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Un commento

  1. E’ la prima volta ke entro in questo sito, ho letto qualke post con curiosità ed entusiasmo, così mi è venuta voglia di scrivere un commmento su un punto affrontato qui. Mi sto x laureare in psicologia e sono sempre stata timidissima. Con il tempo e l’esperienza (poca) ho maturato una mia opinione personale sul fatto di rivolgersi ad uno specialista in salute mentale per problemi “esistenziali” come l’insicurezza ed altri. Per me la timidezza non è una malattia ma un modo di essere, che può far soffrire molto, scrivo x esperienza personale, ma che deve essere accettato dalla persona e da cui secondo me non si può “guarire”. Bisogna rielaborarlo in chiave positiva, e questo viene con una certa maturazione della persona, secondo me. Durante l’adolescenza ci si concentra molto su di sè, sulle proprie sensazioni, e c’è la tendenza ad esasperare le cose, anke all’occhio dello specialista di turno, sul quale spesso si fa un affidamento esagerato, pensando ke capisca l’inimmaginabile di noi. Ma solo noi sappiamo davvero ke peso dare alle nostre emozioni e vissuti.
    A volte c’è il rischio di restare invischiati in un circolo un po’ vizioso di eccessiva autoanalisi, di chiudersi un po’ alle esperienze esterne ke invece possono darci molto x crescere e cambiare, e poi c’è il rischio di passare da persona in situazione di difficoltà emotiva allo status di paziente psicologico/psichiatrico, uno status da cui difficilmente ci si affranca sulla carta.

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