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Archivio Storico 1 | Posta

 

Archivio Storico  Consulenza online della Clinica della Timidezza, dal 2002 al 2011-  Posta n. 1

NON OSO
Sono timido, faccio un lavoro che non mi piace,non ho amici, vivo con i miei genitori anziani con cui ho un rapporto difficile, non riesco ad avere una ragazza perché non mi oso, non sono ricco. cosa posso fare per uscire da questa situazione? Suicidarmi?drogarmi?psicofarmaci?continuare a vivere nella monotonia più assoluta?aiutatemi, grazie!!!!!!!
Lucien

Caro Lucien,
Allora, tanto per cominciare, devo per forza dirle che le soluzioni che lei sembra aver individuato non vanno bene, ma questo, ovviamente, lei lo sa già. La monotonia della sua situazione, la sua insoddisfazione, non vengono dalla timidezza e nemmeno dall’avere i genitori anziani o dal fare un lavoro che non le piace… Il problema sta tutto in come lei guarda il mondo. Se continua a ripetere a sé stesso di essere una persona sfortunata, sola, che non osa, che non le piace quello che fa, dove crede di trovare le energie ed il coraggio per spingersi sulla strada del cambiamento? Dunque, in primis, cambiare pensieri !
Dott.ssa Giuliana Proietti

POCHI MA BUONI

Mi chiamo Sara e ho 21 anni. Da un anno e mezzo ho una relazione di solo sesso con un ragazzo già fidanzato. Questa situazione, anche se non mi piaceva al 100%, mi soddisfaceva perché mi faceva sentire desiderata. Ora abbiamo litigato e mi sento malissimo. Ho paura di rimanere da sola per sempre, anche perché non ho tanti amici:sono sempre stata convinta della filosofia “pochi ma buoni”. E’ da tanto tempo che desidero una storia “seria” ma, anche a causa della mia timidezza, non riesco a conoscere gente nuova. Comunque è a causa di questa litigata che mi sento così giù di morale. Ho cominciato a riflettere un po’ di più e mi sono convinta di non piacermi. Sara

Cara Sara, credo che sia abbastanza normale che tu ti senta così male come dici.
Quando si perde una persona amata, o si teme di perderla, si entra come in un lutto, dove non c’è posto se non per il proprio dolore. A questo forse si aggiunge il fatto che non hai molte amicizie su cui contare per avere conforto, anche per la tua tendenza ad averne poche ma buone. Certo, sono perplesso di fronte a questa tua condizione: gli amici li scegli ‘pochi ma buoni’, e perché non i fidanzati? immagino che tu sapessi che questo ragazzo era fidanzato e che non avevate possibilità per il futuro, fin da quando è iniziata la vostra storia. Quindi ti suggerirei di cominciare a guardarti intorno, magari con maggior flessibilità di pensiero riguardo agli amici, e di inserirti in nuovi gruppi, se quello dove sei non può offrirti una sufficiente ampiezza nella scelta del partner. Se lo farai insieme ad una tua amica, vedrai che ti sarà più facile, ed una volta inserita, ci sarà senz’altro chi ti farà sentire di nuovo attraente e desiderata. Prima però, chiedigli se è fidanzato! ciao e auguri
Dott. Walter La Gatta

NON MI STIMO

Salve, mi chiamo Chiara e ho 22 anni. Sono felicemente fidanzata da 6 anni con un ragazzo MOLTO carino, che amo ogni giorno di più. Anch’io a detta degli altri sono una bella ragazza anche se non ho molta autostima… anzi per niente. Il problema che ormai dura da parecchio è che non ho più desiderio sessuale ma proprio PIU’, lo faccio lo stesso perché mi spiace per lui ma non provo assolutamente niente. Sono frigida?
La prego mi aiuti, prima non ero così. GRAZIE

Salve Chiara,
autostima e timidezza e desiderio sessuale possono essere più facce di una stessa medaglia, la medaglia di una sua certa insoddisfazione che si riverbera in molte aree della sua vita. Tuttavia, per fare un pò di chiarezza, e perché nella sua lettera dice che prima non era così, cerchiamo di dividere i vari problemi. Cominciamo da quelli della sessualità. E’ abbastanza normale che dopo sei anni di fidanzamento la sessualità non sia più così calda e appassionata come poteva essere nei periodi precedenti. Sei anni di fidanzamento sono peraltro molti, se non avete deciso di sposarvi presto, fra qualche anno, quando lo farete, rischierete di presentarvi all’altare con un rapporto affaticato da anni di attesa. E’ questo il limite, il problema dei fidanzamenti di lunga durata (al contrario dei matrimoni). Non credo quindi che sia insorta una frigidità (?), bensì un calo del desiderio. Timidezza e bassa autostima si inseriscono in questo quadro, complicandolo. Se lei si sentisse soddisfatta di sè, nel pieno del suo successo personale e professionale, circondata dalla stima e dalla ammirazione di chi le sta intorno, anche la sessualità se ne gioverebbe. Non c’è bisogno di essere una top manager o una pop star, è sufficiente credere in sé stessi, avere un progetto di vita e impegnarsi per realizzarlo. Alla sua età i progetti non le mancheranno sicuramente: per cominciare, li analizzi uno ad uno, poi scelga quello che più le interessa e che può realizzare entro il 2003. Poi ne scelga uno a medio termine (2004?) ed uno a lungo termine (2010?) e si dedichi alla realizzazione di tutti e tre. Saluti e auguri
Dott. Walter La Gatta

SONO UN ‘FIGO’, MA…

Ho deciso di visitare questo sito e di scrivervi dopo l’ennesimo fatto che mi è successo oggi e mi succede tutte le volte o quasi che ho un rapporto sessuale: ho raggiunto l’ amplesso(se di amplesso si può parlare) dopo pochi secondi dall’ inizio dell’ atto. Questo fatto io lo associo principalmente alla mia timidezza e di conseguenza alla mia poca esperienza con le ragazze ed al blocco psicologico-sessuale che ne deriva. Mi chiamo Maik, ho 24 anni, un bel lavoro, molti amici, faccio sport, mi vesto bene, ho molti interessi, sono considerato da amici ed amiche un bel ragazzo, un “figo” anche a volte (vista la mia simpatia ed il mio aspetto), con un bel fisico sportivo (coltivato fra palestra, calcio, nuoto) e pure anche un bravo ragazzo, visto il mio carattere buono ed educato, sono simpaticissimo e piaccio alla gente; una vita sociale perfetta se non fosse per la mia “timidezza sessuale”, io la chiamo così perché non mi ritengo una persona con difficoltà sociali gravi, visto che riesco ad interloquire con tutte le persone e tutti i tipi di persone, conosco molte ragazze anche se ovviamente essendo timido non sono quello che le ferma tutte in discoteca, ma tra cene, serate con gli amici, battute giuste al momento giusto ho il mio giretto di amicizie, ma quando arriva il momento nel quale bisogna forzare il rapporto di simpatia e di stima con una ragazza, invitandola ad uscire, baciandola, provandoci insomma, mi blocco e faccio la figura del fesso o perché non l’ ho invitata ad uscire oppure se ci esco non combino niente, ed ovviamente poi le ragazze cominciano a prenderti in giro quando succede questo, ad esaltare la tua timidezza chiedendoti loro di uscire per farti arrossire, consapevoli del fatto che tanto sei innocuo, ecco, innocuo è la parola giusta per descrivermi, ormai non conto neanche più le occasioni che ho perso, ma occasioni non del tipo “la ragazza che ti sorride quando ti saluta” e non sai neanche chi è, proprio occasioni di ragazze, amiche, colleghe di lavoro che me l’ hanno dato ad intendere in tutti i modi ed io là, fermo, immobile, passivo quando si tratta di affrontare questo argomento, bloccato!
Due anni fa ho frequentato una ragazza per due mesi, l’ unica volta in 24 anni che ho avuto una specie di fidanzata, un’ amichetta perlopiù, pur andando a letto assieme varie volte, visto che lei viveva sola ed io avevo un appartamentino al mare, non sono mai arrivato oltre a gran sbaciucchiate, non gli ho neanche mai messo una mano nelle tette, ma vi rendete conto!?! E non che lei non volesse, perché non me la sentivo, forse anche perché non mi sentivo amato da lei, ma anche se non era una love story almeno che fosse sesso no! Ed invece niente, bloccato, come un adolescente alle prime armi, perché e quello che sono ancora, a 24 anni non ho ancora avuto una storia seria o almeno di sesso con una ragazza; e pensare che lavoro con ragazze che pure mi piacciono e vedo che anch’ io piaccio a loro, conosco amiche ed amiche di amiche e vedo che gli interesso, perché oltretutto non e che non me ne accorga di piacere ad una ragazza, me ne accorgo e come, non sono tonto, se va bene ci parlo assieme, esco 2 o 3 volte, ma poi niente, basta, lascio perdere tutto quasi come a sfuggire dagli istinti primordiali che ogni uomo dovrebbe avere. Questa timidezza e questo vedermi normalmente inserito nella società, ma non realizzato sessualmente, mi porta purtroppo ad andare a scaricare le mie pulsazioni sessuali con le prostitute, in case private o nella strada, ed oltre all’ umiliazione morale che mi viene dopo aver consumato un rapporto (ogni volta dico questa è l’ ultima volta e invece poi l’ istinto e la voglia sono irrefrenabili), si aggiunge anche il fatto che vi ho raccontato pocanzi: appena inizia il rapporto sessuale io ho immediatamente l’ orgasmo, a volte mi è successo anche mentre la ragazza mi infilava il preservativo o mi toccava le parti intime, proprio solo al pensiero del sesso io sono già sovraeccitato, e questo fatto secondo me è frutto dell’ inesperienza accumulata anno dopo anno a causa della mia timidezza, e vergognoso da raccontare, ma vedo invece che quando lo faccio e magari sono ubriaco o comunque in qualche modo alterato, più staccato con la mente, ho prestazioni discrete, che ritengo normali, non eccezionali, ma discrete! Questo problema mi complessa enormemente e forse e proprio per evitare brutte figure che inconsciamente fuggo quando mi si presenta un’ occasione con una ragazza, per paura di non essere virile, di non essere abbastanza uomo, ed allora non concludo mai niente, e mi domando se questo mio problema è legato solo all’ inesperienza o se è una patologia, come lo è la timidezza secondo me, io la ritengo una malattia vera e propria, una malattia che ti fa perdere occasioni importanti non solo nel campo sentimentale, ma anche in altri settori come lavoro, conoscenze interessanti ecc… Anche se come detto prima io mi ritengo abbastanza soddisfatto del resto della mia vita ( a parte quella sessuale), non nascondo che forse essendo più estroverso, più espansivo, sarei in una posizione ancora migliore di quella attuale, nel senso che senza presunzione mi ritengo una persona abbastanza in gamba e virtuosa, ma essendo fondamentalmente timido non riesco a far vedere quello che valgo,non riesco ad essere “imprenditore di me stesso”, e questo e un grande limite. Concludendo vorrei chiedervi se c’è il modo di risolvere questo mio problema di timidezza che si riversa anche sulla mia vita sessuale ovviamente, trovandomi a 24 anni ancora “da svezzare” sotto il profilo sessuale, volevo sapere se conviene parlare con uno psicologo, se ci sono dei farmaci “anti timidezza”, dei corsi ricreativi. Io sono abituato a risolvere i miei problemi, e questo e un problema che si porta avanti ormai da troppo tempo e più tempo passa e più grande sarà il problema. Confido in una vostra risposta, un vostro consiglio, scusate le troppe parole ma ho usato questo spazio come sfogo, come stessi parlando ad un amico dei miei problemi, visto che confidare certe cose e difficile, essendo personali, le ho scritte, sperando in un aiuto perché sono sempre più depresso e in paranoia anche se quando sono in compagnia non lo faccio trapelare e rido e scherzo con tutti, ma quando sono solo mi rendo conto che mi manca qualcosa, qualcosa di molto importante per essere uomo, per essere realizzato come persona…
Maik

