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Archivio Storico 3 | Posta

Archivio Storico della Consulenza online Clinica della Timidezza, dal 2002 al 2011- Posta n. 3


NON SO QUALE E’ IL PROBLEMA

Mi chiamo Giovanni ho 23 anni e non so di preciso quale sia la causa del mio problema:Spesso sono molto timido in alcuni casi mentre in altri sono tranquillo e rilassato.
Innanzitutto devo dire che la mia vita sociale è quasi zero se non fosse che per un gruppetto di pochi amici abbastanza fidati con i quali li incontro quasi tutte le sere. Ma con ciò non voglio dire che conosca solo quelle persone, ho conosciuto tante altre persone ma purtroppo non mi metto in condizione di frequentarle; infatti spesso rimango chiuso in casa per quasi tutta la giornata ( tranne per la serata dove vado ad incontrare i mei amici descritti prima ), e se non devo fare qualcosa che non posso posticipare rimango volentieri a casa.( per esempio non frequento mai l’università non esco mai la mattina per farmi una passeggiata etc etc. )
Spesso mi sento a disagio a frequentare nuove compagnie e non riesco mai a rompere il cosiddetto ghiaccio se non con l’aiuto di qualche amico ( se non ho una cosiddetta “spalla” non ci riesco proprio e rimango spesso o all’angolo della conversazione o sparo una battuta piu o meno divertente o sarcastica che sia e poi finisce li )Poi una cosa che mi irrita parecchio sono le critiche ingiustificate e le considerazioni soggettive sulla mia persona che fanno gli altri, mi spiego: all’inizio mi accorgo che per loro sono una persona interessante e sono preso in considerazione e dopo appena si accorgono del mio carattere timido ed introverso mi accorgo di essere quasi escluso una persona da frequentare solo perché quasi fai pena o perché sfrutti determinati favori( lo so sto un po troppo esagerando ma qualke volta è proprio così ). Per il resto quando sono in giornata riesco ad essere molto simpatico e riesco a stare bene in compagnia; però appena c’è qualke persona che non mi piace nel suo modo di comportarsi o sto di umore basso quasi mi blocco e mi alieno dalla conversazione.
Altro problema “madornale” è quello che ho con le ragazze.Alla domanda quante ragazze conosci direi “pochissime” ( molto vicino a zero per intenderci); e alla domanda seguente di con quante di queste ragazze hai avuto una relazione intima direi con assoluta certezza “ZERO”!
Non è che abbia avuto richieste a riguardo ( nel senso di ragazze interessate ) ma ho sempre cercato di avere cmq un buon rapporto amichevole ( che poi come ho detto precedentemente li perdo perchè praticamente non mi faccio ne vedere ne sentire e alla fine non mi calcolano proprio piu perchè deluse dal mio comportamento, a volte addirittura non riesco neanche a salutarle quando le incontro per strada da una parte all’altra )Per quanto riguarda l’approccio con nuove ragazze questo mi viene davvero molto difficile quando esco con gli amici o andando in qualche locale non riesco mai a rompere il ghiaccio e spesso sapendo ciò non ci provo neanche o mi creo mille problemi e alla fine non ne conosco nessuna! Raramente conosco qualcuna tramite presentazione dei miei amici ma spesso e volentieri mi ritrovo sempre nella situazione di prima: alienato in tutto e per tutto e a volte quasi mai calcolato o preso in considerazione tale da non essere nemmeno salutato. So gia di esperienza che la maggior parte delle ragazze che conosco mi considerano un tipo forse anche simpatico ma in genere serio, che non rido mai, asociale ed introverso, e quindi e come quando ti stampano addosso queste “etichette” considerazioni e praticamente non ne riesco piu a staccarle e non mi danno neanche il tempo necessario per dimostrare il contrario passando così per un ragazzo di quel tipo.Ma non è cosi come vedono: anche io sono ragazzo che vuole divertirsi e stare in compagnia, so di essere spiritoso ed allegro quando sto di buona vena anche se non accenno un sorriso significa che cmq non mi sto annoiando o che sia poco interessato a quello che sta accadendo intorno a me! Si lo so che dovrei fare io qualche volta la prima mossa ma non ci riesco! Mi inibisce soprattutto il fatto che non riesco a capire se quella ragazza che mi piace abbia delle simpatie per me per arrivare ad una amicizia o qualcosa di più: Fino ad adesso ho sempre cercato di aspettare di avere prima qualche segnale come ad esempio uno sguardo o una parola dolce etc etc., ma stranamente o sono io che non riesco a recepire il messaggio o proprio il messaggio non esiste proprio perchè non sono interessante per lei. Forse questo sarà dato dalle mie insicurezze sicuramente, l’autoconvincersi negativamente di essere un po bruttino e poco interessante, o di conseguenza di questo una vera e propria fobia del “NO” che mi possono dare ( in quel senso una volta ci provai ed ho avuto quella risposta e sono rimasto molto male sarà forse per questo?)
Spesso mi dicono che sono un bel ragazzo ma alla fine arrivo sempre allo stesso ragionamento: “Comunque fino a questo momento non mai avuto una relazione etc etc” quindi qualcosa non va; o sono io perchè brutto o poco simpatico interessante o tutt’e due e perchè sono sfortunato nel trovare la persona/e giusta/e( molto improbabile )
E ce ne sarebbero tante cose ancora da parlare di me…..
Visto che il discorso si è fatto un po lungo e allargato mi fermo qui sperando che mi possiate chiarire la mia situazione dandomi magari qualche dritta per risolvere almeno in parte questo problema
Giovanni

Caro Giovanni,
Effettivamente hai le idee un po’ confuse su te stesso e su quanto ti sta accadendo. Ciò significa che, come tutti i timidi, passi molto del tuo tempo a ruminare, attività che non risolve nulla sotto l’aspetto pratico e che rende molto insicuri sotto l’aspetto psicologico. Scandagliare infatti criticamente tutte le persone incontrate, ciò che ci hanno detto, ciò che abbiamo risposto loro, fare le statistiche dei propri successi ed insuccessi non serve proprio a nulla.
Se vuoi un consiglio, guarda agli aspetti pratici della vita. Per prima cosa prendi un ideale cancellino (tipo quello della scuola) e cancella dalla lavagna della tua vita tutte le tue preoccupazioni di cui parli nella lettera.
A questo punto c’è da scrivere un programma. Fallo tu, ma permettimi di inserire i primi tre punti:
1. Salutare almeno tre persone nuove al giorno;
2. Chiedere, almeno una volta alla settimana, un nuovo numero di cellulare ad una ragazza;
3. Almeno una volta al mese chiedere ad una ragazza se gradisce un gelato (e se dice di si, offrirglielo …)
Vai avanti tu, ma fermati per il momento a dieci punti del programma e poi fammi sapere. Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona

ROSSORE AL VISO

Sono Fabrizio ho 20 anni ed ho un piccolo problema al viso. Dall’età di 14 anni il mio viso si è via via arrossato, specie per il troppo freddo e caldo, ultimamente ho avvertito dei bruciori intorno agli zigomi e alle orecchie che mi causano un fastidio eccessivo e mi limitano non solo nei rapporti con gli altri ma principalmente nelle varie attività giornaliere da svolgere.
Ho provato da vari dermatologi, ma senza, a mio parere, alcun risultato positivo; la cura consisteva nell’applicare ogni giorno una semplice crema a protezione totale che, formando una pellicola invisibile la proteggeva dal sole.
Sinceramente avevo un’elevata protezione dal sole, specie dai raggi ultravioletti, ma la mia insoddisfazione scaturisce dal post-rossore e bruciore fastidioso. Spero che esista una buona cura almeno per alleviare l’arrossamento.
Confidando nella Vostra professionalità e serietà spero che al più presto possiate darmi delle buone notizie che oltre a prevenire possano risolvere il mio problema.

Distinti saluti

Fabrizio

Caro Fabrizio,
A meno che non si tratti di un disturbo psicosomatico legato all’ansia, il suo problema sembra avere poco a che fare con la psicologia, se non per quanto attiene la difficoltà di avere rapporti con gli altri.
Io le consiglierei di rivolgersi ad altri dermatologi, magari scegliendo centri specializzati, istituti universitari, che possano compiere delle ricerche approfondite, in modo da trovare la terapia giusta ed anche escludere che si tratti di una somatizzazione ansiosa.
Per quanto riguarda i rapporti con gli altri, la cosa migliore da fare è non pensarci, o meglio, visto che non ha la possibilità di osservare il suo viso durante la giornata, provi ad immaginarsi esteriormente così come si vorrebbe e poi avvicini gli altri con un sorriso ed uno sguardo attento ed interessato, proprio come se tutto in lei fosse perfettamente ok.
Non le dico che, così facendo, gli altri non si accorgeranno più del suo rossore, ma sicuramente la accoglieranno molto meglio e lei si sentirà molto più a suo agio.
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta

NON CE LA FACCIO PIU’

Non ce la faccio più, credo di voler farla finita, ma nn ne ho il coraggio.
Ho 18 anni, e praticamente da quando sono adolescente sono entrato in una depressione dalla quale nn vedo nessuna uscita.
Non sono brutto,anzi credo che molte ragazze mi apprezzino,almeno fisicamente,ma ho troppa poca fiducia in me stesso,ultimamente non faccio altro che pensare e star male, mi metto a letto, tiro su le coperte e mi isolo dal resto del mondo. La cosa che più mi fa rabbia è guardare gli altri, perché così mi rendo conto di quanto sono diverso e di quanto è bello essere spensierati come loro.
Devo trovare una soluzione…o credo che la faro’ finita….per piacere aiutatemi……..
d.p.

