archivio storico

Archivio Storico 6 | Posta

Archivio Storico della Clinica della Timidezza, dal 2002 al 2011- Posta n. 6

SFORTUNATO

mi chiamo Luigi e scrivo da P.; sono un ragazzo di 20 anni; sono stato sfortunato nella vita in quanto a 15 anni sono stato operato di una grave malattia ai reni da lì dialisi e varie complicazioni. Non ho mai avuto una ragazza e mi sono sempre affidato alla masturbazione. Da quando possiedo internet essa è pure aumentata. Ho sempre sofferto molto di non avere una ragazza ma ho sempre cercato giustificazioni interpersonali del tipo “sono un ragazzo troppo serio”, sono sfigato nella vita”,”voglio pensare più al mio futuro..”In realtà con le ragazze ho sempre avuto problemi a relazionarmi ma anche con i ragazzi e gli amici. Ultimamente però il volere a tutti costi una ragazza è diventata un’ ossessione.Sento una pressione forse solo immaginaria da parte dei familiari…Questo però mi blocca ancora di più.Quando conosco una ragazza mi faccio subito dei castelli per aria e senza neanche conoscerla penso magari a come potrebbe essere il mio futuro con lei.C’è però un problema: il sesso!
Le ragazze si mi piacciono ma sento un’attrazione SOLO SESSUALE anche verso i maschi specie se estranei: questo mi fa sentire a disagio. Mi immagino spesso di masturbarci e “spompinarci” a vicenda ma al rapporto sessuale vero e proprio no; mi fa schifo. Non so spesso penso anche che non mi sognerei mai di avere una relazione sentimentale con un maschio, mi fa ribrezzo solo pensare di svegliarmi una mattina e trovarmi affianco un maschio. Invece delle ragazze MI INNAMORO e se voglio e mi piacciono veramente dal punto di vista caratteriale mi masturbo pensando a loro.
Non lo so ma mi sento confuso. Sono forse gay? E’ una brutta parola ma mi sento di escluderla perchè io non potrei vedere il mio futuro se non affianco di una donna che mi ami. Spesse volte mi sono sentito innamorato e nonostante la mia timidezza ci ho sempre provato, forse però sempre nel modo peggiore; dichiarandomi come uno stupido bambino. Ma tutte le volte un fiasco perchè poi, come dopo essermi liberato di un peso, finivano sempre per dirmi che sono un bravo ragazzo e solo un amico per loro.Questo mi ha messo addosso un mare di indecisione;
per questo c’è stato un periodo che mi sono proprio chiuso in me stesso e mi sono rifugiato nella masturbazione. Era (ed è)un periodo in cui mi sento molto “inferiore” ai miei amici e questo mi blocca ancora di più. Per questo spesso torna ad assillarmi il dubbio di essere gay e questo mi fa sentire ancor più fallimentare con le ragazze. E’ come un circolo vizioso in cui indecisione e paura di essere indeciso si rincorrono.
Ci sono però poi periodi come quello che sto vivendo da qualche giorno, che mi sento innamorato di una ragazza, Sara, e finalmente lei ha accettato di uscire con me venerdì sera.
Ora mi sento bene e per nulla gay, la desidero molto e vorrei tanto che diventasse la mia ragazza.
E’ la prima volta che sento la sensazione che qualcosa potrebbe funzionare; dipende tutto da me ma questo mi mette ansia addosso e ho paura di non essere all’altezza.
Mi sento però in dovere sabato sera almeno di dare finalmente “il mio primo bacio” almeno; voglio riuscirci e superare questo blocco psicologico. Ma il fatto di avere in dubbio la mia sessualità mi blocca ancora di più.
Io ORA non mi sento gay e non mi sono mai sentito tale senon chè a volte mi capita di essere attratto dal corpo di qualche bel ragazzo che non conosco.
Mi sento però molto sensible è desidero immensamente essere felice con una ragazza.
Può essere che questa paura di essere gay sia solo la conseguenza della mia insicurezza e del mio carattere iperchiuso e timido? per favore rispondetemi e datemi qualche consiglio su come “baciare” quella splendida creatura che è Sara. (troppo sentimentalista vero, lo so ma sono fatto così)

Caro Luigi,

Sinceramente non penso che tu sia gay; semplicemente hai degli impulsi sessuali che non vengono appagati e pertanto questo ti crea una certa eccitazione che ti porta a fantasticare, più che fare. Direi che la cosa su cui dovresti concentrarti di più è come renderti interessante verso le ragazze. Il fatto che tu abbia fallito con le tue prime dichiarazioni d’amore non significa che tu sia incapace, un bambino, o una persona troppo sensibile: semplicemente non ti sei dichiarato ad una persona cui piacevi… Forse è bene, prima di dire parole ‘grosse’, cercare di capire se la persona a cui le rivolgi è interessata a te. Quanto al bacio… Più sarai tranquillo e rilassato, più le cose ti verranno meglio !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

COME UNA PRIGIONE

Proprio stamattina la timidezza mi ha giocato un altro brutto scherzo..dovevo parlare con un prof. per chiedere delle informazioni sull’esame che sto studiando..sono arrivata fino alla porta della stanza in cui riceve, ma non sono entrata..non ho avuto il coraggio..ormai sono grande ho 22 anni e mi sento ancora la bambina timida e imbranata che colleziona tutti fallimenti;mi vergogno di tutto e tutti..non ho mai avuto un ragazzo..all’università procedo mediocramente mentre io so di valere molto di più.però questa maledetta timidezza mi ha impedito di seguire i corsi, di farmi amici con cui studiare e tanto altro…quello che provo è solo vergogna. .la timidezza per me è come una prigione che incatena la mia anima vorrei liberarmene..non ne posso più..durante il periodo del liceo ho sofferto di depressione e sono stata anche da uno psicologo..mi ha aiutata perchè sicuramente ora faccio cose che in passato non avrei mai sognato di fare..tipo andare in palestra,andare nei negozi da sola,guardare negli occhi le persone mentre parlo..ma sono cambiamenti superficiali..in profondità il problema resta..e mi sento tanto sola..quello che vi chiedo è se conoscete uno specialista a cui posso rivolgermi che si trovi nelle mie zone.distinti saluti e scusate il mio sfogo
by maria rosaria

Cara Maria Rosaria,
Anzitutto direi che i cambiamenti di cui parli non sono affatto marginali e se per una volta non sei riuscita ad entrare in una stanza, non fartene un problema : non tutte le ciambelle riescono col buco e non tutti i giorni sono uguali agli altri. Certi giorni si ha più coraggio, altri se ne ha meno. Il fatto che non sei riuscita fare UNA cosa non significa che non sai fare niente… Un’altra cosa che vorrei dirti è questa: non cullarti sul fatto che tu vali più di quello che riesci a dare. Non è vero! Ognuno vale per quello che riesce a fare, per cui è importante FARE, non pensare di valere, senza mettersi in gioco. Se poi i risultati che ottieni sono mediocri rispetto alle tue aspettative, pensa che col tempo le cose, attraverso l’allenamento e la preparazione personale, andranno meglio. Ed in ogni caso i tuoi mediocri risultati saranno dei risultati, qualcosa di concreto, di tangibile, una sorta di medaglia morale da poter appendere al petto. Ed ogni giorno bisogna lottare per appenderne delle altre, anche di bronzo.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO STANCO E SONO STUFO

son stanco e son stufo di essere timido, così io mi definisco…vorrei tanto riuscire a reagire ed uscire da questa sfera protettiva che mi sono creato intorno a me, vorrei conoscere tante persone, sedermi ad un tavolata di 1000 amici e saper iniziare un discorso interessante senza aver paura di arrossire e pensare di dire cose che o a nessuno interessano o pensare che siano prive di significato. Perchè la mia timidezza, mi sto rendendo conto che a poco a poco mi isola e mi fa allontanare dagli altri…Io non posso accettare tutto questo che una mia paura mi soffochi in questo modo. Spesso sogno ad occhi aperti, dopo una situazione altamente stressante di timidezza, come sarebbe stato quell’episodio se non fossi stato timido, quante cose avrei potuto dire che invece non ho detto…io vorrei che questo sogno diventasse realtà. Cosa posso fare per reagire a tutto ciò? come posso riuscire a vincere la mia timidezza?
Voglio ringraziarvi di cuore per quello che state facendo con questo vostro lavoro
Kelvin

Salve Kelvin. Direi che il tuo principale problema è quello di voler essere completamente diverso da quello che sei. Nella tua lettera infatti spieghi di volerti sedere ad una tavolo con 1000 amici: dieci non sarebbero già abbastanza? Quando fantastichi di fare chissà che discorsi, perché non pensi piuttosto ‘avrei potuto dire questa cosa, esprimere questo concetto’ ? Non c’è bisogno di strafare per essere socievoli, per avere delle relazioni sociali. Impegnati per raggiungere dei risultati nel piccolo e vedrai che, piano piano, riuscirai ad ‘allargarti’…
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

AL TELEFONO

Io non sò il mio problema come potrebbe essere definito in gergo medico-psicologico,ma io già da un anno e qualche mese,non riesco a telefonare a una persona che non sia una persona che conosco bene..insomma per chiamare gli amici al telefono ci riesco, ma se devo chiamare una persona che è tanto che non sento,o, ad esempio se devo chiamare al lavoro,o prendere un appuntamento dal medico(sempre tramite telefono),divento di colpo un ebete.Non riesco a parlare e i casi sono 2 :nel caso più drastico riattacco la cornetta, nell’altro invece parlo male e balbetto,farfuglio,ho sbalzi di tono, divento innaturale nell’esprimermi.Il fatto che io in realtà adoro parlare,lo faccio anche per lavoro,ma perchè mi accadono queste cose allora? Da piccolo ho avuto la balbuzie che poi ho superato,ma lo spauracchio che possa ritornare è in agguato.Spero di avere spiegato in maniera esaurente il mio problema,complimenti x il sito.Grazie mille.
Michele

Salve Michele. Evidentemente i problemi avuti in passato hanno lasciato una traccia, un ricordo spiacevole, al quale non puoi fare a meno di fare riferimento quando ti senti in situazioni di difficoltà. Dovresti cercare di rilassarti pensando ad esempio ‘in passato ho avuto problemi, ma oggi vado come un treno quando parlo’ o altre frasi simili che possano servirti da incoraggiamento. Parlare al telefono poi, per certe persone è più difficile, per altri è il contrario. La differenza sta nell’utilizzo del linguaggio del corpo. Probabilmente tu riesci a dire certe cose con gli occhi, con lo sguardo o con gli atteggiamenti che assumi e la mancanza di questo mezzo, o semplicemente il fatto di non poter osservare l’altro negli occhi, ti crea ansia. Cerca allora di trovare degli aspetti positivi nella comunicazione telefonica, ad esempio il fatto che puoi dire liberamente delle cose che di persona potrebbero crearti imbarazzo (ma l’imbarazzo non corre sui fili del telefono!)
Ciao.
Dott. Walter La Gatta Ancona

PRETESTI

Sono un ragazzo di quasi 20 anni e ammetto di non avere mai avuto una ragazza.
Sono fondamentalmente timido,anzi all’inizio la mia timidezza sfociava in una sorta di autismo(leggasi:ero di quei bambini che a scuola si sedevano in un angolo senza parlare con nessuno,non avevano amici ecc ecc).
Poi,non so come,sono cambiato.Non dico di essere un megaestroverso,ma riesco a fare amicizia abbastanza facilmente,sia coi ragazzi che con le ragazze,grazie sopratutto alla mia simpatia che mi permette anche con una battuta apparentemente stupida di rompere il ghiaccio con chi mi sta davanti.
Ora il mio problema e’ questo:le amicizie maschili vengono un po’ da se,con quelle femminili invece riesco si’ a scherzare,parlare,rendermi simpatico e probabilmente anche a piacere,visto che comunque sono abbastanza carino,ma mi limito a quei discorsi occasionali sul lavoro,a scuola o nel gruppo di amici,ma se si tratta di chiedere poi il numero di telefono a una ragazza che conosco da poco,non so che fare!E’ piu forte di me non ci riesco perche’ penso “con che pretesto lo chiedo,magari e’ gia’ fidanzata e me lo rifiuta)ecc…COME POSSO FARE?!?!?DATEMI DEI PRETESTI!!!
Eppure a fare amicizia con le ragazze non ho problemi…e’ a portarle avanti che non ci riesco!
Certo ho delle amiche di vecchia data,ma ora sto cercando qualcosa che vada oltre la semplice amicizia,e vorrei tanto superare questa forma di timidezza che mi e’ rimasta attaccata da quando ero piccolo…
Grazie perl’attenzione e complimenti per il sito!!!
Manuel

Caro Manuel,
Un pretesto che funziona è quello di chiederle il numero per inviarle un sms con una frase bellissima, che ti lascia molto pensare sulla vita: chi siamo, da dove veniamo ecc. Tienine sempre memorizzate tre o quattro (puoi cercare anche nelle nostre pagine di aforismi) e poi inviale. Così ti darai l’aria da intellettuale che tanto piace alle donne… Se poi volessi prepararti davvero sui temi che utilizzerai per gli SMS, la conversazione successiva potrebbe essere un buon viatico per un’amicizia sempre più vicina a ciò che desideri.
Cari saluti.
Dott.ssa Giulina Proietti Ancona

STRANO, MA VERO

il mio caso vi sembrera’ strano ma e’vero.Non riesco a provare nessun senso di vergogna in qualunque situazione.Posso cacciarmi in qualsiasi contesto che non solo non arrossisco ma ci prendo anche gusto ad essere una faccia tosta che piu’di cosi’non si puo’.Mia moglie,che a differenza di me e’ una persona moderata e ponderata non riesce a capire come io possa essere cosi’sfacciato con tutto e tutti e che per giunta ci prenda anche gusto. Si tratta di una cosa che mi viene spontanea e ha iniziato a manifestarsi dopo i venti anni,anche se pure prima non ero certo timido.Sono anche bene istruito,quindi non ho la scusante dell’ignoranza congenita. A causa di questa cosa a volte faccio cose che nessuna persona con un po di buongusto farebbe, e il peggio e’che quando poi ci ripenso mi diverto anche. La domanda(di mia moglie) e’:esiste qualche rimedio?
Grazie e salutoni
Johnny

Caro Johnny,
Se lei si diverte ad essere così e a sua moglie non dispiace, non vedo dove è il problema. Se volessimo cercare le cause dovremmo conoscerci sicuramente meglio e poter ripercorrere le esperienze fondamentali della sua vita, per capire dove nascano certi atteggiamenti. Personalmente tendo a credere che lei, come tutti, sia un po’ timido, ma non accettando questa sua ‘debolezza’ si esponga a queste situazioni a rischio, e se queste le procurano una figuraccia, la sua soddisfazione non sta nella cosa in sé, ma nel fatto di essere stato capace di superare la sfida, arrivando ‘perfino’ a fare quello che fa.
Ma è solo un’interpretazione ‘al buio’ e per trovare i rimedi bisognerebbe capire bene le cause.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DON GIOVANNI

sono moglie da 30 anni di un uomo affetto dalla sindrome del don giovanni, conosco le sue debolezze, le sue fobie le sue insicurezze, ama le auto grandi le barche ciò spesso a discapito dalla nostra situazione economica ), non si riconosce disturbi dela personalità, abbiamo tentato la terapia di coppia (fallita) ed è stato invitato più volte a farla da solo..
ci potrebbero essere ancora speranze di cambiamento o non mi resta che lasciarlo? lui 56 anni io 49
Rosy

