Timidezza e insicurezza con le persone nuove – Consulenza online

timidezza e insicurezza

Buongiorno. Sono una ragazza. Scrivo perché sto cercando fortemente di cambiare alcuni tratti del mio carattere. In generale lascio impressioni molto diverse di me nelle persone con cui interagisco, tutto dipende principalmente da come mi sento io in quel momento (se sono di un umore buono, se ho autostima di me) e in secondo luogo se in quel momento invece mi sento con una bassa autostima e non sono di buonumore allora dipende dal tipo di persone che mi trovo davanti.
Tutto questo comporta che alterno momenti in cui sono perfettamente a mio agio in tutte le situazioni, sono sicura di me e riesco ad esprimermi al meglio, ad altri momenti in cui sono fortemente insicura e sento anche di comunicare invece l’opposto di alcune mie caratteristiche (ironica-non ironica, aperta-chiusa, divertente-noiosa, ecc…). Questo problema l’ho quasi solo con le persone nuove, quasi mai se non mai con i miei amici o i miei parenti, o perlomeno con amici e parenti se mi sento di malumore o se sono in un momento di bassa autostima la cosa non mi tange, perché i rapporti sono già formati e mi sento comunque apprezzata.
Se una nuova conoscenza invece nasce male sento che è molto difficile per me cambiare le cose, perché da quel momento mi sembra di essere bollata in un modo in cui non sono, e sentendomi insicura continuo a non esprimermi al meglio e a sentirmi a disagio.
Ammetto che in vita mia ho avuto e ho molte volte momenti in cui il mio umore non è ottimo, questo perché mi sono dovuta confrontare con numerosi problemi esterni che ci ho messo tanto tempo per risolvere, e alcuni li sto risolvendo ancora adesso.
Mi dà fastidio di me questa insicurezza, e mi dà fastidio soprattutto sapere e vedere che posso non provarla, posso esprimermi in un modo che mi piace e che mi fa sentire al meglio.
In questo momento ho cambiato casa da poco, in un periodo in cui sto riprendendo lo studio dopo che l’ho quasi abbandonato per un po’ di tempo, perciò sto faticando per riprendere il ritmo, e sento che è un buon momento per ricominciare da capo. Solo che mi sono ritrovata in una casa che adoro come posizione e come casa in sé. ma con 3 coinquilini (un maschio e due femmine) che anche se si conoscono da poco si conoscono comunque da un mese prima che li conoscessi io, perciò hanno già formato un gruppo, con delle dinamiche interne a loro, e per me in questo momento la convivenza con loro non è facile.
Sono arrivata in questa casa in un momento appunto in cui sto cercando di uscire da questo ristagno dello studio, per cui mi sento con un’autostima che devo curare ogni giorno, mi sento fragile insomma, e l’impatto con loro è stato allucinante, perché la loro interazione è fatta di battute a ripetizione tra di loro e su di loro, spiegandomi comunque tutto (non è che non capisco cosa stiano dicendo o perché) ma comunque sono dinamiche che appunto sono nate tra loro, e io nemmeno li conosco e loro non conoscono me, ma sembra che non si possa parlare per conoscersi, oltretutto due di questi tre non fanno altro che dire quanto loro stessi siano simpatici, e la terza li prende in giro a turno. Questa situazione per una persona estranea, o comunque per me in questo momento, mi sembra proprio escludente, e che non stimoli l’apertura.
Il ragazzo poi non manca di far notare che parlo poco, lo fa in un modo che mi farebbe ridere se fosse una persona con cui ho già un rapporto, e gli risponderei a tono, e non mi darebbe fastidio, ma così, in questa situazione, mi sembra insensibile, mi sembra anche str***o, e forse lo è o io lo percepisco così, e facendo così non aiuta ad aprirmi o a farmi sentire inclusa, mi sento un’estranea fuori luogo.
So che non sempre si può trovare la situazione ottimale per noi stessi, infatti ci sto passando il tempo lo stesso, li voglio conoscere, voglio vedere quanto ci posso interagire. Questa casa è perfetta e mi sono trasferita da poco, per cui non mi va di mollare tutto, non voglio, non mi sembra giusto.
Diciamo che sto interagendo con tre persone che in questo momento stanno bene tra loro, che forse per carattere non hanno l’accortezza di cercare di includere qualcuno, o di venire incontro a qualcuno se in quel momento/sempre è timido, e se io mi fossi presentata loro nel mio periodo di buona autostima forse mi avrebbero o mi sarei inclusa, ma è andata diversamente e ora è dura cambiare le cose, perché tutto dipende da me, loro non fanno niente o quasi per includermi.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensiate di tutto questo, e se abbiate qualche consiglio da darmi, per la convivenza, oppure in generale per vincere l’insicurezza che mi provoca disagio con persone che non conosco. Grazie.

Gentilissima,
Nella prima parte della sua lettera lei indica una serie di sensazioni ed emozioni che ritiene sue, ma che in realtà sono molto comuni fra le persone, anche fra quelle che sono, o che appaiono, molto sicure di sé. L’umore infatti non è stabile per sua natura e  può influenzare moltissimo gli atteggiamenti e le percezioni che si hanno della realtà. Per questa ragione la inviterei a non lasciare che questi pensieri negativi, queste giornate-no, interferiscano troppo nella sua vita: per farlo, lei dovrebbe cercare attivamente di concentrare la sua attenzione sui tanti aspetti positivi del vivere in questa nuova casa, nonché sulla gratificazione personale dovuta all’aver finalmente ripreso gli studi, in modo da poter perseguire il suo progetto di vita. Per sentirsi inclusi in un gruppo non bisogna sempre aspettare che siano gli altri a creare le giuste condizioni, anche se per una persona timida e insicura può essere oggettivamente difficile mettersi in gioco. Il primo suggerimento che posso darle è quello di cercare di coltivare la relazione a livello individuale con almeno una di queste persone (i timidi sono molto bravi a stabilire relazioni a due), in modo da sentirsi meno estranea e più accettata da almeno uno dei membri del gruppo. Il secondo suggerimento è quello di, una volta alla settimana, fare lo sforzo di mettersi al centro del gruppo, ad esempio comprando una bella torta da condividere, proponendo un film da vedere insieme, o una serata interessante da frequentare. Questo le permetterà, nei giorni rimanenti, di continuare ad occupare quel posto all’ombra che le è più congeniale, sentendosi però meno in colpa con se stessa per la sua mancanza di abilità sociali. Terzo ed ultimo consiglio, a proposito di abilità sociali: queste possono essere imparate; provi a fare suoi alcuni atteggiamenti, alcune espressioni, verbali o mimiche, dei suoi amici “socievoli”, e vedrà che funzioneranno anche per lei.
Last but not least: si ricordi che tutti questi ragazzi, presi individualmente, è probabile che si sentano, con se stessi, come o perfino peggio di lei… L’apparenza il più delle volte inganna!

Buone cose,
Dr. Giuliana Proietti

Immagine:
Pixabay

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Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

Biografia completa della Dr. Giuliana Proietti: qui

Tweets di @gproietti

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