa pensare che lei sia
più propensa a pensare (o a temere) che vi siano problemi organici alla
base di tutto quello che le sta accadendo: bene ha fatto dunque a fare
una visita, che ha fugato tutti i dubbi. Ora però sarebbe opportuno che
lei intraprendesse anche una psicoterapia.
Il neurologo infatti può prescriverle dei farmaci che attenuano i
sintomi, ma il terapeuta le può offrire uno spazio privato dove indagare
la sua psiche ed i meccanismi sottostanti che l’hanno portata oggi a
dare voce al suo dolore con tutti questi sintomi.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL NOME DEL PROBLEMA
Sono un ragazzo di 20 anni, assiduo lettore della Vostra posta. Fino ad
ora non vi avevo mai scritto, ma mi sono deciso al farlo perchè non sono
mai riuscito a capire qual'è realmente il mio problema, e se il male che
mi affligge ha un nome.
Frequento gli studi universitari, ed ho vari hobby, inoltre, sono molto
interessato all'informazione ed aperto alle problematiche del
quotidiano. Insomma, non si direbbe che sono una persona schiva o
timida, ne i miei amici e conoscenti lo direbbero, non fosse per un
particolare: non riesco ad avere rapporti di nessun tipo col sesso
opposto (tranne che con le parenti strette, e che con un'amica
d'infanzia).
La cosa peggiore è che non è mia intenzione; capita e basta, quando si
verifica l'occasione, di non riuscire ad avere dialogo con le ragazze.
La cosa è di entità maggiore quando provo attrazione fisica per la
ragazza che mi trovo dinanzi, accuso addirittura forte stordimento,
battito accelertato, sudorazione improvvisa, e respiro a fatica, tanto
che mi devo sempre allontanare con una scusa. Chi mi sta attorno non
sospetta nulla, in quanto, riesco a dissimulare molto bene il mio stato
di emotività...
Oltre ciò, c'è da dire che mi trovo sempre un pò imbarazzato quando con
gli amici si parla di sesso, e non intervengo mai nella discussione.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata proprio ieri, quando
una ragazza, accompagnata dall'amica, ha cercato di fare la mia
conoscenza, ed io mi sono allontanato con una scusa; vi lascio
immaginare l'imbarazzo, non solo per aver rifiutato la conoscenza di una
ragazza abbastanza carina, ma anche per aver ferito la sensibilità di
questa persona (so, per esperienza, che il rifiuto è vissuto dalle
ragazze in maniera più pesante). Risvegliatomi dal torpore, che
l'esperienza aveva provocato in me, ho incominciato a rimuginare sullo
stato dei fatti, mi sono sentito stupido, anche perchè spesso penso a
come sarebbe bello avere una fidanzata.
Tuttavia, sono abbastanza messo bene fisicamente, e non di rado mi
capitano occasioni simili, è solo che non mi sentivo così male da tanto
tempo, e la cosa mi ha spaventato... Inoltre, negli ultimi periodi, sto
sviluppando una specie di ossessione verso il cibo, che mi porta a
mangiare fuori di misura, e quindi anche ad ingrassare; ma non solo, ho
notato che mi "tratto male", nel senso che non evito disagi fisici, vado
in giro molto trasandato, e non curo più i miei interessi come una
volta, atteggiamento che sinceramente riscontro tra i barboni che
incontro in metropolitana, sto cadendo, insomma, in una specie di
baratro.
Le persone che mi circondano stanno incominciando a notare tali
comportamenti, che però non sanno essere la punte dell'iceberg, ma
nessuno comprende la vera natura di tale disagio (io stesso faccio
fatica a capire); i più superficiali credono che io sia pigro o
addirittura omosessuale, pensieri che ultimamente non mi tangono più,
perchè è come se mi fossi rassegnato, anche se sono stato sempre
consapevole della mia inclinazione totalmente ed esclusivamente
eterosessuale.
Mi potrebbe dare qualche consiglio per risollevare un pò il mio stato?
Anche se penso che mi farebbe bene parlare con uno psocologo, non sono
mai riuscito a farlo, vuoi perchè sono fondamentalmente restio ad
esternare il mio malessere, vuoi perchè, qualora la cosa fosse venuta a
galla, avrei temuto di non essere compreso da chi mi sta vicino, in
quanto nella nostra società, il disagio psichico è ancora visto come un
forte tabù, una specie di male inguaribile.
La ringrazio moltissimo per l'attenzione prestatami!
Saluti
Mario
Caro Mario,
Leggo fra le righe che lei mi invita a non risponderle per prima cosa:
‘vada da uno psicologo’, perché lei ha già considerato questa opzione e
l’ha già scartata.
Vorrei non dirglielo, ma poi rifletto sul fatto che, se non ce la fa da
solo, non sa neanche trovare un nome per il suo problema, tanto si sente
confuso rispetto ad esso, perché non affidarsi ad uno specialista che
possa aiutarla a comprendere meglio il suo disagio psicologico e poi a
trovare, con lei, una soluzione ad esso?
Certamente non può pensare di riuscirci da solo, se non è successo fino
ad ora. Anche io, dopo aver letto le sue poche righe, pensa che potrei
consigliarle una soluzione definitiva e soddisfacente?
