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(Tratto dalla
presentazione di L.
Henderson - traduzione e adattamento per www,clinicadellatimidezza.it
di Dr. Walter La Gatta. Tutti i diritti riservati. Riproduzione e
traduzione dall'inglese autorizzata).
Il Fitness sociale è una metafora evoluzionista che si riferisce alla
soluzione delle sfide per l’adattamento; riguarda sia il bisogno di
comunicare con gli altri, sia quello di negoziare.
Come l’esercizio fisico, anche il Fitness sociale comporta frequenti
allenamenti, basati sul cambiamento degli schemi del pensiero e sulla
regolazione delle emozioni.
La timidezza estrema o cronica non rappresentano degli stati di
Fitness sociale.
L’esperienza della timidezza la potremmo spiegare tutta con l’acronimo
SAD FIXs (tristezza continua):
S – Self blame and shame (autocolpevolizzazione e vergogna), A –
Avoidance (evitamento), D – Distress (Angoscia) F – Fear of Negative
Evaluation (paura delle valutazioni negative), I – I must but I can’t
(devo, ma non posso) X – exposure Fear of both success and failure
(Paura di esporsi: sia nel successo che nel fallimento) S – Self
sabotage (auto-sabotaggio).
Introspezione
Emozioni negative ed introspezione producono autocolpevolizzazione e
vergogna, mentre un tono dell’umore neutrale, unito a comportamenti
introspettivi, può portare a vedersi come si è visti dall’esterno. La
timidezza cronica e la tendenza all’introspezione predispongono invece
al sentimento di vergogna.
L’età media dei clienti della Shyness Clinic (n.d.t. americana) è 34 anni, ed
il 64% sono uomini. Rappresentano il 5% della popolazione ed il 93% di
loro ha avuto una diagnosi di ‘disturbo di ansia sociale’.In genere
soffrono di una cronica depressione lieve, sono estremamente
preoccupati delle valutazioni negative, sperimentano sentimenti di
vergogna maggiori degli altri ed hanno l’abitudine di
autocolpevolizzarsi.
I timidi colpevolizzano gli altri così come colpevolizzano sé stessi (Henderson
1992), vedono gli altri come pericolosi, rifiutanti, inaffidabili.
Colpevolizzare gli altri però ha delle conseguenze negative (Tennen e
Affleck 1990).
La vergogna predice comportamenti auto-distruttivi e di aggressione
passiva ed è correlata con sentimenti ed attitudini antisociali. I
Clienti con disturbo di personalità evitante tendono di più alla
vergogna, hanno più pensieri negativi nei confronti degli altri e
tendono ad esternare le loro critiche.
Risultati del Trattamento
Timidezza e depressione tornano a valori normali; si riducono
evitamento, autocolpevolizzazione e vergogna; si riducono i pensieri
negativi riguardo agli altri e la rabbia repressa. Aumentano
comportamenti assertivi ed estroversi.
I Clienti riducono il livello dell’ansia del 32% rispetto a situazioni
precedentemente valutate.
Uno studio di follow up su 44 clienti ha indicato che essi mantengono
i risultati raggiunti anche a distanza di cinque anni dal training.
Avere dei dubbi su sé stessi fare autocritica non è sempre negativo:
valutazioni critiche su sé stessi possono essere anzi utili per un
funzionamento ottimale (Markus 2000, Kwan ed altri 2004).
La timidezza diventa un problema clinico perché la nostra società
rifiuta le persone sensibili e collaborative e preferisce quelle
aggressive e dominanti. La timidezza, particolarmente negli uomini, è
considerata negativa negli USA. Se una persona è meno competitiva e
più interessata a comprendere gli altri, cerca di capire le loro
motivazioni, i valori, i comportamenti.
Gli studi effettuati nelle prigioni ci hanno mostrato come si possa
fare di qualsiasi individuo un soggetto timido, ansioso, pieno di
sintomi e impaurito. Anche gli studi sul terrorismo e sulla tortura
sono giunti alle stesse conclusioni. La Shyness Clinic mi ha insegnato
che la timidezza può essere ridotta se si forniscono, anche
all’individuo più evitante, le condizioni adatte per fargli/le capire cosa
sa fare.
Molte persone pensano che la timidezza sia un problema individuale. Io
credo che sia un problema costruito a livello sociale. E’ il nostro
problema. Se si nega la vulnerabilità umana, si ottiene l’effetto che
alcune persone vogliano scomparire, smettere di partecipare alla vita
sociale. Così perdiamo molte importanti risorse.
Anche gli individui con una personalità diversa dalla nostra hanno
qualcosa da offrire. Noi abbiamo il dovere di ascoltare. In una
democrazia è giusto sapere ciò che la gente pensa.
Molte persone si sentono timide a causa di tante ragioni: la razza, l’dentità
sessuale, l’identità di genere, la personalità. E’ nostra
responsabilità, quanto la loro, il fatto che essi partecipino tutti
alla società.
Gli specialisti guardano alla timidezza come ad una malattia, un
convincimento incoraggiato dalle industrie farmaceutiche. Dobbiamo
cercare di fare emergere i punti di forza delle persone timide,
cominciando dalle scuole e dalle famiglie. Dobbiamo focalizzare i loro
punti di forza nelle psicoterapie. Non possiamo permetterci di
escludere le persone timide dalla nostra democrazia.
Ricordate:
Il futuro dipende da cosa
facciamo nel presente
Mahatma Gandhi
Cerca di non diventare un uomo di successo, ma un uomo di valore.
Albert Einstein
Fonte : Henderson L. Inclusive Social Fitness: From Quiet Rage to
Quiet Revolution 15-04-2005
Clinica della Timidezza Febbraio 2006
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