Caro DP,
Intanto, non essere un ‘coraggioso’ per quello che intende lei è in questo momento più che apprezzabile e le consiglierei di non compiere alcuno sforzo di ‘miglioramento’ in tale direzione, perché prima di decidere che la vita è uno schifo bisogna provare a viverla. Che ne dice?
Se lei guarda al mondo da sotto le coperte del suo letto, ragiona un po’ come quel vermetto che sta, da una vita, dentro un cavolo, e pensa che il cavolo sia il mondo. Forse la vita gli fa schifo. Ah, se potesse sapere che fuori del cavolo ci sono dei prati, il mare, il sole, altri vermetti con i quali sentirsi meno solo…
Le faccio un altro esempio: avrà visto, qui sulle pagine della Clinica della Timidezza, quante persone soffrono di problemi simili ai suoi… Pensa che queste persone siano tutte allegre e spensierate, mentre lei no?
Il mondo, caro DP, è pieno di persone che soffrono, ma è anche pieno di persone che ce la mettono tutta per cercare di stare meglio, di scoprire altri ambienti che non conoscono o avvicinare persone che gli sono sempre sembrate estranee, che compiono uno sforzo su sé stesse, e che cambiano, perché il mondo intorno a loro cambi…

Lei cosa sta facendo della sua vita per poter dire, alla Neruda, ‘confesso che ho vissuto?’
Dott.ssa Giuliana Proietti

L’HA ROVINATO LA MAESTRA

sono la mamma di un ragazzo di 27 anni e sono molto preoccupata perché è molto chiuso e questa situazione sta peggiorando continuamente. Ha iniziato ad avere i primi problemi ai tempi della scuola elementare, dove la sua maestra, purtroppo l’ha rovinato in quanto gli diceva continuamente che non capiva niente. Reagisce in modo risentito quando lo riprendo anche per piccoli problemi e la sua risposta è sempre la stessa: ‘Si tanto non capisco niente’ Non esce mai di casa se non per lavoro o fare commissioni, non ha amici si è accanito c/internet e ciatta con non so chi fino a notte tarda. Non ha mai avuto esperienze con ragazze e quando gliene parlo mi risponde che non ne vuole sapere. Tutte le volte che mi parla e mi racconta qualcosa scuote la testa come se volesse dire no energicamente tanto che devo dirgli di smettere. Prima andava come volontario alla Croce Verde del ns/ paese, ma ora non ci va più, anche se quando andava la non rivolgeva la parola a nessuno. Ha interesse per la musica e lo sport. E’ un ragazzo molto intelligente, molto informato su qualsiasi argomento, avvenimento o informazione, lavora come impiegato . Anche su questo punto il suo lavoro non l’aiuta affatto nelle relazioni sociali in quanto fa l’orario 14/22 per cui arriva a casa tardi di notte anche alle 23e spesse volte oltre, ed dopo aver cenato non può o non potrebbe uscire anche se volesse, in quanto anche se avesse amici, che non ha, sarebbero già usciti. Naturalmente la mattina dorme fino a mezzogiorno poiché facendo le ore piccole deve dormire fino a tardi. Non so proprio come fare per aiutarlo, non vuole sentir parlare di rivolgersi a medici competenti. Devo, fra l’altro, continuamente raccomandargli di essere ordinato, in quanto non ha tanta cura di sè nemmeno esternamente. Avrei tanto bisogno di suggerimenti per poterlo aiutare e prego in continuazione il Signore affinché mi illumini per trovare la soluzione giusta. Sono una mamma di 56 anni e ho sempre cercato di essere molto affettuosa, attenta a soddisfare tutti i suoi problemi, materiali e non. Ho un’altro figlio di 33 anni che non è certamente estroverso ma ha un comportamento normale con gli amici, la ragazza, il mondo del lavoro.

Cara signora,
Purtroppo non posso ‘illuminarla’ sulla situazione relativa a suo figlio perché quelli che lei racconta sono i problemi che lei pensa che suo figlio possa avere, non i problemi che lui realmente ha. Sono sicura infatti che, se potessi chiedere a suo figlio notizie sulla sua situazione,, di tutto potrebbe essere preoccupato, meno che del fatto che fa le ore piccole, che la mattina dorme, che chatta e che è trascurato nel look.

Mi consenta allora di spendere due parole sul suo conto: quello che lei dovrebbe fare, secondo me, è spingere questo ragazzo, con tutto l’affetto, il sostegno e la comprensione possibili, verso l’indipendenza e l’autonomia. Detto in altre parole, lei dovrebbe smettere di essere così premurosa e di soddisfare tutti i suoi problemi, materiali e non.

Questo suo comportamento, a mio parere, non aiuta suo figlio a disegnare progetti per il suo futuro e gli evita di assumersi impegni e responsabilità.

Mi rendo conto che non è facile, per una signora dolce e affettuosa quale lei certamente è, cercare di tirare i remi in barca e lasciare che suo figlio se ne vada da solo per la sua strada, ma credo che questo sia l’unico modo per aiutarlo.
Faccia le cose con gradualità, si mostri affettuosa, ma distaccata e soprattutto cerchi di essere felice, indipendentemente da lui: questo renderà più felice anche suo figlio, che potrebbe scuotersi ed uscire dal suo stato di apatia e depressione.
Auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti

CONFRONTARSI CON GLI ALTRI

Mi chiamo Daniela, ho 19 anni e frequento il primo anno di architettura. Il mio problema è che non riesco a confrontarmi con gli altri, la mia paura di risultare inadeguata, di non essere al pari degli altri, fare una brutta figura è immensa. Ne deriva che la mia autostima si trova sotto i piedi. Volendo diventare un architetto devo progettare e nelle ore di revisione dei lavori il professore è solito riunire tutti i partecipanti al corso intorno ad un tavolo, e io dovrei esporre il mio lavoro. La cosa che più mi da noia è proprio il fatto di dover presentare a 50 persone ciò che ho fatto rischiando di farmi fare una partaccia dal professore nel caso commetta qualche errore. Questo mi porta a rimandare in continuazione la consegna dei lavori e a non partecipare attivamente alle lezioni e a farmi degli amici. Proprio non ce la faccio, e di volontà se voglio ne ho tanta, ma questa volta non basta. Come posso fare? Davanti ai miei occhi vedo un muro e non so come abbatterlo, parlarne con i miei amici ho paura che non mi crederebbero o che prendessero la cosa troppo alla leggera, mentre per me è importante. Grazie.
Daniela

Cara Daniela,
La prima considerazione da farsi è che lei ha 19 anni e probabilmente è al primo anno di università: questo vuol dire che lei è nel pieno della formazione, deve ancora imparare molto e deve quindi accettare i suoi eventuali errori. Dei 50 ragazzi che, come lei, siedono intorno al tavolo del prof, almeno la metà hanno i suoi stessi problemi di timidezza e, come lei, pensano di essere gli unici ad averne: del resto, lei stessa dice di non avere il coraggio di parlarne con altri, così come gli altri non ne parlano con lei. Inoltre, gli stessi 50 ragazzi hanno tutti la sua stessa difficoltà: il timore cioè di essere ripresi pubblicamente dal prof negli immancabili errori compiuti nei loro lavori. Ciò nonostante tutti siete lì per imparare questo nuovo lavoro ed è normale, all’inizio, sbagliare. Non attenda quindi di andare oltre nel suo corso di studi per esporsi: oggi i suoi errori sono del tutto ‘normali’, tra cinque anni sarà più difficile accettare le critiche.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

VIVO DI RIMPIANTI

Sono una studentessa di 25 anni. Sono sempre stata una ragazza timida, riservata e insicura,ma non pensavo che questo avrebbe provocato tanti ostacoli nel contatto con persone dell’altro sesso!!Sono in piena crisi…non mi sento più una ragazzina e vivo di rimpianti per tutte le esperienze che la mia “strana”personalità mi ha impedito di fare!!Mi vergogno un po’ a confessarlo,ma non ho mai avuto una storia con un ragazzo:questo mi crea imbarazzo ,disagio e una paura ossessiva della solitudine!Ho il terrore che la mia vita si possa trascinare tra delusioni e rimpianti per occasioni mai avute o non sfruttate!!!
Ora che tutte le mie amiche si sono fidanzate,poi…i complessi sono aumentati e il tono dell’umore è in caduta libera!!
Sento di poter scivolare nella depressione,se qualcosa non cambia!Avrei tanto bisogno di una parola di conforto!Grazie.
Studentessa

Cara studentessa,

Da che mondo è mondo gli uomini trovano le ragazze timide molto seducenti, in quanto estremamente misteriose ed abilissime nel gioco del ‘mi svelo-non mi svelo’. Non credo dunque che il suo problema sia attribuibile alla timidezza.
Se lei non ha avuto ancora una storia seria e le sue amiche si, ci possono essere solo due spiegazioni: o lei è molto sfortunata, o lei si è impegnata, evidentemente con successo, ad allontanare da sé chiunque aspirasse a conoscerla.
E’ impensabile infatti che una ragazza che frequenta da anni l’Università e ha delle amiche solo da poco fidanzate, non sia riuscita ad avere una qualche storia… Forse ciò che lei cerca è difficile da trovare, forse le persone che incontra la deludono con troppa facilità, forse è troppo orgogliosa per capire che il problema può essere in lei anziché negli altri. Provi a pensarci un po’ su.
Ciò che posso confermarle è che, se lei sorride agli altri, gli altri le sorrideranno…
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

UN PICCOLO, GRANDE PROBLEMA

Sono una ragazza di 18 anni e ho un piccolo grande problema che non riesco a risolvere.
Fondamentalmente sono una persona timida e molto insicura:a volte riesco a mascherare questo lato del mio carattere,altre volte invece mi sento proprio “bloccata”,non riesco a dire o a fare niente di quello che vorrei.
In questo periodo mi interessa un ragazzo e ogni volta che sono con lui mi sento fortemente in imbarazzo e in soggezione. Lui non sa di piacermi e io non riesco a farglielo capire perché ho paura di essere troppo sfacciata e di incorrere in un rifiuto. Vorrei cercare di farglielo “leggere fra le righe”,ma tutte le cose da dirgli che mi vengono in mente mi sembrano sbagliate e inadeguate. Allora decido di tacere e di non prendere nessuna iniziativa,e così finiamo sempre col parlare di argomenti che servono solo x riempire il silenzio(la scuola,il tempo,ecc…).
Questa situazione mi rende molto triste e mi sento impotente perché non riesco a fare niente per cambiarla.
Non mi comporto sempre così quando mi piace una persona,a volte mi è capitato di essere anche sfacciata,forse perché in quel momento mi sentivo + sicura di me. Il fatto è che con lui mi sento totalmente insicura…è come se mi sentissi in qualche modo inferiore a lui,perché lo vedo irraggiungibile,fuori dalla mia portata e quindi non credo che potrebbe essere interessato a me(anzi,a volte ne sono quasi certa).
Vorrei essere più disinvolta e meno “controllata”,perché questo atteggiamento mi rende fredda agli occhi delle persone,mentre invece io non sono per niente così. Credo di apparire così anche a lui,ma poi penso che se cercassi di comportarmi diversamente risulterei ridicola e impacciata. Ad esempio,quando mi capita di incontrarlo per strada,vorrei proporgli magari di fare una passeggiata insieme o cose di questo genere,ma subito penso che non sarebbe il caso perché non mi sembra mai il momento adatto.
Vi prego,datemi qualche consiglio su come risolvere questa situazione!
Grazie e complimenti x il sito.
Morgana

Ciao Morgana,
Sai cosa penso? E se anche lui, quando siete insieme a parlare del tempo o della scuola, avesse voglia di parlarti di qualcosa di più, e così come te, non trovasse il coraggio di dirtelo? Magari entrambi state girando intorno al problema ed il fatto che lui partecipi insieme a te a questo girotondo mi fa pensare che con te proprio male non stia, altrimenti passerebbe il suo tempo in altro modo. A 18 anni è abbastanza normale avere dei sensi di imbarazzo come capita a te, ma se anche lui ha la tua stessa età, più o meno proverà le stesse cose.
Prova a fargli capire il tuo interesse per lui: se per caso tu avessi sbagliato persona e lui ti rifiutasse, avresti finalmente la libertà di interessarti di qualcun altro.
Dott. Walter La Gatta

