Consolare i bambini è meglio che farli piangere?

bambino che piange

Perché i bambini piccoli piangono?

Tutti i bambini piangono, e alcuni più di altri. Del resto piangere è l’unico modo in cui il  bambino può esprimere le sue emozioni e i suoi bisogni. A volte è facile capire di cosa hanno bisogno i bambini, ma a volte non lo è affatto (e i loro pianti disperati possono a volte durare ore e ore…).

Quali sono i motivi più comuni per cui i neonati piangono?

  • fame
  • pannolino sporco o bagnato
  • stanchezza
  • desiderio di coccole
  • meteorismo
  • caldo o freddo
  • noia
  • coliche

Quale è il momento della giornata in cui i bambini piangono più spesso?

Ci possono essere momenti della giornata in cui il bambino tende a piangere molto, ma la sera è sicuramente il momento più comune in cui questo accade.

A che età piangono più di frequente i neonati?

Il picco si raggiunge a circa 7 settimane, ma poi gradualmente il pianto tende a diminuire.

Come calmare un bambino che piange?

  • Mettere una musica o un leggero rumore di sottofondo può aiutare a distrarre il bambino;
  • Mettergli vicino il suo giocattolo preferito;
  • Prenderlo in braccio e ninnarlo;
  • Fare dondolare il lettino o la carrozzina;
  • Cantargli una canzoncina;
  • Fare una passeggiata o un giro in auto;
  • Massaggiargli delicatamente la schiena;
  • Se gradisce fare il bagno, preparargli un bagno caldo.

Come fare quando il bambino piange continuamente e non c’è modo di calmarlo?

Ci possono essere delle volte in cui si è così stanchi da non poterne più di sentire il pianto. Se, dopo aver provato con pazienza e in ogni modo il bambino non accenna a smettere, conviene chiedere aiuto a qualcuno, oppure chiudere il bambino per qualche minuto in una stanza, provare a rilassarsi e poi ricominciare a consolarlo.

Ci sono altri modi per farlo smettere di piangere?

In realtà no: il bambino che piange non sta bene. Occorre dunque fare tutto il possibile per consolarlo e soddisfare tutti i suoi bisogni, così come del resto si farebbe con una persona adulta. Se il bambino potesse esprimere a parole il suo malessere anziché piangere lo farebbe di sicuro: occorre dunque cercare di capire, prevenire e curare. Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma  è evidente che un bambino piccolo non deve mai essere scosso o picchiato per farlo smettere di piangere. 

Dr. Giuliana Proietti

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Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

Biografia completa della Dr. Giuliana Proietti: qui

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