Come migliorare il proprio stile di comunicazione

body language

comunicazioneAvere un buon stile di comunicazione può essere di grande aiuto per superare i momenti di difficoltà sociale. Ecco qualche suggerimento:

1) Prestare attenzione ai segnali non verbali
A volte ci concentriamo su quello che una persona ci sta dicendo, ma non facciamo attenzione a ciò che invece questa persona ci comunica col corpo: le sue espressioni, le sue posture, la distanza che tiene da noi, il modo di guardarci o di darci la mano, possono invece integrare in modo mirabile i contenuti dei messaggi che l’interlocutore ci sta inviando. Osservare gli altri permette di acquisire consapevolezza anche sui propri comportamenti.

2) Guardare ai comportamenti ‘incongruenti’

E’ molto importante riuscire a capire se una persona è veramente sincera con noi: per farlo occorre imparare a guardare se c’è similitudine fra il suo linguaggio verbale e quello gestuale.
Con le parole vi dice che è tranquilla, si sente a suo agio insieme a voi, e poi la vedete con braccia e gambe intrecciate, oppure tamburellare con le dita sopra un libro? Si tratta di comportamenti incongruenti, che andrebbero analizzati bene, per capire quali sono i veri pensieri della persona che, altrimenti, ci avrebbe convinto fin troppo facilmente, con i suoi discorsi.

3) Concentrarsi sul tono di voce

Anche il tono di voce dell’interlocutore ci dice molto di lui/lei. Ad esempio, nei momenti di difficoltà, questo si abbassa o si alza notevolmente, e queste sono indicazioni utili per comprendere qualcosa di più su come chi parla si rapporta a ciò che dice. Occorre anche concentrarsi sul proprio tono di voce, imparando ad esempio a scandire bene le parole e ad esprimerle in tono più alto, quando vogliamo omunicare un messaggio che desideriamo sia ben compreso.

4) Usare il contatto oculare

Guardare una persona insistentemente negli occhi è un modo per rendersi antipatici, o per farle capire che abbiamo un particolare interesse per lei. Nelle situazioni normali è bene guardare sempre l’interlocutore negli occhi, distraendosene solo per pause della durata di quattro-cinque secondi e non di più.

5) Interrompere

Non è vero che interrompere chi sta parlando sia sempre un male: a volte queste interruzioni aiutano l’altro a proseguire nei suoi discorsi, perché rappresentano dei feedbacks positivi. Il parlante si rende cioè conto che chi lo ascolta è concentrato, capisce e chiede precisazioni (pertinenti).

6) Considerare sempre il contesto

In alcune situazioni è necessario essere formali, in altri ci si può permettere di essere più spontanei: le persone vanno dunque valutate seondo il contesto in cui su muovono. Soprattutto occorre capire se i comportamenti sono adeguati o meno ai contesti. Un’eccessiva rigidità non giova: occorre cambiare il modo di fare, secondo il contesto in cui si agisce.

7) Fare pratica, tanta pratica

Per imparare a gestire bene la propria comunicazione servono sicuramente queste nozioni teoriche che abbiamo fin qui brevemente delineato, ma soprattutto occorre sperimentare sul campo: se si vuole davvero migliorare, ogni occasione di incontro sociale deve essere quella giusta per migliorare l’approccio e per acquisire quelle abilità sociali che poi, con il tempo, a forza di praticarle, diventeranno abitudini.

A cura della Redazione del sito
Clinica della Timidezza

Immagine:
Wikimedia

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Autore:

Redazione
Il Sito www.clinicadellatimidezza è online dal 2002 e si occupa di timidezza, ansia e fobie sociali.
Responsabile, Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta di Ancona.

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