Salve Maik,
Dalla sua lettera traspare chiaramente quanto forte sia il suo disagio di fronte alla difficoltà di avere più gratificanti relazioni con l’altro sesso.
Ho parlato di ‘disagio’ proprio perché vorrei tranquillizzarla circa la gravità del problema, che non può inquadrarsi come una malattia, una patologia da curarsi con pillole e sciroppi. Il suo problema è un problema di relazioni, che la sua timidezza rendono povere sotto il profilo della sessualità.
Il fatto che lamenta circa la brevità dei suoi rapporti sessuali potrebbe essere collegato, ancor prima di pensare a disturbi della sessualità, molto più semplicemente ad una vita sessuale piuttosto ridotta, con pochi rapporti ed un accumularsi di energia sessuale, che la porta in breve all’orgasmo nelle rare occasioni che ha. Pertanto questo è un problema che forse, superata la timidezza, si risolverà a cascata.
Un’altra ipotesi è che ciò accada perché, timoroso di non fare ‘bella figura’, è preso da quella che si chiama proprio ansia da prestazione, e questo la porta ad uno scarso controllo di sé e ad una rapida eiaculazione.
Probabilmente, visto che sono molti anni che lamenta queste difficoltà di relazionarsi con le ragazze, per risolvere più velocemente il suo problema potrebbe essere utile che lei si rivolga ad un esperto, uno psicologo della sua zona che la possa aiutare a ritrovare la stima di sé anche in una area dove questa è deficitaria. Non sarà un lungo lavoro visto che, come lei dice, in tutte le altre aree della sua vita relazionale (lavoro, sport, amicizie, …) è gia capace di intrattenere soddisfacenti rapporti con gli altri.
Auguri per questo suo percorso e a presto.
Dott. Walter La Gatta

UN ROSSORE ‘IRRAZIONALE’

Ciao e complimenti per il sito ed il servizio che fornite. Consapevole del fatto che ciò di cui soffro non è certo paragonabile a malattie molto + gravi, tuttavia mi fa soffrire abbastanza e mi limita in alcune circostanze. Sono una ragazza di 27 che soffre dall’età di 12 anni di rossore al viso, inizialmente mi capitava per un qualche motivo, ma ultimamente mi capita anche quando sono sola. Trovo tutto ciò molto irrazionale. Scambiando su internet opinioni con altri che soffrono dello stesso problema, ho scoperto che alcuni hanno provato la via della psicoterapia, altri lo yoga ed altre tecniche respiratorie, altri gli psicofarmaci,ecc.. Io vorrei provare con qualche medicinale betabloccante che mi è stato consigliato. Cosa mi suggerite di fare? A presto
‘Nella

Cara Nella,
Comprendo benissimo che il problema che ti assilla da tanto tempo stia diventando per te una vera ossessione, che ti limita anche in molte delle tue relazioni ed attività. La prima cosa che vorrei dirti però, è di non cercare la scorciatoia della ‘malattia’ , da curare con pillole e sciroppi, e di evitare di curarti da sola, né con betabloccanti né con altri farmaci.
Ed ora veniamo al problema: come avrai constatato, il tuo problema è condiviso da molti, e quando il numero è così vasto, allora non è quasi più una deviazione ma rientra nella normalità. La cosa migliore da fare non è combattere una parte di sé, bensì imparare a convivere con questa nostra particolarità.
Il fatto che in questo periodo tu dica che il tuo rossore si è molto accentuato, può essere un segnale di un tuo disagio personale su qualche aspetto della tua vita relazionale, che ti procura un maggiore livello di ansia e questo accentua le tue reazioni emotive.
Come hai già visto sul nostro e su altri siti, esistono diverse tecniche e strategie terapeutiche, per ridurre e meglio controllare queste reazioni. Tra queste, oltre alla psicoterapia, che potrai provare rivolgendoti ad uno specialista psicoterapeuta, potrei suggerirti le tecniche di respirazione orientali, ma meglio ancora sono le tecniche di rilassamento occidentali, come ad esempio il training autogeno o il rilassamento muscolare: tutte tecniche comunque, da apprendere con la guida di un esperto.
Vedrai che ne otterrai giovamento, e che se anche non eliminerai completamente i tuoi rossori, che sono comunque parte di te, riuscirai a conviverci meglio.
Molti saluti
Dott. Walter La Gatta

MI IMBARAZZA PARLARNE CON LE ALTRE PERSONE

Sono una ragazza di 17 anni e sono imbarazzata a parlare di queste cose con altre persone. Mi chiedevo quale fosse il periodo più sicuro tra un ciclo mestruale e un altro per avere un rapporto sessuale per evitare di avere gravidanze inaspettate.La ringrazio anticipatamente
Anna

Cara Anna,
Premesso che il modo più sicuro per non avere gravidanze indesiderate non è quello di mettersi a contare i giorni, ma quello di usare un contraccettivo efficace, come la pillola o il profilattico, il periodo più ‘pericoloso’ per una donna è quello dell’ovulazione, ovvero 14 giorni prima della mestruazione successiva ed i 2-3 giorni che la precedono e la seguono.
In ogni caso vorrei consigliarti di non chiuderti in te stessa e capire che di questa cosa, che riguarda la nostra biologia, non c’è bisogno di vergognarsi. Pensaci bene: che vergogna può esserci nel desiderio di apprendere il funzionamento del proprio corpo? Credo non si tratti solo di un diritto, ma anche di un dovere, specialmente nei tuoi confronti. Dunque convinciti di questo e vai pure in libreria a comprarti un libro che ti possa fornire tutte le spiegazioni che desideri.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

PIEDI, FOBIA SOCIALE E DEPRESSIONE

Dovrei scriverle un libro per esporle i miei problemi in quanto essi comprendono praticamente tutte le aree della mia esistenza, perciò cercherò di essere assolutamente schematico. ho 26 anni e non ho praticamente mai avuto dei rapporti sessuali soddisfacenti, le poche esperienze di sesso “completo” che ho avuto hanno comportato per me una grande frustrazione in quanto non ho mai avuto una piena erezione e nonostante provassi piacere non sono mai riuscito a portarli a termine.
L’erezione ce l’ho con la masturbazione, pratica che eseguo spesso ed in modo compulsivo, preceduta da angoscia e sospinta da fantasie feticistiche nei confronti dei piedi e delle estremità femminili (le uniche fantasie o immagini che mi portano all’orgasmo fin da ragazzino perché la vagina non mi attira particolarmente).
Il tutto è condito da fobia sociale e difficoltà di rapporti con le persone, nonché da un atteggiamento depressivo che mi accompagna da anni a causa (o forse non è proprio questa la causa)di una malattia alla colonna vertebrale che mi deturpa lievemente il fisico e che richiede intense cure fisiatriche e ortopediche.
Son alto 1.90 e a detta delle ragazze sono molto carino, ma negli ultimi anni nonostante provi ad avere una vita sociale per tutti i motivi suddetti sfuggo dalle donne e dalla relazioni interpersonali in genere…
La settimana prossima inizio una psicoterapia. Mi chiedo se non farei bene anche a rivolgermi ad un andrologo o un sessuologo.
Grazie dell’attenzione.
Guido

Caro Guido,
Credo che lei abbia fatto la scelta migliore che poteva fare e dunque abbia fiducia nel suo terapeuta, che analizzerà la sua situazione e le fornirà i consigli e le terapie più opportune. Solo se la psicoterapia non dovesse avere esiti positivi potrà consultare anche altri specialisti. In ogni caso sappia che le psicoterapie non producono risultati immediati.
Con i migliori auguri.
Dott. Walter La Gatta

TRUCCHI PER RILASSARSI

Egregio dottore,vorrei sapere se attraverso il suo lavoro di Psicologa e Psicoterapeuta può suggerirmi qualche “trucco” semplice ma davvero efficace e soprattutto duraturo(da praticare ovunque mi trovi) per ristabilire uno stato di rilassamento e benessere immediato,in seguito a situazioni di ripetuti stress che mi lasciano prostrato e infelice.Parlo non a caso di “trucco immediato”poiché,ad esempio riconosco nella meditazione una pratica efficace e durevole ma con percorsi abbastanza impegnativi(perlomeno per me ,che la pratico poco).Sono al contempo consapevole che la via autentica al benessere segua binari ben più vasti,ma questo e’ un altro discorso…….Grazie tante Paolo(Odontotecnico)

E’ vero Paolo, la via autentica al benessere segue binari ben più vasti, ma quando si sente il bisogno di un rimedio efficace e rapido, non c’è tempo per aspettare i tempi lunghi delle pratiche di rilassamento orientali, difficilmente praticabili nel modello di vita occidentale. Un suggerimento che potrei darti è di imparare, con l’assistenza di uno psicologo esperto, la tecnica introdotta da Schultz col nome di Training Autogeno: ti verrà richiesto un impegno di pochi minuti al giorno e in circa tre o quattro mesi avrai uno strumento che ti consentirà di ritrovare serenità e benessere in una manciata di secondi. Una raccomandazione: non provare con il fai-da-te, usando libri o cassette, devi affidarti ad un esperto, solo così avrai i risultati attesi. Saluti e continua a seguirci
Dott. Walter La Gatta

DIVENTO ROSSO CONTINUAMENTE

Salve sono un ragazzo di17 anni e sono timidissimo e ciò mi limita molto in attività che vorrei fare in nuove relazioni da intraprendere ma oltre a questo il problema più grave è che divento rosso continuamente e questo mi provoca anche maggiore disagio in quanto rinuncio a fare cose in cui ci sia la possibilità di arrossire e anche se queste mi piacessero. Come posso fare a risolvere questo problema
che mi sta facendo cadere in depressione. La ringrazio espero in una sua risposta.
Timido 02

Caro Timido 02,
Ciao ragazzo timido (non so come ti chiami!) il tuo disagio è comprensibile e molto diffuso, molto più di quanto si possa pensare. Normalmente le persone timide vivono il loro tempo come se tutti, ma proprio tutti, fossero concentrati ad osservare e giudicare ciò che i timidi fanno: invece non è così, e bisognerebbe vivere la propria vita con più leggerezza, tanto gli altri hanno altre cosa da fare. In ogni caso cerca di non legare la stima che hai di te stesso alle volte in cui diventi rosso: sarebbe riduttivo, non credi? Ciao
Dott. Walter La Gatta