PAURA DEGLI ALTRI

Ho 22 anni,il mio problema consiste nella paura di entrare in relazione con gli altri, ho paura di poter essere rifiutata o ferita dagli altri. Non ho amici e soffro tanto per questa situazione in cui mi trovo. La mia paura nei confronti degli altri è tanto grande che evito perfino di migliorare il mio aspetto (per esempio truccandomi)credendo che in questo modo nessuno mi noti (cosa che io stessa considero stupida e irrazionale) sentendomi così più protetta dagli altri. Le chiedo che tipo di psicoterapia sarebbe più indicata nel mio caso e soprattutto potrò mai riuscire ad instaurare dei rapporti sereni con gli altri?
Licia

Cara Licia,
Mi consenta una battutaccia: un’altra soluzione potrebbe essere quella di infilarsi un burka, che la copra dalla testa ai piedi… In questo senso le donne dell’Afghanistan, le appariranno sicuramente delle privilegiate. O no?
Al di là delle battute paradossali, credo che lei possa uscire da questa situazione solo attraverso un aiuto esterno. Per prima cosa deve capire perché gli altri le mettono paura ed in che cosa si sente particolarmente vulnerabile. Dovrebbe essere aiutata a rinforzare gli aspetti positivi della sua personalità ed anche ad accettare la sua timidezza, imparando a conviverci.
Solo accettando questa parte di sé, che la fa tanto soffrire, ed imparando a valorizzarla, lei potrà aprirsi verso il mondo senza paura, nella consapevolezza che molto spesso anche il mondo che la circonda può avere paura di lei (Non creda infatti di essere la sola ad avere paura nel relazionarsi con gli altri : sappia che molte delle persone che incontra ogni giorno hanno il suo stesso problema).
Il tipo di terapia che le consiglio è sicuramente di tipo cognitivo-comportamentale, abbinata ad una tecnica di rilassamento, come il training autogeno.
Cari saluti e auguri.
Dott. ssa Giuliana Proietti

NON VOGLIO LAMENTARMI, MA

Mi chiamo Elisa ho 21 anni e vi scrivo per un problema che mi porto dietro praticamente da quando sono nata, non voglio lamentarmi e dire che penso che non ci sia una via d’uscita perchè io desidero con tutta me stessa essere una persona allegra, aperta e socievole senza irrigidirmi quando conosco persone nuove e senza diventare rossa se un ragazzo mi piace e lui dimostra interesse per me.
Io ho sempre pensato che la mia timidezza derivi dal rapporto con mio padre e in generale dal rapporto che ho con i miei genitori, nel senso che mio padre è sempre stato un uomo molto autoritario e severo con me fin da quando ero bambina, ho sempre avuto paura di lui, anche se era capace di essere prima molto burbero e poi subito dopo molto affettuoso. Lo stesso comportamento lui lo tiene con mia madre che non si ribella mai e si fa trattare come vuole lui. Ecco io cresco nel Terrore (e sottolineo Terrore..) di diventare come mia madre, di commettere i suoi errori con gli uomini e di non riuscire a creare un rapporto alla pari con un uomo. Non che nella realtà mi sia mai fatta maltrattare da un ragazzo, però ho sofferto spesso per amore e con i ragazzi non riesco mai ad essere veramente me stessa, ho paura di aprirmi veramente con loro per paura di soffrire….invece con le mie amiche non sono timida anche se comunque solo con la mia migliore amica mi confido completamente. La domanda che vorrei fare è questa: perché quando sono in gruppo specialmente con dei ragazzi (di sesso maschile) mi chiudo, parlo pochissimo e mi sento sempre come ad un esame? ad esempio se esco da sola io e un ragazzo anche con un semplice amico, sono tranquilla parlo normalmente e non mi agito ma se sono in gruppo tutto è diverso…penso che tutte le altre ragazze siano + brillanti di me e piuttosto di parlare per dire cose banali preferisco stare zitta pur sapendo che il mio è un comportamento strano e sbagliato ed ho paura di come mi giudicheranno gli altri……… Fisicamente mi dicono che sono una bella ragazza e lo penso anch’io (a parte i difetti che tutti noi ci vediamo!) ma per quanto riguarda il carattere …bè mi chiedo come fare per eliminare questa timidezza che odio e che si manifesta anche a livello fisico con mal di pancia e di stomaco, nausea e mi sento rossa e calda in viso………..vorrei dire basta a tutto questo ma come? ciao e grazie
by ELISA

Ciao Elisa.
Partiamo dal primo argomento della tua lettera, cioè la paura di avere una vita di coppia sbagliata, come quella di tua madre. Intanto vorrei dire che questo giudizio lo dovrebbe dare tua madre stessa e poi vorrei aggiungere che tu non potrai avere lo stesso tipo di rapporto con il tuo ragazzo semplicemente perché tu sei diversa da tua madre ed il tuo ragazzo non potrà essere identico a tuo padre, quindi la tua coppia vivrà su un equilibrio diverso, che tu stessa contribuirai a costruire.
Quanto alla tua timidezza, è un aspetto molto comune, sia nei ragazzi che nelle ragazze e ciascuno la esprime a suo modo. Nel tuo gruppo ad esempio, molti la superano esponendosi molto, altri invece restando appartati, presi dal mal di pancia… Che tu sia perfettamente normale e senza problemi lo dimostra il fatto che quando sei con la tua amica, oppure con un ragazzo, sei assolutamente spontanea e naturale: i problemi iniziano quando sei in un gruppo, dove il timore del giudizio degli altri ti blocca. Non ti chiedo certo di diventare da oggi il leader del tuo gruppo, però un piccolo impegno, vorrei che tu potessi metterlo nel modificare qualche aspetto del tuo comportamento, per migliorare la tua sicurezza e la tua autostima. Prova magari, quando sei nel gruppo, a parlare di più, non con tutti, ma solo con le due o tre persone che ti sono più vicine, senza esagerare nello sforzo, ma abituandoti a prendere questa iniziativa. Successivamente cambia le persone che avevi scelto e man mano che avrai acquistato fiducia in te stessa saprai meglio gestire queste situazioni.
Dott. Walter La Gatta

SONO UN BORDERLINE

C’è poco da dire, io sono un borderline, sono stato lasciato dalla mia compagna che per me era la mia parte razionale. ora ho crisi di panico, angosce fortissime e manie di autolesionismo tramutate in apatia nel cibo e lavoro. piango sempre: la mia disperazione è arrivata al limite. NON VENITEMI A DIRE CHE NON SONO L’UNICO PER CORTESIA. GRAZIE.
Borderline

Caro Borderline,
C’è poco da dire: lei deve cercare un aiuto professionale ! Tutto ciò che vorrei consigliarle, se in questa fase ritenesse utile ricevere un consiglio, è di evitare di farsi le diagnosi da solo. Infatti, teorizzare su aspetti della personalità che potrebbe non conoscere a fondo o dei quali potrebbe non avere in questo momento una visione oggettiva, date le circostanze che direttamente la coinvolgono, può essere azzardato e controproducente.
Si faccia aiutare, caro lettore perché, giustamente, sapere di non essere il solo non aiuta a stare meglio.
Dott. ssa Giuliana Proietti

VITTIMA DELLA TIMIDEZZA

Mi ritengo una vittima della timidezza, ed ho commesso troppi errori a causa di questa, mi ha sempre condizionato la vita nonostante le mie buone idee. Non ritengo sia giusto vivere ancora così, ma nessun dottore mi ha mai aiutato, mi hanno sempre risposto che ad un certo punto bisogna maturare. Io mi sento maturo, ma non ho mai risolto il problema. Uso Lexotan 3mg due volte al giorno o più da 10 anni o più, vi sembra normale a 44 anni? E non sempre sono in grado di superare le situazioni difficili, senza parlare delle bugie e conseguenti complicazioni a causa di questo. Mi chiedo da tanto: sarà sempre così la mia vita o si può vivere meglio? Ho sentito parlare di questo a Radio Bruno stamattina 9 maggio 2003 ma non so come fare. Sarebbe bene un buon aiuto. Grazie comunque fin d’ora distinti saluti
Gabriele

Salve Gabriele.

E’ giusto cercare aiuto nei farmaci quando non si vede ancora la luce alla fine del tunnel. In molti le avranno però detto che si può anche cambiare, però forse non le hanno detto come. Non esiste una ricetta che vada bene per tutti e non ci conosciamo abbastanza per poterle indicare la sua. Posso dirle però che per maturare la decisione di uscire dalla sua timidezza, oltre ai farmaci occorre anche la determinazione di vivere la propria vita.
Cominci con il coltivare alcuni dei suoi interessi, cerchi persone o ambienti che condividono con lei le sue stesse passioni e se non ne ha, se ne crei qualcuna. Condividere con altre persone anche una sola piccola parte della propria vita aiuta ad uscire dall’isolamento e dalla tendenza a chiudersi nel proprio mondo, dal quale ogni giorno che passa sarà un pochino più difficile uscire.
Non perda altro tempo, cerchi in sé stesso quale attività, quale hobby meriti di avere più spazio ed insieme ai farmaci faccia qualcosa da solo e solo per sé.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

PECCO DI TIMIDEZZA
Ormai ho 26 anni e non ho ancora avuto una ragazza purtroppo pecco di forte timidezza di solito riesco a rapportami bene con le ragazze dei miei amici (parlo senza problemi scherzo) ma quando si tratta di cercare di stringere un rapporto affettivo ho seri problemi (ad esempio di recente ho conosciuto la sorella di una mia che mi ha colpito) purtroppo non ho neppure cercato di attaccare bottone dopo i saluti iniziali non le ho praticamente detto nulla .
I miei amici mi rimproverano del fatto che neanche ci provo purtroppo io non mi considero nulla di speciale come bellezza e come carattere non so neppure se piaccio agli altri.
Purtroppo ho paura di restare solo, proprio a causa della mia timidezza
Solo e Affranto

Caro S. & A.,
Intanto, guarda la vita con occhi diversi: da quello che mi racconti, io vedo un ragazzo tutt’al più Affranto, ma non Solo, visto che sei circondato da amici e dalle loro ragazze. Credo tu abbia un così buon rapporto con loro solo perché, essendo le ragazze dei tuoi amici, non c’è il problema del ‘dopo’ (conoscerle meglio, invitarle ad uscire, innamorarsi e farle innamorare…). Il problema sorge con le altre ragazze, quelle cioè con le quali c’è il rischio di doversi esporre. Ma è proprio questo ciò che devi fare: come potrai sapere quanto sei interessante per le altre persone se non ti metti in gioco? In parte sai già di avere dei numeri, vista la tua abilità nel crearti amicizie. Ora devi solo sfruttare questa tua abilità per cercare un’amicizia speciale, magari cominciando proprio dalla sorella della tua amica.
Dott. Walter La Gatta

