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Mia figlia è timidissima – Consulenza online

timidissimaMi chiamo Sara, ho una bambina di 9 anni (gemellina) mia figlia da quando è andata all’asilo a tuttoggi al mattino non parla e quando torna a casa dobbiamo fare il solito “rito” devo andare a prenderla alla macchina poi abbracciarla e infine parla. A scuola è timidissima, parla piano, cambia addirittura il modo di camminare, a ginnastica sembra un’imbranata, insomma quando esce da casa si trasforma. Si veste sempre con pantaloni e i capelli raccolti, è talmente bella, ma non mette in risalto niente della sua bellezza, anzi fa il contrario. A casa è una bambina vivace, sicura di sè, molto intelligente e intuitiva. la sua passione più grande è la danza e il disegno, qui esprime il meglio di sè, lei si esprime attraverso bellissimi disegni, a danza va solo per ballare, è la prima ballerina del suo gruppo, ma comunica pochissimo e a bassa voce. L’abbiamo portata da una psicologa dall’età di 3 anni, ma non collabora, quindi andiamo io e mio marito per consigli, ma la situazione non cambia, non sappiamo cosa fare. 
Viene sempre invitata a compleanni ma non va, invito qualche volta delle sue compagne di scuola, quando le sue compagne la vedono a casa è la vera S. e infatti le dicono ma tu a scuola non sei così, a casa parli normale, scherzi, ridi, a scuola sei diversa, lei risponde ma io a scuola parlo!!! E’ sempre in competizione col fratello gemello per la scuola, studia tanto ma per la sua timidezza si blocca spesso e non ha i migliori risultati e rimane male. A scuola le maestre le hanno creato un blog per farla comunicare con i compagni di scuola, si lasciano messaggi, anche qui fa fatica, io la spingo a rispondere o a lasciare commenti, ma scrive poche cose, si intimidisce. Ha un attaccamento morboso con me, dorme con me da quando è nata, ho cercato più volte di farla dormire da sola, ma niente, lei dice che sarà lei a decidere quando dormire da sola,  è testarda, a volte con me è aggressiva, mi risponde male, mi tratta male ma poi mi abbraccia e ritorna ad essere affettuosa e tranquilla. E’ molto legata al fratello e a me, ma col papà pochissimo, mio marito cerca di prenderla in braccio, di portarla fuori col fratello, disegna con lei, ma ha un distacco con lui. Ruotiamo tutti intorno a S., ma non sappiamo cosa fare, come comportarci. Potrei scrivere un libro su mia figlia, mi sembra di aver scritto le cose più importanti, se potete darmi qualche consiglio vi sarei molto grata, grazie!!!!!

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Gentilissima Sara,

Non è una grande ideal quella di portare i bambini dallo psicologo quando sono ancora molto piccoli: in questi casi i genitori potrebbero essere assai più efficaci, se sono guidati dai consigli di un professionista. Bene dunque avete fatto ad evitare alla bambina il trauma delle sedute psicologiche e bene avete fatto ad andare voi, per ricevere consigli ed anche per tenere a bada la vostra ansia, senza riversarla su vostra figlia. (Quali sono i consigli che avete ricevuto? Quali hanno funzionato? Quali no? Peccato che su questo punto non abbia raccontato molto…)
Direi che per prima cosa ci sarebbe da recuperare il rapporto della bambina con il padre: questa distanza è inspiegabile, se non attraverso questo eccessivo attaccamento a lei, che rende il padre un suo rivale.  Contemporaneamente andrebbe ridimensionato questo legame troppo stretto con lei, che limita l’autonomia personale della bambina: S. dovrebbe tornare a dormire (subito) nel suo letto, ma senza creare traumi. In un primo momento sarà lei che si trasferirà in camera della piccola, standole accanto tutta la notte, per diminuire, di settimana in settimana, le ore in cui le fa compagnia. Se poi la piccola avesse un sonno profondo, lei potrebbe restare nel tempo dell’addormentamento, per poi tornare a farle compagnia nel caso si svegliasse durante la notte. Il messaggio praticamente deve essere questo: devi stare da sola, ma io sono qui, vicina a te, per aiutarti tutte le volte che vorrai. Per quanto riguarda le relazioni sociali, fate bene ad invitare a casa delle persone ed in particolare le amiche di S. Più che imporle le cose poi (devi andare alla festa, devi lasciare il messaggio ecc.) forse sarebbe meglio coinvolgere la bambina in un lavoro di gruppo con altre compagne, ad esempio in una recita scolastica in cui lei si possa esprimere con la danza (magari preparando altre compagne nei passi di danza da eseguire) o nel preparare cartelloni per gli sfondi del palco con i suoi disegni, insieme ad altri compagni. Infine, la bellezza: a nove anni, se non sente ancora il bisogno di piacere, lasciamola stare! Avrà tutto il tempo di dimostrare agli altri quanto è bella: per ora contentiamoci di renderla socievole e magari anche simpatica…
Con i migliori auguri.

Dr. Walter La Gatta

www.clinicadellatimidezza.it

Immagine:Wikimedia

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Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
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Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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Un commento

  1. Sono un ragazzo di piu di vent anni, che credo ho il disturbo evitante della personalita, che soffro dal rimorso ti qualcosa accaduta parechi anni fa, ed fin dall’ora ed piu intensamente a qualche mese non mi lascia la coscienza in pace e di seguito non provo niente piacere per ogni cosa che facio, e peggioro da un giorno all’altro. non so se sia normale questa cosa ma sarebbe davvero utile una risposta a questo mio commento.

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