Salve Rosy.
Non penso che dopo trenta anni suo marito possa cambiare. Da quello chemi racconta, sembra quasi di capire che lei intraveda nel comportamento da don giovanni di suo marito un’insicurezza di fondo, che lo porta a cercare conferme in ogni ‘preda’ conquistata. In effetti le cose possono stare così, ma se la terapia di coppia non ha funzionato e lui non vuole farsi aiutare, non le resta che continuare a sopportare, sperando che in vecchiaia lui trovi un po’ di serenità e superi le sue inquietudini, o lasciarlo.
Saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona

MUTISMO ELETTIVO

Il nostro bambino di quasi 6 anni presente alcuni sintomi del mutismo elettivo, ad esempio, non parlava molto con le insegnanti alla scuola materna per 2 anni, e tutt’ora in prima elementare, non parla se interrogato, e a volte si rifiuta di andare alla cattedra.
Anche con altri adulti estranei (maestro di sci, nuoto, ecc) si rifiuta di rispondere, anche se solo gli viene richiesto il nome. Abbiamo notato in questi casi che con la maggiore conoscienza, migliora il dialogo.
Per quello che riguarda i rapporti con i suoi coetani, e’un bambino molto aperto, che gioca volontieri anche con bambini estranei.
Nell’insieme, non lo definirei un bambino timido, ne’ proponso ad occuparsi di attivita’ manuali.
Vorremo qualche consiglio su come affrontare questo problema.Grazie.
Vasco

Caro Vasco, anzitutto non entrate in ansia voi genitori. Il piccolo ha qualche problema, ma non è niente di grave e può essere risolto. Cercate di aiutarlo nella socializzazione, proponendogli occasioni in cui poter avere un rapporto privilegiato con figure adulte interessanti ed accoglienti nei suoi confronti : una o due persone alla volta, che sappiano coinvolgerlo o farlo divertire. Fate poi attenzione alla scelta della figura dell’allenatore sportivo : questa è infatti una persona adulta con il quale il bambino non deve parlare, ma agire, magari divertendosi.
Poiché con i coetanei non ci sono problemi, credo che queste siano al momento le migliori cose da fare. Mi raccomando, senza ansia, perché il bambino la percepisce e questo complica le cose.
Saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN CASO DISPERATO

Sono un caso disperato. Fin da bambino ho avuto problemi di inibizione sociale, e non sono letteralmente mai uscito di casa se non per andare a scuola. Adesso ho 25 anni, abito per motivi di lavoro da solo in una città che non è mia, ed i miei problemi non sono affatto spariti. In mezzo alla gente soffro di crisi di panico, ansia, timidezza, ecc., e tornato dal lavoro non esco quasi mai da casa. Come potrà mai una persona come me riuscire a costruirsi una vita sociale appagante, e soprattutto cosa posso fare per trovare l’amore? Da troppo tempo sto soffrendo, adesso sono ad un punto limite, ho bisogno di (tanti) consigli pratici su come crearmi una vita. Come posso fare per crearmi delle amicizie e soprattutto per conoscere delle ragazze, tenendo conto dello stato in cui mi trovo? Vi prego, aiutatemi.
Memmo

Caro Memmo,

Credo che lei tenda a mettere in evidenza più i suoi disagi che i suoi punti di forza. Infatti, malgrado tutti i problemi che descrive nella lettera, è comunque risucito a portare a termine gli studi, a cercarsi un lavoro, a cambiare città… Ma le pare poco tutto ciò ? Il consiglio è quello di concentrarsi di più sulle sue capacità personali e professionali e meno sulle sue fragilità, che poi probabilmente sono anche il suo maggiore pregio, a livello di sensibilità e di intelligenza.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta, Ancona

LUI E’ STRANO

Vorrei un consiglio in merito ad un problema con il mio ragazzo. Siamo insieme da quattro anni e spesso alcuni suoi comportamenti mi sembrano piuttosto strani: è sempre restio a salire in casa mia, soprattutto in presenza di parenti o amici miei e di famiglia, evita il più possiblile di fare shopping (anche per se stesso), di passeggiare su strade in cui generalmente incontriamo conoscenti dei miei, dei suoi o dei suoi amici, evita tutte le occasioni di “ritrovo familiare” o comunitario: pranzi, festività, ricorrenze a casa, in Chiesa e al cimitero e ultimamente si è dichiarato contro il matrimonio perchè gli dà fastidio la gente e non vuole vedersela intorno. Ora però a questi comportamenti si è aggiunta anche una certa dose di aggressività contro tutti: contro i miei, il mio lavoro,la mia fede, contro la gente. Arriva a dire delle cose molto offensive e a volte ha anche degli scatti: bestemmie, calci e pugni ad oggetti.
Quando invece è calmo fa dei ragionamenti contorti e problematici riguardo atteggiamenti e comportamenti miei o di altri che io ritengo normalissimi. Penso che si tratti di fobie sociali che lui cerca di mascherare, perchè quando mi parla dei suoi sentimenti è sincero, ma in certi momenti non lo riconosco più. Io non voglio lasciarlo anche se mi sto rendendo conto che i suoi atteggiamenti condizionano non poco la mia vita e mi fanno rimanere male.
Come è possibile una cosa del genere? Lui è una persona molto affidabile e stimatissima nel lavoro, ha molte responsabilità, con tutti parla senza problemi, sa far valere le proprie ragioni e lo fa con molta sicurezza.
Perchè allora “odia” tutto e tutti?
La prima cosa che mi aveva colpito in lui era stata proprio la sua gentilezza…Perchè ora è molto dolce solo nei momenti intimi (non mi riferisco solo alla sfera sessuale, ma a serate tranquille passate a parlare)?
E’ possibile uscire da questa situazione senza usare degli psicofarmaci? Potrà mai cambiare? Ma soprattutto, cosa posso fare io per aiutarlo?
A volte mi sembra proprio di non avere accanto la stessa persona di cui mi sono innamorata; é diventato così chiuso nelle sue convinzioni, “negativo”e problematico.
Non riesco a capire ciò che è carattere e ciò che è “patologia”.
Un grazie anticipato per il vostro aiuto
Chicca

Cara Chicca,
In effetti è un po’ difficile capire il carattere del suo fidanzato, così pieno di contraddizioni. Come lei giustamente dice, potrebbe trattarsi di un soggetto sofferente di fobia sociale, ma si potrebbe anche pensare ad una personalità caratteriale, rigida, che tende verso una nevrosi paranoide.
Credo che sia difficile farlo cambiare, perché per cambiare occorre anzitutto la volontà dell’interessato. Valuti dunque bene quello che deve fare prima di prendere decisioni importanti.
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta, Ancona

PROBLEMA DEL LINGUAGGIO

Sono una ragazza di 21 anni studentessa universitaria,è parecchio tempo che sono angosciata da un problema che mi impedisce di vivere i rapporti con gli altri con completa tranquillità!credo di avere una sorta di disturbo del linguaggio,forse classificabile(anche se non completamente) nella balbuzie.
Questo problema non è sempre presente.
Si presenta quando sono particolarmente agitata,quando devo parlare sia al telefono o di persona,con persone che non conosco di qualcosa di specifico,nel senso che non mi succede sempre,ma solo nei casi in cui devo chiedere informazioni in maniera diretta a qualcuno che non conosco,come ad esempio un numero di telefono,oppure quando mi presento ad un esame e devo dire il mio nome e cognome,quando devo prendere appuntamento per qualche visita ecc…questo mi porta a dover pensare alle parole da usare già prima di trovarmi nella situazione specifica!questo mi provoca un senso di profonda angoscia,di ansia,sento il cuore in gola e la voce non ne vuole sapere di uscire.
Il mio cervello sa quello che voglio dire ma sembra come se la voce ignori questo bisogno.
E’ un problema del quale la maggior parte delle persone che conosco non si sono neanche accorte perchè in situazioni normali,quando parlo del più e del meno con persone che conosco oppure quando conosco ragazzi all’università con i quali scambio conversazioni amichevoli,questo disturbo non si presenta.
Non è propriamente la classica balbuzie che porta a ripetere le prime sillabe di qualche parola,più che altro è la prima lettera di una parola(solitamente la prima di un discorso) che tende a rimanere strozzata in gola. Quando mi accorgo di essere in una di queste situazioni cerco dei giri di parole per dire in un altro modo quello che avevo intenzione di dire,ma questo mi porta a fare delle figure poco piacevoli,nel senso che a volte sembra quasi che io non sappia leggere o che non ricordi cose facilissime!
Ho letto nel vostro articolo che questo tipo di disturbo è più utile trattarlo da un punto di vista psicologico piuttosto che affidarsi ad un logopedista!Io non credo di avere avuto in passato dei traumi che mi abbiano fatto erigere difese di qualche genere,ma studiando psicologia ho appreso che spesse volte meccanismi inconsci possono scendere in campo bloccando il normale sviluppo di una qualche funzione.Quello che vi chiedo è quale terapia sarebbe utile nel mio caso e se posso,con qualche metodo,risolvere da sola questo problema che mi porta ad avere parecchi problemi soprattutto sulla mia autostima.
In attesa di risposta vi invio cordiali saluti
Lella

Cara Lella,

Credo che il suo sia un semplice problema di ansia. Come leggerà nel sito, c’è chi in queste situazioni arrossisce, chi balbetta, chi trema, chi suda… Sono tutti sintomi dovuti ad uno stesso problema di ansia. Come combattere l’ansia? Con un pensiero positivo, ottimista, autoironico, che tende a sdrammatizzare le situazioni e con una buona tecnica di rilassamento, come il training autogeno.
Cari saluti.
Dott. Walter La Gatta, Ancona

LA VOGLIA DI VIVERE

Sto letteralmente perdendo la voglia di vivere… così, giorno per giorno. E secondo me è grave, ancor di più se vi scrive un ragazzo di 18 anni. Sin da piccolo non ho avuto molte relazioni sociali, sono stato un ragazzo abbastanza timido ed ansioso, che raramente esprimeva le sue opinioni, o che si metteva in gioco, o che faceva “il filo” ad una ragazza. Ancora oggi è così, anzi, è peggio… adesso arrosisco per ogni sciocchezza che sento, che faccio o che dico! Mi angoscia l’idea di dover uscire di casa (anzi, dalla camera in cui trascorro molto tempo della mia giornata) ed immettermi in una società fredda, e di cui temo essere deriso. Così come capita a scuola, dove sono letteralmente martoriato da un gruppo di ragazzi e ragazze che usano verso di me appellativi poco edificanti, e di cui soffro tremendamente, anche se non lo do a vedere. Ovviamente, l’idea di ribellarmi non mi sfiora neanche un po’, ci passo sopra, e via, rinchiuso il pomeriggio in camera a pensare “ma perché a me va così ed agli altri no?” In fondo, e forse a torto, mi reputo un ragazzo abbastanza maturo, intelligente, e sicuramente molto sensibile. Sempre oppresso da quella cappa d’ansia e di timidezza che mi stanno portando alla depressione, sempre pronto a dire “no, non mi va” a quell’unico amico che di tanto in tanto mi telefona il sabato sera per uscire, perché ho paura di incontrare quel gruppo di ragazzi che a scuola mi da’ la tortura, e che mi potrebbe far fare brutte figure dinnanzi a tanta gente.
Non so come uscire da questa situazione, penso “volere è potere”, magari se m’impegno seriamente posso da solo vincere questo enorme problema che mi consuma l’esistenza, ma ogni giorno è sempre la stessa ed insormontabile situazione, di cui mi sono stancato ed a cui voglio porre, una volta per tutte, rimedio. Mi potrebbe consigliare come dovrei fare, e quali sono le regole (ammesso che vi siano) per condurre un’esistenza, se non proprio felice, almeno serena e tranquilla?

La ringrazio sin d’ora per la sua cortese attenzione, e per la risposta che mi vorrà fornire

Mirko

Caro Mirko,

Anzitutto vorrei dirti che un leggero stato depressivo alla tua età è talmente frequente da potersi definire quasi ‘normale’, quindi non ti preoccupare perché già il tempo che passa è da solo una buona medicina per guarire.
Quanto ai ragazzi che ti ‘torturano’, anche questo purtroppo è un comportamento abbastanza comune fra ragazzi, ma certo, non per questo meno fastidioso ! Ti consiglio di non mostrarti seccato per questo loro modo di prenderti in giro, cerca di concentrarti sul tuo equilibrio interiore, cerca di fare e dire sempre e solo cose saggie e sensate, in modo da accrescere la tua autostima. E poi coltivati: cerca di crescere, viaggia, leggi, impara: vedrai che il mondo è cosa ben diversa dalla piccola realtà che oggi tanto ti opprime.
Un abbraccio.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MAI STATA FIDANZATA

Sono una ragazza di quasi 21 anni che,alla sua età,non è MAI stata fidanzata. Innanzitutto,perchè,alle superiori,mi trovavo in una classe composta da 28 femmine e 2 maschi,e,in secondo luogo,a causa del mio carattere introverso e riservato. Ora,frequento l’università ormai per il terzo anno,ma ho notato che,con i ragazzi,non riesco a legare….ho un’espressione sempre seria (a meno che ci sia un motivo per ridere),e miei occhi sono inespressivi….eppure,quei pochi amici che ho,mi dicono che sono una bella ragazza,con tante qualità: a loro detta,infatti,sarei intelligente,dolce,gentile,sensibile,profonda,sincera,fresca…..mi dicono,addirittura,che sono una ragazza speciale (non so che cosa possa significare,questo aggettivo),in gamba,che sono “una persona bella,sia dentro,che fuori”…..va bene,però sono infelice,e insoddisfatta di me stessa….non credo che le qualità che i miei amici mi riconoscono siano tutte fasulle….eppure,non riesco a mettere tutte le persone nelle condizioni di conoscerle…..solo pochissimi le conoscono…..ma perchè ragazze che hanno molte meno qualità rispetto a me sono molto più felici? Ho,per caso,qualcosa che non va? La mia intenzione non è assolutamente quella di far allontanare gli altri da me,perchè,essendo molto sensibile,soffro non poco….e poi,non ho questo desiderio….appena uno sconosciuto mi guarda in faccia,ed io,a mia volta,lo guardo,quella persona distoglie subito lo sguardo da me,oppure mi guarda con disprezzo….ma perchè? Cos’ha,il mio viso,che non va?? Io non riesco più a capire che cos’ho di anomalo,e perchè mi sento una schifezza da buttare via…..
Grazie per l’ascolto,Elisa

Cara Elisa,

Sei proprio sicura che le persone che ti guardano poi distolgono lo sguardo a causa del tuo viso o delle tue espressioni? Credo che la cosa migliore da fare è ‘ridimensionare’ il tuo problema perché, paradossalmente, anche il fatto di sentirsi così ‘speciale’ o ‘unica’ in quanto sfortunata e MAI fidanzata può essere un modo arrogante o quanto meno poco simpatico di proporsi agli altri. Cerca di dimenticare i discorsi del ‘bella dentro e fuori’ e proponiti come una persona normalissima, con i suoi pregi e le sue virtù, come tutti. Vedrai che, sentendoti normale fra normali, molte più persone si avvicineranno a te… Con normalità!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MAI VISSUTO L’AMORE

