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La violenza nel rapporto di coppia fra adolescenti

violenza nelle coppie di adolescenti

Nelle relazioni adulte sappiamo bene quanto sia frequente la violenza domestica e quanto essa possa essere fonte di problemi, anche sociali. Un argomento di cui si sa molto meno, anche se è stato oggetto negli ultimi tempi di numerose ricerche, è quello degli atti di violenza all’interno di una relazione romantica fra due adolescenti.

In primis alcuni adolescenti sono incerti su come dovrebbero realmente comportarsi in una relazione di coppia e che cosa doversi aspettare [Nieder T, Seiffge-Krenke I, 2001]; un ulteriore motivo per le interazioni aggressive potrebbe essere un deficit di comunicazione fra i due ragazzi, che sono alle prime esperienze e  quindi hanno difficoltà a discriminare fra amicizia e innamoramento  [Seiffge-Krenke I., Burk W.J. 2013], il tempo giusto da dedicare agli amici e alla coppia, ecc. Inoltre, possono esservi opinioni diverse relativamente ai comportamenti sessuali.  Esistono infatti molte differenze di genere per quanto riguarda la sessualità: le ragazze in genere preferiscono attendere tempi più lunghi rispetto ai maschi prima di fare sesso, mentre i maschi vorrebbero affrettare i tempi e, in genere, sono molto più propensi ad accettare le avances sessuali mosse dalla partner, cosa che non sempre è vissuta allo stesso modo dalle ragazze [Greitemeyer T., Hengsmith S., Fischer P., 2005].

C’è poi il problema della gelosia, che può essere fonte di un comportamento aggressivo nella relazione fra due adolescenti [Culotta CM, Goldstein SE, 2008]. La ricerca ha dimostrato che le coppie di adolescenti che hanno un rapporto molto esclusivo, caratterizzato dalla forte gelosia di uno dei due  partner porta spesso l’altro ad essere vittima di aggressioni psicologiche e fisiche all’interno del rapporto di coppia [Puente S, Cohen D, 2003] e questo può avvenire in particolare nell’età di mezzo dell’adolescenza, piuttosto che nella prima e nell’ultima fase [Brown B.B., 1999].

Gli studi hanno dimostrato che l’aggressione fisica nelle relazioni sentimentali adolescenziali rimane relativamente stabile nel tempo [O’Leary KD, Smith Slep AM, 2003] e può anzi essere collegata a comportamenti antisociali che durano tutto il ciclo di vita [Kerig P.K, 2014]. Sia negli uomini, sia nelle donne, l’aver assistito ad episodi di violenza e abusi in famiglia, soprattutto in contesti di scarso status socio-economico e di stress, può facilmente spingere verso un comportamento violento [Capaldi DM, Knoble NB, Shortt JW, Kim HK, 2012].

Oltre all’ambiente sociale, un’altra causa del comportamento violento va ricercata in una eventuale psicopatologia presente nel partner violento [Kerr DC, Owen LD, Capaldi DM, 2011], e/o in una relazione sentimentale di scarsa qualità [Ha T, Overbeek G, Cillessen AH, Engels RC, 2012; Ha T, Overbeek G, Lichtwarck-Aschoff A, Engels RC, 2013]. Uno studio longitudinale durato 12 anni, condotto da Shortt et al. [2012] dimostra che i comportamenti di aggressione fisica e psicologica che hanno i ragazzi a venti anni difficilmente si attenuano con il tempo.

Nei rapporti sentimentali fra adolescenti i meccanismi di influenza all’interno del gruppo dei pari sono stati finora poco esaminati. Eppure si sa quanto sia importante il gruppo dei pari, in cui l’adolescente si identifica e trae parte della sua identità. Allo stesso modo è piuttosto conosciuto il fenomeno del bullismo. [Olweus D., 1991]. Studi internazionali dimostrano che il bullismo aumenta con l’età e che i maschi sono autori di questi atti aggressivi più delle femmine, anche se, rispetto alle coetanee, corrono un rischio tre volte maggiore di essere a loro volta vittime di questo comportamento [Smith P., Pepler D., Rigby K., 2007].

Una volta si pensava che i bulli avessero una sorta di deficit socio-emotivo e cognitivo, ma recenti studi hanno dimostrato che i bulli mostrano ottime capacità socio-emotive, che essi impiegano anzi in modo strategico, differenziando i loro atteggiamenti a seconda dei casi. Ad esempio, nello stesso momento essi possono essere coercitivi e dominanti nei confronti della vittima e empatici e disponibili nei confronti dei compagni che assistono.
[Hawley P.H. , 2003]. Un tale comportamento, in cui il bullo impiega due tipi di strategie sociali, può spiegare la loro popolarità nel gruppo dei pari
[Caravita S.C.S., 2009].

