La paura

paura

La creatura che perde il sentimento della paura si trova sull’orlo del precipizio…
E’ destinata alla morte.

G.C. Jung

Definizione

Il termine “paura” viene dal latino “pavor” e “paveo” ( “essere sbigottito”). E’ un’emozione che fa parte dell’esperienza di tutti gli esseri viventi: un sentimento acuto, che produce inquietudine e grave turbamento e che in genere si manifesta in concomitanza di eventi pericolosi, che possono mettere a rischio la sopravvivenza.

Incidenza statistica

E’ un’ emozione primaria, colpisce tutti in modo indiscriminato e spesso lascia tracce di sé nei ricordi di ogni persona.

La paura come emozione adattiva

La paura, così come l’ansia è in genere spiacevole, ma fa parte del nostro repertorio difensivo e ci aiuta a tenerci al sicuro ed a sopravvivere alle minacce della vita: è solo quando le paure, o anche le ansie, diventano esagerate, che esse possono diventare patologiche.

La paura e l’ansia

La paura è qualcosa di molto simile all’ansia, nel portare con sé sensazioni di malessere, angoscia e disagio ma essa, a differenza dell’ansia, comporta la preoccupazione per qualcosa di specifico e dunque in genere la paura si manifesta  sempre in un momento successivo, rispetto all’ansia.

La paura della morte

In uno di quei terribili momenti in cui sentiamo a rischio la nostra vita proviamo paura e, come si sa, la paura più grande che proviamo è in genere quella della morte. Come detto tuttavia, la paura va considerata come un’emozione utile, perché è capace di scatenare in noi delle reazioni automatiche, che spesso riescono a portarci verso la salvezza, attraverso comportamenti di attacco o di fuga, che possono tra l’altro salvarci dalla morte.

L’attivazione psico-fisiologica dell’organismo

Le reazioni automatiche generate dalla paura dipendono dall’attivazione psicofisiologica dell’organismo, che si esprime attraverso un aumentato battito cardiaco, vasocostrizione nei visceri interni e vasodilatazione nei muscoli, aumento della frequenza respiratoria, elevato turn-over metabolico, maggiore secrezione ormonale: tutte cose che, col ragionamento o la forza di volontà, sarebbe difficile produrre e ottimizzare nei pochi istanti che abbiamo per decidere come difenderci da una minaccia.

La paura come causa di morte

La paura tuttavia non è sempre salvifica: non dimentichiamo infatti che essa stessa può essere causa di morte in soggetti particolarmente vulnerabili, che dopo un forte spavento subiscono un collasso cardiocircolatorio.

Il piacere della paura

C’è anche chi ha imparato a provare piacere nei brividi della paura, ad esempio mettendo a rischio la propria vita negli sport estremi, o nel sesso estremo, dove la paura diventa come una droga, visto che ha il potere di aumentare la secrezione di alcune sostanze, come la dopamina, che rendono più audace l’individuo e gli generano sensazioni di benessere, estasi, onnipotenza, di cui nel tempo non riesce più fare a meno.

La paura indiretta

La paura inoltre può dare un piacere indiretto, quando non riguarda la propria vita, ma quella degli altri. Molte persone infatti provano piacere nell’osservare filmati di catastrofi naturali, film horror o altre situazioni che, probabilmente, nella vita reale farebbero di tutto per evitare… Si pensi ad esempio all’audience che riescono ad avere certi programmi televisivi basati sulla cronaca nera, sempre più ricchi di elementi morbosi e scabrosi, offerti al pubblico fra uno spot e l’altro e inframezzati da cronaca rosa. Pensando che le cose brutte succedono agli altri, si torna alla propria routine e si gode più profondamente del proprio benessere e della propria tranquillità. Anche questa è, a suo modo, una forma di auto-terapia.

