Ansia e timidezza sono diverse

timidezzaGeneralmente i bambini e i preadolescenti mostrano comportamenti e personalità che, col passare del tempo, si modificano e non arrivano all’età adulta. Per fare un esempio, vi sono alcuni atteggiamenti infantili, come il pianto, che si ridimensionano moltissimo nell’età adulta, in quanto non si piange, come può accadere ad un bambino, per qualsiasi torto ricevuto, ma solo per situazioni veramente speciali. Il bambino del resto non ha molti mezzi per esprimere ciò che prova e dunque ricorre facilmente al pianto; col passare del tempo impara invece a rispondere alle situazioni della vita con modalità più adattive.

Vi sono tuttavia alcuni tratti della personalità che persistono nel tempo. Ad esempio, la timidezza del bambino può evolversi in un vero e proprio disturbo d’ansia, come quello rappresentato dalle fobie sociali, che limitano sensibilmente la possibilità di relazionarsi con gli altri.

La ricerca sull’ansia e sulla timidezza ha fin qui riscontrato interessanti correlazioni fra le due condizioni, ma ancora poco si è fatto per studiare gli aspetti neurologici dell’ansia e della timidezza. Recentemente, Xun Yang del Dipartimento di Psichiatria presso l’Ospedale Universitario di Sichuan, in Cina, ha utilizzato la risonanza magnetica (MRI) per esaminare 61 soggetti adulti. E’ stato valutato il loro livello di ansia, timidezza, ansia sociale e poi si è cercato, attraverso la risonanza magnetica, di stabilire eventuali correlazioni fra aspetti neurologici e personalità.

Yang ha scoperto che i soggetti che avevano raggiunto livelli elevati nella dimensione della timidezza mostravano una maggiore intensità nella materia grigia e nelle connessioni funzionali, nel sistema limbico e nelle regioni corticali del cervello. Queste aree sono interessate alla gestione degli stimoli provenienti dall’ambiente.

Secondo Yang questi risultati dimostrano che sebbene la timidezza possa per molte persone persistere anche nell’età adulta, mentre in altri soggetti essa si evolve in un disturbo d’ansia, la timidezza ha caratteristiche neurologiche proprie che la distinguono nettamente dall’ansia.

Fonte:
Yang, X., Kendrick, K.M., Wu, Q., Chen, T., Lama, S., et al. (2013). Structural and Functional Connectivity Changes in the Brain Associated with Shyness but Not with Social Anxiety. PLoS ONE 8(5): e63151. doi:10.1371/journal.pone.0063151, via Not All Shyness Leads to Anxiety, Good Therapy.
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