Se lei sente che parlare con uno psicologo potrebbe farle bene, cerchi
di vincere le sue immotivate resistenze e vada. E' l'unica soluzione.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SENSO DI INADEGUATEZZA
sono sempre stata una persona riservata dal carattere introverso,dovuto
forse anche alla perdita di mia madre a 10 anni,ma mai come nell'ultimo
periodo mi trovo a dover fare i conti con il senso di inadeguatezza che
provo ogni volta che sono in un qualsiasi contesto sociale .il problema
e forse aumentato da quando sono diventata mamma e la mia vita è
cambiata radicalmente portandomi a fare i conti con un'altra realtà dove
i contatti con l'esterno sono andati via via diminuendo e forse la mia
paura di dove essere una brava e irreprensibile mamma ha fatto il
resto.....
ora mio figlio frequenta il nido e mi è diventato quasi impossibile
accompagnarlo e andarlo a prendere perchè questo comporta il dovermi
confrontare con altre mamme e le maestre,con cui ho già avuto
l'opportunità di parlare senza però riuscire ad evitare di arrossire o
nn saper cosa dire.....e la paura che gli altri mi giudichino una pazza
,buffa e goffao anche solo "una con qualche problemino"mi angoscia
sempre di piu.
ho sempre desiderato essere una persona solare e sempre al centro
dell'attenzione,e per un breve periodo della mia vita(i 5 anni del
liceo)sono riuscita ad essere me stessa senza avere cosi paura del
prossimo e ad essere apprezzata seguita e voluta bene per questo ma poi
mi sono rinchiusa nuovamente nel mio guscio e nn so proprio piu cosa
fare......ho mille ansie che mi assalgono ma sento che il nn lavorare e
l'aver perso le mie amicizie mi hanno fatto diventare ancora piu chiusa
e paurosa dei rapporti interpersonali.nn so mai cosa dire e come
comportarmi ......facendo a volte anche la figura della cretina o forse
è il mio voler piacere a tutti i costi che alla fine crea l'effetto
opposto su di me e sugli altri...........ormai anche andare a fare la
spesa mi crea ansia da prestazione e il terrore di dover scambiare due
chiacchere con uno sconosciuto mi porta ad evitare spesso anche le
uscite al parco con mio figlio.è chiaro che ormai il mio problema si è
cronicizzato e nn so più cosa inventarmi per uscire da questo disagio
interiore....ho pensato più volte ad iniziare una psicoterapia ma nn me
lo posso permettere
spero tanto in una sua risposta .
ale
Cara Ale,
Escludendo la psicoterapia perché non se la può permettere (non esistono
consultori nella sua città?) il consiglio che sento di darle è quello di
sforzarsi di uscire tutti i giorni e di parlare con le altre mamme o con
le maestre. Infatti, si accorgerà che, a forza di parlare, troverete
degli argomenti in comune nei quali lei si sentirà molto più sicura di
sé stessa e, quasi senza accorgersene, si troverà a conversare con altre
persone con la massima naturalezza. Molto potranno aiutarla i libri con
consigli di self help che può trovare in qualsiasi libreria, per cercare
di ritrovare un po’ di pace interiore quando si trova sotto stress. In
ogni caso, il suo isolamento sociale non farà che aggravare il suo
problema e per di più condizionerà anche la vita di suo figlio, che nel
periodo ‘sensibile’ della sua vita, quello dedicato all’apprendimento,
non potrà apprendere quelle abilità sociali che servono per farsi
accettare in società. Appena possibile inviti a casa sua, a turno, una
delle mamme che incontra al nido e così, con un po’ di socializzazione
in ambiente protetto, come può essere per lei la sua casa, imparerà a
superare la paura degli altri. Si ricordi poi che il problema è molto
frequente fra donne che hanno appena avuto un figlio, dato il
particolare periodo di isolamento che si vive quando c’è un neonato in
casa. Provi a sorridere per prima alle altre.. Ne saranno molto
contente.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INVITARLA A BALLARE
salve mi chiamo tonino ho 31 anni è sono molto timido ,ho vergogna di
espormi in persone che non conosco ,ho sempre la paura di sbagliare e di
essere giudicato in modo negativo , per non parlare di rapporti in campo
amorosi , mi piace una ragazza ma non riesco neanche ad avvicinare ad
invitarla aballare , ho sempre la paura di sbagliare di rendermi
ridicolo , in effetti penso che la paura derivi dai miei pensieri
avanzati ,nel senso che pensando di invitarla a ballare mi faccio già le
paranoie di quello che puo succedere dopo , cosa fare dove andare non
essere all'altezza della situazione . mi dareste un consiglio di cosa
fare, grazie
Tonino
Salve Tonino. Provi a pensare ad una ragazza che conosce e che le piace
ed immagini per dieci minuti d’orologio al giorno tutte le cose più
brutte che potrebbero capitarle se invitasse questa ragazza a
ballare…Esageri ed esasperi ogni possibile rifiuto, figuraccia,
imbarazzo. Dopo dieci giorni di ‘esercizio’, la inviti veramente a
ballare.
Vedrà che le sembrerà un gioco da ragazzi.
Dott. Walter La Gatta Ancona
AIUTO!
Sono Antonio da B.… Aiuto!!! Cosa non va? Ho 35 anni e ancora non ho
avuto una ragazza. Amici e colleghi/e che mi vogliono bene non mi
mancano, come un lavoro che mi piace, al sabato sera esco, ecc. Alcune
mie qualità, es mi piace più ascoltare che parlare di me, la
disponibilità, ecc. so che potrebbero essere punti di forza, ma
m’ingabbiano nel ruolo del buon amico, nel vedermi difficilmente con
occhi diversi. La mia timidezza mi impedisce di farmi avanti, nel
crearmi e soprattutto sfruttare delle occasioni. La mia pigrizia mi
impedisce di fare attività sociali tipo palestra, scuole di ballo, ecc.
In discoteca ci vado ogni tanto ma non credo proprio di conoscere
nessuna: non sono un attacca bottone e poi forme di comunicazione e di
approccio fatte solo di fisico, sguardi, ecc. non fanno x me. Io devo
prima farmi conoscere e apprezzare per quello che sono, il problema che
il rapporto si consolida come amicizia senza che riesca a far niente se
non con goffi tentativi tra l’altro in ritardo.
Recentemente mi sono fatto avanti con una mia amica, con uno sforzo non
da poco. Risultato? Buon amico! E in più adesso permane un disagio
reciproco. In fondo so che magari poteva non funzionare; Un “no grazie”
è difficile da accettare, specie se si è sensibili e lo si legge quasi
come un segno del destino: tutti tracciano un loro percorso affettivo,
fatto di gioie e di sofferenze, come è normale che sia. La mia
sensazione è di stare sempre fermo mentre gli altri vanno avanti, anche
se le strade che percorrono mi rendo conto che non sempre sono facili.