Non ho mai vissuto l’amore, mai avuto una ragazza, nemmeno una piccola storia. Ho 32 anni, vivo con i miei e un fratello di 35 anni. Sono di natura timido, pessimista, insicuro, molto molto pigro, poco socievole, ma buono, sensibile, dolce (a detta di un paio di ragazze con cui ho parlato un po’ di più), amato dai miei due migliori amici (da poco sposi, ma lei l’amavo io…); scontroso in famiglia, remissivo fuori. In qs periodo penso sempre che l’unico motivo per “vivere”, anziché sopravvivere (nb: sono architetto, ma del mio lavoro non mi importa assolutamente nulla), sarebbe trovare l’amore di una donna. Ma mi riesce infinitamente più facile piangermi addosso, rivangare un passato affettivo inesistente, che provare a smuovermi. Mi chiedo di continuo: “perché IO sono così?”, “perché non mi sento motivato a vivere, ma preferisco trascinarmi?”. Ho cominciato delle sedute da una psicologa: mi ha dato solo conferme di come sono e buoni consigli. Sono tutte cose in cui non credo, nel senso che i buoni propositi che esse possono ispirarmi, lasciano presto il tempo che trovano, cancellati da tristezza e malumore. Mi piace molto sentirmi triste, spesso piango pensando alle mie “sventure” e questo mi dà -paradossalmente- una sorta di benessere, di godimento che non mi so spiegare…
Non voglio più uscire di casa, non voglio frequentare nessuno, né fare sport, corsi, feste: desidero sempre stare da solo e stare male (forse nella allucinante speranza che qualcuno mi cerchi per “salvarmi”..?)
La domanda che vorrei farvi è: giunto a questo punto, dove trovare le motivazioni che non ho?
COME faccio a camminare se “non ho più le gambe”? Tutto è dovuto alla mia eccessiva timidezza?
Grazie se mi risponderete, e spero che il mio caso sia utile a quanti vivono il mio stesso problema.
Architetto

Caro Architetto,

Nella pratica psicoterapeutica a volte si danno al paziente prescrizioni paradossali per cercare di cambiare la sua realtà.
Un esempio potrebbe essere quello di stabilire 1 ora al giorno in cui lei non possa, ma DEBBA andare in camera sua, piangere, sentirsi triste, ripensare a tutti i suoi problemi. Allo stesso modo uno psicoterapeuta potrebbe prescriverle di non vedere film o persone minimamente allegre e così via.
In genere questo tipo di psicoterapia funziona benissimo con le persone come lei, ma è necessario essere seguiti da uno specialista che possa dosare gli esercizi e sostenerla nei momenti difficili. Per questo, niente fai-da-te: si cerchi uno psicoterapeuta con formazione ‘sistemica’ che si ispira nella pratica clinica alla Scuola di Palo Alto. Provi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DOVE VAI SE IL CAPPELLO NON CE L’HAI?

sono un ragazzo di 28anni, lavoro come metalmeccanico da quando mi sono diplomato, in campo affettivo non ho mai avuto problemi, ma sono arrivato fin qui portandomi sempre con me un poblema x me ormai quasi insopportabile…senza un cappello in testa non vado da nessuna parte…questo perchè quando sono in mezzo alla gente..mi capita di avere sudorazioni sulla fronte molto vistose e ho trovato nel cappello una valida protezione..ma questo non mi permette di fare svariate cose e in più molte volte mi rende nervoso anche con la mia ragazza..come posso fare a sconfiggere questo problema che ormai lo vedo come una cosa impossibile da risolvere?
Fabio

Caro Fabio,

A volte sembra di trovare la soluzione alle proprie insicurezze in un oggetto o in una persona, ma poi ci si accorge che essi sono dei limiti alla propria libertà, per cui si cerca di liberarsene. Per foruna nel suo caso si tratta solo di un cappello…
La cosa da fare è ‘desensibilizzarsi’, ovvero molto, ma molto gradualmente, cominciare a toglierlo, cominciando da 5 minuti al giorno, per poi aumentare di cinque minuti ogni settimana, tenendo un diario.
Per risolvere il problema che ha causato la ‘cappello-dipendenza’ provi a rilassarsi facendo ampi respiri prima di trovarsi con altre persone e si immagini di ricevere un venticello fresco sulla fronte ogni volta che avverte il sintomo.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DEFAILLANCE

Sono un ragazzo di 26 anni e sto da tre anni con una ragazza.
Io non ho mai avuto problemi di tipo sessuale con lei…tutto ha funzionato alla perfezione, ma da una ventina di giorni a questa parte ho avuto dele piccole “defaillances”…
Dovrei spiegare la situazione con più precisione: Io ho già avuto dei fenomeni di ansia da prestazione che si sono verificati quando avevo 18 anni con la mia prima ragazza.
Eravamo entrambi vergini e non sapevamo che fare…ad ogni modo questi problemi sono nel tempo scomparsi.
Ora con la mia attuale ragazza i rapporti sessuali sono andati sempre in modo normale, ma tra novembre e dicembre c’è stata una piccola relazione clandestina con un’altra ragazza.
Beh, diciamo che con quest’ultima ragazza (con cui peraltro ho concluso), forse per la troppa frequenza con cui avevo rapporti (li ho avuti con entrambe nello stesso periodo…non ce la facevo più!) e forse per lo stress della situazione, è successa una volta, non una mancanza di erezione, ma una situazione ansiosa che si traduceva in perdita e riacquisto di erezione durante l’approccio prima del rapporto.
Da questo punto ho iniziato a pensare continuamente a ciò che era successo e questo ha influito sulle mie successive prestazioni.
Con questa avventura, non per questo motivo, ho chiuso ma comunque ho avuto e sto avendo dei problemi nel raggiungere l’erezione con la mia ragazza.
Ci sono state dopo il fatto occasioni in cui io e la mia ragazza abbiamo avuto rapporti sessuali completi…ma era sempre come una prova per me, come una continua dimostrazione a me stesso del fatto che io ero virile e che ce la potevo fare.
E come sempre pensare troppo al fatto che il pene può non riuscire a raggiungere l’erezione fa si che esso non la raggiunga sul serio!
E quindi sto alternando momenti di sesso non soddisfacente (dove anche durante l’atto penso che si possa “ammosciare”) a momenti di pura “cilecca”.
Questa situazione sta andando avanti da circa un mese ed io non posso far altro che pensarci continuamente…
Ora, io so che questo non è un problema grave da risolvere (o almeno lo spero!!!)poichè non è dovuto a fattori propriamente fisici, ma ad uno stato psicologico..e so anche che dovrei solamente calmarmi, ma non è facile.
Vi chiedo quindi se questo è uno stato mentale che dura molto o se nel breve periodo, con un pò di rilassamento e di astinenza si può combattere, e vi chiedo inoltre di darmi un aiuto e dei consigli sul come comportarmi con me stesso e su cosa fare per togliermi di dosso questa cosa che non fa parte di me e che mi sta rendendo triste ed agitato.
Grazie in anticipo per la vostra comprensione e per il vostro aiuto.
Saluti Luciano.

Salve Luciano. La sua lettera è straordinariamente lucida: lei ha capito perfettamente come stanno le cose e dunque, con un po’ di rilassamento e di astinenza, come dice lei, tutto tornerà a posto.
Il problema che non mi sembra abbia minimamente sfiorato è invece quello degli eventuali sensi di colpa per la reazione ‘clandestina’, che possono essere il motore della sua ‘cilecca’ con la sua ragazza, che prima non si era mai verificata. E’ sicuro che si sia completamente ‘assolto’ per l’accaduto?
Perché è da uno stato mentale di serenità e di fiducia che lei deve ripartire per tornare alla normalità.
Cerchi dunque di capire le ragioni che l’hanno spinta verso l’avventura e provi ad avvicinarsi alla sua ragazza con rinnovata serenità.
Da un punto di vista ‘tecnico’ le consiglio, ogni volta che le viene in mente questa idea di ‘afflosciamento’ di occupare la mente in altre cose: provi a ricordare una poesia e mentalmente la reciti, oppure conti fino a cento. L’importante è riuscire a non pensarci.
Si può fare, se riesce ad allenare la mente a questo genere di esercizio. Ci provi.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

CATTIVI PENSIERI

Mi chiamo bob vivo in Piemonte e ho 18 anni, vi scrivo perché da alcuni giorni a questa parte si e’ presentato un grande problema che mi mette molto a disagio e molta paura, ecco molte volte mi capita di pensare,di immaginare, di fare del male o anche peggio ai miei genitori non riesco a capire il motivo di questi cattivi pensieri il problema e’ che questa cosa mi mette molta paura e mi crea dei pensieri ancora piu grandi, del tipo: Sono pazzo? Potrei farlo veramente a forza di pensare a queste cose?
Ne ho parlato con i miei genitori e loro hanno risposto che questa e’ un’eta dove la persone che la attraversa cambia, si passa da ragazzo a uomo e quindi puo capitare di fare questi pensieri.
Al di la’ che questa cosa sia vera o falsa io vorrei sapere perché proprio a me, io che sono sempre stato uno che voleva un mondo di bene alla famiglia perché di punto in bianco penso a queste cose??
E forse perche’ in questo periodo ho avuto molte delusioni sia con gli amici che con le ragazze che mi hanno portato a chiudermi in casa e a star da solo, premetto che sono anche un tipo molto suscettibile, appena vedo magari anche solo la pubblicita di un film horror o cose simili faccio mille pensieri e mi prendo paura, potrebbe anche essere quello a contribuire e tutto cio’????
Aspetto con ansia risposte e scusate il disturbo
BOB

Caro Bob,
Forse ti stupirà sapere che la maggior parte delle persone ha questi ‘cattivi pensieri’ che attraversano la mente ed a volte spaventano perché, come nel tuo caso, ci si chiede come possa essere possibile, non dico fare, ma anche solo pensare, a certe scene allucinanti. Ebbene, la nostra mente, come nel sogno, possiede in archivio una serie di immagini, storie, rappresentazioni e, del tutto inconsapevolmente, a volte si generano questi pensieri mostruosi. Altre volte essi rappresentano le nostre paure più inconsce, la paura di perdere le persone care, o anche la paura di perdere sé stessi.
Dunque, non prenderli troppo sul serio e quando arrivano questi pensieri dai un bacione ai tuoi: loro non sanno perché lo fai… Ma tu si!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN ‘ POVERO’ COMMERCIANTE

Ho 39 anni ormai 40 e non ho mai avuto rapporti sessuali la mia timidezza mi blocca partecipo poco alla vita sociale faccio il commerciante con problemi economici il commercio è una lotta insieme mio fratello(che ha tre figli di cui uno malato di mente) più grande, ho sempre avuto diverse amici ma rapporti a due inoltre una cosa che mi blocca ho dei dolori bruciori nel membro di vari tipi in 20 anni ho fatto tanti controlli da vari urologi naturalmente tu sai un timido che difficoltà ha a dire bene le cose del tipo non ho vita sessuale,ma non hanno mai trovato nulla tutti gli esami negativi uno mi pure detto devi avere una vita sessuale costante e passera e vero se mi stimolo certe volte passano il mio problema e che mi sento intelligente e profondo vedo tutti prima che avviene, adesso il problema mi sono innamorato per la prima volta nella vita ho forse e una stupidaggine ci siamo guardati da tanto ma io naturale non sapevo cosa fare quando avuto la senz’azione che la perdevo lo fermati di notte mentre prendeva il motorino li chiesto ti devo parlare lei di cosa e mi sono bloccato e lei devo andare il giorno dopo si fatta vedere baciare con ragazzo di 10 meno di lei, io non capisco più nulla si Sara stancata, a ragione, ma tu che sai come mi sento capisci, inoltre mi sa che a soldi ne pochi, ma pensa che io ne ho, sai i commercianti sono pieni di merce possono avere locali in centro ma non sanno che la merce e tutta da pagare e vivo a casa con mio padre mia madre e morta spero che mi possa dare una mano e come se urlasi ma tutto rimane dentro di me ho nottata una cosa quando voglio fare una cosa molte volte ho il coraggio di farla, non capisco, ho comprato il libro la timidezza forse l’amore per lei mi sta facendo fare delle cose che non ho mai fatto sto lottando contro di me il libro mi ha datto una mano le parole scritte non sempre spiegano quello che vuoi dire se pottessi fare dei corsi via internet grazie

Gentile Commerciante,
Lei pone diversi problemi: vediamo di analizzarli uno a uno. Quanto ai problemi urologici, credo anch’io che se lei avesse una normale vita sessuale tutto dovrebbe passare. Per la storia del suo innamoramento, ha fatto bene a prendere l’iniziativa di fermare quella ragazza. Giustamente, come lei dice, quando si è motivati a fare una cosa, ci si può riuscire senza difficoltà Capire perché la ragazza si baciava con un tipo di dieci anni più giovane mi è invece del tutto impossibile, perché non conosco la storia nei dettagli. Una possibile interpretazione è che, vedendola ancora poco deciso, abbia voluto farla ingelosire, per farle prendere una decisione veloce, visto che è tanto tempo che… Vi guardate.
Quanto ai soldi, è possibile che la ragazza la veda come un uomo ricco, ma prima di pensare a questo, cerchi di conoscerla meglio e di capire che sentimenti prova per lei. Piuttosto che corsi via internet, le coniglio vivamente di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona, per avere consigli sul comportamento da seguire con questa ragazza o con altre che verranno.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

TROPPE LINGUE

Ho un piccolo (o grande?) problema con la mia bambina di 3 anni e mezzo, Noemi: da settembre 2004 va al Kindergarten (scuola materna) e non dice una parola. All’inizio ho pensato che fosse a causa della lingua diversa (mio marito é jugoslavo e i bambini sentono e parlano tre lingue), ma ora ho il sospetto che si tratti di una sorta di mutismo selettivo, anche perché a casa con il fratellino parla in tedesco. Mi hanno detto che parla solo con alcuni bambini della sua etá (sono classi miste dai 3 ai 6 anni), ma con gli altri risponde solo a gesti. Come posso aiutare la mia bambina? Puó essere utile andare a “giocare” con lei e con il fratellino piú piccolo al Kindergarten, magari per rompere quel circolo vizioso del non parlare?
Con gli estranei (che non conosce e vede per la prima volta) al di fuori della scuola materna non parla ad alta voce, ma sussurra, se le si rivolge direttamente la parola. E questo comunque da sempre e in qualunque lingua.
La ringrazio se vorrá rispondermi
Miriam

Cara Miriam,
E’ possibile che sua figlia conosca tre lingue, ma non si senta sicura in nessuna delle tre. Vista la situazione, è bene con questa figlia parlare solo in una lingua – quella che parla all’asilo -, in modo che possa raggiungere una migliore sicurezza di sé. Credo che per il momento questa sia la cosa più importante da fare. Se dopo sei mesi di full immersion linguistica non migliora, occorre riparlarne.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FATIDICO MOMENTO

sono un ragazzo di 20 anni ed ormai da 5 anni ho rapporti sessuali.Il mio problema é che ogni volta che cambio partner al “fatidico” momento vado in blocco e non riesco a mantenere un’erezione tale da permettermi il rapporto.Ho bisogno di almeno 4 o 5 tentativi prima di riuscirci dopodiché riacquisto le mie facoltà sessuali.Come posso risolvere questa “intermittenza” che mi perseguita?
Giulio

Salve Giulio.
Sei giovanissimo e probabilmente manchi di esperienza. Infatti, cambiare spesso la partner, come accade alla tua età, non serve ad acquisire una certa sicurezza nell’atto sessuale che permetta poi delle buone performances.
Non conta da quanto tempo hai avuto il primo rapporto della tua vita, ma quante volte in questi cinque anni, hai avuto rapporti… Capisci? Dunque, per il momento non ti preoccupare: cerca solo di sceglierti una ragazza con la quale stabilire un rapporto continuativo, in cui tu ti senta completamente a tuo agio e non sia preoccupato per la prestazione sessuale. Vedrai che tutto andrà meglio.

