Maledetta eritrofobia – Consulenza on Line

eritrofobiaSono un ragazzo di 21 anni….soffro di un male come dice mio padre non paragonabile sicuramente ad un tumore ma che mi crea un disagio e un pensiero negativo grandissimo:l’eritrofobia……Io non voglio crederci vorrei tanto non essere io quel ragazzo che arroscisce quando va al bar ad ordinare una birra…..sto frequentando una psicanalista da ormai 6 mesi e si ho capito tante cose e come questo sintomo sia correlato al mio rapportarmi con gli altri……ma se ce una cosa che non riesco a capire è perche’ diavolo non riesco a controllare questi maledetti blushing o flash…io ce la metto tutta ed alla fine è solo una questione di pensiero…..a tutti voi eritrofobi:arrossite mai a casa con vostra mamma????o è solo il pensiero che gli altri possano giudicarvi a farvi arrossire???per me è tutta una questione di pensiero e di autostima ma quando la tua autostima è praticamente sparita e sotterrata da continue sconfitte ci si sente veramente male…..ci si fanno problemi per tutto:mangiare in mensa,andare a prendersi un caffe’ con l’amica,entrare in biblioteca e chi ne ha piu’ ne metta….veramente è un sintomo insopportabile e il mio quesito è”è mai possibile riuscire a sopraffarlo senza psicofarmaci e operazioni al nervo simpatico ???????????????”vi prego qualche consiglio pratico io ad esempio per attenuare questo sintomo scrivo tutto quello che mi passa per la testa su un foglio di carta cosicchè ,con la testa vuota,non pensi al mio pensiero piu’ indelebile e distruttivo: “la paura,paura di non potere essere me stesso con gli altri”…
cordiali saluti Luca

Gentile Luca,

Anzitutto le faccio i miei complimenti per aver compreso che nella sua vita c’è un problema e che questo problema va risolto con l’aiuto di un esperto. La psicoanalisi non è, in genere, considerata la terapia più efficace per risolvere in tempi brevi i problemi causati dall’ansia: tutte le ricerche sull’argomento dimostrano che una terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul sintomo è più efficace della psicoanalisi, almeno per quanto riguarda i tempi. (Sei mesi sarebbero infatti sufficienti, con una terapia breve, per poter osservare su sé stesso i primi miglioramenti).
Alla terapia cognitivo-comportamentale viene in genere associato anche l’apprendimento di una tecnica di rilassamento, come il training autogeno, per tenere gli stati ansiosi sotto maggiore controllo. Ciò detto, se vede che il lavoro che fa con la psicoanalista è positivo, lei si sente molto meglio rispetto a come si sentiva nelle prime sedute, ecc. continui pure con il consueto impegno: in ogni caso da una psicoanalisi non si può che uscirne migliorati e molto più consapevoli di sé.
Quanto all’arrossire con sua madre, è una cosa naturale: se per lei l’arrossire è diventato un pensiero ossessivo, se ci pensa continuamente, se la notte le provoca disturbi del sonno, se prima di una qualsiasi interazione sociale lei viene preso dal panico, è logico che poi sposterà il sintomo anche sulle persone e sulle relazioni che non hanno nulla di ansiogeno.
Forse il problema è che lei vede il suo ‘vero sé stesso’ come quello che non arrossisce mai: probabilmente questo modello ideale non le si addice, almeno al momento. Dovrebbe andare per gradi e cercare di riconoscersi, almeno in un primo tempo, come colui che ‘talvolta, in situazioni particolari, arrossisce’. Se lei riuscirà a darsi il permesso morale di poter arrossire nelle situazioni veramente ansiogene, forse allenterà la tensione nelle situazioni più ‘normali’ e così si interromperà il circolo vizioso che le fa perdere l’autostima dopo ogni rossore e che la fa arrossire per mancanza di autostima.
Arrossire non significa non valere: e, per dimostrarlo, a sé stesso e agli altri, lei deve cercare di concentrarsi più sulle azioni che sui pensieri. Se le fa bene scrivere lo faccia, ma impegnarsi a realizzare degli obiettivi concreti, che possano servire a ricostruire la sua autostima, mattoncino dopo mattoncino, potrebbe essere per lei molto più produttivo.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

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Dr. Walter La Gatta

Psicoterapeuta Sessuologo at Ellepi Associati Ancona - Terni
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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2 commenti

  1. Ciao
    io ho esattamente lo stesso probelma dell’eritrofobia. Pero so di non avere problemi psicologici ho un sacco di amici amo uscire e ogni tanto quando capita faccio finta di niente e lo accetto. Cosi riesco ad andare avanti senza rovinare la mia vita sociale per questo problema. Soffro dentro di me e basta. Io sto pensando molto seriamente a sottopormi all’operazione. Non credo servano a molto tanti trattamenti psicologici.Bisogna agire staccare il cavo di merda che mi fa diventare rosso che e il nervo simpatico. Ovviamente ci sono dei rischi e degli effetti collaterali il peggiore dei quali e una aumentata sudorazione. Comunque la mia vita migliorerebbe talmente che penso che valga la pena di pagare questo prezzo….

  2. mi consigliate qualche tipo di farmaco per l’itrofobia perchè non ce la faccio piu

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