Doppia personalità – Consulenza on Line

doppia personalitàIl mio problema riguarda la mia “doppia personalità”, nel senso che io mi ritengo in un modo ma mi comporto nell’esatto opposto quando sono in presenza di altre persone.Sono sempre stata timida nei confronti degli sconosciuti mentre con le persone che conosco sono allegra, estroversa, entro certi limiti, e quasi del tutto me stessa.Il mio disagio maggiore è che non riesco ad essere del tutto me stessa, mi sento bloccata, non sono in grado di mostrare la mia vera personalità e quindi risulto agli occhi degli altri come una persona timida.Questa perenne limitazione, privazione del mio vero essere non lo tollero più, vorrei tanto riuscire a liberarmi da queste catene, vivere liberamente e senza la preoccupazione di essere sempre giudicata dagli altri, temere di essere goffa, inadeguata e banale.Quando sono con altre persone non so di cosa parlare, non so come comportarmi, ho paura di esprimermi e arrossisco per sciocchezze.Invece, nel mio privato, sono del tutto diversa, dico le cose che penso realmente, mi sfogo, alzo la voce, scherzo, cose che non riuscirei a fare con persone estranee.Una precisazione però devo farla e riguarda la mia non capacità, neanche da “persona” reale che mi sento, di fare determinate cose come: dire ti amo al mio ragazzo, cantare, ballare, che vorrei fare ma che proprio non riesco, sono bloccata.Spero di essere stata abbastanza chiara perché è difficile spiegare la mia situazione.Saluti.

Gentilissima,

La sua situazione è molto comune: tutti noi abbiamo, in questo senso, una doppia personalità, ed è la nostra fortuna. Non si può infatti comportarsi con persone estranee nello stesso modo in cui ci si comporta con le persone che conosciamo bene e che ci sono affini. Se con gli estranei dobbiamo mantenere un certo distacco ed un certo alone di mistero su chi veramente siamo e su come la pensiamo (comportamento che coincide spessissimo con il ‘fascino’ di una persona), è normale sentirsi veramente sé stessi con le persone che già ci accettano e che non si offenderanno e non ci lasceranno se talvolta non soddisferemo le loro aspettative, se talvolta le nostre parole o i nostri comportamenti saranno un po’ sopra le righe. Accetti dunque questa sua personalità come un pregio e non come un difetto (le persone che sono troppo ‘sé stesse’ hanno in genere rapporti sociali molto difficili).

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

 

Dr. Walter La Gatta
Social

Dr. Walter La Gatta

Psicoterapeuta Sessuologo at Ellepi Associati Ancona - Terni
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

Contatti e Consulenza con il Dr. Walter La Gatta: qui

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Un commento

  1. e se questo fatto interferisse anche nella vita professionale di una persona?
    io ad esempio ambisco a diplomarmi in conservatorio, ma nell’interpretazione dei brani questa specie di blocco mi limita. sono sicura che ci sia una via di mezzo ma.. riesco a “vederla” ma non a metterla in atto. anzi, ho quasi timore di metterla in atto, di fronte a persone che conosco poco e non riesco quasi mai a interpretare un brano come vorrei, come lo sento realmente (a prescindere dal fatto che l’Idea è sempre superiore all’Atto nella musica). insomma, possibile che l’unica soluzione sia davvero solo quella di “fare buon viso a cattivo gioco”? oppure la soluzione può variare a seconda delle situazioni? come riconoscerle e di conseguenza “dosare” il comportamento?

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