Come presentarsi ad un colloquio di lavoro
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Affrontare un colloquio di lavoro è sempre un momento di grande speranza, ma spesso accompagnato da ansia. La preparazione è fondamentale non solo per aumentare le probabilità di successo, ma anche per gestire lo stress e le emozioni che inevitabilmente emergono. Analogamente, il primo appuntamento con una persona a cui si tiene può generare ansia simile: in entrambe le situazioni l’obiettivo è fare una buona impressione, presentarsi nel modo migliore possibile e comunicare efficacemente. In questo senso, il colloquio di lavoro e il primo appuntamento condividono molte dinamiche psicologiche, anche se i contesti e gli scopi sono diversi.
Cerchiamo di saperne di più.
Quanto è importante cercare un lavoro di proprio interesse?
È molto importante. Per alcune persone questa può sembrare un’ovvietà, ma capita spesso che chi è meno intraprendente si lasci guidare dal mercato del lavoro, subendo le scelte altrui invece di selezionare attivamente le opportunità. Riflettere sul tipo di lavoro che si desidera, sulle aziende con cui si vorrebbe collaborare e sul ruolo ideale aiuta a essere proattivi, a prendere decisioni in linea con i propri valori e interessi e a ridurre la probabilità di trovarsi in situazioni insoddisfacenti.
Perché le interviste di lavoro sono importanti?
Il colloquio serve sia al candidato sia al datore di lavoro per valutare se vi è un interesse reciproco a collaborare. Permette di capire se le competenze, la motivazione, i valori e la personalità del candidato si adattano alla cultura e agli obiettivi dell’azienda. Inoltre, è un momento in cui il candidato può esprimere il proprio valore aggiunto, mostrando come la propria esperienza e le proprie capacità possano contribuire al successo dell’organizzazione.
Dove e come si svolgono le interviste?
Le interviste possono assumere forme diverse: faccia a faccia, telefoniche o video. Possono essere individuali o condotte in panel di due o più persone, oppure organizzate come discussioni di gruppo. Ogni formato richiede preparazione specifica. Ad esempio, nelle video-interviste è fondamentale curare il setting, scegliendo un ambiente ordinato, pulito e silenzioso, e prestare attenzione alla postura e alla comunicazione non verbale, poiché ogni dettaglio viene percepito dall’intervistatore.
Quali domande aspettarsi?
Le domande variano in base all’azienda, all’intervistatore e al ruolo per cui ci si candida. Possono riguardare competenze tecniche, esperienze pregresse, valori personali e compatibilità con la cultura aziendale. Spesso vengono poste domande di giudizio situazionale, per capire come il candidato reagirebbe in determinate circostanze, oppure domande motivazionali per conoscere le ragioni che lo spingono a candidarsi per quel ruolo specifico. A volte si chiedono anche i difetti: in questo caso è consigliabile citare aspetti che non risultino negativi per l’azienda, come l’eccessiva puntualità. Infine, parlare di stipendio o ferie è appropriato solo se si ha già esperienza e si cerca un miglioramento della propria posizione, mentre non è indicato durante il primo lavoro o se il candidato tiene particolarmente a quell’opportunità.

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Come prepararsi prima del colloquio?
Nei giorni precedenti il colloquio è fondamentale raccogliere più informazioni possibili sull’azienda e sugli intervistatori, esplorando il sito web, i social media e i profili Linkedin. Conoscere la storia dell’azienda, i fondatori, i prodotti, i piani futuri e i concorrenti aiuta a sentirsi sicuri, a prevedere possibili domande e a formulare risposte più pertinenti. Preparare la risposta alla domanda classica “Parlami di te” permette di comunicare in modo chiaro chi si è, quali esperienze si possiedono e quale valore si può portare all’azienda. Rileggere più volte la descrizione del lavoro consente di allineare competenze ed esperienze con i requisiti richiesti, aumentando la coerenza della propria presentazione.