COMBATTO CON ME STESSO

Sono un ragazzo di 29 anni di Roma. Da due anni a questa parte sto combattendo con me stesso senza alcun risultato! Qualsiasi cosa tenti di fare per reagire non funziona! Mi sono rinchiuso in me: ho paura di tutto, anche nei rapporti con gli altri! Con le donne non va per nulla bene! Ho perso la fiducia in me e non riesco a ritrovarmi! Fino a 20 anni non ero così! Ero un’altra persona, completamente diversa da quella che vi sta scrivendo ora! Le esperienze passate mi hanno reso così fragile ma allo stesso tempo pieno di rabbia contro me stesso e gli altri a volte! Sto in cura da un neurologo, ma i risultati niente! Non so più davvero cosa fare! Non ce la faccio più ad andare avanti così! Sto perdendo gli anni migliori della mia vita e non me ne faccio una ragione
Tiger

Caro Tiger,
Lo pseudonimo da lei scelto ed i suoi tanti punti esclamativi mi fanno pensare che lei abbia in corpo una forte dose di aggressività. Per prima cosa dunque la inviterei a liberarsi di questo grosso fardello, che indirizza in modo sbagliato le sue energie e le sue risorse, non consentendole una soluzione del problema.
Non so che cosa le sia capitato in questi nove anni, ma evidentemente lei ha bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio. Con tutto il rispetto per la neurologia, non credo sia questo il tipo di specialista che le occorre, perché imbottirsi di sedativi può servire a risolvere il qui e ora, ma non procura soluzioni né profonde, né durature. Lei deve invece andare da qualcuno che sia in grado di aiutarla a ritrovare in sé stesso, e non in una pillola, quelle risorse di cui ha bisogno per ‘ricostruirsi’. Coraggio!
Dott. ssa Giuliana Proietti

FACCIO RICERCA
Sono una persona timida ed è per questo che ho scelto di fare delle ricerche dettagliate su questo mio problema. Siccome la mia professoressa di psicologia della comunicazione mi ha proposto di elaborare una tesina sulla timidezza potreste inviarmi un pò di materiale su questo argomento o indicarmi dei testi di riferimento?
Forse studiare e capire il mio problema,può aiutarmi a risolverlo.
Timida

Cara Timida,
A mio parere hai fatto un’ottima scelta a dedicare gli anni della tua formazione anche, tra l’altro, alla soluzione di un tuo problema personale. La timidezza è qualcosa che può opprimere una persona se questa non la riconosce e non si attiva per superarla.
La tua strategia è senz’altro positiva e studiare e capire il tuo problema può aiutarti a risolverlo. Quanto al materiale che ci chiedi, ti invitiamo a fare ricerca su internet, oltre naturalmente a leggere attentamente quanto puoi trovare qui e su www.psicolinea.it; con l’occasione ricordiamo che non ci è possibile inviare materiale o bibliografie sui tanti argomenti che ci vengono richiesti, per non distogliere tempo ed energie al nostro lavoro.
Dott. Walter La Gatta

NON SONO MOLTO BRILLANTE

Ho 34 anni credo di essere serio e riservato, ma nonostante ciò amo la compagnia di altre persone e non ho particolari difficoltà a parlare in pubblico. Purtroppo nei miei discorsi non sono molto brillante, non ho la battuta pronta, e inevitabilmente finisco per parlare sempre in modo serio e corretto finendo poi gli argomenti di conversazione molto rapidamente. Questo mio modo di essere mi ha aiutato nel mondo del lavoro (in cui sono considerato affidabile) ma mi causa serie difficoltà per instaurare un rapporto con le ragazze.
Per essere più chiari non ho ancora avuto una relazione con una ragazza, fino ad ora non mi ha mai pesato più di tanto ho sempre pensato che prima ho poi avrei trovato l’anima gemella inoltre il lavoro mi dava molte soddisfazioni, ma da quando il lavoro è diventato una routine ho cominciato a sentirmi depresso. Ho trovato nell’amicizia di una mia collega di lavoro, bella ed estroversa, nuovi stimoli per fare altre cose, come ad es. fare sport ed a frequentare altre amicizie ma sempre assieme a lei. Ora mi accorgo di essere innamorato di lei sapendo però di essere considerato solo un amico, questo limite mi causa ora uno stato di depressione da cui non riesco a venirne fuori, ho pensato di confessarle il mio amore ma ho paura di rovinare un amicizia a cui tengo molto essendo anche l’unica amicizia femminile sincera che ho, inoltre credo che la mia attrazione verso di lei dipende anche dal fatto di non avere mai avuto una relazione e la sua disponibilità disinteressata nei miei confronti mi ha fatto innamorare di lei, inoltre a complicare le cose è anche una mia collega di lavoro.
Trovo il vostro sito molto utile e ben fatto spero di non essermi dilungato troppo.
Grazie per ogni vostro consiglio.
Luca

Caro Luca,
Ritengo che questa amicizia con la tua collega sia un’esperienza molto importante per te. Così come, dopo una vita passata seduto a lavorare, hai deciso di andare in palestra, questa ragazza è ugualmente, per te, una palestra di vita. Cerca di non rovinare questa amicizia con sentimenti che forse lei non condivide, ma impara tutto quanto c’è da imparare da lei, per migliorare le tue relazioni con gli altri. Se poi davvero anche lei prova per te dei sentimenti, vedrai che troverete il modo, senza forzature, per dirvelo; ma non avere fretta.
Dott. Walter La Gatta

COMUNICARE CON LE RAGAZZE

salve. mi chiamo Luca, ho 17 anni e ho un problema molto comune (penso): non riesco a comunicare con le ragazze. In particolare non riesco a farmi prendere dal discorso e andare a ruota libera; il problema si presenta quando resto solo con una ragazza (sia che mi piaccia o no), tra di noi non nasce un discorso che interessi entrambi, al massimo una botta e risposta tristissima su un argomento squallido.

Il fatto stà nella mia timidezza penso, perchè di argomenti io ne avrei molti, ma non riesco a esprimerli, al massimo mi vengono in mente troppo tardi quando tutto ormai è sfumato.
Per non parlare poi di quello che succede quando sono in compagnia con una ragazza che mi interessa, una totale confusione, non riesco ad andare oltre all’amicizia, anche perchè non so da che parte cominciare.

grazie di tutto
Luca

Caro Luca,
C’è solo un consiglio che posso darti: quello di metterti in gioco più spesso di quanto hai fatto finora. Quello che ti succede quando sei in compagnia di una ragazza che ti interessa avviene perché le emozioni prendono il sopravvento sulla tua parte razionale, che non riesce cos’ ad esprimersi. Per regolare le proprie emozioni è necessario porsi spesso in determinate condizioni, in modo di conoscere meglio le proprie reazioni ed imparare a gestirle. Mi dirai: si, ma quante figuracce! Che ti importa? A scuola sapevi l’algebra sin dalla prima elementare? O hai dovuto apprendere tante altre regole e teoremi prima di imparare a comprenderla? Così è la vita, così è l’amore: la consapevolezza di ciò può dare un infinito coraggio.
Dott. ssa Giuliana Proietti

LEI MI HA TRADITO

Mi chiamo Marco e sono un ragazzo di 26 anni che vive e lavora a Milano come grafico. A fine 2000 la mia ex ragazza (durante il mio servizio militare), mi ha lasciato. Una sera, qualche giorno prima che mi lasciasse, (eravamo a casa di suo nonno), trovai per caso in un cassetto delle lettere e un album di fotografie. Lei era andata un attimo a casa sua(che era nell’altra scala),a prendere una cosa. Iniziai subito a leggere quelle lettere e a guardare quelle foto… Eravamo stati insieme per quasi 4 anni e avevo scoperto da quelle lettere che mi aveva tradito con altri ragazzi. Ma la cosa più triste, più brutta erano le foto di lei con un’altro abbracciati e sul letto matrimoniale. Premesso questo, da allora la mia timidezza non mi ha permesso di socializzare in alcun modo con l’altro sesso, ho subito come un grosso trauma. Come posso fare per iniziare a socializzare ancora con le ragazze?
Grazie per il tempo che avete dedicato a leggere la mia lettera e buona giornata, Marco

Caro Marco,
La persona che avevi scelto si è poi rivelata una pessima scelta, ma questo non vuol dire che tutte le donne del mondo si comporteranno come la tua ex. Credo che la cosa migliore che tu possa fare è scrollarti di dosso anche il ricordo di questa brutta avventura e dedicarti di nuovo alla tua vita ed al tuo mondo. Ricomincia a frequentare i tuoi amici, le tue amiche, senza imbarazzi e senza timori. Attraverso il conoscere nuove persone ti renderai conto che tradire i sentimenti degli altri non è poi così comune e si possono avere belle storie di amicizia e di amore, e magari trovare un’altra ragazza con cui condividere la tua vita.
Dott. Walter La Gatta

RISCUOTERE SIMPATIE

Ho 17 anni, e una serie di problemi: innanzi tutto non sono capace di riscuotere simpatie, per questo ho problemi a relazionarmi con gli altri; ad esempio, quando conosco delle persone, spesso quando le reincontro neanche mi salutano, o se in un primo momento instauro un buon rapporto va a finire che prima o poi, logorato dalla routine, finisce; non ho mai avuto la ragazza, per questo non mi è che mi senta molto inferiore agli altri ma sento il bisogno di avere una relazione; inoltre, ci sono delle volte in cui non sopporto niente, mi chiudo e non parlo con nessuno, non riesco neanche a spiegarlo, so solo che in quei momenti mi viene una gran voglia di andarmene a casa, se sto in giro, e lo faccio. Io credo che alla base di tutto ci sia una certa timidezza, ma in fondo quando sto con gente che conosco non sono un tipo timido. Insomma, vorrei aumentare il numero e la qualità delle mie conoscenze, fino magari ad avere una ragazza evitando quelle “chiusure” che non mi fanno certo bene. Ho fiducia in me, non sono bruttissimo, mi considero intelligente e un buon osservatore, fisicamente… be’ ci sto lavorando, devo fare un po’ di muscoli; mi serve solo un consiglio su come fare, e, se questa è la strada giusta (cioè valorizzare i propri tratti positivi), sapere perchè non funziona…

Cordiali saluti, Matteo

Caro 17enne,
Si, penso proprio che la strada che hai imboccato è quella giusta: lavorare su sé stessi e valorizzare i propri tratti positivi. Non funziona? E’ solo perché non ti impegni abbastanza, o non ti impegni nel modo giusto. Facciamo un esempio, prendendo spunto dalla tua lettera: se tu vai in palestra, ma i muscoli non ti crescono, quale è il motivo? La ginnastica non funziona su di te (anche se funziona su tutti gli altri) ? Oppure non fai abbastanza esercizio ? Oppure lo fai, ma nel modo sbagliato ? In palestra basta incontrare un buon istruttore che possa farti lavorare nel modo giusto, nella vita ci sono gli psicologi… Particolarmente necessari poi nel caso in cui ci si accorga di faticare tanto, ma di produrre poco !
Cari saluti.
Dott. ssa Giuliana Proietti

E’ POSSIBILE DIVENTARE TIMIDI?

