L’uso dei social media in Medio Oriente

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I social media sono la grande novità dei nostri tempi. Essi riguardano tutte le tecnologie e le pratiche on-line che le persone usano per l’interazione sociale, cioè per condividere contenuti, opinioni, approfondimenti, esperienze, prospettive ecc (Facebook, Twitter, chat, ecc.). Molti si chiedono se Internet sta funzionando ovunque nel mondo nello stesso modo e se i cambiamenti nello stile di vita che comportano queste tecnologie sono simili in tutto il mondo. Ad esempio, cosa significano i social media nella vita delle persone che vivono in Medio Oriente? (Per Medio Oriente si intendono in particolare Paesi come Afghanistan, Algeria, Egitto, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Libia, Marocco, Pakistan, Palestina, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Turchia e gli Emirati Arabi Uniti).

Nel 2012, il numero di utenti Internet in tutto il mondo aveva raggiunto 2,27 miliardi. Anche se in Medio Oriente il Web è soggetto a più diffuse limitazioni locali rispetto a qualsiasi altra area del mondo, la popolarità del web è in aumento esponenziale. Nei 5 anni che vanno dal 2007 al 2012, esso è cresciuto da 20 a 77 milioni, un aumento del 294%, ed è ancora in rapida crescita (Royal Pingdom 2012).

Spesso quando si parla del Medio Oriente lo si descrive come fosse unico, un’entità omogenea. Eppure, in tutta questa parte del mondo c’è una grande diversità di religioni ( Baha’i, Cristianesimo, Giudaismo, Mandeanismo, Shabakismo, Drusi, Yarsan, Yazdånism, Zoroastrismo, e ancora altre, fino all’Islam nelle sue molteplici varietà). In questi Paesi le persone parlano arabo, aramaico, armeno, azerbajano, berbero, greco, ebraico, curdo, persiano, somalo, turco . e altre 20 lingue meno conosciute. C’è inoltre molta diversità etnica, diversità nello status economico (che va da $ 103.000 di PIL pro capite in Qatar a $ 2.500 nello Yemen e nella Striscia di Gaza), differenze di età degli utenti di Internet, di livelli di istruzione, e simili (Paige 2014).

L’uso di Internet in Medio Oriente ha un range di utilizzo che va dal 98,6% della popolazione (in Bahrain), al 95,7% (negli Emirati Arabi Uniti), al 95% (in Qatar) fino a un minimo del 9% (in Iraq) (Internet World Stats 2014; OpenNet Initiative 2009). Ci sono inoltre differenze culturali marcate nell’uso dei social media. Secondo un sondaggio del 2013, ci sono enormi differenze locali nell’uso di Facebook, Twitter, e Google (Elmasry et al. 2014). In Medio Oriente vi sono inoltre grandi disparità di genere sulla partecipazione alla vita economica, sul livello di istruzione, sulla salute e la sopravvivenza, sugli incarichi politici e i ruoli di genere tra uomini e donne (World Economic Forum 2014): tali disparità riguardano ovviamente anche il diverso coinvolgimento degli uomini e delle donne con i mezzi di comunicazione sociale.

Gli uomini sono, e la cosa non sorprende, i maggiori utilizzatori di Internet in Medio Oriente.  In uno studio sugli abbonati a Muslima.com (sito di chat) per esempio, Diminescu e Renault (2011) hanno trovato che nei paesi del Medio Oriente, praticamente quasi tutti gli utenti sono uomini.

La maggior parte delle culture del Medio Oriente sono molto più conservatrici di quanto lo siano le culture occidentali. Ancora oggi può capitare che gli sposi non possano neanche conoscersi prima del matrimonio, figuriamoci se le persone possano intrattenere conversazioni casuali con persone dell’altro sesso sui social media… (Abu-Lughod 1998).  In Arabia Saudita, per esempio, vi è una rigida segregazione dei sessi. Una giovane donna può essere arrestata, o addirittura frustata, se la si vede sola con un uomo, per esempio in un ristorante. La polizia religiosa, sponsorizzata dallo stato, applica una rigida segregazione dei sessi (Pärssinen 2009).