Esercitarsi con qualcuno, magari attraverso simulazioni o giochi di ruolo, è un’ottima strategia. È utile sia rispondere alle domande dell’intervistatore simulato sia mettersi nei panni dell’intervistatore, per anticipare le domande e capire meglio le sue motivazioni. Preparare un elenco di referenze, scegliendo persone autorevoli che possano parlare positivamente di te, è altrettanto importante. Occorre anche saper descrivere chiaramente il lavoro attuale o le esperienze pregresse; se si tratta della prima esperienza lavorativa, si possono citare attività di volontariato, sport, scout o altre esperienze formative.
È consigliabile preparare domande intelligenti da porre all’intervistatore, mostrando interesse e desiderio di comprendere meglio il lavoro offerto. Allo stesso tempo, pianificare l’abbigliamento e la logistica è essenziale: l’abbigliamento deve essere professionale, ordinato e comodo, con attenzione a scarpe lucide, unghie pulite e capelli in ordine, adeguato alla stagione e al ruolo. Preparare il curriculum vitae in più copie e pianificare di arrivare 5-10 minuti prima riduce lo stress e permette di familiarizzare con l’ambiente. Dormire bene la notte precedente migliora aspetto, concentrazione e tono emotivo.
In presenza: Civitanova Marche, Fabriano, Ancona, Milano
Cosa fare il giorno del colloquio?
Il giorno del colloquio è importante presentarsi con calma e concentrazione. Spegnere il cellulare è fondamentale per evitare distrazioni. Il sorriso e il contatto visivo sono il primo biglietto da visita. Essere educati e rispettosi con tutti, in particolare con il personale della segreteria, aiuta a stabilire un clima positivo. Mantenere un atteggiamento ottimista, rispondere con sincerità e collegare le proprie risposte a risultati concreti permette di mostrare competenza senza apparire presuntuosi. Le risposte devono essere concise ma complete, con una durata minima di circa 60 secondi. È opportuno non parlare negativamente dei precedenti datori di lavoro e mostrare reale interesse verso ciò che dice l’intervistatore. Nel caso emergano sintomi di ansia, come rossore, sudore, secchezza della gola, giramenti di testa o fame d’aria, è utile gestirli con calma e, se appropriato, con un po’ di autoironia.
Come gestire l’ansia?
L’ansia non è un’emozione negativa: fino a un certo punto mobilita energie, attenzione e concentrazione, permettendo di affrontare le sfide. Tuttavia, se diventa eccessiva può limitare le capacità comunicative e operative, accentuando timidezze e riducendo la prontezza nelle risposte. Uno studio pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences ha rilevato che durante i colloqui gli uomini ansiosi vengono penalizzati più delle donne ansiose, probabilmente a causa di stereotipi che richiedono dagli uomini un comportamento assertivo, mentre la donna ansiosa viene considerata più accettabile. Potrebbe anche dipendere da strategie di coping differenti: le donne, essendo più consapevoli dei propri limiti, possono prepararsi meglio, mentre gli uomini spesso negano l’ansia e si preparano meno, ottenendo risultati peggiori. Per gestire l’ansia è utile esercitarsi, respirare profondamente, arrivare puntuali ma non eccessivamente presto e focalizzarsi sull’interazione con l’intervistatore, evitando di concentrarsi troppo sui propri sintomi.
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Cosa fare dopo il colloquio?
Dopo l’incontro è importante chiedere informazioni sui prossimi passi, ad esempio se è previsto un secondo colloquio, una mail o una telefonata. Inviare una breve lettera di ringraziamento per l’intervista sostenuta, anche indipendentemente dall’esito, è un gesto di professionalità che lascia una buona impressione. Quando si riceve un’offerta, accettarla o rifiutarla con atteggiamento positivo permette di chiudere l’esperienza con equilibrio e maturità.
Colloqui di lavoro e primi appuntamenti condividono molti elementi, in particolare l’ansia legata alla performance e all’impressione che si lascia. Entrambe le esperienze richiedono preparazione, consapevolezza di sé e attenzione all’altro. Tuttavia, ci sono differenze sostanziali, come il contesto, il look, la formalità e la possibilità di utilizzare sostanze come alcol o psicofarmaci, che nei colloqui sono assolutamente da evitare. In entrambe le situazioni, arrivare preparati, conoscere l’interlocutore e gestire l’ansia sono strategie chiave per ottenere il miglior risultato possibile.
Dr. Giuliana Proietti
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