UNA RAGAZZA CHIUSA E RISERVATA

Un saluto a tutti. Vi scrivo per una consulenza psicologica. Ho 23 anni e sono sempre stata una ragazza chiusa e riservata, molto precisa per l’educazione che ho ricevuto e sono cresciuta con dei valori molto radicati che mi hanno trasmesso i miei genitori (la mia è una famiglia cattolica praticante).
Non ho mai avuto storie leggere quando andavo a scuola, solo un ragazzo con cui sono stata insieme circa due mesi, con il quale non è successo mai nulla di “compromettente”. Adesso sto vivendo una storia molto intensa con un ragazzo di qualche anno più grande di me, il quale non ha mai avuto nessuna relazione sentimentale. Stiamo insieme da 4 mesi e poiché entrambi siamo alle “prime armi”, alle “prime esperienze” ci stiamo lasciando un po’ andare, forse un po’ troppo in fretta… Quando sto con lui sto bene, ma dopo che ci salutiamo, se non mi chiama il giorno dopo vengo assillata dai dubbi: penso che stia con me solo per il sesso o per avere una ragazza (anche se credo che le mie paure siano infondate perché in più di un’occasione mi ha dimostrato di tenere a me: ad es. in 3 occasioni parlando con lui gli ho manifestato i miei timori e ho accennato all’eventualità di lasciarci e lui piangeva; è affettuoso, mi chiede sempre il permesso prima di alzarmi la maglietta e sganciarmi il reggiseno e mi dice sempre che se c’è qualcosa che non mi piace non devo aver paura a dirglielo). Razionalmente so che mi vuole bene (anche se non me lo dice molto spesso), ma allora perché vivo tormentata dall’ansia e dall’angoscia? Perché a volte mi sento solo usata (per il sesso, appunto) e non abbastanza amata? Premetto che non abbiamo mai avuto un rapporto sessuale completo: la prima volta che lui “ci ha provato” gli avevo raccontato un episodio della mia vita, un voto che ho fatto, che adesso racconterò anche a voi, anche se prima vorrei tentare di spiegarvi perché sono giunta a tale voto. Ho sempre avuto difficoltà a inserirmi tra i miei compagni di classe, considerati troppo libertini secondo l’educazione ricevuta dai miei genitori: non potevo deluderli, anche se forse, in fondo, avrei voluto essere anche io come loro. Mi sono sempre sentita il brutto anatroccolo: un po’ goffa e impacciata, cicciottella, mortificavo la mia femminilità vestendomi sempre con scarponi, jeans e maglioni o camicioni informi… ho sofferto, e tuttora soffro mio malgrado, di disturbi alimentari sin da quando avevo 15-16 anni e sono stata anche in cura per un anno da una psicologa qualche anno fa, anche perché ho sofferto di depressione. Date queste premesse, non sono mai riuscita ad avere sufficiente autostima e considerazione per me stessa. Sono sempre stata la prima della classe fin dalle elementari e quando non riuscivo a prendere il più alto dei voti era per me una tragedia perché credevo di aver deluso i miei genitori, in realtà ero io che proiettavo su di loro la mia delusione (anche se devo ammettere che inconsapevolmente, mi hanno sempre spinta a pretendere il massimo da me e alla competizione con i miei compagni di classe). Vedevo tutte le mie amiche fidanzarsi, mentre io all’idea di baciare un ragazzo quasi inorridivo, o anche al pensiero di essere toccata, forse perché nascondevo a tutti i miei disagi psicologici e i miei disturbi alimentari. Così mi innamoravo sempre di ragazzi impossibili, che idealizzavo e che non sapevano neanche che esistessi anche io su questo mondo.Un giorno, presa dallo sconforto, feci un voto al Signore: di farmi trovare il ragazzo della mia vita, che mi piacesse fisicamente (effettivamente il mio ragazzo rispecchia alla perfezione i miei canoni di bellezza maschile) e che mi capisse, mi amasse e accettasse per come sono (ed effettivamente, quando le cose vanno bene -“vanno bene” è da intendersi nella mia testa: perché credo che il problema sia proprio lì- sembra davvero che lui mi ami, capisca e accetti per quella che sono), in cambio io non avrei fatto l’amore fino al giorno delle nozze. Quando glielo ho raccontato, mi ha capita e ha detto che anche lui crede nella verginità e che rispettava la mia scelta. Tuttavia quelle manacce lunghe… gliene riparlai e gli dissi che non me la sentivo perché pensavo che dovesse essere un dono nei confronti di quello che sarebbe stato il mio futuro marito , nonché padre dei miei figli, e la sua risposta è stata: “ma non abbiamo fatto niente di compromettente, solo baci e carezze: non c’è niente di male,a lui darai molto di più”. Forse è vero, non c’è niente di male. Io credo di amarlo e spero vivamente in un futuro insieme (anche lui mi ha detto che ci ha pensato). Così tutte le volte che ci vediamo c’è molto trasporto (spesso è capitato che si macchiasse i pantaloni di sperma anche senza che io lo toccassi nei genitali, al massimo solo i capezzoli attraverso la camicia, ma soltanto baciandolo molto appassionatamente e succhiandogli il lobo… che imbarazzo!): abbiamo provato il petting, la masturbazione reciproca e il sesso orale. Devo riconoscere che non ho mai raggiunto l’orgasmo, ma ho solo provato un piacere lungo e intenso, e che dopo averlo fatto è stato molto bello stare abbracciati a parlare e scherzare (sì, perché riusciamo anche a ridere quando siamo in intimità).Mi rendo conto di aver scritto tantissimo, ma sono giunta al dunque. Ho spesso dei sensi di colpa pazzeschi (anche se in altri momenti non vedo l’ora di poter stare di nuovo con lui e rivivere quelle sensazioni): pensare che la notte scorsa ho sognato di provare il mio vestito da sposa e di vedere che il velo era strappato. Due notti prima ho addirittura sognato che una mia amica, molto religiosa e castissima, era incinta… che sia stato un meccanismo di identificazione proiettiva? Vi prego, aiutatemi!Confido in una vostra risposta e vi ringrazio anticipatamente.Cordialmente,Franca

Cara Franca,
credo che la tua inesperienza sentimentale sia alla base delle tue insicurezze e delle tue angosce: del resto questa sembra essere la tua prima storia importante e credo che tu la debba vivere con semplicità e secondo i tuoi principi. Mi sembra che anche il tuo ragazzo sia molto in sintonia con te e che non ti voglia forzare nel fare cose che tu non condividi. Poiché il significato del fidanzamento è proprio quello di conoscersi e mettersi alla prova, prima di accettare il vincolo del matrimonio, ritengo e ti auguro che con l’approfondirsi del vostro rapporto anche i sensi di colpa scompariranno.
Quanto al tuo voto, è un problema morale sul quale non posso entrare. Come consulente laico posso dirti di aver conosciuto una coppia nella quale lui ‘la rispettava’ e lei era contenta di essere rispettata, anche perché religiosissima. Si sono sposati e lei è venuta così a sapere che lui era impotente, per questo la rispettava… Lei ha ottenuto l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota, perché lui non poteva darle dei figli. I parenti di lei hanno insultato quelli di lui perché ‘non glielo avevano detto’… Loro si sono difesi dicendo che non lo sapevano, ecc. ecc. Morale: se una persona vuole avere una famiglia in senso cristiano, avere dei figli, amarsi, rispettarsi… E’ sicuro che non sperimentare prima la sessualità sia meglio? Una brutta storia, sulla quale riflettere. Continua a seguirci Dott. Walter La Gatta

UN PROBLEMA DECENNALE

Il mio problema è oramai decennale. Dopo tanto tempo decisi (a Gennaio 2002) di recarmi da un neurologo. Anche perché una sera avvertii delle vertigini ed altre strane sensazioni ed a valle di ciò eseguii una serie di esami (analisi varie , ecg, ecografia della tiroide, etc).Il neurologo a cui mi rivolsi mi diagnosticò una “fobia sociale” (credo la versione patologica della timidezza) a cui seguì una cura a base di compresse di SEROXAT. Oggi sto meglio, ma non credo di aver risolto il problema in quanto continuo a diventare, troppo facilmente, rosso. Vi chiedo: -è giusta una cura farmacologica per il mio problema? – ho sbagliato specialista? – è risolvibile il mio problema oppure devo sforzarmi di accettarmi così come sono? Vorrei, gentilmente , delle indicazioni per cercare di condurre una vita normale. Vi ringrazio infinitamente.
Luc

Caro Luc,
Credo che tu abbia fatto bene ad escludere, con l’aiuto del medico, la presenza di patologie organiche alla base della tua ereutofobia (arrossire), ma ora basta con le pillole: mi pare saggio cercare di accettarti così come sei, visto che nella vita ‘normale’ molte persone arrossiscono e per essere ‘normali’ non occorre essere sempre dei superman: mostrare le proprie emozioni non è qualcosa di cui vergognarsi. Se non riesci a convincertene da solo, stavolta ti suggerirei di rivolgerti ad uno psicologo/a, che potrà aiutarti a superare questo tuo disagio. Auguri e saluti.
Dott. Walter La Gatta

LE PRIME ESPERIENZE SESSUALI

Ho 25 anni e sono alle prime esperienze sessuali, dovute un po’ alla mia timidezza, e al fatto che non ho mai trovato la persona giusta.
Da una settimana ho una ragazza di cui sono follemente innamorato, è tutto quello che cercavo in una donna, lei è dolce comprensiva, insomma sono veramente coinvolto in questa storia.
Tutto procedeva per il meglio fino a quando io durante il rapporto sessuale non sono riuscito ad avere una erezione adeguata alla penetrazione.. La cosa in un primo momento non mi ha preoccupato, dato che una volta può capitare, il fatto è che anche nei giorni seguenti la cosa si è ripetuta, solo una volta sono riuscito ad infilare il preservativo ma dopo una iniziale penetrazione ho perso quasi subito l’erezione. Non capisco il perché di questa cosa, anche perché se mi masturbo riesco ad avere una erezione perfetta e duratura fino all’eiaculazione. Secondo Lei necessito di una visita medica di uno specialista?
Con la mia ragazza ne abbiamo parlato e lei si è dimostrata gentile e comprensiva ma io voglio risolvere questo problema perché ho paura di perderla.. Tender

Caro Tender,
Direi che quanto le accade è abbastanza normale in un soggetto ansioso, timido e oltre tutto alle prime armi.
La paura di fare brutta figura con questa ragazza, la paura di perderla, come del resto lei stesso riconosce, le fanno vivere questi momenti con un’ansia eccessiva che toglie naturalezza all’atto sessuale e lo fa diventare una ‘prestazione’ da osservare e valutare…
La cosa migliore per risolvere il problema è’esercitarsi’ molto in questo compito, conoscere sempre meglio la sua partner, anche da un punto di vista sessuale, anche senza necessariamente avere rapporti completi.
Andare per gradi è sempre la cosa migliore.
La seconda cosa importante è non preoccuparsi. Passerà.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

PROBLEMI DI ERITROFOBIA

Salve mi chiamo Antonio,ho 26 anni e soffro di Eritrofobia in maniera tale da bloccarmi tutte le volte che devo parlare con qualcuno (soprattutto se è una donna).Da circa due mesi sto facendo del Training Autogeno.Può essermi di aiuto?Che terapia mi consiglia e soprattutto esiste veramente una cura efficace per i miei tremendi rossori? Antonio

Caro Antonio,
Il training autogeno è un sistema ottimo per raggiungere il rilassamento psico-corporeo. Perché sia efficace però va praticato con convinzione e costanza per un certo periodo, esercitandosi a raggiungere un livello di benessere sempre più profondo.
Con il tempo lei riuscirà ad indurre lo stato di calma che ha imparato a raggiungere con il T.A. anche nelle situazioni più difficili.
Certo, non si aspetti miracoli, perché essi non verranno: la sua condizione però migliorerà notevolmente, perché lei imparerà a gestire meglio le sue emozioni. Cari saluti
Dott. Walter La Gatta

NON TROVO UNA FIDANZATA

Salve mi chiamo Angelo, ho 18 anni e sono di Napoli, ma abito da circa tre anni a R. Parlando spesso con dei miei amici del fatto che non trovo una fidanzata loro mi dicono spesso che io ho paura del sesso femminile. Scrivo a voi per sapere come posso fare a capire se è vero tutto ciò e se vero come posso fare per risolvere questo problema.
Grazie per aver accettato la mia e-mail e spero in un vostra risposta al più presto.
Distinti Saluti Angelo

Caro Angelo,
Mi racconti ben poco del tuo comportamento con le ragazze perché io ti possa dire se è vero o no che hai paura del sesso femminile. Più che di ‘paura’ però io parlerei di ‘disagio’: forse parlare con una ragazza ti mette in imbarazzo, perché con lei devi fare discorsi diversi da quelli che fai con gli amici e magari non ti vengono le parole, non ti vengono gli argomenti, non riesci a renderti simpatico e a farti notare. Come fare a risolvere questo problema?
Se ti riconosci in quello che ti ho detto in precedenza, la cosa migliore è cercare di frequentare più ragazze possibile, anche come amiche, uscendo con loro anche se non ti sembrano carine o simpatiche, per fare un po’ di ‘palestra’, ovvero per capire cosa piace loro, cosa non piace, di cosa amano parlare, come amano comportarsi. Secondo me la timidezza dipende molto dalla mancanza di abilità sociali e queste si conquistano solo… Stando in società!
Fammi sapere se trovi qualche miglioramento seguendo i consigli che ti ho dato.
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta

PROBLEMI DI VECCHIA DATA

I miei problemi sono iniziati , penso, quando ancora frequentavo la prima liceo scientifico in una scuola privata (la stessa frequentata da mio fratello, che ha 3 anni più di me):cominciai a diventare sempre più triste, a vedere qualsiasi impegno scolastico come insormontabile, a isolarmi dai miei compagni di classe;il risultato fu che mi ritirai in Aprile da scuola per andare a lavorare in macelleria con i miei, nonostante avessi buoni voti.
Devo ammettere che sono stato sempre una persona introversa, che ha difficoltà a fare amicizia (da bambino ho sempre avuto pochi amici,e ho sempre avuto la tendenza ad isolarmi con i miei giochi;mia madre dice che ero il bambino più tranquillo che esisteva, al mare bastava mettermi
sotto l’ombrellone, e non mi muovevo per ore).
L’anno seguente al mio ritiro mi sono iscritto nuovamente alla prima liceo scientifico, però in una scuola pubblica, e ho regolarmente completato gli studi (ovviamente ho perso un anno), prendendo 60
alla maturità; in fin dei conti ero sempre stato bravo negli studi, soprattutto in matematica.
Quindi mi sono iscritto alla facoltà di ingegneria meccanica: appartengo a quella generazione che tra i 16 e i 18 anni è cresciuta seguendo il motomondiale e ammirando le sempre più performanti moto 125 che uscivano sul mercato quando non vi erano restrizioni sulla potenza e per i neo patentati;quindi pensai che l’indirizzo meccanico fosse quello giusto.Ero indeciso tra questa opzione, oppure scienze forestali, vista la mia ammirazione per la maestosità di certe espressioni della natura.
Quindi cominciai la facoltà di ingegneria meccanica,e per due anni anche con ottimo profitto, sia per numero di esami, sia per i voti. Però preso dai miei studi mi staccai ancora di più dai pochi amici di paese che avevo;non so da quale momento esattamente, ma cominciai a non frequentare più nessuno( del tipo capodanno a letto alle 23).
Nulla di male, se non fosse che il mio rendimento scolastico andò progressivamente calando, non nei voti, ma decisamente nel numero di esami sostenuti,e cominciai a perdere ogni passione;trovavo sempre più estenuante applicarmi sugli studi; mi cresceva dentro, all’altezza
della bocca dello stomaco, una rabbiosa insofferenza, e il sempre minore rendimento scolastico mi faceva crescere sempre maggiori sensi di colpa(mi dicevo: sei tu che sei diventato un lavativo).
Cominciai ad avere crisi di pianto,di disperazione,a desiderare la morte perché ciò porterebbe il nulla, che era decisamente meglio che continuare a essere rosicchiato da questa rabbiosa insofferenza, e dall’assenza di ogni motivo per cui valesse la pena vivere. Quindi cercai di reagire sforzandomi di riaprire i contatti con i vecchi amici di paese,ma ciò ebbe solo l’effetto di arrestare questa mia continua caduta, ma non riuscì a sollevarmi: negli studi non vedevo miglioramenti in termini di passione,per cui rinunciai al rinvio del militare, e partii per il servizio civile nell’ottobre del 1999:fui assegnato ad un ente onlus, che però mi mise a fare il centralinista per un’azienda che gestisce hotels e villaggi vacanze, e il cui amministratore unico era l’ex dirigente del suddetto ente onlus; va detto però che tale azienda turistica metteva a disposizione la sede per l’ente onlus. Durante i 10 mesi del servizio civile ero deciso a non proseguire parallelamente gli studi, volevo provare a staccare la spina; però spontaneamente cominciai, dopo qualche mese, a riprendere in mano gli appunti dei vecchi corsi, come nuovamente spinto da quella curiosità appassionata che da bambino mi spingeva a voler conoscere ogni cosa, soprattutto quelle che non interessavano i miei coetanei dediti al
calcio. Terminato il servizio civile ripresi, nell’Ottobre 2000, a frequentare la facoltà di ingegneria con rinnovato entusiasmo,ma, durante la sessione d’esami Gennaio-Febbraio 2001, ricomparve lo stesso stato d’animo che era comparso alla fine del secondo anno di università:totale assenza di entusiasmo,sensi di colpa, profondo pessimismo;ogni sera andavo a letto sperando di non svegliarmi mai più,e quando invece mi svegliavo la mattina seguente avevo enorme difficoltà ad alzarmi, avevo una forte sonnolenza; d’altronde essere sveglio voleva dire soffrire.
Quindi esposi i miei problemi al mio medico di condotta, il quale mi conosce sin da bambino, e che mi prescrisse 20 mg di fluoxetina al giorno; Ebbi ben presto risultati, soprattutto in termini di voglia di vivere, voglia di fare,e in termini di ottimismo: io stesso ho constatato che
se quando ero sprofondato nel pessimismo non riuscivo a intraprendere nulla, quando invece ero ottimista facevo e intraprendevo progetti che prima non avrei mai avuto la speranza,il coraggio neppure di iniziare. I risultati si videro anche negli studi, tanto che a partire dal Luglio 2001 cominciai a ridurre la dose di fluoxetina, per smettere del tutto a metà Agosto. In Ottobre, dopo l’ottima sessione d’esame di settembre, ripresero i corsi all’università,e non vi furono problemi sino a Gennaio 2002, quando sprofondai nuovamente nel pessimismo,nella mancanza di alcuna voglia
di vivere,di fare,nell’insofferenza; insomma ero daccapo, e nuovamente mi rivolsi al mio medico, sperando che la fluoxetina facesse nuovamente il miracolo.
Ma questa volta i risultati tardano ad arrivare, e quando arrivano sono solo parziali:2 giorni ottimista, e 7 pessimista e”morto”. Quindi da Agosto 2002 il medico mi ha aumentato la dose giornaliera di fluoxetina a 30 mg/die, ma non ho avuto sensibili cambiamenti.
Così siamo giunti ad oggi,e a voi chiedo un parere:CHE CAZZO MI SUCCEDE. Per cercare di completare il quadro aggiungo che alla mattina riesco spesso a ”partire”se mi reco a studiare in ufficio , nella macelleria dei miei, invece di rimanere rinchiuso nella mia camera a casa, da solo.
Inoltre, quando sono bloccato dalla rabbia insofferente , mi viene da urlare e da spaccare tutto: per fortuna ho una piccola palestrina fai da te, con un sacco da pugilato su cui sfogarmi;inutilmente però, visto che la rabbia, la disperazione non si placa.
ASPETTO QUALCHE CONSIGLIO;tutto è gradito se può darmi speranza. GRAZIE
ANDREA

Caro Andrea,
La sua è una fobia sociale che le causa forti depressioni cicliche. Vi sono due modalità terapeutiche per curarsi: quella farmacologica e quella psicologica.
Quella farmacologica mi sembra che le abbia risolto il problema, ma solo apparentemente, nel senso che richiede, come si sa, dosi crescenti e poi, con il tempo, gli effetti tendono a diminuire.Non mi sembra invece che lei abbia sperimentato la terapia psicologica, che potrebbe nel suo caso essere addirittura ‘di gruppo’. A mio parre infatti ciò che la spinge verso la depressione è la mancanza di una rete sociale di persone che la sostengano e dalle quali lei si senta apprezzato. La soluzione del suo problema non sta nel rinchiudersi in camera a picchiare la sua punching ball, ma nell’uscire, nel partecipare alle attività sociali, nel cercarsi una ragazza e via dicendo.
Per il momento la saluto. Mi faccia sapere dei suoi progressi.Dott. Walter La Gatta

RAPPORTI DIFFICILI CON LE DONNE

Salve, sono un ragazzo di 25 anni, alto con un bel fisico ed un bel viso. Nonostante tutto il mio rapporto con le donne risulta estremamente difficile a causa della mia timidezza nonché della mia insicurezza e della mia tendenza ad arrossire e a sudare ogni qual volta mi trovo di fronte ad una ragazza che involontariamente mi crea un forte disagio interiore. A volte per evitare questo tipo di reazione sono costretto in alcune situazioni, come ad esempio quando vado a fare compere, di scegliere la cassa dove si trova la commessa più “brutta, in modo tale da diminuire questo disagio che mi opprime e che mi fa vivere male. Come ho precedentemente citato sono cosciente di essere un gran bel ragazzo, spesso molto corteggiato dalle donne e ricevo tantissimi complimenti dalle mie amiche, ed avendo anche letto dei libri sulla comunicazione non verbale mi sono accorto che in mia presenza tantissime donne reagiscono con i vari gesti che voi psicologi conoscete molto bene (toccarsi i capelli, giocare con la collana ecc.). Nonostante tutto sono ancora single e desidererei tanto avere una ragazza al mio fianco che riesca a capirmi, ma non sono in grado nemmeno di corteggiarne una a causa della paura di un rifiuto o di arrossire e sudare. A complicare tutto ciò resta il fatto che a me le donne piacciono davvero tanto e non riesco a vivere senza averne una al mio fianco. Considerando che sono una persona molto chiusa ed introversa, non parlo dei miei problemi con nessuno, non mi fido di nessuno, ma nello stesso tempo non riesco a superarli da solo in nessun modo, anzi, non riesco nemmeno a provare a superarli. Non riesco nemmeno ad istaurare un rapporto con le mie colleghe di lavoro nonostante i loro tentativi di approccio. La prego mi invii qualche consiglio, suggerimento, qualsiasi cosa, purché possa aiutarmi a superare le mie paure, le mie ansie, la mia spiccata emotività. Mi dicono che la forza la devo trovare in me stesso, ma da solo non ci riesco proprio. Grazie!
25ENNE

Caro 25enne,
E’ da molto tempo che vado controcorrente, dicendo a tutti che la sicurezza in sé stessi non si trova nella bellezza del corpo, ma nella bellezza interiore.
Stiamo invece vivendo un periodo in cui tutti siamo costretti a confrontarci con modelli irraggiungibili, proposti dalla pubblicità e dai media, verso i quali ci sentiamo sempre perdenti.
Ecco allora che le case farmaceutiche, quelle che producono cosmetici, tutto il mondo del fitness, la chirurgia plastica e tutto il ‘mercato della bellezza’ come lo definiva la sociologa Naomi Wolf, si sforzano di convincerci che ci sentiamo così insicuri perché non siamo belli. Se lo fossimo invece…
Lei ne è un esempio. Ringrazi certamente il cielo: meglio essere belli che brutti, ma, come lei vede, la bellezza non è la patente per la felicità.
La bellezza interiore di cui parlavo è l’armonia, l’equilibrio, la capacità di accettare le proprie debolezze ed anche di conviverci con serenità; è l’auto-ironia, la capacità di non prendersi troppo sul serio, di sforzarsi nel cercare di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno; è l’attenzione verso gli altri, la capacità di relazionarsi con loro, mantenendo le proprie capacità di pensiero, di azione e di critica.
Per raggiungere tutto questo occorre lavorare su di sé, impegnarsi a migliorare, porsi degli obiettivi, anche minimi, per raggiungere gradualmente l’eccellenza. Come dice Leonardo da Vinci (e non Di Caprio, che è bello, ma non mi sembra abbia detto niente di particolarmente interessante), ‘tutti li beni’ si conquistano con la fatica… Ed il bene dell’equilibrio interiore è forse quello più difficile da trovare e da conquistare. Lei, caro amico, è un ragazzo intelligente e con capacità di introspezione: provi a leggere qualche manuale di auto-aiuto, e se vede che non ce la fa da solo, non esiti a rivolgersi a qualcuno che la possa aiutare.
Andare dallo psicologo non è una sconfitta personale, è un momento di svolta, dopo che si è deciso di voler stare meglio, con sé stessi e con gli altri.Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona

