Ansia sociale nella popolazione cinese

ansia sociale Cina
L’ansia sociale viene considerata un disturbo sperimentato a livello planetario, da persone di diverse etnie e appartenenti a culture diverse. E’ chiaro però che le differenti culture possono portare le persone a vivere e a manifestare gli stati d’ansia in modi diversi.

Numerosi studi hanno infatti mostrato che l’espressione e l’interpretazione dei sintomi di ansia sociale variano moltissimo tra le varie culture [Marques L, Robinaugh DJ, LeBlanc NJ, Hinton D, 2011] e che queste differenze potrebbero essere causate da diversità nel modo di gestire le relazioni sociali, o anche dal differente modo in cui può essere percepito lo status sociale delle persone con cui si interagisce [Hsu L, Woody SR, Lee HJ, Peng Y, Zhou X, Ryder AG, 2012].

Gli studi interculturali sull’ansia sociale hanno lo scopo dunque di comprendere meglio le caratteristiche specifiche di questo determinato disturbo nelle diverse culture. Ad esempio, alcuni studi hanno mostrato che gli asiatici americani riportano un livello di ansia sociale significativamente più elevato rispetto agli americani bianchi, sia adulti, sia adolescenti [Okazaki S., 2000, Zhou X, Xu Q, Inglés CJ, Hidalgo MD, La Greca AM, 2008].

Gli studi condotti su soggetti asiatici hanno però in genere riguardato asiatici americani, che vivono in Nord America. In questo caso, questi soggetti sono cresciuti in una società occidentale, anche se come minoranza etnica, e dunque in un ambiente prevalentemente non-asiatico. E’ difficile dunque comprendere se si tratta di caratteristiche dovute all’etnia o all’ambiente culturale in cui sono vissuti. La gestione dell’ansia di questi asiatici nordamericani potrebbe essere completamente diversa rispetto a quanto sperimentato da persone asiatiche che vivono in Asia, dove gli asiatici sono, ovviamente, la maggioranza.

Inoltre, anche il termine di soggetto “asiatico” può essere un po’ troppo generico: infatti, esso potrebbe non rappresentare in toto il popolo cinese, o qualsiasi altro gruppo etnico asiatico, per cui per conoscere quale sia la reale condizione dei soggetti cinesi rispetto all’ansia sociale o a qualsiasi altro tipo di disturbo, occorre studiare un campione di cinesi residenti in Cina.

Un altro discorso andrebbe fatto sull’interpretazione dei dati. E’ chiaro infatti che un ricercatore occidentale, pur in possesso di dati corretti, può essere portato a studiare la materia dal punto di vista degli occidentali [Chang W. C., 2000], arrivando a conclusioni che rispecchiano il punto di vista di un occidentale.

Ad esempio, spesso vengono utilizzati per queste ricerche interculturali dei test validati in occidente, senza alcun cambiamento: eppure, non solo le espressioni comportamentali, ma anche le stesse espressioni linguistiche per descrivere disturbi come l’ansia sociale potrebbero essere molto diverse.

Per quanto riguarda lo studio dei soggetti cinesi va anzitutto osservato che essi attribuiscono molta importanza alle relazioni interpersonali e all’armonia sociale [Triandis H. C., 1989]. Di conseguenza, l’ansia sociale tra i cinesi potrebbe emergere in gran parte dall’attenzione che ogni individuo presta all’impatto sociale dei suoi comportamenti. L’esperienza dell’ansia sociale per un cinese potrebbe dunque non riguardare solo le esperienze soggettive della persona, ma estendersi anche alle preoccupazioni vissute per il giudizio degli altri e per il riflesso sociale delle proprie azioni. E’ fondamentale infatti per un cinese assumere la prospettiva degli altri oltre quella del proprio sé, per mantenere delle buone relazioni sociali [Markus H. R., Kitayama S., 1991].

Un recente studio di Fan, Q., & Chang, W. C. (2015) ha tentato di superare i limiti delle ricerche precedenti sui soggetti asiatici e in particolare cinesi, per capire meglio l’ansia sociale sperimentata da un individuo che vive in una società dove la cultura dominante è quella cinese.

I risultati partono dalla premessa che il gruppo sociale cinese deve essere considerato in senso verticale, nel senso che viene data molta enfasi alla gerarchia e ci si aspetta che le persone debbano sempre sacrificare i propri interessi in favore del gruppo [Triandis HC, 2001]. Questo implica un fattore ansiogeno non conosciuto in occidente.

I risultati dello studio mostrano infatti che in Cina l’ansia sociale viene sperimentata soprattutto quando le persone sentono un eccessivo bisogno di approvazione da parte degli altri e quando si ha paura del rifiuto o dell’abbandono.

Anche la genitorialità cinese ha delle specifiche caratteristiche culturali rispetto alle società occidentali, per cui anche in questo caso non è sempre facile comprendere i rapporti di causa-effetto.

Nel sistema cinese infatti, i genitori  sono tenuti a prendersi cura dei figli di ogni età, fino al punto di sacrificare i propri bisogni  per garantire il meglio ai propri figli [Chang W. C., Setoh P, 2006]. Inoltre, essi sono tenuti a mostrarsi particolarmente rigorosi nel regolare i comportamenti del figlio; un alto valore viene inoltre dato all’obbedienza del bambino al volere dei genitori [Ho D. Y. F., 1996]. Questo rigore viene atteso e messo in atto soprattutto per il “bene” del bambino, cioè per aiutarlo nell’auto-disciplina, affinché abbia un sano sviluppo psicofisico e raggiunga i suoi obiettivi [Chang W. C., Tan P., Koh J. B. K, 2004].

Secondo lo studio citato tuttavia, questo particolare rigore, anche se interpretato come manifestazione di alcuni comportamenti specifici culturali, sembra possa portare a maggiori esperienze di ansia sociale, oltre che a problemi di salute mentale nel lungo termine.

I risultati mostrano che i cittadini cinesi hanno maggiori probabilità di soffrire di ansia sociale quanto più essi sono sensibili ai segnali di punizione, o alla mancata gratificazione a seguito dei propri comportamenti negativi. Più un individuo percepisce il suo rapporto funzionale con il gruppo di appartenenza, maggiore sarà il suo livello di ansia, dovuta al giudizio degli altri.

Pertanto, poiché nella cultura cinese quando gli interessi di un individuo sono in conflitto con quelli del gruppo l’individuo, come principio morale, deve sempre sacrificare i suoi interessi personali, una delle conseguenze è quella dello sviluppo di un’intensa ansia sociale.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Fan, Q., & Chang, W. C. (2015). Social Anxiety among Chinese People. The Scientific World Journal, 2015, 743147. http://doi.org/10.1155/2015/743147

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