Mutismo selettivo: una storia

mutismo selettivo missMolto spesso i genitori di bambini che soffrono di mutismo selettivo (un problema di comportamento, che li porta ad essere pressoché muti in alcuni ambienti e con alcune persone, mentre a casa comunicano con gli altri in modo normale) si chiedono cosa ne sarà dei loro figli, quando saranno grandi.

Abbiamo dunque scelto di raccontarvi questa storia, tratta dalle pagine del Daily Mail, per mostrare che effettivamente dal mutismo selettivo si può guarire e che l’unica cosa che è importante,  è aiutare i propri figli a rafforzare la propria personalità e a non sviluppare, dopo aver risolto il problema del mutismo selettivo, delle fobie che portino all’isolamento sociale.

Kirsty Heslewood, 23 anni, la ragazza che vedete in foto, ha sofferto da bambina di mutismo selettivo. Nella sua scuola, nell’Hertfordshire,  era conosciuta come “la bambina che non vuole parlare”. Kirsty infatti non diceva una parola quando era fuori di casa.

La ragazza ora partecipa alle selzioni di bellezza per diventare Miss Inghilterra. Dice di sé:  ‘Ripensandoci, non posso credere che la bambina affetta da mutismo selettivo ero proprio io. La fiducia in me stessa è cresciuta così tanto da quei giorni, in particolare negli ultimi anni, che oggi certamente non mi sento timida. Credo che questo dimostri che se si è determinati, aiutati e incoraggiati, si possa superare qualsiasi cosa”.

Kirsty parlava normalmente a casa da piccolissima, ma quando iniziò ad andare alla scuola materna, all’età di quattro anni, cominciò a sentirsi come paralizzata. ogni volta che doveva parlare. Kirsty infatti non ha mai parlato a scuola, dal primo giorno della scuola materna fino all’età di sette anni.

La ragazza ricorda così quel periodo: ‘Tutto è iniziato il giorno in cui sono andata alla scuola materna: mi ricordo che ero sulle gambe di mia madre, mentre lei cercava di farmi abituare al nuovo ambiente. Non piangevo, solo mi aggrappavo stretta a lei. Non volevo che mi lasciasse e sono rimasta scioccata quando ho capito che dovevo rimanere. Mi ricordo solo che avevo voglia di piangere e di tornare a casa con il mio fratellino. Gli insegnanti della materna facevano del loro meglio per tirarmi su di morale o per farmi parlare con loro o con gli altri bambini”. La cosa continuò anche nei giorni successivi.

‘Ero così timida e spaventata che non riuscivo a parlare, anche se avrei voluto. Ogni mattina, quando ero alla scuola materna, non dicevo una sola parola ‘.

Il silenzio di Kirsty è continuato anche nella scuola elementare, dove la bambina non parlava con i compagni e addirittura non rispondeva all’appello. Rispondeva alle domande facendo dei segni, oppure scuotendo la testa.

Kirsty piccolaMentre gli altri bambini erano incuriositi della sua incapacità di parlare e l’avevano soprannominata ‘la bambina che non vuole parlare’, gli insegnanti cercavano tutti i modi possibili per farla parlare, inizialmente senza successo.

‘Tutti gli insegnanti sapevano che io non parlavo: qualcuno cercava di farmi dire una frase, altri lo accettavano e basta. Mi ricordo di un insegnante che mi urlò contro dicendo: “devi rispondere all’appello: potrebbe esserci un incendio”, il che mi fece piangere.

‘A scuola non capivano cosa c’era di sbagliato. Non sapevano se si trattava di ansia o timidezza o, se realmente non sapevo parlare. Il mutismo selettivo non era conosciuto allora. ‘

Il problema è che, consolidata l’abitudine, la bambina non riusciva più a parlare a scuola. ‘Io in realtà volevo davvero parlare e giocare come tutti gli altri, ma sentivo che ero andata troppo oltre per rompere il silenzio’, ricorda oggi Kirsty. ‘Trovare il coraggio di dire una sola parola era la cosa più difficile e io non riuscivo a farlo.’

Gli insegnanti provarono ad andare a trovare Kirsty a casa sua, dove la bambina parlava tranquillamente con i suoi fratelli e cugini, ma senza successo: mentre loro erano presenti la bambina sembrava congelata.

Kerry, la madre di Kirsty, era molto in ansia per sua figlia, poiché non riusciva a capire la ragione di quel cambiamento di comportamento quando la bambina era fuori casa. “Kirsty era una bambina molto vivace a casa, ma quando era in pubblico si ritirava completamente e diventava l’ombra di se stessa”, ricorda oggi.

‘Guardandola oggi, è difficile credere che fosse così timida, ma a quel tempo la cosa era molto preoccupante poiché la malattia non era stata riconosciuta e identificata”.

Qualcuno dubitava che Kirsty fosse in grado di parlare e così a Kerry venne in mente di fare qualcosa per provare che sua figlia aveva una voce: preparò dunque un video in cui Kirsty giocava in casa, parlava liberamente e faceva delle voci diverse per uno spettacolo con i suoi peluches.

Kirsty rimase male quando il video fu mostrato ai suoi insegnanti e compagni di classe riuniti in assemblea – ma questo le diede il coraggio di cui aveva bisogno per rompere il suo silenzio.