CORSI DI SEDUZIONE

Buongiorno. Mi chiamo Luisella e vivo in provincia di L. Ho letto su una rivista settimanale circa l’esistenza di un corso tenuto presso la Vostra clinica sulla “Seduzione”. Vorrei avere maggiori informazioni, capire a chi si rivolga e soprattutto in che modalità viene svolto ( fine settimana, pochi giorni vicini?) . Grazie
Saluti . Luisella

Carissima Luisella,
Troverà sul sito, partendo dalla Home Page, tutto il programma dei Corsi della Clinica della Timidezza. Come potrà vedere, i Corsi sono ormai cominciati ed i prossimi inizieranno nel mese di Marzo.I nostri Corsi sono strutturati sulla base della provenienza dei partecipanti: per chi risiede nelle Marche o in zone limitrofe consigliamo i Corsi settimanali, mentre per i più lontani suggeriamo la frequenza dei Corsi Intensivi nei week end. Tutto il resto lo trova sul sito: se ha bisogno di maggiori informazioni, ci scriva ancora.Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

NON VIVO A PIENO LA MIA VITA

Salve, mi chiamo Matteo, ho 16 anni e voglio parvi i complimenti per il sito, che ho trovato subito utile e interessante, ci voleva!Vi espongo subito il mio problema: vedere gente, parlarci, mi dà, a volte, fastidio. Rispetto a un anno fa sono migliorato, allora ero un vero anti-sociale, ma ancora oggi sento di non vivere appieno la mia vita, per il motivo citato sopra, e perché mi sento spesso inutile e indeterminante, non ho mai avuto la ragazza, inoltre quando entro in un nuovo ambiente vengo subito percepito come elemento da prendere in giro e non considerare più di tanto, anche se poi magari andando avanti riesco a inserirmi per bene. Quelli che mi conoscono dicono che sono simpatico, ma fatico a relazionarmi con gli altri, e alcune persone neanche mi salutano se possono. Che devo fare per uscire da questa situazione?
Saluti e grazie anche solo se leggerete questa mail.
Matteo

Caro Matteo, è stato invece molto piacevole leggere la tua lettera e ti rispondiamo volentieri. Grazie intanto per i complimenti, che senza finta modestia accettiamo, come gratificazione per il nostro lavoro.
Quello che ci racconti da un lato dà il senso di sconforto che provano le persone che soffrono di timidezza, ma dall’altro dovrebbe anche incoraggiarti molto. Infatti tu stesso osservi come dallo scorso anno ad oggi hai fatto dei bei progressi. Del resto, la timidezza adolescenziale è tipica della tua età, ma hai già sperimentato che con il tempo, ma soprattutto con le esperienze, si riesce a superarla. Ciò che ti suggerisco è di metterti in gioco e di non sottrarti al nuovo, di frequentare amici e gente nuova, poco curandoti del fatto che qualcuno ti eviti: d’altronde, non si può piacere a tutti, e magari anche tu, se potessi, non saluteresti qualcuno. Ebbene, fallo.
Ciao
Dott. Walter La Gatta

DEVO FARE UNA TERAPIA SPECIALE?

Sono un ragazzo di 30 anni, le scrivo perché vorrei il consiglio di uno specialista su un problema per me diventato molto serio. Sono timido fin dall’infanzia, durante l’adolescenza il mio problema è peggiorato, anche per un difetto fisico che unito ad un fisico esile mi ha creato un vero e proprio complesso.Dopo i vent’anni sono comparse fobie, ansia, paure irrazionali.Guardando indietro mi rendo conto che decisioni importanti della vita sono state condizionate e selezionate dalla timidezza, oltre a tutti gli amici che avrei potuto avere e alle tante cose che avrei potuto fare.Attualmente sto meglio che in passato, ma il problema è tutt’altro che risolto.In sintesi posso dire che alla base della mia timidezza ci sono sicuramente: educazione rigida, genitori molto invadenti, rimproveri inutili, solitudine, traumi durante l’infanzia e l’adolescenza.Ho scoperto il sito “la clinica della timidezza” e mi sono chiesto:è giusto chiedere un colloquio con degli esperti ?devo fare una terapia speciale ?oppure posso risolvere in buona parte il problema con uno psicoterapeuta della mia regione anche se molto probabilmente non è specializzato sul mio problema ? Spartaco

Salve Spartaco,
La sua giovane età giustifica qualsiasi intervento che possa migliorare la qualità della sua vita. Partendo dalla fine, ritengo che lei possa cominciare con il consultare uno psicoterapeuta della sua città, per definire una diagnosi ed un’eventuale terapia, che nella maggior parte dei casi risolve il problema.Quanto alle origini della sua timidezza, lei probabilmente ha ragione quando le individua nella sua infanzia e nella sua adolescenza: questo però non può e non deve condizionare oltre il suo presente ed il suo futuro.Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta

NON SONO RIUSCITO A GUARIRMI

Buongiorno, sono un ragazzo di 30 anni,di bel aspetto e di famiglia normale.Sono anni che cerco di uscire dalla mia timidezza,ma finora con scarsi risultati.In passato ho provato a “guarirmi da solo” assumendo alcool e droghe ,ma poi mi sono accorto che erano più gli svantaggi che mi procuravo che i vantaggi.Mi sono sottoposto a cure psicoanalitiche ,ma oltre al denaro richiedeva anche molto tempo.Ora sto concludendo un ciclo di sedute di terapia strategica, ma i risultati non li ho visti ancora.Ho letto della nuova pillola contro la timidezza che presto sarà in commercio, e sarei tentato di provare ad assumerla (sempre se rientro nella categoria di pazienti che ne hanno bisogno),ma ho un dubbio:una volta imparato a superare questa mia fobia ,potrò “arrangiarmi” nell’affrontare queste situazioni di disagio oppure avrò sempre bisogno di assumere questo farmaco?
Alex

Caro Alex,
Lei ha ragione nell’avere i suoi dubbi: dipendere dall’alcool, dalle droghe o dai farmaci è la stessa cosa, salvo per il fatto che i primi due non sono socialmente accettati e le pillole si.
Purtroppo il risultato è lo stesso:finito l’effetto si è da capo. La soluzione infatti è nella psicoterapia. Probabilmente però la psicoanalisi non fa al suo caso, per i tempi lunghi ed i costi elevati e la terapia strategica avrà modo di giudicarla.Nel suo caso invece, probabilmente una psicoterapia breve, focalizzata sui sintomi potrebbe esserle utile per darle gli strumenti per superare gli eventi e le situazioni che la spingono a rinunciare a vivere pienamente la sua vita.
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta

SESSO? NO GRAZIE

salve sono una ragazza di 19 anni,molto timida, ho problemi con il sesso…….da 4 mesi sto con un ragazzo,sono innamorata di lui, ma quando si parla di fare sesso….riesco neanche a parlarne. Non so cosa fare,è come se avessi un rifiuto nei confronti dei rapporti sessuali. Non è la prima volta che succede,infatti anche con ragazzi avuti in precedenza si è verificato sempre il solito blocco, tanto che,dopo pochi mesi questa cosa mi portava a chiudere il rapporto…come posso fare a superare questo blocco?Non vorrei arrivare a chiudere la storia con il mio attuale ragazzo per questo…vi ringrazio anticipatamente. Arrivederci.
Lucia

Cara Lucia,Credo che tu sia ancora molto giovane per andare in terapia per questo genere di problemi. Certamente non è ‘normale’ che una ragazza che pure si senta coinvolta emozionalmente con un ragazzo non desideri approfondire la sua conoscenza anche attraverso situazioni di intimità. Ti consiglierei anzitutto di documentarti un po’ sul sesso, perché probabilmente il tuo rifiuto viene da paure e fobie relative a possibili sofferenze, spargimenti di sangue, ecc. ecc.
Sai, quando non si ha un’esperienza diretta si prende per buono tutto ciò che ci viene detto, e spesso si tratta di grandi sciocchezze. Una volta che ti sarai documentata sull’argomento prova, in quei momenti, a rilassarti e a pensare delle cose belle. Probabilmente hai scarsa autostima e non ti va di avventurarti in territori sconosciuti, dove ti potresti sentire ancora meno sicura.
Cerca di pensare a questa cosa con meno senso critico e maggiore ottimismo, vedrai che andrà meglio!
Dott.ssa Proietti, Ancona

59 anni, SINGLE

Sono arrivato a 59 anni rimasto single.
Da ragazzo ero incapace di corteggiare ragazze ed ogni volta che ci provavo ero ridicolo e vedevo sempre la ragazza che mi sarebbe interessata mettersi con un altro. Provando con le puttane non avevo erezione mentre da solo riuscivo a fare auto erotismo. Una volta lontano moltissime miglia lontano da casa mi capitò l’unica avventura della mia vita con la quale perché l’amai molto riuscii a fare tutto.
Da allora in poi parlo del 1966 non feci più niente.
Cominciata ARCHIVIO 1 elettronica me vedo fare dichiarazioni di amore a distanza di donne anche di 18 anni dalle Filippine, paesi Africani Russia e Ukraina. Chiaro che si prendono,o uno scarto come me perché non hanno di meglio per venire in Europa. Il 2000 sono stato operato via endoscopica alla prostata. Da qualche tempo non mi si alza quasi più. L’unica speranza é il climaterio con la pace dei sensi così ho delle noie in meno. Dal 1978 credo che avere relazioni sessuali fuori il sacro vincolo del matrimonio é un gravissimo peccato.
Un altra ragione che da prima non sono stato all’agenzia matrimoniale é stata la certezza che non sarei riuscito ad avere un rapporto sessuale. Già da verso i 30 anni le donne della mia età non mi stimolavano per niente vorrei sapere sotto quale nome debbo cercare su internet onde capire meglio quello che ho e che ho avuto.
Silv

Caro Silv,
I suoi problemi del passato sono quasi sicuramente di origine psicologica, mentre nel presente credo che anche l’aspetto organico possa presentare qualche piccolo problema. Su internet potrà trovare risposte sia per l’uno che per l’altro, ma che comunque non miglioreranno il suo presente. Il suo presente, sebbene sia figlio del passato, non deve essere influenzato negativamente da questo: le suggerisco perciò di migliorare la frequenza e la qualità delle sue relazioni personali, per trovare nell’amicizia e negli hobbies quegli interessi che possono rendere comunque apprezzabile la sua vita.
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta

