Psicoterapia al telefono

psicoterapia al telefonoIn una meta-analisi (ovvero una combinazione di diversi studi) pubblicata nel numero di Settembre di
“Clinical Psychology: Science and Practice” si parla della psicoterapia per via telefonica.

Il Dr. David Mohr, psicologo clinico e insegnante di medicina preventiva presso la Northwestern’s Feinberg School of Medicine, oltre che capo della ricerca, studiando la sclerosi multipla, si è imbattuto nel problema della depressione.

Come aiutare un paziente depresso che ha poca possibilità di movimento?

Mettendo a confronto le varie terapie citate in diversi studi, ha potuto constatare anzitutto che le terapie svolte per via telefonica avevano un tasso di abbandoni molto più basso di quelle svolte faccia-a-faccia. (Precisamente la psicoterapia al telefono ha un tasso di abbandoni del 7,5%, mentre la modalità più tradizionale conta dal 25 al 50% di abbandoni; 1-2 pazienti su quattro).

La ricerca non è stata completata, ma Mohr ritiene che la psicoterapia al telefono si rivelerà migliore della tradizionale, per vari motivi.

“Le persone molto ansiose, che potrebbero essere più esitanti nel fornire al terapeuta informazioni su sé stesse, potrebbero sentirsi molto più a loro agio al telefono. Diverso è per chi tende ad avere idee paranoidi, o è sospettoso riguardo alle reali motivazioni degli altri: il telefono può in questo caso aggravare la patologia, perché il paziente non può vedere il terapeuta”.


E’ vero che nella terapia faccia-a-faccia, dice il Dr. Mohr, è possibile vedere le espressioni facciali del paziente e farsi una migliore idea del suo problema, ma anche la voce, da sola, può fornire molte informazioni.

Il ricercatore Timothy Heckman ha contribuito alla ricerca di Mohr. Essendo cresciuto in una piccola cittadina della Pennsylvania, si rende conto che le persone che vivono fuori dai grandi centri abitati non hanno, per fare una psicoterapia, la possibilità di affrontare ore e ore di viaggio. Per questo Heckman conduce dei gruppi di supporto per via telefonica composti da 6-8 persone con porblemi di HIV/AIDS.

Fonte: Medill Chicago

Sicuramente confidarsi apertamente, confrontarsi con altre persone senza svelare la propria identità, almeno all’inizio della terapia, potrebbe essere molto di aiuto anche per persone molto ansiose o timide, che alla sola idea di entrare nello studio di uno psicologo hanno…Un attacco di panico! Un serpente che si morde la coda.

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

 

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Psicoterapeuta Sessuologo at Ellepi Associati Ancona - Terni
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
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Un commento

  1. si spiega anche il successo dei tanti centralini in “aiuto a..”, sostegno, l’amico di, etc…

    Nell’anonimato si riesce ad abbandonarsi maggiormente.
    Ancor meglio riuscirebbe il web, con queste premesse, se solo fosse maggiormente accessibile, diffuso e con una semplificazione delle sue regole.

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