Lei lo racconta così: ‘Ero in fila, pronta ad entrare in una classe con una TV. C’erano tutte le insegnanti, il preside, il vice preside, i bidelli, gli addetti alle pulizie, gli addetti alla mensa. Non avevo idea di quello che dovevamo  guardare, pensavo che ci facessero vedere un film. Poi accesero la televisione e mi sono vista mentre giocavo con Sooty e Sweep parlando correttamente e facendo le voci per i miei peluches”.

‘Ero molto sorpresa “: perché sono in tv?” La bambina però, guardandosi intorno, vide che gli insegnanti sorridevano e che i compagni urlavano “Kirsty sa parlare”!

“I miei amici erano così sorpresi e scioccati nel sentirmi parlare, che iniziarono a farmi domande e a parlare con me, e alla fine ho ricominciato a parlare. Una volta che tutti conoscevano il mio segreto, era come se avessi ormai ricevuto il permesso di parlare”.

Il progresso è stato lento, ma Kirsty a poco a poco cominciò a parlare sempre di più a scuola. Era ancora una ragazza timida alle superiori, ma poi i buoni voti e il fatto di essere stata notata da un’agenzia per modelle le ha fatto riguadagnare fiducia in sé stessa.

Racconta: ‘Ho iniziato ad avere fiducia in me stessa quando studiavo e volevo prendere voti alti: dovevo leggere ad alta voce in classe, fare presentazioni ed essere abbastanza sicura di me, da porre domande”. Ottenere buoni voti era la sua priorità e alla fine Kirsty capì che era importante superare la timidezza per migliorare le sue prestazioni.

Kirsty lavora ora come modella e spera di avere successo nel concorso di bellezza.

‘Non vedo l’ora che arrivi il gran finale di Miss England’, dice. ‘Ovviamente mi piacerebbe vincere, ma anche se non sarà così, l’intera esperienza sarà stata incredibile. Non solo ho fatto tante amicizie, ma ho aumentato la fiducia in me stessa, l’autostima e la capacità di comunicare’.

Ci auguriamo che Kirsty trovi la sua strada in un mondo diverso da quello dell’industria della bellezza, dove la modella o la Miss potrebbero anche non saper parlare; tuttavia questa è una storia positiva e dunque ve l’abbiamo proposta, come segno di speranza per tutti quei genitori afflitti dal problema. In questo sito troverete numerosi suggerimenti per affrontare il problema del mutismo selettivo.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte e immagini:

Beauty queen who didn’t speak in public until she was SEVEN finds her voice to become Miss England hope, Daily Mail 

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Psicoterapeuta Sessuologa at Ellepi Associati | Ancona - Terni
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

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3 pensieri su “Mutismo selettivo: una storia

  1. anche io sono stata affetta da mutismo selettivo per ben 9 anni fino alla 1 media! ERO CONOSCIUTA COME LA BAMBINA MUTA e questo mi faceva malissimo purtroppo i miei genitori non sono stati in grado di aiutarmi ce l’ho dovuta fare da sola anche loro pensavano che la mia fosse semplice timidezza anche perchè a casa non stavo un secondo zitta!! è stato difficilissimo per me riuscire a parlare cìè voluto tantissimo tempo all’inizio pochissime parole sussurrate poi pian piano sempre di più e solo oggi ho scoperto il motivo per cui non parlavo non conoscevo l’esistenza di questo disturbo d’ansia ovvero l’MS quando ancora ieri le persone mi chiedevano “perche da piccola non parlavi?” non sapevo mai cosa rispondere dicevo sempre “non lo so ero molto timida!” ( per me quella domanda era come una coltellata al cuore!! mi veniva da piangere ogni qual volta me la si poneva perchè mi faceva male ricordare quando non parlavo soprattutto perchè sapevo che non era semplice timidezza la mia ma c’era qualcosa di più io ero completamente paralizzata ,pietrificata!io volevo parlare lo desideravo tantissimo ma non ce la facevo! )oggi sono completamente un’altra volta ho molta più sicurezza e più autostima! sono mkolto orgogliosa di me stessa!:))

    • Grazie molte, Federica, della sua graditissima testimonianza, che sicuramente farà tirare un respiro di sollievo a molti genitori in ansia…
      Auguri, per tutto.
      Clinica della Timidezza

  2. Non per mettere paura ai genitori bensì per stimolarli a non prendere questo problema in maniera superficiale… Posso solo dire che quando ero piccola io questo problema non era molto conosciuto specialmente tra i pediatri… L’ho avuto acuto per tutte le elementari, non parlavo con le maestre, coi miei coetanei però mi trovavo bene. Pensando fosse solo timidezza non mi è mai stato curato… Se non curati da bambini non ti rimane il mutismo ma ci va molto vicino… Ho passato le medie e superiori con voti altissimi ai compiti scritti, mentre non arrivavo alla sufficienza negli esami orali per il semplice fatto che non spiccicavo parola, mi venivano veri e propri attacchi di panico interiori, mi sentivo congelare se provavo a parlare dicevo parole sconnesse, il professore e gli sguardi dei miei compagni di classe su di me erano un inferno, nonostante tutto i professori mi hanno aiutata quanto più potevano e ho preso il diploma. Ora ho 22 anni… Ho fallito il mio primo anno di università perché riuscivo a passare solo gli esami scritti e come elementari, medie e superiori non apro bocca agli esami orali specialmente davanti ad un’aula piena di persone…. Devo dire che purtroppo questo problema influenza tanto la mia vita, troppo, sia nello studio, nel lavoro e nelle relazioni sociali. Fate visitare i vostri bambini se mostrano eccessiva timidezza non è un problema da poco se da bambino timido diventa un adulto timido è un bel problema =)

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