Ma essere sempre fermi, e poi alla mia età, è davvero avvilente.
Forse, sotto sotto, ho più paura di un “si” che di un “no”, dato il
rimettere tutto in discussione e, soprattutto, data la mia riservatezza
specie per dei problemi di salute che ho e che non riesco ad accettare,
e quindi tanto meno ho voglia di parlarne e di condividerne i disagi.
Aiuto…
Antonio
L’ha detto lei stesso, caro Antonio: lei non ha nessuna intenzione di
cambiare, perché le cose le vanno bene così come sono. L’unica cosa da
fare è dunque risolvere i suoi problemi di salute, o imparare a
conviverci e poi verrà tutto il resto. Mai comunque dichiararsi ad
un’amica!
Un saluto.
Dott. Walter La Gatta Ancona
TENTAR NON COSTA NULLA
Sono una ragazza di 20 anni. l'università va benissimo, non ho complessi
per il mio aspetto fisico, chi mi conosce dice che io sia molto
simpatica, interessante, ironica, gentile e generosa insomma tutti
commenti positivi. Il problema nasce dal fatto che per me è molto
difficile fare conoscenza con la gente, soprattutto se esco con un
gruppo di cui conosco solo una o due persone, non parlo, non riesco a
fare dei commenti o a introdurmi in un discorso. Parlo solo se mi si
rivolge una domanda, è più forte di me. E sono stanca di essere così,
perchè mi sento sciocca a comportami in questo modo e soprattutto quando
esco con le mie amiche "socievoli" me ne sto in un angolo e non parlo
con gli ovvi commenti degli altri in particolare dei loro amici.
Una mano?!.... grazie davvero ... dicono che tentar non costa niente
Jenny
Cara Jenny,
Il consiglio è quello di rimanere sé stessa: quante persone possono
infatti dare di sé la descrizione che ci da lei, oltre tutto non
auto-giudicandosi, ma riportando il parere di chi la conosce? Non è mica
facile essere allo stesso tempo simpatica, interessante, ironica,
gentile e generosa… Se quando è insieme a delle persone parla poco,
significa che ascolta molto: faccia di questa caratteristica di
personalità una sua qualità per accogliere le confidenze degli altri.
Non trova che oggi tutti tendano a parlare e sparlare di sé stessi in
tutte le occasioni e che pochi si interessino realmente agli altri?
Dunque valorizzi il suo modo di essere osservando, pensando, ragionando
molto, offra le sue capacità di ascolto alle sue amiche, tanto ‘socievoli’,
ma così povere di spirito da non avere altro da dire con gli amici, se
non fare inutili quanto sciocchi pettegolezzi.
Alzi la testa e si faccia accettare così, per tutte le sue qualità ed i
suoi meriti.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
COMPLETAMENTE IMPACCIATO
Mi presento sono Ulisse. Ho fortissimi problemi di timidezza con le
donne: mi spiego meglio, sono completamente impacciato, anzi direi
totalmente inibito e bloccato. Non sono in grado di esprimere alcun
sentimento o emozione perchè subito istintivamente li reprimo e li
dissimulo. I miei sono divorziati e mia madre sta con un uomo in cui
negli ultimi anni della mia vita ho legato moltissimo, lo stimo e lo
ammiro moltissimo per il suo intelletto e la sua ironia: ma è comunque
un uomo severo e distaccato, e quindi quando ero piccolo certo i
rapporti erano improntati al timore nei suoi confronti. Mio padre è un
uomo timido impacciato e assai riservato, sostanzialmente penso di avere
, di base, preso da lui. Il problema però è mia madre: temo sia lei che
con il suo atteggiamento iperprotettivo e iperautoritario mi abbia
trasmesso un ansia e un insicurezza di sottofondo enorme. E' chiaro che
poi il problema si ripercuote con le donne:infatti, in esse io
intimamente cerco un surrogato dell'amore materno, cosa in realtà un pò
difficile da avere in un normale rapporto sentimentale. Ho letto da
svariate parti che la crescita di individui con madri del genere li
porta ad essere emotivamente immaturi, incapaci di avere una relazione
sentimentale con altre persone. Senta, sarò franco con lei sino in
fondo: in realtà prima soffrivo di ipertimidezza anche con gli altri
ragazzi maschi: prese in giro, umiliazioni, etc...: ma con tutta la
forza in me sono riuscito ad uscirne, non sono certo timido con gli
altri maschi: vengo considerato rispettato e autorevole, mi trattano
tutti con deferenza. Quindi almeno in questo frangente sono riuscito,
SENZA IL MINIMO AIUTO, a battere la mia goffezza. Riuscirò anche con le
donne? riuscirò mai ad avere una serena e accettabile vita di
relazione?oppure sono costretto a vivere in questa prigione di
isolamento e solitudine, circondato solo da pettegolezzi di maligni a
proposito di una mia presunta omosessualità (quando io omosessuale non
sono, visto che sono attratto tantissimo da donne)?
Grazie per la disponibilità e l'efficienza.
N.
Caro N.,
Può essere vero che all’origine della sua timidezza vi siano delle basi
genetiche, ereditate da suo padre e delle insicurezze dovute
all’atteggiamento iperprotettivo ed autoritario di sua madre; possono
esserci stati traumi infantili per la separazione dei genitori, può aver
sentito una mancanza di affetto espresso sotto forma di contatto fisico,
di coccole, di baci, da parte del secondo marito di sua madre e dei suoi
genitori, che non mi sembra siano tipi molto espansivi. Ok, e allora?
