David Coco è timido

Personaggi Timidi

David Coco è nato a Catania e risiede nella vicina Acireale. Si è diplomato presso la scuola Arte Moderna del Teatro Stabile di Catania e perfezionato in recitazione seguendo vari corsi a Londra, San Miniato e Pisa.

Alterna il lavoro in teatro con quello in televisione e nel cinema, dove ha debuttato nel 1994 nel film La chance, per la regia di Aldo Lado.

Tra gli altri lavori cinematografici, citiamo: L’amore di Marja del 2002, regia di Anna Rita Ciccone, Segreti di Stato (2003), regia di Paolo Benvenuti, e Tre giorni di anarchia (2004), regia Vito Zagarrio.

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Nel 2006 è stato protagonista della miniserie tv di Canale 5, E poi c’è Filippo, regia di Maurizio Ponzi, nel ruolo del commissario Ninni Cassarà nella miniserie Giovanni Falcone – L’uomo che sfidò Cosa Nostra, fiction di grande accuratezza con Massimo Dapporto, consacrato da una candidatura agli Emmy, diretto da Andrea e Antonio Frazzi, e protagonista, insieme a Daniele Pecci e Christiane Filangieri, della miniserie Eravamo solo mille, regia di Stefano Reali (Rai Uno, nel ruolo dell’intellettuale pacifista che finisce con Garibaldi per amore della bella di turno.).

Nel 2007  ha interpreta Bernardo Provenzano nel film tv L’ultimo dei Corleonesi, film-tv sul clan mafioso più sanguinario della nostra storia, regia di Alberto Negrin, ed è stato protagonista del film di Stefano Incerti, L’uomo di vetro. Nel 2008 ha lavorato nelle miniserie tv Un caso di coscienza 3, diretta da Luigi Perelli, con Sebastiano Somma, dove interpretava sarà un pubblico ministero molto rigido e duro nelle scelte, Il bambino della domenica, regia di Maurizio Zaccaro, con Beppe Fiorello, e nel film tv In nome del figlio, regia di Alberto Simone.

Nel 2011 è tornato in teatro con la Cavalleria rusticana e “The Author” , spettacoli entrambi diretti dal regista Gianpiero Borgia.

Nel 2018 ha interpretato Leoluca Bagarella nella serie televisiva Il cacciatore, trasmessa su Rai 2 e partecipato al film La fuitina sbagliata dei Soldi Spicci, interpretando il ruolo del padre della sposa.

Ha raccontato in una intervista a La Stampa:

«Da ragazzino volevo fare il medico. Ho cominciato a recitare per caso, spinto da un compagno di liceo. Era un mondo che non conoscevo. Mi ha appassionato. Forse perché sono molto timido e l’alibi della quarta parete mi aiuta a tirar fuori le emozioni».

Dice, infatti, in un’altra intervista:

Il mio lavoro è rappresentare  dei caratteri, personaggi. In questo caso lo considero un lavoro. Se dovessi però stare in una situazione in cui non avessi nessun personaggio da raccontare, in quella posizione esposta mi sentirei in imbarazzo.

 A cura della Redazione del sito
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Autore:

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Responsabile, Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta di Ancona.

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