Quando le donne si vergognano a fare la mammografia

Dr. Walter La Gatta - Tel. 348 3314908
Psicoterapeuta Sessuologo
Dr. Walter La GattaANCONA TERNI CIVITANOVA MARCHE FABRIANO
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Ultimo Aggiornamento: Lug 1, 2020 @ 15:50

In tutte le parti del mondo sicuramente sottoporsi a una mammografia può causare disagio, pudore, timidezza, come del resto accade anche per altre visite mediche. Sono state condotte numerose ricerche per descrivere l’atteggiamento delle donne che si sottopongono a questo esame. Eccone una breve sintesi.

In che cosa consiste la mammografia?

La mammografia è una radiografia eseguita mentre il seno è compresso tra due lastre, al fine di individuare la presenza di formazioni potenzialmente tumorali. L’indicazione alla mammografia può seguire alla palpazione di un nodulo in una mammella o a segnali che richiedono un approfondimento diagnostico. La mammografia è inoltre effettuata come test di screening> di popolazione per cercare di scoprire eventuali tumori prima che si manifestino. (Airc)

Quanto è importante l’intervento del tecnico radiologo durante l’esame?

L’abilità del tecnico radiologo è un elemento essenziale durante una mammografia. I ricercatori hanno scoperto che la paziente si sente spesso più a suo agio durante una mammografia se c’è un tecnico cortese, che fornisce risposte ponderate alle sue domande. Un tecnico radiologo esperto può anche aiutare le donne che si sottopongono a questo test con tecniche di distrazione, per distogliere la mente dall’esame.

Quanto è diffuso il sentimento di vergogna provato dalle donne durante lo screening mammografico?

Circa 7 donne su 10 manifestano la vergogna durante le procedure mammografiche.

A13

Quanto è diffusa la sensazione di dolore fisico per questo esame?

Circa 8 donne su 10 sostengono che l’esame è piuttosto doloroso durante la compressione del seno.

Quali sono le maggiori barriere nei confronti di questo esame?

Negli studi americani le maggiori barriere sono di tipo culturale ( scarsa conoscenza del cancro al seno), ma anche la sfiducia nei medici e la paura della eventuale diagnosi negativa (  ;  ;  ;  ;  ).

In particolare, in questi studi le barriere principali sono risultate essere:

(a) dolore e imbarazzo,

(b) comportamenti impersonali e non professionali da parte del medico e del personale sanitario

(c)  paura di un risultato negativo, aggravato da una scarsa comunicazione da parte del medico e del personale sanitario

Cosa è la comunicazione centrata sul paziente?

Si tratta di tecniche di comunicazione in cui i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari forniscono cure coerenti con i valori, i bisogni e le preferenze del paziente e gli consentono di partecipare attivamente alle decisioni in merito alla propria salute e assistenza sanitaria” ( ).

Questo protocollo è ampiamente riconosciuto come un prerequisito per un’assistenza sanitaria di qualità e sono stati stabiliti quattro aspetti rilevanti da tenere presenti:

(a) la prospettiva del paziente,

(b) il contesto psicosociale,

(c) la comprensione condivisa

(d) la condivisione di potere e responsabilità.

Nel contesto dello screening mammografico, una comunicazione efficace può essere fondamentale per garantire che gli individui superino le barriere psico-sociali nei confronti dell’ esame ricevendo informazioni comprensibili
( ).

Ipnosi clinica 

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Perché molte donne sono reticenti nel sottoporsi nuovamente all’esame?

La reticenza di molte donne a ricevere controlli tempestivi di follow-up deriva dalla loro esperienza passata e dalla conoscenza della procedura, ritenuta non solo dolorosa e invasiva, ma anche imbarazzante.

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In che cosa si esprime, in particolare, l’imbarazzo?

 

Le ricerche condotte indicano che le partecipanti hanno espresso confusione riguardo alla procedura, incertezza riguardo alla necessità del tecnico di posizionare e riposizionare il seno e alla natura impersonale dell’approccio del proprio tecnico alla procedura. Sebbene le donne comprendessero la necessità di riposizionare il seno per una corretta mammografia e i tecnici radiologi sembrassero addestrati e motivati ad ottenere un’immagine chiara, durante la procedura le donne si sentivano a disagio per la mancanza di potere e controllo sul proprio corpo.

Quanto è importante la prevenzione oncologica per le donne italiane?

Stando ai risultati della ricerca su 1300 donne dell’Osservatorio Prevenzione&Salute di Nomisma, condotto per UniSalute: l’87% delle italiane tra i 30 e i 65 anni si è sottoposta negli ultimi 2-3 anni ad almeno a un esame per la prevenzione oncologica (ecografia, mammografia, Pap test e ricerca del sangue occulto nelle feci)

Per quale ragione molte donne italiane non si sono sottoposte a questi esami?

Il 13% delle donne intervistate non si è sottoposta a questi esami per cinque ragioni principali:

1) paura dei risultati degli esami (34%)

2) pigrizia (31%),

3) imbarazzo (24%),

4) convinzione di non averne bisogno (21%)

5) mancanza di tempo (15%).

Terapia di coppia

Sono state rilevate differenze etniche fra le donne circa la propensione a sottoporsi a questo test?

Si. Ad esempio è stato rilevato che le donne di origine asiatica che vivono in Gran Bretagna provano imbarazzo a sottoporsi all’esame e a parlarne con familiari e amici. Stessa cosa, per quanto riguarda le donne di origine asiatica è stata riscontrata anche negli Stati Uniti, in particolare fra le donne vietnamite e filippine (meno le giapponesi)

Fonti:

Demographics and Perceptions of Barriers Toward Breast Cancer Screening Among Asian-American Women, Tandfonline

Identifying Sociocultural Barriers to Mammography Adherence Among Appalachian Kentucky Women, NCBI

Women Feeling Before, During and After ammography: Egyptian Context, Research Gate

Dr. Walter La Gatta

 

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Marche

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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