Attacchi di panico – Consulenza on Line

attacchi di panicoIl mio passato e’ stato difficile, padre assente e poi morto mentre io ero in ospedale che mi operavano ad una gamba,intervento banale e risolto bene.mi sentivo forte,controllavo il mio corpo.ho trovato un ragazzo che mi ha amato e dato quel senso di sicurezza che cercavo negli uomini-l’unico mio punto debole. Avevo una vita piena: amici,feste,lavoro,amore,mamma e fratello splendidi. Poi il mio ragazzo mi ha mollata. Ho sempre fumato canne..un giorno un po’ di piu’ e stomaco vuoto. Sono andata a fare la spesa e ho avuto un piccolo attacco di panico perche’ avevo fumato troppo. Dopo mesi d’inferno smetto di fumare ma ho sempre paura di svenire.fino ad oggi,dove non riesco piu’ a far nulla e mi rintano in casa per paura di star male. Razionalmente so che anche se dovesse succedere non c’e’ nulla di male,ma poi quando devo fare qualcosa non riesco.non ho piu’ il controllo del mio corpo. Come faccio per riavere quella fiducia?Mi rivolgo a lei perche per vari motivi non posso andare dallo psicologo.grazie davvero.
mari***

Cara mari***,

Purtroppo potrò esserle di scarso aiuto, con questa risposta su Internet, e le spiego perché.
Quando si soffre di attacchi di panico, come lei giustamente rileva, non si perdono le capacità di giudizio: tutto quello che accade lo si comprende benissimo a livello razionale, ma si viene sopraffatti dalle proprie emozioni e solo dopo ci si rende conto che i dolorosi stati d’ansia che precedono e seguono il panico sono generati dalla propria mente, dai propri pensieri autodistruttivi… Ma questa consapevolezza non aiuta a cambiare le cose, semmai le peggiora, perché poi ci si sente anche sciocchi, incapaci, inadeguati, per non essere stati in grado di controllare qualcosa che partiva da sé stessi. Non è dunque con il linguaggio della razionalità che io posso aiutarla a venirne fuori, perché le mie parole di buon senso si aggiungerebbero alle sue e probabilmente a quelle di altri che le sono vicini e che conoscono la sua situazione. Per farla guarire, occorre parlare al suo inconscio, non alla sua parte consapevole, usando di volta in volta tecniche particolari che hanno l’effetto di azzerare la sua razionalità e portarla al cambiamento. Tutto questo si fa all’interno di una psicoterapia, della durata di almeno 3-6 mesi.
Infine, un’altra riflessione, cui tengo molto: lei non ha avuto l’attacco di panico perché aveva fumato, ma aveva fumato perché soffriva di disturbi d’ansia.
Cari saluti.

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

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Dr. Walter La Gatta

Psicoterapeuta Sessuologo at Ellepi Associati Ancona - Terni
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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Un pensiero su “Attacchi di panico – Consulenza on Line

  1. Cara Mari…ho 42 anni e
    ho un vissuto per certi versi simile al tuo…perlomeno per quanto riguarda le modalità di incontro-scontro con la prima tragica esperienza di crisi di panico.Non mi dilungo su ciò che questo ha rappresentato per me negli ultimi vent’anni(prima crisi a 21 anni….fumavo anch’io)… preferisco solo darti un cenno su come personalmente ho gestito la cosa nel tempo in modo che tu possa ricavarne le tue giuste conclusioni.Ho passato anni bui…caratterizzati da continue rinunce e fughe…amici che andavano e venivano…allo stesso modo rapporti affettivi stretti e lavoro.Una forma di pregiudizio, e anche probabilmente l’impossibilità economica ,mi costrinsero all’epoca all’evitamento di un adeguato approccio terapeudico e a costruire invece una vana idea di autoguarigione.”Reagirò”dissi a me stesso…e così apparentemente fù.Mi documentai moltissimo..mi confrontai con persone che vivevano lo stesso problema…passavo ( e tuttora passo)ore ed ore a discutere con me stesso.Ma veniamo al sodo…la vera e propria crisi di panico non l’ho piu vissuta…il fatto di averle attribuito un personale significato sicuramente è stato d’aiuto…ma ahimè mi sono accorto di una cosa…è una patologia dall’evoluzione camaleontica…quando pensi di averla sotto controllo ti sfugge di mano e si camuffa da fobìa…da disagio sociale…da ansia nell’affrontare le cose apparentemente più banali.Con questo non voglio spaventarti…tuttaltro…ad oggi sono convinto che il cervello umano abbia un potenziale indescrivibile e nella drammaticità delle nostre esperienze leggo comunque il suo maestoso disegno.La metterei così Mari…c’è un energia dentro te e dentro tutti noi che và canalizzata nel giusto modo per poter vivere serenamente o quantomeno nella “normalità”.Lo psicoterapeuta non ci dirà “tu hai questo o hai quello” ma semplicemente dialogando ci potrebbe fornire delle chiavi d’accesso alle parti piu profonde del nostro animo….quelle dove si annida il nostro disagio.Un caro saluto .Salvatore

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