TIMIDO CRONICO

Per prima cosa voglio farvi i miei complimenti per il sito, finalmente qualcuno ha pensato anche a noi timidi. Mi chiamo Marco ho 27 anni di Ancona Posso definirmi un “timido cronico da situazione”. So che questa non è proprio una definizione scientifica, ma è quella che penso più si addice al mio caso. Mi definisco in questo modo, perché in verità la mia timidezza non è sempre presente. Va e viene a seconda delle situazioni e delle persone. Se incontro qualcuno per strada e per un motivo o un altro mi dovesse iniziare a parlare, ecco che arriva al galoppo, rossori, imbarazzi, assenza di parole insomma non vedo l’ora di fuggire. Ma se sono io ad iniziare a parlare allora non ci sono problemi via liscio come l’olio. Altra situazione tipo è quando qualcuno mi viene presentato, uomo o donna che sia, in questo caso è un terno al lotto. La timidezza si può presentare in fase devastante od essere completamente assente. Per quanto riguarda le ragazze non c’è proprio speranza, la fase dell’approccio è nulla, non ci provo nemmeno. Non si tratta di paura del “NO” è che non so proprio cosa dire. L’unica speranza di conoscerne una è che mi venga presentata. Ma qui rientriamo nel campo precedente. Ci sono, però, periodi in cui la mia timidezza scompare del tutto, purtroppo però sono sempre più rari. A tutto questo oramai sono abituato, ma la cosa che veramente mi spaventa è il peggioramento degli ultimi due anni. Tutto è iniziato con l’interruzione dell’unico rapporto “serio” e duraturo della mia vita (un anno e mezzo). Era una ragazza bellissima e dolcissima, ma troppo diversa da me.Praticamente litigavamo ogni giorno più volte al giorno. Ci siamo lasciati ed ho tirato un enorme sospiro di sollievo.Ma ancora non sapevo cosa mi sarebbe capitato….. Da allora non ho più pensato a lei come un rimpianto, non tornerei mai indietro!!!Purtroppo però dopo di lei le cose sono peggiorate. Non mi fido più! Mi creo ventimila problemi, appena vedo un difetto che mi ricordi alla lontana quelli della mia ex, blocco tutto ed evito di andare avanti. per fortuna li noto quasi subito( almeno questo evita che la ragazza ne possa risentire), ma sfortunatamente questo blocca ogni possibilità di scoprire i tantissimi pregi che questa potrebbe avere. La cosa grave è che il mio “fiuto” si sta “raffinando” sempre più. Vedo i difetti ancor prima che la persona in questiona possa avere anche il minimo sospetto di un mio interessamento. Altro punto è l’aver perso la stima nei miei confronti, quando mi trovo in compagnia mi sento noioso e poco interessante, non riesco ad essere più il “trascinatore” di un tempo. Anche il socializzare è diventato più difficile. Sebbene tutti mi reputino simpatico, mi sento quasi sempre fuori luogo. E poi non ne posso più di sentirmi triste! Una volta mi sentivo spiritoso e serio, divertente e interessante, mi accorgevo che le persone stavano bene con me, Ho 27 anni e sono un bravissimo ragazzo, sincero sopra ogni cosa e tutti sanno che su di me ci si può veramente contare.La mia parola è legge per me. Ma ora non riesco più a sopportarlo. Ogni volta che qualcuno mi dice che sono “un bravo ragazzo” mi si accappona la pelle. Mi sembra che tutti si aspettino qualcosa da me, ma io sento di non poter far conto su nessuno, beh quasi nessuno! Altra cosa che mi irrita è sentirmi fare i complimenti. Dicono che io sia un ragazzo molto bello e affascinante. Tutte si domandano come mai non riesca a trovare una ragazza,”Sei così bello, dolce, bravo”, dicono!, ma se dovessi provare a chiedere anche solo un appuntamento( a quelle ragazze che non hanno evidenziato quei famosi difetti di cui sopra), beh, allora ci sono ventimila problemi!!!
Spero lei possa darmi qualche consiglio…GRAZIE In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente
Marco

Caro Marco,
Grazie anzitutto della sua lunga lettera, che spiega bene i suoi vissuti, le sue emozioni e tenta di analizzare i suoi stati d’animo passati e presenti, mettendoli in relazione.
Chiaramente il mezzo che utilizziamo è piuttosto limitato e quindi non possiamo, come se stessimo facendo una vera psicoterapia, analizzare ogni cosa che lei ha raccontato nei dettagli, per cercare di comprendere meglio l’argomento e trovarvi delle soluzioni. Le risponderò allora dicendole le prime considerazioni che la sua lettera ha destato in me. Anzitutto il discorso del ‘fiuto’: da quando la fifa si chiama fiuto?
Lei ha paura di fallire, di perdere la partita, e quindi trova tutte le scuse del mondo per non giocare. Non giocando però, lei va sempre più fuori allenamento ed il solo pensiero di dover per forza ‘giocare’ le fa sempre più paura. E’ un circolo vizioso. E’ la profezia che si autorealizza, come si dice in psicologia. Dunque, per prima cosa occorre rompere questo circolo vizioso. Cerchi di non pensare ai difetti delle ragazze che incontra, e ricominci a ‘provarci’, perché avere una storia non significa fare una scelta di vita. Quanto alla sua timidezza, è ovvio che essa diminuisce quando lei sente di poter gestire la situazione e aumenta quando invece si trova a vivere situazioni inattese ed imprevedibili: in questo caso infatti, sente di non poter affidarsi al suo consueto ‘copione’ e dunque sbanda.
La soluzione potrebbe allora essere quella di addestrarsi meglio alle situazioni sociali, arricchendo sia il numero che la qualità dei suoi copioni. Cosa dire quando le presentano una ragazza? Memorizzi quattro cinque battute e poi le provi davanti allo specchio. Cerchi di prevedere anche le eventuali risposte di lei e si prepari ulteriori brevi discorsi.
Come diciamo spesso nella Clinica della Timidezza, molto spesso questo senso di frustrazione che chiamiamo timidezza, altro non è che totale mancanza di abilità sociali. Le abilità sociali però si possono apprendere, ci si può molto migliorare, specialmente incontrando la gente, ascoltando cosa dicono gli altri, memorizzandolo, sperimentandolo e facendo di ogni occasione un campo di allenamento per il futuro.
Coraggio!
Dott. Walter La Gatta

IPOCONDRIA E TIMIDEZZA

Leggo con piacere quanto gli esperti rispondono circa i “problemi” che i lettori denunciano, per cui vorrei chiedere un parere anch’io sperando che sia attinente. Io sono un ragazzo timido, ho 35 anni, e credo di controllare bene la mia timidezza riuscendo ad avere rapporti sia sessuali che di interscambio soddisfacenti con le donne con cui vengo a contatto. Si ogni tanto mi succede di sentirmi un poco inadatto ed a disagio ma penso nei limiti della normalità. Ciò che mi preoccupa è altra cosa: mi succede di sentirmi addosso disagi o malattie dei quali sento solo parlare o leggo. La cosa mi preoccupa perché a causa di questo problema vivo situazioni di vera angoscia per cose in realtà inesistenti.
Per esempio se leggo di persone che hanno problemi di erezione o cose del genere vivo il successivo rapporto sessuale con una donna come se dovesse succedere lo stesso a me da un momento all’altro. La cosa mi crea una situazione di ansia che fa si che io non sia me stesso e provi sensazioni di intensa preoccupazione. Lo stesso se sento qualcuno che ha una qualche malattia, dal successivo secondo credo di essere affetto da quella stessa malattia. Ciò e cosa mi succede, certo non molto spesso, ma succede; è possibile avere un consiglio su come tenere a bada la mia ipocondria ed a quale specialisti rivolgermi per avere un aiuto concreto. GRAZIE
Teseo

Caro Teseo,
L’ipocondria è una delle fobie più frequenti, insieme alla claustrofobia e all’agorafobia. Chi ne soffre vive nel costante terrore di essere malato o di poter contrarre delle malattie. E’ ovvio che questo genere di paure riguardi un po’ tutti noi, perché a nessuno piace sapere di essere ammalato o temere di diventarlo. Ciò che però contraddistingue il soggetto veramente fobico è l’ossessività del pensiero, che non è solo occasionale, come capita a lei, ma è continua, martellante: gli impedisce una normale vita di relazione, gli impedisce di lavorare, di dormire, di mangiare… Un soggetto ipocondriaco si alza la mattina e comincia subito a ‘sentire’ i suoi sintomi (se ha avuto la fortuna di dormire bene e di non averli sentiti anche di notte), e trascorre la sua giornata passando da un dottore all’altro, da un appuntamento per una radiografia ad una analisi del sangue e via dicendo. Se un medico gli dice che non ha niente, invece di rassicurarsi lui si sente ancor più frustrato, perché pensa di aver scelto una persona incompetente e dunque chiede ulteriori consulti, si fa prescrivere ulteriori esami, arrivando anche ad obbligare i suoi medici a farlo sottoporre ad interventi chirurgici del tutto inutili. Paradossalmente, quando arriva una malattia ‘vera’, si sente finalmente rassicurato perché finalmente ha scoperto da dove vengono i suoi sintomi…Tutto ciò premesso, non mi sembra si possa dire che lei sia un ipocondriaco ‘grave’, per cui il consiglio che le posso dare è di imparare a sfruttare questa sua fantastica capacità di autoconvincimento in positivo: cerchi di nutrire i suoi occhi ed il suo cervello solo di situazioni sane e serene e vedrà che, con un certo impegno ed una certa costanza, quello che oggi lei considera un suo difetto diventerà uno dei suoi migliori punti di forza.Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti

UN FENOMENO ‘CALDO’

Buonasera! Sono un ragazzo di 35 anni con il problema delle vampate di calore e rossore al viso! Ultimamente ho notato un aumento di questo fenomeno perdendo tante volte credibilità. Potete darmi un consiglio su cosa poter prendere per provare a riprendere fiducia in me stesso eliminando quella timidezza,quella paura di arrossire?ho sentito parlare di zenzero o è meglio provare con i medicinali? Non è solamente un digestivo contro la nausea?quali altre proprietà ha?Aspettando un vostro consiglio porgo i miei sinceri auguri di buone feste.grazie anticipatamente.Marco

Caro Marco,
Non mi intendo di prodotti di erboristeria, ma In ogni caso non credo che lo zenzero, o chissà quale altro rimedio naturale, possa aiutarla a risolvere il suo problema. La soluzione infatti sta solo nel fatto di imparare ad essere più positivi verso sé stessi, perdonandosi le leggere imperfezioni, cercando di farsi coraggio nei momenti di difficoltà, volendosi ugualmente bene, anche quando ci si sente sconfitti. Perché quando arrossisce pensa di perdere la credibilità? Ci pensi bene: in che cosa la sua dignità, la sua persona, viene offesa da questo fenomeno? E poi guardi, la maggior parte dei suoi interlocutori non sono dei superman… Sono delle persone impaurite quanto lei dal contatto sociale: se non diventano rossi in continuazione è perché hanno imparato a non lasciarsi travolgere dall’ansia e a non lasciarsi condizionare dal giudizio altrui.
Creda di più in sé stesso e cerchi di rilassarsi quando si sente ‘in crisi’ con pensieri positivi del tipo ‘sono perfettamente calmo e rilassato’; ‘mi sento a mio agio con me stesso e con il mondo’; ‘sono contento di esistere e questo momento me lo voglio godere fino in fondo’ ecc. Con i migliori auguri.
Dott. Walter La Gatta

SONO UNA DONNA RASSEGNATA

Sono una ragazza o per meglio una donna di 31 anni con il problema timidezza da una vita. Posso dire di essermi rassegnata a questa situazione che mi porta seri disagi nei vari campi . La mia famiglia ed il mio compagno non credo si rendano conto che questo stato mi costa parecchio ed a volte non
considerano, in certe situazioni il senso di panico che mi prende pensandolo esagerato e controllabile. Non vorrei esagerare nemmeno io ma credetemi in quei momenti ho come un blocco e non riesco a fare più di tanto. Me ne vergogno un pò ma non so cosa fare. Un esempio può essere il non riuscire
ad entrare in un negozio per comprare banali cose o non riuscire a cambiare lavoro perchè mi vergogno a presentarmi. E’ un’agonia!!!
Ragazza 31

Cara Ragazza 31 (perché rinunciare ad esserlo?), purtroppo chi non soffre del suo stesso problema è destinato a non capire fino in fondo quanto sia doloroso. Deve perciò trovare in lei, magari con il sostegno di uno psicologo, le risorse per convivere con la sua timidezza.
Ho detto convivere e non guarire, perché la timidezza non è una malattia, bensì un tratto della personalità al quale dobbiamo abituarci, per controllarla e perché non condizioni troppo la vita. La paura ed il blocco che la coglie sulla soglia di un negozio, e che limita pesantemente la sua vita relazionale, possono essere superati con delle opportune strategie dette di desensibilizzazione, che la abitueranno appunto a convivere con la sua timidezza e farne, chissà, uno dei suoi tratti più interessanti: in fondo, si teme ciò che non si conosce, ma quando avrà imparato a riconoscere i suoi comportamenti di persona timida, questo può diventare uno dei suoi punti di forza.
Cordiali saluti
Dott. Walter La Gatta