Nei paesi più conservatori tuttavia, paradossalmente, le reti sociali online, come khtabh.net sono in piena espansione. Attualmente, più di 200 siti su Twitter e decine di altri forum su Internet offrono servizi per gli uomini e le donne saudite che cercano partner, per un matrimonio tradizionale o semplicemente per un”incontro proibito”.

Nel prospero Kuwait, la maggior parte degli studenti universitari usano Internet. Il 75% di loro sono utenti di social media (Abbas, 2001). Più del 30% di loro (qui più donne che uomini) utilizzano regolarmente il web per chattare e anche per organizzare incontri con persone del sesso opposto (Wheeler 2005).

Al Cairo, in Egitto, in un campione di studenti presso l’American University, il 50% dei ragazzi e delle ragazze hanno detto di aver conosciuto almeno un membro del sesso opposto attraverso il sito MSN, di Microsoft.  Popolari sono anche ICQ (Medio Oriente Chat) e #IRMC, che sono chat room istantanee. Solo una piccola parte di studenti aveva sperimentato siti di incontri specializzati, come cupidjunction e one2onematch (Galal 2003).

Nel moderno Israele, la maggior parte degli uomini non tradizionalisti ebraici e le donne possono riunirsi in luoghi pubblici. Ci sono numerosi siti di dating online che collegano sia le persone che semplicemente vogliono chattare sia chi sta cercando un partner. In Israele, questi siti sono:  MeetIsraeliSingles.com, Jmatch.com, Jdate.com, seeyouinisrael.com, SawyouatSinai.com, e Jwed.com (Bokek-Cohen et al 2007;. Bryant 2013).

Attualmente, in tutto il Medio Oriente, ci sono diversi siti web  e chat room locali  per incontrare un partner (come Muslims4marriage.com, LoveHabibi.com, Singlemuslim.com, Muslima.com, MuslimLounge.com, e MeetIsraeliSingles.com). Elmasry et al. (2014), osservano che la maggior parte delle donne che si iscrivono a questi siti lo fanno solo per la possibilità di chattare con gli uomini, dal momento che nella vita reale non potrebbero averli come amici: esse non cercano in questi siti un eventuale partner, ma solo una persona amica dell’altro sesso con la quale confrontarsi su temi che riguardano la politica e la vita sociale.

Secondo le leggi islamiche della Sharia, i giovani musulmani dei due sessi che si incontrano in luoghi privati ​​possono essere accusati di khalwat, o “vicinanza”, il che comporta una multa e / o una pena detentiva di diversi mesi. Come si sa le pressioni sociali per preservare la “reputazione” delle giovani donne del Medio Oriente,  sono ancora particolarmente intense (Galal 2003; Shalhoub-Kevorkian 2003).

In generale, la maggior parte dei cittadini mediorientali che partecipano alle chat room sono a rischio di sanzioni. Le conseguenze possono variare dallo stigma sociale alla possibile reclusione.

Naturalmente, come in Occidente, i social media possono rivelarsi un affare rischioso. I partecipanti devono diffidare di coloro che mascherano la loro identità o le loro intenzioni. In uno studio su studenti universitari del Cairo Galal (2003) ha intervistato uomini e donne, chiedendo cosa ne pensavano delle interazioni online. Le donne erano più preoccupate per la disapprovazione della famiglia e dell’impossibilità di fidarsi completamente. Gli uomini, d’altra parte, sono preoccupati del fatto che le donne usino questi media sotto falsa identità, a loro insaputa.

Anche in Medio Oriente tuttavia si utilizzano  telefoni cellulari, e si frequentano locali notturni e luoghi di ritrovo, anche al fine di incontrare potenziali partner (Peter 2009).

Nonostante i potenziali problemi politici, sociali e legali spesso associati con l’uso di Internet nel Medio Oriente, l’industria del web continua a fiorire. L’impatto di questa tecnologia sulla vita sociale è stata senza dubbio notevole in diversi modi importanti. I social media stanno modificando il modo in cui gli uomini e le donne del Medio Oriente si percepiscono, si comprendono, e si rapportano (Larrson 2013),  soprattutto i più giovani. Ciò che è stato per lungo tempo vietato, cioè il rapporto diretto fra uomini e donne è ora facilmente disponibile con un solo clic.  Riferendosi alla influenza di Internet nella società kuwaitiana, Wheeler (2005) spiega: “Si stanno osservando segni importanti di sperimentazione che non possono fare a meno di stimolare i processi di cambiamento nel corso del tempo; i giovani ridefiniscono le norme e i valori per le generazioni future”. Molti pensano che un giorno il Medio Oriente sarà una parte del villaggio globale (Hatfield e Rapson 2005;. Hatfield et al 2007).