Cosa vogliamo fare della sua vita: trascorrerla a trovare le colpe degli
altri? Purtroppo nessuno è perfetto e probabilmente anche lei quando
avrà dei figli commetterà degli errori: dunque sia più comprensivo e
generoso con gli altri e cerchi di trovare piuttosto la soluzione dentro
di sé, magari facendosi aiutare da uno psicologo.
La strada da seguire è quella di impegnarsi a sorridere ogni giorno ad
una ragazza nuova, senza volere nulla in cambio; quando questo le verrà
più facile (l’esperienza insegna e toglie l’ansia), dovrà passare al
‘ciao’ e così via. Lo psicologo le sarà utile perché l’aiuterà a non
scoraggiarsi quando troverà difficoltà in questo esercizio, in modo da
continuare ad andare avanti e raggiungere (da solo) l’obiettivo tanto
desiderato di essere disinvolto con l’altro sesso.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
NON RIESCO A COMPRENDERE
Sono un ragazzo di 29 anni, ho un lavoro che mi porta a confrontarmi con
molte persone, sono un funzionario commerciale. Sono molto ambizioso e
ho anche molta stima di me come persona con valori e capacità. Sento di
avere un problema di timidezza ma è una cosa che non riesco a
comprendere, sul lavoro sono sicuro di me, convinco con facilità i miei
interlocutori, sono colto e ho un vocabolario molto vario insomma credo
di essere convincente. Mi capita però di arrossire e comunque di avere
forti difficoltà di relazionarmi quando si parla di me. Anche con i
colleghi che conosco da tempo a volte mi capita di essere molto in
difficoltà, insomma vorrei essere una guida, so di poterlo essere ma è
come se un freno mi impedisse di riuscire. E' strano....a volte mi
capita di non pensarci a questa mia difficoltà e scopro di aver tenuto
l'attenzione degli altri senza problemi, di aver addirittura sfidato a
lungo altri sguardi e alla fine di averli piegati, altre volte come per
alcune riunioni di lavoro mi sento terribilmente in ansia e quando
comunque non arrossisco divento terribilmente nervoso e cerco di evitare
ogni posizione "scoperta". Insomma io in questa condizione non mi
riconosco so che dentro di me c'è una grande forza, un forte controllo
che però a volte mi manca e mi porta a creare dubbi ed imbarazzo su chi
mi sta di fronte e mi vede reagire in modi tanto diversi. Vorrei poter
non pensare a ciò che mi aspetta e invece studio tutte le situazioni che
mi creano disagio ed ansia..
Sono un bel ragazzo, nella vita privata ho avuto diverse donne, non
moltissime ma le mie esperienze le ho avute, ho però difficoltà a farmi
conoscere, mi sento goffo e ultimamente ho avuto alcune delusioni,
intendiamoci non ero innamorato ma ho conosciuto persone con cui mi sono
esposto, ho chiesto di uscire e non sono stato considerato, forse questo
mi ha un po’ buttato giu. Grazie mille per la professionalità.
007
Caro 007,
Ma certo che è così… A volte le brutte esperienze ci buttano giù e, se
si tende un po’ al pessimismo, un singolo errore, un singolo insuccesso
può far mettere in discussione un’intera vita, anche se piena di aspetti
positivi e di gratificazioni personali, come la sua. Dunque cerchi,
quando le capita qualcosa di storto, di ragionarci molto bene per
imparare dall’errore e poi butti tutto dietro le spalle, non ci pensi
più e guardi sempre avanti.
Quanto al disagio legato all’ansia, cosa ci vuol fare? Lei conosce
qualcuno che sia completamente soddisfatto di sé stesso? Se si me lo
presenti: è un caso da studiare !
Coraggio!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SPERO DI NON ESSERE COMICA
Sono Cristina, una ragazza di 20 anni che convive con la timidezza
dall'infanzia; mi sembra che più io vada avanti con l'età e più la mia
timidezza aumenti. Un anno fa sono stata un po in analisi, ma l'ho
abbandonata quando ho capito che più di tanto non mi aiutava.. dovevo
cercare di aiutarmi da sola, e sinceramente l'idea di dover raccontare i
miei fatti privati ad un estraneo mi innervosiva alquanto. La terapia
pero non è stata del tutto inutile, mi ha aiutato a capire un po più da
vicino i miei problemi... ho sempre evitato di fare le cose di cui avevo
paura (entrare in un negozio da sola e cose affini) e per questo penso
che adesso la mia timidezza sia arrivata allo stato patologico.. mi sono
diplomata quest'anno e dovrei cercarmi un lavoro, ma non ho proprio il
coraggio, penso che in ogni lavoro servi un minimo di predisposizione
alla comunicazione, cosa che io assolutamente non ho.. (fin dalle
elementari, infatti non parlavo mai, quando la maestra mi interrogava io
facevo scena muta e poi puntuale il pianto, cosa che mi sono portata
appresso fino alle scuole medie, per chiedere qualcosa mi servivo sempre
di un messaggero, una mia amica che chiedeva le cose per me) quindi solo
il pensiero di dover stare in qualsiasi ambito lavorativo mi
terrorizza.. Piano piano ho cercato di affrontare queste piccole cose
che non riuscivo a fare perchè mi sentivo ridicola e un po sono
migliorata.. per esempio fino a pochi mesi fa non riuscivo assolutamente
a parlare al telefono (lo so è una cosa molto ridicola e me ne
vergogno), con persone estranee, mi terrorizzava l'idea di risultare
ridicola, inadeguata, e di essere derisa... mi era capitato infatti di
dover riferire dei messaggi ma mi incespicavo (non ero balbuziente)
nelle parole e il risultato era che l'interlocutore si metteva a ridere,
cosa che per me equivale ad una coltellata sulla schiena..., e quindi
alla sola idea di dover intraprendere un altra comunicazione telefonica
e di conseguenza essere nuovamente derisa, mi sentivo male (evitavo il
telefono come la peste.
Che cosa posso fare?
Spero di non averla annoiata e che non abbia trovato comica la mia
lettera..
