La felicità nel mondo

felicità 2016
Ogni anno la società di ricerche Gallup misura la soddisfazione di vita delle persone che risiedono in tutti i Paesi del mondo. La domanda è questa: prova ad immaginare una scala con gradini numerati da zero, nella parte più bassa, a 10 nella parte più alta. La parte superiore della scala rappresenta la miglior vita possibile per te, e la parte inferiore della scala rappresenta la peggiore vita possibile per te. Su che gradino della scala ti senti in questo momento? Obiettivamente non è facile rispondere a questa domanda, ma cosa immaginiamo dovrebbe esserci al decimo gradino della scala? Cosa ci manca per essere lì? L’amore, i soldi, il lavoro, la casa?

Il World Happiness Report 2016 Update mostra chiaramente che i soldi non sono la cosa più importante. Anzitutto per essere felici occorre la salute, fisica e mentale, ma ciò che è forse la cosa più importante per la soddisfazione di vita è quella di sentire di avere intorno a sé forti reti di sostegno sociale e un senso di “fiducia generalizzata” verso le persone che vivono nel proprio ambiente. Importante è anche la fiducia nei confronti del governo, quando si ritiene che i governanti facciano del loro meglio per amministrare i cittadini.

L’aggiornamento per il 2016 del rapporto sulla felicità è stato rilasciato a Roma nei giorni scorsi, anticipando la Giornata mondiale delle Nazioni Unite dedicata alla felicità, che si festeggia il 20 marzo. Questo è il quarto Rapporto sulla Felicità, ed è interessante in quanto non prende in considerazione dei teoremi astratti che filosofeggiano su quale potrebbe essere la migliore società possibile, ma tiene conto della felicità e del benessere percepiti a livello soggettivo. Questi dati dovrebbero essere fondamentali fonti di ispirazione per i governi, le comunità e le organizzazioni di tutto il mondo, per elaborare politiche che sostengano uno stile di vita migliore. Sebbene possa sembrare un argomento abbastanza ovvio, in realtà temi come la felicità e il benessere continuano ad essere stranamente assenti dai discorsi dei politici e dai loro programmi.

Quest’anno, per la prima volta, il rapporto prende in considerazione gli effetti delle disuguaglianze sociali nella distribuzione del benessere, scoprendo che le persone sono più felici se vivono in società dove ci sono meno disuguaglianze e dove la maggior parte di loro vive lo stesso livello di felicità. Peraltro, queste disuguaglianze sono aumentate in modo significativo negli ultimi tempi nella maggior parte dei paesi del mondo.

Per vivere felici occorre vivere in un ambiente in cui le persone sanno aiutarsi e sostenersi reciprocamente. Negli ultimi anni molti paesi  hanno perseguito e in alcuni casi raggiunto una crescita economica notevole, al costo però di forti aumenti nelle disuguaglianze, con una sempre più marcata esclusione sociale e gravi danni all’ambiente naturale. Come si fa ad essere felici se non viene ripristinata l’attenzione fondamentale al bene comune, alla solidarietà sociale, al benessere diffuso?

Le 10 nazioni del mondo in cui le persone si sentono più felici sono, nell’ordine: Danimarca 2. Svizzera 3. Islanda 4. Norvegia 5. Finlandia 6. Canada 7. Olanda 8. Nuova Zelanda 9. Australia 10. Svezia.

Se quanto detto sopra è ciò che rende le persone più felici dovremmo pensare che in un ambiente sociale degradato, dove non c’è più fiducia gli uni negli altri, dove non ci si sente più protetti dal proprio governo dovrebbe risiedere l’infelicità più nera… Viene da pensare subito alla Siria, che in effetti si trova al penultimo posto della classifica mondiale, ma che conosce una realtà ancora peggiore della propria: quella del Burundi, paese in cui la vita non deve essere affatto facile.

E l’Italia? A sentire gli umori delle persone non c’è tanta felicità in giro… In effetti, siamo al cinquantesimo posto su 156, collocati ben distanti dalla Germania (16°), dal Regno Unito (23°), dalla Francia (32°), e perfino dalla Spagna (37°). Possiamo consolarci pensando che la Grecia è al 99° posto. Può bastare sapere che c’è qualcuno che sta peggio di noi per essere più felici?

Dr. Giuliana Proietti
Fonte:

Helliwell, J., Layard, R., & Sachs, J. (2016). World Happiness Report 2016, Update (Vol. I). New York: Sustainable Development Solutions Network.

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