Un certo numero di teorici hanno previsto che i social media rafforzeranno la democrazia globale. Essi incoraggiano infatti la cittadinanza, la comunicazione vera, la partecipazione al processo politico (Commissione Europea 2000). L’isolamento, d’altro canto, è la principale arma dei dittatori (si pensi a Kim Jong Un, della Corea del Nord, che tenta di guadagnare sempre più potere evitando il cambiamento e Internet). Peraltro, Internet è anche un importante veicolo di empowerment per le donne che vivono in questi Paesi.

Alcuni teorici sostengono che gli utenti dei social media in medio Oriente non verranno colonizzati dai valori occidentali, ma adotteranno un modello ibrido, scegliendo ogni volta in modo consapevole tra gli elementi culturali che preferiscono (Ess 2005).

Non tutti  credono che i social media saranno un viatico per una maggiore pace e democrazia, o per un mondo migliore. I dittatori continueranno a censurare Internet e i terroristi qui organizzeranno le loro reti, attraverso chat room segrete (Jakes e Goldman 2013; Weimann 2004). Tuttavia, è forse nella possibilità di una maggiore amicizia uomo-donna e nelle relazioni sentimentali e sessuali che i social media avranno il maggiore impatto.

 

Molti studiosi hanno previsto dei cambiamenti culturali e attitudinali in Medio Oriente grazie ai social network, come ad esempio:

  • Accettazione di altre definizioni di “famiglia”.
  • Miglioramento della condizione femminile (Sakr 2014).
  • Crescente accettazione di gay, lesbiche e bisessuali. Attualmente l’omosessualità è un crimine in molti degli stati mediorientali, punibili con la morte in Sudan, Arabia Saudita, Yemen, Qatar, Kuwait e Iran (Simmons 2014). Questo potrebbe cambiare. Siti come Fatiha.net e Queer Jihad hanno attirato notevole attenzione. Irshad Manji ha utilizzato il sito Muslim-Refusenik.com per pubblicizzare il suo profilo come “lesbica femminista musulmana” (Bunt 2004).
  • Crescente accettazione alle relazioni inter-razziali e interreligiose.
  • Maggiore esperienza con l’amore, il sesso e le relazioni intime

Il villaggio globale creato dalla comunicazione in tutto il mondo, i computer, i satelliti, lo scambio di informazioni, i viaggi e il commercio quasi certamente continueranno a ridurre la differenziazione culturale e ad aumentare l’omogeneizzazione. Chi vede nell’Occidente valori come libertà, uguaglianza, democrazia, e standard di vita più elevati lo considererà un bene;  per gli altri, i più tradizionalisti, questa è una visione da incubo, essendo la rappresentazione ultima dell’egoismo, dell’avidità e del materialismo made in Occidente.

In un discorso presso la American Psychological Association, Hazel Markus ha lamentato il fatto che la maggior parte delle teorie psicologiche e gli studi sono stati concepiti dagli americani, testati su studenti dei college americani (bianchi), e pubblicati in riviste di psicologia americana. “Anche i topi erano bianchi”, ha scherzato.

E’ sbagliato pensare che tutto accada nel mondo esattamente come accade da noi è un errore. Anche i social media, come si è visto, vengono utilizzati in modi e per scopi differenti. Aprire maggiormente gli occhi su quello che accade fuori della nostra civiltà e cultura può aiutarci a migliorare la comunicazione e le relazioni con chi è tanto distante e, allo stesso tempo, così vicino.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:

Hatfield E, Rapson RL. From pen pals to chat rooms: the impact of social media on Middle Eastern Society. SpringerPlus. 2015;4:254. doi:10.1186/s40064-015-1033-4.

Immagine:
Wikimedia

Dr. Walter La Gatta
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Dr. Walter La Gatta

Psicoterapeuta Sessuologo at Ellepi Associati Ancona - Terni
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

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www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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