Mutismo selettivo o mutismo elettivo

mutismo selettivo

Mutismo Selettivo o Mutismo Elettivo?

In passato questo disturbo è stato chiamato “mutismo elettivo”, perché si riteneva  vi fosse una volontà, una decisione consapevole del bambino, di non voler parlare. Successivamente si è compreso che il bambino non esprimeva alcuna volontà in quel comportamento, ma era semplicemente incapace di parlare in alcuni contesti particolari, anche se ne aveva intenzione. La patologia è stata allora modificata in “mutismo selettivo”.

Un caso: Mario

Mario ha 6 anni e frequenta la scuola elementare. Ogni volta che l’insegnante gli fa una domanda, il bambino si irrigidisce, i suoi lineamenti diventano tesi; si sforza di rispondere, ma non ce la fa, anche perché le poche parole che riesce a dire sono pronunciate con un filo di voce, del tutto incomprensibili.

E’ un bambino muto, anche durante la ricreazione. Riesce solo a parlare, con un filo di oce, con il suo amico preferito.

A casa invece Mario è un bambino del tutto differente. Ha una sorella, con la quale gioca allegramente, frequenta con successo un corso di tennis, canta in un coro parrocchiale.

Dunque, non si capisce perché il bambino non riesca a parlare in classe. Timidezza? Ostinazione?

La risposta: si tratta di  un caso di mutismo selettivo.

Saperne di più

Il Mutismo Selettivo  rientra nella categoria dei disturbi d’ansia in età evolutiva. Il bambino che soffre di questo disturbo è incapace di comunicare in modo efficace in alcuni contesti sociali, da lui selettivamente percepiti come minacciosi (ad esempio, la scuola). In questi ambienti il bambino viene sopraffatto dall’ansia e le parole…Non riescono ad uscire dalla sua bocca.

In genere si tratta di bambini estremamente timidi, ansiosi, timorosi del giudizio altrui, impacciati.

Secondo il DSM-5 (2013) i criteri per diagnosticare il mutismo selettivo sono i seguenti:

  • costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche in cui ci si aspetta che si parli (per es. a scuola), nonostante si sia in grado di parlare in altre situazioni
  • la condizione interferisce con i risultati scolastici e con la comunicazione sociale
  • la durata della condizione è di almeno 1 mese (non limitato al primo mese di scuola)
  • l’incapacità di parlare non è dovuta al fatto che non si conosce, o non si è a proprio agio con, il tipo di linguaggio richiesto dalla situazione sociale
  • la condizione non è meglio spiegata da un disturbo della comunicazione e non si manifesta esclusivamente durante il decorso di disturbi dello spettro dell’autismo, schizofrenia o altri disturbi psicotici

Fattori predisponenti al mutismo selettivo:

  • Fattori temperamentali e ambientali
  • Fattori legati al linguaggio
  • Fattori fisiologici e genetici

Cosa fare

L’insegnante  dovrebbe osservare una certa vicinanza fisica al bambino, presentargli delle richieste contenute, inserire il bambino in gruppi di lavoro dove non è richiesta la comunicazione verbale, cercare di far cooperare il bambino con i compagni di classe che mostrano maggiore empatia nei suoi confronti. In un secondo momento si può passare all’uso di cartelli con risposte pre-definite, come ad esempio ‘si’ e ‘no’. 
E’ importante che il bambino si senta compreso e accolto, non venga ridicolizzato in classe, non gli vengano fatte formali ed eccessive richieste di esprimersi con il linguaggio verbale.

. I genitori dovrebbero cercare di far vivere il bambino in un ambiente sereno e tranquillo, favorire le relazioni sociali invitando a casa dei compagni di scuola con i quali il bambino sembra interagire con maggiore facilità, inserire il bambino in gruppi di disegno, di musica, sportivi, di informatica ecc. in cui non è necessario parlare per avere una buona performance. Sottolineare ogni successo con una risposta premiante per accrescere la sua autostima.

E’ importante non colpevolizzare il bambino: lui/lei non si rifiuta di parlare con qualcuno, ma semplicemente non ce la fa, ne è incapace.

Il disturbo, a seconda di come viene trattato, può evolvere in modo positivo o assumere la forma del disturbo di ansia sociale in età adolescenziale o adulta.

Per approfondire:

selectivemutism.org

Istituto Beck, mutismo selettivo

Immagine:
Flickr

Dr. Walter La Gatta

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

Contatti e Consulenza con il Dr. Walter La Gatta: qui

Biografia completa del Dr. Walter La Gatta: qui

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