Dott. Walter La Gatta Ancona

PAURA E ATTESA

Sono una ragazza gravida alla decima settimana, a già da un bel pò di tempo che a causa di qualcuno che mi ha detto delle cose strane tipo non guardare gli animali , bambole mi ha causato un senso di ansia ha tal punto di avere mille paure. Io vorrei sapere da lei se questo mio problema può provocare qualche malformazione dato che è il periodo più delicato. E’ vero che guardare cose strani si possano riflette sul bambino? Grazie. Paola

Cara Paola, per favore non credere a queste sciocchezze e corri subito in libreria : fatti consigliare dalla commessa un libro illustrato sulla gravidanza (ed anche più di uno) dove potrai leggere ciò che realmente avviene, settimana dopo settimana e, mi raccomando, credi solo, e soltanto, a quello che leggerai nel libro! Sono tutte sciocchezze quelle che ti hanno raccontato, ma non volergliene: sono solo ignoranti, non cattivi/e.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FOBIA SOCIALE

mio figlio ora ha 17 anni e soffre di fobia sociale. 3 anni fa si manifestò per la 1 volta e con i farmaci e un aiuto psicologico ero stato bene anche se non
completamente perchè non aveva avuto la forza di rientrare in una scuola pubblica ma andò in una privata qui in paese. Ora dopo circa 3 anni si è
ripresentata, perchè? Non si può guarire completamente? In quale modo? Forse non ha funzionato la terapia visto che la psicologa continua a dirle che i suoi sono
solo problemi adolescenziali.Intanto, ha interrotto la scuola, e si sta rinchiudendo dicendo che nessuno lo capisce. Soffre tanto.
Carla

Cara Carla,

Probabilmente la psicologa ha ragione e si tratta solo di problemi adolescenziali, ma a questo punto non sarebbe meglio chiedere un altro parere?
Secondo me sarebbe opportuno.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN GROSSO PROBLEMA
Ho un grosso problema che mi assilla. Sono un ragazzo di 25 anni e la mia vita sessuale e sempre andata bene.
Circa sei mesi fa ho interrotto un rapporto con la ragazza la quale ci ho passato ben sei anni assieme.
Dopo circa un mese ho conosciuto un’ altra ragazza con cui ho avuto una nuova vita sessuale e da qui ho cominciato ad avere problemi di erezione. Inizialmente era solo piu’ difficile del solito avere un erezione, poi nn riuscivo a mantenere l’erezione fino ad nn riuscire ad averla proprio.
All’inizio pensavo che mentalmente nn fossi pronto per una nuova storia ma ormai sono passati sei mesi.
Ho sentito parlare di ansia da prestazione, pero’ sinceramente nn so se possa essere il mio caso.
Questo oramai e’ diventato un grosso problema per me e nn so come risolverlo e inoltre nn riesco piu a pensare di frequentare una donna per paura di arrivare di nuovo alla classica “cilecca”.
Spero mi possiate dare buoni consigli come risolvere questo problema. Saluti e grazie anticipatamente
Giovanni

Caro Giovanni,
L’ansia da prestazione nasce a seguito dell’instaurarsi di un circolo vizioso. La prima volta va male perché ci sono dei motivi oggettivi (imbarazzo, scarsa conoscenza, paura di essere giudicato, luogo poco adatto, rumori ecc.), poi accade perché ci si vergogna di quanto è accaduto la prima volta, oppure perché si teme di non riuscire. Questa è l’ansia da prestazione. E’ il tuo caso? Se si occorre ritrovare la fiducia in sé stessi, cercando di vivere il rapporto sessuale non come un esame, ma come un momento di tenerezza. Per questo è importante riprovarci con una persona della quale non si tema il giudizio, sentendosi liberi di riuscire o meno.
Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

MAI VISSUTO L’AMORE
Non ho mai vissuto l’amore, mai avuto una ragazza, nemmeno una piccola storia. Ho 32 anni, vivo con i miei e un fratello di 35 anni. Sono di natura timido, pessimista, insicuro, molto molto pigro, poco socievole, ma buono, sensibile, dolce (a detta di un paio di ragazze con cui ho parlato un po’ di più), amato dai miei due migliori amici (da poco sposi, ma lei l’amavo io…); scontroso in famiglia, remissivo fuori. In qs periodo penso sempre che l’unico motivo per “vivere”, anziché sopravvivere (nb: sono architetto, ma del mio lavoro non mi importa assolutamente nulla), sarebbe trovare l’amore di una donna. Ma mi riesce infinitamente più facile piangermi addosso, rivangare un passato affettivo inesistente, che provare a smuovermi. Mi chiedo di continuo: “perché IO sono così?”, “perché non mi sento motivato a vivere, ma preferisco trascinarmi?”. Ho cominciato delle sedute da una psicologa: mi ha dato solo conferme di come sono e buoni consigli. Sono tutte cose in cui non credo, nel senso che i buoni propositi che esse possono ispirarmi, lasciano presto il tempo che trovano, cancellati da tristezza e malumore. Mi piace molto sentirmi triste, spesso piango pensando alle mie “sventure” e questo mi dà -paradossalmente- una sorta di benessere, di godimento che non mi so spiegare…
Non voglio più uscire di casa, non voglio frequentare nessuno, né fare sport, corsi, feste: desidero sempre stare da solo e stare male (forse nella allucinante speranza che qualcuno mi cerchi per “salvarmi”..?)
La domanda che vorrei farvi è: giunto a questo punto, dove trovare le motivazioni che non ho?
COME faccio a camminare se “non ho più le gambe”? Tutto è dovuto alla mia eccessiva timidezza?
Grazie se mi risponderete, e spero che il mio caso sia utile a quanti vivono il mio stesso problema
Mat

Caro Mat,
Effettivamente sentirsi triste può essere ‘bello’ perché, come tu dici, ti permette di fantasticare di essere ‘salvato’ da qualcuno, magari da una bella principessa sposata con qualcun altro. Che dirti?
Ognuno sceglie la modalità di reazione, cioè gli atteggiamenti, agli stimoli provenienti dall’ambiente. In base a questi atteggiamenti si delineano poi i tratti ‘salienti’ della personalità. Tu hai coscientemente scelto di voler essere così come sei; la psicologa che ti ha visto ti ha detto cose giuste, ma che ti avrebbero portato su una strada diversa da quella che vuoi percorrere tu… Nessuno psicologo può pretendere di curare un paziente che non ha motivazione a guarire.
Dunque, non mi rimane che augurarti buona fortuna!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

AVVOCATO TIMIDO
ho fatto il vostro test dell’intelligenza emotiva ed ho riportato 29. Il problema mio è proprio che quando devo parlare, specie in pubblico, o faccio la figura dell’imbranato o di quello che non sa parlare, ANCHE SE PRIMA MI SONO PREPARATO BENE..Questo mi complica la vita, perchè sono avvocato e questa professione l’ho scelta perchè mi piace.
Come posso venirne a capo?
Grazie
Avv. F. C.

Caro Avvocato FC,
Lei dice che ha scelto questa professione perché ‘le piace’. Provi ad analizzare meglio, dentro di lei, cosa le piace in questa professione. Forse lei si ispira a qualche modello di avvocato sicuro di sé, stimato e rispettato nella sua piccola o grande comunità e lei desidera raggiungere questo suo ideale, prescindendo completamente dalla sua emotività ? Ora però, con questa sua vita emotiva, si trova a farci i conti perché, come ha visto, indossare una maschera non significa esattamente diventare come il proprio modello. A mio parere lei dovrebbe evitare di guardare dall’altra parte quando la sua parte emotiva chiede e pretende spazio. Affronti questa parte di sé, capisca i suoi desideri nascosti, cerchi di comprendere meglio i segnali che le invia il suo inconscio quando, pure dopo essersi preparato bene, le fa fare la figura dell’imbranato.
Detto questo, guardi che molto spesso le persone sono assai meno critiche di quello che noi siamo verso noi stessi e probabilmente LEI si vede come un imbranato, ma per gli altri non lo è affatto.
Coraggio ! Basta una piccola ‘revisione psicologica’ e poi potrà diventare un novello Perry Mason.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUOGO DI INCONTRO
mio figlio ha 16 anni, ed è timido ma soprattutto insicuro.
Credo di avervi già richiesto aiuto, ma nn mi pare di aver avuto risposta. E’ possibile, mi chiedo, creare uno spazio in cui ragazzi e ragazze con q. stessi problemi possano confrontarsi..perchè è proprio q. che manca: persone sole ce ne sono tante, ma come aiutarli a trovarsi? Pensateci. Ve lo chiedo per mio figlio, perchè sta passando quelli che dovrebbero essere i suoi anni + belli in modo disastroso…
grazie
la mamma

Cara signora,
proprio con questa uscita abbiamo aperto un FORUM, collegato alla Clinica della Timidezza dove le persone timide possano incontrarsi e parlare tra loro di sé stesse.
Vorrei però che lei comprendesse che questa di suo figlio è una fase di passaggio INEVITABILE e molto importante per lui, per capire chi è e cosa vuole fare della sua vita. Lei deve solo aiutarlo quando lui glielo chiede e dargli tanto affetto, ma lasciare pure che soffra della sua timidezza, in modo che possa mettere a punto delle strategie per imparare a stare meglio con sé stesso. Cercare di risolvergli il problema ‘dall’alto’ significa non lavorare per il suo bene.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DISTURBO DEL LINGUAGGIO

Sono una ragazza di 21 anni studentessa universitaria,è parecchio tempo che sono angosciata da un problema che mi impedisce di vivere i rapporti con gli altri con completa tranquillità!credo di avere una sorta di disturbo del linguaggio,forse classificabile(anche se non completamente) nella balbuzie.
Questo problema non è sempre presente.
Si presenta quando sono particolarmente agitata,quando devo parlare sia al telefono o di persona,con persone che non conosco di qualcosa di specifico,nel senso che non mi succede sempre,ma solo nei casi in cui devo chiedere informazioni in maniera diretta a qualcuno che non conosco,come ad esempio un numero di telefono,oppure quando mi presento ad un esame e devo dire il mio nome e cognome,quando devo prendere appuntamento per qualche visita ecc…questo mi porta a dover pensare alle parole da usare già prima di trovarmi nella situazione specifica!questo mi provoca un senso di profonda angoscia,di ansia,sento il cuore in gola e la voce non ne vuole sapere di uscire.
Il mio cervello sa quello che voglio dire ma sembra come se la voce ignori questo bisogno.
E’ un problema del quale la maggior parte delle persone che conosco non si sono neanche accorte perchè in situazioni normali,quando parlo del più e del meno con persone che conosco oppure quando conosco ragazzi all’università con i quali scambio conversazioni amichevoli,questo disturbo non si presenta.
Non è propriamente la classica balbuzie che porta a ripetere le prime sillabe di qualche parola,più che altro è la prima lettera di una parola(solitamente la prima di un discorso) che tende a rimanere strozzata in gola. Quando mi accorgo di essere in una di queste situazioni cerco dei giri di parole per dire in un altro modo quello che avevo intenzione di dire,ma questo mi porta a fare delle figure poco piacevoli,nel senso che a volte sembra quasi che io non sappia leggere o che non ricordi cose facilissime!
Ho letto nel vostro articolo che questo tipo di disturbo è più utile trattarlo da un punto di vista psicologico piuttosto che affidarsi ad un logopedista!Io non credo di avere avuto in passato dei traumi che mi abbiano fatto erigere difese di qualche genere,ma studiando psicologia ho appreso che spesse volte meccanismi inconsci possono scendere in campo bloccando il normale sviluppo di una qualche funzione.Quello che vi chiedo è quale terapia sarebbe utile nel mio caso e se posso,con qualche metodo,risolvere da sola questo problema che mi porta ad avere parecchi problemi soprattutto sulla mia autostima.
In attesa di risposta vi invio cordiali saluti.
Nadia

Cara Nadia,

Quella che ci descrive è una sindrome molto comune fra le persone timide e dunque lei non ha bisogno di nessun intervento se non quello di imparare a gestire meglio la sua ansia ed essere meno critica nei confronti di sé stessa.
Del resto mi sembra che lei compensi bene questo suo supposto ‘problema’, dal momento che riesce a fare giri di parole e dire comunque quello che aveva in mente di dire. Sa quanti politici e quante persone del mondo dello spettacolo (che teoricamente dovrebbero essere persone molto sicure di sé stesse) fanno così? Provi a seguire con attenzione qualche talk show. Si sentirà meno sola.
La saluto cordialmente.
Dott. Walter La Gatta Ancona

SOLITARIA
salve!
ho 20 anni e un carattere davvero difficile: non so se definire il mio problema “timidezza”, sono una solitaria, riservatissima, chiusa, alterno momenti di affabilità a momenti caratterizzati da scontrosità e “mutismo”: mi chiudo nel mio silenzio se per esempio non mi sento compresa… ciò accade esclusivamente con la persona che amo, che inevitabilmente mi ferisce più di chiunque altro: le sue critiche mi pesano terribilmente, ha il potere di farmi sentire in colpa più di chiunque altro… davanti a lui mi è capitato più di una volta di scoppiare a piangere perchè non mi sentivo amata… spesso mi sento sottovalutata, mi rode non avere “quel che mi merito”, salvo poi domandarmi se realmente merito amore, perchè in fin dei conti io do amore a parole, nei fatti non sono mai riuscita a dimostrarlo… mi rimprovera di non avere un mio equilibrio, di non saper creare un dialogo costruttivo, di non essere comprensiva e di non sapere come si fa a portare avanti una relazione. tutto vero, purtroppo; sono talmente abituata a stare da sola, non sono mai dovuta scendere a patti con nessuno, mai mi sono messa in discussione… non so come muovermi e mi sento anche molto in colpa. con questi miei comportamenti rischio di rimanere sola di nuovo, come prima… e la delusione sarà così forte che rimarrei sola per molto tempo prima di riconquistare un minimo di fiducia negli altri… in me in secondo luogo, perchè tendo a vittimizzarmi e a vedere negli altri la causa delle mie sofferenze. il mio cruccio… non mi so “lasciar andare”, non so esprimere quello che provo e sicuramente do un’ impressione di freddezza e disinteresse, ciò contrasta con le mie affermazioni e rischio di sembrare persino falsa… non voglio perdere la fiducia di questa persona, per me importantissima. ho ricevuto una specie di ultimatum: “pretende” un cambiamento da parte mia… io vorrei cambiare, ma spesso vacillo, perdo fiducia, mi capita di sentirmi addirittura inadeguata o peggio “ridicola”, proprio come se non meritassi nulla, eppure so che non è così… oscillo di continuo tra due poli opposti: da una parte mi sento “superiore” e mi pare di “buttarmi via” soffrendo, dall’ altra mi sento inadeguata, buffa, impacciata… così impacciata da non arrischiarmi mai a chiedere nulla a lui… così inesperta che non apro bocca nell’ intimità, non proferisco parola per paura di risultare comica, di non avere l’ intonazione vocale giusta (sono arrivata a tanto, mi rendo conto che è assurdo!)… aspetto che sia lui a guidarmi in tutto… momenti stupendi praticamente rovinati, ogni volta mi impegno a rompere l’ incanto, inspiegabilmente…
come iniziare ad uscire da una situazione simile?
grazie per la disponibilità.
Leila

Cara Leila,
La sua lettera è molto bella e dimostra che lei ha comunque un buon insight, cioè riesce a leggere abbastanza chiaramente dentro di sé. Quello che io le consiglio è di affrontare una doppia psicoterapia; una da sola, per cercare di capire quali sono i limiti e gli ostacoli che le impediscono di essere come vorrebbe. L’altra invece, dovrebbe essere una psicoterapia di coppia, perché nel vostro rapporto occorre cambiare tutte le regole: lei infatti non può semplicemente modificare i suoi atteggiamenti, lasciando tutto com’era. Anche lui deve mettersi in discussione e cambiare quel tanto che basta per favorire il cambiamento anche all’interno della vostra coppia.

Saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

NESSUNA COME ME

è possibile “scoprirsi” timidi a quasi 30 anni?
Vivo da un pò di anni una situazione personale di stallo che più volte mi ha portata a crisi di pianto e a forte senso di inadeguatezza.
Sento di non desiderare nulla e più svuoto la mia progettualità più mi chiudo in me stessa arrivando talora a franca sociofobia…
La cosa mi sconvolge…davvero. Perchè fino ai 23 anni ho vissuto in tutt’altro modo. Credevo di avere il mondo in mano e nutrivo nei miei confronti una stima incondizionata.Ne avevo ben donde perchè sapevo esattamente cosa volevo e lottavo per ottenerlo. Ero forte e decisa.Adesso invece? Dopo anni di infruttuoso studio universitario mi ritrovo senza nulla in mano e con una autostima che vacilla, sparisce quasi.
Mi chiedo spesso con quale “coraggio” potrei affrontare normali relazioni sociali se sento di non aver nulla da raccontare, di avere una vita senza obiettivi e senza alcuna competenza specifica.Non conosco nessuna come me, così non posso fare a meno di pensare di rappresentare per gli altri un povero caso umano che a 30 anni non ha ancora raggiunto alcun grado di autonomia…
Sono abbastanza “lucida” per rimuginare su me stessa e per assistere attonita al crollo di ciò che ero. Com’è possibile tutto questo?
Leggo molti libri di self help e spesso ci leggo scritto che è bene darsi da fare, porsi delle mete, credere in qualcosa…Tutte bellissime parole ahimè…dal dire al fare è ben altra cosa.
Preciso anche che non parlo con nessuno di questi miei problemi sempre più invalidanti. Con nessuno, nemmeno con mio marito. con lui anzi sono spesso prepotente e saccente…non capisco e ho paura di essere in trappola
Grazie per l’ascolto
Ladra di stelle

Cara Ladra di Stelle,

Se, secondo lei, i libri di self help dicono delle cose bellissime, ma irrealizzabili, smetta di leggerli: non è la strada giusta. Lei deve trovare un modo per ricostruire la sua autostima e, soprattutto, evitare di scaricare le sue frustrazioni su suo marito, il che non fa bene né a lei, né alla vostra coppia.
Probabilmente anche quando le pareva di tenere il mondo in mano (ma era davvero così?) e nutriva nei suoi confronti una stima incondizionata (!) non era felice e non aveva ancora trovato il suo equilibrio. Non a caso i suoi studi, che avrebbero dovuto concludersi in quel periodo, non sono andati a buon fine. Il consiglio dunque è quello di imparare ad accettarsi per quello che si è: se lei è in grado di terminare gli studi, lo faccia; se non è in grado… Si rassegni ! Trovi qualche altro interesse che la possa aiutare a sentirsi viva e importante per gli altri, anche senza il certificato di laurea appeso alla parete. Solo lei conosce la password per uscire dalla trappola.
Un saluto.
Dott. Walter La Gatta Ancona

DISCORSI ANTICONFORMISTI
sono BlindColor e ho 18 (anni quasi 19).
Di problemi di timidezza ne ho avuti, stavo entrando anche in depressione ma sono riuscito a superarli da solo (anche se è stata dura).
Lo scopo di questa mia missiva è quello di chiedere una cosa alquanto banale se paragonata ai miei problemi pregressi: quando esco con una ragazza non so cosa dirle.
Mi spiego meglio: dopo esserci presentati, scambiati informazioni su cio che facciamo (studio/lavoro), luogo di residenza, e dopo averle chiesto cosa cerca in un ragazzo, bhè…mi blocco. NON SO PIU’ DI CHE PARLARE.
A volte questo mi capita anche in frangenti “non sentimentali” ad esempio quando devo socializzare con qualcuno (anche di sesso maschile) per lavoro/studio.
Premetto che sono figlio unico, alquanto introverso, anticonformista, e per alcuni aspetti in contrapposizione con i modelli sociali preponderanti.
Secondo lei da cosa dipende questa mia difficoltà, ma molto più importante, come posso fare per superarla.
BlindColor

Caro BlindColor,

Già da come ti firmi si capisce che hai di te una rappresentazione molto sfumata e assai poco significativa. Quando sei con qualcuno ovviamente non puoi che trasmettere all’esterno come ti senti dentro, ovvero vuoto.
Che fare? La cosa da fare è riempire la tua cartella mentale dedicata alle ‘relazioni sociali’ di una serie di discorsi banali, luoghi comuni, convenzioni, osservazioni condivise (come ad esempio quelle sul tempo, le stagioni, le poste italiane ecc.) in modo che sia anzitutto possibile stabilire un feeling con il tuo interlocutore su argomenti comuni. Se tu vuoi essere anticonformista a tutti i costi, sin dal primo momento, devi trovare invece argomenti capaci di stupire e sedurre il tuo interlocutore come con un effetto speciale, ma non sono sicura che in questo modo riuscirai nell’intento di migliorare le tue abilità sociali. Quello che ti consiglierei invece, dopo i discorsi banali, diciamo così di ‘primo livello’, è creare un repertorio di discorsi ed osservazioni personali, intelligenti, anche ‘anticonformiste’ se vuoi, che dovrai però approfondire ed imparare ad esporre davanti allo specchio, in modo da avere quel ‘qualcosa in più’ quando sei con gli altri (e le ALTRE!).
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NON MI BUTTO

Sono un ragazzo di 22 anni e mai come ora mi sento solo sentimentalmente proprio a causa del mio carattere.
Non ho mai avuto la benchè minima esperienza con l’altro sesso anzi non mi riesce bene neppure stare in compagnia con le ragazze che conosco all’università(figuriamoci conoscerne di nuove)
Ogni volta che ho a che fare con una ragazza divento un blocco di marmo non mi esce una parola e non so che fare vorrei solo scappare!In me c’è qualcosa che mi frena e mi fa ogni volta fare delle figure pessime..e pensare che con i miei amici e le persone che conosco bene sono tutto l’opposto: allegro, vivace, estroverso
Più volte mi sono detto “dai buttiamoci devo essere sciolto non solo con gli amici e comunque non ho nulla da perdere tanto a comportarmi da orso la brutta figura la faccio comunque” e invece niente alla fine prevale il blocco più assoluto
Come posso fare per superare questa situazione?io cerco di migliorarmi, di correggere le insicurezze che ho (tipo la paura di essere reputato un imbecille o di non piacxere e in effetti mi sento un pò più sicuro di me rispetto a qualche anno fa)ma il punto in cui sono arrivato è nulla!vorrei tantissimo essere più spigliato e son convinto che eliminato il blocco lo potrei essere sicuramnete..ma come posso fare per capire dove devo più agire?
Grazie per la vostra attenzione e vi scongiuro rispondetemi!

Caro Ansem
Come osserva lei stesso nella lettera, la sua condizione è già migliorata rispetto ad anni addietro: infatti, la maturazione porta ad acquistare maggiore autostima. Per migliorare ancora, oltre ripetersi che ce la può fare, occorrerebbe una strategia più mirata. Intanto, lei sa di valere molto di più di quanto appaia: in situazioni “protette” infatti lei è allegro ed estroverso. Eviti quindi di mettersi alla prova in situazioni difficili. Parta da situazioni “facili”, in cui si sente sufficientemente sicuro di sé, quando ad esempio è in compagnia dei suoi amici, e provi a rivolgere la parola ad una ragazza presente, ma solo per un saluto, una singola battuta, una sola frase compiuta che si esaurisca in se stessa. In occasioni progressivamente successive, sperimenti prove via via più articolate, passando a brevi dialoghi e infine conversazioni più complesse. Infine, sperimenti le sue abilità acquisite, in situazioni meno “protette”, ma ripartendo dal semplice saluto o battuta, e così via. Vedrà che progressivamente acquisterà quella abilità di relazioni che è frutto di solo allenamento.
Con auguri
Dott. Walter La Gatta Ancona

PENSIERO FISSO

Sono sempre stata una ragazza insicura , un po’ timida ed estremamente sensibile,tuttavia nn ho mai avuto problemi a relazionarmi con gli altri che mi definivano una persona buona,piacevole e solare.
Da qche tempo pero’,circa sette mesi,sono cambiata.Da quando,un giorno in cui mi trovavo fuori con un amico,all’improvviso ho avvertito un incredibile senso di disagio,come se il cuore battesse piu’ veloce,le mani sudate,tensione allo stremo,non riuscivo a concentrarmi che su questo.Mi sono spaventata e vergognata molto di quell’episodio,continuavo a domandarmi se il mio amico si fosse accorto del mio atteggiamento diverso,e soprattutto ero tormentata dal pensiero che potesse ricapitarmi una situazione simile.E cosi’,-forse a forza di pensarci?-e’ successo.Da allora e’ diventato quasi un pensiero fisso che mi ha impedito e mi impedisce tuttora di vivere serenamente i rapporti con chiunque,arrivando persino ad evitare -per mia profonda vergogna – amici indi fronte a cui mi e’ capitato l'”incidente”,incidente le cui probabilita’ di accadimento diminuiscono qdo sono impegnata da altre distrazioni .
In passato mi e’ gia’ capitato di essere presa dall’angoscia che un determinato episodio spiacevole potese ripetersi,qsta angoscia ha occupato la mia mente per gioni e giorni,mesi,ma poi e’ scomparsa senza lasciare alcuno strascico.
Dentro di me spero che sia cosi’ anche qsta volta,ma nel frattempo sto vivendo male,soffro molto, e non riesco a concentrarmi nella mia quotidiana attivita’ di studio.Penso “Forse ce la posso fare da sola,”forse…o forse sarebbe tutto piu’ facile se consultassi qualcuno che mi aiutasse , magari anche a migliorare altri aspetti del mio carattere qualila mia insicurezza che potrebbero essere legati a qsto problema.Contemporaneamente ho il timore che rivolgermi a qualcuno possa provocare il contrario effetto di allargare una ferita che invece potrebbe rimarginarsi da sola …..che fare?Un altro problema e’ che non ho denaro per sostenere consulti dispendiosi,a chi mi posso rivolgre per un valido aiuto gratuito?
Scusate la franchezza.
Grazie,Monica da Brescia.

Cara Monica,

rispondo alla sua ultima domanda, suggerendole di rivolgersi ad un Consultorio familiare della sua città, pubblico (presso i distretti sanitari) o privati (per lo più affiliati alle parrocchie ndella sua città. Il servizio è gratuito e potrà trovare un aiuto psicologico specialistico. Quanto al suo problema, sarà più facile da risolversi se cercherà di evitare di concentrarsi col pensiero continuamente su di esso: provi anche a frequentare solo i suoi amici più fedeli per qualche tempo, per ritrovare maggiore sicurezza in se, poi piano piano riprenda la sua normale attività.
Saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona

AL TELEFONO

Ho un problema con la mia ragazza spesso quando parliamo a telefono nn so di cosa palrare spesso aspetto secondi molto imbarazzanti di assoluto tacimento specialmente se c’e’ qualke sua amica vicino invece quando stiamo in chat parlo di tantissime cose come posso fare? mi potrebbe dire com posso sbloccarmi?
Rebellius

Caro Rebellius,
forse (ma dalla sua lettera non si capisce) la vostra storia dura da poco tempo e non vi conoscete ancora bene; oppure avete poche occasioni per stare insieme. Comunque, la soluzione potrebbe essere proprio quella di vedervi più spesso, per aumentare la vostra intimità e confidenza. Vedrà che anche le sue conversazioni telefoniche saranno più calde.
Auguri
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PICCOLO PROBLEMA

Sono un ragazzo di 18 anni ed ho un “piccolo” problema ……
nn mi ricordo quando è iniziato ma in determinate situazioni ,non necessariamente imbarazzanti, io divento rosso a causa di questo problema mi è venuta una vera a propria fobia nn sono più sicuro come prima e ad ogni situazione non faccio altro che chiedermi “succederà ancora ? arrossirò” molte volte nn succede nulla ma quando succede vorrei stare circa 6 metri sotto terra per nn parlare del dopo i pensieri mi sovrastano non faccio altro che pensare non deve “succedere più….” ora è un periodo che non mi accade più ma quando meno me lo aspetto so che mi ricapiterà…
A causa di questo problema evito di andare a feste ricevimenti evito di rispondere in classe ecc…..per evitare di dover solamente pensare a questa specie di ossessione…….
Ora io mi chiedo cosa posso fare…
forse ci sono tecniche di autocontrollo o cose del genere cmq ditemi voi cosa fare.
Shadow

