La condizione di timido - Consulenza online
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La condizione di timido – Consulenza online

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Consulenza online Walter La Gatta

ANCONA ROMA TERNI CIVITANOVA MARCHE FABRIANO

Ultimo Aggiornamento: Ago 5, 2021 @ 01:08

Mi chiamo Luca ho 29 anni e sono di R. Ho deciso di raccontare il mio vissuto per avere un’opinione sulla necessità di intraprendere azioni eventuali per correggere il problema.Credo che la mia condizione di timido abbia avuto esordio non nella primissima infanzia ma al tempo della scuola elementare. Penso ciò perché ho un ricordo impresso nella mente dei tempi dell’asilo di approcci sessuali totalmente espliciti da parte mia nei confronti di una bambina. Successivamente ,alle elementari  ebbi il coraggio di dichiararmi alla ragazza più bella della classe attraverso appassionate lettere d’amore ed attenzioni di ogni genere seppur non in maniera diretta e verbale nonostante questo approccio non porti ad altro che una garbata indifferenza da parte dell’oggetto delle attenzioni. In particolare individuo un possibile episodio traumatico in quel periodo; una bambina della mia classe mi si dichiarò e ,nonostante non fosse proprio l’oggetto dei miei desideri, accettai di “mettermici insieme”. Dopo alcune ore di finzione la bambina al termine della lezione mi deride rivelando la presa in giro e dichiarando di , riferendosi a due ragazzini della mia classe. Ricordo di essere sprofondato nella vergogna.
Oltre a questo episodio inserisco, nel tentativo di indagare nella mia psiche, anche un atteggiamento protettivo di mio padre che mi ha sempre accompagnato a scuola e alle varie attività e seguito e rimproverato in maniera, forse, eccessiva. Integro il quadro con una descrizione fisica; sino alla terza media sono sempre stato molto piccolo di statura e gracile ed ho subito, alle scuole medie in particolare, angherie e vessazioni, anche se non sono mancate le volte in cui ho reagito fisicamente, soprattutto con quelli con cui potevo competere fisicamente. Alle medie non ricordo bene quale fosse il livello di timidezza comunque doveva avere esordito in maniera abbastanza decisa.La fase successiva é quella del liceo in cui alterno una fase iniziale, durante la quale la timidezza, almeno all’interno del nucleo della classe, lascia posto ad un’esuberanza spesso sopra alle righe.Una cosa che mi accompagna tuttora é infatti il decadimento della timidezza in ambienti controllati (ad es. con le stesse persone nello stesso luogo) quando ad essa subentra in’esuberanza “prepotente” anche se alcuni blocchi come l’impossibilità a dichiarare interesse a una donna permangono.In questo periodo ho un interesse sentimentale ma non oso dichiararmi nonostante un certo livello di intimità, la paura del rifiuto é divenuto un blocco insormontabile.
Avvicinandomi alla maggiore età inizia il periodo degli eccessi: discoteca, droghe leggere e pesanti e di alcune fugaci esperienze sessuali e sentimentali davvero esigue negli anni e con esiti brevi e insoddisfacenti.Terminato il periodo degli eccessi intorno ai 21-22 inizia il periodo dell'”impegno” con la voglia di recuperare dal periodo precedente. L’iscrizione all’università accentua le difficoltà caratteriali, il disagio dell’entrare nelle aule gremita, il restare fuori dalle socializzazioni che genera impossibilità ad entrare magari in ritardo di 5 minuti per non avere gli “occhi puntati” etc. Queste difficoltà, unite forse ad una debolezza caratteriale concorrono all’abbandono dell’università.
Dal punto di vista delle relazioni affettive solo due annotazioni: un’uscita intorno ai 20 che non portò a nulla per una frase della ragazza che mi portò a pensare, forse erroneamente di un interesse sulla situazione economica e una più recente.La più recente deriva da un aggiramento delle difese erette in ambiente controllato. Il circolo vizioso é già, infatti, instaurato. L’esperienza pressoché nulla con l’altro sesso e il blocco della timidezza mi portano ad escludere rapporti con ragazze che possano raccontare a conoscenti eventuali inadeguatezze o inesperienze. Tuttavia appunto le mie difese vengono aggirate ma la relazione che nasce dopo un po’termina.In sintesi la situazione attuale é questa: non ho veri amici e: cerco ogni volta che posso di estraniarmi dai rapporti sociali: in primis poiché le uniche persone con cui potrei uscire sono persone di basso livello culturale o superficiali. A queste frequentazioni preferisco l’isolamento tanto che non esco praticamente di casa. Per quanto riguarda i rapporti con l’altro sesso mancando le occasioni di socializzazione il problema non si pone e se anche si ponesse sussistono i problemi pregressi e ad essi si aggiungono le difficoltà di un primo approccio. Se ho scritto questo messaggio é perché mi accorgo che, ad esempio, ad un corso mi é impossibile parlare in pubblico anche se lo vorrei e quando sono costretto a farlo il battito del cuore mi porta a farlo con voce distorta e con  difficoltà di espressione. Questo mi causa non poche difficoltà e rende tutte le situazioni più difficili e dal momento che non ho un lavoro, ho intenzione di crearmene uno dal nulla o quantomeno di provarci e per giunta di farlo in un altro paese, si capisce come io nelle situazioni che mi mettono a disagio mi ci debba “immergere” totalmente.Esistono soluzioni possibili? Si tratta di timidezza o di ansia sociale? Quale é la via da intraprendere? Spero vivamente di non avervi tediato anche se capisco sia inevitabile, visto il contenuto.Vi prego in tal caso di non tenere questo sfogo in considerazione.