Fino a poco tempo fa ero un tipo normale, nell’ultimo anno noto che quando sto in compagnia non sempre mi sento a mio agio, mi crea problemi ritrovarmi in una comitiva dove non conosco nessuno, ma cosa ancor più grave, in determinate situazioni arrossisco oppure ho incredibili vampate e susseguente sudorazione (es. quando mi rendo conto che tutti stanno ascoltando me).
Insomma non sono mai stato un estroverso al 100%, ma nemmeno un timidone e ora cosa sta succedendo? Esiste una soluzione?
Gianni

Caro Gianni,
La timidezza può mostrarsi in qualsiasi fase della vita, motivata dagli eventi più disparati. Te ne sei accorto da circa un anno e probabilmente, cercando attentamente, potremmo anche trovare cosa l’ha fatta emergere nei tuoi comportamenti. La cosa che però a te sta più a cuore è come fare a superarne le manifestazioni esteriori, come arrossire, la sudorazione ed altri effetti indesiderati. Da quello che dici nella tua lettera ciò accade quando ti rendi conto che tutti stanno ascoltandoti: ma sei davvero certo che le cose stiano così? E’ ovvio che se siete in tre a parlare, in alcuni momenti uno parla e gli altri ascoltano. Ma se si è in un gruppo più numeroso, è ben difficile che quando una persona parla TUTTI stiano ad ascoltarla; quindi evita di sentirti sempre al centro dell’attenzione e di essere da tutti giudicato in ogni tuo atto. Non è così, perché ciascuno è impegnato nell’osservare sé stesso, più di quanto sia interessato ad osservare gli altri. Vivi quindi la tua vita con più leggerezza e senza porti troppi problemi.
Vedrai che già questo sarà in grado di aiutarti molto.
Dott. Walter La Gatta

AL DI LA’ DELLE CURE PSICOLOGICHE

Ho 50 anni, e desidero sapere se -al di là delle cure psicologiche, come la psicoterapia- esiste un farmaco in grado (almeno) di controllare il rossore. Un noto psichiatra mi ha indicato i betabloccanti, ma il risultato è modesto, per non dire nullo. Potete aiutarmi in questo senso?

Un cordiale saluto
50enne

Caro 50enne,
Come le avrà già detto il noto psichiatra, al momento non esistono farmaci per bloccare il rossore; almeno non ce ne sono che funzionino davvero. Credo pertanto che la soluzione del problema, forse suo malgrado, dovrà cercarla ‘al di qua’ della cure psicologiche, che sono le uniche in grado di funzionare davvero…
Cordiali saluti.
Dott. ssa Giuliana Proietti

UN PROBLEMA DA SUPERARE

Sono un ragazzo di 18 anni e ho un problema che a me starebbe molto a cuore superare!!
Fin dal primo liceo ho sempre avuto il problema di arrossire durante un interrogazione e tutto ciò mi ha provocato molto disagio.passando gli anni questo arrossamento del viso durante un esame è andato a poco a poco a diminuire ,anche perchè prima oltre che per l’interrogazione arrossivo quando ero al centro dell’attenzione o quando mi si accusava di qualcosa!!
Io per risolvere questo problema ho cercato di acquisire maggiore sicurezza in me stesso con buoni risultati ma però ancora oggi durante un interrogazione la tendenza ad arrossire c’è sempre in particolare quando l’insegnante mi fa una domanda che io non ricordo o non sò!!!!
Cosa posso fare per risolvere questo problema ???? Spero in una vostra risposta al più presto!!!!
Fausto 85

Caro Fausto,
Durante gli anni dell’adolescenza c’è maggiore sensibilità nel rapporto con gli altri ed una conseguente maggiore facilità nella manifestazione dei sentimenti di disagio che ne conseguono. Tu stesso dici che nel tempo il problema dei tuoi rossori va lentamente migliorando e ciò può essere vero, dato che con l’esperienza gli eventi che inizialmente ti sembravano insuperabili divengono molto più ‘accessibili’, mettendoti meno in difficoltà. Il fatto che tutt’ora in alcune specifiche situazioni tu provi ancora quei sentimenti di disagio e quei rossori, è destinato ad essere ulteriormente superato: se qualcosa resterà di questo tuo antico disagio, non preoccupartene, anche perché credo che gli insegnanti guardino più ai contenuti che non agli sporadici rossori degli interrogati.
Dott. Walter La Gatta

INSICUREZZE FAMILIARI

Sono Alberto ho 23 anni e soffro di timidezza.
Sono iscritto all’Università, aspetto fisico: moro con gli occhi castani, magro, alto 1,90cm.
Mio padre è anche lui una persona introversa e insicura, mia madre è una persona aperta ma anche lei insicura e ossessionata dal giudizio degli altri. Siamo 5 figli di cui io il più piccolo, mio frat. maggiore è un tipo molto sicuro e deciso, le mie sorelle anche, l’altro mio fratello è anche lui un po timido ma essendo un bel ragazzo ha molte ragazze che gli vanno dietro. Ha tutti noi è mancato il cosiddetto affetto fisico da parte dei nostri genitori (baci, carezze, coccole…)
Il mio problema riguarda principalmente il rapporto con le ragazze; non riesco a relazionarmi perche mi blocco e non so cosa dire. Non ho mai avuto una ragazza, sono ancora vergine e alla mia età non credo sia normale. La mia timidezza riguarda principalmente ques’aspetto in quanto fin da bambino anche se timido a scuola riuscivo ad esprimere il meglio; le interrogazioni non mi spaventavano sono stato il primo della classe sia alle medie che alle superiori. Con gli amici stretti che ho sono molto meno timido sono considerato uno spiritoso e che scherza; ma nel momento in cui entra in gioco una ragazza la storia cambia improvvisamente non so cosa dire, non riesco a scherzare, ad essere di compagnia, e tantomeno ad approcciare una ragazza che magari mi piace. Mi ripeto in mente che nessuno mi sta giudicando, che non sono da meno dei miei amici che vedo disinvolti, che qualunque cosa dico andrà bene, che le barriere sono solo nella mia mente ma alla fine non riesco comunque a parlare. E come se le ragazze non si interessassero a me anche se o penso che avrei molto amore da dare ad una ragazza, non ho mai baciato una ragazza e vorrei tanto farlo. Una volta mi è capitato ad una trasferta di lavoro (ho lavorato 2 anni in una fabbrica per pagarmi gli studi e alcuni sfizi)di bere un po troppo e di ubriacarmi allora con i miei colleghi siamo andati in disco e bene sotto l’effetto dell’alcol la mia timidezza era sparita ho parlato con diversa ragazze senza provare il minimo imbarazzo e soprattutto con molte cose da dire! ho approcciato anche con una ragazza olandese (parlando quel poco di inglese che so!). Che significa questo??? come mai non ero più timido sotto l’effetto dell’alcol??
Quella è stata l’unica ubriacata che ho mai avuto nella mia vita, e anche l’unico momento in cui mi sentivo libero!
Ho un ultima domanda: MA SI PUO’ VERAMENTE GUARIRE DALLA TIMIDEZZA O BISOGNA RASSEGNARSI???????
Mi scuso se mi sono dilungato troppo ma gradirei tantissimo una vostra consulenza on line, premetto che per motivo di studio e di lavoro non potrei venire in chat come avete suggerito ad altri.
ASPETTO CON IMPAZIENZA UNA VOSTRA ESAURIENTE (per quanto possibile)RISPOSTA!
ciao. Alberto

Caro Alberto,
Non ci conosciamo, ma dal tono della tua lettera mi sembri un tipo molto esigente nei confronti degli altri, anche se sei poco disposto a concederti. Mi sembri anche un tipo molto difeso e corazzato. Certo è che, in queste condizioni, l’ubriacatura ha potuto allentare completamente i tuoi freni inibitori ed hai potuto così dare il meglio di te, senza i tanti legami che ti stringono e ti costringono…
Tutto bene, fuorché il fatto che ubriacarsi fa male e mette in pericolo la propria vita, per cui non può essere questa la soluzione.
Direi che hai bisogno di elaborare questa tua aggressività repressa nei confronti del mondo e renderti conto che, se tu non sorridi agli altri, gli altri non sorridono a te. Anche tu insomma devi fare qualcosa per migliorarti e non solo pretendere con impazienza che siano gli altri a fornirti risposte esaurienti (per quanto possibile) su un piatto d’argento.
Cari saluti.
Dott. ssa Giuliana Proietti

ALLARGARE IL CERCHIO

Mi chiamo Davide e ho 22 anni.
Prima di tutto vorrei farvi i miei complimenti per questo sito stupendo! E’ veramente il sito che cercavo da tempo, finalmente trovato.

Mi ritengo un ragazzo timido, ma non eccessivamente (non arrossisco quando parlo con una donna che mi piace, e nn balbetto ecc.) ma nonostante questo non riesco mai ad avere una compagnia femminile accanto!
Non ho moltissimi amici, perché non mi sono mai sforzato di tenere da conto le amicizie, quindi mi ritrovo a frequentare sempre quei due o tre amici (maschi) senza riuscire ad allargare il cerchio! Anche quando conosco gente nuova (lavoro, sport ecc.) in questo contesto non c’è mai più di una ragazza!
Durante le scuole medie e superiori, poi , come se non bastasse, sono stato sempre in classi maschili, dove le donne le vedevo col binocolo!
Ora il punto è: o sono sfortunato, cosa a cui io non credo (troppo facile dire così), oppure non ci sò fare io!
Non ci so fare perché mi reputo un ragazzo molto carino e simpatico, ma ho una sfrenata ed esagerata paura di un rifiuto, ho paura di mettermi in mostra di fronte alla gente, ho paura di fare figuracce o cose del genere.
Vorrei tanto un suo consiglio, per cercare di trovare l’equilibrio che cerco da molto tempo.
Trovare questo sito è stato già un passo avanti 😉

Grazie mille, e complimenti ancora per il vostro lavoro

Davide

Caro Davide,
Ciò che ti blocca non è la mancanza delle abilità e delle prerogative per essere accettato in un gruppo: tu stesso dici di reputarti sufficientemente carino e simpatico, ma il problema è che temi di esporti. E’ vero che avendo sempre frequentato ambienti maschili, non hai avuto l’opportunità di approfondire la conoscenza del mondo femminile, ma è altrettanto vero che hai l’età giusta per cominciare a farlo. Hai già capito da solo come fare: devi semplicemente conoscere più gente, metterti in gioco con gli strumenti che hai già, cercando ogni occasione per aumentare le possibili relazioni, senza mai evitarle e senza mai nasconderti.
Dott. Walter La Gatta

