Sessuofobia

sessuofobiaLa letteratura specializzata abbonda in trattati su tutti i vari tipi di fobie e di stati ansiosi: solamente un tipo di fobia viene citato di rado, ed è quella della sessuofobia, ovvero la paura del sesso. Chi ne soffre, oltre tutto, in genere non ne è consapevole e quindi non ne riconosce i sintomi. Eppure, nella pratica clinica, di questi casi se ne vedono tantissimi: soggetti che evitano qualsiasi situazione sessuale o hanno avversione verso molti aspetti della sessualità, impedendosi così non tanto (o non solo) di avere rapporti sessuali, ma di poterne godere nel modo appropriato.

Definizione

La fobia sessuale è un disturbo di origine psichica che si esprime attraverso la paura o l’avversione per la sessualità e per tutto ciò che la richiama.

Classificazione

Nel DSM IV le fobie sessuali vengono indicate come ‘disturbi del desiderio’ ed in particolare come “Disturbo da avversione sessuale”.

Sintomi

Nella sessuofobia vi è un rifiuto delle sensazioni erotiche in generale, o di alcune specifiche attività o sensazioni legate al sesso. Una fobia sessuale, come accade in tutti gli altri tipi di fobie, è intensa, illogica, persistente e quindi dà luogo a reazioni non controllabili. Il paziente può anche riconoscere che vi è qualcosa di esagerato nelle sue reazioni, ma non rendendosi pienamente conto del problema, cerca piuttosto di risolvere il suo disturbo attraverso l’evitamento. La fobia sessuale, quando è molto accentuata, può portare all’isolamento sociale, familiare e lavorativo. Nelle forme più gravi infatti i soggetti non riescono a sviluppare una normale vita relazionale, non riescono a costruire un solido rapporto di coppia o una famiglia e, sul piano lavorativo, non riescono a sviluppare normali rapporti di colleganza con soggetti dell’altro sesso. Questa fobia è in genere associata allo sviluppo di disturbi ossessivo-compulsivi, o anche a forme gravi di depressione, causate dal blocco della libido e dell’emotività.
Quando la risposta fobica verso il sesso è totale, il soggetto prova sensazioni di forte repulsione o di panico, mentre se la risposta è più limitata essa si esprime solo in alcuni particolari aspetti della sessualità, come per l’atto della penetrazione, il rapporto anale, il rapporto orale, la masturbazione, il bacio, le carezze, la masturbazione, la nudità, la pornografia ecc. Il mancato evitamento di questi stimoli porta a forti vissuti di ansia o, nei casi più gravi, a veri e propri attacchi di panico. Le sensazioni che spesso si associano a questa fobia sono quelle della nausea e del disgusto. I soggetti che soffrono di fobie sessuali possono riuscire comunque ad rapporti sessuali, non potendone però a godere pienamente.

Tipicità riguardo ai contenuti

Le fobie sessuali possono essere totali o specifiche. In letteratura si riscontrano casi di uomini che hanno avversione verso parti del corpo femminile, come la vagina, le secrezioni vaginali, i peli pubici, ecc. Sessuofobie tipiche in soggetti di sesso femminile riguardano invece la penetrazione, il rapporto orale, il rapporto anale, la masturbazione, baci, carezze, nudità.

Cause

Alla base dello sviluppo di questa profonda avversione per il sesso vi sono probabilmente esperienze traumatiche dell’infanzia, ma anche pensieri irrazionali, aspettative irrealistiche, emozioni legate allo stimolo troppo intense ed anche tipo di educazione molto rigida. Il disturbo può essere infatti causato da inibizioni e sensi di colpa legati alla paura inconscia del provare piacere, che è in sé stesso considerato un male.

Terapie farmacologiche

Le fobie sessuali possono essere curate con lo stesso tipo di trattamento usato per altri tipi di fobie. In particolare, quando la fobia sessuale fa parte di una sindrome complessa fobico-ansiosa, un trattamento appropriato è quello con farmaci antidepressivi in grado di ridurre gli attacchi di panico sperimentati in situazioni fobiche.

Psicoterapie

L’ansia che precede una situazione sessuale fobica può essere diminuita con una desensibilizzazione diretta e sistematica verso lo stimolo ansiogeno. Ciò richiede l’utilizzo di esercizi sessuali graduali all’interno di una terapia sessuale integrata o di una terapia cognitivo-comportamentale che permettano di esporre gradualmente il soggetto alle situazioni temute, al fine di limitarne le reazioni automatiche, fino a farle scomparire. Molto spesso è necessario anche un lavoro di informazione sui temi della sessualità, in genere non troppo conosciuti dal soggetto, che va anche allo scopo rassicurato e sostenuto. Nei casi più gravi, può essere indicata una terapia che aiuti il soggetto a rintracciare le cause remote e i traumi all’origine del sintomo.

Clinica della Timidezza © – AGO 2008

Immagine:
Lucas Vocalic, PDP

Dr. Walter La Gatta
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Dr. Walter La Gatta

Psicoterapeuta Sessuologo at Ellepi Associati Ancona - Terni
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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3 pensieri su “Sessuofobia

  1. Non sono poi tanto sicuro della reale esistenza di un disturbo chiamato “sessuofobia”, quanto che questo termine sia usato in senso denigratorio per descrivere tutti coloro che abbiano un minimo di moralità.

  2. Se “un minimo di moralità” è guardare una bella ragazza completamente vestita e avere quasi i conati, allora posso essere d’accordo sul fatto che “moralità” e “sessuofobia” possano incidentalmente coincidere.
    Qui non si sta parlando di orge sfrenate, ma di sessualità fisiologica e funzionale anche alla riproduzione e alla società. Certe sparate mi sembrano davvero fuori luogo.

  3. Io penso che la sessuofobia possa anche esistere. do ragio ad Antonio per quanto riguarda la moralità e aggiungo che comunque ognuno d noi ha anche una coscienza e che bisogna soprattutto rispettare il proprio corpo. Cosa che oramai oggi la gente non fa più.

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