Mi chiamo rossella, e’ sono la mamma di una bimba di anni 4 ad agosto. Apparentemente mia figlia e’ una bimba allegra, socievole, furba, giocarellona, questo a casa o comunque con persone che conosce, perche’ quando c’e’ qualcuno he non consce si chiude, non vuole assolutamente salutare le persone, quando qualcuno gli chiede come si chiama abbssa lo sguardo e abbassa voce glielo sussurra,anche a scuola materna i primi mesi sono stati brutti, non perche’ la bambina piangeva, ma perche’ non voleva partecipare ai giochi , quando la maestra gli parlare lei rispondeva con i gesti, adesso fortunatante tutto si e’ risolto e la maestra mi dice che si E’ RISOLTO TUTTO, sono preoccupata perche’ mi rendo conto che per la forte timidezza mia figia viene messa in disparte, non fanno altro che ettichettarla, dicendo: si vergogna, e’ timida e’ chiusa io sinceramente me la prendo perche’ conosco mia figlia e’ so che a casa e’ un’altra bimba, Aiutatemi vi prego cosa posso fare per farle acquistare un po’ di fiducia negli sconosciuti. grazie

Gentile Rossella,

Questo problema è molto più comune di quanto non si pensi. Molte persone, specialmente mamme, chiedono una consulenza per l’eccessiva timidezza dei loro figli nel contesto scolastico, che giustamente auto-diagnosticano come “mutismo selettivo”. Ora, questa patologia è ancora poco nota e poco studiata, per cui non vi sono grandi indicazioni da dare. Le uniche cose importanti da sapere sono queste:

– La bambina, quando rimane muta, è molto impaurita e dunque il suo comportamento non va considerato un banale capriccio;
– La bambina non deve mai sentirsi al centro dell’attenzione degli altri per i suoi comportamenti. Questo significa che non va premiata quando parla o rimproverata quando non parla. Fare questo significa darle uno strumento per manipolare gli adulti, che è del tutto controproducente;
– La bambina va invitata ad esprimersi anche in altro modo (segni, disegni, ecc.)
– Le cause sono spesso di origine familiare: quando un bambino presenta questi atteggiamenti, sicuramente vi sono altri personaggi in famiglia (genitori, nonni, fratelli) che in passato si sono comportati così.
-Il problema di comunicazione con il tempo si risolve spontaneamente: resta il fatto che aver manifestato questa sindrome in età evolutiva può essere un campanello di allarme per i genitori, in quanto è probabile che il figlio, una volta cresciuto, presenti problemi di ansia sociale, attacchi di panico, ecc.
Cosa fare:
– Favorire la socializzazione, aprire le porte della propria casa a numerosi ospiti, fra cui molti bambini con i loro genitori, accettare gli inviti altrui, porsi come modelli positivi, mostrandosi accoglienti e disponibili nelle relazioni sociali:
– Evitare, quando possibile, un intervento diretto dello psicologo sul bambino
– Sono i genitori che, troppo ansiosi per questa situazione dei figli, devono cercare eventualmente un aiuto psicologico per superare questa fase dello sviluppo del figlio per loro troppo ansiogena. Un eccessivo coinvolgimento dei genitori in questo problema scolastico del loro bambino può rivelarsi controproducente.
– Informare le maestre, cercare una collaborazione
– Consultare lo psicologo scolastico, quando c’è.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

Clinica della Timidezza

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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