La creatività è timida

creatività

Molti attori, scrittori o artisti di vario genere sono spesso delle persone solitarie.

J.K. Rowling, ad esempio,  ha raccontato di aver avuto per la prima volta l’idea di scrivere Harry Potter nel 1990, quando viaggiava da sola su un treno: “Avevo scritto quasi continuamente dall’età di sei anni, ma non ero mai stata così entusiasta di un’idea prima. “Con mia immensa frustrazione, non avevo una penna che funzionasse ed ero troppo timida per chiedere agli altri se me ne potevano dare una in prestito…

Quindi, cosa fece la Rowling? Lo racconta lei stessa: “Mi sono semplicemente seduta e ho pensato, per quattro ore (treno in ritardo), mentre tutti i dettagli mi ribollivano nel cervello …”

Altri artisti, come Lady Gaga o David Bowie, hanno imparato a usare la loro performance pubblica come una sorta di corazza protettiva, inventando per il palcoscenico degli alter-ego audaci e sgargianti. Entrambi però si sono descritti come individui dolorosamente timidi e solitari nei loro anni giovanili.

A volte tuttavia neanche la sensazione di poter indossare una maschera artistica aiuta.

Quincy Jones, produttore di Michael Jackson ricorda che Michael era così timido che cantava di spalle davanti a lui, mentre il produttore doveva spegnere le luci e mettersi le mani sugli occhi.  Chi lo avrebbe detto, vedendo come il Re del Pop si esibiva sul palco?

Lo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi ha identificato l’apertura mentale e la sensibilità come gli opposti elementi della personalità che coesistono nelle persone creative. Questo paradosso aiuta a comprendere perché gli artisti possono essere da un lato tanti audaci e carismatici e dall’altro emotivamente fragili.

Dietro l’aspetto esteriore di qualsiasi artista dunque ci sono complessità e contraddizioni che si esprimono al meglio nell’atto creativo, soprattutto nella solitudine.

Non tutti i solitari tuttavia sono creativi:  vi sono le persone timide, che sono solitarie perché non riescono a socializzare e vi sono persone evitanti, che provano fastidio nello stare insieme ad altre persone. Queste persone non sono particolarmente creative, perché non godono i loro momenti di solitudine, che sono spesso caratterizzati da emozioni negative.

Gli unici che godono della loro solitudine sono gli introversi:  essi riescono ad usare il tempo della solitudine in modo felice e produttivo, dedicandosi spesso ad espressioni di tipo creativo.

Carl Jung identificò l’introversione come una caratteristica fondamentale della personalità, e la pagina “Estroversione o Introversione” della Myers & Briggs Foundation descrive questa caratteristica di personalità con queste affermazioni:

  • Mi piace utilizzare le mie potenzialità nel trattare idee, immagini, ricordi e reazioni che sono nella mia mente, nel mio mondo interiore;
  • Preferisco spesso fare le cose da solo o con una o due persone con cui mi sento a mio agio;
  • In genere mi prendo del tempo per riflettere, in modo da avere un’idea chiara su come agire;
  • Le idee per me sono paragonabili a qualcosa di materiale. A volte mi piace concentrarmi sull’idea di qualcosa piuttosto che osservare la vita reale intorno a me.

Ecco perché la creatività non nasce nelle persone estroverse: esse non hanno sufficiente curiosità intellettuale, sensibilità estetica ed immaginazione creativa.

Concludendo, la solitudine non è una bella condizione, anche perché numerose ricerche ci dicono quanto essa sia dannosa per la salute: sia fisica, sia psicologica.

Con un’unica eccezione: la propensione a stare da soli, per creare.

Dr. Giuliana Proietti

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Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

Biografia completa della Dr. Giuliana Proietti: qui

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