Caro dottore leggo sempre lettere che le vengono inviate e molte volte mi sembra di vedere in quelle righe me stesso, con tutte le mie ansie e le mie paure, fortunatamente sto riuscendo, piano piano, a riemergere da questa mia fobia sociale. Una grande svolta l’ho avuta tre anni fa con l’iscrizione all’università, dove non conoscendo nessuno ho dovuto per forza di cose farmi avanti, ma questa volta le persone che ho voluto conoscere differivano di molto da quelle fino allora da me frequentate, mi spiego meglio, prima di raggiungere l’università tendevo a socializzare con delle persone che caratterialmente mi somigliavano ovvero timide, riservate e molto profonde, per intenderci quel tipo di persone con cui si preferisce parlare di argomenti seri, piuttosto che di una qualsiasi “scemenza”, ecco io arrivato all’università conscio del fatto che nessuno mi conosceva ho indossato una “maschera”, si ha letto bene dottore una maschera, difatti per una persona profonda come me per relazionarmi con queste persone superficiali (che occhio e croce saranno il 90% della popolazione italiana) debbo sforzarmi nel parlare di “scemenze”, quando in realtà preferirei parlare di tutt’altro, questo però io l’ho fatto solo per un motivo, studiarli, oddio sembra brutta come parola ma almeno inizialmente era così, infatti col passare del tempo con alcune di queste persone ho stretto un forte legame d’amicizia e ho scoperto non essere persone superficiali come immaginavo, anzi uno in particolare una volta rivelatogli i miei problemi a socializzare mi ha aiuto sia in modo volontario (mettendomi al centro di discussioni) che involontario, infatti ho diciamo assunto molti dei suoi modi di atteggiarsi, di raccontare le cose e sopratutto di relazionarsi con persone mai viste prima, ebbene si ho copiato, ma non me ne vergogno anche perché mi sono reso conto che le persone copiano continuamente e inconsciamente i modi di fare vincenti, poi ho capito anche di cosa parlare con gli altri, infatti mi sono reso conto che parlando di argomenti seri le persone (sopratutto se conosciute da poco) tendono ad annoiarsi e a dare poco importanza all’interlocutore, una volta appurato di dover evitare discorsi eccessivamente seri o che vanno troppo nello specifico di mie passioni, mi sono chiesto di cosa debbo parlare? la risposta per me arriva tramite la persona con cui mi devo relazionare, infatti bisogna intuire i gusti della persona o comunque sondare il “terreno” tramite domande non eccessivamente dirette, ma a mio parere l’analisi della persona è fondamentale, infatti da un’occhiata la si può “inquadrare”.Ecco, ora dette così queste cose sono molto banali, ma non è vero! io le ho imparate imitando gli altri! anche perché a me queste cose prima non mi sono mai venute in modo spontaneo, ora riesco a maneggiare queste capacità con maggiore destrezza, ma prima di arrivarci ho dovuto fare molta pratica, sbagliando anche molto e qui arriviamo difronte all’altro problema del mio carattere (i problemi come si dice non arrivano mai soli) sono molto permaloso non accetto le critiche degli altri e mi sento a disagio quando me ne vengono fatte, incidendo sulla mia capacità comunicativa portandomi ad un totale black-out, anche qua ho posto un “rimedio”, esternalizzando la critica, ovvero provo a portarla fuori da me come se in quel momento la critica non mi riguardasse, anzi provo a scherzarci sopra prendendomi in giro da solo rimarcando così il difetto o la presa in giro che mi viene fatta, da una parte questo spiazza chi ti sta davanti ma dall’altra le fa pensare che hai un forte senso di autoironia, cosa che ho visto essere apprezzata, anche perchè in fondo mi sono reso conto che il 99% delle critiche che mi vengono fatte sono assolutamente superficiali e stupide e quindi non vedo perchè dovrei farmele pesare così tanto addosso fino a sentirmi male!Passiamo al capitolo successivo ragazze!! devo dire la verità anche su questo campo ho trovato molte difficoltà inizialmente ne ero quasi spaventato! giuro non riuscivo a dire più di un ciao, forse anche perché le vedevo solo come un’oggetto sessuale e niente più, ora invece se devo parlare con una ragazza non ci vado con l’intenzione di “provarci”, ma con l’idea di farmela amica, questo “stato mentale” differente mi ha aiutato tantissimo, infatti quest’estate sono riuscito a parlare da solo tutta la sera con una ragazza che avevo conosciuto il pomeriggio e devo dire che mi sono trovato benissimo a parlarci, anzi ho trovato con lei anche un certo feeling cosa che devo dire la veità non mi era mai capitata prima con una ragazza, dottore le devo dire la verità per me questa è stata una grande conquista, anche perché una volta superato questo scoglio iniziale e tornato all’università non ho più evitato i rapporti con le ragazze anzi adesso come adesso , seppur con un po’ di difficoltà, sono io a cercarli.Lo so questi sono sicuramente ottimi risultati, ma la strada è da percorrere è ancora molto lunga, per una totale liberazione da questa fobia, difatti ancora oggi mi capita di ritrovarmi in quelle situazioni di black-out sociali sopra citati ma sicuramente con minore frequenza rispetto a prima, di certo ora come ora tendo ad analizzare e a capire ciò che mi ha imbarazzato, per fare si che la volta seguente in cui mi ritroverò nella stessa situazione sarò preparato ad affrontarlo.Come oramai avrà intuito dal tono di questa lettera, essa non vuole essere una richiesta d’aiuto ma un incitamento a tutti quelli che sono come me a non farsi schiacciare da un mostro immaginario che sta solo nella nostra testa, ecco perché le chiedo di pubblicarla e di farla leggere ai frequentatori del blog.Grazie. Riccardo.

 

Caro  Riccardo,

Pubblico la sua lettera con molto piacere, perché penso che la sua esperienza possa essere di esempio agli altri frequentatori del Sito, oltre che per dimostrare che i consigli relativi alle abilità sociali che vengono dati in questa isola del Web chiamata Clinica della Timidezza non sono delle chimere irrealizzabili, ma degli spunti che ciascuno, con intelligenza e buona volontà (come ha dimostrato il nostro lettore), può fare propri, applicandoli con successo al suo stile di personalità e di vita. Grazie Riccardo per la sua testimonianza e… Ci tenga informati sui suoi ulteriori progressi.

Cordiali saluti.

Dr, Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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