QUANDO LEI MI PIACE

Avere una ragazza è un qualcosa che mi riempirebbe di gioia , ma purtroppo di fronte all’idea di conoscere una ragazza rimango letteralmente paralizzato. La sola idea di avvicinare una ragazza che mi piace provoca una serie di disturbi fisici, quali vertigini, tachicardia e un forte senso di angoscia. Ho paura ad avvicinarmi e ad intavolare anche la più stupida delle conversazioni per paura che lei mi giudichi male, come uno “stupido che ci sta provando”; quindi tendo generalmente ad allontanarmi da quella situazione che mi provoca disagio. Quando mi trovo da solo a riflettere (in momenti di tutta tranquillità) mi rendo conto che le mie paure sono forse eccessive, che non riuscirò mai a fare colpo su una ragazza se non vinco il terrore di essere giudicato male. Però, quando si ripresenta la situazione temuta, la mia paura ritorna. Tutto ciò ovviamente mi ha impedito e tuttora mi impedisce di avere una vita sentimentale (non ho mai avuto una ragazza e in alcuni momenti ho paura che ciò non accadrà mai); d’altra parte ho paura a parlare di queste problematiche con le persone che mi circondano (che pure mi vogliono un gran bene) sempre per timore di essere giudicato male. In famiglia sono una persona estroversa e vivace (anche troppo,a volte), ma all’esterno quando si tratta di affrontare qualcosa che ha a che fare con la sessualità (per esempio il confidare ad un amico che mi piace quella certa ragazza ) rimango impaurito e incapace anche solo di parlarne. Come posso fare per risolvere questa situazione? Sono stanco di andare avanti così, ma d’altra parte per cambiare le cose ci vorrebbe “un salto” che non ho il coraggio di fare.
Vi ringrazio anticipatamente per le risposte che potrete darmi.
Anonimo

Caro Anonimo,
Secondo me lei è bloccato da una serie di pregiudizi. Primo: chi le ha detto che alle donne non piacciono i timidi? Le donne li apprezzano molto, perché stimolano il loro naturale senso materno e di protezione. Certo, oltre alla timidezza, se mi consente l’espressione, deve esserci dell’altro… Per esempio una certa intelligenza, vivacità di pensiero, senso dell’umorismo, cultura, esperienze da raccontare ecc.
Piuttosto che concentrarsi sulla sua timidezza, cerchi da ora in avanti di sviluppare queste abilità e conoscenze, che vengono da letture, meditazioni personali, incontri con altre persone che possono arricchire e potenziare la personalità individuale (tra questi, perché no, anche uno psicologo, con il quale confrontarsi e confessare le proprie paure).
Il secondo punto da considerare è questa sua paura di essere ‘giudicato male’: chi fa un’avance sessuale non viene giudicato male e, tanto meno, uno stupido che ci sta provando. E’ una cosa naturale infatti mostrare comportamenti di seduzione e corteggiamento, così come è nella nostra natura di esseri umani, che peraltro condividiamo anche, pensi un po’, con i salmoni, le foche, le scimmie, i pavoni, le api ecc. ecc. Lei perché si sente speciale se mette in atto un comportamento che è invece del tutto naturale?
Quello che potremmo dire sull’argomento è che c’è chi in queste cose se la cava assai meglio e chi dà solo spazio agli istinti, senza alcuna mediazione culturale. Questo dà vita a comportamenti che possono apparire ‘infantili’ o ‘sciocchi’, ma anche a comportamenti violenti sulle donne, perché si è incapaci di intavolare con loro una relazione, a volte una conversazione.
Soluzione? La semplice acquisizione di un bagaglio di abilità sociali, che si possono ‘copiare’ dai comportamenti dei grandi seduttori nei film, nei romanzi, nella vita di tutti i giorni.

Insomma, caro anonimo, le soluzioni ci sono, sono tante e multiformi, non c’è da fare nessun salto: c’è solo da impegnarsi tanto a migliorare sé stessi.
Sono sicura che se si impegnerà, ce la farà!
Auguri.
Dott. ssa Giuliana Proietti

NON TIMIDA MA ERITROFOBICA

Sono Linda, una ragazza di 21 anni di P. e ho un grande problema: sono eritrofobica. Non sono una timida, anzi proprio il contrario, ma il fatto di arrossire blocca i miei rapporti con gli altri. Ho tanti progetti per il futuro, ma mi sembrano tutti irraggiungibili visto il mio problema. Quando incontro una persona che conosco arrossisco e loro si trovano male perché non capiscono il senso del mio comportamento, ma non lo capisco neanche io. Ho solo tanta voglia di essere come gli altri, ma come posso fare? Aiutatemi per favore, ne ho tanto bisogno. Ho una curiosità: ci sono stati casi in cui persone eritrofobiche hanno risolto totalmente il loro problema? In attesa di una risposta vi ringrazio e vi porgo i miei saluti.
Linda

Cara Linda,
Sono perfettamente d’accordo con lei: l’eritrofobia può essere un’espressione di timidezza, ma non sempre. A volte chi soffre di questa patologia è semplicemente una persona particolarmente ansiosa, che si emoziona con facilità e che esprime tale emozione attraverso una modalità perfettamente visibile agli altri.
Poiché non tutti capiscono che, dietro un comportamento del genere, può non esserci un discorso di timidezza, diventano protettivi o si chiedono, increduli, cosa possono aver fatto o detto per generare una simile situazione…
Chi la vive, per così dire, dall’interno, ci rimane altrettanto male, perché vorrebbe urlare che non vi è assolutamente niente di strano o di particolare in quell’incontro e vorrebbe tanto indossare una maschera per potersi comportare normalmente, come sente di poter fare, anche se l’imbarazzo e l’inibizione degli altri impediscono che ciò possa avvenire.
Credo che questo sia, più o meno, il problema. Vorrei aggiungere però, cara Linda, che chi è ANCHE un po’ timido, tende a dare troppa importanza al giudizio degli altri, si sente sempre al centro dell’attenzione e teme in modo particolare le ‘figuracce’.
La sua eritrofobia dunque passerà non quando la pelle del suo viso smetterà di arrossire, ma quando a lei comincerà ad importarle assai di meno del giudizio degli altri e delle figuracce. Il circolo vizioso si interromperà e lei arrossirà assai meno, sempre di meno…
Auguri!
Dott. Walter La Gatta


UNA SITUAZIONE CHE MI FA SOFFRIRE

Salve! Sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo per chiedervi un parere su una situazione che mi fa soffrire. Comunque inizio col descrivermi un po’: sono sempre stata una persona insicura e con poca fiducia in me stessa,dipendente dagli altri e da qui è venuta fuori l’ansia, che x un certo periodo mi ha portato a soffrire del disturbo ossessivo-compulsivo (almeno penso che si tratti di questo anche se non sono mai andata da 1 psicologo). Poi, ho attraversato un momento nero della mia vita con la morte di mio padre x una brutta malattia e da quel momento ho capito che rimuginare su me stessa non serviva a niente, che dovevo essere forte x mia madre e che il periodo di ‘depressione’ passato mi aveva allontanato da mio padre in un momento in cui avrei dovuto essergli + vicina.(me lo rimprovero ancora oggi).
Così mi sono data da fare x buttarmi alle spalle le mie insicurezze e timidezze e x tante cose ce l’ho fatta e se ci penso sono orgogliosa di me xchè piano piano riesco a crearmi la vita che vorrei. Questo nei giorni luminosi e ottimisti…in altri mi prende una paura del futuro, un senso di inadeguatezza e paura quando mi devo confrontare con gli altri, anche x uscire a cena fuori se ci sono tante persone che non conosco(mi mancano veramente quelle che lei dottoressa chiama la ‘abilità sociali’),o da sola con un ragazzo…un’ansia che mi blocca e mi prende allo stomaco,vorrei scappare, ho paura di non essere intelligente o divertente… dopo un po’ questa sensazione terribile passa ma mentre la vivo sto malissimo e mi sento un’aliena e mi sembra di non essere punto cambiata rispetto a 3 anni fa. Poi con le altre persone cerco di essere sempre al meglio e mostro la mia parte + forte e spensierata ma in realtà…
Un problema riguardo a questo è la relazione con l’altro sesso(come si dice…) anche qui faccio acqua xchè non ho mai avuto un ragazzo e se da una parte vorrei essere amata e sento che potrei dare tanto amore ho PAURA di non essere all’altezza, vedo le altre ragazze meglio di me e sono anche convinta che con un carattere insicuro come il mio una storia d’amore non potrebbe andare avanti a lungo…
Comunque vi ringrazio x avermi ‘ascoltato’ e vorrei un parere su me stessa voi che leggete queste cose dal di fuori e avete esperienza! Spero capiate i miei ‘contorcimenti’ ma non sono abituata a parlare dei miei sentimenti xchè spesso li tengo per me.
Girasole.
Come faccio a sapere quando mi risponderete?

Cara Girasole,
Cominciamo dall’ultima domanda per dare un’informazione, diciamo così ‘di servizio’: la clinica della timidezza risponde a tutti i quesiti, per cui è sufficiente collegarsi al sito almeno una volta alla settimana per non perdere l’eventuale risposta. Spesso c’è da aspettare qualche settimana per avere la risposta, ma ciò è dovuto al fatto che rispondiamo a TUTTE le lettere che riceviamo. Se i quesiti non sono attinenti al tema della timidezza vengono girati automaticamente a www.psicolinea.it , se le mail non contengono alcun quesito vanno invece, come è ovvio, nel cestino.
E ora veniamo a te. Vorrei anzitutto farti i complimenti perché sei stata molto brava nel tirarti fuori da una brutta depressione e, anche senza essere mai andata da uno psicologo, hai capito da sola come fare a difenderti dalle situazioni difficili. Il tuo problema è che non tutti i giorni sono uguali, certe volte ti senti più sicura di te, altri meno.

Cara Girasole, forse tu vorresti girati sempre verso le cose belle, verso il sole e la luce, come suggerisce il tuo nick, ma nella natura le cose stanno in modo assai diverso…
La luna non si mostra mai nello stesso modo, così come il mare, le stagioni, i prodotti della natura: questa variabilità fa parte della vita su questo pianeta e riguarda anche le persone, che non sono mai completamente le stesse in tutti i momenti ed in tutte le situazioni.
La cosa più saggia da fare allora è accettare i cambiamenti, imparare a conviverci e sapere che, comunque vada, dopo l’inverno viene SEMPRE la primavera…
I più cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

CERCO SUGGERIMENTI

Salve

Mi chiamo Enzo sono un ragazzo di 27 anni (obeso), con questa mia e-mail vorrei pregarVi di darmi validi suggerimenti.

A gennaio c.a. è venuta in Italia dalla Lithuania una ragazza di 18 anni (magra) … una sorta di fuga dopo aver sorpreso il ragazzo in situazioni amorose con la sorella, quindi per la forte delusione ha preferito allontanarsi.
Elhena, questo è il suo nome, ha fatto vari lavori fino ad arrivare al 17 marzo c.a. quando la conobbi perchè “assunta” a lavorare nella distribuzione di volantini nell’agenzia cui lavoro,. Mi piacque fin da subito, e fin dai primi giorni le dichiarai il mio amore. Lei mi rispose e ancora tutt’oggi mi risponde che ha bisogno di tempo poi si vedrà… (purtroppo intanto i mesi passano, siamo a giugno).
Il suo ex ragazzo quando lei venì in Italia si fidanzò con la sorella, che purtroppo l’altro giorno ha lasciato pure quella, quindi la ragazza di cui mi sono innamorato posso capire il suo stato d’animo.
Io per lei ne ho fatto di tutti i colori, quasi ogni giorno gli regalavo una rosa rossa, gli compravo peluche, profumi… insomma mi sono comportato “credo” come un normale innamorato, fino quando lei mi disse che non vuole regali, non vuole che io spenda soldi per lei.
Io ogni tanto le dico di amarla con tutto il cuore, cerco di baciarla o di coccolarla, e lei sempre mi dice che al momento non vuole niente, che quando starà bene si vedrà.

