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L’agopuntura
è una metodica terapeutica che trae origine direttamente dalla
filosofia cinese, che risale oltre i 2852 anni a.C., per opera
principalmente dell’imperatore Fou Hi.
Tale tecnica,
oramai considerata un’integrazione alla medicina occidentale, fa parte
della medicina tradizionale cinese, che comprende anche la
farmacologia cinese, la ginnastica energetica ed il massaggio dolce.
L’agopuntura si basa
essenzialmente sulla presenza nel corpo di energia. L’uomo come anche
tutto l’universo, secondo la tradizione cinese, è plasmato da due
forze universali, yang e jinn (o ying), dalle quali dipende il tutto.
La forza yang rappresenta l’attività, la sensibilità, il calore, la
secchezza, il giorno e la luce, mentre la forza jinn rappresenta al
contrario l’inattività, l’atonia, il freddo, l’umidità, la notte e
l’oscurità.
Questi due
stati sono opposti ed antagonisti: cioè se l’uno è in eccesso, l’altro
è in difetto e viceversa. La salute è data dall’equilibrio di entrambe
le forze, mentre la prevalenza di una o dell’altra forza crea uno
squilibrio e dunque la malattia.
L’agopuntura non crea
energia, ma ne corregge e riequilibra le alterazioni ridonando
all’organismo la regolare circolazione ininterrotta delle due forze.
Tali flussi
energetici percorrono il nostro organismo attraverso linee invisibili
e irregolari chiamate meridiani e vasi, individuabili solo attraverso
una accurata e minuziosa indagine da parte di esperti agopuntori.
Questi, dopo un’anamnesi del paziente, eseguono attentamente la
palpazione dei “polsi cinesi”, da cui viene valutata la malattia a
l’intervento adeguato.
Il
trattamento dà il nome alla terapia, infatti vengono utilizzati dal
medico agopuntore dei sottili aghi infilati con cautela a non più di
qualche millimetro sotto la cute, tali da poter stimolare e
riequilibrare il flusso.
Inizialmente venivano
utilizzate delle schegge di pietra rozzamente appuntite, che
ovviamente lasciavano vaste lacerazioni molto pericolose, solo più
tardi con la scoperta dei metalli si cominciarono ad usare aghi fatti
di rame, ferro ed oro.
È
importante sottolineare che la natura del metallo ha la sua
importanza: infatti, gli aghi rossi e gialli hanno un potere
eccitante, tale da riequilibrare il flusso di energia yang, mentre al
contrario gli aghi bianchi o grigi hanno un potere sedativo, tale da
riequilibrare il flusso di energia jinn.
Sempre per quanto
riguarda gli aghi ne esistono due grandezze, una più piccola
utilizzata sulle mani, sul volto e su persone particolarmente
sensibili come i bambini o le donne, mentre l’altra di poco più grande
viene utilizzata in tutto il resto del corpo.
Tutti gli aghi
devono, comunque essere duri e rigidi e di un materiale inossidabile.
Il
paziente durante la terapia è sdraiato o seduto, in ogni caso deve
essere tranquillo e rilassato; l’agopuntore inserisce gli aghi con un
gesto sicuro ma delicato, a volte dopo un leggero massaggio della cute
per diminuire un eventuale dolore dell’ago. Gli aghi vanno tenuti per
non più di 3 o 5 minuti ed estratti poi lentamente ruotandoli su se
stessi, molto piano.
IL ciclo delle sedute ed il numero delle
applicazioni è variabile secondo la cronicità, la gravità e
l’estensione della patologia, in ogni caso tale tecnica di cura deve
essere esercitata da un medico specializzato e da lui decisa la
procedura.
In genere
comunque se dopo 5 o 6 sedute non vi sono miglioramenti è inutile
proseguire il trattamento. Tale tecnica non ha controindicazioni, e
può essere utilizzata per tutte le patologie, soprattutto nella
terapia del dolore e nella preparazione al parto, sempre sotto
controllo medico.
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