Le ragazze, fino a non molto tempo fa, si riteneva fossero più vittime che autrici di atti di bullismo, ma recentemente la cronaca ci mostra che anche loro sono capaci di atti violenti e questo ha suscitato l’interesse degli studiosi per comprendere da dove tragga origine questa gratuita aggressività femminile. [Kerig P.K., 2014]. Un altro argomento di studio è perché il rapporto sentimentale non riesca ad essere un fattore di protezione, come una volta si pensava, nei confronti del bullismo. In questo senso si è osservato che tutto dipende dalla qualità del rapporto: quando è disfunzionale, gli atti di aggressività aumentano, sia nei maschi, sia nelle femmine.  [Monahan KC, Dmitrieva J, Cauffman E, 2014].

Più in particolare, le ragazze che vivono una storia sentimentale difficile, possono dar luogo a comportamenti antisociali persistenti e aggressivi, specialmente se hanno un rapporto di coppia con partner aggressivi, come mostra la ricerca di Oudekerk, Hamburger, e Repucci [Oudekerk B.A., Burgers D.E., Repucci N.D., 2014].

Questo è un altro argomento su cui si è a lungo riflettuto: perché le ragazze aggressive scelgano dei fidanzati a loro volta aggressivi: dal punto di vista psicologico la spiegazione è stata cercata nella teoria della somiglianza [Byrne D, 1971]: infatti gli adolescenti non aggressivi scelgono di preferenza partner non aggressivi e gli adolescenti aggressivi fanno spesso coppia con partner altrettanto aggressivi.

Nella coppia adolescente l’aggressività si esprime in particolare attraverso l’utilizzo inappropriato delle forza fisica, come spintoni o graffi (nei casi meno gravi), o tentativi di soffocamento, botte, o minacce con un’arma (nei casi più gravi) [Connolly J., Friedlander L., Pepler D., Craig W., Laporte L. 2010; Herrera V.M., Wiersma J.D., Cleveland H.H. 2008]. Tra il 14% e il 50% degli adolescenti segnalano di aver subito almeno un atto di aggressione fisica, che si è verificata nei primi sei mesi del loro rapporto [Gray H.M., Foshee V. 1997; O’Keefe M. 2005]. Il 15% delle ragazze e l’8% dei ragazzi sono stati persistentemente aggressivi nei confronti dello stesso partner [4]. Comportamenti di questo genere hanno ovviamente effetti negativi sulle personalità in crescita dei ragazzi, che possono tentare di esternalizzare il loro stato di delusione e depressione attraverso l’uso di droga e alcol, così come di atteggiamenti delinquenziali [Jouriles EN, Garrido E, Rosenfield D, McDonald R, 2009; van Dulmen M.H.M., Goncy E.A., Haydon K.C., Collins W.A. 2008].

Gli atti di violenza psicologica all’interno della coppia adolescente riguardano attacchi verbali, pettegolezzi diffamatori, tentativi di esclusione, flirt con altri partner per suscitare la gelosia, minacce di porre fine alla relazione [O’Leary K.D., Barling J., Arias L., Rosenbaum A., Malone J., Tyree A., 1989]. Questa violenza psicologica fra adolescenti non solo è relativamente comune, ma riguarda in particolare le ragazze. Le femmine, rispetto ai maschi, passano più tempo a pensare e a discutere e, quando sono aggressive, tendono ad usare l’arma dell’aggressione psicologica [Salmivalli C., Kaukiainen A. 2004] nei confronti del partner, specialmente quando vivono uno stato di disadattamento psicosociale, depressione, o scarsa qualità del rapporto [Goldstein S.E., Tisak M.S..2004; Landbeater B.J., Bannister E.M., Ellis W.E., Yeung R. V 2008;Welsh D.P., Grello C.M., Harper M.S. 2003].

 

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Seiffge-Krenke I, Burk WJ. “Bad Romance”: Links between Psychological and Physical Aggression and Relationship Functioning in Adolescent Couples. Kirsh S, ed. Behavioral Sciences. 2015;5(2):305-323. doi:10.3390/bs5020305.

Immagine:
Wikimedia

Autore:

Dr. Giuliana Proietti

● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)

● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it

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● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.


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