L’imbarazzo spiegato ai bambini

bambino che piangeQui alla Clinica della Timidezza ne abbiamo parlato spesso, ma in fondo nessuna emozione, come l’imbarazzo, andrebbe conosciuta, dal punto di vista scientifico, dalle persone che sentono di avere un problema di timidezza.

Conoscere bene questa emozione significa infatti imparare a riconoscerla e a gestirla, cercando di limitare i danni che essa potrebbe produrre, nelle relazioni sociali, ed imparando a  godere a pieno dei vantaggi che essa invece può comportare.

Vantaggi? Dirà forse qualcuno con incredulità. Si, vantaggi, perché è provato, come abbiamo detto in un precedente articolo, che l’imbarazzo è una emozione pro-sociale, nel senso che favorisce i rapporti sociali ed ha una sua utilità quando si vuole essere perdonati, o scusati.

Se è difficile spiegare questi concetti ad un adulto, figuriamoci ad un bambino… Per questo abbiamo riadattato un articolo che parla di questa emozione, tratto dal libro di una psicologa americana, Mary Lamia, che si chiama Understanding Myself: A Kid’s Guide to Intense Emotions and Strong Feelings,  un libro di psicologia per bambini, che si propone di aiutarli a capire meglio sé stessi. I genitori potranno trovarvi qualche spunto, per aiutare i figli a riconoscere e a gestire questa difficile emozione:

L’imbarazzo è una emozione considerata dell’auto-consapevolezza, così come il senso di colpa, la vergogna e l’orgoglio. L’imbarazzo si prova infatti solo quando si è consapevoli di essere in presenza di altre persone: è una emozione pubblica, che ti fa sentire osservato dagli altri, in un momento in cui ti senti dispiaciuto per qualcosa che ti sta capitando in quel momento.

L’esperienza dell’imbarazzo è un campanello di allarme, che ti fa sentire di aver sbagliato qualcosa nei tuoi comportamenti sociali, qualcosa che riguarda il giudizio negativo che gli altri daranno di te, ma anche il giudizio critico che tu stesso darai probabilmente ai tuoi comportamenti.  Ad esempio, se nel mezzo di una riunione sociale, ti scappa un rutto, l’imbarazzo è legato alla preoccupazione che gli altri ti giudicheranno male.

L’imbarazzo in genere accade quando stai facendo una cosa che viola le norme sociali, ma contro la tua volontà. Secondo i ricercatori, l’emozione dell’imbarazzo viene provata soprattutto quando una persona inciampa, cade, si versa qualcosa addosso, si strappa i pantaloni, fa dei rumori con il corpo, riceve attenzioni indesiderate, o dimentica il nome delle persone (Keltner & Buswell, 1996; Miller, 1992; Miller & Tangney, 1994; Saltier, 1966). Probabilmente non ti ci vuole molto a ricordarti l’ultima volta in cui hai provato imbarazzo, tanto la situazione è frequente e, purtroppo, si ricorda così bene.

Segnali di imbarazzo umano sono: sguardo abbassato, sorriso controllato (quello in cui solo gli angoli delle labbra sono girati verso l’alto), volto girato dall’altra parte, toccarsi alcune parti del corpo (Keltner, 1997, Keltner e Buswell, 1997).

L’imbarazzo è anche associato all’arrossire, anche se non tutti arrossiscono quando sono imbarazzati. Si arrossisce quando uno stimolo negativo proveniente dall’ambiente induce le tue ghiandole a rilasciare l’ormone adrenalina nel tuo corpo. L’adrenalina ha un effetto sul sistema nervoso, che a sua volta provoca un allargamento dei capillari che portano il sangue alla pelle. Il sangue viene insomma portato più vicino alla superficie della pelle, e questo ti fa arrossire. La cosa interessante dell’arrossire è che i recettori delle vene del collo e delle guance umane si dilatano quando il cervello percepisce una minaccia sociale, rappresentata dal fatto che gli altri potrebbero non volerti più accettare, per la cosa che hai fatto o detto (Drummond, 1997).

In particolari situazioni e circostanze sociali, un comportamento che in genere viene considerato imbarazzante viene invece accolto come divertente e spiritoso. Ad esempio, puoi non sentirti in imbarazzo quando fai un rutto e sei insieme a tuo fratello, mentre questo stesso comportamento è altamente imbarazzante se lo fai davanti alla mamma della ragazza che ti piace o ad un’altra persona che ha una certa autorità e un certo potere, come ad esempio un professore. Quindi, il cervello tiene molto in conto il contesto sociale, quando innesca l’emozione dell’imbarazzo.

