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Le competenze comunicative e i bambini timidi

abilità sociali bambini timidi
I bambini diventano competenti a livello sociale e comunicativo nel corso del loro sviluppo, in particolare per quanto riguarda la comprensione del linguaggio non letterale, come nel caso dell’ironia (Mewhort-Buist & Nilsen, 2013). Ci sono prove tuttavia che per l’acquisizione di queste forme avanzate di pensiero siano fondamentali le relazioni tra pari e l’interazione sociale (Banerjee, Watling, e Caputi 2011).

L’ironia è un tipo di linguaggio figurativo non-letterale, che esprime il significato opposto al suo senso letterale. In genere si usa l’ironia per ammorbidire le critiche, portare un po’ di umorismo nelle conversazioni sociali o prendere in giro qualcuno. I bambini imparano le sottili differenze dell’ironia attraverso l’interazione tra pari (Glenwright & Pexman,
2010). Purtroppo, i bambini timidi tendono a rimanere indietro ai loro coetanei nello sviluppo di queste competenze comunicative, a causa delle minori interazioni tra pari (Coplan & Armer, 2005). I bambini timidi tendono a infatti ad evitare l’interazione con i coetanei e sono spesso rifiutati dal gruppo, rispetto ai loro compagni più estroversi (Coplan, Schneider, Matheson, e Graham, 2010; Coplan & Weeks, 2009; Gazelle & Ladd, 2003).

Per quanto riguarda l’ironia, occorre imparare a comprendere il vero pensiero del parlante dietro al commento ironico o sarcastico. Ironia e sarcasmo per alcuni autori sono concetti intercambiabili (ad esempio, Traxler, 2011): in realtà andrebbero messe in risalto le importanti differenze fra loro.

L’ironia è un particolare modo di esprimersi che conferisce alle parole un significato contrario o diverso da quello letterale, con intento critico o derisorio, mentre il sarcasmo  è una forma di ironia amara o caustica, espressione di insoddisfazione personale o di compiacimento nell’umiliare gli altri.  Il sarcasmo dunque è più negativo rispetto all’ironia.

Glenwright e Pexman (2009) hanno esaminato quando i bambini imparano la differenza tra sarscasmo e ironia. Essi hanno scoperto che i bambini di età compresa tra nove e dieci anni recepiscono le battute ironiche o sarcastiche molto meglio dei bambini di cinque-sei anni, i quali non afferrano ancora completamente il significato che c’è dietro le parole pronunciate.

I bambini cominciano a comprendere davvero ciò che un’altra persona pensa, al di là delle parole che dice, solo quando hanno un’adeguata esposizione alle esperienze sociali (Mewhort-Buist & Nilsen, 2013).

La stessa cosa avviene per la gaffe. Banerjee, Watling, e Caputi (2011) hanno definito la
gaffe come un errore involontario nelle interazioni sociali. Questi autori hanno condotto uno studio longitudinale di due anni per esaminare la comprensione della gaffe nei bambini. Il risultato del loro studio mostra come i soggetti con scarse interazioni sociali, quelli che si sentono rifiutati dal gruppo dei pari, sono meno pronti a capire la gaffe, anche rispetto a bambini più piccoli, ma più integrati nel gruppo. La conclusione di questo studio è che le interazioni positive fra pari siano importanti per l’acquisizione di forme avanzate di ragionamento.

La comprensione dell’ironia, del sarcasmo e della gaffe richiedono competenze anche nel linguaggio pragmatico (Mewhort e Nilsen, 2013). La pragmatica è definita come la capacità di usare la lingua in modo funzionale nei vari contesti sociali (Coplan & Weeks, 2009), ed è considerata una componente importante della competenza comunicativa generale (Mewhort & Nilsen, 2013). Le abilità pragmatiche permettono ai bambini di osservare importanti segnali comunicativi, interpretando meglio il pensiero del parlante.

Coplan e Weeks (2009) hanno osservato come la timidezza riduca le competenze linguistiche e la capacità di comprendere il linguaggio pragmatico, rispetto alle prestazioni di bambini più estroversi. Il loro studio ha dimostrato che una buona conoscenza della pragmatica della comunicazione può aiutare i bambini timidi a capire meglio le sottigliezze del linguaggio, che sono utili nell’interazione sociale, limitando il loro isolamento.

Mewhort-Buist e Nilsen (2013) sono stati i primi a valutare in che modo i tratti di personalità di un bambino, come ad esempio la timidezza, influiscano sulla sua comprensione dell’ironia. I risultati del loro studio hanno mostrato come i bambini più timidi abbiano maggiori probabilità di fraintendere negativamente le critiche e i complimenti ironici,
rendendo ancora più difficoltose le interazioni sociali. E’ anche da questa mancanza di abilità che deriva l’alto rischio di rifiuto o isolamento sociale che corrono i bambini timidi (Gazelle e Ladd, 2003). Senza una sufficiente interazione fra pari, queste competenze linguistiche e comunicative non si sviluppano correttamente, per cui i bambini più timidi non riescono a stare al passo con i propri coetanei più estroversi.

Coplan et al. (2010) hanno valutato un intervento chiamato “gioco facilitato di abilità sociali”(Social Skills Facilitated Play, SST). Questo programma è stato messo a punto per aiutare i bambini timidi in età prescolare ad essere più socievoli, fornendo loro competenze sociali, capacità di problem solving, gestione delle emozioni e training di rilassamento.

I ricercatori hanno reclutato 22 bambini di età compresa fra quattro e cinque anni estremamente inibiti. I bambini che avevano seguito il programma sono stati osservati nel comportamento di interazione con una comunità locale per un’ora alla settimana. Ogni sessione è iniziata con il gioco libero, seguita da un circle time, da gioco libero facilitato dal leader e si è concludeva con un’attività sociale positiva strutturata.I bambini che hanno partecipato al programma hanno mostrato un miglioramento dei loro comportamenti sociali rispetto ai bambini che non avevano seguito il programma.

In conclusione, potremmo dire che le abilità sociali e le competenze comunicative permettono ai bambini timidi di inserirsi meglio nel gruppo dei pari. Purtroppo, è stando nel gruppo dei pari che si acquisiscono le abilità sociali e le competenze comunicative… Per interrompere questo circolo vizioso sono consigliabili degli interventi esterni che vadano a potenziare le abilità sociali dei bambini più timidi, per favorirne l’inclusione nel gruppo dei coetanei ed aiutarli a migliorare le loro competenze sociali.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
V Gonzales, The Influence of Shyness on Children’s Interpretation of Non-Literal Language, Enchefalon

Immagine:

Flickr

Autore:

Dr. Walter La Gatta

Si occupa di:


. Psicoterapie individuali e di coppia

. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)

. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi

. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.


E’ responsabile del sito

www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908


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