SONO IN PRIGIONE…

Salve , mi unisco anch’io a quanti vi fanno i complimenti per questo sito , lo trovo interessante . Io sono un ragazzo di 28 anni e come potete immaginare ho il problema della timidezza . A volte penso che questo dipenda dal mio aspetto fisico , perché sono un po’ piccolino ( sono alto 162 cm e sono magrolino , inoltre porto gli occhiali ) , l’anno scorso inoltre mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico per correggere le orecchie ” a ventola ” cosiddette . Ma ora il mio problema rimane inalterato , ho letto dei libri sulla timidezza ed ora mi informo anche su internet e mi sembra di capire che il problema non sia tanto nell’aspetto fisico ma altrove , nel carattere . Vorrei sapere quali consigli potete darmi perché effettivamente trovo questa condizione come una vera e propria ” prigione ” che mi ” limita nei miei diritti di esprimere i pensieri ed i desideri e di far valere le mie ragioni ” , ( trovo che queste parole con cui ho trovato definiti alcuni sintomi della timidezza siano quanto mai azzeccate ) . Mi accorgo di tale limitazione ( autolimitazione ) soprattutto per contrasto , quando mi trovo a confronto ad es sul lavoro con altri colleghi dal carattere spavaldo e disinvolto ( e …che non sono certo tanto belli ) , mentre io mi sento legato . Inoltre questo problema che si trascina ovviamente si ripercuote sulla possibilità di rapportarsi con l’altro sesso limitandola , cosa posso fare Grazie Roberto

Caro Roberto,
Sei già sulla buona strada. Probabilmente se non avessi fatto quell’intervento alle orecchie non ti saresti reso conto fino in fondo che le cause della timidezza non sono nell’aspetto estetico. Anche la statura, certo può influire nel farti sentire ‘inferiore’ o ‘in prigione’, come dici tu, ma ti ricordo che nella storia esistono personaggi che hanno saputo imporsi agli altri con grande forza, malgrado la statura… Uno per tutti è Napoleone, ma non è necessario andare tanto in là nel tempo e nei luoghi. Guarda tu alla politica italiana…Dunque, per cercare di uscire dalla tua prigione devi concentrarti sul carattere, il che non è cosa da poco, ma è comunque un punto di partenza.
In questo sito troverai diversi spunti di riflessione per l’automiglioramento: cerca di metterli in pratica ponendoti dei traguardi semplici, ma progressivi e sii costante nel tuo impegno di autopotenziamento della personalità.
Ciao e stai bene!
Dott. Walter La Gatta

FALLIMENTI A VALANGA

Sono un ragazzo di 30 anni e da sempre ho avuto difficoltà enormi ad instaurare rapporti con le ragazze; in realtà non ne ho mai capito il motivo.
Fisicamente sono a posto, ho un buon lavoro, qualche amico, credo di essere sufficientemente simpatico, mi pare anche di essere sufficientemente intelligente per la maggior parte delle cose, l’ unica cosa e’ che sono un po’ timido (ma non esageratamente), e in passato ho avuto il disturbo ossessivo compulsivo (ma non credo che c’ entri, anche perché e’ guarito).
Ho avuto una ragazza per un anno (ma niente sesso xche’ non voleva), e poi altre due, trovate grazie ad un annuncio, ma sono state relazioni di sole due settimane.
I fallimenti si susseguono a valanga, faccio corsi di ballo, poi vado in discoteca, ballo con qualche ragazza, ma oltre a questo non succede mai niente, non si sviluppa neanche un amicizia.
Ho provato in centinaia di modi, fare sport, frequentare locali, etc., ma il risultato non cambia e io mi sono davvero rotto.
Una cosa che ho notato, una volta, con due ragazze differenti con cui scambiavo SMS , e’ che io dicevo una cosa, e loro ne capivano un altra, qualunque cosa dicessi; sembrava davvero che stessi parlando arabo! E si che dicevo le cose a chiare lettere. E anche quando loro parlavano io intendevo ciò che non avevano detto. Inspiegabile, anche perché non mi sembra di avere mai avuto problemi di dizione.
Grazie per la risposta.
Marco

Caro Marco,
Lascia perdere la dizione… Sicuramente non è questo il problema! Non mi sembra che tu sia un vero fallimento con le ragazze, ne hai avuta una per un anno, il che non è poco; se poi non ci hai fatto sesso non dipende da te ed in ogni caso questo nulla toglie al fatto che una ragazza ha provato interesse per te per un anno intero, occupando il suo tempo con te, pensandoti, forse volendoti bene.
Piuttosto che considerare i ‘fallimenti a valanga’ con persone che hai incontrato in modo occasionale e che forse non erano interessate a te, cerca di partire dai tuoi successi personali e comincia intanto a dare la giusta importanza a questa relazione passata.
Fai benissimo a fare corsi di ballo, a fare sport, a frequentare locali: non lo fare però perché cerchi una ragazza, fallo per te. Devi cercare di migliorarti, di avere esperienze di cui poter parlare ed interessare gli altri. Concentrati su questo training personale di automiglioramento, leggi, viaggia, frequenta gli altri, vai da uno psicologo, insomma: interessati di te. Questo è l’unico modo per suscitare interesse anche negli altri.
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta

AEROFAGIA
Salve, sono una ragazza di 17anni e il mio problema e’ l’aerofagia…..Questo problema si manifesta quando sto con la gente, ci sono certi giorni che a scuola me la vedo davvero brutta, ma con i miei genitori non succede.Potrei dire che sto meglio quando ho lo stimolo di andare a fare pipi’, per questo la mattina bevo molto. Credo che questa sia una fobia sociale. Ormai sono quasi 3 anni che ho questo problema ma i miei genitori non sanno nulla. Ho provato a parlarne ma……e’ davvero difficile!! Il fatto e’ che ci sono dei problemi in famiglia e non vorrei aggiungermi io……Chissà come reagirebbero….Ogni mattina prima di andare a scuola bevo camomilla, e mi aiuta abbastanza. Qualche mese fa sono andata da uno psicologo che mi ha consigliato di fare terapia di gruppo. Io ho tanta paura, ci sono tante cose che vorrei fare ma che in queste condizioni non posso fare…..Vorrei riprendere ad andare a danza, vorrei avere un ragazzo e condurre una vita come la maggior parte delle mie coetanee ma……non posso. Da sola non posso superare il problema, per questo fra 2 settimane avrò a scuola un colloquio con una psicologa, sperando che sia del mio paese. Io sono molto timida, non esco quasi mai con le amiche ma mi piacerebbe tanto farlo, uscire con loro, andare in pizzeria, al cinema……Spero che lei mi potrà dare qualche buon consiglio. La ringrazio e saluto cordialmente. 17ENNE

Cara diciassettenne,
L’aerofagia, lo diciamo per chi non lo sa, dipende da un’enorme ingestione d’aria nello stomaco, che produce sensazioni di gonfiore ed alterazioni nella deglutizione. Le conseguenze sono inappetenza, senso di oppressione, eruttazioni. Certamente è una malattia ‘psicosomatica’, nel senso che colpisce il corpo, ma è originata dalla psiche.
Credo che lei abbia scelto di fare la cosa migliore, ovvero parlarne con una psicologa, anche se non deve certo aspettarsi che il problema si risolva in una seduta.
A mio parere ciò di cui lei ha assoluto bisogno è apprendere una tecnica di rilassamento, come il training autogeno, che le consentirà di imparare ad ‘ascoltare’ il suo corpo e a regolarlo, anche nei momenti di difficoltà.Nel frattempo, io le consiglierei di riprendere immediatamente la sua vita sociale, anche a costo di farsi aiutare da psicofarmaci (ne parli, ovviamente, col suo medico, non si curi da sola!), che possono limitarle la sintomatologia. L’obiettivo deve essere quello di tornare a fare una vita normale e poi, gradualmente, attraverso il training autogeno ed una psicoterapia mirata, liberarsi dei farmaci e… guarire! Auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti

UNO SPICCATO SENSO DELL’UMORISMO

Sono un ragazzo di 22 anni, di bell’aspetto e con uno spiccato senso dell’umorismo… nella vita mi reputo una persona sicura, ma il mio problema è un po’ in contrasto con questo aspetto. io, non ho nessun problema a parlare con persone a me sconosciute, la mia timidezza si mette in moto solo quando devo “andare a conoscere una ragazza”, il tipico approccio da discoteca, e questo in qualche modo limita alcuni momenti della mia vita… provate a consigliarmi… grazie…
Simpaticone

Caro Simpaticone,
Anzitutto ricordiamo che lei ci ha inviato una mail completamente nera, che avremmo cestinato, se non avessimo pensato a cambiare colore ai caratteri… E’ un’altra espressione del suo senso dell’umorismo ?Oppure è una forma di negazione, come meccanismo di difesa, perché ha sentito la sua autostima crollare, per il semplice averci chiesto un consiglio?Posso sbagliarmi, perché non la conosco e non posso certo valutare un caso da poche righe, ma la mia sensazione personale è che lei sia un tipo molto difeso, addirittura corazzato, nei confronti del mondo esterno. A mio parere lei non risolverà questo suo problema fino a che non cercherà di essere più sincero con sé stesso e non vorrà guardare in faccia le sue fragilità. Cari saluti e auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti

SONO OMOSESSUALE?

Salve, innanzitutto volevo fare i complimenti per il sito, che trovo interessantissimo…
Veniamo al problema… sono un ragazzo di 17 anni, timidissimo, sempre deriso da tutti e sempre preso in giro… con il fatto, già da piccolo, che ero chiamato da tutti omosessuale.
Cresciuto in un ambiente femminile, ripeti un giorno, ripeti due giorni sempre la stessa cosa che mi faceva tremendamente soffrire, forse mi sono autoconvinto di ciò e provo quindi attrazione per ragazzi del mio stesso sesso…
però, contemporaneamente, l’idea di avere un rapporto sessuale con un uomo mi ripugna, non è quello che voglio… quello che vorrei è avere una ragazza dolce, carina, che mi capisca e che mi comprenda… però poche volte riesco ad eccitarmi davanti un corpo femminile, ed è inutile dire che non ho mai avuto rapporti sessuali.
Vedere miei compagni di classe che escono, hanno la ragazza, iniziano ad avere i loro primi rapporti, mi fa tremendamente soffrire: perché loro si ed io no? In fondo non sono tanto brutto, è solo quel “qualche cosa” che mi spinge a preferire, per le mie masturbazioni, i ragazzi…
Allora mi chiedo: sono omosessuale o no? Anche se lo fossi, non credo di riuscire ad accettare serenamente la condizione, e vorrei chiedere se esiste qualche metodo per controllare la sessualità ed indirizzarla verso persone del sesso opposto, che è quello che preferisco e voglio.
Grazie 17enne