Grazie mille per l'eventuale risposta
Cristina
Cara Cristina,
Non c’è assolutamente nulla di comico nella sua lettera, che invece
trasmette l’angoscia di vivere che l’accompagna sin dall’infanzia. Lei
ha un ideale dell’Io molto alto: vorrebbe essere perfetta, riuscire
sempre in tutto, non chiedere mai aiuto a nessuno. Purtroppo non ce la
fa ed allora diventa il peggior critico di sé stessa: è lei che si
giudica ridicola e che si offende e si punisce in modo spietato, come
sicuramente nessun altro riuscirebbe a fare.
Dunque lei deve lavorare su più punti: uscire dalla corazza nella quale
si è cacciata, imparare ad accettarsi con i suoi limiti e le sue tante
insicurezze, esercitarsi nel farsi un bagaglio di esperienze che le
permetterà di conquistare fiducia in sé stessa ed infine tornare in
psicoterapia perché è una grossa sciocchezza sospendere la cura quando
appena ci si sente un po’ meglio. Se avesse un ascesso ai denti si
contenterebbe di un solo antibiotico? Infine, quell’estraneo che ascolta
i fatti suoi non è un vicino di casa, ma un professionista che ha
dedicato tutta la sua vita alla ricerca e allo studio dei metodi e dei
criteri per insegnare agli altri a vivere meglio.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO PROPRIO STRANA
Sono una ragazza di 23 anni,il mio problema è che arrossisco per un
niente,es. mi imbarazza parlare con amici al tavolo di un bar,oppure se
all’improvviso qualcuno mi ferma per la strada solo per salutarmi e
altre sciocchezze simili..questo mi capita solo quando è giorno e cioè
quando la gente puo' guardarmi in faccia,ma al contrario di sera con la
poca luce riesco ad essere me stessa...tutti mi hanno sempre considerata
bella e simpatica ma nonostante questi complimenti non riesco a superare
il problema e ho evitato molto spesso di uscire per non arrossire. SONO
PROPRIO STRANA,SONO 5 ANNI CHE VIVO COME UN "VAMPIRO"...VOGLIO VIVERE
ALLLA LUCE DEL SOLE ANCHE IO,VI PREGO AIUTATEMI!!!!!!!!!!
Lucia
Salve Lucia. La sua eritrofobia (la fobia di arrossire) sta diventando
una fobia sociale, per cui lei evita sempre di più gli altri e questo
comportamento la porta a diminuire sempre di più le sue abilità sociali,
per cui è come il serpente che si morde la coda: andando avanti così lei
non andrà da nessuna parte. Possono esserci varie soluzioni: una è
quella di mettere il burqa per uscire di giorno, ma forse non è la sua
preferita; in alternativa non vedo altra soluzione che quella di
curarsi.
Sicuramente non diventerà la donna più sicura del mondo (ma chi lo è
veramente?), ma quanto meno imparerà a sopportare meglio il rossore
quando le capiterà e questo avrà effetti benefici sul suo stato d’ansia,
perché sarà più tranquilla, con tempi di reazione più lenti degli
attuali e dunque arrossirà molto di meno.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
UN SUGGERIMENTO PER MIA FIGLIA
Il suggerimento che vi chiedo riguarda mia figlia Maria Laura di 8 anni.
E' sempre stata una bambina abbastanza timida e soprattutto ansiosa
anche se non ha mai avuto problemi di relazione. Infatti a scuola va
bene (frequenta la 3° elementare) ha molti amici (soprattutto amiche) ed
è invitatissima ovunque. E' molto graziosa, dolce e assennata. Anche se
negli anni abbiamo sempre dovuto spronarla per affrontare le situazioni
più diverse, alla fine arrivava con le sue forze all'obiettivo. Quello
che preoccupa molto a me e a mio marito è che negli ultimi 6/8 mesi le
sue debolezze sembrano aver preso il sopravvento. Ha spesso dei tic
nervosi che cambiano periodicamente. Ha iniziato con il battito degli
occhi, recentemente con il battito delle mani, ultimamente con il
battito delle due ginocchia verso l'interno. Inoltre ha tanta paura
nella fase dell'addormentamento e, una volta addormentata, dopo qualche
ora si sveglia e viene nel nostro letto. Nei mesi le abbiamo provate
tutte. Ora abbiamo un tacito accordo: "tu ti addormenti nel tuo letto,
dopo una favola e, se per caso il sonno non arriva, sappi che mamma e
papà ti aspettano nel lettone". Con questa certezza, la maggior parte
delle volte riesce a prendere sonno. Dichiara di aver paura del buio (in
realtà dorme con la porta aperta, insieme alla sorella più piccola e con
una piccola luce). Inizia già dal pomeriggio a preoccuparsi della sera,
se riuscirà o meno ad addormentarsi. Insomma, per lei è un grosso
problema. Inoltre ho la sensazione che si senta a disagio, a volte
accusa dei mal di pancia o di testa e sembra voler stare sempre al
centro dell'attenzione. Spesso mi dice "mamma ho paura" ma non c'è modo
di capire il perché. E' molto attaccata a noi genitori (lavoriamo
entrambi molto ma il nostro tempo libero, come il nostro pensiero, è
dedicato quasi unicamente alle bambine). Ovviamente, come spesso accade,
deve anche reggere il confronto con la sorella che a soli 5 anni è un "panser"
irrefrenabile, allegra, spensierata e senza alcuna paura.
Maria Laurea è' piena di contraddizioni: tic, nervosismi, mali
immaginari, paura di dormire ma al contempo ama la vita di relazione,
vestirsi per sentirsi carina, andare dalle amiche (spesso per farla
tornare a casa dobbiamo insistere).
Come possiamo aiutarla? Dobbiamo forzarla, ad esempio a dormire nel suo
letto, oppure accondiscenderla? Come farla rilassare e farle capire che
non deve sempre dimostrare qualcosa?
