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Paura di disturbare – Consulenza online

Sono Marco, di 15 anni, e le vorrei chiedere aiuto per un problema che potrebbe sembrare di poco conto, ma che invece, almeno per me, è molto fastidioso.

Si tratta della paura di essere di disturbo all’altro, paura dovuta, almeno credo, anche dal fatto che mi è stato sempre insegnato a rispettare gli spazi dell’altro. In generale, riesco a gestire molto bene questa paura, soprattutto nella comunicazione faccia-faccia, ma vi è un campo in cui non riesco proprio a vincere ciò: le telefonate.
Devo innanzitutto premettere che non sono molto tipo che usa il telefono, preferisco usare gli SMS o direttamente la comunicazione “materiale”, ovvero guardando il mio interlocutore.
Detto ciò, ho molta paura di telefonare, perché ho paura di essere un “rompiscatole”, di telefonare in momenti poco opportuni, di essere di intralcio. Per farmi capire meglio, le faccio un esempio pratico.
Un mio amico non sta bene, e so che ha avuto, magari, anche la febbre molto alta. Dentro di me vorrei telefonare per chiedergli come sta, se è migliorato, se lo rivedremo a scuola in tempi brevi, o semplicemente essergli vicino. Però, quando arriva il momento di andare a prendere il telefono e chiamarlo, sento una elevatissima ansia: e se sta dormendo perché non si sente bene ed è stanco? E se con la mia telefonata potessi quindi disturbarlo? Decido quindi di non chiamare, anche se dopo pochissimo mi vengono dei forti rimorsi.
Terrei a precisare che l’ansia è tutta concentrata negli attimi in cui devo prendere il telefono e aspettare la risposta dell’interlocutore. Quando egli risponde, e inizia la conversazione, l’ansia scompare, e riesco a parlare normalmente, come se non avessi mai avuto paura di niente. Inoltre, ciò succede quando devo chiamare “a sorpresa”: se magari il mio interlocutore mi contatta in precedenza tramite per esempio SMS, io non ho per niente paura a telefonargli, sapendo che è totalmente disponibile.
La ringrazio per l’attenzione che porrà, e le chiedo disperatamente aiuto per risolvere il problema.
Cordiali saluti,

Marco
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Caro Marco,

Leggendo la tua lettera, credo che molte persone abbiano pensato: magari fossero tutti così! Infatti, purtroppo viviamo in un mondo che sembra non rispettare più le buone maniere e tutti (chi più, chi meno) si ritengono autorizzati a irrompere con il cellulare nella privacy degli altri, senza più guardare a orari, giornate di festa, giorni di malattia, ecc.
Detto questo, anche esagerare in senso opposto, ovviamente, non va bene, soprattutto se la cosa ti genera dei sensi di colpa. Come spiegare che non hai telefonato a qualcuno perché pensavi di disturbare? La maggior parte delle persone penserebbe che questa sia una scusa, oltre tutto anche banale.
Il consiglio dunque è questo: dopo aver fatto una attenta valutazione della situazione, in base alle abitudini che conosci della persona, decidi quale è, secondo te, l’ora migliore per telefonare. Una volta stabilito l’orario, porta avanti la telefonata fino in fondo, cercando di non essere ansioso (magari conta a voce alta, mentre aspetti che l’altro risponda, senza lasciarti sopraffare dai pensieri negativi). Quasi sicuramente la persona sarà disponibile (altrimenti avrebbe staccato il telefono!), ma se non lo fosse , alla fine potrà dirti di  richiamare più tardi… Non succederà certamente nulla di tragico. Un’altra cosa importante, quando telefoni, è quella di esordire così: “ciao, sono Marco. Ti disturbo? Possiamo parlare?” In questo modo sarai ancora più sicuro della disponibilità dell’altro.
Nel dubbio inoltre, decidi sempre per il telefonare: meglio sbagliare perché hai disturbato in un momento non adatto che portare gli altri a pensare che sei una persona superficiale o un menefreghista, ti pare?
Ciao.

Dr. Walter La Gatta

www.clinicadellatimidezza.it

Immagine: Marvin Nauman, Wikimedia

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Redazione

Il Sito www.clinicadellatimidezza è online dal 2002 e si occupa di timidezza, ansia e fobie sociali.

Responsabile, Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta di Ancona.


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