Caro Shadow,
ci sono delle tecniche molto efficaci per ridurre il fenomeno del rossore, e il modo migliore per impararle è andare da uno psicologo. Nel frattempo, la prima considerazione da fare è che non sempre alla sensazione di essere arrossito corrisponde un reale rossore, almeno percepibile dagli altri: avrà sicuramente notato che in estate, grazie alla abbronzatura, si arrossisce di meno. Ma non per minore timidezza ma semplicemente grazie al colorito più scuro: per arrossire in quella condizione, ci vuole una emozione ancora più forte. Quando si sente arrossire ma non vede reazioni negli altri, significa che non è arrossito abbastanza e che la sua emozione non è stata poi così forte da impedirle di continuare a fare ciò che stava facendo. Partendo da queste situazioni, che lei avrà sperimentato non la imbarazzano, via via acquisterà la sicurezza che oggi le manca, per fare le attività di cui parla.
Saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DISMORFOFOBIA

ho letto quanto avete scritto riguardo alla dismorfofobia e credo di essere affetta da questo disturbo in uno stadio purtroppo serio, perchè ho riscontarto molti dei sintomi più gravi da voi segnalati: assiduo confronto con lo specchio (ho uno specchietto in ogni borsa e tasca), inutili e alquanto assurdi tentativi di correggere il mio difetto. ah dimenticavo di dire quale sia il mio “problema”: il naso. di fronte lo trovo carino, meglio di tanti altri. ma il profilo… brrrrr…penso che sia una cosa genetica (mio papà non ha proprio un naso perfetto, ma lui è un maschio e conosco tanti ragazzi molto, ma molto attraenti anche se hanno un naso non perfetto), ma penso anche che sia dovuto a un incidente durante ed. fisica quando ero in terza o seconda media: una ginocchiata sul lato sinistro del naso che, a mio avviso, ha fatto uscire una protuberanza a destra. non passo giorno a maledire il mio prof di ginnastica che non ha voluto portarmi a fare un controllo al pronto soccorso; magari mi avrebbero messo tutta quella “impalcatura”, che mettono anche a chi non si è rotto il setto nasale, che hanno messo a tanti (tipo staffellli di striscia solo per un colpo di microfono)e avrebbero corretto questo difetto: almeno il mio naso ora sarebbe simmetrico!invece no: devo subire il confronto con le mie amiche dal naso fine e femminile. e ho anche constatato che i ragazzi preferiscono loro a me. passiamo ai rsvolti emotivi della cosa: ho il terrore che tutti osservino il mio difetto. il mio ragazzo dice di non esserne influenzato, anche se una volta mi ha confessato che lo trova la parte peggiore del mio corpo (ma solo perchè “gliel’ho fatto notare”). una ragazza può avere il seno grande, il seno piccolo, i capelli ricci, i capelli lisci, ma non si è mai visto un modello esttico femminile (passato, presente e anche futuro)con un naso con la gobbetta!e per di più lungo!mi piaccio completamenet! proprio questo mi doveva capitare?il problema è che non vivo più bene: vorrei stare sempre in casa, proprio come oggi mentre sto srcivendo. il trucco un pò lo odio e un pò lo amo, perchè prima mi sembra che aiuti, poi invece mi accorgo che non può niente, anzi, non sopporto l’idea di dover sempre ricorrere al fondotinta. una ragazza della mia scuola si è rifatta il naso. come la invidio, ora è molto più sicura di se, gira per la scuola con sorriso a 32 denti, un’oca giuliva a cui darei un pugno da fargli tonare il naso peggio di prima. i momenti peggiori sono quando mi trovo a casa, snz il mio ragazzo che mi dice che sono bella (ma lui è infatuato non è obiettivo nel giudizio) e passo ore, e dico ore, davanti allo specchio, tentando invano di vederci qualcosa di accettabile o perlomeno simpatico nel mio naso, ma poi il magone e un pianto dirotto. è così quasi ogni giorno ormai. vorrei troare un modo per accettarmi per quello che sono, se continuo così farò una brutta fine, me lo sento. voglio ritrovare la mia sicuerzza. vorrei poter dire: ok sno così, ma v bene lo stesso, in fondo non sono male, posso piacere.macchè, non c’è verso di guarire,. non posso rivolgermi da uno psicologo, per via dei soldi e per via dei vespai che susciterei in famiglia con queta mia decisione, per questo mi rivolgo a voi. non avete qualche erecizio mentale per uscire da questa confusione? la prego mi aiuti
ScullyLightBlue

Cara SLB,
prima di immaginare una soluzione chirurgica per la sua dismorfofobia, credo necessarie alcune considerazioni. Intanto, ciò che non fece il suo prof lo può fare lei, prenotando una visita otorinolaringoiatrica alla ASL della sua città, per rassicurarsi sulle sue reali condizioni. Poi dovrebbe fare un piccolo sforzo per evitare di passare tutto il suo tempo a commiserare il suo naso. Il giudizio degli altri non si basa su ciò che ci manca ma su cosa abbiamo. Se il suo ragazzo, pur infatuato, apprezza la sua bellezza, perché non comincia a farlo anche lei? Per iniziare, scelga la parte che più le piace di se, ed ogni volta le viene il pensiero del suo naso lo sostituisca col pensiero piacevole dell’altra parte di cui è orgogliosa. Se poi le parti sono molte, non faticherà troppo a dimenticare quel naso birichino.
Grazie e saluti
Dott. Walter La Gatta Ancona

AUTOSTIMA

Sono un ragazzo di 19 anni che penso abbia perso la voglia di comunicare i suoi sentimenti.Nella vita ho avuto pochissimi amici(figuriamoci la ragazza)e passo gran tempo della mia giornata apatico a stare in casa a sentire la musica(sognando sul mio futuro)o in internet.
A peggiorare la situazione c’è mia madre,che ancora mi tratta come un bambino,forse perchè abituata a vedermi a casa la sera:proprio a mia madre ho detto che solo uno psichiatra può risollevarmi da questo stato ma lei controbatte dicendo che “nella vita ho avuto tutto”e altre fesserie che si raccontano a un deficiente.
Poco tempo fa poi:sono cascato col motorino sotto casa e pochi giorni dopo alcuni ragazzi di fronte al mio balcone ho sentito che mi davano del down.Da quel giorno ho sempre paura di uscire fuori dal balcone di pensare sempre di essere deriso dalla gente di tutto il palazzo(cosa che penso ancora).Frequento pure l’università,ma vi rendete conto in che stato mi trovo.Il mio sbaglio più grande poi è questo:resto chiuso in casa faccio parecchio autoerotismo;la conseguenza è che sono un 19enne pauroso,di relazionare con una ragazza per un tot di problematiche che non sto neanche a dirvi,di portare la macchina (eppure patentato) e di ogni discesa col motorino dopo quel famoso fatto che vi ho raccontato,di reagire a un mio coetaneo in seguito a un insulto… e tanto altro.
Vorrei piangere ma non ci riesco,vorrei sfogarmi con qualcuno ma quel qualcuno è mio padre o mia madre ai quali parecchie volte alzo la voce dicendo di farla finita.
Ho cercato di cambiare,di abbattere questo muro,ma alla fine eccomi qui.Sarà vero che l’adolescenza è stata un fallimento ma i miei prossimi anni di vita non lo devono essere:è ancora accesso un barlume di speranza,a cui voi spero possiate contribuite rispondendomi.
Vi ringrazio già da adesso

D.’84
Caro D84,
Non starò a tediarti raccontandoti che i tuoi sintomi sono tipici dell’adolescenza. Mi limito invece a farti riflettere su qualche punto della tua lettera. Il motorino ad esempio: non sarai mica l’unico della tua città o della tua via che sia caduto dal motorino! Se hai sentito che ti davano del ‘down’ è perché quelle persone anzitutto sono maleducata, ma soprattutto non hanno niente di interessante di cui parlare, per cui si limitano a prendere in giro tutti quelli che non conoscono direttamente e che non possono pertanto rispondergli. E’ un comportamento sbagliato, ma sono sicura che, tante volte, anche a te sia capitato di fare qualche commento su un passante, tanto per avere qualcosa da dire… Dunque, non dare importanza a questo commento e non sentirti così male per una sciocchezza del genere. Sorridi, mostrati sicuro di te: vedrai che nessuno avrò nulla da dirti sul motorino e che, soprattutto, il giudizio più cattivo su te stesso viene proprio da te. Quanto ai tuoi genitori, cerca di trattarli meglio che puoi: se tu stai male, loro stanno sicuramente peggio nel vederti poco felice. Pensa positivo, l’adolescenza sta per finire e tu hai tante cose belle da vivere!
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

GLI AMICI DI LUI

mi capita di intimidirmi solo in alcune situazioni, sempre e comunque con gli amici del mio ragazzo eppure li conosco da tanti anni anche se li frequento poco. Quando mi trovo con loro provo un forte senso di ansia, mi sento debole, inferiore, non riesco ad essere me stessa!!!!! il mio ragazzo dice che ho poca autostima. Aiutatemi a capire.
Grazie un saluto
Akkra

Cara Akkra,

C’è poco da capire: le cose stanno come ti dice il tuo ragazzo… Se tu quando sei con delle persone nuove, specialmente quando ci tieni ad essere giudicata positivamente, cominci a pensare a tutti i tuoi difetti, alle cose poco intelligenti che ti capita di dire, al vestito che indossi e che non ti sta tanto bene perché mette in risalto i tuoi difetti fisici… Ecco, se fai così, è normale che poi tu ti intimidisca. Prova, quando sei in questa situazione, a pensare a quanto sei bella, brava ed intelligente e a come tutti se ne accorgano, al di là di quello che eventualmente ti dicono, per scherzare. Vedi se va meglio.
Ciao.
Dott. Walter La Gatta Ancona

COME ME!

sono una ragazza di 20 anni molto timida.Mentre leggevo la vostra posta sono incappata in una lettera di una ragazza di 23 anni che scrive di diventare sempre rossa anche se non ce nè motivo,che fatica a telefonare a persone con le quali non ha molta confidenza…
Credevo di essere l’unica con questi problemi,invece mi consola sapere che non è così.Però questa è una situazione che mi stà facendo molto male,perchè io addirittura mi vergogno anche ad uscire di casa se sono da sola.Mi blocco,mi sembra che le persone siano tutte lì pronte a prendermi in giro,anche quando c’è da fare qualche telefonata importante,prima di alzare la cornetta mi devo ripetere 100 volte quello che dovrei dire al telefono!Se c’è qualcuno insieme a me mi sento più sicura ed addirittura sono la prima che cerca di scherzare,di risultare simpatica agli altri.Ma se sono da sola non riesco a fare niente,come è possibile? Gli altri pensano che sono imbranata,perchè alla fine risulto così,però non capiscono che il mio è davvero un problema che mi fà star tanto male.Vorrei cambiare ma non sò come posso farlo.Ringrazio in anticipo per la risposta che spero di ricevere al più presto,complimenti per il sito che dà una mano a tante persone che come me si sentono messe da parte perchè il loro non viene catalogato come un vero problema…Grazie
Stellina triste.

Cara Stellina triste,

Sicuramente condividere le emozioni ed i pensieri con altre persone può essere utile per scoprire che certe cose non succedono solo a noi, ma sono molto comuni. Questo significa che anche quelli che ti dicono ‘sei imbranata’ spesso si sentono imbranati loro stessi, così come, forse senza accorgertene, qualche volta anche tu puoi dire a qualcuno una frase scherzosa, che invece diventa offensiva per l’interessato/a. Infine un consiglio: Vai sul nostro FORUM. Cerca il link a fondo pagina e comunica con gli altri navigatori del sito: ti servirà per capire quanto sia vero che ‘gli altri siamo noi’…
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PROBLEMA CON LE DONNE

Credo di avere un problema con le donne. Il mio problema è che sono molto emotivo e non sempre riesco a controllare questa emotività. L’esempio è quello che mi è successo qualche giorno fa… ho conosciuto una ragazza in un sito di incontri e dopo qualche giorno in cui ci siamo scambiati qualche mail ci siamo incontrati in chat. Lei è una ragazza veramente simpatica e mi sono trovato benissimo con lei. Abbiamo chattato tutta la sera per più di due ore che mi sono letteralmente volate e mi sono divertito molto (come ho detto lei è molto simpatica oltre che bella visto che mi ha mandato un foto). Tutto sembra perfetto. Intesa ottima la prima volta che ci siamo parlati, moltissime cose in comune e tutto il resto. Quasi ci eravamo già messi d’accordo per incontrarci, lei abita a poco più di 10 km da casa mia, e tutto era perfetto. Il giorno dopo, io ero molto teso perché non vedevo l’ora di parlare con lei, ma quando finalmente eravamo in chat non sono riuscito a spiaccicare parola e a dire qualcosa che avesse un minimo di senso. Avevo la mente vuota e mi sembrava di essere un’altra persona rispetto alla sera prima. Non so come dire ma non riuscivo a concentrarmi su quello che diceva lei e pensavo solo a quello che avrei detto io e così facendo è stato un fiasco totale. Le ho chiesto scusa se non ero molto di compagnia ma lei ha detto di non preoccuparmi. Ma io mi preoccupo però. Credo di avere paura delle donne. Devo dire che ho 24 anni e poche esperienze alle spalle, solo una un po’ seria, e che mi capita abbastanza di frequente questa cosa. Quando incontro una ragazza la prima volta sono abbastanza rilassato e tranquillo. Mi rendo conto di essere anche abbastanza simpatico e di fare un po’ di effetto sulle ragazze. A volte sono loro a cercarmi dopo qualche giorno. Il problema è che il secondo incontro è al 90% per cento dei casi, soprattutto se sono veramente interessato a lei, un fiasco. E’ sempre così e ormai penso che non supererò mai questo problema. Una volta ho sentito parlare di “sindrome da secondo incontro” e, se esiste, io sono un caso da manuale. Vi chiedo un consiglio se potete aiutarmi magari consigliandomi qualche trucco per allentare la tensione e per liberare la mente.
Grazie.M.