Da questo breve profilo potere darmi una risposta? Ve ne saremo grati
NB. Una cosa importante che è accaduta 3 mesi fa nella sua vita è stata
la perdita della nonna. Non la vedeva spesso ma la sua morte l'ha
colpita molto. I suoi segnali nervosi però risalgono a prima.
Maddalena
Salve Maddalena. Certamente la perdita della nonna può avere influito su
di lei : i bambini fino ad una certa età non comprendono il senso della
morte ed a volte la perdita di una persona cara può farli maturare di
colpo e portarli ad una vera e propria depressione infantile. Non c’è da
preoccuparsi perché, come si sa, la paura della morte non si sconfigge
per tutta la vita e c’è solo da imparare a conviverci, cosa che
normalmente avviene. Dunque, non vi preoccupate eccessivamente per lei,
che sembra invece una bambina vivace, attiva, intelligente e capace di
stabilire relazioni significative nel suo gruppo di pari. I tic possono
capitare a questa età, ma poi passano: meglio ignorarli o, al limite,
scherzarci un po’ sopra, ma sempre in modo delicato e rispettoso, il che
significa MAI davanti ad estranei o familiari che potrebbero farla
sentire in imbarazzo. Infine il lettone: meglio che uno di voi due la
raggiunga sul SUO letto se chiama, anziché accettarla nel lettone. Il
suo posto, per tanti motivi, è nella sua camera ed è lì che deve
imparare a stare bene. E voi dovete e potete aiutarla.
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona
ANCHE SE SONO TRANQUILLO
Sono un ragazzo di 29 anni, fondamentalmente sono timido, ma a volte
riesco a superare la timidezza, specie se mi ostacola nel raggiungere
obiettivi per me importanti. Il mio problema è un po' particolare:
spesso mi capita di arrossire quando parlo con qualcuno (specie di sesso
femminile) anche quando la discussione è "tranquilla" e la persona di
fronte a me non mi interessa affettivamente, sessualmente ecc. La cosa
più strana è che io non penso e non mi accorgo di arrossire, mentalmente
mi sento rilassato e spontaneo,ma spesso e volentieri mentre parlo
l'interlocutore mi fa notare di essere fortemente arrossito, oppure me
ne accorgo dopo un po' percependo il calore sul viso. A quel punto entro
in panico!
Che fare?
Mario
Caro Mario,
Un corso di training autogeno potrebbe aiutarla a regolare meglio le sue
emozioni. Darsi delle induzioni di calma, imparando a pensare positivo
e, allo stesso tempo, imparando a mantenere costante il calore del viso,
evitando palpitazioni, respiri accelerati e sudore, può sicuramente
ridurle il problema. In ogni caso il problema viene dalla paura di avere
paura : e se lei cercasse di non avere più paura di questa sua reazione
emotiva?
Saluti.
Dott. Walter La Gatta
PERDERE LE AMICIZIE
Sono la mamma di una ragazza sedicenne che in questo ultimo anno ha
manifestato evidenti problemi di timidezza ostentando in particolare
difficoltà a parlare in presenza di più persone e all'interno della sua
stessa classe(deve andare in 3^ superiore). questo problema le sta
facendo perdere le sue amicizie. che fare?
Mamma in ansia
Cara Mamma in ansia,
Questi problemi sua figlia deve imparare a risolverseli da sola: lei non
può risolverli al suo posto, ma può certamente dare a sua figlia tutti
gli strumenti perché possa fare da sola. Dunque, anzitutto affetto,
comprensione, ascolto. E poi vita sociale per migliorare le abilità
sociali: inviti gente a casa, andate a trovare gli amici, viaggiate,
ecc. Infine, le faccia sempre i complimenti per ciò che ha detto o fatto
in presenza di altre persone e se si è comportata timidamente, dica che
non ci ha fatto caso, che non le è sembrato.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SEMBRO PACATO E SERIO
Sono un ragazzo di 25 anni con un'apparente maschera di persona pacata e
seria. In realtà vivo quotidianamente in ansia ed ho un pessimo rapporto
con le donne. Non ho mai avuto una relazione stabile e spesso ho timore
di aprirmi e mostrarmi perché odio sbagliare e vivere situazioni che mi
sfuggono e in cui possa mostrare debolezze,ansia, goffaggine. Preferisco
che le cose siano controllabili ma in questo modo mi rendo conto che
spesso non mi metto in discussione, non mi apro a nuove prospettive e
non faccio mai una scelta audace. Che mi consigliate per affrontare
queste paure e timori che sommati ostacolano la mia piena realizzazione
e la sintonia con me stesso?Grazie
Tony
Caro Tony,
Se se ne rende conto, come dice, non c’è che da passare dal pensiero
all’azione. Provi a comprarsi uno dei tanti libri di auto-aiuto e cerchi
di mettere in pratica i consigli e gli esercizi in essi riportati. Se
non ce la fa, frequenti per qualche mese lo studio di uno psicologo e
vedrà che andrà meglio.
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona
L'ATMOSFERA GIUSTA
Mi chiamo Peppe, ho 18 anni e mi trovo in una situazione per me
disastrosa...non sono in grado di dire ad una ragazza (una in
particolare) che mi piace da morire per paura di un rifiuto!!!e
tantomeno sono in grado di creare l'atmosfera giusta per dirglielo e
magari riuscire anche a darle un bacio......cosa mi consigliate di fare?