Può sembrare paradossale, ma a volte anche le circostanze positive possono creare imbarazzo. Supponiamo, ad esempio, che indossi qualcosa di nuovo e sai che anche gli altri la troveranno bella. Se qualcuno ti fa notare quello che già sai, cioè che quel vestito ti sta proprio bene, si verifica l’imbarazzo. Vedi? L’imbarazzo deriva dunque da un’esperienza in cui si diventa improvvisamente consapevoli di sé stessi e ci si rende conto di essere in quel momento esposti agli occhi degli altri, anche se la situazione ha a che fare con una cosa piacevole e positiva.

Quindi, a che serve l’imbarazzo, se ti fa sentire così a disagio? L’imbarazzo è stata probabilmente un’emozione molto utile, nel tempo, per mantenere l’ordine sociale, dal momento che le persone visibilmente in imbarazzo comunicano agli altri delle cose importanti: che riconoscono il loro errore, che provano rimorso per il loro comportamento sbagliato e che cercheranno di fare meglio in futuro (Miller, 2007).

I ricercatori hanno scoperto inoltre che le persone che mostrano imbarazzo nelle loro trasgressioni sociali hanno maggiori probabilità di essere amate, perdonate, e considerate degne di fiducia da parte degli altri, rispetto a quelli che non mostrano imbarazzo. Di conseguenza, potremmo dire che a volte l’imbarazzo serve a… Salvare la faccia (Keltner e Anderson, 2000).

Anche essere presi in giro, oppure ricevere attenzioni da una persona dell’altro sesso può provocare imbarazzo, ma anche questo ha l’effetto di migliorare il livello di accettabilità sociale della persona: se provi imbarazzo, piaci di più (Keltner & Anderson, 2000). Così l’imbarazzo va considerato come una buona cosa, anche se, nei momenti in cui lo provi, pensi che sarebbe stato tanto meglio non averlo mai provato!

A volte l’esperienza dell’imbarazzo ricorda l’emozione della vergogna. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’emozione dell’imbarazzo consista in una forma di vergogna un po’ meno intensa, legata ad una valutazione negativa di sé stessi (Lewis, 2010; Tompkins, 1963). Nonostante l’imbarazzo e la vergogna siano simili, i comportamenti associati a queste due emozioni riguardano distinte espressioni facciali e posture diverse (Lewis, 2010).

Cosa puoi fare quando ti senti in imbarazzo? Bene, prima di tutto, occorre tenere presente l’ “effetto riflettori”, fenomeno conosciuto in psicologia sociale, che dimostra che la persona imbarazzata attribuisce un’importanza esagerata e irrealistica a ciò che gli altri vedono realmente, del suo aspetto e del suo imbarazzo (Gilovich, Medvec, e Savitskij, 2000). Inoltre, c’è la tendenza a rievocare più volte un evento imbarazzante nella propria mente, in cui si è il protagonista di una vicenda nella quale gli altri ci giudicano male e non si prova alcuna stima per sé stessi. (Anche in questo modo, si ingigantiscono le cose).

Ebbene, la cosa importante è allora pensare che queste situazioni imbarazzanti, questi errori commessi davanti ad altri, sono importanti perché ti aiuteranno a crescere. Certo, ci saranno momenti in cui i tuoi amici vorranno ricordare certe situazioni in cui tu eri tremendamente imbarazzato e la cosa non ti farà piacere. Sai perché lo fanno? Perché tutti, proprio tutti, temono l’imbarazzo, per cui i ragazzi (te compreso) preferiscono ridere dell’imbarazzo degli altri, piuttosto che del proprio.  La risposta più giusta in queste situazioni è quella di sorridere – anche se ti esce quello strano sorriso, tipico dell’imbarazzo – e ammettere che si, effettivamente, è stata un’esperienza terribile.

Poi però, non pensarci più, perché le persone che mostrano imbarazzo per le loro “malefatte sociali” sono anche quelle che vengono apprezzate di più. Quindi, fai tesoro delle cose che hai imparato, per fare meglio in futuro, e all’imbarazzo provato non pensarci più.

Fonte:
Understanding Myself: A Kid’s Guide to Intense Emotions and Strong Feelings:

Dr. Walter La Gatta

www.clinicadellatimidezza.it

Immagine:

Miika S., Wikimedia

L’imbarazzo: una emozione pro-sociale

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