Come mi devo comportare? come posso conquistarla? esiste un metodo infallibile? come capire se tra lei è me ci può essere una vera storia? … o “forse” e meglio lasciarla perdere ..(spero di no)

Aiutatemi, datemi validi consigli.
Caro Enzo,
Credo tu abbia fatto tutto il possibile con i sistemi ‘tradizionali’ di corteggiamento. Forse questa ragazza in questo momento vuole essere lasciata un po’ da sola, o forse non la interessi.
Prova a fare qualcosa che ti renda interessante agli occhi degli altri (una gara, un’apparizione televisiva, un fan club, un sito internet, un corso di ballo, ecc) e poi lasciati desiderare.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

NON SONO UNA PERSONA ESPANSIVA
Salve a tutti!
non so se la mia sia timidezza o altro, comunque sia, non sono una persona espansiva: me ne sto spessissimo per conto mio.
Sono timida dai tempi della scuola materna, forse per via delle costrizioni, o forse in seguito al confronto coi coetanei… non saprei, comunque non mi pare importante.
Ho passato la mia infanzia e parte dell’ adolescenza a desiderare di essere diversa da come ero, cioè uguale agli altri, ora sono alla soglia dei vent’ anni. ingigantivo a dismisura questo problema della timidezza, sono arrivata persino a ritenermi malata, rifiutando al contempo questa eventualità, perchè la consideravo troppo grave.

Qualche anno fa, in concomitanza con forti dispiaceri di natura sentimentale, una notte si è verificato un fatto strano:
mi trovavo nel letto, tra la veglia e il sonno, avevo delle strane vertigini, come se gli occhi girassero in tutte le direzioni, nel contempo sentivo rumori stridenti provenire dalle orecchie ed espandersi in tutta la testa. mi è capitato di vedere anche delle “immagini” passarmi davanti agli occhi in quei frangenti terribili.
durante questi episodi sgradevolissimi avevo la sensazione di essere paralizzata, impossibilitata nei movimenti; infatti desideravo muovermi, portarmi le mani alle orecchie nel tentativo di attenuare i rumori, ma non vi riuscivo.
a volte il movimento riusciva, ma soltanto nella mia testa: mi pareva di aver mosso le braccia, a volte sentivo le mani posarsi sulle orecchie, le vedevo, ma un momento dopo mi accorgevo di non essermi mossa affatto.
non potevo accorgermi di cosa era reale e cosa no.
le “crisi” si sono verificate molte volte, e sempre in stati di coscienza alterati, nel dormiveglia, sia di notte che di giorno.
tempo fa si ripetevano di frequente, più che altro nel passaggio tra il sonno e la veglia, quasi mai il contrario.
ultimamente non si sono più verificati simili episodi.

ora non desidero più “guarire dalla timidezza”, nè apparire diversa da come sono, e neppure essere accettata dagli altri, non mi interessa.
voglio scegliere io con chi stare, senza seguire gli altri, senza più temere il loro giudizio.

vorrei il parere di un esperto
per questo ho scritto
non sulla mia situazione generale
ma su quegli episodi la cui natura rimane tuttora un enigma per me.
era forse un inizio di nevrosi?

cordiali saluti

TFS

Cara TFS,
Gli episodi che descrivi avvenivano, come tu ben dici, in stati alterati della mente, come nel dormiveglia. Per farti un esempio pratico, quando si vuole ipnotizzare una persona, non la si fa addormentare, ma la si porta a questi stati alterati di coscienza, durante i quali è più facile influenzare il soggetto con le suggestioni ipnotiche. Nel tuo caso credo che la prima volta sia successo quasi per caso, come espressione di un malessere generale: questo episodio deve averti molto spaventata, tanto da averti indotta, in questo stato di dormiveglia, a ‘riprovare’ ancora, un po’ come quando si vedono i film horror: un po’ per autostimolarsi, un po’ per rassicurarsi, finito il film (o la crisi), che tutto è normale intorno a sé le redini dell’esistenza sono ancora saldamente nelle nostre mani.
Quanto all’approccio che attualmente utilizzi verso la timidezza, mi sembra molto maturo e ragionevole: l’importante però è che il disinteresse verso il giudizio degli altri si mantenga in una dimensione equilibrata e non sfoci in una paranoia verso il mondo esterno, per cui il mondo è uno schifo e si salva solo chi non lo frequenta e si fa solo i fatti suoi…
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti

TANTE PERSONALITA’

Non riesco a capire perché in me convivano tante personalità. Io ho 20 anni e tantissimi amici e amiche, ma pensando alla mia attuale capacità di socializzare non riesco a capire come sono riuscito a circondarmi di così tante persone care. Quando sto con i miei amici + stretti non ho nessun problema: rido e scherzo senza barriere. Sono euforico e loquace: in una parola un vero “compagnone”. Anche con le amiche di sesso femminile nessun problema, visto che arrivo tranquillamente a confidenze importanti. Con le ragazze che mi piacciono e con cui esco è un vero problema: innanzitutto per incontrarci scelgo sempre posti poco affollati. Poi, non mi riesce in nessun modo di essere spontaneo e così i discorsi che facciamo sono noiosi. Non parliamo poi di occasionali incontri con amiche di lei: momenti in cui mi vorrei sotterrare perché sento di non centrare niente, ma intanto la ragazza si rende conto della mia timidezza. Per non parlare poi delle persone che ho appena conosciuto : sentendomi giudicato, perdo tutta la mia spontaneità e mi chiudo in me stesso senza dire niente. Spessissimo (soprattutto con le ragazze) sembro anche molto scontroso, ma il mio vero problema è iniziare a parlare di qualcosa, perché non sapendo niente di questa persona mi chiedo quali argomenti posso trattare per attirare la sua attenzione. Non trovandoli mi chiudo in silenzio e perdo anche la mia carica umoristica, che è una delle cose più apprezzate dalla gente che mi conosce. Purtroppo le ragazze con cui esco non riescono subito a capire il mio carattere e abbandonano senza arrivare a fondo; visto che è un’esperienza che si è già ripetuta, chiedo un consiglio a voi che già dalle altre lettere mi avete offerto spunti molto interessanti.

Vi ringrazio
Fabio

Caro Fabio,
La cosa migliore da fare è senz’altro quella di avere tanti argomenti nel cassetto: di tutti i tipi, per tutte le occasioni. Le consiglio dunque di leggere tutti i giorni un quotidiano, nel quale potrà trovare notizie di attualità, cronaca, politica, gossip e quant’altro.
Selezioni un argomento per tipo e su questo si prepari molto bene. Quando è con una ragazza provi a sondare il terreno dei suoi interessi, partendo da uno sfruttatissimo, ma sempre efficace ‘di che segno sei’? Nessuna donna è impreparata sull’astrologia, la parente povera della psicologia e partendo da qui potrà riallacciarsi ai discorsi che si sarà preparato e che non mancheranno di colpire la sua interlocutrice, dal momento che oggi è difficile trovare un ragazzo che sappia parlare veramente di tutto.
Dott. Walter La Gatta

UNA PERSONA INSICURA DA SEMPRE

Salve!Sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo per chiedervi un parere su una situazione che mi fa soffrire. Comunque inizio col descrivermi un po’: sono sempre stata una persona insicura e con poca fiducia in me stessa e da qui è venuta fuori l’ansia, che x un certo periodo mi ha portato a soffrire del disturbo ossessivo-compulsivo (almeno penso che si tratti di questo anche se non sono mai andate da 1 psicologo). Poi, ho attraversato un momento nero della mia vita con la morte di mio padre x una brutta malattia e da quel momento ho capito che rimuginare su me stessa non serviva a niente, che dovevo essere forte x mia madre e che il periodo di ‘depressione’ passato mi aveva allontanato da mio padre in un momento in cui avrei dovuto essergli + vicina.(me lo rimprovero ancora oggi).
Così mi sono data da fare x buttarmi alle spalle le mie insicurezze e timidezze ex tante cose ce l’ho fatta e se ci penso sono orgogliosa di me xchè piano piano riesco a crearmi la vita che vorrei.Questo nei giorni luminosi e ottimisti…in altri mi prende una paura del futuro, un senso di inadeguatezza e paura quando mi devo confrontare con gli altri, anche x uscire a cena fuori se ci sono persone che non conosco,o da sola con un ragazzo…un’ansia che mi blocca e mi prende allo stomaco,vorrei scappare, ho paura di non essere intelligente o divertente… dopo un po’ questa sensazione terribile passa ma mentre la vivo mi sembra di non essere punto cambiata rispetto a 3 anni fa. Poi con le altre persone cerco di essere sempre al meglio e mostro la mia parte + forte e spensierata ma in realtà…
Un problema riguardo a questo è la relazione con l’altro sesso(come si dice…) anche qui faccio acqua xchè non ho mai avuto un ragazzo e se da una parte vorrei essere amata e sento che potrei dare tanto amore ho PAURA di non essere all’altezza che altre ragazze sono meglio di me e sono anche convinta che con un carattere come il mio una storia d’amore non potrebbe andare avanti a lungo…
Comunque vi ringrazio x avermi ‘ascoltato’ e vorrei un parere su me stessa voi che leggete queste cose dal di fuori e avete esperienza! Spero capiate i miei ‘contorcimenti’ ma non sono abituata a parlare dei miei sentimenti xchè spesso li tengo per me.
Girasole.