Caro M.,

Il consiglio che ti dò è quello di rendere visibile ciò che cerchi di nascondere, cioè la tua timidezza. Fai di questo tuo ‘difetto’ l’arma vincente per conquistare le ragazze… Tu non ti rendi nemmeno conto di quanto possa essere attraente per una ragazza avere a che fare con un tipo interessante e simpatico il quale, con candore e un po’ scherzando di sé stesso, le confida che lei gli ha fatto perdere la testa e che questo gli provoca timidezza. Sono sicura che, fino a che non ci avrai provato, non potrai rendertene conto. Provaci e poi riparliamone. Ho solo due raccomandazioni da farti: 1 spiega bene che lei ti piace molto 2. spiega che, a causa dell’interesse che nutri per lei, ti senti timido. Fallo con il sorriso sulle labbra, guardando la ragazza negli occhi.
Spero che tu non approfitterai troppo di questa dritta e che non farai impazzire d’amore tutte le ragazze che incontrerai.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

IL LATO DISASTROSO

Sono una persona di 33 anni e non ho mai pensato di essere una timida, le relazioni sociali mi vanno parecchio bene e non ho nessuna difficoltà a relazionarmi se non le normali difficoltà magari a dire ad una persona di cui sono innamorata cosa provo. Il lato veramente disastroso è quello professionale. Non riesco in nessun modo a dire ciò che dovrei ed a farmi valere né come persona né come professionista. In situazioni formali davanti a persone “importanti” mi blocco, divento insicura e faccio sempre la figura dell’incapace o dell’imbranata. E il peggio è che se devo sostenere anche un semplice esame, arrivo lì mi siedo e non riesco a dire ciò che sò, stento due, tre paroline, avvampo e mi blocco definitivamente ed alla fine desisto anche dal continuare a sostenere l’esame. Pensavo fosse ansia, invece anche se mi calmo e tengo il controllo, davanti all’esaminatore crollo comunque. Studio bene e spesso i miei colleghi mi lodano, ma queste benedette prove le passo sempre a stento e spesso perché “premiano la buona volontà”. È frustrante. Potreste darmi un consiglio su come migliorare e dimostrare a livello professionale quello che valgo?
grazie. Stufa72

Cara Stufa 72,

Non c’è differenza fra ansia e timidezza: chi è timido, quando si rapporta con gli altri, è in continua ansia. Chi è sempre in ansia appare timido, anche se non lo è, o non lo è tantissimo. Tutti però siamo un po’ timidi e questa è la ‘normalità’ della specie umana (e non solo!). Le tue difficoltà si presentano in alcune situazioni e non in altre: evidentemente su alcuni aspetti della tua personalità hai una certa stima di te, in altri meno. Probabilmente, sin da piccola hai nutrito un certo imbarazzo di fronte all’autorità, comunque rappresentata e questo non ti consente oggi di avere un rapporto uno-a-uno con i tuoi esaminatori. Cerca di convincerti che ormai sei una donna matura anche tu e che i tuoi esaminatori non sempre sono meno in ansia di te, anzi… Invece di concentrarti unicamente sui tuoi sentimenti di frustrazione, osserva meglio gli altri, concentrati sui loro comportamenti. Vedrai che siamo tutti sulla stessa barca: è solo una questione di abilità. Qualcosa dunque che non è geneticamente determinata, ma conquistabile attraverso l’impegno e la forza di volontà.
Ciao, auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona

POKE OCCASIONI

sono un ragazzo di 24 anni. Per raccontarvi tutti i miei problemi non basterebbe un libro, ma dato ke devo essere breve: a causa della mia timidezza non ho mai avuto una ragazza, quelle poke occasioni ke avrei potuto avere le ho sprecate malamente. Non esco mai di casa, se non per andare a frequentare il corso di grafica o per fare qualke servizio. Gli unici poki amici ke ho li vedo d’estate, ma ogni anno preferirei morire piuttosto ke andare in vacanza, perchè tendo ad evitare qualsiasi forma di vita sociale. Con le persone che conosco non riesco a dire più di due parole, figuriamoci con quelle appena conosciute o estranee. Se parlo in pubblico divento rosso, quindi per non farmi vedere dagli altri che arrossisco parlo il meno possibile. Non riesco neanche a mangiare assieme ad altre persone perchè mi si chiude lo stomaco e spesso mi fa anche male. Con la mia famiglia va ancora peggio perchè non parlo assolutamente, anche quando voglio dire qualcosa non ci riesco e sto zitto. A causa della mia timidezza non riesco a legare con nessuno e mi ritrovo sempre solo. Vado da una psicologa (costretto dai miei genitori) ed anche se con lei mi calmo, comunque non riesco a parlarle. Sono andato da un neurologo che, dopo una prima cura inutile, mi prescrisse delle pillole più potenti. In effetti ricominciai ad uscire e la timidezza sembrava diminuire, ma questo succedeva solo all’inizio. Comunque con le pillole potevo mangiare con altre persone e, anche se poco, non avevo problemi a parlare con altri, anche estranei, anche se preferivo sempre evitare il dialogo. Ma posso mai prendere pillole per tutta la vita? C’è da dire inoltre che non posso neanche prenderle solo quando ne ho veramente bisogno, perchè per cominciare ad avere effetto devo prenderle per una settimana e più, e poi non devo smettere. Piango spesso da solo pensando alla mia situazione. L’ultima volta che ho preso le pillole è stata per avere la forza di andare al corso di cui sopra. Non le prendo più da quando è morta mia madre (un paio di mesi fa). All’inizio l’effetto delle pillole continuava a farsi sentire pur non prendendole. Ma ora sono tornato quel ragazzo muto e timido di prima. Tra poco dovrei andare in vacanza, ma sinceramente non ce la faccio proprio. Cosa posso fare? Vi ringrazio perchè leggendo le altre lettere ho capito che ci sono altre persone come me, anche se io sto messo decisamente peggio.
Tommy

Caro Tommy,

Stai messo decisamente peggio, ma solo perché, sfortunatamente, è venuta a mancare tua madre e questo sicuramente non ti aiuta a superare i tuoi problemi. La freddezza stessa con la quale racconti questo evento, oltre tutto così recente, fa chiaramente comprendere che stai cercando in tutti i modi di rimuovere dalla tua coscienza questo lutto, che invece andrebbe meglio elaborato. Credo che la psicologa ti aiuterà in questo.
Quanto ai farmaci, essi non sono e non devono essere considerati un tabù, ma uno strumento per essere più felici nella propria vita e darle così un senso. Prendere le pillole senza avere obiettivi è una perdita di tempo perché, come tu dici, l’effetto non dura per sempre e non si possono prendere farmaci ansiolitici per cinquanta anni e più.
Quello che però potresti fare, con l’aiuto del medico che ti ha in cura e della tua psicologa, è porti degli obiettivi che ti possano permettere di raggiungere dei successi personali, piccoli e grandi. Fra essi metterei sicuramente il parlare in pubblico in una occasione importante, il conseguire qualche altra cosa che ti sta a cuore, ma per la quale ti sei sempre, a torto, sentito inadeguato.
Una volta che sarai riuscito a riempire di successi e riconoscimenti la tua ‘valigia personale’, potrai viaggiare per il mondo anche senza il tuo pacchetto di pillole, perché la fiducia e la calma ti verranno da dentro, ogni volta che ricorderai chi sei e le cose grandi che sei riuscito a fare.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

BLOCCATO SOLO CON LE RAGAZZE CHE MI PIACCIONO DAVVERO

Salve a tutti, sono un ragazzo di 25 anni. La spinta a scrivere al vostro sito mi viene da un fatto accadutomi proprio ieri sera. Ero ad una festicciola casalinga con un po’ di gente. Seduto sul divano accanto ad una ragazza che mi interessa, sono stato colto da un attacco di timidezza fulminante. Ho cercato di attaccar discorso con domande sulle vacanze estive eccetera, dopodichè, falsamente adagiato sul divano, quasi non sono riuscito a spiccicare più parola, se non due sconclusionate considerazioni del tipo:”mi piace questo stile di quadri appesi alla parete”. Dopo un altro po’ di silenzio lei giustamente si è alzata dal divano spostandosi altrove. Non riesco a perdonarmi, ho perso una delle occasioni più preziose che avevo. La conosco da poco e non ho molta confidenza, anche se credo forse di interessarle un po’… in discoteca la settimana scorsa, ci cercavamo con lo sguardo o ci stringevamo le mani… Ho provato ad autogiustificarmi, dicendomi che ero stanco e fulminato visto che tornavo da un viaggio di 6 ore per una trasferta di lavoro. Ma in realtà il problema è sempre lo stesso: non ho difficoltà a discorrere e scherzare con amiche e ragazze che in fondo non mi interessano, mentre quando si tratta di ragazze che mi piacciono e mi attraggono davvero, rimango bloccato e annichilito. Il risultato è che finisco per avere poche storie, tutte inutili e insincere [ la più lunga che ho avuto è durata un anno, con una ragazza più grande di me, e più che il suo ragazzo ero il suo amante. Una storia triste che mi ha lasciato molto provato e disilluso ].
Non ho un comportamento eccessivamente timido, conosco un mondo di gente tra cui tante ragazze. Ma nell’intimo sono molto cervellotico, chiuso e mi deprimo spesso. Mi mette angoscia il tempo che passa. Sono avvilito per l’occasione sprecata. Sono stato idiota e insicuro, e l’insicurezza è una delle cose peggiori da mostrare a una donna. E’ una bella e seria ragazza: a quanto mi pare di aver capito si sta lasciando con il fidanzato, ha già un sacco di altri occhi addosso, e se c’è una cosa che non sopporto è la competizione con gli altri uomini. Mi potete dare qualche consiglio? Se può esservi d’aiuto, vorrei accennare alla mia situazione famigliare. Fin da bambino – complice anche il fatto di essere primogenito di tre fratelli – sono stato molto irrigidito e responsabilizzato. Posso dire di avere ricevuto un’educazione “repressa”, o di essermi costruito io così: non lo so. Poi la mia famiglia si è sfasciata, mia madre è rimasta sola ed io sono restato a vivere con lei. E’ possibile che la situazione famigliare possa causarmi dei “conflitti”? Vi ringrazio tantissimo in anticipo. Auguro a tutti buone giornate!
Filippo

Tante belle giornate anche a te Filippo… Sperando che tu riesca a godertele. Infatti, hai una ragazza che in discoteca ti cerca con lo sguardo, che ti stringe la mano, che malgrado sia molto corteggiata si mostra interessata a te e tu non trovi meglio da fare che osservare i quadri alle pareti. Sei proprio sicuro che il tuo comportamento riguardi solo la timidezza ? Infatti, dici che ti dà fastidio la competizione con gli altri uomini e questo mi fa pensare che una spiegazione al tuo comportamento è che tu abbia timore, quando la ragazza ti interessa veramente, di mostrare i tuoi sentimenti. Se si tratta di storie di poca importanza sai cosa e come fare, ma far sapere, all’interessata e agli altri che stavolta c’è in gioco qualcosa di più serio probabilmente ti mette in imbarazzo. Se così fosse, ti consiglierei di essere più spontaneo e di aprirti con maggiore naturalezza, mostrando anche le tue fragilità, dal momento che, se le storie squallide, come quella che hai vissuto, non ti interessano, non ti resta che cercare quelle che cominciano con la parola Amore, il che non è poi così disdicevole per un uomo e, oltre tutto, alle donne piace ancora moltissimo!
Ti saluto caramente.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

1000 PROBLEMI

sono un ragazzo quasi 19enne ed il mio grave problema ke mi affligge da quando ho iniziato la fase dell’adolescenza,è la timidezza!!! Io non ce la faccio più adesso; non so più cosa fare! Non ho nessun amico o meglio,qualke amico di scuola ce l’ho ed a volte mi kiedono anke di uscire con loro,ma io non accetto mai,xchè qualkosa mi blocca,cioè,ho paura ke faccia brutta figura,ke sia di cattiva compagnia,insomma,mi faccio 1000 problemi e rifiuto tutti gli inviti. Il più delle volte ho anke litigato con il mio migliore amico x questa cosa,anke xchè sono patentato da qualke mese,ma l’automobile non la uso mai,esco sempre con i miei genitori,sempre!!!Anke loro da un pò di tempo si stanno un pò scocciando di questa kosa e mi dicono sempre ke dovrei uscire x conto mio,con la makkina: io vorrei farlo ed ho promesso ke lo farò sicuramente,ma non ci riesco,c’è sempre qualkosa ke mi blocca….il mio tempo libero lo passo sempre in casa,utilizzando il PC,o guardando la TV…ma adesso ke ho 19 anni mi sto scocciando,voglio iniziare ad avere una vita sociale,magari anke facendo nuove e belle amicizie,ma non so proprio da dove iniziare..non lo so!!!
Spero ke possiate aiutarmi dandomi tantissimi consigli preziosi x vincere questo problema ke ormai mi assilla dall’età di 15 anni; in attesa di una vostra risposta…vi invio i più sinceri e cordiali saluti e…grazie x offrirci questo servizio cosi speciale,gratuitamente!!!
19enne

Caro diciannovenne,

Vedo che hai capito perfettamente quale è il problema ed hai anche individuato la soluzione. Non posso dirti cosa fare perché non conosco i tuoi hobbies ed i tuoi interessi. La cosa migliore di tutte però è quella di cercarti un lavoro temporaneo che, più di ogni altra cosa, ti aiuterà a migliorare le tue abilità sociali. Hai pensato ad esempio a fare l’animatore in un villaggio? Non dire che non è per te: prima provaci ! Se non sei adatto, non ti sceglieranno (e per questo non cadrà il mondo). Datti da fare, ok?.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

UN VISO MOSTRUOSO

Sono un ragazzo di 22 anni, io soffro di dismorfofobia da molto tempo, la mia fissazione non riguarda nulla in particolare ma bensì tutto il viso che trovo mostruoso e pauroso. mi sento spesso male, mi guardo continuamente allo specchio, mi sento angosciato e se mi dicono qualcosa di negativo voglio scappare a casa a rinchiudermi in pensieri suicidi. Sono continuamente a chiedere pareri sul mio aspetto estetico a amici che mi rassicurano, ma io penso sempre che lo facciano per non farmi rimanere male. Ho avuto delle storie con diverse ragazze e in questo periodo anche di più del normale ma ho sempre bisogno di ubriacarmi perchè altrimenti penso di essere brutto e non voglio sentirmi mortificato. Inoltre evito di portarmele a letto perché penso che schifo possa essere per loro andare a letto con me anche se me lo chiedono spudoratamente. Voglio sapere se un giorno quest’incubo finirà e come posso fare, visto che prendo già farmaci che non sono serviti a molto. mi sento sempre peggio, vi prego aiutatemi……..
Chili

Caro Chili,
A quanto pare le ragazze vengono con te e ti chiedono di fare sesso perché hanno il gusto dell’orrido ! Scherzi a parte, tu facendoti questa autodiagnosi di dismorfofobia, ti sarai sicuramente documentato anche sul fatto che è un problema tipico dell’età adolescenziale. Questo significa che le persone, pur trovandosi poco attraenti ed in certi casi ‘orribili’ in età giovanile, col passare degli anni si accettano ed imparano perfino a valorizzarsi, fino a trovarsi ‘normali’ e perfino ‘belle’.
Molti artisti di successo, che oggi sono dei sex symbols, hanno dichiarato di essersi sentiti piuttosto brutti in età giovanile.
Dunque, il segreto è nello smettere di sentirsi al centro dell’attenzione altrui: devi convincerti che il mondo non è interessato al tuo aspetto, seppure ‘orrido’. Ognuno ha i suoi problemi ed è a questi che pensa. Esci dal tuo egocentrismo ed occupati di più degli altri. Un’idea? Prova a fare del volontariato, magari in un centro di recupero di ragazzi tossicodipendenti o alcolisti. Vedrai che i tuoi problemi si attenueranno, fino a scomparire.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

MI MANCANO LE PAROLE

Ho 19 anni e non ho trovato una ragazza, perchè sono tanto timido, non tanto tempo fa parlavo alle ragazze in modo spontaneo, ma da quando ho frequentato la scuola media superiore, socializzo tanto con ragazzi, infatti ho tanti amici, ma quando mi trovo davanti ad una ragazza, mi mancano le parole, mi metto in disparte, quasi mi mancasse il coraggio, mi dicono sempre che sono timido, e lo penso anche io e volevo chiedere come si può sconfiggere questa timidezza, anche prechè mi causa problemi anche quando conosco altre persone.
grazie di tutto, Nicolò
Caro Nicolò,

Questa timidezza la si sconfigge con l’esperienza e con la buona volontà. Ogni volta che hai un insuccesso non devi mollare e ritirarti in un angolo a vergognarti, ma riprovarci sempre, perché è statistico: non ti può andare sempre male, no? Se riuscirai ad imparare che nella vita non è importante cadere, ma sapersi rialzare, vedrai che tutto il resto verrà da sé e ti verranno perfino le parole.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LEI E’ BELLISSIMA

sono un ragazzo di 24 anni. Da circa tre mesi sto con una ragazza bellissima (è la mia prima ragazza ufficiale); io la amo tanto ma lei non quanto me e la capisco perché è appena uscita da una storia di 5 anni e ce ne vorrà di tempo prima che lo faccia!Il problema è che non riesco a fare l’amore con lei (premetto che prima non l’ho mai fatto con nessuna) , ci abbiamo provato tante volte con esiti fallimentari ma sempre per colpa mia che non so perché non riesco ad abbandonarmi e a concentrarmi su di lei ma sono sempre teso prima di farlo con scontate conseguenze. Solo una volta ci siamo riusciti e quella sera ero un po’ ubriaco e riuscii a lasciarmi andare. So benissimo che il segreto è stare rilassati ma proprio non ci riesco!Questa cosa mi sta tormentando anche perché ho paura che se continua cosi lei mi molli e questo mi fa stare ancora più male. Per la mia ragazza già è difficile stare con un altro dopo una lunga storia poi si ritrova uno come me che non riesce a sbloccarsi!Cosa devo fare perché da solo proprio non ci riesco ad uscirne!!!
Gianni