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Gentilissimo Luca,

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La sua lettera non è stata affatto noiosa, anzi è stata utile per comprendere meglio alcuni aspetti della sua personalità e della sua vita. L’impressione che se ne ricava è quella di un ragazzo che è stato sempre protetto dalla famiglia e che è riuscito a risolvere le situazioni difficili della vita soprattutto attraverso la fuga (la fuga dall’università, dalle relazioni sociali, dalla relazione di coppia).

Tranne che quei pugni dati alle medie, ai compagni con i quali era possibile un confronto fisico, lei non ha fatto che fuggire, anche attraverso l’uso di droghe, leggere e pesanti, oppure indossando una maschera sociale che l’ha portata a comportarsi in modo opposto a quello che sentiva di essere, seppure solo in ambienti protetti, con persone che ormai conosceva bene.

Ma veniamo alle sue domande. Ci sono soluzioni a che? Se lei pensa a soluzioni radicali, capaci di trasformarla in una persona completamente diversa, direi che questo è piuttosto improbabile.
Se lei invece si chiede se esistono soluzioni per stare meglio, riuscire a dare un appuntamento ad una ragazza, trovare un lavoro, riprendere gli studi (cosa che le consiglierei con grande convinzione), direi che si, esistono soluzioni, come ci raccontano quotidianamente i pazienti che come lei all’inizio si sentivano delle persone senza qualità.

Quanto alla seconda domanda, direi che timidezza e ansia vanno a braccetto: se non vi fosse una certa naturale ritrosia verso i rapporti sociali, non vi sarebbe ansia nel momento di doversi esporre a questo tipo di relazioni e viceversa.

E arriviamo alla terza domanda, sulla via da intraprendere. L’unica via da intraprendere in queste situazioni è l’esposizione graduale alle situazioni. Se decidesse di affidarsi alle terapie psicologiche, dovrebbe scegliere un terapeuta cognitivo comportamentale, che utilizza terapie brevi, focalizzate sui sintomi: sono le più efficaci per i problemi di ansia.

Se decidesse di fare da solo, il segreto è quello di dividere i problemi per tipologia e per importanza. Si comincia con il problema meno importante e meno ansiogeno e ci si lavora intorno, per riuscire, poco alla volta, a portare a casa l’obiettivo che ci si è dati. Poi si procede, fino ad arrivare, forti delle conquiste conseguite e dell’aumentata autostima, alle problematiche più ansiogene: nel suo caso, quella di flirtare con una ragazza e darle un appuntamento.
Buon lavoro 😉

Dr. Walter La Gatta

Walter La Gatta
psicologo psicoterapeuta sessuologo
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Dr. Walter La Gatta

Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta sessuologo. Riceve a Ancona, Fabriano, Civitanova Marche Roma e fa Terapie online, via Skype.

Email w.lagatta@psicolinea.it
Sito web www.walterlagatta.it
Telefono 348 3314908

Si occupa principalmente di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it

Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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