Peppe
Ciao Peppe. Il consiglio che ti posso dare è quello di migliorarti nel
preparare l’atmosfera giusta, in modo che tu ossa sentirti più sicuro di
te stesso. Un esempio potrebbe essere quello di vedere tante volte la
scena di uno o più film in cui il protagonista se la cava molto bene nel
creare le situazioni predisponenti. Copia le sue battute, il suo
atteggiamento, i gesti, le espressioni… E poi metti tutto in pratica e
personalizza il tuo comportamento tenendo conto di ciò che ha funzionato
e di ciò che si è rivelato un fallimento. A questo punto, quando ti
sarai perfezionato nel creare l’atmosfera, non ci pensare troppo:
buttati! Hai presente quando ti tuffi nel mare? All’inizio l’acqua è
gelata, poi nuotando nuotando…
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INNAMORATO DI UN’AMICA
Mi sono innamorato di un'amica nonostante sapessi e che lei si
dichiarasse impegnata. Per ben tre volte le ho fatto una dichiarazione
di addio. E per tutte queste volte poi in un certo senso abbiamo ripreso
il dialogo sollecitato da lei. Lei si comporta disponibile con tutti,
solo con me invece diventa nervosa. Non ci sentiamo ma ci scriviamo
solo. Io con lei mi sono aperto in tutte e per tutto, invece lei nei
miei confronti dice le cose in maniera molto sintetica. Che tipo di
rapporto lei sente per me?
Marco
Caro Marco,
non è solo lei, a quanto pare, ad esprimersi in maniera sintetica:
infatti, se devo dire la verità, non mi è molto chiaro il senso della
tua lettera. Come fai a dirle addio se non state ancora insieme? Se i
tuoi addii riguardano la rottura della vostra amicizia, cosa che
puntualmente non avviene, ciò dimostra che siete buoni amici. Per questo
e per altri motivi, non ultimo il fatto che lei è già ufficialmente
impegnata con un altro, io ti consiglierei di desistere: perché vuoi
renderti la vita più difficile?
Ciao e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO ORRIBILE
Salve. Vi scrive un sedicenne con una serie di problemi di
insicurezza/timidezza/autostima, come gran parte di chi vi scrive
solitamente. Sono giunto alla conclusione, che alla base di tutto ci sia
un problema di accettazione del mio aspetto fisico. Già, sono orribile,
ma io non "credo" di essere brutto, attenzione, semplicemente lo sono
oggettivamente (ridete pure). Non credo ai soliti luoghi comuni, che
l'aspetto non conta ecc. ecc. amo essere realista e costruire le mie
certezze su "contentini" offerti da questa società, che non fa' altro
che emarginare persone in qualche modo "diverse" dagli standard
convenzionali. Come tutti gli "insicuri" non ho un autostima e, di
conseguenza, conduco da sempre la vita che voi di certo non faticherete
ad immaginare. Mi chiedo semplicemente quando e come riuscirò ad essere
in pace con me stesso e con gli altri, quando comincerò a vivere ed a
superare questi "problemi", che per altri saran pure quisquilie, ma io
li vedo come montagne "insormontabili" ...
Perdonate lo "sfogo",
saluti a chiunque deciderà di rispondere e di darmi una "dritta" magari
..
Ovviamente Anonimo
Caro Ovviamente Anonimo,
Va bene, come tu dici la bellezza di un uomo è fondamentale: ecco perché
Lady Diana ha sposato Carlo d’Inghilterra, Woody Allen ha avuto
tre-quattro mogli, Valeria Marini sta con Cecchi Gori. Sono quisquilie
anche queste?
Oppure c’è da fare qualche riflessione in più?
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MI PIACE, MA…
Ho un problema, mi piace una ragazza ma non ho il coraggio di dirle ciò
che provo per paura di un rifiuto (sono già stato rifiutato 3 volte) e
quando la vedo mi sento impacciato (della serie mi cadono le cose dalle
mani, evito il suo sguardo ecc.), infatti riesco solo a scambiare poche
parole con lei. Grazie in anticipo per aver almeno letto la mia
richiesta di aiuto, spero che mi rispondiate.
Cordiali saluti,
Davide
Salve Davide. Come dice il famoso psicologo Watzlawick, non si può non
comunicare: se anche non le dici che ti interessa, il tuo comportamento
parla da solo!
Il mio consiglio dunque è quello di farti coraggio e di provarci: alla
più brutta ti dirà di no e collezionerai il quarto rifiuto. Se non altro
avrai imparato qualcosa che ti insegnerà ad essere più convincente la
prossima volta…E se invece collezionassi il primo si della tua vita?
Provaci.
Saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona
TREMORI
Sono un ragazzo molto timido, emotivo e molto nervoso. Da circa 10 anni
ho iniziato ad avere dei problemi, ( che prima non avevo ), molto seri
che non so come siano arrivati. Ho dei continui tremori in tutto il
corpo che si evidenziano soprattutto negli arti, nel collo e nella testa
aumentando in maniera imbarazzante quando devo firmare qualsiasi cosa o
quando mi trovo a che fare o parlare con altra gente. Questo problema mi
impedisce di fare qualsiasi cosa tanto che delego per qualsiasi cosa i
miei genitori ( come ad esempio per andare a ritirare una raccomandata
ecc.... ). Ho provato di tutto per cercare di risolvere tutto ciò. Sono
andato da uno psicologo, da uno psichiatra facendo colloqui e provando a
prendere antidepressivi. Da questi mi sono sentito dire che non avevo
alcun problema.
Ho fatto una cura con delle erbe per quasi un anno, ho fatto una
trentina di sedute di agopuntura ma il problema persiste.
Sperando in un vostro cortese aiuto vi invio i miei più cordiali saluti.
DARIO
Caro Dario,
Prima di pensare ad un problema psicogeno bisogna sempre fare degli
accertamenti di tipo organico. Sei andato ad esempio dal neurologo?
Ritengo necessario che tu chieda al tuo medico di base di fare una
visita specialistica, oltre tutti gli esami diagnostici necessari. Una
volta che potrai escludere qualsiasi problema organico, potrai
rivolgerti ad uno psicoterapeuta ed iniziare un percorso che potrà non
essere breve. Il consiglio che ti do però è quello di non saltare da una
terapia all’altra, da uno specialista all’altro: fai una cosa sola, ma
falla bene.