Carissima Girasole,
Tu, in realtà, non puoi e non potrai mai sapere cosa passano, prima di andare a cena con qualcuno, tutte quelle ragazze belle, simpatiche e divertenti che tanto invidi!
Probabilmente soffrono di ansia come te ma, come te, cercano di non dimostrarlo e di esprimere solo la parte positiva di sé stesse (quella che tu puoi vedere ed anche idealizzare).
Credo che tu sia una ragazza matura e la tua tendenza all’auto-osservazione ti aiuterà senz’altro a migliorarti ed a rinforzarti.
C’è ancora una cosa che vorrei dirti: i pensieri che affollano la tua mente nei momenti critici non piovono dal cielo, ma sei tu stessa a produrli, per soddisfare un masochistico bisogno di auto-punizione. Presa coscienza di questo, se e quando ti ricapita una situazione del genere, ferma il mondo intorno a te, prenditi una pausa, caccia fuori i pensieri negativi, inserisci quelli positivi e lasciali frullare a lungo nella tua testa… Vedrai che tutto andrà meglio.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti

ATTACCHI DI PANICO

Ho 33 anni e soffro da sei di attacchi di panico, da piccolo sono stato sempre una persona introversa, anche a questa età ho sempre paura di far valere i miei diritti nei confronti degli altri in particolare delle persone che conosco poco, per il terrore che questi posso attuare qualche ritorsione. Se ho qualche diverbio o semplice divergenza con qualcuno, per molti giorni vivo nel terrore.
Vorrei chiedervi se questa difficoltà di relazionare è forse legata a qualche forma di ansia sociale oppure è solo legata alla distimia? Se ci sono quali rimedi si possono attuare?
Grazie
Ansioso

Caro Ansioso,
Per una persona timida dover parlare con un’altra e non essere d’accordo, esprimere dissenso, è davvero difficile. La reazione è in genere quella della fuga (dando ragione all’altro o evitando il confronto); altre volte è quella dell’attacco, ovvero rigidità ed inflessibilità nel sostenere il proprio punto di vista, con aggressività nei confronti dell’interlocutore, in modo da farlo desistere, più per paura che per convinzione.
Direi che la cosa migliore da fare è discutere solo se ne vale la pena, se si è fortemente convinti di qualcosa o si vuole raggiungere un qualche obiettivo: discutere con l’altro solo per avere la soddisfazione di aver espresso il proprio punto di vista (magari perdendo per questo un’amicizia) non paga, in nessun senso.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

MI PIACCIONO MOLTO LE DONNE

Salve, io ho un problema, mi piacciono molto le donne, di tutte le età, io ho 24 anni, di bella presenza, laureato e parlo tre lingue. Spesso mi accade prima di conoscere una ragazza, di entrare in un ruolo, come se fossi in un film e di recitare una parte, il mio unico scopo è quello di farmi desiderare, è indifferente per quale motivo, quasi trovassi assoluta soddisfazione nell’essere desiderato. Dispongo di forte capacità intellettuali che mi permettono di stregare tutte queste ragazze, entrando in ruoli pazzeschi, parlando altre lingue, spacciandomi per altre persone, mentendo spudoratamente, ma con stile, e godo e provo soddisfazione quando queste cadono nella mia trappola. Però ormai da un pò che questo giochino “malato” mi stà facendo capire che in realtà sono un poverino della specie più disgustosa. E mi chiedo se mai riuscirò a raccontare la verità, tutto quanto mi angoscia e mi ha fatto venire crisi di panico e ansia, però la mia paura di non essere accettato mi ha portato a tutto ciò, le mie insicurezze…Spesso mi chiedo se sono normale, sono stato con talmente tante ragazze che mi viene da star male spesso quando ci penso… Ed ho scoperto anche un altra cosa, che quando sono me stesso, sono fragile e piccolo e molto insicuro, anche il sesso ho notato che non è affatto soddisfacente, ma invece quando entro nel mio ruolo di “bello e dannato” allora tutto è diverso, forte, portante, divertente, piacente, pieno di energie e di sole, anche se in realtà ho un carattere del k…., non so da cosa derivi, fatto stà che forse sono omo-sessuale, non ho mai provato tutto ciò, so solo che con i ragazzi non ho tutti questi stress, riesco ad essere più me stesso. Che ne dite???

Ice

Caro Ice,
La sua lettera sembra quella di un moderno Don Giovanni, il quale, come si sa, ebbe molte donne, ma il cui godimento massimo era più nel piacere della conquista, che nella relazione in sé, anche sessuale.
Questo comportamento è considerato ‘patologico’, nel senso che nella letteratura psicologica si fa riferimento ad una ‘sindrome di Don Giovanni’, che spesso colpisce soggetti deboli, un po’ infantili, alla continua ricerca di attenzione e di sfide per dimostrare, soprattutto a sé stessi, il proprio valore.
Lei, caro Ice, non vuole riconoscere le mezze misure, vorrebbe vedere il mondo o tutto bianco o tutto nero: se deve corteggiare una donna vuole ‘stregarla’, stupirla con effetti speciali, ma se riaffiorano le sue insicurezze si sente un carattere del k…, fragile e molto insicuro, al punto di sospettarsi ‘omo’.
Il lavoro da fare sulla sua personalità parte dunque dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle sue fragilità; dovrebbe poi conquistare una autostima più stabile, in modo che lei possa restare ‘in piedi’, sia quando vince, sia quanto perde. La ristrutturazione del pensiero dovrebbe poi volgere ad imparare a considerare veramente valido nella sua vita, solamente ciò che è riuscito a fare da solo, senza quella maschera da Superman, che la rende un eroe invincibile, ma che se per caso si strappa…
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti

HO DEI VERI E PROPRI BLOCCHI

Mi chiamo Daniela, 27 anni di B.

Sono timida. Fin da bambina sono sempre stata riservata e tranquilla, ma adesso mi accorgo di avere dei veri e propri blocchi. Ho il terrore delle situazioni sconosciute, mi prende il panico quando devo parlare in pubblico e faccio praticamente scena muta, così come quando conosco persone nuove: mi sento a disagio e non trovo quasi nulla da dire, se non è l’altro per primo a prendere l’iniziativa.
Non sono brillante né intraprendente e solo dopo che ho conosciuto bene una persona inizio ad aprirmi. In genere sono molto brava e paziente nell’ascoltare le confidenze degli altri, io invece sono comunque riservata anche con le persone più intime.

Faccio un lavoro che mi piace ma che non mi pone a contatto diretto con la gente (lavoro in un call center)e sul lavoro sono considerata seria ed affidabile, anche se poco propositiva, preferisco rimanere nell’ombra piuttosto che emergere con iniziative.
Sono iscritta all’Università ma ovviamente sono molto indietro perché gli esami orali per me sono un vero incubo: a volte la tensione, l’ansia, la paura di non farcela e di essere giudicata negativamente sono talmente forti da evitare l’appello e rimandare l’esame a data da definirsi…

A livello affettivo non va molto meglio: ho avuto una storia di 2 anni con un ragazzo molto più grande ed esperto di me; all’inizio non capivo come una persona brillante e intelligente come lui potesse interessarsi a me, ma lui aveva avuto una grossa delusione da un’altra donna e probabilmente vedeva in me la brava ragazza di cui si poteva fidare. Mi sono sempre sentita paragonata alle altre che aveva avuto, ho sopportato le sue crisi e le sue pause di riflessione ma dopo l’ultima ho avuto il coraggio di dirgli di no quando è tornato, e non me ne sono pentita. La storia è finita da 1 anno e mezzo e dopo di lui non ho più avuto nessuno. Ci sono state persone che erano interessate a me e persone a cui ero interessata, ma la mia rigidità, chiusura e scarsa disponibilità hanno impedito di approfondire queste simpatie e a volte mi sembra di aver perso delle occasioni per conoscere qualcuno di interessante.

Mi reputo una ragazza carina, intelligente e simpatica quando sono a mio agio e vorrei veramente avere qualche consiglio su come affrontare queste situazioni che mi creano disagio e ansia e mi impediscono di vivere appieno la mia vita, senza aver sempre la sensazione di rimpianto per non aver fatto/detto qualcosa.

Grazie comunque per avermi permesso lo sfogo e complimenti per il sito!

Daniela
Cara Daniela,
Mi sembra che lei abbia tutto quello che una ragazza possa desiderare, tranne forse il coraggio. Come trovare il coraggio di fare ciò che si vuole fare e non vivere di rimpianti? Potremmo filosofeggiare molto sull’argomento, ma purtroppo c’è un solo modo: buttarsi, mettersi in gioco.
Le consiglio questo semplice esercizio: prenda un quaderno e scriva sulla prima pagina: ‘il libro dei miei successi personali’.
Su ogni pagina scriva una cosa che le piacerebbe fare : dire ad un ragazzo ‘mi piaci’, raccontare una barzelletta in pubblico, cantare una canzone al karaoke e così via. Man mano che riesce a fare queste cose, le descriva in breve sulla stessa pagina, annotando giorno e ora del ‘successo personale’… Potrà ancora dire, sfogliando le pagine di questo quaderno: vivo di rimpianti?
L’importante è non avere fretta.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti

PENSAVO DI ESSERE L’UNICA

Mi chiamo Claudia, ho 16 anni e ho scoperto questo sito per caso, sfogliando una rivista… e così mi è venuta la curiosità di provare a vedere se altre persone “timide” hanno il mio stesso problema, di cui prima non sapevo niente(oltre al fatto che ne soffrivo, ovviamente!), anzi, pensavo di essere l’unica ad avercelo! E invece ho scoperto che non è nulla di anormale, anzi, ha anche un nome scientifico: eritrofobia.
Ho messo la parola “timide” tra virgolette perchè io, come molte delle altre persone che vi hanno scritto di questo problema, non sono affatto timida! Mi piace stare al centro dell’attenzione e avere rapporti con gli altri e inoltre faccio amicizia con facilità. Purtroppo però mi capita molto spesso di arrossire, la maggior parte delle volte quando il rapporto(anche solo colloquiale)con qualcuno diventa più intimo, ma mi succede anche per nessun motivo imbarazzante in particolare, così, all’improvviso, mi sento la faccia infiammarsi e noto nei miei interlocutori un certo disagio…ma quella più a disagio sono io, perchè in quel momento sì che scatta l’imbarazzo! E così arrossisco ancora di più! Insomma, per me l’arrossire è sia la causa che la conseguenza dello stesso arrossire! Spero di essermi spiegata… e spero anche che voi possiate suggerirmi qualche consiglio, per favore il più concreto possibile!(cioè evitando frasi tipo”la risposta è dentro di te”, perché in tal caso non saprei proprio da dove iniziare a cercarla!)
Sperando in una risposta

Claudia

Cara Claudia,
E’ abbastanza ‘concreto’ dirti che potrai trovare sicuro giovamento imparando a controllare meglio le tue emozioni?
Se si, prova a fare un Corso di training autogeno, ma ‘dal vivo’, non leggendo i libri sull’argomento, perché così funziona assai meglio !
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta

HO FATTO TESORO DEI SUOI CONSIGLI

Cara Dottoressa le scrivo in merito al mio articolo da lei pubblicato “micidiale ereutofobia”. Le comunico che ho fatto tesoro dei suoi consigli ed ho intrapreso da circa un mese una psicoterapia di tipo analitico che sta realizzando soddisfacenti risultati. Consiglio a tutti coloro che soffrono di questo “micidiale” disturbo di rivolgersi ad un terapeuta di fiducia. Posso assicurarvi che è molto utile alla causa.
Torino, 35

Caro Torino 35,
La ringrazio per questa sua mail, soprattutto perché è una testimonianza per i nostri lettori. E’ vero che andare da uno psicologo può essere a volte imbarazzante, dispendioso, noioso e quant’altro, ma ci sono casi in cui, davvero, non se ne può fare a meno. Del resto se ci si ammala di appendicite, si corre in ospedale, ed anche questo non è esattamente una passeggiata… Perché tante reticenze nei confronti della psicoterapia? La verità è che, in realtà, molte persone non desiderano affatto guarire.
Cordiali saluti e buon lavoro.
Dott.ssa Giuliana Proietti

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