La timidezza dei bambini è ‘normale’?

bambina timidaChristopher Lane è autore del nuovo libro: Shyness: How Normal Behavior Became a Sickness (Timidezza: come un comportamento normale è diventato una patologia), scrive in un articolo sul New York Times che gli psichiatri dovrebbero smetterla di patologizzare e trattare con farmaci la timidezza dei bambini. Se un bambino appare riservato, non è malato!

La timidezza è molto comune tra i bambini americani, visto che interessa il 42% di essi. Nella scuola superiore il fattore timidezza aumenta, fino a raggiungere il 51% dei ragazzi ed il 43% delle ragazze, che si dichiarano in effetti ‘timidi e introversi’. Tra i diplomati, il 50% degli uomini ed il 48 per cento delle donne si dichiarano timidi. Gli psichiatri dicono che almeno uno su otto di queste persone avrebbero bisogno di cure mediche.

Proprio due settimane fa, dice sempre Lane, uno studio sponsorizzato dal Britain’s Economic and Social Research Council informava che i livelli dell’ormone dello stress, il cortisolo, sono minori nei bambini timidi che nei loro compagni più estroversi. La timidezza dunque potrebbe essere, per i ricercatori che hanno condotto questo studio “not such a bad thing.”

E allora, dove è il problema? La risposta è facile, dice Lane: è nel DSM. Lane, insegnante presso la English at Northwestern University, attribuisce il problema ai “criteri diagnostici per definire la timidezza” dell’American Psychiatric Association’s Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, che sono assolutamente poco chiari. Nell’edizione del 1980, scrive Lane, si poteva diagnosticare una ‘fobia sociale’ se una persona si vergognava a mangiare da sola al ristorante, evitava i bagni pubblici o si preoccupava del fatto che gli tremassero le mani mentre firmava un assegno…

Nell’edizione del 1987 i sintomi crebbero, ad esempio con la ‘paura di dire cose sbagliate’, cosa in verità abbastanza frequente fra gli esseri umani. La soluzione sta dunque nel riconsiderare il tutto, distinguendo fra la timidezza ‘normale’ e il disturbo di ansia sociale.

La GlaxoSmithKline, produttrice del Paxil, ha dichiarat,o alla fine degli anni ’90, che il suo prodotto può curare anche l’ansia sociale (e, presumibilmente, anche la paura di andare al ristorante da soli… )Con un’apposita campagna pubblicitaria (“Imagine Being Allergic to People”) costata circa $92 milioni in un solo anno ($3 milioni più di quanto spende la Pfizer per pubblicizzare il Viagra), l’ansia sociale è diventata rapidamente il terzo disturbo più diagnosticato d’America, che segue solo la depressione e l’alcolismo. Gli studi hanno quantificato i bambini bisognosi di trattamento in misura del 15% (più di quell’1 su 8 indicato dagli psichiatri).

Dopo aver preso il Paxil o lo Zoloft per la timidezza o l’ansia di parlare in pubblico, molti bambini hanno avuto effetti collaterali ed hanno cominciato a pensare seriamente al suicidio. A questo punto la Food and Drug Administration ha chiesto che venisse esplicitato il rischio che si correva usando questi farmaci, della categoria S.S.R.I. Ora molti psichiatri sono tornati alla carica, affermando che il maggior numero di suicidi infantili e adolescenziali è dovuto alla impossibilità di usare quei farmaci.

Il nuovo libro“Nurturing the Shy Child: Practical Help for Raising Confident and Socially Skilled Kids and Teens,” insiste che non bisogna avere paura a provare le medicine (“Don’t be afraid to try medication). Gli interessi commerciali insomma cominciano a farsi sentire.

La cosa più saggia da fare, conclude Lane, è togliere la timidezza dalla lista dei sintomi della personalità evitante o della personalità schizoide: i bambini timidi sono normali.

Vanno solo aiutati a crescere e ad avere maggiore fiducia in sé stessi (n.d.b.)

Fonte: New York Times

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

 

Tags: psicologia, timidezza, shyness

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Un commento

  1. La timidezza non è una patologia, secondo me essa dipende dalla risposta che da il mondo esterno ad una personale aspettativa. Nell’età dell’adolescenza in particolare, si cerca costantemente di relazionarsi con l’altro sesso.
    Colui che viene sistematicamente respinto, difficilmente svilupperà un comportamento socievole, se mi si fa passare il paragaone è come mettere 2 volte la mano in un camino adente, per rimanere scottato è sufficiente una sola volta.
    Gli psichiatri hanno visto in questo comportamento una fonte di un potenziale business e quindi prescriverebbero lo Zoloft anche ai cani irrequieti!

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