Caro 17enne,
Durante l’adolescenza è abbastanza frequente, e dunque normale, avere dei dubbi sulla propria sessualità e farsi le domande che lei si fa. L’identità sessuale infatti si costruisce pian piano e c’è chi arriva prima a trovare un suo equilibrio, chi dopo, come nel suo caso. La sua lettera mi fa pensare due cose: la prima, che lei sia particolarmente influenzabile. Potrebbe infatti semplicemente essere che lei, avendo vissuto in un ambiente prettamente femminile, abbia acquisito modi, atteggiamenti ed interessi del sesso opposto, che le danno un modo di fare poco virile, ma non per questo deve pensare di essere omosessuale. La stessa influenzabilità la riscontro infatti nell’accettare e nell’adeguarsi, senza capacità di critica, a ciò che gli altri pensano di lei, ma di cui lei stesso non si sente convinto.
Se lei è omosessuale infatti, non c’è niente di male, ma se lei lo diventa per adeguarsi all’immagine che altri si sono fatti di lei… Allora il problema è grosso e richiede l’intervento di uno psicologo.
La seconda cosa che volevo farle osservare è che nella sessualità non c’è mai una linea di demarcazione molto netta e che, come già osservavano Freud e Jung, in tutti gli esseri umani c’è una forma di bisessualità latente, che nella maggior parte dei casi (legga pure ‘normalità’ , come funzione della frequenza) non arriva ad esprimersi compiutamente, ma che in molti soggetti può provocare attrazioni e fantasie omosessuali, specialmente in periodo adolescenziale, che non necessariamente determinano poi un’identità omosessuale.Ciò che le consiglio dunque è di fare del tutto per cercarsi attivamente una ragazza, in modo da sperimentarsi in quel ruolo e vedere se è questo quello che veramente vuole, ma soprattutto, quello che ci vuole per lei è imparare a pensare con la sua testa… Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

TRICOTILLOMANIA

Soffro da circa 11 anni di tricotillomania e non riesco a venirne fuori da sola. Questo fatto mi fa stare molto male, ma non conosco specialisti esperti di questa malattia che mi possano aiutare.
Mi potete aiutare con un vostro consiglio a riguardo?
Grazie
Ida

Cara Ida,
La tricotillomania (abitudine di staccarsi i capelli, le ciglia, le sopracciglia come una sorta di passatempo del quale non si riesce a fare a meno) è un’espressione di ansia, come mangiarsi le unghie, giocare continuamente con gli anelli ecc. In questo caso l’aggressività si rivolge più verso sé stessi, aggredendo il proprio corpo, che verso il mondo esterno o gli oggetti.
Non esistono degli specialisti in materia, sarebbe come cercare lo specialista dell’influenza in medicina… Lei ha bisogno semplicemente di uno psicologo che la aiuti a ritrovare il rispetto di sé stessa (anche da un punto di vista fisico) e che le insegni a placare i suoi stati ansiosi.
Dott.ssa Proietti, Ancona

VALGO MENO DEGLI ALTRI

Salve! Mi kiamo Federica ho 20 anni e avrei bisogno di un aiuto.
Sono molto nervosa e questo nervosismo perpetuo penso sia dovuto ad un mio profondo senso di insicurezza e inadeguatezza. Penso sempre di valere di meno degli altri dai quali mi faccio mettere spesso i piedi in testa e non sono in grado di far valere i miei diritti.
Non riesco quindi a stare serena nelle cose che faccio, perkè non stando a mio agio con me stessa non riesco a starci nemmeno con gli altri.
Spesso sono molto aggressiva, e ciò è l’unica maniera che conosco per difendermi. Infatti alcune persone mi vedono forte fuori, quando in realtà dentro sono debolissima.
Sono molto suscettibile a tutto e piuttosto sottomessa al parere degli altri. Non sono brava a valutarmi con i miei occhi senza cadere nel negativo.
Inoltre vivo di confronti. Mi confronto con gli altri e se mi trovo “migliore” (ke poi nessuno è meglio di nessuno ) sono molto euforica, ma mi sento strana (x’ è come se stessi sbagliando tutto) invece se esco dal confronto sconfitta inizio a deprimermi in una maniera assurda. Sono stanca. Ho avuto una storia di due anni con un ragazzo, alla fine della quale sono stata malissimo, non ho più studiato, tutto aveva perso interesse (anke se in fondo prima mi interessava solo lui) e ho avuto un sacco di problemi col cibo.
In un anno sono molto ingrassata e più ingrassavo più non riuscivo a controllare le abbuffate. Quasi sempre mangiavo di nascosto perkè mi vergognavo quasi perdendo la stessa percezione di ciò ke ingurgitavo, ma non ho mai vomitato. Ora sto molto meglio. Sto in cura da un dietologo , sono quasi arrivata al mio peso forma e non mi abboffo più, anke se a volte in momenti di nervosismo ho lo stimolo a mangiare, riesco comunque a fermarmi, ho però un altro problema.
Mi sto fondendo il cervello nella”mondanità” se così si può dire. Non rinuncerei mai ad una serata molto bella, in cui farmi vedere, spendendo spesso molto più di quanto mi possa permettere e talvolta intessendo amicizie di pura convenienza per frequentare i posti più belli e alla moda.
A volte preferisco anche mollare lo studio per andare a fare un giro nei localini più in vista. Ho paura di restare sola, ho paura di non essere voluta bene. ho paura di non essere accetta. In poke parola (scusate il termine) ho paura di fare schifo. Forse sono solo una ragazza viziata che non sa cosa significa lottare per avere le cose e che piange non appena trova una difficoltà. forse anche questo. Non nego niente,metto tutto in conto.
Sono anche una persona che non ha una vera e propria passione e che si annoia spesso delle cose. All’ inizio di una qualsiasi attività mi applico molto e starei tantissimo tempo ad impegnarmi per essa, ma poi è difficile ke una cosa mi prenda a lungo. Mi annoio molto facilmente. Sono una pigrona. Faccio le cose a fatica e a volte avrei voglia di rimanermene chiusa in casa e non vedere nessuno. Perkè mi stanco di dover essere simpatica, tutta a posto, carina ecc. ecc.
Vorrei però riuscire a superare questo disagio. e vorrei riuscirci senza l’aiuto di un “fidanzato” perkè sono rimasta profondamente delusa dall’altro sesso, e non credo più nei ragazzi. Sono un caso tragico?????????? Forse sto solo esagerando il tutto, ma avrei bisogni del vostro aiuto per comprenderlo. Vi ringrazio in anticipo per il tempo che mi dedicherete. spero di avere presto una vostra risposta. federica

Cara Federica,
Lei non ha bisogno dell’aiuto di un fidanzato, ma di uno psicologo. Infatti lei è una ragazza intelligente, che probabilmente con poche sedute potrebbe riuscire a vincere adeguatamente le sue ansie. Tra queste c’è sicuramente l’ossessione del confronto; lei è una di quelle persone che non vuole arrivare seconda a nessuno; non vincere per lei significa perdere. Non arrivare prima è un’ipotesi che lei non sa e non vuole neanche prendere in considerazione. Per questo cerca tutte le scorciatoie possibili per raggiungere i suoi traguardi e tutto questo spesso si trova a farlo anche contro i suoi gusti, la sua intelligenza, la sua sensibilità. Da qui lo stress ed i disturbi alimentari.
Per fare una metafora, il lavoro che lei deve fare su sé stessa è quello di imparare a navigare nel mare della vita affrontando sia le alte che le basse maree. E se, durante il viaggio, la nave perde momentaneamente la rotta, a cosa può servire farla a pezzi?
La saluto cordialmente.
Dott. Walter La Gatta

TIMIDEZZA INFANTILE

Ho una bambina di 6 anni che ha iniziato la prima elementare.Sin da piccola ha sempre mostrato segni di evidente timidezza ma pensavo che la situazione migliorasse col tempo.Al colloquio con le maestre è venuto fuori che lei è una bambina intelligente veloce nell’apprendimento ,ma molto timida e insicura ovvero non riesce a conversare in gruppo ,se la maestra le fa una domanda in classe davanti ai suoi compagni lei si rifiuta di rispondere non partecipa e si chiude in se stessa.
Da premettere che a casa si comporta in maniera naturale anzi è molto autoritaria nei confronti di tutti e aggressiva.Mi hanno anche detto che lei vive in simbiosi sempre con qualche compagna e non riesce mai a fare qualsiasi attività,da sola.Sono un po’ preoccupata per questi suoi comportamenti e non so come comportarmi.Io gli ho solo detto che le maestre sarebbero più contente se lei partecipasse di più e che ragionasse con la propria testa ma che comunque deve fare come vuole.

Filippa
Cara Filippa,

Ciò che lei ha detto a sua figlia in pratica suona così: gli altri si aspettano da te questo e quell’altro, io capisco le tue difficoltà, per cui, per quanto mi riguarda tu fai pure come ti pare. Un discorso del genere non aiuta sua figlia: semmai aiuta lei, che attraverso sua figlia rivive probabilmente alcuni aspetti di un suo passato di timidezza. Ammesso dunque che sua figlia sia timida per motivi genetici, la prima cosa da fare è far capire alle maestre che si esce da determinate insicurezze solo attraverso una crescita personale ed una accettazione di sé stessi, che non può esserci a comando, ma solo attraverso un lungo training. Ciò che dovete fare non è raccontare alla bambina cosa dicono di lei le insegnanti, ma cercare di rassicurarla, di rinforzarla, ogni volta che porta a casa un risultato positivo, che può essere anche quello, apparentemente banale, di aver avuto il coraggio di alzare la mano e di dare una risposta. Un’altra cosa da fare è evitare che la bambina cresca in una famiglia blindata, chiusa, senza contatti sociali. Se voi genitori siete timidi, fate uno sforzo su voi stessi e consentite alla vostra bambina di frequentare, insieme a voi, degli amici che abbiano dei figli. Aprite insomma la vostra casa agli altri e nel frattempo, evitate di pronunciare la parola ‘timidezza’ davanti a vostra figlia. Fatele piuttosto i complimenti, anche davanti agli altri, per tutte le cose in cui riesce bene. Quanto alla tirannide casalinga, è una cosa abbastanza consueta. In famiglia la bambina si sente sicura di sé e tende quindi a cercare delle conferme per far sopire le sue ansie. Meno sarà tesa quando sarà con gli altri, più malleabile si farà in famiglia. Su questo sito troverete inoltre tanti altri consigli. Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti

SONO TROPPO FRAGILE

Ho 22 anni, da due sono fidanzata con un ragazzo un po’ più grande di me di cui sono innamoratissima. E’ la mia prima storia importante, spero anche l’ultima perché non avevo mai conosciuto una persona tanto bella, con cui ci fosse una tale affinità, infatti parliamo spesso di sposarci -quando terminerò gli studi- Inizialmente ero abbastanza sicura di me stessa, eravamo felicissimi, ma dopo qualche mese ho iniziato ad essere gelosa, troppo, sto perdendo il controllo… ho fiducia in lui, so che non mi tradirebbe mai ma non sopporto che possa preferire un’altra a me. Non sono più uscita con le mie amiche perché mi sembravano più belle o più simpatiche di me e avevo paura che potessero piacergli. Sono troppo fragile, mi viene sempre da piangere per tutto, mi sento troppo poco per potergli piacere veramente: è così intelligente, bello, simpatico,,, Vorrei tanto tornare ad essere la ragazza spensierata di un tempo, poter ridere e scherzare col mio ragazzo anziché accusarlo di continuo di cose di cui non ha colpa.
Lili
Cara Lili

Le nostre nonne dicevano una frase molto saggia: ‘meglio essere invidiati che compatiti’… Ora, se lei ha un fidanzato bello, simpatico e intelligente, sarà sempre meglio che averne uno brutto, antipatico e stupido, non le pare? E’ vero che questo stato di grazia le procura ansie ed insicurezze, ma insomma, mi sembra eccessivo lamentarsi per la troppa fortuna !!! Lei prima di tutto dovrebbe pensare che se il suo ragazzo ha tutte queste qualità, evidentemente deve trovare in lei delle cose che gli piacciono altrettanto, altrimenti perché non andare con le sue amiche, che sono più belle e più simpatiche di lei? E’ un tipo votato al martirio? E se lei è sicura, come dice, che lui non la tradirebbe mai, perché si è isolata dal mondo? Sa che cosa penso? Che lei è molto in ansia, ma non certo per il suo fidanzato, che è solo una preoccupazione ‘di copertura’… Quale è il suo vero problema? Saluti e auguri.

Dott. Walter La Gatta

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