Le paure più comuni

Se un tempo le paure che più affliggevano gli esseri umani erano quelle del buio, degli animali predatori, delle altezze o dei temporali, le paure principali della nostra epoca sono tutte nei confronti della diversità: temiamo chi è diverso da noi, chi viene da altri Paesi o la pensa diversamente da noi. Altre paure che ci angosciano sono quelle della guerra, delle calamità naturali, delle malattie e, recentemente, dei disastri finanziari, causati ad esempio dalla perdita del lavoro e della proprietà della propria casa. Tra le paure più lievi, ma molto frequenti, c’è quella di parlare in pubblico, oltre che la paura di diventare pazzi, di perdere le proprie capacità cognitive: molte sono le persone che giungono al Pronto Soccorso in preda ad un attacco di panico, perché pensano di perdere l’uso della ragione, di diventare pazze. Naturalmente però la paura più forte rimane, come ai tempi dei nostri predecessori, la paura di morire.

Linguaggio del corpo

Per capire se una persona sta provando l’emozione della paura, basta guardarla in viso: questa espressione è tipicamente caratterizzata da una bocca semiaperta con gli angoli girati verso il basso, occhi sbarrati, aperti e fissi, sopracciglia avvicinate con la parte interna spesso in giù, fronte aggrottata, cioè solcata da rughe, sia orizzontali che verticali, in corrispondenza con il corrugamento delle sopracciglia. I muscoli dell’intero viso sono in tensione e l’espressione può restare statica per qualche istante. E’ interessante notare che l’espressione della paura, in tutte le specie, ha lo scopo duplice di avvertire i membri del gruppo della presenza di un pericolo e, nello stesso tempo, di chiedere aiuto.

Le reazioni della persona spaventata

La persona spaventata ha difficoltà a controllare le proprie reazioni, a coordinare tutti gli aspetti di una situazione, sia a livello fisico che mentale. Difficilmente nella condizione di paura si riesce a considerare in modo vantaggioso tutte le possibili alternative ai propri comportamenti.

Età in cui si comincia a provare la paura

In tutte le specie, la paura pone le sue prime basi già nel primo periodo della vita. Nella specie umana è facile osservare bambini molto piccoli che appaiono già pieni di paure e di incertezze. Per fare un esempio, si pensi alla precoce paura dell’estraneo, che giunge fra i sei e gli otto mesi di vita: in questo periodo, un bambino che in precedenza si lasciava prendere in braccio da tutti, comincia a piangere se vede vicino a sé una faccia sconosciuta, che sente evidentemente come una possibile minaccia.

La paura patologica

In genere la paura diventa un problema quando è eccessiva, ma vi sono casi ugualmente problematici che riguardano l’assenza di paura. Un esempio tipico sono i soggetti autistici, gli psicopatici, i bambini iperattivi: la loro mancanza di valutazione del pericolo può mettere a rischio la loro vita con comportamenti pericolosi. Oltre ai rischi relativi all’integrità fisica, vi sono rischi anche per i rapporti interpersonali e sociali: se si mostra di non provare facilmente paura si finisce per essere emarginati, in quanto i propri comportamenti troppo audaci, possono mettere a rischio l’incolumità altrui e dunque indurre spavento negli altri.

Le fobie e le ossessioni

Le fobie (paure immotivate, immaginarie e ingigantite che alterano la percezione della realtà e frenano l’azione.) molto spesso nascono da paure di cui è andato smarrito un ricordo consapevole. Chi soffre di fobie può non riuscire a condurre una vita normale, impedendo il suo normale svolgimento, soprattutto per l’isolamento sociale che in genere comporta. Da una fobia può poi nascere l’ossessione, che costringe la persona spaventata a svolgere complicati rituali.

La terapia

La terapia più indicata per curare le paure, così come le ansie, le fobie e le ossessioni, è quella cognitivo comportamentale, che si basa su psicoterapie brevi, focalizzate sul sintomo, in cui si cerca di modificare la lettura che il paziente dà alla propria realtà e dunque anche agli stimoli minacciosi (o percepiti come tali), unita a tecniche di rilassamento.

Dr. Walter La Gatta

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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