Caro Gianni,

Se tu sei il primo a trovarti i difetti e a sentirti inadeguato a questa bella ragazza ancora così incerta, CHI pensi possa correre in tuo aiuto? Non è vero che la nostra vita dipende solo dalla sorte: anche noi possiamo fare molto per mandarla in una direzione o nell’altra. Dunque, se in questo periodo l’aspetto sessuale non va tanto bene, invece di piangerti addosso, cerca di farti apprezzare per altre cose:l’intelligenza, la tenerezza, la simpatia, la capacità di ridere di te stesso. Vedrai che, più ti sentirai sicuro del rapporto, più andranno meglio anche le tue prestazioni sessuali.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

TUTTE LE VOLTE

Sono un ragazzo di 23 anni,e ho un problema:tutte le volte che parlo con qualcuno arrossisco per qualsiasi cosa di cui si parla!cerco di far tutto per non diventarlo(respiro con calma,mando giù la saliva)ma non serve!Ho la ragazza, ma con lei sono sempre tranquillo!
Dany

Caro Dany,
Il tuo problema è l’eritrofobia. Troverai molto in questo sito per documentarti. Non c’è niente da fare, perché non esistono rimedi magici che ti impediscano di arrossire. Le cose miglioreranno solo con l’esperienza, quando imparerai a dare meno importanza a ciò che pensano di te gli altri e a non giudicare il tuo valore in base alle volte in cui sei arrossito in una giornata.
Paradossalmente, quando non ti importerà più se arrossisci o meno, non arrossirai più, o ti capiterà solo raramente.
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FUORI POSTO

io non ho 20 anni, ne ho molti di più e mi sento un po’ fuori posto tra tutti questi giovani, ma del resto mi sento fuori posto ovunque! Sono comunque un vecchio timido anch’io e non sono mai riuscito a superare veramente il problema. Sono sposato da diversi anni perché alla fine, dopo infiniti stenti e tormenti, sono riuscito ad incontrare una donna (giusto una!) che mi volesse e pure più giovane di me. Stiamo bene insieme, non abbiamo grandi problemi, ma la mia vita comunque non va. In realtà, molto semplicemente,desidero altre donne ed altri amori. Più giovani, più vecchie, più belle, più brutte, non importa, purché altre. Ed in questo non mi sento affatto strano, credo che per quasi tutti gli esseri umani sia lo stesso, credo che tutti, potendo, cambierebbero di tanto in tanto a prescindere dai rapporti col proprio compagno. E non parlo solo di sesso, ma proprio un rapportarsi con qualcuno, vivere una nuova avventura anche spirituale. Ma qui, per me, torna il problema antico e i miei antichi comportamenti, la stessa paura, lo stesso prendi e lascia, lo stesso andare e tornare indietro mille volte. Tutte cose così note, così provate e riprovate che oramai davvero mi uccidono. Nonostante l’età, mi è facile innamorarmi di qualcuna, per certi versi sono ancora un ragazzo, ma parlarle, corteggiarla non se ne parla proprio e mi sento, come sempre mi sono sentito, stupido ed insignificante di fronte a chissà quale personalità. E per questo, soffro molto. E adesso dovrei pure sentirmi cattivo perché desidero tradire mia moglie. Ma a sentirmi cattivo non riesco molto: non è mia intenzione far male a nessuno, tento solo di seguire i miei sentimenti. E qui, comunque, al di là dei miei problemi di carattere, ci vedo anche un problema di realtà. E’ vero, sono insicuro, mi vergogno, mi sento già sconfitto in partenza e non provo neppure, ma credo che nella nostra società esista anche un problema reale di rapporti tra le persone.
Anziano timido

Salve Anziano timido.
Credo sia sbagliato attribuire alla timidezza il senso di insoddisfazione che vive in questo momento della sua vita. Infatti, anche le persone timide riescono nella vita a costruirsi una rete di relazioni, una carriera, un soddisfacente rapporto sentimentale. Certo, sotto molti aspetti questo, per un timido, può essere un percorso di autorealizzazione più irto di ostacoli, più stressante, più lungo, ma alla fine tutti possono arrivare dove hanno programmato di arrivare. Ecco quello che realmente manca in lei: la determinazione, la perseveranza, la capacità di tollerare lo stress. E’ sicuramente più facile lamentarsi che agire, solo che purtroppo questo atteggiamento non porta da nessuna parte.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

FISSAZIONE

Buongiorno a tutti, mi chiamo marco e credo di avere un problema o meglio una fissazione. Quando parlo con le persone ultimamente non sono spontaneo, faccio più domande che affermazioni e con alcune persone non riesco a essere spontaneo, penso sempre a ciò che devo dire e quando l’interlocutore finisce di parlare mi trovo male perchè mi viene difficile proporre altri argomenti. Stasera per esempio devo uscire con una ragazza e mi sto mettendo mille problemi su cosa dirle, sulle argomentazioni da trattare, anche lei è un pò timida ed è quello che mi preoccupa, ho paura di dover parlare solo io e non ho la minima idea di cosa parlare Aiuto!!!!
Marco

Salve Marco. Fai bene a preoccuparti di cosa dire, perché le ragazze sono in genere molto meno superficiali dei loro coetanei e danno molta importanza a ciò che un ragazzo che conoscono ancora poco dice quando escono insieme. Dalle sue parole, dai suoi ragionamenti, esse cercano di capire i suoi sentimenti, le sue emozioni, la sua personalità ed anche la sua intelligenza. Le donne non amano uscire con persone che non ritengono intellettualmente valide, anche se sono tipi ‘machi’ e con tutta la muscolatura al suo posto.
Dunque, fai proprio bene a porti il problema, ma ancor meglio faresti a cercare di risolverlo.
Ti consiglio di crearti dei cavalli di battaglia’, 3 o 4 argomenti di vario genere (filosofia, sport, politica, musica, cinema…)in cui sei veramente preparatissimo e puoi fare la tua bella figura. Quanto al fare domande piuttosto che affermazioni, non mi sembra un difetto: è un modo bellissimo per far sentire importante la persona che parla con te.
Vai tranquillo.
Dtt.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO TANTO CARINO

sn un ragazzo di 18 anni,con un serio(almeno x me) problema alle spalle.. ovvero la timidezza, ma soprattuttto x le ragazze ke mi piacciono.. Dicono ke sono tanto carino, e So di piacere e ne ho avute anche di conferme, ma sfortunatamente nessuna di queste mi ha mai interessato..in sintesi ho dato più due di picche,ke riceverli.. Fin qui sembrerebbe tuttto perfetto no? e invece no.. ne ho dati di più xchè molto spesso con quelle ke realmente mi piacevano non mi sn mai fatto avanti..x paura di un rifiuto.. ogni volta ke conosco una bella ragazza..ecco ke mi blocco..nn ho più argomenti..paura di fare brutta figura..mi trovo cm in soggezione.. e quando vengo a conoscenza,com’è successo l’altra sera, ke piacevo ad una bella ragazza..stento a crederci..penso sempre sia una presa in giro.. alla fine a furia di farmi queste paranoie..finisce ke nn ci combino niente,e dopo sto tuttto il tempo ad odiarmi e pentirmi.. non so proprio ke fare..e nn ho mai avuto traumi nè con la famiglia,nè con amici,nè preso un rifiuto da parte di una ragazza particolare..nn so..spero tu possa consigliarmi..grazie di tutto.. diciottenne

Caro diciottenne,

… Ma se alla fine qualcuna che ti piace ti dicesse di no, cosa succederebbe di così tanto traumatico nella tua vita? Pensa a tutte le situazioni più ‘disastrose’ che puoi per 10 minuti d’orologio, pi rifletti… Erano poi così disastrose queste situazioni, o ci sono modi e mezzi per poterle gestire e modificare? Sono sicuro che, con questo esercizio, ti sarai reso conto che, piuttosto che spaventarsi di un nulla indefinito che mette paura ed ansia, è meglio immaginare le cose nella realtà e trovare per tempo i rimedi, prima che le cose accadano. Ad esempio, perché far capire le proprie intenzioni ed il proprio interesse con tanta certezza? Non è meglio dire e non dire, fare e non fare e vedere lei come reagisce?
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

FARE I BAMBINI

Sono Stefano ho 27 anni e sono sposato con Francesca da 2 anche se stiamo insieme da quando ne avevamo 16.
Il nostro rapporto è sempre stato pieno di coccole ed effusioni sia dopo aver fatto l’amore ma anche in altre occasioni della giornata come davanti alla TV.
Forse il tutto dato dalla giovane età in cui ci siamo incontrati e avevamo bisogno di tenerezza.
Col tempo queste effusioni sono state sostituite da una forte passione e focosità magari dovuta al fatto che siamo diventati adulti non so.
Sono pienamente soddisfatto di come funziona tra me e Francesca sono davvero innamorato perso di lei e sono contraccambiato in pieno.Anche perchè oltre ad una perfetta intesa sessuale nella vita di tutti i giorni è la mia partner perfetta la mia roccia. Il fatto è che mi mancano molto le effusioni di un tempo,quando una carezza e un bacio a fil di labbra valeva moltissimo. Ora dopo
l’amore mancano tutte quelle piccole attenzioni di un tempo che magari vengono sostituite dalla ripresa da li a poco di un altro amplesso.Potrebbe pensare perchè mi lamenti ma faccio solo un’osservazione,ripeto non cambierei Francesca con niente.
Vorrei quindi ancora stringerla a me,coccolarla e farla addormentare tra le mie braccia come quando eravamo più “piccoli” questo renderebbe ancora più splendido il nostro rapporto.
Nasce però il problema:non so come parlarle di questa mia richiesta perchè so che le donne non amano quelli che vogliono fare i bambini.
Le chiedo quindi un consiglio su cosa fare per me è importante.
Sicuro di una sua risposta le porgo cordiali saluti.
Stefano

Caro Stefano,

La sua casa rimane la stessa, sia quando è illuminata e riscaldata dal sole estivo, sia quando in inverno è inondata da profumi di cibarie cotte sul caminetto.
La vita ci permette, in tante circostanze, di poter godere della stessa cosa, in diverse condizioni. Così anche delle persone: lei ha avuto la fortuna di incontrare una ragazza con la quale ha stabilito un ottimo rapporto e, dopo aver goduto la stagione dell’adolescenza, ora si sta godendo quella della maturità. E’ normale provare delle nostalgie per qualcosa che c’era e magari oggi non c’è più, ma tutto questo va elaborato attraverso la ricerca di nuove soluzioni, che funzionino nell’attualità, perché purtroppo indietro non si torna e la vita, questo si, non ammette replay.
Dunque, si contenti anzitutto di quello che ha, che non è poco, e cerchi, per quello che le è possibile, di rendere ancor più bello il presente attraverso soluzioni nuove e, soprattutto, condivise, con la sua Francesca.
Complimenti per tutto.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

INNAMORATO DELL’AMICA

Sono Riccardo ho 21 anni ed ho un problema ormai che si trascina da 2 anni e più.
Vengo subito al punto:sono innamorato di una mia amica,ma purtroppo non vengo corrisposto.
La conosco da ormai 3 anni e devo ammettere che nei primi momenti non mi piaceva per niente,tanto più che fino a 8 mesi fa era fidanzata con un mio amico(si misero insieme nel maggio 2002)
Una prima fase di attrazione avvenne nel gennaio 2003 quando mi chiamò per andare a casa sua e mi disse una brutta notizia:una sua amica si ammalò di leucemia.Il vederla così abbattuta mi convinse a starle vicino e apprezzai ogni sua dote. Uscendo la sera ero sempre io che la riaccompagnavo a casa essendo l’unico della compagnia ad aver la patente e passavamo ore a parlare sotto casa sua e ogni volta il vederla salire in casa era un colpo al cuore la volevo vicino.Il problema è che il più delle volte si lamentava del suo rapporto col
fidanzato,soprattutto per la sua poca sensibilità ed io ero convinto che si sarebbe stufata in fretta e che avrebbe scelto me.
Nel 2003 passammo le vacanze in Puglia con tutta la compagnia e lei passò la maggior parte del tempo con me perchè diceva che la capivo come nessun altro al
mondo e che mi voleva bene. Stavamo abbracciati per ore quando eravamo in spiaggia ma non successe nulla,anche se il desiderio era forte almeno in me. In quei momenti io mi feci avanti ma lei mi respinse dicendo che comunque era innamorata del suo ragazzo ma sapevo che non era vero, così come miei amici che capirono tutto.
Ancora oggi quando ripenso a quei momenti ho un brivido che mi chiude lo stomaco.
Poi ad Aprile del 2004 la sua amica morì. Fu un colpo terribile anche per me che non la conoscevo perchè non si può morire a 19 anni!Rimasi molto male tantè
che passai giorni a pensare a quanto accaduto e ancora oggi quando non sono impegnato nel lavoro ripenso all’accaduto.
Vorrei dire che comunque in questo lasso ti tempo,molto lungo, ho avuto delle relazioni ma molto brevi e comunque poco intense.
Quando seppi che si lasciò col ragazzo mi feci di nuovo avanti senza successo in quanto lei mi disse di non aver testa per pensare a me parole che francamente ancora oggi non capisco.
Probabilmente sono uno stupido perchè non capì mai le sue intenzioni,quando mi scriveva gli sms per augurarmi buonanotte e mi diceva TI VOGLIO BENE era solo
perchè per lei sono solo un amico e nient’altro. Il fatto è che sono molto sensibile e in queste cose ci sto male non posso farci niente. Addirittura alle
volte guardo sulla piantina della città le vie in cui siamo stati insieme e alle volte ci passo in macchina o in moto scatenando emozioni indescrivibili.
Cosa posso fare? Mi vergogno un po’ perchè mi sembra di esser un ragazzino delle medie e non un uomo anche se il fegato non mi manca(sono volontario sulle ambulanze).Mi aiuti con qualche consiglio per favore ne ho davvero bisogno.

Riccardo

Caro Riccardo,

La differenza fra le amiche e le fidanzate non è poi così particolare: tutte le fidanzate sono delle amiche e qualsiasi amica può diventare oggetto di innamoramento se con lei ci troviamo a condividere delle emozioni forti, dei sentimenti, dei gesti di tenerezza nell’intimità. Resta il fatto però che questa ragazza, a mente fredda, non le piaceva poi così tanto e la cosa era evidentemente reciproca. Dunque, tutto sommato, forse è stato un bene che sia andata così: quella ragazza resterà una sua grande amica ed ora a lei non le resta che guardarsi intorno per cercare chi veramente le piace e le interessa, non solo come amica.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta Ancona

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