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Mi sento escluso – Consulenza online

esclusoCiao , mi chiamo Claudio e ho 18 anni. Sono un ragazzo molto timido. Esco in un gruppo di 15-16 persone dove siamo io ed un altro di 18 anni, e il resto hanno 1 o 2 anni in più. Alcuni di loro hanno la macchina e le sere, quando non c’èra scuola, andavamo a giro fuori paese. A causa del mio carattere parlo solo se sono interpellato da loro, altrimenti me ne sto zitto. Per questo motivo ho sempre avuto il sospetto di non essere gradito dalla compagnia, sopratutto per il posto che occupavo in macchina. Per un pò di tempo ho pensato fosse solo una mia impressione, finchè un giorno, in cui eravamo 6 per una macchina da 5 posti, dovevamo fare un breve tragitto per raggiungere un bar. Allorchè uno della compagnia se ne esce dicendomi “tu vai a piedi”, allora io gli rispondo” perchè io?”, e lui mi ribatte” perchè sei più piccolo e non parli”, dopodichè io gli dico che non era lui a comandare ma quest’ultimo sembra non capire il concetto. La discussione continua su questi toni, finchè decidiamo di andare tutti a piedi.

Dopo questo episodio mi sento ancora di più “di troppo”, ma comunque continuo a uscire ed essere portato a giro con loro. Finchè un giorno uno dei proprietari delle macchine, mi dice ” noi non ti vogliamo più” e la persona dell’episodio precedente rincara la dose “fino a che non parlerai non potrai più tornare nelle macchine” allorchè io rispondo con un “tanto meglio” per non dargli la soddisfazione di farmi vedere dispiaciuto.
Da lì ad ora io non sono stato più portato a giro, tranne una volta che siamo andati al concerto di mio fratello.
Adesso mi ritrovo senza sapere cosa fare, il pomeriggio esco sempre con loro, dato che non ho alternative, e il sabato sera rimango sempre da solo visto che loro se ne vanno in macchina( a parte rare occasioni in cui qualcuno rimane). Cosa posso fare per uscire da questa situazione? Spero che mi possiate dare una mano, ve ne sarei molto grato.

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Gentilissimo,

A parte che, quando anche lei avrà una sua macchina, questo problema finirà e magari sarà lei stesso a dare passaggi agli altri, è ovvio che il suo problema non è quello di essere accettato dentro una macchina, ma di essere accettato dal gruppo, di essere “popolare”, come dicono gli americani e come stamo imparando a dire pure noi. Con gli amici si dovrebbero avere molte cose da dire: per confrontarsi, per chiedere consigli, per scherzare… Se lei parla poco, o meglio, non parla per niente, è abbastanza naturale che questi ragazzi non provino molta amicizia verso di lei. Quanto al senso di esclusione, se non vi fosse il problema dello scarso numero di posti in macchina, probabilmente nessuno la avrebbe mai esclusa, però quando c’è da scegliere, è naturale che vi siano delle preferenze (e per questo ciascuno dovrebbe fare la sua parte, per farsi amare dai propri amici). Per lei un modo c’è ed i suoi amici glielo hanno chiaramente indicato: provare a parlare di più. Le consiglierei dunque di sforzarsi un po’ preparandosi, ogni volta che esce con loro, un argomento interessante, in cui sia veramente informato e capace di fare bella figura. Potrebbe documentarsi su un nuovo modello di macchina o di cellulare, su un nuovo locale da frequentare, su un nuovo libro, sulle ragioni delle lotte studentesche… Tutto fa brodo. Provi a sforzarsi nel senso che le ho suggerito e, per almeno dieci volte, cerchi di parlare senza scoraggiarsi dell’argomento che si è per tempo preparato. Un ultimo suggerimento: se con questi amici non si trova bene e non le viene facile parlare, se ne trovi di più adatti a lei.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

www.clinicadellatimidezza.it

Immagine: Mandarajo, Wikimedia

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Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
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Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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Un commento

  1. bhe io credo che in anzi tutto potresti iniziare a parlare…in somma scherzare e ridere con loro e poi piano piano riguadagnarti LA loro fiducia…

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