Dott. Walter La Gatta Ancona
PAURA DI ANDARE AVANTI
Mi presento, mi chiamo francesca e ho18 anni. Vi scrivo perchè ho un
problema che mi affligge da sempre:la timidezza.All'inizio pensavo che
essa si riferisse solo ad alcuni comportamenti, quali arrossire quando
si riceve un complimento o non riuscire a chiedere ad un ragazzo di
uscire,ma con il tempo ho potuto constatare che, parlando di me, è
qualcosa di ben piu grande.Solo poco tempo fa ho realizzato che tutto
cio' che mi impedisce di essere rilassata quando sto con gli altri e'
proprio questa maledetta timidezza. Il non riuscire a dire di no per
nonfar star male gli amici,il non riuscire ad esprimere quello che si
pensa per timore di contraddire gli altri o il non riuscire a dire al
proprio ragazzo "non sono innamorata di te e tu non sei il ragazzo che
voglio" per paura di prendere una decisione sbagliata, di cui poi potrei
pentirmene, o per paura di non riuscire a trovare nessun altro che mi
voglia bene quanto lui. Il fatto e' che Andrea(il mio ragazzo) e' il mio
primo ragazzo, la prima persona che prova qualcosa per me e che non mi
tratta male, per lui ci sono solo io, e' sempre disposto ad ascoltarmi e
farebbe qualsiasi cosa per me.ma io non ricambio i suoi sentimenti e non
voglio lasciarlo perche so che non ne troverei un altro.Il punto e' che
io non so mai quello che voglio, ho paura di andare avanti perche non
voglio perdere nessuna delle persone che conosco, compreso lui. molte
volte ho pensato di andare da uno psicologo ma non so a chi chiedere
perche mia mamma non capirebbe se le parlassi di quest'argomento(a dir
la verita le avevo gia parlato ma lei mi aveva risposto che andava tutto
bene e che nn dovevo preoccuparti - tipico comportamento di una persona
che non vuole vedere e affrontare i problemi-)
Voi cosa mi consigliate? grazie per l'attenzione
Cara Francesca,
I tuoi comportamenti incerti, le tue paure, non sono del tutto negativi:
in qualche modo essi ti permettono di vivere in uno stato di equilibrio,
evitando situazioni difficili, imprevisti, solitudine ecc. Certo, chi
vive così si perde buona parte delle occasioni e delle esperienze
positive che la vita può offrire : si tratta dunque di compiere una
scelta ragionata, ben sapendo che ciascuna delle due possibilità può
comportare grossi sacrifici. Data la tua giovane età tuttavia, io ti
consiglierei di essere più decisa nelle tue scelte, rischiando
eventualmente qualche cosa nelle tue relazioni, per tornare ad essere
più prudente, come il tuo carattere vorrebbe, tra qualche anno e per
tutto il resto della vita... Che ne pensi?
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MI PRENDONO IN GIRO
Sono un ragazzo di 21 anni il mio problema (che un pò di tempo fa non
avevo) è che penso sempre che le altre persone mi prendano in giro. mi
spiego meglio: quando sono all'aperto, in strada o quando comunque dove
ci sia gente che mi può vedere, mi viene subito il pensiero di dare
un'impressione come se l'altra persona provi un misto tra
spavento/suscettibilità nei miei confronti e scherno/derisione.
Evidentemente essendo preoccupato è facile che ho veramente questa
immagine. Aggiungo che penso di guardare involontariamente male le
persone anche se l'unico pensiero che ho è che non voglio guardarle
male. A questo va aggiunto che soffro un pò di scopofobia e in passato
di attacchi di panico, poi col tempo ero migliorato, adesso non ne ho la
prova certa se sono guarito del tutto. nonostante so che non dovrei
preoccuparmi, non riesco a fare altrimenti, Vi chiedo di darmi un
consiglio in merito e vi ringrazio per l'attenzione.
21enne
Gentile 21enne,
Perché non provi a sorridere alle persone, invece di tentare di non
guardarle male?
Questo tuo atteggiamento si chiama 'paranoico', ovvero tutti i cattivi
pensieri che hai su di te li proietti sugli altri e così ti senti
attorniato da persone che pensano male di te.
La soluzione sta nell'imparare a pensare di te anche cose positive e a
prendere coscienza che la paura di essere preso in giro dagli altri
deriva principalmente dai TUOI pensieri e non da quelli degli altri. Se
puoi farcela da solo, bene, altrimenti fatti aiutare da uno psicologo.
Ciao e auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona
BATOSTE SU BATOSTE
Sono una ragazza di 19 anni; e vi scrivo perchè mi sento tanto sola.è
finita la scuola, l'ultimo anno, e adesso voglio cambiare vita.Non mi
sento capita da nessuno,in amore continuo a prendere batoste, mi
innamoro sempre di tipi che non mi considerano nemmeno, mi sono
dichiarata già a due ragazzi, che non si sono nemmeno degnati di
rispondermi, e adesso mi sento sempre più insignificante, al punto di
aver deciso di non innamorarmi più.Come posso fare per riacquistare
fiducia in me stessa?
Lu
Cara Lu,
A volte, quando si porta a compimento un progetto, qualsiasi esso sia,
ci si sente svuotati e confusi: niente più impegni, niente più stress...
Forse anche tu avrai provato questo all'inizio, ma sicuramente dopo
qualche settimana avrai ricominciato a fare qualche nuovo piano ed avrai
ricaricato le tue pile di energia ed entusiasmo.
Quanto al fatto che ti sei dichiarata a due ragazzi che invece non ti
considerano... Cerca di essere meno ansiosa e per una volta aspetta che
a fare il primo passo sia un 'lui'. Nel frattempo pensa a te stessa: fai
tutto quello che ti piace e che ti va: palestra, cinema, amiche, ballo
ecc. ecc... Ma, soprattutto, chiediti: cosa voglio fare 'da grande'?
Cosa voglio essere? Come voglio vivere? Fai qualcosa per te.
Saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona |